Nome: Alvise
Cognome: Cedolini

GRANDI
VIAGGI ESTREMI
in questa pagina:
"Alle
porte del deserto in bicicletta",
"Nel lento scorrere delle ruote tra Laos e ...",
"Pedalando in Vietnam tra storia e Poesia",
"Il mio Cammino...fino a Santiago", "la mia Patagonia",
"l’Australia in bicicletta, ovvero, pedalando nell’infinito"
Il suo profilo:
anno 1964, lavoro da sempre stagionale come assistente bagnanti in
spiaggia a Jesolo, pratico da più di 15 anni triathlon con buone
soddisfazioni agonistiche su tutte le distanze (mi manca l'Ironman
che sarà il mio px obbiettivo). Ho fatto sempre a livello
agonistico: sci, canoa, motocross, arti marziali, nuoto, mountain
bike, sono brevettato inoltre accompagnatore subacqueo.
Vivo in camper e pratico meditazione oltre al mio sport
favorito,triathlon.
Dapprima ho viaggiato molto in moto (reportage fotografico Africa a
disposizione) poi dopo L'Australia in bici ha seguito la Nuova
Zelanda (sono andato come ospite Alle Falde del Kilimangiaro Rai 3)
poi da Los Angeles a Città del Messico, Da Città del Messico a Cuba,
Cuba-Guatemala-Messico, Vietnam, Da Santiago del Cile a Usuahia, a
seguire un paio di volte il Cammino di Santiago in bici per poi
affrontarlo anche da vero "pellegrino"...camminando.
Gli ultimi viaggi in bici sono stati il Laos (anno 2010) ed il
Marocco (2011)
Ho inoltre ideato, organizzato, catalogato etc. un viaggio in bici
in Sicilia con la collaborazione di un'agenzia viaggi. Sono stato
collaudatore e testimonial di una sella innovativa DD WINGS portando
avanti il progetto.
Sogni nel cassetto: Alaska-Usuahia.
Prossimo viaggio in bici in inverno meta ancora da decidere
e...sempre pronto a partire!!!!
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"Alle
porte del deserto in bicicletta"
di Alvise Cedolini
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"Ciao Maurizio, voglio dirti che sono
entusiasta di questo viaggio, il Marocco e' davvero vario e
bello e la bicicletta si presta alla grande per godersi tutto
ciò. Ciao Alvise"
"Ciao Alvise,
aspettiamo i tuoi racconti e buone vibrazioni, ciao Mauri"
1o
Report in diretta dal Marocco
17/02/2011
S embra ieri che sono arrivato dall' ultimo
mio giro in bici,il Laos,ed invece e' passato un'altro anno,la
bici parcheggiata in garage non e' stata più toccata ed e'
ancora sporca della terra rossa laotiana; guardo questa mia
bici, gli adesivi di tutti i Paesi in cui abbiamo viaggiato,
penso da quanti anni viaggiamo insieme ed a quanti km abbiamo
fatto... non mi ha mai lasciato a piedi,gli voglio bene e decido
di continuare il viaggio come se non ci fosse stata nessuna
pausa e quindi nessun check,nessun lavaggio o cambio
gomme,niente,la pongo nella scatola con le solite mie collaudate
borse e materiale giusto qualche ora prima di andare
all'aeroporto senza pensare troppo, oramai dopo anni di viaggi
mi fido della mia esperienza ed il fatto di andare In Marocco a
solo 4 ore di volo mi fa sentire come se andassi a fare un giro
vicino casa...
12/2/2011 Casablanca ... Marrakech
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Arrivo a Casablanca alle 4 e mezza di mattina
e quindi mi butto in una poltroncina all' aereoporto pisolando
un poco aspettando che arrivi un po' di luce ed un'ora più
decente per muovermi. Pedalo fino a Casablanca che dista circa
30 km e dove pensavo di fermarmi la prima notte in modo di
riposarmi ed organizzarmi al meglio per raggiungere Marrakech in
bus il mio vero punto di partenza, ma dopo aver raggiunto il
centro ed aver bevuto un caffè senza entusiasmo per la città
decido di andare subito a Marrakech e così alle 17 mi trovo già
in una città che subito mi conquista.
13/2/2011 Marrakech
Giornata da turista a zonzo per i meandri di
questa città che subito mi piace con la sua piazza che sembra un
grande circo dove ci si può passare la giornata a guardare gli
incantatori di serpenti, i balli folcloristici ,la moltitudine
di persone che la affollano e poi il famoso souk, km di viette
con centinaia di negozietti coloratissimi dove perdersi e'
obbligatorio e poi molto altro ancora.
Domani inizierò a pedalare,l' itinerario che
ho pensato guardando la cartina geografica e' da Marrakech fino
a Zagora e forse spingermi fino all' ultimo villaggio, M'Hamid
,dove la strada lascia definitivamente il posto al deserto e il
confine con l' Algeria e' vicinissimo.
Solo ora pero' ,informandomi un po' meglio,
mi rendo conto che non sara' una passeggiata perché dovrò
attraversare la catena montagnosa dell' Alto Atlante a più di
2000 mt di quota e dove, in passato, il freddo e la neve hanno
fatto delle vittime.
14/2/2011 Partenza... Marrakech-Toufliht (72
km)
Seppure sono anni che viaggio in bicicletta,
le prime pedalate mattutine verso una meta nuova e' sempre una
sensazione bellissima, una sensazione di libertà dove la mente
si eleva al di sopra di tutto ed una celebrazione alla vita si
fa spazio in tutto il mio essere...
Uscire da una grande città e' sempre un'
impresa ma con un po' di "naso" in pochi km mi trovo nella
strada giusta,dopo una trentina di km arrivo all' ultima
cittadina indicata nella cartina Michelin ai piedi delle prime
salite. E' solamente mezzogiorno ma l'altra cittadina indicata
nella cartina e' a circa 70 km di salite e...salite e non ho
nessuna voglia di trovarmi stanco al freddo,al buio ed in mezzo
alle montagne. Allo stesso tempo non mi entusiasma neanche
starmene qui fino a domani e quindi domando alla Polizia del
posto se c'è un posto dove posso fermarmi più avanti e mi dicono
che a 30km circa troverò un piccolo hotel.
Dopo essermi rifocillato decido di proseguire
e fin dalle prime salite vengo assorbito da un paesaggio
stupendo, le montagne in lontananza con le cime innevate, le
piante di fichi d' India che costeggiano la strada, le case
rurali marocchine con la loro gente che sorridente mi saluta, il
sole che mi bacia... Per l' ennesima volta mi rendo conto di
quanto meraviglioso e unico sia viaggiare in bicicletta e penso
di poterlo affermare senza dubbi visto che prima ho viaggiato in
lungo e largo in moto e pure in camper ed anche a piedi ma la
bicicletta rimane il mezzo più a misura d' uomo che mi permette
di assaporare tutti i regali che l' esistenza mi regala ogni
giorno.
Finalmente arrivo in un piccolo ma
accogliente hotel dove assaporo la bellezza di una doccia calda
e una cena marocchina davanti ad un caminetto scopiettante,fuori
fa freddino e domani mi aspetta il passo più alto ma so' già che
i panorami che mi accompagneranno renderanno la fatica meno
dura.
15/2/2011 Toufliht - Telouet (73 km con
Altitudine max. 2200 mt)
Un raggio di sole che filtrava dalle tende mi
ha dato il buongiorno stamattina e così e' stato dato che mi ha
accompagnato per tutta la giornata e mai come oggi mi serviva
visto il passo che ho dovuto superare. La prima tappa e' stata
Taddert dove ho pranzato prima di affrontare la salita più dura
ma con panorami mozzafiato.
Per arrivare ad Ouarzazate si può lasciare la
strada principale e prendere il bivio per Telouet secondo le
informazioni che ho e' sicuramente più solitaria e bella
addentrandosi in mezzo le montagne con una stradina tortuosa e
semisterrata passando per villaggi come Teulet ed la piu' nota
Ait-Benhaddu e così ho fatto senza essere deluso.
Oggi mentre osservavo un pullman di turisti
fermi per scattare un po' di foto, pensavo a quanto sono
fortunato ad avere lo spirito,il tempo e la salute per Vivere i
miei viaggi, ma non solo, così come faccio.
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Spesso nei miei
viaggi passando per villaggi di poche case spersi nel nulla mi
sono trovato a pensare a come passano la Vita queste persone, a
come dei giorni apparentemente vuoti per noi ,scandiscano i
mesi, gli anni a loro, facendoli diventare vecchi senza aver
avuto o visto o goduto un decimo di tutto ciò che abbiamo noi
eppure sono convinto che loro non sanno neanche cos'è la
depressione, il suicidio, la follia che sempre più spesso
invadono la " nostra civiltà".
Alla prossima Alvise ciao
2o
Report in diretta dal Marocco
20/02/2011
16/2/2011 Telouet -
Ouarzazate ( 80 km)
Che
bellezza!!! La strada in gran parte discende
attraversando piccoli villaggi, il cielo azzurro delinea
perfettamente le rosse montagne attorno e la strada si
contorce tra gole più o meno profonde... Respiro,
sorrido,il vento freddo portato dalle cime innevate ed
il sole mi stanno cucinando il volto... sono vivo e
felice di esistere.
Mi fermo dopo 54 km ad Ait Benhaddu per uno spuntino e
per dare un'occhiata a questa Kasbah famosa per tutti i
vari film che hanno girato come, il Gladiatore, Il
gioiello del Nilo, Lawrence d'Arabia etc.
Parto ed in un lampo arrivo ad Ouarzazate ,città dove
poter fare spese e trovare qualsiasi cosa si necessiti
prima di proseguire o per la Valle di Draa o quella di
Dades dove dopo le montagne troveranno spazio palmeti e
le dune di sabbia.
Questa e' una delle cose che mi entusiasma di questo
viaggio, la varietà dei paesaggi, dalle alte montagne al
deserto...fantastico!
17/2/2011 Ouarzazate - Agdz (73 + 10)
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Che spettacolo di strada e
panorami!! Mancava solo la musica di Ennio Morricone ed
una fila di Indiani a cavallo in cima alle montagne per
sentirmi totalmente in un film western!!!
18/2/2011 Agdz - Zagora
(105 km)
Il
deserto si avvicina, i grandi sali e scendi tra montagne
simili a canyon lasciano spazio sempre più a distese di
palme, il paesaggio si fa più aperto e desertico... La
strada che va a Zagora e' bella e ben asfaltata ma tra
un'informazione avuta e guardando la cartina vedo che
dopo 30 km posso oltrepassare il fiume che costeggio e
prendere un sentiero che sempre va a Zagora ma pressoché
sconosciuto alla massa turistica anche perché possibile
solo in moto o ... bicicletta.
Oltrepassato il fiume dopo 2km. una strada semi
asfaltata si inoltra nella direzione pensata ma senza
alcuna indicazione e senza un'anima viva. Decido di
provare ad addentrarmi, sempre affascinato dal
sconosciuto, faccio qualche km e anche quel poco asfalto
se ne va ed in più c'è nuovamente un bivio... Ecco ora
vorrei avere quel gps che qualche mio amico usa per
viaggiare ma che a me ancora non convince... Che fare?
Tornare indietro nella statale ( odio tornare indietro)
o dare ascolto al mio naso che poco ha da invidiare ai
gps? Con qualche brivido continuo.... Incontro dopo un
po' un nucleo di case fatte come sempre di fango misto
pressato e domando se sono nella direzione giusta...
Evviva!
.jpg)
Aver deciso per questo
sentiero si rivela fantastico, su e giu per pietraie nel
nulla, niente macchine,turisti,nessuno, di tanto in
tanto qualche villaggio con gli abitanti affaccendati
nei loro rituale giornalieri avvolti dai loro abiti e
veli i bambini che mi corrono incontro sbucando
dappertutto domandandomi una penna e delle caramelle...
questo e' ciò che volevo. Grazie. Zagora mi accoglie con
la sua grande strada e le varie agenzie che propongono i
giri nel deserto,i negozianti che fanno di tutto per
accalappiarti con le più svariate scuse... Mi fermo
qui,stanco ma felice anche oggi,domani si pedala fino
alla fine della strada e... l'inizio del grande deserto
dove a soli 40 km c'è il confine con l'Algeria.
19/02/2011 Zagora - M'hamid
(100 km)
Una
fascia d'asfalto mangiata dall' incedere del deserto che
si perde nel nulla con un paio di " paesi " dove
ristorarsi e mettersi un po' all'ombra, questa e' stata
la pedalata di oggi. I miei pensieri si sono accavallati
nella mente portandomi dapprima al mio primo viaggio in
bici, l' Australia, dove per giorni mi trovavo a
pedalare in una fascia d'asfalto infinita attorniato dal
nulla con più di 40 gradi. Poi quando ho iniziato a
vedere le prime dune di sabbia i miei pensieri sono
volati alle mie prime esperienze di deserto africano...
molti anni fa con il mio primo Amore, la moto,
Tunisia,Algeria,Mali attraverso il grande Sahara
bivaccando sotto le stelle ed a pensarci bene il
viaggiare in bicicletta e' nato proprio da uno di quei
viaggi africani ma... questa e' un'altra storia.
M'hamid mi ha accolto tra le luci del tramonto
offrendomi un bel posto isolato e caratteristico dove
riposarmi ed in più oggi ho pianificato il proseguo di
questo viaggio poiché questa era la meta ed il resto era
da inventare come spesso mi piace fare.
Non volendo fare la stessa strada per tornare poiché qui
la strada finisce ed inizia il deserto, sono riuscito ad
unite più cose, domani con un fuoristrada andrò tra le
dune alte oltre 300 mt a circa 70 km da qui dove ci
accamperemo per la notte, poi il giorno dopo altri 100
km desertici fino a Forum Zguid da dove tornerò a
pedalare risalendo...
.jpg)
A presto ciao a tutti
Alvise
3o
Report in diretta dal Marocco
24/02/2011
20/2/2011 M'hamid - Erg Chigaga (
deserto in 4x4 )
.jpg)
Non ci sono parole per descrivere il fascino e la bellezza del
deserto!!!
Caricato la bicicletta nel tetto del fuoristrada ci addentriamo
per la strada di pietre che in circa 2 ore dovrebbe portarci al
famoso Erg. Il mio dubbio di poter arrivarci con la bici
svanisce quasi subito perché presto lo sterrato diventa sabbia
con mille diramazioni,impossibile da pedalare. Mi guardo attorno
estasiato dal paesaggio desertico e con le dune che piano piano
si fanno sempre più imponenti. Arrivato all'accampamento che mi
ospiterà per la notte mi incammino tra le alte dune salendo
nella più alta aspettando il tramonto... a fatica trattengo le
lacrime alla visione di tanta bellezza. La sera non e' da meno
con un dopo cena attorno al fuoco e con un cielo incastonato da
migliaia di stelle che sembra poterle raccogliere tanto sembrano
vicine.
21/2/2011 Erg Chigaga - Foum-Zguid
(Deserto 4x4)
.jpg)
Colazione e via ancora in questo deserto che cambia in
continuazione tra sabbia,pietre ed alla fine un plateau infinito
dove il sole fa sembrare di avere tutt'intorno laghi immensi!!!
Foum-Zguid non e' nulla di speciale ma e' affascinante vedere i
vari fuoristrada che escono dal deserto dopo giorni. Da qui la
strada ricomincia e domani,dopo 2 giorni di sano riposo per le
gambe, non vedo l'ora di tornare a pedalare.
22/2/2011 Foum-Zguid - Tazenakht (85
km)
.jpg)
Una lingua d'asfalto senza fine,attorno montagne rocciose che si
ergono in un cielo blu cobalto e una solitudine rotta solo dal
fruscio delle mie ruote, non so perché ma mi metto come
sottofondo la colonna sonora del film " Into the Wild " e mi
chiedo quante persone se sapessero di dover morire potrebbero
dire di aver veramente Vissuto e quindi di poter morire
felici... adoro quel film...
85
km, ore passate a pedalare, il paesaggio che mi rapisce, il
lento ritmo delle pedalate che si susseguono, i pensieri che si
accavallano, il presente, io la mia bici poche cose
necessarie,libertà. Il futuro, tornare nel conosciuto, nelle
piccole battaglie quotidiane spesso dettate dall' ignoranza...
basterebbe così poco a volte...un respiro.
23-24-25/2/2011 Tazenakht - Amerzgane - Marrakech (70 km +
Autostop)

Il
bello del Marocco e' che ogni giorno e' un bel giorno con
scenari diversi, panorami, montagne innevate nello sfondo mentre
si pedala sotto un sole cocente e non c'è giorno che non ci
siano salite da superare seguite da entusiasmanti discese... Il
mio giro principale finisce nel bivio di Amerzgane a chiusura di
un cerchio, da qui devo tornare a Marrakech e per non ripetere
la strada ed anche risparmiare del tempo vengo tirato su da un
fuoristrada che mi porta a destinazione.
Domani mi rilasserò e godrò del benessere di una bella città
come questa gironzolando e provando l' Hamman una sorta della
nostra sauna, poi per non farmi mancare nulla, dopo l'Alto
Atlante ed il deserto avendo ancora tempo ho deciso di
concludere in bellezza pedalando nella costa Atlantica da
Essaouira fino a Casablanca.
4o
Report in diretta dal Marocco
03/03/2011
26/2/2011 Essaouira
Camminare in spiaggia bagnato dall'oceano...era quello che mi
mancava!!! Che bellezza Essaouira con la sua Medina
caratteristica dove gironzolare per le viuzze,il porto con la
sua vita,i pescherecci che arrivano colmi di pesce i gabbiani
che attendono il momento buono per ristorarsi degli avanzi che i
pescatori buttano,la lunga spiaggia,il mare e le sue onde
spazzate dal vento che qui non manca mai,il
tramonto,meravigliosa chiusura di un sipario di uno spettacolo
chiamato Vita.
Sono sempre più convinto che nulla e' per caso e che la Vita ci
regala continuamente dei segnali,persone,informazioni,etc. sta a
noi essere aperti,ricettivi per saperli ricevere,riconoscere e
farne tesoro. Sono convinto che il pensiero che noi
emettiamo,chi siamo,cosa vogliamo,la
nostra energia venga poi corrisposta dall'universo, sta a noi
riconoscerla.
Ciò che mi fa dire tutto questo sono le innumerevoli esperienze
"magiche" che contornano i miei viaggi e non solo, quando
fuoriesce la mia anima più pura e quindi non sono colui che
viaggia ma divento io stesso il Viaggio
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27/2/2011 Essaouira - 30 km prima di Safi (95 km
controvento!)
.jpg)
Ed
ancora una volta il Marocco mi stupisce.
Lasciata Essaouira
ed imboccata la strada costiera mi sembra di pedalare a tratti
in Sardegna ed a tratti nelle nostre montagne tra saliscendi e
panorami dell' oceano incredibili. L'entusiasmo e' molto alto ma
pure il vento che qui non smette mai e viene proprio dal nord,
direzione in cui sto andando e quindi arrivo dopo 95 km con le
gambe cotte ma una passeggiata in riva all' oceano contemplando
uno splendido tramonto ed una sana dormita so' che mi
rimetteranno a nuovo per un altro splendido giorno
28/2/2011 Oualidia (105 km controvento!)
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1/3/2011 Oualidia - El Jadida (82 km)
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La
costa e' splendida e selvaggia, la spiaggia e l'oceano si
perdono in lontananza, il vento soffia sempre ed infatti e' un
vero paradiso per i surfisti che possono cavalcare onde
magnifiche. Incrocio giornalmente viaggiatori in bici che con il
vento in spalla sfrecciano verso sud ed io invece arrivo a sera
allo stremo delle forze lottando contro questo mostro invisibile
che e' il peggior nemico di ogni ciclista!
2-3/3/2011 Casablanca
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Anche questo viaggio sta terminando, domani si torna a casa ma
più che casa direi nel conosciuto, nelle nostre sicurezze, tra i
nostri affetti, penso che questo significhi Casa e so' già che
per un giorno o due ne sarò felice ma poi la mia anima girovaga
sicuramente si metterà in moto cercando nuove... emozioni di
Vita.
Il Marocco mi ha regalato
inaspettatamente molto e mi piace pensare che in circa 3 ore di
volo sarò già a casa invece delle solite 8 e più che normalmente
ho sempre fatto per altre destinazioni... le emozioni iniziano
già ad accavallarsi...a certe cose non esiste l'abitudine e
quindi non mi resta che godermi tutto ciò e...sorridere a questo
grande Viaggio chiamato Vita.
.jpg)
Alla prossima ciao a tutti Alvise
|
|
|
Hola' Maurizio, sono quasi
in partenza ed a dirti la verità sono un po' a digiuno di tutto
ciò visto che l ultimo viaggio "serio" in bici risale al 2002
ma...ho voglia di riassaporare "la vita" nel lento scorrere
delle ruote...
" Nel lento scorrere delle ruote tra Laos e ..."
<
Bangkok, trasferimento in pulman fino Chiang
Rai e da li finalmente salgo in bici ed in una 50ina di km entro
nel nord del Laos e raggiungo Huay Xai dove probabilmente
scenderò con un 'imbarcazione lungo il Mekong per 2 giorni fino
luang prabang e poi giù lungo la statale 13 fino al confine con
la Cambogia dove raggiungerò Angkor e poi il confine
con la Thailandia e Bangkok.
E' l'tinerario "teorico" di partenza e dico teorico con
felicita' perché adoro aprirmi al "viaggio" e
"ascoltarlo" strada facendo, il bello del viaggio e' il viaggio
stesso e l' unica cosa che pianifico veramente nei miei viaggi
e'... dove arrivo e da dove parto per tornare. > Alvise
Ciao e buon viaggio Alvise, aspettiamo i tuoi report, un caro
abbraccio.
1o
Report in diretta
10/02/2010 10.41
4/2/10 Bangkok -
Thailandia
Ed
eccomi qui,a Bangkok un posto che conosco bene,un punto
nevralgico per spostarsi in Asia, dove tutto
logisticamente ed economicamente e' facile,il cibo e'
buono,la gente sorridente ed l' offerta per una vacanza
può essere a misura di ognuno...peccato che la maggior
parte della gente identifica questo Paese solamente con
la città di Puket e per...le "facili" offerte.
Oggi ho "sballato" la bici,montata con cura e nel farlo
ho sentito vecchie sensazioni assopite di viaggi passati
scorrermi nel sangue e quindi
la voglia della prima pedalata... poi ho comperato il
biglietto per il bus che in 12 ore mi porterà nel nord a
Chiang Mai poi mi sono regalato un Thaimassage per
togliere un po' la tensione e la stanchezza accumolata
in 20 ore di viaggio tra aereo e cambi e... " Alvise"
mi sento chiamare, mi giro e trovo Alico e suo
fratello,amici miei di Jesolo alla fine delle loro
vacanze ed in attesa di andare all' aereoporto per
tornare in Italia, e così il resto della giornata e'
passata piacevolmente in chiacchere ed e' incredibile
come spesso quando viaggio mi trovo a vivere queste
"coincidenze".
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6/2 Chang Rai -
Thailandia
Dopo 12 ore di bus sono a
Chang Mai città dove varrebbe senz'altro spendere
qualche giorno ma che conosco già bene e quindi prendo
il primo bus per Chiang Rai che dista circa 200 km e qui
finalmente inforco la bicicletta per un assaggio
generale della bici equipaggiata, ricercando un posto
dove dormire stanotte prima della vera partenza di
domani mattina.
La bici fila liscia e silenziosa,trovo un posto discreto
e mi informo sul tragitto di domani che mi accorgo di
aver preso alla leggera visto che i km saranno più di
100 e non 50-60 come pensavo,ed anche i saliscendi ho
paura che si faranno sentire prima di arrivare
al confine che mi porterà in Laos, vero inizio del
viaggio... Vabbe' vorrà dire che più di un riscaldamento
sara' un allenamento per le tappe future.
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7/2/2010 Chang Rai - Huay
Xai ( Laos ) Km. 115
Ore
8 e 30 partenza dopo una bella colazione,inizio a
pedalare tra il traffico caotico della città ma presto
acquisto il mio ritmo e la direzione giusta,le gambe
vanno e la bici scorre silenziosa sull'asfalto,mi sento
bene. Mentre i km scorrono il caldo aumenta,guardo il
mio compiuterino e segna 36 gradi,bevo
abituandomi all'acqua calda, le persone che incrocio e
sopratutto i bambini mi sorridono e salutano, iniziano
le prime salite ed i ceppi stradali con i km segnati mi
indicano quanto mi manca al confine per entrare in
Laos. Mi fermo un paio di volte a mangiare frutta ed a
bere qualcosa di fresco, voglia e fame di mangiare con
questo caldo non ce n'è .
Ed eccomi al confine dove il Mekong River separa la
Thailandia dal Laos e quindi dopo le formalità
thailandesi mi imbarco insieme la mia bici ed in pochi
minuti sono in Laos,la piccola città Huay Xai
e' accogliente,ci sono parecchi stranieri di passaggio
ognuno con i propri itinerari, incontro anche un ragazzo
tedesco che e' in viaggio con la sua bici già da
parecchi mesi attraverso la Thailandia la Cambogia ora
il Laos e proseguirà per il nord fino in Tibet e
" riconoscendoci " entriamo subito in sintonia e ci
raccontiamo...
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8/2 Huay Xai - Pak Beng
by slow boat
Dopo aver cambiato un po' di soldi in Kip laotiani vado
al porto dove giornalmente partono delle imbarcazioni
grandi e lente che caricano turisti e non, portandoli in
2 giorni fino a Luang Prabang navigando sul mitico
Mekong. Carico la bicicletta sopra il
tetto dell'imbarcazione e cerco un posto nel già
Affollato e scomodo natante,si parte attorno mezzogiono,ce'
chi si immerge nella lettura,chi inganna iltempo bevendo
quantità di birra,chi chiacchera senza sosta... io mi
immergo nello scorrere del fiume,osservo il paesaggio,i
laotiani che lo abitano e che ci salutano dalla riva...
Alle 19 e' quasi buio completo ed approdiamo a Pak Beng
piccola cittadina dove sosteremo questa notte per poi
ripartire domattina.
.jpg)
9/2 Pak Beng - Luang
Prabang by slow boat
Ore 17, dobbiamo
ancora arrivare... Partiti stamattina alle 9 e 30 stiamo
ancora navigando,spero non manchi ancora molto...Nel
frattempo mi sono letto un po' la guida del Laos e...la
strada da Luang Prabang a Vientiane non sara' una
passeggiata; i dislivelli promettono di essere
importanti ed il caldo non sara' certo un'aiuto pero' sicuramente
il paesaggio mi ricompenserà ma ciò che più ho letto
e non mi piace e' che seppure il Laos e' descritto come
un paese molto tranquillo, nel pezzo di strada che andrò
a fare dicono che nel passato ci sono stati atti di
banditismo perfino, nel 2004, con l'uccisione di due
cicloturisti svizzeri!!
Spero che la mia buona stella sia ancora con me come
quella volta in Messico che sono venuto a sapere che il
giorno prima dove ero transitato io hanno rapinato, con
pistola puntata alla testa, due viaggiatori in
bicicletta come me.
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10/2 Luan Prabang
Giornata turistica tra visita della città con i suoi
bellissimi templi poi giro a circa 25 km dove una
cascata in mezzo alla giungla crea delle belle piscine
naturali dove si può tuffarsi e rinfrescarsi dal caldo
che qui si fa sentire... La città di Luan e' molto
piacevole e curata senza perdere il suo fascino ed a
differenza della super turistica Thailandia non c'è quel
chiasso e smog opprimente, alla notte alle 23,30 tutto
tace e regna il silenzio,il cibo e' buono e per tutti i
gusti,la gente cordiale e disponibile.
Domani inizierò il mio viaggio in bicicletta attraverso
il Laos e sono curioso di quello che incontrerò fuori
dalle classiche tappe turistiche dove con un bus tutto
e' raggiungibile ma invece in bicicletta il tempo,le
distanze ed il viaggio stesso assume
un'altra dimensione...
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Alla prossima Alvise
2o
Report in diretta
15/02/2010 15.15
.jpg)
11/2/2010
Luang Prabang-Kiu Kacham 88 km. - 7 h. - 2000 mt.
Dislivello
" sono seduto in un posto a mangiare...quello che mi
hanno dato senza nessuna ordinazione perché altro non
c'è,ovvero una specie di zuppa con noodle,pezzi di carne
e delle erbe,nel mentre cerco di imparare e praticare
qualche parola lao presa dal mio piccolo
vocabolario,guardo la cartina geografica e vedo che le
2 ore circa di salita appena fatte sono la meta' della
prossima salita,ora e' l'una e la temperatura sfiora i
40 gradi..."
Sono disteso in un letto tra quattro mura,ho mangiato e
bevuto,fatto una doccia e perfino trovato da fare 4
chiacchere con una coppia di australiani,che hanno
girato gran parte del mondo, in bici, lei 58 anni lui
60...Grandi!!
Un altro personaggio giramondo giapponese trovato lungo
la strada oggi senza ne tempi ne mete ben precise mi ha
dato un'iniezione di energia ed entusiasmo in più...
Quanti modi di vivere,di viaggiare,senza eta' ,senza
competizione,nulla da dimostrare a nessuno ma solo
entusiasmo ed un cuore aperto alla vita nella sua
essenza guardando il mondo con gli occhi di un bambino.
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12/02
Kiu Kacham- Hua Muang 78 km - 5,25 h- dislivello 1500
mt.
Le prime pedalate del mattino sono le più belle,ci si
lascia alle spalle ciò che e' stato e si va verso il
nuovo... Ed infatti anche questo nuovo giorno mi ha
regalato tanti sorrisi di bambini,nuove conoscenze di
viaggiatori con le loro storie,panorami splendidi di
montagne verdi,i villaggi che si susseguono dove potersi
fermare a bere qualcosa di fresco scambiando qualche
parola in un laotiano stentato,le salite infinite sotto
il sole che fanno soffrire per poi gioire della
seguente discesa...
Il piacere di trovare un posto per dormire la
notte,magari con la possibilità di fare una doccia e
mangiare qualcosa e non si desidera nulla di più, se
poi come oggi c'è anche una pozza di acqua calda
solfurea dove potersi immergere lasciando sciogliere
tutte le tensioni accumulate...cosa volere di più?
A domani allora con...la prima pedalata verso un nuovo
giorno. Buonanotte.
.jpg)
13/2 Hua Muang-Vang Vieng 82 km- 4,12 h.
Una delle cose buone che hanno lasciato i francesi da ex
colonizzatori sono le baguette...ne ho appena mangiata
una farcita di tutto punto con tonno,pomodoro,insalata
e cipolla e come se non bastasse...riscaldata
rendendola croccante,dopo 4 ore di bici l'ho trovata
semplicemente libidinosa!!Slurp!!
Arrivato nel primo pomeriggio a Vang Vieng mi accorgo
subito che ciò che mi avevano detto gli amici
australiani in bici incontrati l'altro giorno,
corrisponde a realtà; furgoncini stracarichi che portano
i turisti nel fiume con le canoe o con le camere
d'aria,locali che sicuramente alla sera si accenderanno
con musica a palla e birra a fiumi e quel che e' peggio
qui si può ordinare una bevanda con "correzione" di
marijuana così da sballarsi alla grande!
Gironzolando vengo a sapere che e' possibile scendere il
fiume verso Ventiene con la canoa...la cosa mi piace,mi
informo se c'è la possibilità di lasciare la bici e le
borse per poi trovarle a destinazione e non c'è
problema così...domani si pagaia verso la prossima
meta!!
14/2
Vang Vieng-Ventiene 50 km in Kayak+Auto pick up+bici
totale 170 km.
Giornata lunga oggi,alle 8e mezza sto già pagaiando
lungo il fiume Nam Song e con le prime piccole rapide
ricordo con gioia il mio passato ormai remoto di ex
canoista fluviale,sono solo con la mia canoa e un
laotiano che funge da guida, il paesaggio e' bello
passando in mezzo alle montagne nel silenzio spezzato
solo dai versi di uccelli ed altri animali che non
riesco a scorgere. Ci fermiamo a mangiare dopo 3 ore e
ne approfitto per farmi un tuffo per rinfrescarmi,dopo
circa un ora stiamo di nuovo pagaiando,il caldo ora e'
pesante,la fatica si fa sentire ed alcune rocce
solitarie pelo d'acqua giocano dei scherzi sembrando
teste di cocodrillo,alle 14e 30 arriviamo in un posto
prestabilito e io sono quasi esausto,arriva il pick up
con la bici ed il resto ed e' diretta a Ventiene per
cui ne approfitto risparmiandomi un giorno di viaggio.
Vengo lasciato a circa 10 km dalla capitale così che
devo rimontate il tutto e pedalare cercando poi una
sistemazione per la notte.
Oggi e' stata una giornata diversa e mi e'piaciuta nella
sua varietà, il kayak e' stata
un'improvvisazione,qualcosa di diverso e anche più
faticoso della bici ma da triathleta quale sono,adoro
unire più discipline insieme e magari questa potrebbe
essere un'idea per un prossimo viaggio...multisportivo!!
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.jpg)
Alla prossima Alvise ciao
3o
Report in diretta
24/02/2010 15.41
15-16/2 Ventiene - Pakxan
158km. / 7,06 h
Ventiene
capitale del Laos e quindi mi sono concesso un giorno
per visitarla ed e' valsa la pena. Alla mattina fino al
primo pomeriggio ho visitato i vari Wat,il that luang
emblema del Laos etc. Verso sera invece ho
approffittato della piscina pubblica per farmi una
bella nuotata!
Oggi alle 7e30 stavo già pedalando,volevo provare a
raggiungere Pakxan prima cittadina con un paio di guest
house per riposarmi ma sopratutto per portarmi avanti
visto che sapevo che questo tratto di strada sarebbe
stato noioso e...così e' stato,lunghi rettilinei con
piccoli saliscendi senza nulla da vedere ma il peggio e'
stato il vento contro sempre che non mi faceva fare più
dei 20-22 all ora spendendo un sacco di energie.
Nel primo pomeriggio il contachilometri segnava 100 km
fatti ma le gambe e l'energia iniziavano ad essere in
riserva ma... come spesso mi e' accaduto in passato
viaggiando,ancora una volta l'esistenza mi ha fatto un
regalo,una specie di trattorino che trainava un carretto
con un'intera famiglia con un sacco di borse,gianfrusaglie
etc. mi ha superato alla velocità di 32 km/h e
riuscendo ad incollarmi dietro sfruttando la scia ho
pedalato agevolmente a tale velocità per gli ultimi 58
km!!
17/2 Pakxan-Khou Khan(Nahin) 137 km/7,27 h.
Anche
oggi giornata assai tosta,piena e con una bella
chiusura.
Volevo arrivare al bivio con la statale 8 che va verso
il centro del Laos fermarmi a dormire li visto che
comunque dovevano essere 95 km e l'indomani decidere se
seguire la statale 13 verso sud o immergermi dentro il
cuore del Paese sapendo che c'erano
montagne,cascate,grotte,villaggi etc. e per un
Nuturaider, si sa e' un richiamo difficile da
resistere. Sono arrivato al bivio alle 14 e 50 con 95
km nelle gambe,prendendo per la montagna sapevo che il
prossimo posto dove potevo pernottare era a 41 km...due
francesi in bicicletta l' avrebbero affrontata
l'indomani ma io non avendo molto tempo per questo
viaggio ho deciso di proseguire e dopo quasi altre 3
ore di...salita con l'imbrunire sono arrivato.
Poi dopo aver fatto le solite cose e mangiato il solito
cibo laotiano ho fatto due passi e...un cartello dice"
osteria agli ingordi" con tanto di bandiera
italiana,entro e...che profumo di spaghetti al pomodoro
e basilico!!! Peccato che avevo già mangiato,ma il
Tiramisu' della casa non me lo sono fatto scappare e
neppure una chiaccherata con i gestori romagnoli che in
breve mi hanno raccontato che lui e' li per la
costruzione della diga (progetto colossale che sta
avvenendo ora) e lei per occupare il tempo ha aperto
questa specie di osteria senza crederci molto a dire il
vero, ma che invece sta riscuotendo sempre più
successo. Potenza della cucina italiana!
.jpg)
18/2 Nahin- Lakxao km.62
/ 4,34h. Salita,salita e salita.
Mi
sono svegliato super raffreddato,sara' stata la
stanchezza o il radicale cambio di temperatura oggi
sono ko ma...pronti via si parte.
Speravo in qualche bel lungo discesone ma invece la
strada a continuato ad inerpicarsi dando tregua ogni
tanto con qualche saliscendi,la natura attorno e' fitta
e rigogliosa ed i suoni che mi arrivano sono
molti,attraverso villaggi sperduti dove spesso manca l'elettricita'
e che sicuramente non hanno molte alternative di vita
ma tutti mi salutano sempre gioiosamente ed i bambini mi
appaiono sempre felici ed un pensiero corre ai "nostri"
bambini che senza play station o l'ultima novità
pubblicizzata si sentono "tristi e incompresi"
poveretti!
Arrivo a Lakxao,fa freddo ed il cielo e' coperto, e'
solo l'una ma decido di trovarmi un posto discreto dove
riposarmi,sento che ne ho bisogno,anche perché
poi,domani, prenderò una strada minore impraticabile
nel periodo delle piogge che e' un po' un'incognita
visto che c'è chi mi dice che si può fare e chi no, ma
vuoi perché non mi piace mai tornare per la stessa via
e vuoi per il mio spirito d'avventura domani lo saprò
con certezza.
Di solito nei miei viaggi non ho mai avuto il problema
"tempo" ma questa volta mi ritrovo a fare i conti. Ho
prenotato l' aereo di ritorno appena dopo un mese,per
dei problemi logistici, ma era sottinteso che poi avrei
spostato la data di un paio di settimane ed
invece...tutto pieno fin da subito,accidenti! Dovrò
rivedere i miei piani per sfruttare al massimo il tempo
rimanente!!
19/2 Lakxao-Mahaxay 119km. / 7,40h. ( di cui 80 in
fuoristrada montagna)
Che
giornata! Partenza con 12 gradi (pensare che pochi
giorni prima il termametro sfiorava i 40!) inizio a
pedalare non sapendo bene che cosa mi aspetta,pedalo
veloce per riscaldarmi e inizia una strada
impercorribile nella stagione delle piogge tutta
buche,salti ma comunque mi destreggio bene
divertendomi,attraverso dei villaggi veramente fuori
del mondo,inizia pure a piovere e mi riparo sotto un
albero,la strada spesso sale ed e' come una lingua di
terra rossa attorniata dalla jungla,fatico per km e km
in questo fuoristrada che prima di trovare l'asfalto
sAranno ben 80 km,ma mi piace questo giro che sto
facendo fuori dalla statale 13 e quindi la classica
rotta che tutti fanno. Turisti tutto oggi non ne ho
visti,e anche parlare l'inglese a poco e' servito con
questi laotiani fuori dai percorsi più turistici. Per
trovare poi un posto dove dormire e mangiare ho dovuto
pedalare con la mia pila frontale oltretutto senza avere
stavolta molta fortuna visto che ho dovuto
accontentarmi di un po' del solito riso bianco
gluttinoso e un letto senza doccia che male non mi
avrebbe fatto dopo tutta la polvere mista a sudore che
ho accumulato,vabbe' domani sara' un altro
giorno,migliore?peggiore? Mah! Sicuramente
diverso,notte.
20-21/2 Mahaxay -Pakxe km. 56/3,12h + bus km.
360/8h.
Alle
7e30 ero già in bici con le gambe provate dagli ultimi
giorni ma sopratutto con il desiderio di un semplice
caffè e 2 biscotti e per questo viaggio ho optato di
viaggiare leggero senza cucina (fornello,fuoco etc) ne
tenda,sapendo che in Asia qualcosa da mangiare e un
posto per dormire lo si rimedia sempre. Circa 50 km mi
separavano dal bivio che mi avrebbe ricongiunto con la
statale 13 in concomitanza con la cittadina di Tha Khek
che mi avrebbe accolto con tutte quelle cose che da
giorni non trovavo.
Verso le 11 sono arrivato. Guardando la cartina ed il
tempo disponibile ho deciso di prendere un bus per
Pakxe 368 km più a sud pari a 3/4 giorni in bici,giorni
da sfruttare nel più bello ed interessante sud e
che,inoltre, sarebbe stato il tratto più brutto ed
insignificante dell'intero viaggio.
Arrivato a Pakse dopo 8 ore di un bus sgangherato e
strapieno,alle 20 passate sono arrivato e rimontato in
bici con la solita pila frontale sono andato alla
ricerca di una guest house dove finalmente ho potuto
farmi una doccia e riposarmi.
Oggi 21/2 mi fermo qui per un giorno dedicato al
relax,lavare la biancheria sporca,mangiare e bere... Il
2 ho l'aereo per rientrare in Italia da Bangkok quindi
devo pensare a come sfruttare al meglio i giorni
rimanenti ed a pensarci bene non mi dispiacerebbe anche
stendermi in una bianca spiaggia senza nulla fare prima
di...prendere il volo.
22/2 Pakxe-Champasak km.50+35
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Giornata grigia, pure
pioggia e caldo afoso ma...le notizie che mi arrivano
dall'Italia mi continuano a parlare di freddo e neve e
quindi...A Champasak ci arrivo dopo una 50ina di km in
bici più un folcloristico traghetto che mi porta
dall'altra parte del fiume che mi separa dal villaggio.
L'unica attrazione del posto e' il Wat Phu che visiterò
e che ne vale la pena ma un'altro motivo che mi ha
spinto qui e' un'amico friulano che vive qui ed ha
aperto un ristorante e,naturalmente,sono anni che non
vedo. Trovato Marco mi accoglie calorosamente e
presto,anche vista l'ora di pranzo,mi trovo a mangiare
un bel piatto di tagliatelle ed un bicchiere di vino!!
La giornata scorre poi veloce tra la visita al Wat Phu
e la piacevole serata chiaccherando ma sopratutto
ascoltando le mille storie che Marco mi racconta molto
diverse da ciò che si legge nelle guide turistiche e che
solo vivendo per anni in un posto si arrivano a
conoscere.
23/2 Champasak-Don Khong Island Km.118/h.5,58
Dopo
essermi congedato da Marco con la promessa di vederci
presto in Italia, ho pedalato fino all'isola di Don
Khong. Oggi finalmente e' uscito di nuovo il sole ma
quando mi sono trovato a pedalare in una strada dritta
come un chiodo per 110 km con una temperatura di 38
gradi,ho rimpianto le nuvole che mi hanno accompagnato
nei ultimi giorni,ad ogni modo sono arrivato e seppure
avevo letto la particolarità del posto, mi ha
piacevolmente sorpreso per la bellezza e l'atmosfera
rilassata.
Il 2 febbraio ho l'aereo da Bangkok,ed oggi ho deciso
cosa fare.
Il confine con la Cambogia e' a circa 30 km da dove mi
trovo e quindi potrei andarci agevolmente, ma con una
sola settimana dovrei certamente prendere dei bus e
vivere il Paese di corsa e ciò non mi piace. Ciò che mi
piace quando viaggio,ed anche per questo mi piace la
bici,e' Vivere il posto,sentirne l'odore,impararne le
abitudini etc. E quindi ho deciso che preferisco
finire,questo mio viaggio in bici,gustandomi il Laos
fino in fondo,oltretutto questa parte del sud con le
sue "4000 isole" merita tutta l'attenzione inoltre sono
sicuro che la "non vissuta" Cambogia sara' un buon
stimolo per un mio prossimo viaggio qui in Indocina.Domani
sara' la mia ultima tappa in bici fino a Voen Kham
città di confine con la Cambogia e da li dovrò
organizzare il mio rientro in Thailandia,ma saranno solo
dettagli fatti di orari e tante ore di bus e sono
sicuro che alla fine riuscirò anche a "regalarmi" un
paio di giorni di "ferie" in una spiaggia della
Thailandia.
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24/2. Ultima tappa km 30
Ultima tappa in bici,dopo una bella colazione seduto in
una terrazza guardando il fiume e le varie attività dei
laotiani attorno ad esso,pedalo verso la mia ultima
meta laotiana, la cascata di Phonpeng .Alle 11 sono già
li ad ammirare il passaggio del placido Mekong
diventare,per la conformazione delle rocce una serie di
cascate spettacolari,dopodiché ritorno nella strada
principale e... qui finisce la mia biciclettata.
Ora sto tornando a Pakxe in una specie di furgoncino
fermato per strada,da Pakxe prenderò domani un bus che
in 15 ore mi porterà a Bangkok.
Conclusioni:
Il viaggiare e' un'arte,un sentimento,un aprirsi alla
vita,la bicicletta e' un mezzo che ci permette di
apprezzare ancora di più tutto ciò nel lento scorrere
delle ruote e nel silenzioso nostro soffrire.
Tutto ciò che e' nella realtà della vita "normalità"
nel viaggio diventa magia e noi siamo gli artefici.
Un saluto a tutti. Alvise
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"Pedalando
in Vietnam tra storia e Poesia"
Ci sono viaggi che nascono dalla voglia di
scoprire,dalla voglia di evadere dalla solita realtà e si affrontano
con la felicità e spensieratezza di un bambino che vede qualcosa per
la prima volta… Questo mio viaggio è nato per caso e sono partito
con il cuore infranto e forse per questo sono stato più ispirato
alla poesia…
(del Naturaider Alvise Cedolini)

“Vietnam terra dalle mille sfumature di verde, terra del riso… i
clacson che suonano insistenti; “hallo hallo” ad ogni mio
passaggio, sguardi curiosi sempre sorridenti.
Hanoi e scendo per la statale 1, la strada che unifica il nord
al sud; 2-3-4-500 km. di grigiore, smog, clacson… Ad ogni fermata
sono al centro dell’attenzione, pedalo e nulla mi emoziona, la
fame si fa sentire; Com uguale riso e il pollo che non manca mai
e via di nuovo nella bicicletta con rinnovata energia.
I
motorini sono come sciami di zanzare, decine, centinaia, migliaia…
Il motorino in Vietnam è come la nostra macchina famigliare in
Italia, una persona, due, un figlio, due figli… tutti a bordo,
allacciare il casco, si parte; le biciclette poi, un gioco di
ingegno, equilibrio e voila’ diventano negozi ambulanti con i piu’ svariati carichi che pure in macchina faticheremo a portare…
Vietnam terra di umili lavori per un tozzo di pane ma il sorriso
non manca mai.
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Dal diario – 7 febbraio 2002 –
“Sto
pedalando da 4 giorni e a parte la prima emozione, finora non mi
piace nulla. Traffico,caos,smog,clacson,cielo grigio,paesaggio
uguale, cibo… non comunicazione… Spero che qualcosa cambi.
L’umidità è altissima tanto che ogni mattina è come avesse piovuto e
la roba difficilmente si asciuga costringendomi a mettere via la
roba lavata e bagnata. Oggi 8 febbraio mi aspetta una lunga tappa di
150 km. e penso sarà dura; Mi sono svegliato alle 7,30 e partirò
prima delle 9… io, la mia bicicletta e il poco ed essenziale
bagaglio con me…

“
Pedalo ascoltando la voce del vento, odoro il profumo dei campi, lo
sguardo spazia, il cuore batte forte, i km scorrono e scandiscono il
tempo… Il tempo, l’ amore, la vita, la chiusura di un cerchio
perfetto e allora la consapevolezza di essere arrivati all’inizio
del nostro cammino” Alvise

febb.2002
“ Il
vero viaggio inizia nella profondità del proprio Io, ma tutto sembra
allontanarci da esso. La superficialità e la stupidità di questo
falso mondo ci rende il cammino impervio facendoci perdere la strada
della verità. Amore, Libertà si confondono nel sesso e nel potere…
La
mia sensibilità mi rende diverso nel bene e nel male amplificando le
emozioni… “Noi” siamo soli e di tanto in tanto ci incontriamo in
giro per il mondo riconoscendoci ed attirandoci; L’energia che
formiamo ci eleva e ci carica dandoci la forza di
continuare”
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12.02.02
“ Seduto
in riva al mare ascolto le parole del vento. L’ infrangersi delle
onde accompagnano i miei ricordi ad Amori passati… e il vento
continua a parlare. Lo sguardo spazia senza limiti su orizzonti
sconosciuti… e il vento continua a parlare, il richiamo di un
gabbiano mi chiama alla realtà… Vola gabbiano, vola amico mio, ti
guardo e la mia mente vola con te”
Alvise a Thuan Beach
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“
Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai in una selva oscura…
Da giorni ho in mente questo verso come facente parte del mio
presente. Ho un vuoto dentro che mi spaventa , guardo il mondo
attorno a me e non mi piace; Ho fatto esperienze e visto posti nella
mia vita che per la maggior parte della gente sono sogni; Mi chiedo
cosa voglio dal domani e non so cosa rispondermi. Capisco la mia
bestemmia nei confronti della moltitudine di persone piu’ sfortunate
di me… Mi siedo nella notte ascoltando il mare mentre le stelle mi
guardano cercando la mia stella Polare che mi indichi la direzione…”
Alvise

“ Scorre la strada silenziosa
sotto le ruote della mia bicicletta; Pedalo oramai senza piu’ alcuno
sforzo e lascio andare la mia mente aldilà dell’orizzonte… i
chilometri scorrono lenti e inesorabili come il tempo, i paesaggi
cambiano… noi cambiamo… ciò che era ieri è passato, oggi sarà
diverso da domani… Emozioni legate ad un sorriso, ad una parola,
allo schiudersi di un fiore… ed i chilometri scorrono e la mente và;
Amori vissuti, Amori perduti, Amori sognati, Amori… tutto scorre
come l’acqua di un ruscello che affronta gli ostacoli senza mai
fermarsi ma fluendo attorno ad essi e intanto la strada della vita
scorre sotto le ruote e io continuo a pedalare senza piu’ sforzo
alcuno.”
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“ Erano circa nove mesi oramai
che non mi vedevo piu’ con lei e ora dai primi di febbraio abbiamo
iniziato a frequentarci di nuovo, dapprima con diffidenza, il
feeling passato non c’era più, poi però, giorno dopo giorno, abbiamo
imparato a conoscerci di nuovo e la simbiosi è scattata.
Ogni giorno quando la cavalco
lei si lascia portare dolcemente, sotto le mie pedalate scorre
silenziosa e veloce la mia bici. Con lei vado dappertutto, ci parlo
e gli racconto le mie storie, ogni tanto la lascio riposare un
giorno o due, la coccolo un po’… un po’ di olio, una tiratina ai
raggi… gli ho comperato anche un braccialetto e lei mi ricompensa
non tradendomi mai… insieme possiamo andare in capo al mondo… Io e
la mia bicicletta.
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Lei
“ Non ricevendo tua risposta alcuna immagino oramai di
appartenere al tuo passato; Lascio andare la mia mente km dopo km
assorbendo l’energia di ciò che mi circonda, la purezza dello
sguardo dei bambini che mi assalgono ad ogni mia fermata mi riporta
all’ingenuità del mio io.
Nell’inconscio delle mie notti inevitabilmente riappari
portandomi attimi di felicità funestati dal risveglio. Il mio cuore
poetico mi fa credere ad un Amore da favola, ma ora nella
consapevolezza capisco che l’Amore è prosa non poesia… questo è ciò
che cercavi di dirmi.
Ora saprei cosa vuol dire Amare veramente una donna,so anche che
ci completavamo a vicenda e la sola presenza ci rendeva felici. Con
queste righe chiudo perché non voglio più stare attaccato ad un
passato che tale vuole rimanere. Ti Amo e forse anche tu mi Ami
ancora ma il tuo non credere nell’ Amore e nel domani ti tiene
distante dalla felicità e… da me.”
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Informazioni:
Itinerario: Hanoi/Saigon - Thailandia
Periodo: 01.02.2002 – 16.03.2002
Km. effetuati in bici: 1.843 |
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"Il mio Cammino...fino a Santiago"
Amare, soffrire, gioire, piangere, ridere, solitudine... il Cammino
attraverso le proprie emozioni e' un Viaggio infinito e
meraviglioso...
(del Naturaider Alvise Cedolini)
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novembre
2009
Ho
iniziato con il viaggiare quando ero ancora un bambino, dapprima
con la fantasia poi compiuto 14 anni con una Lambretta 50 per
l'Italia poi crescendo con moto e con mete sempre più ambiziose, una
volta in autostop per l'Europa, poi Africa in moto e ancora in
fuoristrada e poi e' stata la volta della bicicletta che anno dopo
anno e' stata il mio cavallo d'acciaio con la quale ho viaggiato in
giro per il mondo scoprendo luoghi ma sopratutto emozioni
meravigliose trovandomi spesso all'unisono con l'universo.
Viaggi che molti hanno catalogato come "imprese" portandomi ad
essere anche ospite a trasmissioni televisive o su giornali, ora ho
deciso di fare un'esperienza diversa, di rallentare ancora di più il
viaggio e quindi di ... camminare.
Il Cammino di Santiago sara' il mio viaggio, un viaggio esteriore
per i paesaggi, città etc. che andrò a vedere e superare ma so' già
che il vero viaggio sara' interiore attraverso le emozioni,
sensazioni, pensieri e sopratutto in quello che il Cammino (la vita)
mi riserverà.
Un'impresa? Cosa significa impresa? Quello che per voi potrebbe
essere un'impresa per me potrebbe essere normalità o ... l '
incontrario, quello che più conta e' ciò che si e' in grado di
vivere e trasmettere perché anche un giorno comune può essere
un'avventura degna di essere raccontata ed ascoltata...
1
Giorno Pamplona-Puente della Reina 23 km. (circa 5 ore)- Pioggia
Partiti io Alex del Venezuela e Sonia brasiliana alle 8 e 30
tempo piovoso, si cammina cercando sempre le frecce gialle che
indicano il Cammino come fosse una specie di caccia al tesoro. Sonia
alla prima chiesa ci lascia e ci raggiungerà a destinazione. Io e
Alex si cammina,tra salite e discese,fango,incontri con altri
pellegrini,un torinese che e' la sesta volta che fa il Cammino,2
giovani tedeschi che hanno iniziato dalla Germania e che sono a
spasso già da un mese,una signora olandese partita dalla Francia
anch'essa un mese fa... Negli ultimi km la stanchezza si fa sentire
nelle gambe e con gioia arrivo al rifugio che mi ospitara' questa
notte dove poi ritroverò tutti ed altri pellegrini incontrati
durante il Cammino, un cammino per me appena iniziato che sto
iniziando ad apprezzare e che mi incuriosisce...
2 giorno Puente Reina-Estella 22 km - Poco sole, tanta pioggia.
Non capisco perché la gente deve svegliarsi all alba per partire
con il buio ed il freddo arrivando presto a destinazione per poi
annoiarsi aspettando il giorno seguente...
Vabbe' oggi partenza con un timido sole che ha reso fiabeschi
dei panorami che via via si aprivano al Cammino con l'evaporare
della rugiada ed i colori della natura sempre più intensi. Peccato
che tutto ciò e' durato poco,all improvviso il cielo e' diventato
nero,il vento ha iniziato a soffiare e la pioggia a cadere
generosa...Ho potuto collaudare l equipaggiamento ed e' andata bene
ma le salite,discese e la non abitudine a camminare a lungo con lo
zaino sulle spalle oggi si e' fatto sentire con i primi dolori e
tanta stanchezza.
Questa giornata e' stata...meditativa,con il sole,felicita' alla
quale facilmente ci si attacca,pioggia vento e freddo,che vorremmo
evitare desiderando il sole,la sofferenza fisica che temiamo e non
vorremmo mai... ma tutto parte Dell esistenza da accettare nel bene
e nel male con la consapevolezza che tutto nasce,si trasforma e
passa perché parte della stessa medaglia...
3
giorno Estella-Los Arcos 21km - Pioggia, vento tutto il giorno.
Domenica,pioggia fissa,vento spesso forte e freddo...
Cammino osservando i miei pensieri che scorrono come una pellicola
rincorrendo il passato o proiettandosi in un futuro incognito...ascolto
il mio respiro,le mie sensazioni... la strada fangosa sale,scende,la
pioggia mi bagna il volto,i dolori alle mie gambe compaiono e
scompaiono facendomi divertire a come l umore cambia con essi...
Questa mattina me la sono presa con comodo partendo per ultimo
ed ora,eccoli la davanti a me i primi pellegrini con il passo più
lento del mio,ci si raggiunge,2 chiacchere e via ognuno con il
proprio passo ed i propri pensieri...
Ultimo paesetto prima degli ultimi 12 km senza più nulla,mi
fermo sperando in un bar aperto dove scaldarmi e riposarmi un po' ma
e' tutto chiuso. Arriva Sonia la brasiliana, poi Cesare, la
giapponese con i 2 spagnoli, l'olandese e...un piccolo bar apre per
noi e ci ritroviamo tutti noi a mangiare e bere ridendo ed
assaporando questi momenti di calore che il Cammino ci regala.
Ultimi 12 km tra gli elementi della natura e finalmente il rifugio
che ci ospiterà questa notte...anche oggi e' fatta...a domani.
4 giorno Los Arcos-Logrono 28 km Vento, pioggia, freddo
Avevo un po' paura di questa lunga tappa. Partito alle 8 con pioggia
e vento dopo 10 km a iniziato farmi male il polpaccio, ho cercato di
far finta di nulla e continuare anche se mi accorgevo di zoppicare
ma pian piano... il dolore se ne e' andato ed e' spuntato
all'orizzonte un'arcobaleno intenso. Ho raggiunto Cesare e insieme
ci siamo fermati a Viana a fare la spesa ed a mangiare ricaricandoci
per gli ultimi 10 km che sono scorsi fluidamente fino a Logrono dove
abbiamo trovato tutta la truppa nel rifugio. Al solito Cesare ha
fatto la spesa e si e' messo ai fornelli preparando una cena di
tutto rispetto allietata da un miscuglio di lingue internazionali e
risate.
Personaggi e compagni di viaggio:
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Cesare, torinese, 57 anni in pensione, sesta volta che fa il
Cammino, ogni anno cambia mese fino ad arrivare a 12. Ha viaggiato
un po' dappertutto ed e' esperto nell'arte dell' arrangiarsi anche
senza soldi.
Una giapponesina trovata ad Estella che fa il Cammino
correndo con un piccolo zaino e macinando 40 km al giorno in
preparazione di una maratona in Portogallo.
Jean svizzero 50enne in pensione simpaticissimo che mette il
buon umore solo a guardarlo ed ascoltarlo mentre parla un misto di
francese-italiano-inglese-spagnolo
2 giovani tedeschi partiti 2 mesi fa dalla Germania.
Tiago, Portogallo, da 2 mesi in giro per l'Europa in macchina
che ha poi lasciato in Francia per raggiungere Santiago a piedi e
poi il Portogallo.
Sonia, avvocato, brasiliana, in vacanza ha scelto di fare il
Cammino...
Alex venezuelano,
2 giovani svedesi sposati che lavorano d'estate e viaggiano
d'inverno,
l'olandese partita dalla Francia 2 mesi fa...
buon cammino a tutti Alvise
Il Cammino continua...
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.jpg)
10/11/09 Logrono-Najera 29
km
Finalmente una giornata senza pioggia. Alla
partenza un personaggio alquanto caratteristico ci ha dato il
buongiorno. Marcel che a detta di molti e' colui che a messo insieme
il Cammino rendendolo ciò che e' oggi. E' stato bello e interessante
chiaccherare con lui durante il Cammino, lui che lo ha fatto
molteplici volte dice che e' come una droga e ne senti il richiamo.
La cosa bella e sicuramente vera e' che nel Cammino non ci
sono diversità, tutti sono uguali senza distinzioni di razza,
nazionalità, ceto sociale, importanza...e se qualcuno pensa o cerca
di esserlo all'inizio poi man mano che prosegue cambia... la meta e'
la stessa per tutti e gli sforzi e le sofferenze anche, i
bisogni sono i primari, mangiare, dormire, una bella doccia e un
sorriso con 2 chiacchere sono energia per l'anima...
11/11/09 Najera-Santo Domingo de la Calzada
21 km.
Quando
arrivo al rifugio a fine giornata e tolgo le scarpe ponendole sul
portascarpe e' la stessa sensazione di quando si parcheggia
la propria bici dopo molti km non volendo averne più nulla a che
fare perlomeno fino al giorno seguente...
Oggi e' stata la prima giornata illuminata dal sole... Il percorso
e' stato bello con saliscendi sterrati e solitari immersi in
panorami di una varietà di colori, ma la cosa più interessante e'
stata avere l'onore ed il piacere di camminare insieme al
personaggio più caratteristico e conosciuto del Cammino. Marcell ,
che camminando raccontava le sue 1000 storie e ad ogni paesetto
veniva chiamato e salutato dalle persone che si incontravano...lui
del Cammino ne ha fatto un lavoro, essendo chiamato continuamente in
trasmissioni televisive o giornali, reportage etc.
Questa sera abbiamo fatto una spesa per tutti e Cesare come sempre
ci ha stupito con le sue arti culinarie, il vino ha fatto il suo
effetto e...tutti a mangiare, ridere e scherzare in un mix di
italian-spanish-corean-doich....anche questo e' il Cammino...

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12/11/09 Santo Domingo de la
Calzada-Belorado 24km
Quello che più caratterizza un viaggio sono le persone che
si incontrano.
Peillo, ciclista ex professionista, gregario di Bugno sta facendo
il Cammino, filmando ed intervistando le varie persone che si
incontrano con l'intento alla fine di farne un sito Internet
importante.
Io, Peillo, Alex e Sonia oggi abbiamo condiviso gran parte del
Cammino odierno trovandoci nella mattinata ospitati in un piccolo
bar per mangiare qualcosa.
Il bello e' stato ascoltare la padrona del bar nei suoi racconti
dei pellegrini passati e dei vari "miracoli". Alla fine ci ha
perfino massaggiato la testa ascoltando l'energia del nostro corpo e
dandoci consigli e abbracci!!!
13/11/09 Belorado-Agnes 28km.
"
cammino solitario nel sentiero sterrato tra saliescendi e
panorami che si perdono nell'infinito, le gambe stanno bene, si sono
abituate, e' incredibile come il corpo si adegui alle situazioni...
la mente vaga libera in cerca di un qualcosa a cui appigliarsi...
passato, futuro, presente si intrecciano, volti, amori vissuti,
amori non vissuti, delusioni, felicita'... Salita, uffa' sono
ore che cammino, sono stanco dai fermati a riposare, ecco la mente
ha trovato qualcosa di valido dove appigliarsi...ma ecco quello e'
un pellegrino come me, lo raggiungo, 2 chiacchere che diventano 4,
il tempo passa ed i km pure...ma dove e' finita quella stanchezza di
prima... La mente che non smette mai di parlare, che un attimo ci
porta alle stelle e l'attimo successivo ci annienta... Il cammino e'
anche questo...meditazione.
Ore 22, le luci della camerata si spengono, molti dormono già
,io stasera non ho sonno, metto gli auricolari e disteso sullo
letto ascolto "the great gig in the sky" pink floyd, e la mente va,
sento il battito del mio cuore e un turbinio di emozioni mi invade...Grazie Esistenza
per questo giorno passato, grazie per farmi sentire vivo, grazie per
accompagnarmi in questo Cammino...
14/11/09 Agnes-BURGOS 23km.
Oggi la prima grande meta, Burgos, una delle 2 grandi città che
si attraversano lungo il Cammino e come tutte le grandi città prima
di arrivare al centro ci sono circa 10 km di strada noiosa per
il traffico, le industrie, la periferia...Alcuni preferiscono
prendere un bus saltando questa parte...e devo dire che la
tentazione e' stata grande ma guardando la cosa da un altro lato e'
come voler evitare ciò che e' sgradevole ma...anche questo e' parte
della vita e quindi del Cammino.
Ciao a tutti Alvise
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15/11/09 Burgos-Hontanas 29 km.
Lasciata Burgos, il Camino oggi e' stato caratterizzato dalla meseta
,un altopiano dove lo sguardo si perde nell'infinito,la strada e'
dritta,ed il vento soffia contro. L'unico piccolo paesetto che
si trova nel mezzo e' Hornillos dove tutto era chiuso e quindi mi
ha obbligato a camminare fino alla meta che sbuca dal nulla
solamente 500 mt prima essendo in una leggera depressione, la
sensazione e' stata come un' oasi nel deserto.
16/11/09 Hontanas-Bodilla del Camino(prima di Fromista) 28 km
Anche oggi camminata dove la strada sembra non finire mai ed il
vento soffia sempre non essendoci nulla che lo contrasta,fortuna che
almeno oggi c'era il sole...
Oggi pensavo ai vari modi in cui vedo affrontare il Camino
(il viaggio,la vita).
Ci sono persone,e sono molte, che del Camino ne fanno una
gara,un record di quanti km fanno giornalmente,in quanti giorni
arrivano alla meta...
Santiago e' la meta (o la morte o qualsiasi altra destinazione
si voglia) ma il viaggio,il succo,la bellezza sta nel mezzo, sta
nel viaggio stesso,nel fermarsi ad osservare,a scambiare due
chiacchere con quella persona che ci ha salutato,ad annusare Il
profumo della terra dopo la pioggia, il vero viaggio e' il viaggio
stesso non la meta.
17/11/09 Bodilla del Camino-Carrion de lo Condes km26
Oggi e' il mio compleanno ed e' quindi con piacere che ricevo
gli auguri, fin dal primo mattino, dai miei compagni di Cammino
con appuntamento per festeggiare alla sera nel rifugio che ci
ospiterà.
Fin dai primi passi il dolore al tendine d'achille che mi
accompagnava nei ultimi giorni si e' fatto intenso obbligandomi a...
togliermi le scarpe e fare i 26 km di oggi con le crocks in
plastica!! Altro problema che infastidisce parecchio nei ultimi
tempi sono delle specie di pulci che si prendono in certi letti non
puliti e una volta prese lasciano dei furuncoli che pizzicano e
bisogna lavare tutto e disinfettare vestiario e saccoletto oltre
che,in caso di sensibilità,prendere ansittiminici in crema e
pastiglie.
18/11/09 Carrion de lo Condes-terradillos 26 km
Tra ieri e oggi non so' quale e' stata la tappa più lunga
e noiosa...Rettilinei infiniti con la strada a fianco ma con
pochissimo traffico...
Bella e' stata la cena che ieri sera le 2 ragazze coreane
hanno cucinato per tutto il gruppo(eravamo in 16) con, alla fine,
il festeggiamento del mio compleanno cantato dalle suore, che
ci ospitavano,in spagnolo e che ci hanno pure regalato una
medaglietta ciascuno con "la vergine miracolosa" e quindi...avanti
con il Camino e...che "miracolo" sia!!!
19/11/09 Terradillos - Calzadilla de Hermanillos 26km
"Nel mezzo di cammin di nostra vita mi ritrovai..."
Ed il giro di boa e' arrivato,sono a meta' Cammino ed ad aprirlo
e' un'alba meravigliosa accompagnata da una giornata
altrettanto spettacolare. Oggi ho rimesso le mie scarpe,il tendine
si e' disinfiammato,e andavo come una freccia senza alcun dolore.
Arrivato a Calzadilla del Coto c'era da decidere se continuare per
il Cammino classico che segue la strada statale e passa per vari
paesetti oppure prendere la vecchia via fuori dal traffico e ... dal
mondo. Abbiamo deciso per la seconda che ci ha portato a camminare
per quasi 2 ore immersi nel nulla per arrivare in un paese...
fantasma,ma fortunatamente con un ricovero per pellegrini dove
abbiamo dovuto
procurarci la legna per accendere l'unica stufa che serviva
per scaldare l'ambiente.
Un'altra giornata e' andata,tutto continua a trasformarsi nel bene
e nel male, la "famiglia " che si e' formata rimane unita ognuno con
le proprie caratteristiche e la meta giorno dopo giorno si
avvicina...
Buonanotte.
20/11/09 Calzadilla- Manzanilla de las Mulas km.25
Partenza di buon mattino,nebbia densa, ci aspettano 20 km
nel nulla, ognuno prende il suo passo,i propri pensieri,e va...
Raggiungo Marian,Papu (i due tedeschi che arrivano camminando da
Colonia) Puka e Gina (le due coreane),Papu sta portando due zaini,
Marian sta male, io divido il trasporto dello zaino,arriva Pellio
(lo spagnolo) che ferma l'unica macchina che vedremo fino all'arrivo
chiedendo di portare Marian alla più vicina città...
Ci rincontriamo tutti nell'ostello stanchi ma felici,20 km ci
separano da Leon la seconda e ultima grande città prima di Santiago.
21/11/09 Manzanilla de las Mulas- Leon km.20
Come previsto il Camino di oggi e' stato noioso seguendo in gran
parte la strada statale per poi attraversare tutta la periferia fino
al centro che ci ha accolto con la sua bella cattedrale. Dopo un
breve riposo e sopratutto messo giu lo zaino nel rifugio,vado un po'
a zonzo,apprezzando, dopo giorni di solitudine,il camminare e chiaccherio della gente, le vetrine che in invogliano a comprare
etc. ma per esperienza so' che tutto ciò durerà poco e che già
domani non vedrò l'ora di camminare velocemente lontano da il rumore
e lo stress delle grandi città riguadagnando l'armonia del...Camino.
Hasta al luego. Alvise
Al prossimo report
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22/11/09 Leon-San Martin del Camino km. 24
Tutto nasce si trasforma e finisce... ed ecco che la "famiglia" che
si e' formata lungo il Camino e che pareva perfetta ed indisolubile
si sta piano piano incrinando...Io stesso mi accorgo che non sono
più aperto e disponibile ed affabile come giorni fa, spesso mi
rinchiudo in me stesso e sto meditando di allungare le tappe per
stare da solo...
Oggi il Camino per uscire da Leon e' stato lungo e noioso con
il sentiero che seguiva la strada con gli ultimi 7-8 km dritti
e infiniti. Ci sono ancora 320 km che mi separano da Santiago e per
lo più di montagna con il picco più alto ancora da fare e con il
freddo che sempre più si fa sentire insieme alla stanchezza sia
fisica che mentale, ma domani e' un'altro giorno e...chissà cosa mi
riserverà.
23/11/09 San Martin del Camino-Astorga km.26
Oggi pareva quasi di essere in estate, sole, caldo,camminare
vestiti leggeri con attorno un'esplosione di colori... Dopo una
lunga camminata, dapprima noiosa ma poi molto bella perché solitaria
tra campi, alberi e spazi verdi infiniti,in cima all'ultima salita
quando la stanchezza insieme alla voglia di ristorarsi un po' si
faceva sentire,ecco comparire un piccolo carretto colorato di verde
con tanti cuoricini attaccati e sopratutto con mille buone cose,
caffè, succhi di frutta, merendine, frutta fresca, e nel mentre mi
avvicinavo insieme ad Alex, Renolt e Marian, una voce ci accoglieva
benevola e ci invitava a ristorarci che tutto ciò era in dono per i
pellegrini di passaggio e solo chi volesse poteva lasciare qualcosa
altrimenti andava bene lo stesso. David era il fautore di tutto ciò,
un ragazzo di bel aspetto, spagnolo, che ci racconta che anno fa e'
andato in disgrazia con il lavoro, faceva una vita molto sregolata
con abuso di alcol, sigarette, droghe ed era caduto in una grande
depressione che lo aveva annientato portandolo al limite del
suicidio.
Da li vide all'ultimo momento una piccola luce di speranza, parti'
per il Camino di Santiago con pochi soldi, uno zainetto, macinando
anche 60-70 km al giorno!! Il Camino inizio' a fare il suo corso e
la vita a rispondere alla sua apertura ad essa e per lui ogni giorno
era un regalo ed una sorpresa. Poi altra cosa fondamentale fu
conoscere la via della meditazione che lo trasformo' completamente
liberandolo da tutte quelle catene che lo avevano portato a fondo e
sopratutto scoprendo un significato più vero nell'arte di Vivere.
Ora David si presta ad aiutare gli altri senza chiedere nulla in
cambio perché sa che la vita avrà cura di lui, medita giornalmente
ed e' felice così ... magia del Camino.
24/11/09 Astorga-Foncebadon km. 26
Lasciata la bella città di Astorga si inizia a salire,stiamo
andando verso la Cruz de Hierro punto simbolico e Massima altezza
del Camino.
Il percorso e' bello e solitario, la temperatura e' frizzante ed
una leggera foschia aleggia nell'aria dando al tutto
un'atmosfera surreale. Cammino solo fino a quando uno strano
personaggio in bicicletta mi affianca e inizia a parlarmi
raccontandomi che e' partito in giugno con la bici dalla Slovenia
con pochi soldi, a guardarlo bene mi sembra un cartone animato, lui
e' piccolo vestito stranamente con un casco troppo grande per la sua
testa, la bici da donna non certo adatta a lunghi percorsi...dopo
aver quasi esaurito la mia pazienza nell ascoltarlo se ne va ma non
molto più veloce di me a piedi ed infatti lo supererò più avanti
alle prime salite un po' impegnative!!!
Altra sorpresa incredibile davvero di oggi e' stato arrivare
al rifugio e trovare... Il mio amico-collega che già incontrai per
caso all inizio del viaggio alla stazione!!! Non potevo crederci,
ancora allo stesso tempo nello stesso luogo e quando lavoriamo a
Jesolo difficilmente ci incrociamo!!!
25/11/09 Foncebadon-Ponferrada km. 27
Un'alba irreale accompagna i primi passi nel silenzio della salita
che mi porterà alla Cruz de Hierro il posto dove ogni pellegrino
lascia qualcosa, poi il Camino continua inerpicandosi su e giu' con
le nuvole che giocano nel nascondere parte delle montagne
circostanti creando un gioco di luci e atmosfere. Sono talmente
pieno di bellezza, profumi, nebbia che mi bagna il volto, un
silenzio che mi riempie che potrei camminare all'infinito...
Scendendo si attraversano dei piccoli paesini ben tenuti che
sembrano quasi usciti dalle fiabe, fermarsi a bere e mangiare
qualcosa chiaccherando con le poche persone che ci sono ha un sapore
umano e naturale...
Arrivato al albergue di Ponferrada, trovo con mia sorpresa,
già arrivata la Gina (coreana) e Papu (giovane tedesco) che avevo
lasciato alla mattina, mi dicono che hanno preso un mezzo perché
Papu e' stato male tutta la notte, ed ora Gina sta preparando
un'ottima cena per tutto il gruppo,vengo anche a sapere che dove
passeremo nei prossimi giorni ha nevicato...
26/11/09 Ponferrada-Trabadelo km.34
Tappa di avvicinamento al temuto monte Cebreiro,appuntamento con
tutto il gruppo in un rifugio a 29 km... Cammino veloce con poche
pause per mangiare qualche avanzo della sera prima insieme con i 2
giovani tedeschi. Arriviamo al rifugio per primi ed...e'
chiuso,lascio un biglietto scrivendo che abbiamo proseguito per il
prossimo a 5 km.
Arriviamo veloci e stanchi, apprendiamo la notizia che il rifugio
della tappa che avevamo programmato per domani e' chiuso e che
quindi gli unici aperti sono o in cima al Cebreiro a 19 km, troppo
vicino per fermarsi, o a Triacastela a 39 km, mentalmente e forse
anche fisicamente troppo distante...domani vedremo...
Intanto si fa scuro e mi rassegno all'idea di aver perso indietro
gli amici del Camino con i quali ho condiviso tante cose ma...si
apre la porta e compare Cesare e poi Romano, in breve arrivano tutti
esausti ma tutti felici di poter una volta ancora dividere questi
momenti di Vita che fra non molti giorni finiranno trasformandosi
in qualcos'altro ...
27/11/09 Trabadelo-Viduedo km.34
... sembrava quasi me lo sentissi ieri sera quando ho passato a
tutti una carta con penna per scrivere il proprio email...
Che giornata oggi!! La grande domanda fin dal risveglio era
se fermarsi al O' Cebreiro o continuare per Triacastela... Partiti
di buon ora, era ancora buio, ognuno a preso il proprio passo.
Arrivato in cima dopo un sentiero un po' impegnativo ma molto bello,
ci troviamo io, Pellio,Gina e Renault, ci fermiamo a mangiare
aspettando gli altri che non arrivavano. Papu,il tedesco si e'
fermato qui al rifugio dividendosi dopo 2 mesi dal suo amico e
compagno di viaggio Marian, noi dopo aver aspettato per più di un
ora non sappiamo cosa pensare nel non vedere ancora nessuno e
decidiamo di proseguire. Gina si ferma a vedere il rifugio e noi tre
diamo per scontato che si ferma con Papu.
Sono le 15 e sappiamo che tra due ore e mezza circa sara' buio,
camminiamo veloci, raggiungiamo il punto più alto tra la nebbia
ed il freddo che si fa sentire,ci fermiamo in un bar a
mangiare qualcosa,ci sono dei letti a disposizione ma
senza riscaldamento,proseguiamo. Arriviamo in un paesetto
sperso,entriamo in un bar e chi troviamo? Gina con il suo
immancabile bicchiere di vino e sigaretta!! Ci e' corsa dietro
superandoci e quindi ci ritroviamo noi quattro con Gina anch'essa
separata dalla sua amica e compagna di viaggio Puka, domandiamo per
un posto per dormire e ci troviamo in breve in una bella "casa rural"
a passare la notte. Tutti gli altri si sono fermati in cima e quindi
chissà se ci rincontreremo...tutto si trasforma...domani sara' un
altro nuovo giorno,Santiago e' sempre più vicina a meno di 140 km...
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28/11/09 Viduedo-Sarria km.25
Partenza tra vento forte e pioggia con destinazione Sarria,il
cammino si snoda tra sentieri sconnessi e fangosi e sopratutto
pieni di...lettame!! Comunque sia arriviamo a destinazione, io sto
bene, oramai cammino senza sforzo per ore senza alcun dolore...mi
ricordo quando sono partito...continuo a conoscere gente che fa
il Camino, ognuno con le sue motivazioni, ognuno con i
suoi problemi... Avendolo fatto io già due volte in bicicletta
spesso mi sento domandare in che modo e' meglio... Sono due cose
differenti, due storie differenti... Quando ero in bici non
invidiavo neanche un po' chi era a piedi ora che sono a piedi non
invidio chi e' in bici...
29/11/09 Sarria-Gonzar km.30
... e siamo rimasti in due,io e Renaul l'ex militare francese,a Portomarin
Peillo e Gina hanno deciso di fermarsi pensando di prenderci
l'indomani ma...mi sa che ci vedremo a Santiago.
Oggi il percorso e' stato molto bello e misto ed il tempo
pure passando tra la pioggia al sole svariate volte e pensavo come
tutto ci influenza... La musica ad esempio,mi capita di ascoltare
una canzone romantica,triste e subito la mente ed il mio essere
si chiudono,divento triste e nostalgico...la musica cambia,ora
e' allegra,colorata,spensierata e mi ritrovo a cantare camminando in
un mondo che ora mi sembra meraviglioso...chissà domani...
30/11/09 Gonzar-Melide km.32
Abbiamo dormito in un rifugio tutto per noi, siamo partiti ed
abbiamo camminato tutto il giorno fermandoci solo a mangiare
qualcosa e non abbiamo visto nessun pellegrino...Mangiando c'era la
televisione che mostrava le ultime notizie, dove siamo passati solo
2 giorni fa ora c'è la neve alta!!! Da novembre in poi molti rifugi
chiudono e pure molti posti di ristoro così importanti per i
pellegrini, ma d'altronde da novembre in poi fino alla primavera i
pellegrini che vanno camminando sono pochi...
Arrivo al rifugio di Melide stanco per i continui saliscendi e
per tutta la pioggia che e' scesa oggi,un pensiero va a Peillo e
Gina che per arrivare qui ne dovrebbero fare 7 km in più visto che
ieri si sono fermati a Portomarin...ma le sorprese non hanno fine,
un ora dopo eccoli davanti a noi esausti e felici, hanno camminato
tutto il giorno senza fermarsi, volevano ricongiungersi con noi!!
Che bello tutto ciò!!!!
1/12/09 Melide-Pedrouzo km.34
Penultimo giorno, da un lato sentire che oramai Santiago e' vicina
fa camminare con più energia e leggerezza dall'altra i
continui saliscendi spesso impegnativi per le gambe e la pioggia che
oggi non ha mai smesso mi hanno fatto arrivare a quest'ultimo
albergue provato.
Domani ci sono solo 20 km che mi separano dalla meta e chissà che
un raggio di sole mi illumini la via...
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2/12/09 Pedrouzo-Santiago km.20
Ultima tappa, Santiago. Partenza con il buio con l'intento di
arrivare per la messa del pellegrino nella Cattedrale a mezzogiorno.
Nei primi tratti di bosco devo indossare la lampada frontale per
vedere dove metto i piedi, gli unici rumori sono i miei passi ed il
risveglio della natura che mi circonda... i pensieri vanno...dopo 27
giorni di cammino e 700 km arrivo a Santiago, la meta per molti
pellegrini, c'è anche chi dopo un giorno di riposo si gira e torna
indietro sempre camminando, c'è anche chi vive nel cammino...
Santiago la fine del mio Camino e come sempre provo un mix di
emozioni, la voglia di tornare a casa ma nello stesso tempo la
repulsione di tornare in un mondo che non mi appartiene. L' arrivo a
Santiago e' stato divertente perché una giornalista con l'equipe
televisiva attendeva Peillo e così mi sono trovato anche io ad
essere intervistato e ripreso...Peillo e' proprio un personaggio con
il quale ho legato e diviso molto e spesso ci scambiavano per
fratelli essendo simili nel modo di essere e ci siamo ripromessi un
viaggio in bicicletta insieme in Africa.
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Auguro a me stesso ed a chiunque sia in Cammino di
non fare mai di una meta un punto d'arrivo ma anzi un punto di
partenza per affrontare il viaggio della Vita con una sempre
maggiore Consapevolezza.
Namaste' Aman
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La mia Patagonia
(del Naturaider Alvise Cedolini)
Alvise Cedolini
8
gennaio 2000
Ed
eccomi in aereo anche quest’anno pronto per affrontare un nuovo
viaggio che dovrebbe portarmi da Santiago del Cile a Puerto Montt
con un trasferimento in bus e poi in bicicletta fino alla mitica
meta nella Terra del Fuoco… Ushuaia la città più a sud del mondo!
Come apertura di questo nuovo millennio l’idea mi piace… un viaggio
alla fine del Mondo.
Come
tutti gli anni ora che sono finalmente in aereo dopo settimane di
preparativi e stress ecco giungermi puntualmente un accavallarsi di
pensieri, dubbi, domande…E’ giusto quello che sto facendo? E’ quello
che voglio? So almeno a cosa sto andando incontro? Non potevo per
una volta starmene a casa, andando a sciare con gli amici, godere
del calore di una famiglia e non sperperare il denaro guadagnato in
estate pensando magari ad un domani? Domande senza risposta, domande
e dubbi che troveranno risposta giorno dopo giorno nel viaggio che
sto per compiere.
Una
volta qualcuno mi domandò: Perché proprio la Terra del Fuoco? Non ho
saputo rispondere, però quella domanda mi ha fatto riflettere a come
nascono i miei viaggi e perché in bicicletta.
Il
viaggiare in bicicletta l’ho scoperto nel ’94 con il più lungo dei
miei viaggi che mi portò da Sidney a Perth per 9.600 km. scoprendo
l’Australia totalmente da solo; fu un viaggio indimenticabile dove
scoprii la bellezza di viaggiare il mondo nel lento e silenzioso
scorrere delle ruote e nell’avere nella mia bici tutto cio’ di cui
avevo bisogno.
Ora
che ho avuto il tempo di riflettere posso dire che la meta di un
viaggio e’ come un embrione che cresce, dapprima e’ un qualcosa che
si e’ sentito dire o visto in una carta geografica poi e’ un’idea
che piano piano prende forma fino a che ci si trova ad acquistare il
biglietto aereo.
Un’altra riflessione a cui mi trovo a pensare e’ la risposta ad una
domanda molto comune…Il viaggiare per mesi e mesi e’fuggire dalla
realta’? La risposta e’ no! Anzi il contrario. Non e’ forse più
facile starsene a casa attorniati dalle proprie sicurezze? Quante
volte ho letto nelle domande e negli sguardi della gente la voglia
di “vivere” ma la paura di perdere cio’ che si ha e la paura
dell’ignoto e’ un qualcosa di più forte dove il lavoro, la casa, la
macchina e spesso una donna o un uomo che non si ama formano un
paravento ideale per dire: ”mi piacerebbe ma non posso”.
E tra
un pensiero ed un altro le ore scorrono, il sonno prende il
sopravvento e dopo 23 ore tra attese e aereo sono a Santiago del
Cile. Il tempo di montare la bicicletta e l’equipaggiamento all’aereoporto
sotto gli sguardi curiosi della gente e via pedalando i primi metri
in terra cilena.
Da
Santiago del Cile il giorno dopo ho preso un bus che in 12 ore mi ha
portato a Puerto Montt punto d’inizio del viaggio vero e proprio.
A
P.M. divido il tetto con un ciclista cileno, passo poi la giornata
gironzolando e comprando un po’ di provviste, studiando la carta
geografica ma come sempre sia l’itinerario che cio’ che mi aspettava
era… un’incognita tutta da scoprire giorno dopo giorno.
Dal diario:
12
gennaio 2000 – ore 9,00 Partenza – P. Montt/Ancud 93 km.
La
bicicletta e’ proprio carica e di quella poca roba che ho con me, mi
sembra di averne troppa (opinione che avrei cambiato in futuro)
comunque pedalo e la bicicletta va. La strada e’ tutto un su e giu’
e dopo 40 km. circa inizia a piovere cosi’ sono gia’ fermo al riparo
di una fermata d’autobus ad aspettare che smetta ma… mi sa che
dovro’ abituarmi.
13
gennaio 2000 – Castro/Quellon 86 km.
Ho
dormito bene e il sacco a pelo tiene caldo, la tenda e’ buona e le
borse tengono perfettamente l’acqua. Parto alle 9,30, il tempo e’
nuvoloso,sono 15° e la strada e’ sempre un saliscendi. Sono solo
all’inizio e mi sto’ domandando perché non me ne sono andato a
viaggiare al caldo e invece sono qui dove il sole, anche se e’
estate, e’ una cosa rara.
A
Quellon decido di prendere il ferry per Porto Aisen, la navigazione
durera’ circa 40 ore attraverso fiordi e toccando posti sperduti,
per rifornire di viveri i pochi abitanti. Durante la navigazione
inizio a conoscere le prime persone, Nando e Roberta di Scorze’,
Federico cicloturista argentino di Buenos Aires con il quale
viaggero’ per un paio di settimane e una signora canadese che da 10
anni vive in un’isola sperduta in Patagonia scrivendo novelle e
dipingendo.
Dopo
una notte ristoratrice a Porto Aisen mi congedo da Nando e Roberta
con la promessa di rivederci a casa e io e Federico iniziamo a
pedalare con il vento a favore che ci fa correre veloci e
spensierati fino alla fine….dell’asfalto. Iniziava il cosiddetto
“ripio” ovvero strade secondarie non asfaltate a cui avrei dovuto
farci l’abitudine visto che mi avrebbe accompagnato per centinaia e
centinaia di km. mettendo sia me che la bicicletta a dura prova. “
La velocita’ andava dai 8 ai 15 km/h. per le salite ed il vento e i
km per raggiungere Cerro Castello erano ancora più di 50,ed ecco che
incontriamo per strada un ciclista cileno. Ci fermiamo a
chiacchierare ed a mangiare qualcosa e nel mentre ecco giungere un
altro personaggio con l’aria e la bicicletta più che trasandata,
Sylvain, un francese non più giovane con l’aria da giramondo ed
eccoci gomito a gomito a lottare contro il vento e le salite in 4 di
4 nazionalita’ diverse ma con un’unica lingua in comune, quella
della liberta’, della voglia e del piacere di vivere il viaggio in
bicicletta ammirando, scoprendo e odorando i profumi che ci
avvolgono. Verso sera abbiamo trovato una piazzola tra gli alberi
dove poter piantare le tende e dove c’erano pure 3 ragazze accampate
che giravano in autostop e allora eccoci tutti attorno ad un fuoco a
ridere e scherzare al freddo, sporchi, con poche cose da mangiare ma
con la felicita’ di vivere questo presente”
19
gennaio
Vento, pioggia, salite e ripio con una media di 13 km/h. questi gli
ingredienti di oggi. Siamo partiti io, Federico e Silvano verso le
11 e dopo 20 km. circa a Cerro Castillo abbiamo potuto mangiare e
riposarci un po’ prima di affrontare… 100 km. di nulla prima del
prossimo paese con le salite ed il vento che spesso ci spazzano via
e la pioggia che non ci da tregua. A Cerro Castillo si e’ aggiunto
un nuovo compagno al nostro terzetto, Juan Domingo, un cane che ha
deciso di seguirci e che ormai fa parte del nostro gruppo mangiando
e dormendo insieme a noi. Alla sera accampati vicino a un fiume non
puo’ mancare il rito della cena attorno ad un fuoco che ci scalda e
ci illumina e le chiacchere scorrono sotto le stelle che ci danno la
buonanotte. Siamo un bel trio, anzi quartetto ora e cio’ che si
impara nel viaggiare e vivere cosi’ non lo si puo’ apprendere ne a
parole ne a scuola ma e’ qualcosa che resta dentro per sempre e fa
cambiare il proprio senso della vita.
21
gennaio
Silvano, 44 anni, francese, maestro elementare. Personaggio che
presa l’aspettativa sta’ viaggiando per un anno in bici; Anni fa
viaggio’ per 2 anni consecutivi, e’una persona incredibile che
diventera’ mio compagno di viaggio per più di un mese e grande
amico, quello che ha con lui nella bicicletta e’ impensabile…di
tutto, e quando alla sera ci si prepara da mangiare tira fuori dalle
sue sacche l’impensabile stupendoci con piatti culinari di tutto
rispetto. Vive alla selvaggia o meglio nel modo più semplice, a casa
non tiene ne televisione ne radio e nemmeno il frigorifero, qui
invece sfrutta tutto quello che la natura ci offre e io con lui,
l’acqua dei torrenti per bere e far da mangiare e lavarci, la legna
che ogni sera raccogliamo per il fuoco e la tendina che abbiamo con
noi trova sempre un posto in mezzo a un bosco o vicino ad un lago.
Siamo
nel 2000 e sono convinto che c’e’ e ci sara’ sempre più la
neccessita’ di rivivere le cose più semplici e vere quelle che Madre
Natura ci ha dato e non quello che l’uomo ha costruito, il problema
e’ che per l’uomo d’oggi tutto cio’ e’ sconosciuto.
Sono
3 giorni che non mi lavo il viso e oggi siamo arrivati in un
paesetto di 500 abitanti, Puerto Tranquillo, il paese ci sembra una
citta’ bellissima perché c’era un supermercato che per noi era il
più bel negozio dove potersi sbizzarire con shopping di cibarie e
dolci.
Quando si viaggia così, tutto assume un altro significato, l’acqua
e’ vita, il cibo e’ meraviglioso, un fuoco e’calore e la vita ha un
sapore fantastico.
23
gennaio
Ci
siamo divisi da Juan Domingo dopo più di 100 km e ci e’ dispiaciuto
moltissimo ma ci rallentava troppo e non c’erano molte soluzioni se
non lasciarlo a Puerto Tranquillo sperando che qualcun altro si
prendesse cura di lui.
I
panorami che ora si possono ammirare sono spettacolari; montagne
innevate, laghi color verde-azzurro e un silenzio spezzato raramente
da qualche macchina di passaggio.
27
gennaio- Perito Moreno (Argentina)
Il
tragitto per Chile Chico e’ stato tanto bello quanto faticoso; Gli
ultimi 60-70 km. non so’ se ho più pedalato o più spinto la bici, le
salite sono incredibili e la strada, come da 350 km. ad ora e’ tutta
una buca spaccatutto. Ho rotto la catena e a momenti rimanevo a
piedi essendosi rotto pure il mio smagliatatene, fortuna che
Federico ne aveva uno di migliore ed ora sembra tutto a posto. Dopo
Chile Chico i 70 km. di asfalto che la collegano con Perito Moreno
ci hanno fatto provare la sensazione di volare pedalando a circa 30
km/h.
Nel
campeggio di Perito Moreno abbiamo conosciuto una copia di olandesi
in moto che stavano viaggiando da ben 4 anni per un totale di
250.000 km, attraverso tutto il mondo e con l’intenzione di starsene
in giro almeno un altro annetto!!! Fantastico continuo a conoscere
persone e posti che non finiscono mai di stupirmi.
Da
Perito Moreno a El Chaiten ci sono i famosi 500 km. della micidiale
RUTA 40, strada, se cosi’ si puo’ chiamare, che attraversa il nulla,
dove il vento e’ sempre contro, il calore ti cuoce e le distanze tra
un rifornimento e l’altro sono all’incirca di 150 km., chi l’ha
fatta dichiara che non la rifarebbe una seconda volta. Ad ogni
modo,prendiamo a malincuore la decisione di prendere un mezzo,
risparmiandoci circa 6-8 gg. Di fatica in un paesaggio sempre uguale
ma che sicuramente ci avrebbe arricchito interiormente… chissa’
magari un’altra volta…
Durante le circa 12 ore di attraversata lo sguardo puo’ spaziare su
distese infinite, dove animali come i guanaco gli emu, aquile ed
altri ancora, corrono e volano liberi e non posso non pensare a
quando attraversai l’Australia pedalando solo per giorni e giorni
attraverso paesaggi simili.
29
gennaio – El Chaiten –
Localita’ ai piedi del Fitz-Roy (alt.3.400 mt.), e’ il punto di
partenza di trekking giornalieri o di più giorni, purtroppo il vento
ed il freddo qui sono una costante, ma passiamo comunque qualche
giorno camminando e lasciando riposare le biciclette.
3
febbraio
Partiti da El Chaiten ci dividiamo con Federico che prende un’altra
direzione. Io e Silvano ci troviamo a pedalare in un paesaggio da
film western, la strada si snoda con salite e discese ma ancora una
volta il protagonista e’ il vento che soffia talmente forte che
spesso ci schiaffa fuori dalla carreggiata e quando e’ di fronte e’
una lotta impari che ci obbliga a scendere e spingere con forza per
proseguire… ma anche questa e’ la Patagonia. Verso le 6 di sera al
bivio per El Calafate e Rio Gallegos ci mancano 32 km. ma il vento
e’ un muro impenetrabile cosi’ decidiamo di andare dalla parte
opposta, per cui a favore del vento, per circa 10 km. dove una
specie di trattoria ci permette di accamparci per la notte per un
meritato riposo e informandoci che il momento più propizio e’ la
mattina presto prima che il vento si svegli ed inizi a soffiare. Qui
incontriamo Collen, un canadese che partito da Ushuaia sta’
risalendo in bici fino al Canada in un anno e mezzo a più. Fissiamo
la sveglia alle 5 sperando che il vento ci permetta di passare.
4
febbraio
Sveglia alle 5, temperatura 4°, e’ ancora scuro, verrebbe voglia di
girarsi dall’altra parte nel calduccio del sacco a pelo, ma ora
anche il vento dorme e bisogna approfittarne. Colazione con la
solita avena mista al Dulce de Leche, caffe’, smontaggio della tenda
e via veloci, sono gia’ le 6 ed il vento potrebbe svegliarsi. La
temperatura correndo scende ulteriormente di 2° ma la bellezza
dell’alba, la mancanza del vento e l’asfalto a cui non siamo quasi
più abituati ci fanno volare a 30-35 km/h. uno dietro all’altro
dandoci il cambio in testa.
5
febbraio – El Calafate –
Escursione al ghiacciaio Perito Moreno che con la sua lunghezza di
circa 35 km. per 3,5 km. di larghezza e un’altezza di 60-70 mt. e’
veramente imponente; Gli schriocchiolii e le spaccature che spesso
lasciano cadere masse di ghiaccio nell’acqua sono davvero uno
spettacolo della natura.
8
febbraio
Prossima meta Torres del Paine, posto conosciuto come la piccola
Alaska, dove le montagne, i laghi e i sentieri la promuovono come
uno dei più bei posti del sud-america per il trekking.
Finalmente un po’ di vento a favore per i primi 60 km. poi
imbocchiamo la Ruta 40 e… via in una lingua di terra battuta dove
per almeno un giorno e mezzo non incontreremo niente.
9
febbraio
Una
cosa che mi entusiasma e mi diverte nel viaggio sono i personaggi
che via via si incontrano; Ecco un brasiliano che partito
dall’Alaska nel Luglio del ’98 in solitaria sta’ andando a Usuahia,
ora in compagnia di una spagnola conosciuta in Peru’ che ha deciso
di seguirlo per… Amore. A Torres del Paine Silvano incontra un’altra
coppia di ciclisti, lui francese, lei inglese, anch’essi partiti nel
’96 dall’Alaska che oltre ad essere simpaticissimi sono pieni di
inventiva arrivando a trasformare il proprio fornello in un forno e
quindi a farsi il pane da soli!!
A
Torres del Paine abbiamo passato quasi una settimana facendo dei
trekking bellissimi e camminando giornalmente per 7-8 ore di fila.
I
trekking si snodano attraverso ghiacciai, laghi e montagne con
rifugi spersi in mezzo alla vegetazione che settimanalmente vengono
alimentati dai “gauchos” a cavallo.
13
febbraio
Questa notte il vento non ha mollato un solo istante ed era talmente
forte che la tenda sembrava scossa da mani invisibili, ma fatta
l’abitudine il sonno ha preso il sopravvento.
15
febbraio
Per
uscire dal parco e raggiungere Porto Natales abbiamo fatto una
strada non ufficiale attraversando un ponte in disuso e alquanto
pericolante e trovando pure vari ciclisti che la facevano per
entrare nel Parco senza pagare… sapendolo prima…
A
Porto Natales ci prendiamo un giorno di relax che ci permette di
lavare i vestiti che sono in condizioni pietose, spedire qualche
cartolina, prendere informazioni che ci serviranno in futuro,
cambiare un po’ di soldi e andare a sbizzarirsi nel nostro negozio
preferito… il supermercato, dove un po’ di tutto per i prossimi
giorni a venire.
17
febbraio
Da
Porto Natales a Porto Arenas, capitale della Patagonia, una vera
citta’! Ce ne accorgiamo passeggiando per il centro tra la gente
composta e ben vestita con i cellulari che squillano, le discoteche
e noi che specchiandoci nelle vetrine sembriamo quasi due barboni,
comunque sia, siamo qui e solo lo stretto di Magellano ci divide
dalla Terra del Fuoco. A Punta Arenas vado a vedere una colonia di
pinguini che, come mi spiegano, per sei mesi vivono in acqua ed ora
per sei mesi a terra; sono buffi con quell’aria da…pinguini!
19
febbraio
Oggi
in ferry abbiamo incontrato due giapponesi gia’ visti tempo indietro
e leggiamo un quotidiano che porta la notizia di un’onda di calore
che in questi ultimi giorni a portato la temperatura a ben…17°, non
male per essere in piena estate!!
20
febbraio
Terra
del Fuoco, foto di rito e via verso S.Sebastian, posto di frontiera
tra Cile e Argentina. Siamo io,Silvano e i due giapponesi, uno dei
quali ha la bicicletta che pesa come la mia moto… e io che pensavo
di essere pesante!! Ho provato ad alzarla e non ci credevo, si porta
dietro perfino una chitarra comperata in Peru’ e un carello per il
trasporto bagagli!!! Verso sera non essendoci nulla per 150 km. e
necessitando acqua, avevamo l’informazione da altri ciclisti, che
dopo un bivio c’era una “estancia” dove abitava un personaggio
simpatico ed ospitale soprattutto con i ciclisti di passaggio, e
così e’ stato.
Rigoberto, questo il suo nome, ci ha aperto la sua casa come fosse
la nostra, intrattenendoci con fotografie di ciclisti di tutto il
mondo che si fermarono lì e raccontandoci le varie storie di questi
personaggi giramondo, come quella di uno svizzero che partito da
solo dall’Alaska incontro’ una ciclista per casualita’ o destino
anch’essa svizzera; dopo pochi mesi tornarono in Svizzera
interrompendo il viaggio, si sposarono,e volarono di nuovo in
America per continuare cio’ che avevano interrotto ma questa volta
come viaggio di nozze!!
Rigoberto ci ha pure informato di una strada diversa dalla classica
che difficilmente e’ presa in considerazione ma assai più
affascinante.
Il
giorno dopo ben riposati e ritemprati,salutiamo Rigoberto che seppur
solo con i suoi animali e lontano da tutto sa’ che altri ciclisti
arriveranno cercando rifugio e portando nuove storie.
21
febbraio
Dopo
aver passato la frontiera con l’Argentina ha iniziato a piovere ed
e’ così che a meta’ strada con Rio Grande abbiamo trovato riparo per
la notte in un grande tunnel sotto la statale; non era molto
romantica come sistemazione ma… asciutta. Arrivati a Rio Grande
lungo la statale brutta e noiosa, ci siamo riparati dal freddo
pungente (8-10°) in una stazione di servizio, dove ho conosciuto un
italiano che ha vissuto a Mestre per diversi anni ed ora e’ qui da
14 anni avendo trovato il suo posto ideale…un’altra persona,
un’altra storia.
Dopo
Rio abbiamo preso una deviazione che permette di entrare nel cuore
della Terra del Fuoco, nome che non ha molto a che vedere con il
calore del fuoco! Inzuppato e infreddolito senza alcun posto dove
ripararsi, qualcuno a voluto mettermi alla prova facendomi bucare
prima la ruota anteriore e una volta riparata, rimesso i bagagli in
ordine e ripartito, dopo solo 50 mt. ho bucato quella posteriore!!
Alla
fine della giornata spersi in mezzo al nulla, con una pioggia
incessante e fredda che ci aveva raggiunto le ossa, abbiamo deciso
di saltare una staccionata e trovare accamparci in quella che
sembrava una casa abbandonata…ma non proprio.
22
febbraio
Dopo
aver dormito la notte e recuperato dell’acqua piovana per la
giornata che ci attendeva, sentiamo arrivare una macchina… erano i
proprietari, che fortunatamente dopo un’oretta se ne andarono senza
notarci. Qui dopo un mese io e Silvano ci siamo separati perché lui,
con tre raggi rotti è dovuto tornare indietro a Rio Grande.
Separarci ci e’ dispiaciuto ad entrambi ma la meta Usuahia, da lì a
pochi giorni, era un posto sicuro dove poterci rincontrare.
Anche
oggi il tempo mette alla prova me e tutto l’equipaggiamento tecnico
che quest’anno si e’ rivelato fondamentale. 6°, pioggia, fango fino
a circa 90 km. prima di Usuahia… ormai ne sento l’odore, è lì e
domani sara’ la mia meta.
23
febbraio – Usuahia –
Sembra quasi che superate le varie prove oggi si siano aperte le
porte del cielo facendo splendere un sole caldo e colorando tutto
cio’ che mi circonda. Pedalo veloce e spensierato raggiungendo nuovi
amici ciclisti, Sandra e Philippe e Che il loro cane. Loro, mi
raccontano, che stanno raggiungendo Usuahia dopo 2 anni di
bicicletta, sono simpatici, pranziamo insieme ai margini della
strada e mi raccontano la storia del loro cane che e’ la stessa di
Juan Domingo. Lì segui per qualche giorno e loro decisero di
portarselo dietro così nel bagagliaio della bici hanno creato anche
una piccola cuccia per Che quando non ha più voglia di correre… come
ho gia’ detto non finisco mai di stupirmi.
Ci
salutiamo e ci diamo appuntamento alla meta per brindare tutti
insieme.
USUAHIA la citta’ più a sud del mondo, citta’ di partenza per le
navi dirette in Antartide, citta’ di arrivo o di partenza per molti
viaggiatori ciclisti e non; Usuahia la mia meta e forse per questo
mi sembra bellissima.
27
febbraio
Ci
rincontriamo io, Silvano, l’inglese e la francese, Philippe e Sandra
e altri ancora gia’ conosciuti o di cui abbiamo avuto notizie,
comunque sia ci ritroviamo tutti attorno ad un tavolo a festeggiare
e a parlare delle varie avventure o suggerimenti per un prossimo
viaggio ed e’ divertente la mescolanza di lingue che si possono
ascoltare, alla fine ci si scambia gli indirizzi coscienti che un
giorno un amico ciclista potrebbe suonare alla porta di casa.
1
marzo – Aereo Usuahia/Buenos Aires
La
vita continua a sorridermi facendomi incontrare all’aereoporto di
Usuahia due ciclisti francesi anch’essi con il volo per B.A. i quali
hanno un amico argentino ciclista incontrato mesi fa lungo il loro
percorso che lì attende. In breve mi trovo anch’io con loro a casa
di Eliseo dove per benvenuto ci aspettava la famosa carne argentina
alla brace e del buon vino per sciogliere la lingua…che volere di
più?!
A
Buenos Aires visto che mi mancano circa due settimane per tornare in
Italia decido di andare a pedalare nel vicino Uruguay lungo la costa
da Colonia a La Palma tra le varie spiagge ed un sole che finalmente
scalda e anche troppo. Passo per piccoli paesi di campagna e grandi
città come Montevideo dove mi sento pervadere da emozioni non nuove
ed in un momento di riflessione scrivo questo:
” Che
differenza tra le grandi città ed i paesi! Nelle grandi città c’è
frenesia, caos, macchine, smog e gente brulicante dappertutto. Nelle
grandi città bisogna stare attenti a tutto, soldi, macchina,
bicicletta, porta di casa ben chiusa. Nelle grandi città si ha
paura. Nelle grandi città si è prevenuti, difficilmente ci si
scambia un sorriso, un saluto, una parola… Nelle grandi città si è
in tanti ma si è soli.
Nei
paesi di montagna o di campagna la porta è sempre aperta e un piatto
e un bicchiere non lo si nega mai a nessuno. Nei paesi la
delinquenza è un fatto sconosciuto, nei paesi si vive serenamente.
Nei paesi un saluto, due chiacchere sono un piacere,nei paesi non ci
si sente mai soli. Nelle grandi città i profumi, i rumori, la natura
che ci circonda sono lo smog, le macchine e il cemento. Nei paesi i
profumi sono la terra con i suoi frutti e fiori, i rumori sono il
cinguettio degli uccelli e nella natura scorre la linfa della vita.”
Dopo
una decina di giorni di “ vacanza “ in Uruguay torno a B.A. ed è
quasi come tornare a casa con Eliseo e altri amici che mi aspettano
ed una grande città in cui ora mi sento meno straniero.
Ora
sono in aereo e sto pensando a quei dubbi che avevo all’andata e che
si sono disciolti lasciando ora spazio ad una nostalgia diversa;
comunque sia sto tornando a casa ancora una volta più ricco, una
ricchezza che nessuno potrà mai portarmi via.
Alvise Cedolini
Informazioni tecniche:
Periodo: Dal 8.1.2000 al 17.3.2000
Itinerario: Puerto Montt-Usuahia+Buenos Aires-Uruguay
Km.
percorsi: 2.412 + 780 (Uruguay)= Tot.3.200
Inconvenienti bici: N°4 forature, rottura catena
Materiale e vestiario: Tenda, sacco a pelo, materassino, pentole con
fuoco, posate, bicchiere, boraccia 1 l.+2 da bici, scarpe
bici+corsa+sandali, un pantalone lungo scomponibile+2 da bici+1
corto, 2 t-shirt+2 bici, un pail fino+una maglia calda+una polo, un
gile antivento+giacca e pantaloni goretex, un calzetti grossi+uno
caldi+ 2 da bici, 2 boxer+1 slip+1 costume, un telo+asciugamano
piccolo, toilette, medicinali, macchina fotografica con 10 rullini,
cannocchiale, guida del Cile+2 libri, lampada frontale, victorinox,
documenti, soldi, occhiali
Cibo
di mantenimento: pasta, tonno, pane, formaggio, salame, caffè,
avena, marmellata, dulce de leche, cioccolata, biscotti, frutta |
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L’Australia in bicicletta, ovvero, pedalando nell’infinito
(del Naturaider Alvise Cedolini) |
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Questo è uno dei viaggi fatti da me in
bici e per la precisione del primo e piu' lungo che mi permise di
innamorarmi del viaggiare in bici ed al quale ne seguirono molti
altri.
Ho
viaggiato in moto attraversando l’ Europa in lungo e in largo, ho
affrontato i caldi ed immensi deserti africani in moto e in
macchina, ho voluto viaggiare facendo l’autostop poi ho voluto
conoscere l’ Asia girando in bus e in treno, ma l’ esperienza più
bella ed esaltante l’ ho fatta in questo viaggio attraverso il
quinto continente più grande del mondo usando un mezzo semplice e
silenzioso che spesso si perdeva in un paesaggio ed una natura
veramente immensa; questo mezzo è la bicicletta, questo meraviglioso
Paese è l’ Australia.
Era da tempo che volevo miscelare lo sport con il viaggio e perché
no con l’ avventura, e quale continente si poteva prestare meglio se
non l’ Australia con solo 200 anni di storia, un continente che per
noi italiani spesso è un sogno essendo dall’altra parte del mondo
dove le stagioni sono opposte alle nostre e dove i grandi freddi
invernali non esistono, ma una cosa avevo sottovalutato, l’
immensità e gli spazi di questo stupendo continente.
L’
itinerario è stato studiato sulla carta geografica in modo da avere
i primi 2000 km. “ rodaggio “ seguendo la costa turistica da Sidney
a Townsville per poi affrontare l’ interno arrivando fino al cuore:
L’Ayers Rock. Poi avrei dovuto salire fino a Kathrine per guadagnare
la costa ovest che inizia da una città lontana da tutto e da tutti,
Broome. Da Broome poi pensavo di poter passeggiare riposandomi fino
al punto di arrivo Perth. Le previsioni di partenza erano una media
giornaliera di 100 km. per una durata di 100 gg. circa e una media
oraria di 20 km/h ma la realtà fortunatamente non è fatta solo di
calcoli matematici ed è anche per questo che voglio vivere la vita
nei suoi aspetti più reconditi.
La
partenza è avvenuta da Sidney l’11 gennaio dopo 2 giorni di
ambientamento al nuovo fuso orario, fatti i primi 70 km ho dovuto
fare dietro front per una decina di km a causa dell’immenso incendio
che ha devastato migliaia di ettari di terra lasciando una scura
traccia di dove era già passato. Altro piccolo problema iniziale è
stato quando la polizia mi ha fermato e dentro di me pensavo :”di
certo non sarà per la velocità” ma invece era per in Australia è
obbligatorio l’uso del casco anche in bicicletta e così dopo essere
stato fermato innumerevoli volte e aver trovato le più
svariate scuse dopo i primi 1000 km mi sono deciso di comprarlo.
Le
ruote intanto incominciavano a mangiare centinaia di km e io entravo
piano piano a contatto con i primi cambiamenti di paesaggio, avevo i
primi stupori alla vista dei canguri e serpenti e altri strani
animali trovati nel ciglio della strada uccisi dalle macchine di
passaggio e ancora di più lo sono stato quando stavo riposandomi in
un’area e mi sono trovato attorniato da alcuni lucertoloni giganti e
tutto questo rendeva ogni giorno diverso dall’ altro e anche i primi
“ bruciori “ iniziavano a farsi sentire. Quando scendeva la sera e
la stanchezza iniziava a farsi sentire, facilmente trovavo
accoglienza nei vari campeggi situati lungo la costa e qualche volta
non ho esitato a fermarmi un giorno o due per poter apprezzare le
spiagge e soprattutto la Grande barriera Corallina con i suoi
smisurati pesci dai colori più vari.
Purtroppo nel nord stava iniziando il periodo delle piogge e spesso
dovevo ricorrere ad indossare il mio “poncho” desiderando il sole
per il suo calore e la sua bellezza; ancora non sapevo che in futuro
sarebbe stato uno dei miei principali nemici e la pioggia un sogno.
Arrivato a Townsville ho avuto la fortuna di conoscere una famiglia
di immigrati italiani che mi hanno ospitato ed al racconto di ciò
che stavo compiendo (a Townsville avrei imboccato la strada che mi
avrebbe portato all’interno nel cuore dell’ Australia) mi hanno dato
del matto mettendomi in guardia per le lunghe distanze solitarie ed
il caldo estivo, dicendomi che se ce la facevo ad arrivare a Mt. Isa
avrei potuto affrontare anche tutto il resto. Io continuavo ad
essere convinto e sicuro di me stesso e partii lasciando la costa
est con il suo mare e le sue comodità.
Per
arrivare a Mt. Isa avevo davanti a me 1000 km. di strada dritta e
desertica; i primi giorni sono trascorsi bene con il caldo che
lentamente andava aumentando facendomi variare il mio programma
giornaliero e quindi mi trovavo già in sella alle prime luci
dell’alba pedalando veloce consapevole che in poche ore il sole
sarebbe stato alto nel cielo e l’acqua presto sarebbe diminuita. In
questo tratto ho avuto i 2 giorni più difficili e la prima piccola
crisi, i tratti variavano dai 140 ai 160 km. senza rifornimenti e
senza ripari; questo è quello che ho scritto nel mio diario in quei
2 giorni: “ Oggi è stato il giorno più difficile dalla mia partenza,
sono partito questa mattina alle 7 da Richmond, avevo pianificato
tutto aspettandomi 2 ristori segnati sulla carta geografica ma
purtroppo a parte un posto all’ombra dopo i primi 50 km. non ho
trovato niente altro. Il vento ha soffiato contro fin dalla mattina
non permettendomi di fare più di km/h e spesso neanche quelli. Verso
le 11 il sole ha iniziato a picchiare e io avevo già 4 ore nelle
gambe, ad un certo punto avevo assolutamente bisogno di un po’
d’ombra e di mangiare qualcosa. Rischiando di trovare qualche
serpente (ce ne erano molti per la strada) sono andato sotto un raro
albero fuori strada a mangiare uno dei cibi liofilizzati che avevo
con me. Poi è stata una lotta fino all’arrivo con l’acqua che era
bollente, le mosche non mi davano tregua e il sudore mi impregnava
tutto quanto, il sedere e le mani non ce la facevano più, ma un po’
di fortuna (anzi molta) l’ho avuta perché verso le 14 e 30 una
nuvola a coperto il sole e l’aria e’ diventata più sopportabile
altrimenti non so se ce l’avrei fatta” Giorno dopo:” Anche oggi 140
km di solitudine, questa mattina ho messo la sveglia alle 5 e alle 6
sono partito per paura del sole ma fortunatamente il cielo era
coperto ma il vento sempre contro. Arrivato a Cloncurry e guardando
la mappa mi è venuta un po’ di crisi, la paura di voler osare
troppo, se finora questi giorni erano stati duri so’ che mi
aspettava di peggio; poi forse iniziavo a sentire la mancanza di un
contatto umano vero e anche la stanchezza e la vita scorretta si
sommavano al tutto. Spesso mi ritrovavo a farmi forza ricordando un
libro letto pochi mesi prima o a ricordare un avvenimento che porto
sempre dentro di me, ma un’altra cosa ricordavo che mi era stata
scritta dai miei amici Wlady e Carla alla partenza pensando ai
momenti difficili che avrei passato: “Ai voluto la bicicletta e
adesso pedala”.
Finalmente M.Isa dove ho potuto assaporare il traffico di città e la
bellezza di incontrare diversa gente. Dopo un giorno di meritato
riposo guardando la carta geografica mi rendevo conto che mi
aspettavano altri giorni di solitudine e sofferenza prima di
raggiungere Three Ways bivio dove avrei lasciato la bicicletta per
fare un tour all’Ayers Rock per poi risalire in bici e andare verso
nord; Dovevo ritrovare la convinzione e la motivazione del primo
giorno e forse anche le parole degli amici conosciuti a Townsville
mi hanno dato la forza di partire di nuovo. Dopo 5 giorni ero a
Three Ways inaugurando le prime notti solitarie con la tenda
piantata in quello che in Australia chiamano “bush” (sterpaglia,
cespugli) avendo distanze troppo lunghe da coprire in un solo
giorno.
Lasciata la bicicletta ho fatto il “turista” per 4 giorni riposando
gambe e sedere e ammirando la maestosità del monolite più famoso del
mondo l’Ayers Rock con i suoi cambiamenti di colore dovuti ad una
regia praticamente perfetta a parte quando ci si mettono di mezzo le
nuvole.
I
giorni passarono velocemente e presto mi sono ritrovato in sella
alla mia bicicletta felice di riprendere il cammino verso la futura
meta Kathrine. Ormai mi ero abituato alla solitudine e con mia
meraviglia stavo bene con me stesso e assaporavo ogni cambiamento di
paesaggio e anche le cose più semplici che trovavo durante il
tragitto come l’ombra di un albero o dell’acqua potabile, un
sorriso, un saluto assumevano una grande importanza e motivo di
felicità. Straordinario è stato l’incontro fatto una sera al
tramonto; Stavo pedalando immerso nei miei pensieri quando dal nulla
vedo attraversarmi la strada da una mamma canguro ed il suo piccolo
al seguito, io bloccai la bicicletta e anche loro vedendomi si
fermarono a guardarmi e sembrava proprio dicessero: “ che ci fa sto
qui in mezzo al nulla in bicicletta?!” ripresi entrambi da quel
momento di stupore hanno iniziato a saltare sempre più lontano
lasciandomi dentro una gioia immensa al pensiero di quello che la
natura può offrirci.
Arrivato a Kathrine ormai mi sentivo sulla via d’arrivo, ma ancora
migliaia di km mi separavano da Perth. La strada fino a Broome è
stata caratterizzata da panorami stupendi di una natura rigogliosa
dovuta a piogge torrenziali che spesso innondavano le strade con i
suoi saliscendi obbligando gli automobilisti a fermarsi ad aspettare
che l’acqua scendesse e me a scendere dalla sella per guadare a
piedi. In questo tratto il silenzio e la natura che mi circondavano
mi hanno assorbito totalmente, mi sentivo parte di essa e la
sensazione avuta fin dal primo momento che ho toccato l’ Australia
ora era chiara e reale… Libertà.
A
Broome ho potuto riassaporare la spiaggia e l’oceano e passeggiare
per il centro ammirando i negozi di perle di cui Broome è famosa.
Ero nella costa ovest, ce l’avevo fatta, Perth era la prossima meta
nella mia mente, ma purtroppo questa costa non era come quella
turistica dalla parte est e davanti mi attendevano circa 600 km di
deserto prima di raggiungere la prossima città Port Hedland.
Forse sarà stato il miraggio di Perth ma quel tratto l’ho fatto di
volata e 4 giorni dopo ero a P. Hedland pronto a proseguire, ma
un’altra sorpresa mi attendeva e la riporto da ciò che scrissi nel
mio diario in quei giorni: “ … pensavo che il peggio fosse passato
ma arrivato a Nuttara dopo 110 km mi dicono che il prossimo
Roadhouse è inesistente da anni e perciò il prossimo è a 200 km
circa,… non so che fare e sono stanco…” giorno dopo : “ 230 km
attraverso il nulla dopo aver fatto 110 km… è stata dura per la
fame, la sete, la fatica. Dopo aver ricevuto la cattiva notizia ho
scelto l’unica soluzione possibile per riuscire a raggiungere il
prossimo ristoro, l’idea era quella di pedalare tutta la notte
sfruttando la luna piena ed il fresco notturno, ma alle 24.00 e dopo
aver mangiato tutto ciò che avevo con me, non ce l’ho più fatta ed a
120 km dalla meta (dopo averne fatti 225 ed aver pedalato per oltre
10 ore) ho piantato la tenda nel nulla ed ho dormito profondamente.
Questa mattina non riuscivo a stare in sella per le piaghe sul
sedere ed ho dovuto mettere un telo per ammorbidire la sella,
l’acqua faceva schifo ed il cibo era finito, fortunatamente la
strada era buona e riuscivo a tenere una buona media, ma intanto il
caldo iniziava a salire e la sete ad assillarmi. Ho dovuto pensare
ad ogni cosa per non pensare alla sete ma finalmente ecco là l’oasi
desiderata con le sue bibite fresche e già mi vedevo sotto una bella
doccia gelata ma ahime… le docce erano rotte!!”
A
“solo” 500 km circa da Perth ho inaspettatamente incontrato 2
ciclisti diretti verso il nord per la stessa strada che avevo appena
compiuto ed ho potuto dargli qualche buon consiglio, ma dopo aver
ascoltato ciò che li attendeva già facevano altri piani di viaggio!!
Finalmente dopo quasi 10000 km ecco Perth e tutto ad un tratto vedo
apparirmi davanti come in un film tutte le notti ed i giorni
passati, con le fatiche e le gioie ed a stento ho trattenuto qualche
lacrima di felicità… ce l’avevo fatta!!
A
Perth ho avuto la fortuna di conoscere degli immigrati italiani che
oltre a farmi sentire a casa hanno esaltato il mio viaggio
intervistandomi per una radio multiculturale, presentandomi alla
console e portandomi ai vari circoli italiani. Da ognuno di loro ho
ricevuto delle sincere strette di mano ed è stato bello ed
interessante conoscere degli italiani (e sono tanti) che hanno
trapiantato la loro vita in un continente così diverso e distante
dal nostro, con le loro storie ed i loro perché. Altro incontro
simpatico è stato ritrovare Nicole, una ragazza di Perh conosciuta
nel novembre scorso in India e vivere con lei gli ultimi giorni di…
avventura!!
Questo è stato il mio primo viaggio in bicicletta ed ho scelto un
continente dove questo mezzo non è di certo il più adatto, per le
lunghe distanze ed il caldo. Qui ho dovuto inventarmi come
affrontare ogni situazione che mi si presentava.
Questi sono alcuni piccoli accorgimenti per affrontare viaggi di
questo tipo:
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L’acqua è vita, mediamente in una giornata ne occorrono da 5 lt. in
su.
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Altro carburante importante è il cibo: pane, frutta, datteri,
fagioli, marmellata, biscotti sono cibi energetici di facile
assimilazione da avere sempre con sé
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Studiare e informarsi sempre sui prossimi punti di rifornimento e
come affrontare le distanze
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Tenere in considerazione che il tempo utile per pedalare è dalle 6
alle 11-12 (il caldo inizia già alle 10,30) e dopo le 17 (il buio
inizia alle 19,30)
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I tratti che richiedevano più giorni lì ho affrontati sfruttando il
fresco della notte e le prime luci dell’alba risparmiando acqua che
altrimenti non sarebbe bastata
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Cercare di non farsi mai prendere dalla foga di arrivare ma di
mantenere il proprio ritmo e stabilire dei riposi… a volte anche 5
minuti servono per ricaricarsi
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Porsi ogni giorno un obbiettivo
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La cosa che ritengo molto importante per questo tipo di viaggio è
essere mentalmente (oltre che naturalmente fisicamente) coscienti e
convinti di ciò a cui si va incontro; Fatica, caldo, sete, fame e
solitudine sono alcune delle cose da mettere in conto
Buone avventure a tutti, Alvise
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