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Ass. Sportiva Dilettantistica NATURAID
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PROGETTO DELLA SPEDIZIONE
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ARGENTINA:
“NATURAID 2008: Mtb sulle nuvole di un 7000 m”
dal 27 gennaio al 27 febbraio 2008
Spedizione senza mezzi di appoggio in autosufficienza: 2000
km sulle Ande per cercare di raggiungere la cima dell’Aconcagua
(6.962m). Il
progetto ambizioso prevede di scendere con la MTB.
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In questa pagina seguiremo l'avventura in diretta con tutti i reportage che Maurizio riuscirà a fare.
Potete scrivergli
direttamente per un saluto di incoraggiamento info@naturaid.com |
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Voglio
ringraziare di cuore tutti quelli che mi stanno scrivendo e mi
mandano SMS. Mi sostenete con il vostro calore ed entusiasmo. Non riesco a
rispondere a tutti, ma sappiate che mi date carica.
Grazie Maurizio Doro
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LE TAPPE
GIORNO PER GIORNO CON TUTTI I DETTAGLI

1° Giorno PARTENZA PER L’AVVENTURA
IN BICI (Cile)
S 22°54.700
W 068°12.050
San Pedro De Atacama. Hotel
Altitudine: m 2400
Temperatura notturna in camera 33°
2° Giorno Tenda (Cile)
S 23°32.772
W 067°56.842
Altitudine: m 2890
Km parziali 83
Km totali 83
Tempo impiegato: 5h 48min
Velocità media: 14 km/h
Dislivello: ascesa m 1200. Discesa m 300.
Temperatura notturna in tenda 7°
3° Giorno Tenda. Laguna Acqua Calda (Cile)
S 23°54.930
W 067°42.310
Altitudine: m 3950 (quota massima 4550 m)
Km parziali 71
Km totali 151
Tempo impiegato: 8h
Velocità media: 9 km/h
Dislivello: ascesa m 1500. Discesa m.
Temperatura notturna in tenda -3°
4° Giorno Villaggio Catua. Dormitorio. (Argentina)
S 23°52.243
W 067°00.323
Altitudine: m 3992 (quota massima 4250 m)
Km parziali 91
Km totali 245
Tempo impiegato: 7h 12min
Velocità media: 12.6 km/h
Dislivello: ascesa m 1180. Discesa m 1130.
Temperatura notturna in camera 9°
5° Giorno Laguna Seca, ferrovia abbandonata. Tenda.
(Argentina)
S 24°13.686
W 066°55.032
Altitudine: m 3880 (quota massima 4300 m)
Km parziali 84
Km totali 329
Tempo impiegato: 7h 24min
Velocità media: 11.4 km/h
Dislivello: ascesa m 705. Discesa m 790.
Temperatura notturna in tenda -3°
6° Giorno Tolar Grande. Dormitorio (Argentina)
S 24°35.365
W 067°23.723
Altitudine: m 3555 (quota massima 4200 m)
Km parziali 105
Km totali 434
Tempo impiegato: 7h 59min
Velocità media: 13 km/h
Dislivello: ascesa m 790. Discesa m 1080.
Temperatura notturna in camera 14°
7° Giorno Miniera Arita. Dormitorio. (Argentina)
S 25°02.009
W 067°46.052
Altitudine: m 3535
Km parziali 77
Km totali 511
Tempo impiegato: 5h 16min
Velocità media: 14,4 km/h
Dislivello: ascesa m 130. Discesa m 90.
Temperatura notturna in camera 11°
8° Giorno Tenda (Argentina)
S 25°27.052
W 067°32.260
Altitudine: m 3345 (quota massima 4000 m)
Km parziali 72
Km totali 583
Tempo impiegato: 6h 55min
Velocità media: 10 km/h
Dislivello: ascesa m 885. Discesa m 965.
Temperatura notturna in tenda 4°
9° Giorno Tenda (Argentina)
S 25°46.960
W 067°47.848
Altitudine: m 3340
Km parziali 53
Km totali 636
Tempo impiegato: 5h 49min
Velocità media: 9,2 km/h
Dislivello: ascesa m 440. Discesa m 400.
Temperatura notturna in tenda 6°
10° Giorno Tenda (Argentina)
S 26°01.469
W 067°55.349
Altitudine: m 3375
Km parziali 47
Km totali 683
Tempo impiegato: 5h 36min
Velocità media: 8 km/h
Dislivello: ascesa m 450. Discesa m 425.
Temperatura notturna in tenda 5°
11° Giorno Tenda (Argentina)
S 26°25.314
W 068°05.226
Altitudine: m 3627
Km parziali 58
Km totali 741
Tempo impiegato: 8h 06min
Velocità media: 7 km/h
Dislivello: ascesa m 680. Discesa m 400.
Temperatura notturna in tenda 2°
12° Giorno Tenda (Argentina)
S 26°37.694
W 068°09.366
Altitudine: m 4362 (quota massima 4550 m)
Km parziali 30 km
Km totali 771
Tempo impiegato: 6h 29min
Velocità media: 4.5 km/h
Dislivello: ascesa m 1055. Discesa m 330.
Temperatura notturna in tenda -6°
13° Giorno 9 FEBBRAIO ORE 19:30 FINE DELL’AVVENTURA
ESTREMA IN MTB
Las Grutas Gendarmeria di confine. Dormitorio (Argentina)
S 26°37.694
W 068°09.366
Altitudine: m 4106 (quota massima 4850 m)
Km parziali 34
Km totali 805
Tempo impiegato: 6h 30min
Velocità media: 5.5 km/h
Dislivello: ascesa m 925. Discesa m 675.
TOTALE ASCESA 9500 m TOTALE DISCESA 7000 m
Temperatura notturna in camera 6°
14° Giorno RIPOSO Las Grutas Gendarmeria di confine.
Dormitorio (Argentina)
Altitudine: m 4106
S 26°37.694
W 068°09.366
Km parziali 8
Km totali 813
15° Giorno Laguna Verde. Tenda (Cile)
S 24°35.365
W 067°23.723
Altitudine: m 4300 (quota massima 4750 m)
Km parziali 44
Km totali 857
Tempo impiegato: 3h 30min
Velocità media: 13 km/h
Dislivello: ascesa m 790. Discesa m 440.
Temperatura notturna in tenda -4°
16° Giorno Campo base Oios De Salados. Atacama. Tenda
(Cile)
S 27°03.564
W 068°32.838
Altitudine: m 5254
Km parziali 40
Km totali 897
Tempo impiegato: 4h 40min
Velocità media: 8 km/h
Dislivello: ascesa m 1035. Discesa m 150.
Temperatura notturna in tenda -6°
17° Giorno Campo avvanzato Oios De Salados.. Bivacco
(Cile)
S 27°05.435
W 068°32.362
Altitudine: m 5832
Km parziali 5
Km totali 902
Dislivello: ascesa m 700. Discesa m 50.
Temperatura notturna in bivacco -7°
18° Giorno FINE DEL PROGETTO ESTREMO
Las Grutas Gendarmeria di confine. Dormitorio (Argentina)
S 26°37.694
W 068°09.366
Salita al vulcano Oios Del Salados fino a 6600 m a piedi.
Altitudine: m 4106
Discesa in MTB da 6000 m
Km parziali 81
Km totali 983
Tempo impiegato: 5h 05min
Velocità media: 16 km/h
Dislivello: ascesa m 500. Discesa m 2550.
Temperatura notturna in camera 8°
19° GiornoVillaggio Fiambala. Dormitorio (Argentina)
S 27°41.514
W 067°37.241
Altitudine: m 1524 (quota massima 4550 m)
Km parziali 183
Km totali 1166
Tempo impiegato: 9h 16min
Velocità media: 20 km/h
Dislivello: ascesa m 940. Discesa m 3450.
Temperatura notturna in camera 27°
20° Giorno Villaggio Tinogasta. Dormitorio (Argentina)
S 28°03.992
W 067°33.922
Altitudine: m 1222
Km parziali 50
Km totali 1216
Tempo impiegato: 3h 29min
Velocità media: 14 km/h
Dislivello: ascesa m 130. Discesa m 415.
Temperatura notturna in camera 31°
21° Giorno Villaggio Famatina. Dormitorio (Argentina)
S 28°55.466
W 067°31.138
Altitudine: m 1538 (quota massima 2100 m)
Km parziali 112
Km totali 1328
Tempo impiegato: 8h 13min
Velocità media: 13.5 km/h
Dislivello: ascesa m 1030. Discesa m 750.
Temperatura notturna in camera 19°
22° Giorno Tenda (Argentina)
S 29°20.827
W 067°42.198
Altitudine: m 1543
Km parziali 70
Km totali 1398
Tempo impiegato: 5h 28min
Velocità media: 13 km/h
Dislivello: ascesa m 795. Discesa m 745.
Temperatura notturna in tenda 17°
23° Giorno Tenda (Argentina)
S 29°31.189
W 067°27.097
Altitudine: m 1090 (quota massima 2000 m)
Km parziali 104
Km totali 1502
Tempo impiegato: 6h 34min
Velocità media: 16 km/h
Dislivello: ascesa m 725. Discesa m 1130.
Temperatura notturna in tenda 17°
24° Giorno Tenda (Argentina)
S 30°04.735
W 068°30.017
Altitudine: m 1045
Km parziali 80
Km totali 1582
Tempo impiegato: 5h 46min
Velocità media: 14 km/h
Dislivello: ascesa m 345. Discesa m 340.
Temperatura notturna in tenda 22°
25° Giorno Villaggio San Jose De Jachal. Dormitorio
(Argentina)
S 30°14.577
W 068°44.673
Altitudine: m 1162
Km parziali 41
Km totali 1623
Tempo impiegato: 3h
Velocità media: 13 km/h
Dislivello: ascesa m 415. Discesa m 245.
Temperatura notturna in camera 27°
26° GiornoVillaggio Las Flores. Casa privata.
(Argentina)
S 30°18.659
W 069°13.532
Altitudine: m 1819 (quota massima 2170 m)
Km parziali 82
Km totali 1705
Tempo impiegato: 5h 24min
Velocità media: 15 km/h
Dislivello: ascesa m 1210. Discesa m 400.
Temperatura notturna in camera 12°
27° Giorno La Sienega. Ospite a casa del pastote. Tenda
(Argentina)
S 30°51.763
W 068°56.736
Altitudine: m 1628 (quota massima 2400 m)
Km parziali 82
Km totali 1787
Tempo impiegato: 5h 22min
Velocità media: 15 km/h
Dislivello: ascesa m 940. Discesa m 980.
Temperatura notturna in tenda17°
28° Giorno FINE DEL VIAGGIO
San Juan. Ostello (Argentina)
S 31°32.380
W 068°31.019
Altitudine: m 631
Km parziali 111
Km totali 1898
Tempo impiegato: 5h 24min
Velocità media: 15 km/h
Dislivello: ascesa m 420. Discesa m 1300.
Temperatura notturna in camera 27°
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Naturaid
Argentina 2008 news n° 1
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28 gennaio ore 16.00 Maurizio ci scrive:
sono arrivato a Santiago dopo 14h di volo. Ho avuto un pò di problemi per il
bagaglio, ma fortunatamente è
arrivato tutto, bici compresa .Tra tre ore prendo un
aereo che mi porterà a Calama, poi con qualche mezzo vorrei
cercare di raggiungere oggi stesso San Pedro in pieno
deserto di Atacama. Ho proprio una grande voglia di ritornare
in questo, per me affascinante paese, che ho conosciuto anni fà in altre mie spedizioni.
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Naturaid
Argentina 2008 news n°
2
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29 Gennaio
2008 17:36

(foto da
galleria Maurizio Doro anno 2003)
Da Santiago ho
volato verso Nord, dal finestrino il deserto mi mostrava
tutta la sua crudele aridità, su un sfondo fatto di un
cordone di vulcani dalle cime innevate, la Cordigliera Andina. Il deserto è una distesa accecante di sabbia, ghiaia
di colline dolci, dai colori che sfumano dal panna al rosa,
è una vera meraviglia
incantarsi e ammirarlo con gli occhi ipnotizzati.
All’aeroporto di Calama dove sono arrivato prima di prendere
un bus e fare i 120 km per arrivare a S.Pedro ho incontrato
lo stesso taxista
che mi portò nel 2003, mi ha riconosciuto e
abbiamo bevuto assieme una cola. Com'è piccolo il mondo e
come corre lento.
Mi trovo a S. Pedro De Atacama e finalmente tra qualche ora
partirò.
Questo paese in pieno deserto Atacama è un luogo da ultima
frontiera. Gente giovane, tipi dalle barbe e capelli lunghi
vestiti in modo trasandato e libero, gente che viene qui in
cerca di avventura, sbandati in cerca di fortuna, i più
scaltri mettono su una piccola attività di bar, o un'agenzia viaggi che propone le cose più varie, persino snow
board sulle duna di sabbia. L’aria del paese è ancora antica,
strade polverose tra case di sassi e argilla, ma popolate da
tantissimi stranieri che affollano i piccoli negozi di
artigianato. E’ cambiata tantissimo da quando venni la prima
volta nel 1997. Però lo spirito che porta i grandi
viaggiatori esploratori è lo stesso, cercare la vera
avventura tra la solitudine e meraviglie di questa natura
fatta di altipiani oltre i 4000 m, Vulcani da 6000 m, aride
piste polverose dissestate. C’e chi parte per andare in
Bolivia, chi per attraversare il deserto cileno e qualcuno,
come me, per andare in Argentina. Qui c’e ancora la grande
avventura fatta su piste, lontano dai classici giri
turistici. Certo le difficoltà sono estreme se non si
utilizzano mezzi d’appoggio, ma non sarebbe più un viaggio
alla scoperta delle emozioni più profonde.
Qui a S. Pedro fà caldo e la temperatura di giorno supera
anche i 35 C°, ma l’escursione termica è notevole e alla
sera scende anche sotto i 15 C°.
Ho fatto rifornimento di benzina per il mio fornellino che
mi servira' per
farmi da mangiare e ho fatto rifornimento d’acqua per 15 l
perchè per almeno 250 km penso di non trovare nulla. Oggi
viaggerò con calma per capire meglio tutto il mio carico e
la sua disposizione; e questa sera mi accamperò a circa 3300
m, non voglio arrivare sull’altipiano a 4000 m subito,
potrei soffrire il mal d’altura.
Mi sto concentrando per non incorrere in errori e assaporare
tutte le vibrazioni che mi darà questa nuova avventura.
Ora mi appresto ad andare alla frontiera cilena e poi a
quella argentina.
Un saluto a tutti voi e al prossimo collegamento.
Maurizio
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Naturaid
Argentina 2008 news n° 3
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30 Gennaio
ore 15.30
Maurizio è
riuscito a mandarci un piccolo assaggio di ciò che sta
vivendo nello splendido paesaggio del deserto di Atacama;
scrive:
Ieri ho pedalato per ben 82 km attorno al deserto Atacama.
A farmi compagnia in questo meraviglioso deserto sulla mia
destra il meraviglioso vulcano Licancabur innevato. E come
altre volte in Cile ho trovato un fortissimo vento contrario
che mi ha fatto veramente faticare, oltre ad aver dovuto
preferire una pista più larga perché l’altra che avevo
programmato di fare è impraticabile a causa della molta
pioggia caduta nei giorni scorsi che l'ha resa impraticabile
e fangosa. Sono arrivato alle 20.30 a 2900 m e qui ho piantato la mia
tenda dove dormo subito, per la stanchezza non mangio
neanche, tanto che questa mattina prima di ripartire ho
mangiato ben 3 buste di pasta disidratata. Sto in tenda per ben 12 h,
sotto un cielo stellato bellissimo. E’ in tenda che in ogni
mio viaggio riscopro la parte selvaggia di me, ed è in
tenda che vivo con poche cose che sono però
l’indispensabile.
Parto poi
per il passo Sico a 4200m. Devo percorrere almeno
100
km per raggiungerlo, vado dolcemente su questa pista con il
mio carico di 50 kg sulla bici.
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Naturaid
Argentina 2008 news n°
4
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1 Febbraio 2008 ore 15.00
Da un breve collegamento
telefonico con Maurizio abbiamo saputo che dopo tre giorni
in terra cilena è arrivato in Argentina. Ora si trova in un
piccolo paese a 4000 m e si sta preparando per raggiungere
il vulcano Ojos del Salado (con i suoi 6887 m è la terza
montagna più alta delle Ande, dopo l’Aconcagua e il Pissis
ed è il più alto vulcano attivo del mondo.). In questi
giorni ha attraversato diverse piste percorrendo più di 2000
km con 4500 m di dislivello con temperature normalmente sui
30C° di giorno 1 C° la notte .Le
piste sono praticamente deserte ed è stato molto difficile
ed d’ora in poi ancora di più trovare piccolo villaggi dove
poter fare rifornimento d’acqua. Ci diceva infatti che ora
sta viaggiando con un carico d’acqua di solo 15 litri e che
sta percorrendo una pista popolata solo da vecchie miniere
di sale abbandonate,per cui pensa di ritornare indietro per
cercarne una migliore. In questi giorni le sue pedalate sono
servite anche ad acclimatarsi per poter così raggiungere
altitudini più elevate.
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Naturaid
Argentina 2008 news n°
5
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3 Febbraio 2008 ore 14.00
Maurizio ha raggiunto un
piccolo paese dove alcuni geologi utilizzano internet per
cui ci ha mandato alcuni suoi pensieri :
Ciao a tutti
Mi trovo a fare un viaggio unico e speciale, tantissime
sarebbero le cose da dire e descrivere nel mio incontro con
questa zona desertica d’alta quota della cordigliera
Argentina, ma quello che ho provato attraversando questi posti che hanno reso la mia solitudine
veramente sentita e unica e’ stato pensare intensamente alla
mia famiglia.
Non ho mai parlato della mia famiglia, ma ora queste
riflessioni diventano una necessità.
Ora io in questo momento della mia vita mi ritrovo ad essere
al centro di un grande nucleo famigliare. Mamma, papà e
sorella da una parte e la mia compagna Lisa, i miei figli
Andrea e Greta dall’altra.
Mi sento ora il fulcro e ne sono consapevole, vesto un ruolo
importante. Trovandomi ora in questa situazione di uomo
realizzato capisco e ringrazio la mia famiglia di origine
che ha creato quello che ora io cerco di conoscere in tutta
la sua profondità.
Nasco da una famiglia stile antico dove la mamma e’ sempre
stata attiva in casa e sempre disponibile di troppo amore
con i figli, mio padre di famiglia povera che scappava dalla
guerra, gran lavoratore e sindacalista negli anni 70, non dava mai
soddisfazione diretta per i risultati che noi figli avevamo
in ogni campo.
Per quello che mi riguarda man mano che io crescevo e mi
distinguevo nelle avventure ed esplorazioni estreme, di lui
sapevo solamente che esprimeva soddisfazione per il figlio
soltanto con gli amici al bar, quando leggeva di me sui
giornali o in televisione; ma quando eravamo a tavola io e
lui, nessun complimento, nessuna soddisfazione mi veniva
trasmessa. Io forse un po’ pativo, ma non mi sono mai
sentito sconsolato e con tanta energia continuavo nei miei
progetti aiutato dalla mamma. Naturalmente lei soffriva
tantissimo in silenzio per le mie ripetute mancanze da casa
quando partivo in giro per il mondo a fare avventure anche
pericolose.
Mia sorella ha sempre moderato l’atteggiamento di nostro
padre ed era di grande appoggio in qualsiasi momento, anche
quando io qualche volta lo pretendevo come se fosse un obbligo.
Ora, in questa avventura, ho pensato intensamente a tutto
questo e a quello che sono, e devo dire veramente grazie
alla mia famiglia che con il suo modo di essere mi ha fatto
scoprire molti aspetti importante della vita.
Ora io ho creato una nuova piccola famiglia che ancora sta
crescendo e nessuno ancora sa quale sarà il frutto. Ma
neanche io ora so cosa mi aspetta dopo quella curva e su
quel passo…
vi amo famiglie.
In questo splendido posto ieri ho percorso 105 km e circa
800 m di dislivello raggiungendo 4200 m di quota, ho
attraversato una delle zone più belle che abbia mai visto,
circa 40 km di colline di argilla dove la pista continuava a
scivolare e insinuarsi come un fiume nella giungla. La
pista procedeva ad S e a volte avevo il sole alle spalle, a
volte in fronte, mi sembrava di vagare senza meta tra questi
coni che a volte si stringevano intorno a me e sembrava
dovessero franarmi da un momento all’altro. Un gioco
spietato in questo labirinto. Ho pedalato su e
giù in un fondo ben compatto ma pieno di buche e spesso ho
spinto sulle ripide salite ansimando e testa bassa.
Non si vedeva oltre, una svolta a destra, poi la pista si
nascondeva, poi ancora una svolta a sinistra, per me quasi
una sensazione di claustrofobia, ma poi arrivato sul colmo
una veloce discesa mi ha portato in un océano aperto, una
piana incredibile di ghiaia a perdita d’occhio dove fanno da
sfondo una serie di vulcani innevati. Piango dall’emozione. |
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Naturaid
Argentina 2008 news n°
6
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4
Febbraio 2008
Mi trovo
alla miniera di Arita sono appena arrivato e sono le 21,19
ore locale a 3550 m.
Questa mattina ero molto indeciso se partire da Tolar Grande
un paese di 200 abitanti situato in una zona da fantascienza
nel nulla. Non sono stato bene la notte, probabilmente avevo
un po’ di febbre e sudavo, a volte tremavo. Sicuramente il
gran sole della giornata e la gran fatica dei 1005 km.
Me la sono presa con calma tutta la mattina ed ho valutato
molto bene con la gente locale la possibilità di
attraversare questa favolosa zona desertica. Una pista che
volevo fare portava dopo 130 km ad una vecchia miniera ora
fantasma: Consolidada. Da qui partivano piccole piste che
oramai solamente qualche anziano ricorda vagamente. Mi
consigliano tutti di non avventurarmi, non lo fanno nemmeno
loro,
Qualche biker che ha provato ad attraversare questa zona è
uscito subito verso il Cile dal passo Socompa limitando i
danni. C’e un’altra possibilità attraversare completamente
il salar Arizado e arrivare per piste ad Antofagasta della
Sierra. Mi sento veramente in forma (psicologica perchè
fisicamente sono molto provato) ma non stupido da rischiare
di perdermi su piste sconosciute mettere a repentaglio la
mia incolumita', cosi valuto la nuova
possibilità.
Mi
muovo con calma, mangio e faccio rifornimento di 18 l
d’acqua che dovrebbero bastare per almeno 6 giorni.
Controllo anche tutta la bici e scopro che il copertone
dietro e’ lesionato in 2 punti e si scorgono i filamenti
intrecciati, rinforzo l’interno con della gomma grossa che
mi ero portato di scorta.
Alle 13:00 parto convinto, sento il carico nuovo sulla bici.
Mi allontano dal paese e subito sono in un labirinto
fantastico fatto di piccole montagne di argilla e sale
accecante. Mi sento coccolato da questa grande natura.
Qualche km e mi tuffo nel salar Arizado, immenso e ruvido,
il suo paesaggio e’ simile ad un gigantesco campo arato
tutto imbiancato della prima neve. Acceca e subito metto il
passamontagna per non ustionarmi con il riverbero.
Immaginavo una distesa di sale come il Salar de Uyuni in
Bolivia che gia conosco, invece e’ tutto ruvido e la pista e’
faticosissima ed impegnativa anche per la bici, continuo a
rimbalzare ed a cercare la via più scorrevole.
Questo salar e' ruvido per via della veloce vaporizzazione
della sua acqua quando c'e' sulla sua superficie. Mentre e'
molto lenta quello del
Salar de
Uyuni, che lo rende liscio come un bigliardo.
Sono ore che pedalo su una pista diritta e mai le montagne
in fronte si avvicinano, il sole scalda, ma almeno il passamontagna mi ripara dalle
ustioni. A volte mi viene voglia di toglierlo ma so che
sarebbe un delitto per la mia pelle, non lo tolgo neanche
per bere, bevo direttamente aprendo la bocca e avvolgendo la
borraccia con la tela sulla bocca. Pedalo spesso alzandomi
sui pedali e a volte carico il manubrio con tutto il corpo
per togliere carico dalla ruota posteriore quando il fondo
e’ veramente infuriato, cercando cosi' di limitare i danni
alla ruota. Le ore passano ma il sole sembra non
sentire arrivare la sera. Le ombre sono sempre piu' lunghe e
sottili, spade che si insinuano negli anfratti e asperita'. A volte mi abbandono a questo dondolio
continuo e guardo solamente 3-4 m avanti la ruota e i miei
pensieri vanno come in uno stato di trans. Sento la voce di
mio padre che mi dice mentre
mi stringe forte la mano e mi tira verso se... ora sei papà
anche tu, ma
sei il mio bambino....
Un
collina scura all'estremita' del salar bianco attira la mia
attenzione da diverse decine di minuti, e' un cono perfetto
circolare e alto qualche centinaio di m, una meraviglia
inspiegabile della natura. Una rara bellezza.
Come d'incanto, in un attimo le montagne si avvicinano e vengo sbattuto
sulla marron argilla del sentiero che sale verso una
collina, 74 km in 9 ore sono stravolto. Intravedo una luce
debole nel giorno che sta per terminare.... sono arrivato
alla miniera. Mi hanno detto che alcuni geologi stanno
facendo ricerche perchè hanno trovato oro. Si, uno e’
canadese e subito mi ospita e mi dà da mangiare (che lusso).
Hanno un satellitare, il telefono e’ molto caro ma il
collegamento internet e’ gratis. La tecnologia però.
Scompare la mia fatica mentre fuori dalla baracca sta per
arrivare il diluvio universale.
Nuvoloni neri, paurosi e vento da ciclone. Buona notte. Mauri
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Naturaid
Argentina 2008 news n°7
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6
febbraio 2008

(foto da
galleria Maurizio Doro anno 2003)
Da
un breve collegamento telefonico Maurizio ci ha fatto sapere
che ieri pomeriggio si trovava in un piccolo villaggio
sperduto fra gli immensi salar che sta attraversando.
Precisamente il villaggio Antofalla a 3300 m abitato da sole
60 persone, ma incredibilmente con la possibilità di
telefonare e di usare internet (da dicembre c'e' stato un
finanziamento per cercare di valorizzare questa parte di
territorio e farla conoscere al mondo e i primi risultati
sono stati la costruzione di una casa con una linea
telefonica). Maurizio ci ha raccontato
che lo hanno ospitato con grande gentilezza, ma sopratutto
con grande stupore perchè mai nessuno si avventura da solo da quelle parti
e mai era
arrivato in sella ad una bicicletta.
Il capo del villaggio gli ha addirittura permesso di
telefonare attaccando il loro unico generatore di corrente
per 15 minuti. E' incredibile come dove non c'è nulla e
niente c'è invece grande disponibilità e gentilezza per il
prossimo. Maurizio ora sta percorrendo una solitaria pista
di 250 km, ma ci diceva di volerla fare in tranquillità
perchè ha ancora con se il necessario per altri 4-5 giorni.
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Naturaid
Argentina 2008 news n°8 |
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11 Febbraio
2008
Nuovo
collegamento telefonico e nuove notizie dall’Argentina.
Maurizio il
9 Febbraio alle 19.30 ha concluso l’attraversata della
meravigliosa pista che attraversa la catena cilena Andina.
Sino ora è l’unico biker che si è avventurato nell’attraversare questa pista che estende per ben 250 km, a
4000m con punte sino a 4850 m. Ci ha raccontato di aver
attraversato diversi salar e un paesaggio ricco di calate di
lava, di grandi distese di sabbia e argilla. Pedalare in
questi posti è stato difficilissimo tanto che ha dovuto
spingere la bici per diverso tempo, percorrendo anche
soltanto 30 km al giorno. Ha dovuto fermarsi diverse volte
per controllare la bici che per il cattivo terreno iniziava
a dare qualche problema e ci racconta che se si fosse rotto
qualcosa sarebbe stato difficile riparare anche perché è
impossibile trovare aiuto e assistenza in quei posti, in
questi giorni non ha mai incontrato nessuno.
Ora si
trova al passo San Francisco. Non è sicuro di riuscire a
compiere la sua discesa sull’
Aconcagua
perché come gia sapeva dall’Italia è difficilissimo ottenere
il permesso. Intanto continua verso
Ojos del Salado |
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Naturaid
Argentina 2008 news n°9 |
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Alle
13.00 di oggi 15 Febbraio abbiamo ricevuto una breve
telefonata di Maurizio. Si trovava
a Las Grutas,
e' ritornato nella gendarmeria Argentina di confine e ci ha raccontato brevemente della sua pedalata
a
Ojos del Salado. Ha tentato di
salire il vulcano con due alpinisti austriaci, ma hanno
trovato neve e fortissime raffiche di vento per cui partiti
di notte, dopo aver attraversato anche un ghiacciaio,
si sono dovuti fermare a 6600 m di quota anche perchè ha nevicato per
due notti di seguito. Maurizio poi è ritornato a 6000m dove
ha ripreso la bici ed è volato sino alla Laguna Verde a
4200 m, si e' rifocillato con il cibo che aveva
lasciato al suo bivacco ed e' ripartito per il passo S.
Francisco a 4750 m. In questa giornata 80 km di bici oltre
che alla scalata ed è
ritornato a Las Grutas. Ora è diretto a Fiambal che dista
200 km dove forse potrà collegarsi via internet e
raccontarci meglio tutti i dettagli.
In questa zona per un raggio di
400 km non si trovano vittaggi e possibilita' di
rifornimenti alimentari. Bisogna essere completamente
autonomi. |
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Naturaid
Argentina 2008 news n°10
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16 febbraio Ciao a tutti voi
Mi trovo a Fiambala un piccolo paese a circa 1500 m di
quota.
Mi spiace molto non aver potuto tenere molti contatti in
questa ultima settimana, ma la regione che ho attraversato
e’ molto isolata e le condizioni sono estreme.
.jpg)
Il 9 febbraio ho concluso una attraversata mai
conclusa da nessuno in bicicletta in completa autonomia e
senza nessun supporto esterno. Il percorso di circa 800 km
attraversava tutta la zona Andina Argentina e la difficile regione di Catamarca. Un percorso quasi
sempre oltre i 4000 m e solamente per circa 300 km sceso a
3500 m con passi fino a 4800 m. Da Nord a Sud, tentato da
altri ma terminato prima percorrendo alcune vie di fuga che portavano ad Antofagasta Della Sierra oppure al
passo Socompa.
Io invece ho proseguito fino all’ultimo avamposto fantasma
Las Quinuas (dove a volte vivono 2 persone grazie ad un po’
d’acqua che le montagne innevate sopra questa oasi
rifornisce) e poi ho proseguito in direzione del vulcao Pinuaco e poi verso Las Gruras.
E’ stata una esperienza molto forte, in completa solitudine
tra vulcani e lagune di bellezza fuori dal comune. Luoghi
antichi che solamente mescolati alla propria solitudine,
alla fatica, alla sofferenza possono arricchire il proprio
io e rafforzare i propri sentimenti più profondi e scoprirne
di altri, e capirne le lacune.
.jpg)
Gli ultimi 4 giorni sono stati i più difficili perchè poche
erano le certezze reali. Bisognava decidere se andare avanti
o uscire da queste vie di fuga. Il pensiero di una notte in
tenda. Io sono sempre stato bene e la mia psiche non e’
stata mai scalfita da grossi dubbi, ero sempre certo di
essere sulla pista giusta, diciamo direzione perché spesso
la pista scompariva e bisognava solamente intuire la
direzione tra le colate di lava nera e le colline di sabbia
gialla e ghiaia grigia oppure girare tra le lagune dal blu
intenso o attraversare i salar accecanti. Il carico della
mia bici di 50 kg era veramente una zavorra, ma la grande
necessità d’acqua era indispensabile, ed io ne portavo con
me circa 18 l. Negli ultimi giorni andavano esaurendosi
perchè ne usavo per bere e per cucinare. Quanti pensieri su
questa indispensabile risorsa. Che nel nostro mondo non ha
il giusto e grande valore che merita, anzi, la maltrattiamo
e quasi non ci appartiene anche se non possiamo farne a meno
in continuazione nella nostra giornata. Ogni volta che abbracciavo la
borraccia io ero dedicato con tutto il mio pensiero e mi
spruzzavo piccoli getti nella bocca e sui denti, era una
vera goduria ad occhi chiusi. Ne spruzzavo per 3 volte (il
numero perfetto) ma qualche volta quando la fatica era tanta
e la bocca veramente secca che la lingua mi si attaccava il palato, mi
abbandonavo e ne spruzzavo 5 volte. Un bene prezioso che
alimentava anche le mie buste di cibo disidratato che
cucinavo la sera.

L’attraversata del salar de Antofalle, mi ha impegnato
moltissimo perchè immaginavo di trovare la pista facilmente
invece ho continuato sulla costa ovest per diversi km
sperando di vedere delle tracce sicure. Dopo qualche km che
spingevo la bici sotto il sole bruciante, intuisco di aver
superato il passaggio chiave che portava sulla sponda
opposta. Io avvolto dal passamontagna e coperto tutto il
corpo per non bruciarmi, tra gli occhiali, ritorno e
riconosco alcune tracce di un passaggio. In 3 ore faccio 6
km e mi ritrovo sull’altra sponda, circondato dalle montagne e
vulcani che arrivano
fino sulla sponda del salar. Spingo perché il percorso e’ duro e pieno di
cunette che fanno sobbalzare la bici e non voglio rischiare
di spaccare qualche cosa.
(un portapacchi anteriore e’ già rotto e riparato in qualche
modo con dei ferri) continuo verso sud, costeggiando
completamente il salar in tutto il suo perimetro come fa un naufrago che cerca una ansa sicura.
Sono molto provato, ma devo continuare fino a tardi perchè
qui sul sale non posso piantare la tenda, e' tutto
sconnesso, e’ duro come il
cemento e i picchetti non si piantano. Arrivo esausto su una
piccola baia di sabbia, ho fatto solamente 30 km e tira un
forte vento. Quando mi fermo non avverto più la fatica perché
tutti i muscoli non sentono il carico della bici e mi sembra
di rinascere. Il solito rito riparare il fornello a benzina
dal vento e far scaldare l’acqua per le buste di cibo. Alle
22 e’ notte e o sono già coricato e nella tenda ho tutto
sotto mano. La gola e’ sempre secca e godo quando bevo. I
volti della mia famiglia sono come le foto appese e li vedo
lampanti e ben definiti fino a che non mi addormento. In
tenda a volte la temperatura e’ scesa anche a meno 8-10 gradi,
ma io ho tutto il necessario per non patire il freddo. Ogni
tanto esco la notte, sopporto il freddo e ammiro qualche
minuto il firmamento, e’ una distesa infinita di puntini
luminosi che si perdono nel nero spettrale, quasi vengo
assorbito dalla via lattea e nebulose, sopra la mia testa
riconosco sempre la costellazione del guerriero.
Il
giorno dopo la stanchezza e’ generale e così non mi accorgo
se sono veramente stanco. Qualche tratto di pedalata mi da
entusiasmo e non penso all’acqua che va consumandosi, ma ho
la certezza di essere sulla direzione corretta puntando verso il Vulcano Pinuaco,
vedo il suo particolare e inconfondibile cono in lontananza. Continuo nella sua direzione e mai
non lo raggiungo, il percorso e’ molto sinuoso, un colpo il sole e’
alle spalle e il vento a favore, un colpo e’ in fronte e il vento mi sputa la sabbia
sotto ghi occhiali. Le colate di lava che risalgo spingendo
sono sassi neri che fanno un rumore metallico affondati
nella sabbia finissima. Procedo molto lentamente a 4700 m,
ansimo e mi fermo spesso dandomi in continuazione dei punti
di arrivo, poche decine di m a dir il vero. Avanzo a piccoli passi scivolando nella
sabbia che entra nello scarpone anche se io ho stretto i
pantaloni alla caviglia. Testa bassa, guardo solamente 2 m
avanti per dare la direzione migliore alla bici. La trascino
dal canotto della sella. Non ho grande fretta, so che
dovrebbero mancare circa 50-80 km 2-3 giorni, il mio pensiero
rafforzato negli anni mi ha fatto capire che muovendosi,
anche lentamente fa sempre arrivare. Bisogna muoversi, fare,
costruire, anche lentamente e sicuramente si arriva, si
crea, si realizza. Una cosa e’ certa se si sta fermi, se si
aspetta immobili, non si arriverà mai. Questo e' certo, è
sicuro. Certo ci vorrà del
tempo, ma prima o poi muovendosi si arriva al traguardo.
Spingo ed e’ una fatica estrema che ho cercato e che io amo,
e’ una sorta di meditazione.
Cerco ora in questo momento
della mia vita di trasmettere queste emozioni e pensieri ai
miei figli, e mi auguro che crescano sicuri e resistenti a questa grande
avventura che e’ questa bellissima vita.
Il sole picchia, la
quota mi fa ansare, la gola e’ arsa e incollata, mi porto
appresso la mia bici, e’ indispensabile e’ la mia unica
sicurezza non la posso abbandonare, la devo curare, fa parte
di me, e’ la mia scialuppa. Sono un uomo lento che scivola su questa
madre natura, un automa, il fisico si muove silenzioso a
volte barcollando, la testa accaldata ciondolante, ma la
mente attenta, dolce, lo accudisce, non lo spreme e ascolta i
suoi problema e le sue necessità, non lo può frustare e
buttare allo sbaraglio, sarebbe un delitto, si potrebbe non
uscire mai da questo labirinto se ci fosse un danno fisico.
L’ho guadagnato con l’esperienza, il fisico ha grande
potenzialità se ben allenato, ma il combustibile che lo fa
andare avanti integro il più possibile e’ la mente: il
diamante più prezioso. In ogni giorno di vita, vale questa
regola, e questo diamante e’ da custodire con grande
parsimonia e amore.
Poi, quando ogni passo, ogni spinta, ogni movimento e gesto
e’ diventato automatico come lo scorrere del tempo di uno
orologio, anche la mia mente si allontana da questo controllo
e si solleva, galleggia nelle sue sfere, quasi proseguo senza
guardare, e’ inserito il pilota automatico.
Un uomo, 3 situazioni: un corpo, la mente, e le vibrazioni.
Con la mente guardo anche le mie emozioni, i miei amori e li
penso intensamente. In questo momento ho raggiunto un grande
stato di pace e mi sento fortissimo. Quando valico l’ultimo
passo a 4850 m, mi aspetta una discesa tra i sassi e argilla, scorgo
vulcani innevati e una pista netta in lontananza capisco di
essere verso la fine e di essere arrivato sulla strada
principale. Ho con me poco più di un litro di acqua e mi
abbandono sdraiato per terra ridendo singhiozzando e
piangendo di gioia.
15 km di asfalto per raggiungere Las Grutas a 4000 m di
altitudine che e’ solamente un posto di gendarmeria di
frontiera Argentina e fortunatamente anche dormitorio.
Rimango un giorno per recuperare e riesco a scaldarmi un pò d’acqua calda per lavarmi…
finalmente.. mi sento pulito.
Oramai so che non e’ possibile provare a realizzare il mio
progetto sull’Aconcagua. La bici non e’ più permessa da
qualche anno nel parco per via delle migliaia di persone che
ci fanno visita nei 3 mesi invernali, il campo base e’ proprio una piccola città
senza pace caotica e rumorosa, un vero business in
espansione.
La mia idea ora e’ provare a raggiungere il Cile alla Laguna
Verde che dista solamente 40 km e avventurarmi verso il
Vulcano Oios Del Salados di 6880 m e provarne l’ascensione.
Nei mesi di Dicembre e Gennaio ha nevicato molto e quest'anno molte spedizioni
anche sull’Aconcagua hanno dovuto rinunciare alla cima.
11 febbraio supero il passo San Francisco a 4750 m e
raggiungo la Laguna Verde, dal blu-verde intenso situata a
4200 m in una zona aridissima ma magnifica. Qui c’e’ una
troupe televisiva Brasiliana che sta facendo un documentario e mi fa molte riprese e interviste, vivo un
momento quotidiano da protagonista.
Anche
qui erve un permesso per salire il Vulcano, io sono un po’ disperato perchè viene rilasciato solamente a Copiapo a
circa 300 km di distanza. Non ho tempo per fare questi
tentativi e ai responsabili del campo dico solamente che farò un avvicinamento in bici al campo
base Atacama a 5300 m. In questo escamotage mi aiuta e mi
copre una guida argentina, Ramon che accompagna la troupe
Brasiliana.
Il 12 febbraio percorro 34 km per salire al campo
base Atacama, ho lasciato del materiale alla Laguna Verde e
salgo in 5 ore sulla pista tra i ghiacci. Qui ci sono alcuni
francesi e americani che hanno tentato la salita ma invano
per le cattive condizioni. Ci sono anche 2 alpinisti
austriaci con cui faccio amicizia e passiamo del tempo
assieme. Io dico della mia idea di salire il vulcano con la guida che
risiede qui al campo base dove c'è l’ossigeno per una sicurezza
e si alterna con
altre guide della Laguna Verde.
Ma mi dicono che se voglio salire con loro non ci sono
problemi visto la mia esperienza e la visita fatta con lo
strumento per vedere il mio stato di acclimatazione a 5300
m, 84% capacità di assimilare ossigeno e 93 battiti cardiaci. Ok fatto. Domani avanzeremo
assieme.
Nella mia tendina la temperatura notturna scende a -4 non e'
molto freddo e
fuori c’e bufera, sbatte tutto.
Il 13 febbraio preparo il materiale per la salita e
mi procuro dei ramponi vecchi. Naturalmente preparo anche la bici.
Lascio qui l’altro materiale e mi preparo per salire il
campo avanzato a 5800 m dove c’e una specie di container con
dei posti per dormire. Stiamo bene e in meno di 3 ore
saliamo al campo.
Poca roba ma l’indispensabile, cibo, acqua, sacco a pelo e vestiti
pesanti per la salita. Io mi sono portato dall’Italia anche
gli scarponi da ghiaccio, indispensabili.
Dopo aver mangiato della zuppa e bevuto molto te, la notte
passa insonne mentre un’altra bufera e’ incominciata.
Speriamo duri poco e il vento tanto odiato faccia la sua
parte spazzando via le nuvole.
L’appuntamento della sveglia e’ alle 3 e ci ritroviamo tutti
pronti alle 4 per la importante salita. Il cielo e’ libero e
si vedono le migliaia di stelle con la via lattea.
La temperatura varia dai meno 10 -15, non e’ molto freddo,
ma il vento cerca di penetrare insidioso tra i vestiti. Maikol e’ un esperto
alpinista e fa strada con la sua potente frontale. I passi
sono lenti e il fondo e’ molto instabile perché sotto la neve c’e’
il ripido su ghiaia e ogni tanto si scivola. Il respiro e’
affannoso man mano che si sale di quota. Il vento fa
barcollare e ogni tanto mi viene un freddo da far male ad un
piede. Passo dopo passo si sale tutti e tre assieme un po’
distanziati. Io sono ultimo e vedo queste 2 piccole luci
avanzare a ritmo regolare e lento. Sempre più lenti, mi
manca il fiato e mi fermo spesso a bocca aperta cercando
piu' ossigeno possibile con i battiti cardiaci che salgono
sempre piu'. Conto i passi piegato in
avanti, Ogni 20, 40, 50 mi fermo appoggiato sul ginocchio,
sembra non salire mai. Quando il battito sembra buono
riprendo per altri piccoli 20 30 passi, poi nuovamente
piegato sul ginocchio, sbadiglio. Il cielo e’ bellissimo, ma
il vento ogni tanto ti taglia forte il viso con spolverate
di neve. Si respira a bocca completamente aperta sotto il
passamontagna. Non ho freddo al corpo, qualche volta alle
mani ma muovo le dita nelle moffole e subito riprendono calore.
Continuo pianissimo dondolandomi ad ogni passo e saliamo a
zigzag. Sembra un percorso collaudato, non e’ tecnico.
Arriviamo su un ghiacciaio abbastanza ripido che fa da
traverso per raggiungere l’altro versante. Scivolare qui
vorrebbe dire arrivare in fondo per diverse centinaia di m.
Non
si sa in che condizioni. L’attenzione e’ ai massimi livelli.
Dobbiamo mettere i ramponi. E’ un’impresa, i meno 12 e il
vento che soffia forte li fa abbassare ulteriormente, mi
devo togliere le moffole e mettere i guanti di lana cotta
che hanno le dita libere per lavorare meglio. Faccio fatica a mettere i ramponi con le cinghie che avevo
già preparato al campo. Tremo per il dolore alle dita, e
spesso alito forte e metto le mani in tasca. Si sta alzando
l’alba e si intravede una linea arancione nel buio.
Attraversiamo il ghiacciaio per qualche centinaio di m. A volte
lo strato e’ duro, a volte si rompe una lastra sopra e si
sprofonda fino alla vita. E’ faticosissimo prendere
condizione. Il vento lancia delle forti raffiche. Non mi sento padrone di me stesso. Mi sento come
strattonato a volte spinto violentemente. Non vedo l’ora di
essere fuori da questa situazione. Controllo in
continuazione i ramponi. Le cinghie una volta rosse ora sono
di un colore rosa spento, sono vecchie e un po marce, una
l'avevo strappata al campo quando li preparavo. Sono la unica mia sicurezza per
progredire sul ghiacciaio. Li controllo in continuazione. Le
cinghie non devono allentarsi. Camminiamo ancora più lentamente.
Il vento fa barcollare e cadere 2 volte Maikol davanti a
noi, lui grida, probabilmente bestemmia. Non riesco a capire
per il sibilo del vento. Lui si gira e ci guarda. Sembra
voler dire qualche cosa, e’ indeciso. Siamo in mezzo al
ghiacciaio e spegniamo le frontali, il panorama sotto e’ uno
orizzonte aperto di cime inferiori. Non ho mai assistito ad
una realtà simile, mi si inumidiscono gli occhi. La natura
e’ li che si mostra senza reazioni, impassibile si mostra
come e’ realmente. E’ solamente da accettare nella sua
semplicità. Arriviamo sull’altro versante, ora camminiamo
sul misto e mi sento un po’ più sicuro. Ma il vento sembra
aver rafforzato la sua energia. Siamo tutti e tre vicini su
una piccola sosta comoda e piatta. Ci parliamo ma non ci
sentiamo. Torniamo indietro!. Il vento e’ proprio frontale e
le raffiche forti sono improvvise. Maikol ci guarda negli
occhi e a malincuore scuote la testa. La cima e’ li, a
vista, siamo a 6600 m alle 8:25. in pieno giorno.
Muove ancora la testa e ci supera in discesa con gli occhi
tristi. Poche parole, non si girerà più per qualche
centinaia di m. chissà cosa passa nei suoi pensieri. Io
guardo ancora una volta in alto mentre la neve mi passa sul
volto e ritorno sul ghiacciaio.
Non sono triste, la forza e’
accettare, non e’ successo nulla che abbia modificato il mio
stato di forza. La rinuncia fa parte dello star bene e della
grandezza dell’uomo.
Ritrovo la bici che avevo lasciato a 6000 m e volo al campo
base Atacama a 5300 in 16 min. Poi via ancora alla Laguna
Verde dove mi immergo nelle sue acque calde termali
caldissime. Ho già recuperato, che la mia idea e’ ritornare il prima possibile a Las Grutas.
Sto bene e le gambe girano. 80 km fatti in bici e sono su una branda.
Penso volentieri a me stesso.
Si, forse sono bravo,
bravissimo per alcuni, ma so che la mia forza e’ accettare
tutto di me stesso. E riconoscendo di non aver perso nulla
nelle apparenti sconfitte ho guadagnato tanta ricchezza.
15 febbraio
Sono passati circa 1200 km e 14000 m in salita 14500 m in
discesa. Lascio le alte cime e mi butto tutto d'un fiato per 180 km verso
questo piccolo villaggio di Fiambala a 1500 m di quota, la
strada e’ asfaltata, naturalmente il vento mi fa compagnia,
ma io insisto e alle 22:30 quando e’ buio fitto sono in un
comodo dormitorio.
"Quello di scendere con la bici da una grande montagna
era un
sogno che rincorrevo da anni ed ora e’ rimasto ancora un
bellissimo sogno, forse era un’utopia, che mi accompagnerà
probabilmente per il resto della mia vita e sarà difficile
da cancellare, nelle mie notti al caldo sotto le coperte".

Continuo verso sud.
Grazie a tutti voi che mi state scrivendo.
Mauri
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Naturaid
Argentina 2008 news n°11
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18 Febbraio
Ciao a
voi che mi seguite,
Ci siamo lasciati qualche giorno fa, o qualche centinaio di
km fa.
Ora il viaggio ha un sapore nuovo, l’estremo e’ stato fatto
e l’ho sentito molto. Ho sofferto, ma mi ha lasciato grande
esperienza, mi ha donato tutta la sua difficoltà e crudeltà,
un limite che probabilmente il mio stato interiore doveva
provare ed esplorare dovevo gustare questo nettare
prelibato. Ora si presenta un nuovo teatro con un nuovo
palcoscenico, un passaggio in una nuova dimensione. Ora mi
si propone di assaporare il viaggio negli incontri
quotidiani, comuni di tutti i giorni, che si possono vivere
su questa terra in ogni momento. Non importa dove si e’, in
Africa, Asia, Oceania, America, Europa, a 0 m, a 4000 m al
mare in montagna, non importa dove, ci sarà sempre un
postino che fa il suo lavoro, a piedi nudi, su una bici
scassata, su una moto , su un pulmino, su un aereo, cambia
la situazione perché a condizione e’differente, ma il fine
no… recapitare un messaggio. Ognuno nel mondo fa un suo
gesto,certo l’apparenza e’ diversa perchè alcune aree sono
cresciute in fretta, da noi ci sono discoteche e nait, in
altri luoghi c’e’ chi suona su un tronco o bidone di
plastica , ma il fine e’ lo stesso stare insieme cantando e
ballando. Negozi, commissari di polizia,banche, il nome e’
lo stesso, non cambia…. Cambia il personale più o meno ben
vestito, cambia la struttura, bella bellissima, con vetrate
lucenti, pulitissime o fatiscenti, ma il fine rimane lo
stesso,…l’uomo continua il suo processo di produzione, di
distruzione di inquinamento, di ricchezza, di benessere,
lento in alcuni luoghi,frenetico in altri, ma la situazione
di cammino verso il domani e’ continua in tutto il mondo. La
terra no, continua lentamente a mantenere la sua dimensione
primitiva, la sua difesa e’ nell’attesa che l’uomo trovi
come sempre situazioni per migliorare nel tempo… e’costretto
per sopravvivere.
Sono partito da Fiambala il pomeriggio per arrivare a
Tinogasta, sono stati 50 km di asfalto e naturalmente il
vento contrario mi ha fatto penare veramente, questa e’ una
zona molto esposta mi hanno detto che nel
pomeriggio arriva alla sua massima forza. Procedo ad una
quota di 1200 1500 m circa il caldo e’ di circa 30-33 gradi
e sento benissimo la semplicità nella respirazione. Poi
altri 110 km con circa 1000 m di dislivello fino ad un passo
di 2100 m mi portano a Famatina un piccolo villaggio ben
strutturato.
Ho passato piccole comunità dove il tempo sembra fermatosi
rispetto al nostro, o forse e’ meglio dire e’ ancora a 40-50
anni fa, ma sta’ cominciando il cammino, lento ma
inesorabile, verso il domani. Sta
arrivando il telefono e molti giovani ci giocano, in qualche
luogo Internet e’ apparso (per la mia comodità) ed e’ preso
d’assalto dalla popolazione locale.
.jpg)
Ho attraversato villaggi come Santa Cruz, Campana, La Cuadra,Potrerito,
anche un posto di controllo di polizia che verifica e
confisca generi alimentari, non confezionati per
salvaguardare la zona dalla diffusione di parassiti. Ero
proprio seduto sullo scalino della caserma e mi era stato
dato acqua fresca, quando e’ passata una machina e dal
controllo e’ stato confiscato della frutta e pollo cotto.
Appena la macchina se ne e’ andata mi hanno dato la frutta,
delle pere e il pollo lo hanno mangiato loro.
In questi 2 giorni ho incontrato molti giovani che si
divertivano pedalando sulle loro bici dai pezzi arroccati o
che giocavano a rincorrersi tirandosi farina o giocando con
copertoni, ho pedalato pensando alla mia gioventù , quando
ero ragazzo e giocavo sulla strada (sterrata, anche Riva del
Garda) con altri ragazzi. Vedendo queste bande numerose
ricordo volentieri quando giocavo vicino alla chiesa facendo
piste di terra per le biglie o quando si giocava a
nascondino nelle sere d’estate, e quando diventati più
grandicelli e “violenti con desideri di guerra” ci sparavamo
con le cerbottane dei coni costruiti con la carta, quella
della Famiglia Cristiana era quella più adatta perchè era
consistente e lucida… e la punta che ne usciva era dura. Una
bella arma. E tutti questi spensierati, mi hanno sempre
accolto con serena semplicità chiedendomi chiero e da dove
arrivavo, erano piacevoli momenti di tranquillità.
Ricordo volentieri quel momento sulla strada stretta tra la
vegetazione lussureggiante del piccolo paese di Campana in
giro nessuno, quando io in cerca di acqua fresca scorgo una
piccola costruzione oltre il filo spinato con un scritta
“bebetas” mi fermo,passo la piccola staccionata e busso
sulla finestra rotta. Dopo un po’ si apre e si presenta una
donna sorridente senza fretta, alle sue spalle nella piccola
sala tanti scaffali con bottiglie varie e un po’ di tutto.
E’ un bazar. Mi chiede come và Parliamo un pò, arriva anche
il giovane marito a petto nudo con in braccio una bimba
piccola che piange, mi sorride e mi allunga la mano. E’ il
mio sposo mi dice lei. E accarezza la bambina. Prendo una
grande bottiglia di acqua fresca e continuo ricordando con
grande rispetto questo sentimento familiare.
A Famatina ci arrivo
verso le 20:30 c’e’ grande movimento nella piazza principale
perchè e’ l’ultimo giorno di carnevale, ne approfitto per
mangiare al tendone della carne e empanadas, c’e gran
confusione la birra e il vino scorrono a fiumi, la musica e’
un Vulcano, tutti sono sporchi di colore e si spruzzano con
le bombolette e’ la “Chiaya”. E’ il saluto all’ultimo giorno
di carnevale ed e’ tradizione tirarsi la farina e sporcarsi
con il lucido da scarpe. Rimango un poco in disparte e appena
incomincia a piovere me ne torno al dormitorio.
Il giorno dopo la giornata e’ splendida, ognuno ritorna alla
propria realta’ ed anche il Paese di Famatina deve fare la
sua “battaglia”.Da 2 anni sta combattendo contro un progetto
di una multinazionale per creare una grossa miniera per
l’estrazione di molti prodotti minerari, questo
comporterebbe un altissimo stato di inquinamento e
disboscamento di una vastissima area. La gente e’
preoccupata ma continua la sua lotta. Mi dicono che molte
quote azionarie di questa impresa multinazionale siano del
presidente americano.
Ciao Mauri |
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Naturaid
Argentina 2008 news n°12
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19 Febbraio
Ieri
ho percorso 71 km di pampas tra uccelli e magnifici
pappagalli ,con 110 km di dislivello. Ho pedalato con un pò
di fatica per il caldo torrido. Ho cominciato un salita
ripida poi mi sono fermato con la mia tenda vicino ad un
fiume. Oggi sono arrivato Villa Union dopo 70km ma
preferisco non sostare e continuare .Questa è una zona
stupenda ,ricca di gole con cactus fioriti,credo sia uno
spettacolo unico. Continuo per Guandacolo
20
febbraio
Ho
fatto 104 km ,e buoi e in lontananza vedo le luci del
villaggio, ma non ho voglia di fermarmi li,preferisco
piantare la mia tenda fra cespugli e la sabbia. C’e molto
vento,ma non mi disturba perchè comunque è caldo. Mi
distendo a terra,sto fuori dalla tenda completamente
sdraiato per terra. Ho voglia di vera libera solitudine che
per me è una grande ricchezza. Questa pace mi piace ,guardo
il cielo,il gioco di colori che creano le nuvole mentre
passano sopra di me e vanno via creano uno spettacolo unico.
Guardo nella profondità celeste e vedo temporali lontani
,cerco, cerco e vedo delle piccole luci,piccole stelle
,siete voi piccoli miei.
20
febbraio ore 10 Che notte!! E’ passato un uragano,
ci sono stati tuoni, fulmini ,vento e tantissima acqua,
dalle 3.30 alle 6 sembrava il finimondo…Entrava acqua da
tutte le parti ,il mio sacco a pelo è tutto bagnato io
cercavo di togliere l’acqua dalla tenda strizzandola via con
una maglia. Vedevo l’acqua mescolata all’argilla passare
sotto lo tenda sembrava un torrente che tentava di portarla
via. Sono tutto bagnato,per fortuna la temperatura è di 23
° e non ho freddo .Sono la 10,il cielo è ancora minaccioso e
io sono in tenda a mangiare aspetto il sole per poi
ripartire.
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Naturaid
Argentina 2008 news n°13 |
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Ciao a
tutti voi Naturaider e appassionati di avventura.
Fino ad ora ho pedalato per 1623 km con un dislivello in
ascesa di 17500 m e in discesa di 18000 m.
Mi trovo nel tranquillo paese di San Jose De Jachal.Case
basse e piccole, strade larghe e vuote, caldo torrido,
fortuna i tanti pioppi e salici fanno una gran ombra fresca.
Ho comperato un cocomero e l’ho divorato in tutto il suo
sugo seduto sul ciglio della strada, io in camicia e
pantaloncini tutto sporco e puzzolente, mi sento proprio
bene come un selvaggio. Lo taglio a grande spicchi e lo
addento ad occhi chiusi in un abbandono totale, che piacere
immenso sentire questa dolcezza anche se dopo avevo le mani
incollate dal suo nettare. Poche macchine arrugginite si
muovono lente i guidatori mi guardano, sono gigantesche Ford
e Chevrolet arrugginite e datate, le guardo passare come se
fossi in un film, ma oramai stanno dando il posto ai piu
moderni pikup 4x4. Piccole estansie con recinto di legno e
rami intrecciati racchiudono cavalli e asini, c’e’ sempre un
bidone nero per la riserva d’acqua sul tetto. Qualche uomo a
petto nudo con cappello seduto mi saluta con un cenno di
mano. Qui hanno mandrie e coltivano uva e olivi. Tempi da
Gaucio gli antichi mandriani. Il tempo sembra proprio
essersi formato, che bello. Per un momento ci sono anch’io
lontano dal mio mondo, fatto di tanta carta, firme, timbri,
controlli, conti. Che bravi siamo stati a crearci un mondo
di impegni per perder tempo il più ’ possibile e a dar in
mano tutto al micro cip elettronico.
Se penso che e’ oramai da qualche giorno pedalo peri il
gusto di viaggiare e attraversare territori, con il
desiderio di stare solo con me stesso in completa pace.
Il 19 febbraio ho percorso 104 km dal mio ultimo campo a
1200 m vicino ad un torrente con acqua non troppo fredda.
Naturalmente mi sono immerso completamente anche se la mia
pelle si interiziva. Serae mattina. Quel giorno e’ stato veramente piacevole, ho
pedalato arrivando a 2000 m di quota tra le rocce e argilla
di un rosso intenso di Costa Miranda, mi fermavo man mano
che salivo su ogni tornante ammiravo la profondità e il continuo allontanarsi delle montagne che
sparivano le une dietro le altre. Sulle loro dorsali e fin
sulla strada,migliaia di kaktus giganteschi e io ci passo
proprio ora che sono tutti in fiore. Uno spettacolo unico,
sono giganteschi fiori bianchi che ne lasciano la loro
essenza fresca e delicata. E’ un miracoloche capita una
volta all’anno e dura 5 giorni poi svanisce tutto e
l’ambiente ritrova le sue aspre spine. E’ stato un caso e io
ci passo proprio in questi giorni, che giardino naturale.
Supero questa costa rocciosa e una dolce discesa mi riporta
a fondovalle, su strade diritte per decine e decine di km,
e’ quasi una noia, un tormento alla pedalata meccanica, per
me che sono abituato a ben altro. Mi sto avvicinando al villaggio di Guandacol ma
voglio godermi tutta questa pace assorbita nella giornata e
così decido di accamparmi in una valletta poco distante
dalla strada.
Piano piano scende la prima oscurità, se ne va il sole e io
comincio ad intravedere in lontananza le luci della
cittadina. Lo zaino e’ posizionato da cuscino alto, stendo
la giacca, e poi mi sdraio completamente e mi trovo una
posizione comoda. Sono in pace e ogni mio muscolo e’
rilassato, nessun movimento brusco, anche la mente riposa,
solamente la vista cerca nel cielo e tra le nuvole i
moltissimi colori che il sole sa creare e mescolare con
esse. Un’altro spettacolo, solo il mio respiro e’
necessario, nulla si muove, solamente la tavolozza nel cielo
si modifica dolcemente. Le sfumature sonno quelle
dell’arancione e blu scuro, disegnano contorni ben marcati
sull’orizzonte assieme al profilo delle montagne. Che bella
combinazione viva e intensa. Sono come in trance coccolato
dal vento caldo che soffia leggero, forse sarà per la
stanchezza ed ora che il viaggio va a terminare,
l’adrenalina si sta sciogliendo e mi ricorda di come ho
sollecitato il corpo. Rimango qualche ora, con solamente la
borraccia dell’acqua vicina.
Man mano che il cielo diventa scuro anche le stelle
appaiono. Piccoli puntini chiari poi sempre più vivi e
luccicanti,…. Vedo i loro volti, i miei coccoli e vedo
lei….. i miei amori.
In lontananza cumuli di nuvoloni, grigi, scuri, neri, in
tutte le sue sfumature trattengono al loro interno bagliori
luminosi e saette. Un gioco, come in un’amplesso, le nuvole
si contorcono e non fanno uscire neanche il boato, solo la
scarica elettrica illumina di bianco il profilo. E’ il mio
sonnifero mentre sullo sfondo in lontananza si e’ ben
definita la linea di luci arancioni le “Pueblo” e prima che
faccia completamente effetto sono in tenda nudo sopra il mio
sacco piuma.
Alle 3:30 mi sveglio bruscamente, la tenda e’ in balia di
raffiche e la pioggia scende a secchi. Cerco la pila
frontale, entra acqua da tutte le parti, non mi sono mai
trovato in tenda in una cosa di queste dimensioni, cerco di
proteggere quello che posso, ma l’acqua sembra entrare come
con un tubo, sono tutto fradicio, il sacco piuma inzuppato,
piego il bordo di plastica della porta della tenda per far
uscire l’acqua e vedo altra acqua che mi passa avanti mista
ad argilla, scende sotto la tenda, portando via sabbia, la
sento sotto i
piedi. Tuoni e lampi mi spaventano ulteriormente e
abbagliano nella notte. Continua così per ore, io piegato
nella mia piccola tenda che continuo a buttar fuori acqua,
tuoni e fulmini, poi come e’ arrivato questo uragano alle
6:00 termina tutto. Mi riaddormento rannicchiato con la
camicia addosso.
L’indomani riprendo il cammino, numerosi torrente hanno
scaricato melma, argilla e sassi sulla strada impedendo alle
macchine di passare, io a piedi scalzi e tirando la bici
riesco a passarli. Mi dicono che e’ stato un caso
eccezionale che non si verifica in questo periodo ed e’
statomolto pericoloso perchè molte sono state le saette che
hanno toccato terra. Continuo sulla strada collinare, ad
ogni depressione un guado, non so quante decine di guadi ho
fatto in 80 km, fortunatamente verso sera l’acqua dei
torrente era poca e non mi toglievo gli scarponi.
Un’altro campo tra i cespugli, la temperatura e’ ottima,
solamente le zanzare mi hanno divorato, mi sembrava di
rivivere momento di quando ero in Canada sul fiume Yukon,
centinaia di piccoli morsi mettevano prurito alla mia pelle.
Ho acceso 2 fuochi intorno alla tenda per cercare di
limitare i danni. In compenso ho dormito bene anche se ha
piovuto, in maniera normale.
Penso che questa notte mangerò carne qui a San Jose De
Jachal. Ne sento già il sapore.
Continuo verso Sud
Ciao Mauri |
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Naturaid
Argentina 2008 news n°14
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Eccomi qua,
ciao e buona giornata.
Si, il mio viaggio e’ terminato proprio ora a San Juan
24 febbraio
ore 18:15 22 febbraio.
Ci siamo lasciati qualche giorno fa quando ero a San Jose De
Jachal,davanti a una bella bisteccona fatta sulla brace e al
sangue, che bontà per i miei denti e il mio palato, e per la
gola… e naturalmente un litro di cerveza. Ho proprio
gustato quella cena, la desideravo.
Il viaggio nei giorni seguenti e’ stato un continuo ammirare
il paesaggio, con le sue montagne, la sua pampa, le sue
nuvole, il caldo che si faceva sentire sempre più man mano
che scendevo di quota… e naturalmente anche le centinaia di
zanzare… che spinosa compagnia.
In questi ultimi giorni ho fatto 270 km e quasi 3000 m di
dislivello raggiungendo un passo a 2700 m di quota (che
fresco). Ho passato un luogo ventosissimo dove il paese si
chiama forse non a caso Rodeo. Si trova su un lago tra montagne aride, e’ una zona molto
famosa per questo fortissimo vento presente tutto l’anno e
che richiama tantissimi appassionati di windsurf di tutta
l’america ma anche dall’Europa. Qui si fanno anche gare
importanti. Ma mi sono permesso anche il lusso di fermarmi 2
ore in una zona termale, acque calde sulfuree. Me la sono
proprio presa con calma, nel dignitoso albergo di Las
Florens. Per 10 pesos meno di 3 euro ho preso un grande asciugamano e
mi sono immerso nella piccola vasca di acqua calda.
L’albergo ha delle piccole vasche dove si può stare
tranquillamente soli immersi a coccolarsi. Mi sono proprio
cotto dal caldo, ma si sono sentito proprio riordinato e
pulito anche se dopo ho rimesso tutta la roba sporca puzzolente e sudata che non vede acqua
e sapone dall’Italia.
Riprendere a pedalare e’ stato un dramma, per un momento
all’interno delle terme avevo dimenticato l’ambiente arido e
selvaggio dell’esterno che mi aveva avvolto per settimane,
ma comunque lentamente, chino, con le labbra protette dalla
crema ho fatto 82 km e 1200 m di dislivello per arrivare
nella piazza di un piccolissimo villaggio. Nuvole base e
nere presagivano un brutto futuro di li a poco. Uno
squallido “comedor” mi attendeva. All’interno una tv accesa
a tutto volume. Mi faccio preparare dei panini con della
carne e una signora molto gentile me li serve accompagnati
da dei tubetti di salse con il contorno secco e vecchio. I
panini caldi con la carne fumante sono veramente buoni.Di li
a poco arrivano alcuni motociclisti fradici e infreddoliti.
Sono 3 argentini e un giapponese. Facciamo un tavolo unico e
ci raccontiamo le nostre avventure. E’ un bel momento che va
condiviso con bottiglie di birra fresca. Sono le 23:30 e non
abbiamo ancora cercato un posto per dormire. Io non ho tanta
voglia di piantare la tenda come neppure loro e ancora una
volta la signora ci suggerisce un ottimo posto in casa
privata da conoscenti. Una casa bassa ma molto grande e
pulita, ci siamo sentiti a nostro agio e chiacchierando e
sorseggiando “mate” e caffé ci siamo coricati dopo le 01:30.
23 febbraio
Il mattino dopo ognuno riprendeva il proprio destino
affrontando la strada in senso opposto.
Anche questa e’ stata una grande giornata impegnativa,
incomincio subito con 45 km di salita, lenta, lenta, non e’
una pedalata, e’ come un camminare sulla luna. Mi guardo
intorno e assaporo questa immensità che mi da pace. Per qualcuno forse e’ troppo.
Arrivato al passo la soddisfazione della discesa anch’essa
interminabile. Verso sera come il solito il cielo si copre e
la minaccia della pioggia e’ sempre presente. Arrivo in
prossimità di un vecchio casolare riparato da grandi alberi
verdissimi che fanno da scudo. Ci sono dei recinti di legno
in fianco galline e piccoli maiali corrono qua e là. Scorgo
un piccolo uomo con in testa un cappello bianco che spinge
una carriola con 2 grossi secchi d’acqua sopra. Sono
indeciso, guardo avanti.. nulla… solo vento, guardo in
alto…. Nulla…. Solo vento e nuvole nere. Guardo il
contachilometri….81 km…. Sono abbastanza mi dico. Chiedo se
si può dormire qui. Mi risponde di si. E’ una persona
riservata, decisa, e sicura. Mi fa vedere il posto, un
salone all’interno della casa dove io posso sdraiarmi. Ma
metterò la tenda perchè la casa e’ invasa dalle zanzare. Mi
dice: sistemati io vado a farmi il bagno. Gironzolo e
curioso per casa. Poche cose, qualche foto, poco anche il
cibo e qualche piatto. Non c’e’ luce e non c’e acqua.
L’acqua la prende dal piccolo ruscello che viene dalla
montagna e passa in questa piccola oasi. E’ potabile. Un
frigo vecchio e’ semiaperto ed e’ usato come scaffale,
intravedo un fodero, lo prendo in mano, pesa molto…. E’ una
pistola piccola di dimensioni ma sicuramente vera.
Si presenta fresco e pulito con camicia di jeans. Lui
solitamente la sera non mangia o beve latte
Io preparo una zuppa con il mio fornello. Una crema di
lenticchie e aggiungo della pasta. E lo invito a mangiare
assieme. Mi prepara 2 uova e mi serve del vino bianco. Si
chiama Jose’ e ha 56 anni, vive qui e lavora per un padrone.
E’ una persona colta che conosce molte cose e non parla in
maniera banale. Mi parla della situazione che si vive in Argentina e
di come si comportano i governanti, la polizia e della
mentalità argentina. Oramai nelle grosse città non esiste
più vergogna ne’ di umiliare né di rubare. Tutto e’
privatizzato. Le grosse aziende e imprese tirano più soldi
possibili e quando hanno riempito la borsa, via che
spariscono. Vedi anche quello che e’ successo da noi con i
fondi Argentini!
Lui guadagna 150 dollari al mese, “lavoro per vivere”, il
padrone ha un negozio e abita a San Juan, lo usa per
allevare i maiali. Tutta la struttura e’ fatiscente e ci
sarà finché non cadrà per conto suo.
Nel frattempo e’ un investimento per il padrone e cerca di
far più soldi possibile. Ci sono una trentina di maiali tra
piccoli e i grossi e vengono venduti per 300 dollari l’uno.
Mentre mi racconta, nella casa tante mosche e solamente la
luce tenue di una candela illumina i nostri profili. Lui e’
sereno e molto gentile, con movimenti lenti mi prepara
ancora del caffé e sorridendo e guardandomi negli occhi mi dice: “Semo indios
con la computadora e il celular”.
Sono parole che mi colpiscono profondamente, dette così
proprio da lui che ha coscienza della sua situazione.
24 febbraio
Questa mattina siamo svegli da presto e io e Jose,a tavola,
come se ci conoscessimo da tanto tempo come se fossimo
vecchi amici. Ridiamo per come io colo il caffé usando il
mio berretto perché in casa non c’è il colino. Una stretta
di mano molto forte fatta con tutte le 4 mani intensifica il
ricordo di quel giorno e via verso la conclusione del mio
viaggio.
Ancora piccole salite, ma oramai so che dovrò abbassarmi di
quota fino a circa 700 m di quota.
Sono veramente contento che sia finita questa mia avventura,
mi guardo attorno in continuazione e sento il sapore di
casa.
Sono arrivato a San Jose, prenderò un autobus nei prossimi
giorni per arrivare a Buens Aires.
"Sono felice di avere fatto questa grande avventura che ha
soddisfatto la mia natura animalesca e esaltato le mie
qualità e nello stesso tempo sono felice di ritornare a casa
dalla mia compagna perchè ho il grande compito di far
conoscere la grande avventura della vita ai miei figli".

Ciao Mauri
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Naturaid
Argentina 2008 news n°15 |
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I nostri
complimenti
Lo staff Naturaid
Una grande
impresa, una grande avventura, un grande viaggio, Maurizio
ci ha regalato delle intense emozioni, reali in diretta. Lo
abbiamo seguito abbiamo abbandonando il nostro quotidiano,
la nostra realtà
(già ora ci manca qualche cosa), ci siamo sentiti per un
mese partecipi delle sue fatiche e alle sue impressioni;
eravamo con lui. E’ stata una bella esperienza anche per
noi.
Ancora una volta Maurizio ha dimostrato, e lui ne e’ la
prova lampante, che l’essere umano non e’ un superman, ma
possiede delle qualità straordinarie, grandiose. Ognuno di
noi le custodisce all’interno e solamente un forte desiderio
di raggiungere il proprio e di conoscerlo le fa uscire,
portare alla luce.
Maurizio ha conosciuto il proprio limite, lo ha superato, lo
ha rispettato, lo ha accettato, non ha mai sottovalutato la
propria forza interiore o esaltata da perderne l’umiltà.
Lui ha dimostrato che l’uomo normale può. Un’avventura
estrema che lui ha affrontato da solo con grande
determinazione riuscendo ad attraversare con le sole proprie
forze ed energie senza aiuti esterni, portando con se tutta
l’alimentazione necessaria e un carico di 20 litri d’acqua,
una parte molto difficile
Della Cordigliera Andina Argentina nell’arida provincia di
Catamarca dove nulla si trova.
Solamente la forza della natura. Circa 800 km in 12 giorni,
pedalando quasi sempre oltre i 4000 m fino a 4800 m di
altitudine, con temperature oltre i meno 10 gradi e forti
venti provenienti da Sud. Solamente per circa 250 km e’
sceso a 3500 m per pedalare tra i difficili salar e piste di
sabbia e argilla, poco marcate e a volte invisibili tra
vulcani e colate di lava. Primo biker in assoluto a compiere
e riuscire in questo progetto.
Non e’ riuscito a completare l’ascesa dell’Oias Del Salados
di 6880, ma e’ arrivato a 6600 m per poi scendere con la
bici da 6000 m.
-Maurizio ci ha detto: “Non e’ successo nulla, non importa,
io sono ancora qua e la montagna e’ li che aspetta. Chissà
forse un giorno….Non raggiungere la cima non mi ha privato
di nulla, mi ha reso più consapevole e sicuro” -.
L’avventura estrema si e’ poi trasformata in un viaggio tra
i paesaggi di bassa quota, i piccoli villaggi, le
popolazioni, un rapporto con la cultura Argentina.
27 giorni di bici, 1900 km percorsi, 20.000 m di dislivello
in salita, 21.000 m di dislivello in discesa, quota massima
raggiunta a piedi 6600 m, quota massima raggiunta in bici
6000 m, consumate 55 buste di cibo disidratato e carne
essiccata. 8 kg di peso corporeo perso.
Maurizio, e’ stata una bella avventura anche per noi, grazie
per questo regalo.
Ti aspettiamo presto per la grande grigliata: “pane
carasau, maloreddus,
pesce, porceddu, e il vino cannonau” sono quasi pronti”.
I tuoi amici dello Staff Naturaid
Lisa, Francesco, Guido, Matteo |
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SALUTI ED
INCORAGGIAMENTI
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4 Marzo Ciao Mauri,
ho seguito con interesse e, devo ammetterlo, anche un po'
d'invidia, la tua ultima avventura boliviana. Sei un grande,
complimenti! Ti ringrazio, perchè i tuoi racconti mi fanno
sognare e sperare di poter visitare un giorno questi luoghi
così selvaggi e stupendi.
Salutoni Marco "i grandi raid in bicicletta" (MO)
Complimenti
a Mauri. Ciao Mauri; con trepidazione abbiamo seguito i
messaggi che inviavi dal tuo ultimo incredibile viaggio.
Non abbiamo parole per definire la tua determinazione, forza
di volontà e tenacia per affrontare, proseguire, e
completare un'avventura così impervia e impegnativa.
Ti inviamo tanti complimenti, augurandoti ancora tante
avventure quante il tuo spirito ne vorrà affrontare.
Porgiamo un caro saluto anche alla tua giovane famiglia.
Un'abbraccio Rino e Livio.
Ciao
Maurizio, non preoccuparti che il tuo sito è il secondo sito
salvato
nei preferiti (giustamente dopo il sito della casa madre
www.Raidlight. che importo in Italia), sono a conoscenza
della tua avventura in Argentina e ti faccio i migliori
complimenti per la voglia di adrenalina che
mi immetti nelle vene ogni qual volta entro a visitare il
sito.
A presto, Enrico
Ciao
Maurizio, un’avventura veramente entusiasmante che mi ha
tenuto con il fiato sospeso per diverse settimane ed era una
bellissima sensazione vivere le tue emozioni in diretta.
Tantissimi complimenti e ancora un augurio di buone
avventure.
Eugenio (VR)
Caro
Maurizio, complimenti per la sua impresa, ci mancano gia’ i
suoi racconti vivi. Era una boccata di entusiasmo quando
giornalmente leggevo le sue storie assieme a mio figlio. E’
possibile avere una sua foto in azione con dedica? Aspetto
la prossima avventura. Cosa sara? Saluti Mario e Federico
(BS)
1 Marzo
Complimenti
Maurizio,
ti abbiamo
seguito passo passo anche noi e gli amici che si collegano
con
www.sicilianostop.it
dove abbiamo pubblicato i tuoi resoconti.
Adesso riposati,
ti aspettiamo in Sicilia.
ciao
Totò Giordano
Grazie per
questa nuova emozione che ci hai regalato, i valori che hai
riportato nelle tue riflessioni e ci hai fatto analizzare
sono un grande rispetto per la vita. Il tuo entusiasmo
"estremo" ci fa star bene e ci fa superare le piccole
continue difficolta' nella vita di ogni giorno. Con
ammirazione e gioia ti mandiamo un grande bacio,
Antonella,
Debora, Miriam, Paola.
Ben tornato
tra gli umani GUERRIERO delle Ande. Ogni aggiornamento sul
tuo sito era un'emozione nuova.
Un
abbraccio dal Naturaider Tiziano (MO)
Ciao Maurizio
ben rientrato e COMPLIMENTI!!!
ho seguito sul sito l'avventura e mi sono molto
entusiasmato.
Grande! A presto! Luka
Ciao Maurizio stiamo bene
stiamo facendo
scialpinismo, ci stiamo divertendo.
Durante la tua spedizione
in Argentina ti ho seguito ed incoraggiato, ancora una
volta, anche senza l'Aconcagua sei stato grande.
Ciao
Vittorio Ratti (MI)
Ho seguito
tutta l'avventura: meraviglioso! Mi sembrava di star lì
con te, la fantasia ha lavorato tanto. Ma vorrei sapere di
più; mi auguro di poter ascoltare i tuoi racconti, seduti
attorno a un fuoco su cui l'arrosto gira, in Supramonte,
in una notte di primavera, immersi in una natura densa di
fascino e di pace tutt'intorno. ( Non come sulle Ande, ma
si fa quel che si può!)
A presto.
Saluti Pino
29 Febbraio
Ciao, sei rientrato in
Italia? Ho visto che e' stata dura. Complimenti, ciao Flavio
Lotti (Riva TN)
Ciao Mauri e ben tornato tra
noi, almeno fisicamente! Un abbraccio x ora e arrivederci a
presto.Goditi un po' di calmo riposo con i piccoli e Lisa. Raf
(VE)
ben tornato! Complimenti per
la tua impresa notevole e profonda sotto il profilo umano
oltre che sportivo; sara' linfa vitale per i tuoi figli. A
presto Stefano
Grande
Mauri
ben tornato.....
complimenti per tutto quello che ci hai fatto vivere
un abbraccio...... a presto
Pino (TN)
27 Febbraio
grande maurizio
sei proprio un'amico prenoto il volo...
baci alla family paolo
E'stato
emozionante e bellissimo,leggere i tuoi racconti giorno per
giorno.Sensazioni di fatica ,liberta e bellezza che si
provano solo viaggiando in bicicletta. Una impresa veramente
eccezionale, un caro saluto STEFANO.BELLELI
....MA ALLA
GRIGLIATA C'E' POSTO ANCHE PER NOI.... Paolo
Mauri:
sei un grande. (non c'è bisogno di
aggiungere altro) ciao Sirio (MI)
26 Febbraio
Ciao Mauri,
sei un mito...grazie per aver condiviso con noi anche questa
tua nuova avventura, e soprattutto le tue emozioni, quelle più
intime che provi durante il tuo percorso!!!
Sono felice che tutto sia andato bene, anche se la meta non è
stata raggiunta, ma come hai scritto tu, anche le piccole
sconfitte arricchiscono!!!E lo sono anche sapendo che tu possa
finalmente volare da Lisa e dai vostri due gioielli....
Un forte abbraccio e complimenti per quello che fai e
soprattutto per quello che sei e che sai trasmettere agli
altri. Cinzia
Con coraggio
e caparbietà hai ottenuto quello che volevi, un sogno si e'
realizzato e lo hai vissuto come chi ci crede fino
dall'inizio. COMPLIMENTI DI CUORE, DA TUTTO IL TOUR DE PANCE
RIVA DELGARDA. Silvio
Ti ho
seguito fin dall'inizio nel tuo girovagare per monti,
altipiani e pianure. hai fatto un'avventura fantastica e
importante. Credo che pochi al mondo sappiano interpretare
come te il vero senso dell'avventura, della conoscenza dei
popoli e del rispetto dell'ambiente che ti circonda.
Complimenti !!! Sei stato molto bravo nel raccontarci le tue giornate e farci
capire i tuoi stati d'animo e i tuoi pensieri. Ciao a presto Rudi.
Sei un grande
Mauri, veramente . . . . ti ho seguito su google heart quando
avevo notizie sufficienti per trovare quei posti splendidi ed
incontaminati che hai avuto la fortuna e il coraggio di andare
a scoprire; a volte sono riuscito perfino a seguire la pista che avevi fatto
il giorno prima . . .in un certo senso mi è sembrato di essere
insieme a te anche se .
. . .lo so bene che esserci andato deve essere stata tutta
un'altra storia. Mi sarebbe bastato anche solo essere con te
una sera a guardare la via lattea; chissà come brillano laggiù
le stelle senza tutta la luce che abbiamo qui . . . . .comunque grazie per i tuoi racconti;
credo che io e te potremmo avere tante cose da dirci perchè mi
dai l'idea di uno che è sulla stessa mia lunghezza d'onda. Ho
visto comunque che siamo in tanti a pensarla così a vedere dai
messaggi che hai ricevuto, e tutti hanno una grande stima e
rispetto per il tuo modo di vivere l'esperienza della vita
attraverso l'avventura e la ricerca dentro di se. Complimenti
Mauri per come sei e grazie ancora per averci reso partecipi
del tuo e del nostro splendido mondo.
Ciao Andrea
25 Febbraio
Mauri scrive:
"Ho comperato un cocomero e l¹ho divorato in tutto il suo sugo
seduto sul ciglio della strada, io in camicia e pantaloncini
tutto sporco e puzzolente, mi sento proprio bene come un
selvaggio."... Si!!!!! questa è felicità e libertà totale!
finalmente immerso nel tuo viaggio! questo mi esalta ed è il
massimo!!!!! capisco perfettamente le sensazioni di quei pochi
attimi! Ciao! Giacomo
ti aspettiamo
con un buon bicchiere di vino per farci incantare dai tuoi
racconti
baci paolo
eh sì ... te
fai prest a contarle che le par vere... per mi te se stravacà en spiagia da qualche banda al
calt, ai caraibi, o n'dove te sei nà, zo da la Lisa che ghe mando en
baso...
a volù la bici...pedala ades mauri.... baci e abbracci
paolo
22 Febbraio
Ciao Maurizio
Grazie per i tuoi resoconti della tua magnifica avventura: ci
hai fatto sognare, rendere partecipi delle tue emozioni, ma ci
hai lasciati anche in pensiero quando non riuscivi a mandarci
tue notizie per alcuni giorni. Adesso torna, che tra un paio
di mesi tocca anche a noi respirare un pò d'AVVENTURA.
Ciao, Stefano
Dai che ci
sei grande Mauri, e' stato un piacere seguirti col pensiero, un
abbraccio Giorgio Alpbike
Un saluto
e un incoraggiamento a te grande pazzo avventuriero! Benedetto
20 Febbraio
Ciao Mauri,
abbiamo mancato un obiettivo ma realizzato un sogno!
Magnifico, come è magnifico è il modo e le sensazioni che
riesci a trasmettere ogni volta che cerchiamo di avvicinarci
alla tua dimensione. Solo
questo, oltre ad un abbraccio forte. Calici in alto per il tuo
rientro. Raf.
Complimenti Mauri,anche questa volta non ci hai deluso.
Sappiamo quanto sia importante per te arrivare a
realizzare un sogno ,e noi mentalmente ti aiutiamo a
realizzarlo. Con affetto
Mario e Caterina
18 Febbraio
Ciao Mauri,
volevo solo salutarti e ringraziarti per la carica che ci dai.
Sto seguendo giornalmente le tue nuove sul sito, è un bel
leggere. Sappi che anche qui giù i preparativi fervono, e gli
allenamenti anche se con alti e bassi vanno avanti, con Davide, stiamo
mettendo
sempre più chilometri sulle nostre ruote. Non vediamo l'ora di
partire. Un grosso saluto dal sole della Sardegna e ci sentiamo
presto.
CIAOOO FABRIZIO
Mauri!!!!!!
Ale, Quale cielo strepitoso c'è sopra alla tua testa???
Fai un bel respiro a pieni polmoni anche per me!!!!!!...
Continuo a seguirti!!!!
Un caro abbraccio dalla tua terra!
Giacomo
grande
Maurizio
...di Maurizio c'è nè uno tutti gli altri son nessuno... preparati alla festa,
un abbraccio
Paolo Mauri, sei UNICO.
Un grande
atleta, ma soprattutto un grande uomo.Rimani sempre così come
sei. Adesso che il “cantiere” è finito ti aspettiamo con tutti
gli “operai” a Venezia.
Un grande bacio! Roby e Raf
Ciao Mauri!
Leggere I tuoi racconti è sempre una favola!... Come sempre il
coraggio è di chi prova e non solo di chi arriva in vetta! Chi si mette in
gioco dimostra tutta la sua forza è ha già vinto la sua personalissima
sfida!. Un caro abbraccio!
Giacomo
16 Febbraio
Gli auguri più
sentiti per questa fantastica avventura che sta per
terminare, un'altra medaglia che attaccherai alla tua
bacheca, un traguardo che ti renderà più forte di prima, un
segno che resterà per tutta la vita. Mauri sei un mito.
Silvio
Riva del Garda, un bacio ai piccoli.
Complimenti Mauri,
anche oggi ho letto di te sul giornale... Per ora ti saluto e
ti auguro di proseguire per il meglio il tuo viaggio, vedendo
le foto mi sembra di rivivere momenti magici legati al
Marocco.. Ti ringrazio ed appena torni penso di chiederti una foto con
dedica, perché non è da tutti avere un amico come te.
Un abbraccio Mirko
ciao zietto ti
stai divertendo?? Lo spero ....... la tua avventura è come
la sognavi o adesso ti affatica??? dai lo sai che
scherzo...... cmq ke culo ke non andare a scuola :-(, sn già
stufa ma mi piace.... ah ho preso 7- di matematica..... è 1
miracolo!!!!! noi tt bn.... divertiti e mi raccomando nn
dare confidenza alle persone e non conosci.......... bacio
tvttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttttb
la tua jane (ary), scimmione (ale),
manu, renato e i nonni............
P:S: dai
fratellino che manca ancora poco alla fine del tuo
viaggio.... a casa ti aspettano tutti con tanto affetto!!!
bacione manu
15 Febbraio
Dai...ci sei
quasi!
Io non ho dubbi, sicuramente ce la farai; volevo ringraziarti
per le belle emozioni che grazie hai tuoi racconti ho potuto
vivere. Perchè in alcune di queste, soprattutto le riflessioni
legate alla tua famiglia , ho rivissuto momenti difficili
della mia vita e tu sei l'esempio che anche se a volte i
nostri genitori apparentemente non condividono i nostri sogni, sono il realtà felici di vederli
realizzati e chi come me certe grandi imprese può solo
sognarle , grazie a te può assaporarle e chiudendo gli occhi
vedere quelle immagini che tu ci descrivi, sentire la
sensazione di calore che il sole emana , il vento sulla pella,
il freddo della notte, la solitudine, la gioia, l'ospitalità
...valori così poco presenti nella nostra quotidianità eppure
rappresentano "la vita vera" !
Grazie un bacione Ily & Rebby
Ciao
Mauri! Sai in azienda abbiamo fatto un numero speciale della
nostra rivista trimestrale proprio sulla tua avventura. Ne
abbiamo fatto un centinaio di copie che distribuiremo a tutti
i nostri dipendenti e conoscenti: è venuto veramente bene! Te
ne lasciamo qualche copia per quando torni! Sei grande. Un
abbraccio.
Raffaella e Marco
Ciao Mauri!
Vai Che sei forte!
Un pizzico d'invidia e tanta ammirazione per la tua impresa!
Siamo sicuri che riuscirai anche in questa nuova meravigliosa
avventura!
Grazia e Gianluca India 2006
Ciao Mauri…Ti
seguiamo tutti i giorni e con lo spirito sono con te!!!
Luciano
12 Febbraio
Ormai è diventato
il mio quotidiano appuntamento controllare sul tuo sito a che
punto sei arrivato! dai Mauri...Vai... Cristiano
Finalmente tue
notizie...un saluto e un abbraccio...Alberto
Ci fai
sempre vivere emozioni uniche....vaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii sei
un grande...
Marco
Ciao Mauri,
rientrata dalla mia modesta avventura ciclistica in terra
nepalese,leggo gli aggiornamenti e faccio il tifo per te....e
continuo a sognare le prossime avventure....VAI CHE LA VITA
E'UN'AVVENTURA!!! Saluti Franca
11 Febbraio
Ciao
Maurizio spero tutto bene, qui t'invidiamo tutti. Più ti
conosco e più m'accorgo che questo del Naturaid non è una
gara, ma uno stile di vita... A presto con stima un abbraccio
Mirko
caro Maurizio spero tu continui bene la tua avventura vai così che sei tutti noi
in bocca al lupo e un bacio alla tua famiglia
baci e abbracci Paolo & c
9 Febbraio
ola mauri,
dove set finì? sto seguendo questa ulteriore tua avventura ma
gnanche sull'atlante riesco a trovar quei posti for dal mondo
che te indiche sul sito! comunque come sento stai benone, ti
auguro di continuare così e di portare a termine questa tua
bellissima scommessa .... che te lo meriti. ti auguro un mondo di bene e arrivederci a riva al tuo
ritorno. sergio
Ciao Mauri
sei sempre il migliore! Come dici tu la vita è un avventura! Ciao ci vediamo al prossimo
Naturaid in
Marocco!!! Massimo
(Dino Bosi Group)
8 Febbraio
Ciao Mauri sono
la mamma di Emanuele che ha partecipato al Naturaid in
Marocco.
Leggendo le tue parole capisco perche' sei l'idolo di mio
figlio che ti chiama IL MITO .
Non ti nascondo che ho pianto nel leggere le parole che hai
dedicato alla tua famiglia, grazie al cielo ci sono ancora
persone come te con questi valori e con questo spirito di
avventura cosi' positivo.
Vai Mauri ti auguro un viaggio bellissimo dentro e fuori di
te.
Ti mando un forte abbraccio
Manuela
Dai Mauri
Riesco a seguirti mediante le notizie che leggo sul
sito...... e noto che descrivi il percorso veramente duro........ dai
Mauri.... con il pensiero ti aiuterò a spingere nei pedali noto anche le tue impressioni extra bici..... parlo delle
famiglie a te care.... mi ha molto toccato e credo che le
tue famiglie siamo con te...... dai Mauri... ci hai insegnato a vivere ed a credere in se
stessi...... non vorrai mica deluderci
forza Mauri sono con te
PINO
Ciao Maurizio seguo il tuo viaggio dal tuo
sito....complimenti per l'avventura
Michele Arco di Trento
Mauri
da un mese e mezzo cerco di seguire il tuo consiglio e
utilizzo la bici per recarmi al lavoro e anche per fare le
spese Everyday !!!
Buone pedalate e che le tue siano ricche di motivazione
quanto le mie.
Grazie Sebastiano
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6 Febbraio
Ciao Maurizio, vai
che sei grande. Ti sto seguendo come sempre ovviamente. Fa attenzione quando sei in quota.
A presto, Ruggero
Mauri, grande
avventuriero
leggere i tuoi racconti è come dimenticare per un attimo
"interminabile" i miei problemi ed affacciarmi nel tuo vasto immaginario che protende all'infinito...ai
limiti del globo.
Un sogno ad occhi aperti, come una moviola che proietta
scenari fantastici, luoghi sperduti, quasi ai confini della mente
umana, dove tutto assume i toni del surrealismo; la realtà non è
quella che ci immaginiamo, ma quella che realmente si prova sulla pelle , attraverso il corpo, che origina forti
sensazioni, nuovi sentimenti.
Ti immagino cavalcare quella distesa immensa accecante
circondato dal nulla; la forza della natura nella sua disarmante nudità,
potente e spietata che alimenta la tua sete di avventura...
Grande Mauri sei un bell 'esempio per tutti i Naturaider che
ti seguono appassionatamente!
Stefano (il Patacca)
Ciao Maurizio! E'
un'emozione leggere i tuoi racconti, e capisco il profondo
senso di libertà che provi mentre attraversi con la tua bici
il deserto e la voglia di viaggiare dentro te stesso quando a
sera sei nella tua tenda. E un pò ti invidio.
Forza Maurizio continua così! Un abbraccio
Paola
4 febbraio
Ciao Mauri! Sei veramente grande! Ogni
giorno ci colleghiamo al sito con la speranza che ci siano tue
nuove notizie. E quando leggiamo ci viene un tuffo al cuore
pensandoti ad affrontare quest’avventura! Nell’unico tuo viaggio al quale abbiamo avuto l’onore di
partecipare abbiamo scoperto cos’è veramente la libertà! Tu si
che sei un vero uomo libero! Bravo Mauri, forza e coraggio,
sei tutti noi. Un abbraccio forte. Con affetto. Raffaella Marco
Ciao Mauri,
qui a Riva facciamo tutti il tifo per te... Un
abbraccio e ti ricordo che ci vuole molto coraggio per fare
quello che stai facendo. Spero un giorno di raccontare anch'io
qualcosa di simile. Un abbraccio Mirko
4 febbraio
e' una grande
emozione per noi aspettare tue notizie e aprire internet per
immaginare ciò che stai facendo. Forza Mauri. Carlo e
Alessio
Anche noi
Naturaider bolognesi volevamo far arrivare il nostro incitamento alla grande
impresa del mitico Mauri: vai alla
grande come sempre! Aspettiamo i tuoi resoconti dal vivo al prossimo
raduno, Riki e Max
2 Febbraio
Ciao Maurizio, ti
mando i miei saluti, un forte abbraccio
Gino Arco (TN)
Ciao Mauri, attraverso i tuoi
racconti mi sto emozionando, in quanto proprio lo scorso anno
(agosto 2007), con la Nicoletta abbiamo fatto una piccola
parte di questo tuo inizio spedizione nel deserto di Atacama.
Ti auguriamo un buon viaggio e... forza, le difficoltà sono
parecchie ma sappiamo che non riusciranno ad ostacolarti.
Un caro saluto. Vittorio e Nicoletta
1 Febbraio
Ciao Maurizio, ti mando i miei
saluti e ti ricordo che la vita è un avventura...
.. Un abbraccio
Mirko Marchi (Riva del garda)
Non so se riesci a leggere
tutti i messaggi . . . .e non so se hai bisogno dei nostri
incoraggiamenti . . . . però ti penso . . . .e deve essere
bello lì da soli nel deserto tu e la bici e la voglia di
guardarsi dentro . . . .quindi . .
F O R Z A M A U R I Z I O
ciao Andrea
Probabilmente non
ne hai bisogno, ma ti voglio dire lo stesso F O R Z A M A U R I Z I O
Andrea
Vai Mauri!
che ricordi... Li a pochi passi, sopra la tua testa, svetta il
Licancabur.. Salutacelo!
Buona pedalata!
Giacomo (MI)
Mauri,,,,
questa mattina il mio primo pensiero è stato per tè.
Sento la tua voce quando dice .la stanchezza è solo questione
di testa, bravooooooooo
Rosanna (MO)
Ciao Mauri!
che dirti oltre al consueto in "bocca al lupo"....che ognuno
di noi invidia il tuo carattere e la tua forza, ben inteso,
non solo quella fisica, ma quella che proviene dentro di te,
che ti fa riuscire in queste imprese pazzesche ....allora
siamo tutti lì con te, lungo il percorso, ad incoraggiarti ed
a farti compagnia!!(facile a dirsi, vero!?? quando sappiamo
benissimo a cosa vai incontro, lasciando tutte le tue
comodità, mentre noi no..., ma è il pensiero che conta.
Giusto?)
Un abbraccio Cinzia
Ti
seguirò e Ti supporterò come sempre. Con
grande Affetto
Ciao
ciao
Roby -Monza-
Noi purtroppo come i soliti lunedì
siamo qui nelle nostre scrivanie, ma grazie a te assaporiamo un
pò d'aria argentina e un pò di libertà. Forza Mauri. Andrea
e Stefano
Una caro saluto e un in
bocca al lupo Mauri.
Carmelo
Ciao Mauri, forse sei gia in volo.
Ti auguro di appoggiare le ruote della tua bike su quel
immenso ghiaione...buon viaggio!
Ciao Alberto, Claudia, Virginia
Ciao Mauri! Puoi già ritenerti
soddisfatto,ci stai donando un nuovo viaggio e il soffio del
sudamerica si avverte già. Un forte abbraccio Seba
....è lo sapevo che
partivi e che non riuscivo più a vederti per farti l'"in bocca al
lupo"...i lupi ci scuseranno... mi raccomando comportati bene, non parlare con gli
sconosciuti,
mettiti la maglia di lana...ma sopratutto divertiti e non
pensare ad altro...
noi ti seguiremo da qua perchè tu porti dentro di te un pò di
noi
baci bacini bacioni Paolo e famiglia Arco (TN)
ciao maurizio
ho visto il programma che t'aspetta ... propio bel tanti auguri a te
a risentirci e buon viaggio
Paolo
Caro Maurizio
domani il via alla tua grande avventura, di grande coraggio e
audacia; l'ennesima nel tuo carnet.
Penso a te come a un grande guerriero che si appresta ad
affrontare lo spazio sconfinato tra terra e cielo, verso
quella grande montagna dimora degli Dei. Tutto ciò
ha un sapore speciale, dove l'impresa umana sfuma nel mito e
si consacra all'eternità.
Ti seguirò appassionatamente.
Stefano
(il Patacca MI)
In bocca al lupo sei grande..
Mauro Roma
Ciao Mauri,
volevo augurarti di cuore di vivere una bella esperienza e
dirti che come è stato per me in Marocco, la tua bimba ti darà
ancora più energia e forza di quella che già possiedi, sarà
meraviglioso quando un giorno le racconterai queste tue splendide imprese, io e la mia
piccola ti seguiremo ogni giorno.
"A PRESTO"...Ily (Ilaria Balzarotti MI)
Stiamo
brindando alla tua impresa con una bottiglia di Refosco. Buon
viaggio. Donatella e Luca (VR)
Mauri ci
siamo! Alè! Buona avventura! Un abbraccio e una parte di me
partre con te! A presto Giacomo
Ciao
Mauri,come mi hai insegnato tu "La volontà è l'amore
per i propri obiettivi e riesce a dar gioia anche agli
altri" !io partirò domani per il Burkina Faso per un
progetto umanitario con cui abbiamo raccolto delle biciclette
che permetteranno ai ragazzi di raggiungere una scuola e dei
pozzi d'acqua,ti saprò dire...buona avventura a te!un
abbraccio.
Ausilia (PD)
Ciao
Mauri!
Ormai ci siamo quasi! ti seguirò passo per passo sul sito...
Un caro saluto e un imbocca al lupo! Attendiamo notizie e
immagini!
Buon viaggio!!!
Giacomo
Ciao
guerriero, un augurio di buon divertimento e in bocca al lupo
il
Naturaider Tiziano (MO)
Ciao
Mauri; immagino che avrai gia ammucchiato il materiale da
portare per la tua imminente avventura. Ti auguro un grosso
"in bocca al lupo" e che ti possa divertire
raccontando a noi che siamo a casa le tue importanti emozioni.
Un' abbraccio Rino
Ciao,
attrezzatura ok, bici ok ( già calda ) ......................
Ti auguro buon viaggio con un grosso pizzico d'invidia ( tanta
), conoscendo bene l'Argentina e amandola .
Aspetto tue notizie al tuo ritorno, perche' torni VERO ???
ciao Stefano
Ciao
Mauri, in bocca al lupo per la tua spedizione in Argentina, io
sono in partenza per 2 settimane in bici in Nepal. Franca
(Trieste)
Ciao
Maurizio. Ho visto l'ampio spazio che mi hai dedicato sul tuo
sito e l'entusiasmo con cui promuovi la lettura del mio libro.
Grazie davvero della tua disponibilità e del tuo appoggio.
Spero di seguire presto le tue prossime avventure. Nel
frattempo in bocca al lupo per il tuo viaggio.
Sandra degli orsi.
Un
grande abbracio e sonorissimo "Forza Mauri" per la
tua nuova impresa.
Come dicono a Roma, sei proprio gagliardo.
Ti seguiremo tutti.
Ciao Carlo (MI)
Ciao Mauri,
ti seguirò sicuramente nella tua bellissima
avventura..........
Ti abbraccio
Pino (Roma)
Ciao
Mauri volevo augurarti un profondo in bocca al lupo, sono
contento che la tua famiglia si sia allargata, si stà per
allargare anche la mia, a fine febbraio diventerò papà di
una piccola bambina. Quello che mi rende ancora più felice
è vedere che non ti arrendi mai, sempre di più, vai Mauri
BUTAAA!. Ciao
Nicola (Arco TN)
Caro Maurizio, sono Giampy.
Come proseguono i preparativi per il Sudamerica?
Innanzitutto ti dico subito che non voglio rubarti tempo
prezioso, perchè non vorrei che per colpa mia ti
dimenticassi la camera d'aria di scorta.......Quindi se non hai tempo, non
preoccuparti, non rispondermi, ci sentiremo al tuo ritorno.
In questi giorni mi reco da Mauro fisioterapista per un
problema di epicondilite (infiammazione di un nervo dell'avanbraccio)
e mi ha detto che prima di partire, gli farai una visita. Ecco, forse sono un po'
rompiballe, ma mi piacerebbe tanto salutarti in
quell'occasione e darti un forte abbraccio sperando che ti
porti fortuna, per la tua nuova bellissima esperienza. Sono
proprio orgoglioso di averti conosciuto e sapessi come parlo
di te ai miei amici che mi emoziono solo a pensarti!!!
Bene, ti saluto, te lo ripeto, non rispondermi, che tanto ci
sentiamo al ritorno. Ciao e Buona Fortuna!!!!! Giampy
(Arco TN)
Ciao Maurizio, ti faccio un in bocca al lupo grandissimo per
la tua avventura in Argentina, la seguirò sul tuo sito, e
poi avremmo modo di parlarne di persona al tuo rientro.
Grandeeee Maurizio grandeeee
Fabrizio dalla Sardegna
Eilaaaa'.....
Ciao Mauri,
Divertiti in Argentina, purtroppo noi stiamo sempre qua'che
ci facciamo i soliti giretti in zona.... Dai davvero quando ripassi in Sardegna fatti sentire che
organizziamo una passeggiata....
Ciao a risentirci presto, Francesco Puddu (Cagliari)
Maurizio
Buona avventura in Sud America!
A prestissimo Sportivamente
Stefano (il Patacca MI)
Ciao Maurizio, ho letto con piacere che sarai
prossimamente impegnato in una nuova impresa che ti
"costringerà" ad un mese di intensissimo impegno
psicofisico ma penso anche di grande appagamento: nel
quotidiano, attorno a noi c'è ben poco di cui andare fieri
per cui è giusto che, appena si può, immergendosi in
qualcosa di veramente appagante, si cerchi di ritrovare se
stessi. Ti auguro che i venti andini ti
siano propizi, ti seguirò nel sito e sarò con te con la
mente e col cuore. In bocca al lupo. Pino
Con
tutto il rispetto, dove sta la notizia?
Saluti, PIETRO
Gottardi (TN)
In bocca al lupo
per la nuova impresa. Tiferò per te. L’assessore Iva Berasi
(TN)
Ciao Mauri, volevo
augurarti buona avventura. Silvio Duchi
(Riva TN)
Siamo un gruppo di
ammiratrici e seguiamo le tue avventure da molti anni, ci fai
sognare e commuovere. Ti seguiremo con gioia anche durante
questa nuova avventura. Grazie per i tuoi racconti. Antonella,
Debora, Miriam, Paola.
Ciao Maurizio, ti
sento come un figlio, ho 74 anni sono un ex ciclista e ti
conosco dalle riviste. Grazie alle tue avventure che mi fai
vivere in diretta, io faccio un salto nel passato e rivivo con
gioia la mia giovinezza. Buona fortuna e tanta attenzione.
Mario di Treviso
Sono un ragazzo di
31 anni che vive nella grigia Milano, quando leggo i tuoi
racconti sul sito, vivo un bellissimo sogno. Non vedo l’ora
che tu parta per seguire questa nuova emozione. Ti auguro una
buona avventura Carlo
Ti abbiamo
conosciuto alla conferenza di Modena e ne siamo rimasti molto
entusiasti che ne parliamo spesso. Ti seguiremo per questa
nuova spedizione. Auguri da Stefania e Guglielmo
Sempre ad
inventarne una, at volù la bici? E alor pedala. Il tuo amico
Mauro
E’ sempre
entusiasmante seguire le tue avventure, ti auguro che anche
questa sia per te un ricco insegnamento. Maria e fam.
Buon giorno, sono
un ragazzo che abita in un paesino in Piemonte, ho 26 anni e
pratico la MTB a livello agonistico con discreti risultati. Le
scrivo per dirle che ammiro molto tutti i viaggiatori come Lei
che riescono a farci conoscere il mondo sconosciuto e ci fate
vivere delle belle emozioni. Io non ho il coraggio di
viaggiare nell’incognito, spero di poterlo fare un giorno e
di imitarvi. La ringrazio per l’attenzione e con un pizzico
d’invidia seguirò la Sua avventura. In bocca al lupo Flavio
(TO)
Come sempre un
grosso "In bocca al lupo" Maurizio e torna vincitore
ciao Totò Giordano (Sicilia)
Complimenti,,seguirò
le tue tappe, sarò con tè con gli occhi e col CUORE, Rosanna
Gasparini
Ciao Maurizio, non ti conosco,
ma ti sento vicino e credo di capire il tuo spirito, o
perlomeno lo spirito che ti spinge ad esperienze estreme; in
un certo senso incarni ciò che io avrei voluto fare della
mia vita, un misto di esperienze, avventura e ricerca
interiore. Poi, come succede alla maggior parte di noi, la
vita si incanala verso altre mete, magari non così alte ma
sicuramente comunque soddisfacenti; resta però quel rimorso
di non averci provato e sicuramente di aver scoperto troppo
tardi uno sport come la mountain bike che per quanto poco mi
da comunque un rapporto con la fatica, l'esperienza e la
scoperta di luoghi "fuori dal mondo" anche se
molto vicini alla realtà quotidiana. Io la vivo così e
quando scopro persone che riescono a trarre il massimo da
questo sport mi esalto con loro. Perciò hai tutto il mio
appoggio morale e ti seguirò con questo stupendo mezzo che
è il computer nella tua meravigliosa avventura. Forza e
coraggio! Ciao Andrea
In bocca al lupo Mauri, per
questa nuova avventura!
Mi raccomando riguardati e portati la maglietta della
salute....
Fabry
Caro Mauri
Ho visto che stai per partire per una delle tue tante
avventure.......... ti faccio un grande augurio di riuscita ti
seguirò mediante il tuo sito ci sentiremo al tuo rientro
ancora auguri CIAO Pino (GIUSEPPE TONEZZER TN)
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INTERVISTA A
MAURIZIO PRIMA DELLA PARTENZA |
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Maurizio,
stai per fare una nuova spedizione importante, ne hai fatte
molte, come ti senti?
Devo dire
la verità, questa è proprio importante, ho lo stesso
entusiasmo delle prime volte e tanta è la curiosità di
scoprire. Questa volta in più c’è la gioia della nascita della
mia seconda figlia anche se allontanarmi da lei vuol dire
soffrire un pò perché è ancora piccina e indifesa, ma sono
veramente sereno perché è nelle mani sicure della mia
compagna.
Perché
viaggi solo?
A me piace
la solitudine, è il piacere di vivere questa situazione nel
silenzio più assoluto. Nella nostra vita oramai non esiste il
silenzio, il traffico, il telefono, il computer acceso, non ci
ricordiamo più com’è fatto il silenzio e fa paura quando lo si
incontra. La mia solitudine non fa male, è ricercata, è
materiale e non è psicologica come quella che a volte si vive
in mezzo agli altri, questa si che è pericolosa. Non vuol dire
che non ami stare in gruppo, io organizzo anche raduni e
viaggi e mi trovo molto bene con tanta gente.
Come ti
sei preparato per questa nuova impresa?
Diciamo
che io mi alleno regolarmente tutto l’anno, poi intensifico
quando ho un progetto che si sta concretizzando. Stò facendo
uscite in Mtb e bici da corsa da almeno 3-4 ore su percorsi
collinari e di montagna e corro almeno 2-3 ore sulle colline o
in montagna e ogni tanto inserisco un’uscita di 3 ore con uno
zaino da 20 kg riempito di sabbia.
Esci in
qualsiasi condizione climatica?
Si può
dire di si, ma da qualche anno vivo prevalentemente in
Sardegna con la mia famiglia a 15 km da Cagliari e qui il
clima non è come in Trentino, dove sono nato. In inverno piove
pochissimo e la temperatura di giorno è 10-15 gradi così mi
posso allenare piacevolmente. Non sono mai uscito con i guanti
e giacca pesante, non ho neanche il riscaldamento in casa e la
scaldo tutta con una piccola stufa a legna.
Non hai
mai paura quando affronti queste esperienze estreme?
Forse una
volta, intendo quando ho incominciato a fare un certo tipo di
viaggi pericolosi, la spavalderia da giovane mi faceva credere
di essere invulnerabile, invincibile. Ora le cose sono
cambiate: sono cosciente del pericolo e delle difficoltà, ho
un buon rapporto con la paura, solamente i pazzi non hanno
paura, ma è meglio chiamarla coscienza. Qualche volta ho avuto
paura, ma sicuramente il mio allenamento, capacità di
adattamento ed esperienza mi fanno alzare i limiti che altri
non conoscono e posso risolvere situazioni critiche senza
entrare in panico.
Conosci già le piste
che percorrerai?
No, non le
conosco, da molto tempo cerco piccole informazioni delle varie
zone che attraverserò, a grandi linee ho tracciato una via
immaginaria, poi sul posto man mano che avanzerò sulle piste
cerchèrò di trovare più informazioni possibili, diventa come
un’esplorazione partendo dal nulla. Farò una zona di alta
quota poco conosciuta e so che dovrò affrontare zone altamente
desertiche con pochissime popolazioni, ma so anche che i
paesaggi saranno magnifici. Poi durante il viaggio, se le
condizioni meteo e mie, lo permetteranno, cercherò di scalare
alcuni vulcani oltre i 6500 m di altezza.
Ma il tuo
obiettivo ambizioso è scendere dall’Aconcagua con la bici?
Si, è un
sogno che ho da moltissimi anni, da quando ho incominciato a
salire i punti più alti del pianeta in Asia e Sud America,
pedalando con la MTB. Questa volta cercherò di portarla su e
di scendere dal ghiaione della parete Nord-Overs del Cerro
Aconcagua. Purtroppo per salire questa montagna sono richiesti
dei permessi e per la MTB le restrizioni sono notevoli. Ma so
di uno svizzero e un argentino che diversi anni fa sono
riusciti a salire e poi scendere in sella e io spero che lo
diano anche ad un italiano.
Ti
auguriamo Maurizio che non sia solamente un sogno e possa
realizzarsi. In bocca al lupo.
Grazie,
crepi. Anche se rimanesse un sogno, lo sognerò con piacere
immaginando di sentire il ghiaione sotto le ruote.
Ciao
a tutti Mauri
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