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NATURAID
MAROCCHINO
NELLA DRAA VALLEY
IN MTB
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Foto ed impressioni del gruppo Draa
Valley (maggio 2002)
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| Cristian anni 29 Venezia, medico ortopedico |
Nicla anni 27 Foggia, dottore chimico |
Giuseppe anni
33 Foggia, medico |
Elisa anni 32 Trento, avvocato |
Ettore anni 39 Trento,
impiegato ospedaliero |
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| Liliane anni 37
Trento, infermiera |
Aldo anni 40
Trento, operaio ripristino ambiente |
Mario anni 34
Foggia, avvocato |
Francesco anni
41 Riva d/G tecnico raggi x
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Paolo anni 36
Foggia, impiegato |
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| Monica anni 39 Pordenone, insegnante |
Michele anni 39
Pordenone, impiegato bancario |
Ranieri anni 43
Gorizia, agente di commercio |
Luisa anni 24 Arco,
assistente sociale
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Giuseppe anni 43 Treviso, istruttore di nuoto |
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Francesco
Esistono viaggi e viaggi.
Viaggi che parti per una destinazione o un tour, e riporti a casa
ricordi di luoghi nuovi, paesaggi mozzafiato, costumi diversi di
vita e cibo che gratifica il tuo gusto con sapori forti e nuovi. Ci
sono poi i tuoi compagni di viaggio con i quali entri subito in
sintonia, oppure solo una pura e semplice convivenza necessaria per
non rovinare il tutto. Questa piccola introduzione mi è servita per
dire che in questo tour con Maurizio si respirava un’altra aria.
La capacità e simpatia di Maurizio
di tenere unito il gruppo con la sua semplicità, umanità e
competenza è unica. Lo vedi parlare e scherzare con i bambini e le
persone del luogo, oppure la sera nella tenda dove si cenava a lume
di candela mentre lui raccontava delle sue avventure e dei suoi
viaggi, riusciva a catturare l’interesse e l’attenzione di tutto
il gruppo di amici.
Maurizio lo conosco da
tanto tempo, seguo sempre le sue avventure, ma è stata la prima
volta che condividevo queste emozioni; ripercorrendo con la mente i
suoi racconti ne percepisco la felicità, l’amore, l’onestà, la
correttezza e la competenza con cui affronta le sfide, anche le più
pericolose.
Ecco, questo mi è
rimasto addosso, attraversando valli fantastiche e deserti con albe
e tramonti dove i colori, le sfumature e le ombre rendevano il
viaggio ancora più affascinante.
Grazie Maurizio di aver
voluto dividere con me una piccola parte dei tuoi sogni.
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Ho aspettato qualche giorno
prima di scrivere per condensare, se possibile, in poche
righe l'esperienza fatta in Marocco.
Il programma,
l'organizzazione, le guide (che come hai scritto altrove
ci hanno veramente coccolato) e quanto il Marocco ci ha
offerto, sono stati un mix veramente azzeccato.
I bambini però, sono la
cosa che più mi è rimasta impressa.
Ricordo il loro correrci
incontro, i loro sorrisi, la loro curiosità, il loro
discreto aspettare anche solo delle bottiglie vuote ma
sopratutto la loro generosità.
Vederli dividersi il pane
avuto in cambio dell'aiuto dato alle guide mi ha convinto
che la generosità è virtù dei poveri.
Anche o sopratutto questo,
e non solo paesaggi o colori è stato il viaggio in
Marocco
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Nicla
Cosa
posso dirti, mi hai rovinata!!!
Non
riesco a rientrare mentalmente sul lavoro passo le mie giornate in
leggerezza pensando al caldo e al giallo/rosso del Marocco (è il
colore che mi viene in mente), alla piacevolissima compagnia in cui
del tutto casualmente mi sono ritrovata, ma forse la cosa più bella
per me è stata proprio riscoprire questa stravagante maniera di
fare vacanza: GIRARE IN BICICLETTA e dormire ovunque (o quasi!!!).
L'organizzazione e l'assistenza è stata perfetta: arrangiarsi ma
non sentire mai disagio, in totale tranquillità.
Insomma sarei pronta a ripartire, anche domani!!! |
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Le mie
impressioni sull'esperienza? Chi può saperlo, mi sembra
così limitante il tentativo di spiegarle.
L' emozione più
intensa l'ho provata il giorno venturo, quando ho
realizzato che i luoghi visitati erano quelli che avevo
tanto desiderato e pensato irraggiungibili e surreali. Là,
dopo l'impatto iniziale tutto mi sembrava normale ma da
casa adesso riesco ad apprezzare la purezza, la
genuinità e le virtù di quei posti.
Tutto mi
sembra fantastico e non sto scherzando e neppure
enfatizzando nulla.
Fantastico
dormire sotto le stelle, lavarsi nel fiume, affrontare
strade insidiose per una bici, rimanere seduti su una
montagna di sabbia che in poco tempo si trasforma,
incontrare queste popolazioni e capire il loro stile di
vita.
Chi ti scrive
è un uomo che si è sempre sentito succube dei ritmi e
della frenesia della nostra società ma che allo
stesso tempo ritiene di averne bisogno. Chi ti scrive
è un uomo che si sente non sicuramente trasformato ma certamente
arricchito; è come se si fosse risvegliato in me
l'istinto represso dell'avventuriero.
L'esperienza
mi ha insegnato ad affrontare con più disinvoltura e
naturalezza le normali problematiche quotidiane e,
sembrerà banale ma il famigerato rientro al lavoro non è
stato affatto traumatico anzi ero più sereno delle altre
volte.
Devo
riconoscere che aver vissuto alcuni giorni senza vincoli
mi ha regalato questa gradevole sensazione di libertà.
Mah! Sembra strano eppure è così. Tireremo le somme
quando il mio entusiasmo si sarà un po' calmato.
Infine sono
convinto che questa non sia stata un'esperienza
unica solo perché ho la certezza altre
seguiranno......
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Luisa
Con
emozione intensa
...E il curioso
viandante di buon mattino si desta,
col desio in cuore di
provare una nuova esperienza
e nella speranza di sapersi
ogni volta meravigliare
dell'energia vitale che
dalla natura scaturisce.
Con rispettosa riverenza si
piega
davanti all'aspra durezza
delle sagge montagne millenarie.
Si diletta con l'entusiasmo
di un bambino
danzando sulle note
dell'allegro canto del vento tra i palmeti.
Infine, mai pago di vibranti
percezioni,
il viandante si lascia
cullare in un avvolgente abbraccio
dal caldo deserto, dove
emozionato e carico di lacrime si addormenta,
soddisfatto di aver compiuto
questa tappa nel suo viaggio.
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Monica e
Michele
Da
qualche tempo cercavamo un viaggio un po' anche
"avventura", pur consapevoli di non poterci cimentare, così
di punto in bianco, in esplorazioni od altre imprese troppo tecniche
o troppo impegnative. Però, la nostra curiosità di vivere un
viaggio, attraversare dei luoghi, vedere la vita della gente locale
da un punto di vista meno comodo e senza dover rispettare una
stretta pianificazione da "terzo millennio" era ed è
molto forte, così come la voglia di impiegare anche una certa
fatica fisica per raggiungere le varie tappe del percorso.
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Con
questo spirito, e con il complice desiderio di visitare un Paese
geograficamente e umanamente molto vario e colorato, ci siamo
avvicinati alla proposta di Maurizio per il tour nella Draa Valley
in Marocco. Direi che a cominciare dalle prime attività svolte
dall'arrivo a Marrakech, ritiro bagagli, assemblaggio biciclette,
etc. e fino all'ultimo giorno che ci ha visto compiere le stesse
operazioni in senso inverso, i nostri desideri sono stati
sostanzialmente tradotti nella realtà. Con gradualità, e senza la
fretta ed i ritmi tipici di un viaggio "a pacchetto",
abbiamo praticamente attraversato una parte di questo grande Paese,
e lo abbiamo fatto, a nostro avviso, da un punto di vista e
d'osservazione del tutto privilegiato: la bicicletta. |

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Questo mezzo,
con la velocità di progressione personalizzabile, l'assenza di
"filtri" e di troppe comodità per sensi e percezioni,
permette, a chi ha queste curiosità, di apprezzare "dal
vivo" ogni evento immersi nell'ambiente circostante. Siamo
passati da paesaggi di montagna, severi e maestosi, segnati solo in
modo limitato da una "faticosa" presenza dell'uomo, alle
oasi e piccoli terreni verdi e rigogliosi, circondati dal giallo e
dal secco, fino alle dune del deserto, che l'ultima notte ci hanno
regalato una "mini" tempesta di sabbia (al risveglio
eravamo ricoperti da una densa spolverata), e la mattina si è
prospettato davanti a noi nella sua vastità. |

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Le
soste, i bivacchi ed i pernottamenti sono stati le essenziali
comodità per lo spirito ed il corpo, i piacevoli momenti per
chiacchierare e conoscere le persone del gruppo, assaporare ancora
di più l'ambiente. Molte volte, le nostre MTB ed i colorati
abbigliamenti hanno attirato la curiosità della gente locale, che
ci osservava e avvicinava con sorpresa. La "personale
contropartita" che ognuno di noi ha investito in Marocco per
assaporare queste sensazioni è stata del tutto adeguata: sane
pedalate all'aperto, una buona dose di sforzo fisico ed un briciolo
di adattamento. Lo spirito di aggregazione e la cordialità di
ognuno dei Partecipanti hanno reso migliore sia il paesaggio che il
clima generale del viaggio. |

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Sicuramente è un'esperienza che meglio
si rivela a chi parte già da casa con il reale desiderio di
conoscere Paesi, genti e costumi diversi dai propri, ed accetta con
un sorriso la fatica di conquistare con le proprie risorse le cose
più semplici, ma più vere. La ricompensa, però, è assicurata.
Credo che queste poche parole e le foto che verranno esposte
riescano solo in parte a fornire una adeguata rappresentazione degli
scenari e delle sensazioni che abbiamo vissuto. E, per concludere,
un'ultima pennellata che ben delinea la corrispondenza che solo di
rado sorge tra "paesaggi dell'anima" e scenari materiali:
esiste un luogo emblematico, tra le aspre montagne dell'Atlante, in
cui la terra ha assunto la conformazione di "un occhio e di un
cuore" tra loro accostati ..... . Quali simboli migliori per
leggere il nostro viaggio ? |
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Un
plauso va all'organizzazione ed agli autisti delle jeep di supporto,
che hanno egregiamente e sempre pazientemente svolto il compito di
assistere questi 16 Bikers durante l'intera traversata. Un cordiale
saluto a tutti compagni di avventura. |
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NATURAID in collaborazione con |
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