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I suoi colori,
i suoi rumori, i suoi profumi, il suo caldo ormai tutto ci
avvolge: siamo a Marrakech.
Dopo anni di pressioni e richieste, abbandono (per un momento)
le mie spedizioni e mi decido di accompagnare un gruppo di 10
amici in Marocco. Il programma è quello di fare un viaggio che
ha il sapore della piccola avventura.
Un
giro ad anello per circa 250 km sui monti dell’Alto Atlante,
valicare un passo a 2700m; naturalmente con la MTB.
E’ stata una settimana molto ricca ed intensa che ha portato
tutto il gruppo a condividere il quotidiano tra i villaggi e le
popolazioni berbere facendoci fare un salto all’indietro nel
tempo, dove ancor oggi la luce e l’acqua sembrano essere un
lusso per poche popolazioni. |
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Privarci di queste comodità era un modo per avvicinarci a conoscere e fare
una esperienza molto semplice e umile. Le nostre guide poi ci hanno
coccolato e assistito lungo il percorso, sempre in sicurezza, seguendoci con
le jeep e preparandoci dei pranzi e cenette speciali a base di couscous e
tajine.
Alla sera la luna piena ci faceva luce e ci teneva compagnia nelle nostre
chiacchierate.
Di ritorno a Marrakech ci siamo buttati nelle viuzze del mercato per cercare
qualche souvenir da portare in Italia che ci tenesse vivo questo sogno fino
alla prossima esperienza .
Salamalecum Alto Atlante e grazie a tutti voi amici del gruppo. Mauri
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Foto ed impressioni del gruppo Alto Atlante |
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Ezio |

Linda |
 Giorgia |

Graziano |

Fausto |
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Luisa |
Fausta |
Mauro |
Paolo |
Giorgio |
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Giorgia Arco
(TN)
Intanto un Grazie ai miei compagni d'avventura...ed un Grazie a Te
Mauri che l'hai resa possibile!
Dovrei farti un poema per spiegarti tutte le sensazioni che ho
provato durante il corso del viaggio ma è un'esperienza difficile da
spiegare a parole perchè sicuramente va vissuta in prima persona
affinchè lasci veramente qualcosa dentro!
Potrei dire semplicemente Bella...e positiva per il paesaggio, per
l'affiatamento che si è creato nel gruppo,per la diversità della
vita tra le montagne e la vita caotica di Marrakech...ma.....indefinita
era la bellezza suggestiva del paesaggio deserto che ci appariva
diverso dietro ad ogni curva....impossibile descrivere il contatto
con la vita quotidiana dei nomadi berberi...e la "povertà" della
vita laggiù...
Percorrendo spesso dei tratti da sola tra il silenzio del deserto
erano mille e mille ancora i pensieri che si stagliavano nella mia
mente; momenti in cui sognare, pensare, sperare, credere, crescere,
amare, vivere, ascoltare... assumevano aspetti diversi dalla mia
quotidianità. Ma la cosa che,forse,mi è rimasta più impressa sono
stati i bambini che ci correvano incontro ad ogni nostro passaggio
in cerca di un regalo o di qualcosa da mangiare e che ci
accompagnavano correndo al nostro fianco mano nella mano e, i loro
occhi...cosi' profondi e scuri, cosi' pieni di tristezza e
malinconia, ma allo stesso tempo cosi' gioiosi e pieni di
speranza....e poi i loro sorrisi, cosi' aperti e disponibili!
Un'esperienza di Vita indimenticabile per la mente, indelebile ai
miei occhi e incancellabile al mio cuore...ma sopratutto VERA...e,poi
i colori....una sorte di poesia...ora ci ripensi....chiudi gli
occhi...adesso chiudili forte...fortissimo..e SEI LA!
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Fausto
Brentonico (TN)
Io
ero alla mia prima esperienza di questo tipo di viaggio, un sogno
divenuto realtà con un grazie a te Maurizio,con paesaggi
mozzafiato, le salite e le discese che si susseguono senza tregua,
qualche caduta e foratura per rendere ancora piu entusiamante il
procedere e per incarnare l'arte del viaggiatore un po spericolato,
tutto è passato così veloce, spero solo di ripetere ancora
un'impresa del genere e ancora grazie a te Maurizio.
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Linda
Varone (TN)
salamalecum
carissimo! Salita sull'aereo non avevo un'idea chiara di dove avrei
passato la settimana, e vi assicuro che nemmeno con l'ausilio della
fantasia sarei riuscita a costruire una realtà tanto sfaccettata.
Niente sembra conoscere la via di mezzo... ..la minaccia della
siccità incombe sulla vita marocchina, tanto che anche negli hotel
è esplicitamente richiesto al turista di servirsi dell'acqua con
moderazione; ..estremo è anche il movimento frenetico di autisti e
pedoni per le strade di marrakech: "Chi dorme, rischia!";
usciti dalla città imperiale, che conta all'incirca 2 milioni di
abitanti, i clacson e la nube di smog vanno scemando, permettendo
alla nostra vista di abbracciare vaste macchie di colore. A macchie,
infatti, si presenta il paesaggio: il colore predominante è
indiscutibilmente il rosso, accompagnato da spruzzate di giallo,
verde e viola, quasi volute dalla mano di un artista per vivacizzare
il territorio, tagliato dalla nostra pista e da poche altre strade.
Certo, dovendo incontrare poche diramazioni del sentiero, non ci
siamo negati la possibilità di percorrere qualche tratto in
solitudine, ritemprandoci nel sapore meditativo, suggerito da tanto
splendore attorno. In breve tempo si raggiungeva qualche altro
compagno e tra una chiacchiera e l'altra i chilometri scorrevano
veloci( quasi sempre!). Una buona sintonia smussava gli angoli +
acuti dei nostri "caratterini" ben delineati, facilitando
la collaborazione e alimentando i momenti di forte condivisione. Il
diverso livello di allenamento in primo luogo, assieme alla
differente esperienza alle spalle, sembravano essersi
neutralizzati...alla doccia ristoratrice della sera, infatti,
arrivavano sempre tutti...anche se qualcuno non sempre se la gustava
calda! Complice il "silenzio" della tecnologia, ci siamo
purificati sotto diversi aspetti. Dal momento che difficilmente il
campo era disponibile, i cellulari ingombravano soltanto. Il cibo
era preparato al momento e condito con l'energia del gruppo, anche
le tossine immagazzinate da tempo a causa di cattive abitudini
alimentari ci abbandonavano velocemente grazie al clima secco..e al
pedalare costante naturalmente! Un'ultima osservazione in merito al
viaggiare in Marocco, ho raccolto più di un'opinione a riguardo; la
popolazione vede di buon occhio i visitatori e non si percepisce la
tensione che caratterizza oggigiorno il mondo islamico. Il suo
estremismo miete vittime in terre lontane, senza aver ancora
raggiunto la gente marocchina. Una gente spontanea, costretta ad
apprezzare il quotidiano nella sua semplicità, una gente che ha
molti segreti da condividere...proprio come ci suggerisce Bruce
Chatwin:"L'idea di ritornare a una semplicità originaria non
è ingenua, antiscientifica, né fuori dalla realtà. La rinuncia
può essere una soluzione anche di questi tempi." (-Le vie dei
Canti-)
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Luisa Varone (TN)
ciao,non
è mai troppo tardi....per qualsiasi esperienza ci apra un pò gli occhi
su qualcosa o qualcuno che non siamo noi stessi! questa è l'essenza che
personalmente ho colto in questa bella avventura di condivisione e di cameratismo
sebbene ci fossero età e vissuti molto diversi fra loro. Aldilà
del tutto che ci circondava pedalando, pedalando che peraltro è stato
descritto in modo stupendo e realistico da Linda, mi soffermo su
quell'aspetto che può passare inosservato, sono i momenti in cui ti
ritrovi da solo ed assapori una sensazione di libertà assoluta, il
silenzio ti avvolge e sei tutt'uno con la natura arida e selvaggia che
ti circonda, cos'è la fatica in fondo? è solo uno stato mentale!
quando pensiamo di non averne più.....intendo energie ecco che scatta
qualcosa dentro di te che ti fà dire: avanti, ancora una pedalata, una
dietro l'altra e sei arrivata!!!! Sei sempre premiato da ciò che trovi
al tuo arrivo! Grazie di cuore a te per questa
opportunità di vivere nuove e dimenticate sensazioni
riscoperte nel sole caldo ed accogliente del Marocco il tutto
condito da....un abbraccio caloroso a "quelli che
c'erano" .....e spero "ci saranno..."a presto
Luisa
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