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INDIA,
Himachal Pradesh

In Bici 730
Km e 10.000 m di dislivello da Manali a Shimla
Continua la grande avventura Spiti
Valley 2006
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Il gruppo:

Vittorio, Lorenzo,
Nicoletta, Grazia, Ivano, Gianluca, Cristina
  
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“la forza non viene dal vigore fisico. Viene da una volontà
indomabile” GHANDI |
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Benvenuti nella Spiti Valley

A presto Mauri
Il gruppo formato da viaggiatori di grande esperienza ha
affrontato difficoltà e disagi di 14 campi tendati vivendo
l'avventura fino in fondo, completando un percorso di circa 730
km e 10.000 di dislivello. Probabilmente il primo gruppo Italiano
e sicuramente uno dei pochi al mondo ad aver percorso tutta la
stupenda Spiti Valley in bici e raggiungendo quote oltre i
4500 m.
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3° FOTO-CONCONCORSO NATURAID
INDIA |
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Il gruppo che ha vissuto l'India, con il
viaggio di Maurizio, ha partecipato al concorso inviando gli
scatti più significativi da cui sono state scelte le 3 foto
che meglio rappresentano lo spirito e gli aspetti di questa
avventura. Le foto saranno premiate
con un film di Maurizio. |

1a Classificata
(Lorenzo anni 42 Trento)
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2a Classificata
(Grazia anni 37 Trento)
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3a Classificata (parimerito)
(Nicoletta anni 40 Lecco - Vittorio anni 42
Lecco) |
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Una grande spedizione: 13 giorni di bici,
730 km 10.000 m di dislivello e quote fino a 4551 m.
Un grande sogno, un ricordo per la vita. |
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E’
terminata con successo la spedizione
organizzata da Maurizio Doro
Il gruppo composto da 8 biker con la passione dei viaggi
estremi è tornato a casa nel mondo “moderno” fatto di tante
“comodità”.
“Qualcuno ci chiede:
stanchi? Sì, ma non lo ricordiamo, ci ricordiamo solamente
tanti momenti, piccoli sogni che si sono realizzati dentro un
grande sogno che è la vita”.
Ma chi ve lo fa fare? E a noi ci viene da ridere… e
rispondiamo; NOI! siamo noi che decidiamo di voler vedere
questo mondo nei suoi aspetti più veri, anche se a volte molto
crudi che ti stringono la gola, come l’arrivo nella
gigantesca, colorita, assordante, affascinante, pazzesca Dehli
che ci ha mostrato la realtà cruda dei suoi abitanti più
poveri e moribondi che convivono con nuovi ricchi. Abbiamo
mangiato nei piccoli locali e camminato per piccole e povere
viuzze della città vecchia, dove la gente operosa si ingegna e
lavora per tutta la giornata come piccole migliaia di
formichine sempre in movimento.
A Delhi siamo arrivati alle 3
di mattina con un volo passando per l’austero aeroporto di
Mosca.
Ad attenderci, oltre alle nostre jeep abbiamo trovato anche un
caldo umido e soffocante che marcava di sudore i nostri goffi
movimenti di persone assonnate, mentre trascinavamo gli
scatoloni delle bici nel piazzale all’uscita dell’aeroporto.
E’ notte fonda e percorriamo circa 40 min di strade trafficate
solo da numerosi taxi e piccoli sgangherati risciò a motore (i
tuc tuc) Una sosta per recuperare qualche ora di sonno in un
albergo della periferia. Il nostro avvicinamento non è ancora
terminato, ci aspettano ben 17 ore di autobus.
570 km di strade tortuose e rese ancor più strane dalla guida
che a noi sembra pericolosissima degli innumerevoli autisti di
camion che si superano in continuazione sia sui rettilinei che
sui tornanti. Sono sempre contromano fino allo sfiorarsi
all’ultimo secondo, una sorta di rulet russa. (Ma tutto ha un
senso e questo è un modo di guidare collaudato, sembra tutto
organizzato: infatti, gli incidenti sono pochi rispetto alle
migliaia di mezzi che si muovono). Siamo tutti svegli e
guardare queste situazioni dal grande parabrezza del guidatore
che ci è davanti, ci sembra di essere in un cinema mentre
guardiamo il grande schermo sgranocchiando ogni tanto qualche
cosa. A volte ci dimentichiamo…. ma siamo noi i protagonisti!
E il villaggio di Manali ci
aspetta.
Manali, la “Madonna di Campiglio” dell’India è un villaggio
tra i boschi e i meli carichi di frutta.
E’ il nostro punto di partenza.
Oramai ci siamo! Dopo aver testato la gamba e percorso 65 km
lungo la sua valle a 2000 m, oramai si legge negli nostri
occhi l’impazienza di cominciare la nostra spedizione che
prevede di superare il Passo Rothang di 3990 m. Da Manali
dobbiamo percorrere 51 km di salita continua, che decidiamo di
fare 2 giorni, montando così il primo campo a quota 3300 dopo
35 km.
Nicoletta non parte con noi, ma ci raggiunge 2 giorni dopo con
un’altra jeep. Ha avuto un leggera congestione e non è in
grado di pedalare, così è rimasta in hotel a Manali.
E’ il periodo dei monsoni, un anno anomalo questo.
Le piogge, che solitamente vengono fermate dalle prime alte
montagne della catena Himalayana, hanno scavalcato questa
barriera e sono arrivate fino a Leh causando grandi disagi e
preoccupazioni.
Anche noi veniamo sorpresi il primo giorno da acquazzoni
violenti e io e Vittorio, che pedaliamo insieme nel momento di
pioggia più violento, cerchiamo riparo sotto una roccia che
sembra abbia un tetto sicuro. Non è così: dopo qualche minuto
piccole fontanelle ci bersagliano e scorrono sulle nostre
giacche e bici.
Io rido nel vedere Vittorio che si protegge come un gufo in
una piccola grotta trovata nella parete.
Fortunatamente il mal tempo ci ha sorpreso solamente qualche
notte mentre eravamo nelle nostre tende, ma era un piacere
essere nella nostra igloo e sentire picchiare le grosse gocce
sul telo esterno.
A Gramphu usciamo dalla
strada principale.
Dalla mitica e classica “Manali-Leh” una deviazione a destra
ci porta a seguire il fiume Chandra che si insinua tra le alte
montagne della Lahaul Valley. E’ una bella emozione pedalare e
sentire finalmente le nostre ruote artigliate premere sui
sassi e sulla terra secca. Qualche volta guadiamo portando la
bici in spalla e camminando sui sassi più grossi, facendo
attenzione a non barcollare per non cadere e bagnarci; qualche
volta siamo in mezzo a giganteschi greggi di pecore che ci
avvolgono da ogni parte e quelle arrampicate sui ripidi pendii
sopra di noi ci fanno cadere sassi addosso. Giorno dopo giorno
ci guadagnammo km e km su questa pista sterrata che sembra
fare una gara alla pari con il fiume 2-300 m sotto. Stesse
curve, stesse montagne, stesso ambiente arido, stessa
selvaggità.
La danza di questi 2 serpenti lunghissimi che ci accompagna
per diversi giorni ci porta a visitare piccoli villaggi e
luoghi molto suggestivi, dal sapore antico.
Il tempo è buono e il sole a 4000 m ci scotta la pelle e le
labbra, ma le creme che ci spalmiamo per proteggerci si
consumano velocemente tanto che quando arriviamo al campo
qualche parte del nostro corpo è rossa e brucia.
I campi tendati erano sempre in luoghi aperti e vicino al
fiume che lasciavamo al mattino. Dopo un’abbondante colazione
il rito era riavvolgere il materassino, rimettere il sacco a
pelo e il nostro materiale nelle grandi sacche per poi
sistemarlo sulla jeep “ammiraglia” e ritrovarlo poi al campo
successivo.
Smontare le nostre tende era un piacere che ci portava via un
pò di tempo, ma avevamo fretta? Per fare cosa? Quale era
l’appuntamento? Fare il
viandante-viaggiatore-esploratore-fotografo-…vivere? E allora?
Ognuno di noi prendeva il giusto tempo e preparava il
“cavallo” per la giornata.
La Spiti Valley è oltre la grande porta in muratura che è
sulla strada. La porta colorata, con disegni e grandi scritte
tibetane, fa da cornice al piccolo villaggio di Losar. Tipico
villaggio buddista con case di sassi dai tetti piatti carichi
di sterpaglie, rami e sterco. Lo sterco è anche
l’indispensabile combustibile che verrà utilizzato in inverno
per alimentare le piccole stufe al centro delle abitazioni
dove le famiglie concludono il quotidiano ogni sera nella
penombra di una fiocca luce. E questa situazione si ripete
lentamente da centinaia di anni.
Qui ci sono anche dei militari……….. (CONTINUA) |
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Le impressioni di viaggio dei
partecipanti
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Ivano invia
una frase dell'amico Naturaider Luka conosciuto nel viaggio in
Marocco:
"UN VIAGGIO NON E' NECESSARIAMENTE VEDERE COSE NUOVE, MA
TORNARE CON DUE OCCHI E UN CUORE NUOVO PER VEDERE E VIVERE LA
QUOTIDIANITA' DI SEMPRE IN MODO DIVERSO" |
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dedicato ai
miei favolosi compagni di viaggio
.. IN DIRETTA DAL
MIO CUORE… |
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Eccomi qua ………..
calata di nuovo nel tran-tran quotidiano ….
in una corsa ansiosa contro il tempo che non basta mai, al
ritmo frenetico di questa realta’ assurda che costringe i
nostri sogni, le nostre aspirazioni e i nostri ricordi piu’
belli …… li’ chiusi in cassetto recondito …..
Ma a volte ….. come per magia……
questo cassetto si apre, …. qualcosa di indefinito
prende corpo e ti travolge, ti trasporta lontano ….
lontano….
Eccomi su una
meravigliosa strada, che sale lentamente verso il villaggio di
Kibber, in sella
alla mia fedele mountain bike:
..ad ogni svolta, grandiosi panorami e splendidi scenari
cancellano ogni fatica e mi inebriano con la loro bellezza ……
E poi …ecco il villaggio :
.. fuori dal tempo ,.. fuori dal mondo,… cosi’ lontano dalla
nostra realta’……,
.. la gente cosi’serena, ..i bimbi cosi’ felici ,.. …una
tranquillita’ quasi irreale …
Ed infine in discesa ,
verso il Kye Monastery …
La preghiera dei monaci buddisti mi sconvolge:
E’ UN LAMPO A CIEL SERENO , UN ABBAGLIO NELLA NOTTE, UN
MAGICO RICHIAMO VERSO LE PROFONDITA’ DEL MIO ESSERE…… …
Sensazioni forti, un senso di LIBERTA’ INFINITO …… e ancora
…
L’INDIA ……,
La scoperta di una
terra cosi’ strana , cosi’ sconvolgente , cosi’ ricca di
rumori, di colori,
di odori e di sapori …… cosi’ forti .., cosi’ affascinanti……
E’
stata un’avventura entusiasmante di 8 Naturaiders, lungo un
meraviglioso percorso nell’Himachal Pradesh, tra Manali e
Shimla,…con tanti bei momenti trascorsi insieme… e ,
nonostante le difficolta’ e la fatica, …TANTO CALORE E
SERENITA’…
E’ stato un sogno breve ,
ma intenso ..
che continua a frullare nel cassetto…
E’ rimasto qualcosa dentro di me……
…Vivo e forte…..
…E’ il
desiderio di ritornare laggiu’, per rivivere piu’ intensamente
ogni momento di questa splendida vacanza !!!!!!!!!!!
Nicoletta |
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Vittorio, 42 anni,
dalla provincia di Lecco. |
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Voglio fare una
premessa a queste mie impressioni. Io non so descrivere con
belle parole le sensazioni che ho provato in questi 18 giorni,
il mio scritto sarà retorico e privo di originalità, ma
sincero.
Ho vissuto un bel sogno, ho viaggiato in ambienti ed ho
conosciuto popoli, di cui, fino ad allora, avevo solo sentito
parlare o visto filmati.
Poche ore dopo l’arrivo a Nuova Delhi, la mia mente aveva già
cancellato tutti i problemi della nostra vita quotidiana, fin
troppo programmata e stressante. Ero arrivato, in uno dei
pochi luoghi al mondo, dove, si dice, il tempo non esiste.
E’stato fantastico, pedalare fra montagne e ghiacciai, dentro
valli immense e solitarie, solcate da fiumi impetuosi. Mi
hanno incantato con la loro imponenza e bellezza,
difficilmente riscontrabile nella piccola Europa. Non abbiamo
mai vissuto l’affollamento dei trekking e delle spedizioni,
assai frequente nelle località himalayane Visitando villaggi e
monasteri in quota, non ancora intaccati da “civiltà” e
turismo, le genti avevano un approccio naturale e poco
smaliziato al visitatore.
Un manipolo di Naturaider molto affiatato, con Maurizio capo
gruppo e compagno formidabile, ha fatto il resto. Capace di
prepararci e guidarci in un giro-spedizione entusiasmante, il
Mauri si è dimostrato sempre all’altezza della situazione.
Infine, un bravo lo merita anche il personale dell’agenzia
indiana, ci ha sempre ben assistito ed ottimamente ristorato.
Magro e gracile come io sono, non ho perso neppure un grammo!
Vittorio |
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Un caro saluto al gruppo che ha condiviso con me
il piacere di completare un viaggio progettato da tanti anni.
Ciao e grazie Mauri |
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NATURAID in collaborazione
con |
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