Nome: Giacomo
Cognome: Stefanelli


"Ciao a tutti voi, una
bellissima sorpresa mi è
arrivata a casa. Giacomo il
Naturaider DOC, tra i primi a
far parte di questo " gruppo"
con il suo primo viaggio in
Marocco nel lontano 2002, ha
scritto un bellissimo libro.
Mi ha
veramente riempito di gioia,
ricevere il suo libro e
stringerlo fra le mani, "A ruota
libera". Descrive il suo ultimo
viaggio esplorazione in bici in
Madagascar, un viaggio che io ho
sempre sognato di fare ed avevo
preparato nei dettagli, poi
messo nel cassetto ad aspettare.
Ora non ho più bisogno di fare
questa avventura, leggendolo è
come se stessi viaggiando, me lo
hai fatto vivere e assaporare
dandomi le tue emozioni. grazie
a te Giacomo"
Mauri
Chi volesse acquistarlo il
costo è di 10 euro e può
contattare:
www.argonautiche.it/libri

Questo è il testo introduttivo.
Come si arriva in Madagascar? Da
un incontro casuale ovviamente.
Un tour del Madagascar in
Mountain Bike. Un percorso ad
‘anello’ che, dai primi di
settembre fino a fine ottobre
2009, porterà Giacomo attraverso
le colline dell’altipiano
centrale, le aride savane della
costa ovest, il desertico sud e
la (teoricamente) lussureggiante
costa est. Sotto a un sole
infuocato, in solitaria e senza
alcun mezzo di supporto, per un
totale di 50 giorni e quasi 2300
chilometri percorsi in sella
alla sua bici. Giacomo
Stefanelli, di professione
grafico, decide di prendersi un
periodo lontano dagli obblighi
del lavoro assecondando la sua
passione per il viaggio,
l’imprevisto e la novità. Così,
nel luglio 2009, lascia il
lavoro per intraprendere una
nuova avventura... ‘a ruota
libera’.
Naturaid Trentino 2010 >entra
Report di Giacomo
Stefanelli n°35 ritirato al CP9
dopo km 267.5 9700 m +
>entra
"l'uomo deve salvare se stesso
con i propri sforzi, nessuno può
fare per lui quello ch'egli deve
fare per se stesso."
Alle volte il
senso alle cose, anche quando un
senso sembra non esserci,
dobbiamo essere noi a darlo, a
cercarlo.
Sui fatti specifici della gara
non vorrei dilungarmi... è
chiaro per quanto mi riguarda:
da qualche parte ho sbagliato!
Un errore "strategico", di
approccio. L'obiettivo, inutile
negarlo, era quello di arrivare
alla fine e da questo punto di
vista ho fallito.
Verissimo... ma questo è il lato
tecnico, atletico, calcolatore.
Sotto, più in profondità si
muove una ricerca più autentica,
umana e di sentimenti.
Una cosa alla quale ho pensato
spesso nel periodo di
preparazione alla gara era
quella di non "tradirmi" e di
non buttare via questa
occasione... beh, strano a dirsi
dato che l'obiettivo è stato
mancato, ma non l'ho fatto. Non
mi sono tradito e non ho tradito
quello in cui credo. Gli errori
si fanno tutti i giorni. Ma il
vero errore sarebbe lasciare che
questi sbagli ci fermassero
impedendoci di completare il
nostro cammino. Così, quando
ormai il tempo mi condannava
senza appello, da qualche parte
si sono mosse le giuste
motivazioni dandomi la voglia di
continuare fino a quando non si
sarebbero chiuse ufficialmente
tutte le porte. Anche su questa
terra viviamo con un tempo
limite e da quello non si scappa
ma c'è chi non si è arreso prima
del tempo. Così in quei momenti
il mio pensiero è volato alla
grande amica Franca, al suo
coraggio e alla sua incredibile
forza d'animo. Ormai condannata
non si è fermata, ha continuato
a spingere quella bicicletta con
tutto il suo peso e tutta la sua
fatica... grazie amica per
avermi dato un esempio da
seguire se pur nel mio piccolo e
ridicolo compito. (... Sono
pensieri intimi che con voi so
di poter condividere)
Non fermarti adesso... adesso
sei tu a dover dare un senso
alla fatica fatta fino ad ora,
adesso sei tu che devi onorare
la tua fatica e te stesso,
onorare l'impegno di chi ha
lavorato duro per darti questa
possibilità. Se ti fermi adesso
vanificherai tutti gli sforzi e
domani te ne pentirai... non
cedere alla tentazione più
facile. Questo errore
l'avevo già commesso qualche
mese fa in Cambogia e detto
onestamente mi era rimasto li...
mi aveva in parte rovinato gli
ultimi giorni di viaggio e mi
ero ripromesso che la prossima
volta se mi fossi trovato in una
situazione simile, avrei dovuto
ascoltarmi con più calma senza
giungere a decisioni affrettate.
Adesso nel mio animo non c'è
rammarico per non aver portato a
termine la gara... certo è un
peccato... ma la sensazione che
prevale è quella di intima
soddisfazione.
Che altro dire? mi sono
divertito da morire! pedalare
nella notte trentina con i miei
amici Sebastiano, Ausilia e
Ilaria è stato stupendo! ricordi
grandiosi mi accompagnano...
siete stati grandi! volevo anche
salutare e ringarziare Michele
Rota per la sua compagnia verso
il CP di Strembo... eravamo
tutti cotti e stanchi dal sonno
dopo più di 40 ore di gara e
dopo aver dormito appena 30
minuti ma ci siamo divertiti
ugualmente. Che libertà!
Un grazie di cuore a Mauro per
aver con impegno è cuore
tracciato un percorso stupendo e
aver creduto in questo evento...
e per aver creato un Road book
degno di un atlante stradale!
grazie a Vania per la sua tenera
amicizia e comprensione. Grazie
alla sorella di Mauro per avermi
ascoltato sinceramente al mio
arrivo... grazie a Giugi per
aver partecipato a questa
avventura con grandissimo
entusiasmo e partecipazione.
Come sempre grazie a Mauri per
averci dato un'altra opportunità
per scoprirci!
Alla prossima!
Giacomo
|
|
Ciao
Maurizio!
sono nuovamente pronto! destinazione Cambogia!

lo
zaino è qui al mio fianco... parte del materiale ancora
sparso sul pavimento. Guida, cartina, abbigliamento, un
minimo di officina... ma questa volta non c'è nessun cartone
da imballare o bici da smontare.
No, questa volta la bicicletta me la cerco arrivato a
destinazione! mi mischierò completamente alle genti del
posto pedalando con una delle loro biciclette! Arrivato a
Phnom Penh la mia prima avventura sarà proprio quella di
rimediare una mezzo a due ruote presso qualche officina,
negozio, mercato... eheheh... vediamo cosa riesco a
rimediare.
Da
qui mi muoverò verso nord lungo le rive del mitico Mekong.
Un fiume lungo 2.795 miglia che, partendo dal Tibet,
attraversa la Cina, Myanmar, Laos, Cambogia, Thailandia e
Vietnam. Una volta arrivato al paesino di Kratie, mi darò
alla ricerca dei rarissimi delfini d'acqua dolce dell'Irrawaddy.
Poi dovrei spostarmi verso ovest verso i templi di Angkor.
Ma non so ancora seguendo quale pista: dipenderà da che bici
avrò rimediato e dalle condizioni di sicurezza. Purtroppo
verso il confine con la Thailandia ci sono tensioni
politico-territoriali... quindi dovrò capire con la gente
del luogo quale strada sia meglio percorrere. Ma non importa
adesso! il divertente di questo viaggio è proprio questo!
Dopo aver visitato Angkor mi dirigerò verso Battambang,
Pursat, alcuni paesini galleggianti lungo il lago Tonlè Sap
e poi, credo, verso sud attraversando la catena montuosa dei
Cardamomi. Non ci sono molte piste che li attraversano
quindi anche qui vedrò sul momento cosa fare! ad ogni modo
prevedo di spostarmi anche con i mezzi pubblici, magari
caricando la bici sul tetto di un bus o sul retro di un
camion.
.jpg)
Il bagaglio sarà ridotto al minimo proprio per essere
agile in questi spostamenti (e anche perchè non sapendo
quale bici troverò ho deciso di non portarmi le
classiche sacche da bici). Quindi tutto il necessario
sarà in uno zaino! Vorrei farmi montare un portapacchi
con magari un paio di assi di legno in modo da poter
legare con gli elastici lo zaino... non vorrei tenermelo
sempre in spalla! sul posto capirò con qualche
personaggio come fare... sono sicuro che a loro le idee
non mancheranno!
Un grande abbraccio! Giacomo
Un caro saluto anche a te, buona fortuna
e tanta energia ciao.
"Sogno, CAMBOGIA, realtà"
(del Naturaider
Giacomo)
Chi desidera mandare dei saluti e
incoraggiamenti a Giacomo lo può fare inviando a
maur.doro@tiscali.it
07/02/2010 19.57
Pronti
per ripartire
Ciao
Mauri!
eccomi arrivato alla sera prima della
partenza.
Ormai lo zaino è pronto e chi lo dovrà
portare anche!
vi scriverò appena possibile da Phnom
Penh... magari appena trovata la bici!
Cambogia arrivo!
Un abbraccio e grazie!
Giacomo
09/02/2010 7.02
1°
REPORT DI GIACOMO
Eccomi atterrato a Singapore!
mentre per voi sta suonando la sveglia
vi scrivo due righe... qui sono le 13.55
e fra circa due ore dovrei imbarcarmi
per Phnom Penh.
Sono piombato nel giro di 13 ore in
piena estate! sembra di essere a Venezia
in una di quelle giornate estive dove l'umidita
ti cuce addosso un secondo vestito.
Ho trovato una Singapore pronta ad
affrontare un nuovo giorno lavorativo,
proprio come avevo salutato Milano. La
metropolitana era carica di gente, con
le facce ancora assonnate, pronta per
andare al lavoro... tutti in camicia
bianca e pantaloni grigi.
Ho girato per un paio di ore fra le vie
del centro, mi sono fermato in un
piccolo mercatino coperto e ho bevuto un
caffe enorme! La citta e pulitissima.
Non un mozzicone o foglio di carta
sull'asfalto. Ho visto un addetto
raccogliere del fogliame dai
marciapiedi... adesso navigo in una
bolla di sonno... non ho ancora chiuso
occhio...
Vi saluto e vi abbraccio! vado a
mangiare qualche cosa!
Vi scrivo da Phnom Penh... Ciao!
Giacomo
SALUTI A GIACOMO
10/02/2010 8.13
Ciao fratello!Eccoci di nuovo a
scriverti!Sono tornata oggi al
lavoro dopo l'influenza abbastanza
ko devo dire....tu come te la
passi?Ho avuto notizie dal papa'
ieri...
ps gina ed emma sono veneziane in
questi giorni.....
10/02/2010 11.40
È meglio
vivere un giorno solo vedendo l'origine
e la caduta delle cose piuttosto che
cento anni senza averla mai vista.
(Dhammapada
X, 113)
questa
massima Buddhista è il mio modo per
augurarti buon viaggio!
giugi
11/02/2010 12.22
2°
REPORT DI GIACOMO
Eccomi
al riparo del sole sotto al fresco
ronzio di un ventilatore.
E' tutto il giorno che cammino come un
pazzo e un po' di riposo mi ci voleva
proprio...
Ieri mattina, mia prima giornata
Cambogiana, mi sono dato alla ricerca
della bicicletta. Dopo una bella
colazione ho girato a piedi per le vie
brulicanti di motorini e tuc tuc
fermandomi di tanto in tanto per
chiedere indicazioni... cosi, verso ora
di pranzo, ho finalmente trovato le vie
dove, secondo la gente del posto, avrei
trovato i negozi che facevano per me.
Sembra che in questa zona vendano sono
biciclette. C'e' un po' di tutto: bici
nuove e usate, bici da citta' e mountain
bike. Io dovro' percorre per lo piu'
strade sterrate quindi una MTB sarebbe
ideale. Detto, fatto! eccomi con una
nuova bici... nuova tanto per dire! si
tratta di una mountain bike di seconda
mano.
Rigida e con la catena vecchissima!
pero' ho potuto provarla e mi sembra che
tutto sommato vada bene. Per 45 dollari
ho comprato bici, portapacchi, un asse
in legno per poter legare lo zaino, due
camere d'aria e un lucchetto con catena.
.jpg)
Domani sara' il mio primo giorno sui
pedali... vado verso Udong, paesino che
si trova circa 40 km a nord di Phnom
Penh... vedremo come si comportera
questa nuova compagna di viaggio!
Oggi ho girato come una trottola fra
pagode, palazzi reali e prigioni/lager.
Queste ultime sono testimonianze
sconvolgenti degli anni di terrore che
hanno devastato la Cambogia e causato la
morte di piu di due milioni di
persone... tutto nel giro di tre anni.
Nonostante tutto, e nonostante questo
sia accaduto fra il 75 e il 79, la gente
sembra essere estremamente cordiale e
sempre sorridente. Sono tutti molto
cortesi. devo dire che fa una certa
impressione guardare negli occhi una
persona di 45 anni e sapere che dietro a
quello sguardo si nascondono ricordi a
dir poco terribili. Fortunatamente a
queste brutture rispondono i wat
buddhisti... vere oasi di pace e
serenita.
.jpg)
Adesso vado in camera e preparo le cose
per domani mattina... cerchero' di
partire prestino per evitare di pedalare
nelle ore piu
calde della giornata.
Vediamo un po' cosa mi attende dietro
l'angolo!
Un abbraccio a tutti! Ciao! Giacomo
SALUTI A GIACOMO
11/02/2010 15.59
Ciao!Bella la nuova bici!!!!Qui
stiamo tutti bene,oggi avevavno dato
neve tutto il giorno e invece ha
nevischiato un po' stamattina e
adesso e' grigio e freddino....uno
schifo insomma!Oggi e' l'ultimo
giorno di turno!!Da domani mattina
potro' dormire una mezzoretta in
piu'......meno male!
Un bacione da tutti e sempre attento
Tua sorella Carla...............Carlotta
ciao
ps...Adesso fai parte del
NATURAID TEAM IMPOSSIBLE.....
grande fratello dai grandi
cambiamenti...non piu' di 16,17
anni fa andavi a letto tutte le
mattine alle 7 di ritorno dalle
discoteche....adesso viaggi sui
pedali in cambogia!!
12/02/2010 1.57
Chiunque sia di fronte a te può
servirti da maestro se lo vuoi
Ogni
volta è la prima volta…buone
pedalate
Un
abbraccio Sebastiano
12/02/2010 14.50
Carissimo, wow che bici!!! Vedo
che ti sei subito ben
ambientato: stai diventando un
bonzo? maglietta arancio! Ocio
ai cinesi!!! Noi tutti ok. Non
so se Sebastiano leggerà questa
mail, in ogni caso, Seba, in
bocca la lupo!!!!!!!!!
Un bacione e divertiti
tantissimo, dai, un po' anche
per me....baci papà
12/02/2010 15.04
Buondi fratello!Buon
pomeriggio!
carlotta ste e nanette
parigine
14/02/2010 14.46
3°
REPORT DI GIACOMO
Il nastro rosso
.jpg)
Mi sveglio verso le sei e mezza...
preparo il bagaglio e vado in paese
per fare colazione. Scorgo un
posticino con alcune sedie libere.
Chiedo se sia possibile mangiare
qualche cosa ma la risposta e un po
"'ambigua"'. Ma non e una novita:
farsi capire non e semplice. Chiedo
ancora e mi indicano di accomodarmi.
Poco dopo una ragazza mi dice che se
voglio posso sedermi al tavolo con
alcune persone e dividere con loro
la colazione.
.jpg)
Accetto con piacere e mi accomodo al
tavolo dove 4 o 5 persone consumano
tranquillamente il pasto. Allínterno
del locale alcuni bonzi mangiano
seduti su stuoie. Látmosfera e
rilassata e la gente, come sempre, e
cordiale. Mangio della minestra di
riso con carne e verdure, biscotti e
una tazza di caffe. Attiro
láttenzione della ragazza di prima e
chiedo il conto. Sembra non capire.
Ci riprovo e mi dice che non devo
pagare nulla... ma come? gentlmernte
insisto ma nulla da fare. Chiedo
"'spiegazioni"' e per tutta risposta
mi sento dire, a voce bassa, in un
inglese traballante e con un mezzo
sorriso sulle labbra che non devo
pagare nulla... "'mio papa e morto
ieri... questa e la veglia in suo
onore"'... "'ha... scusa... mi
spiace..."' borbotto due parole
imbrazzatissimo. Lei sorride e come
se fosse nulla torna dai bonzi. La
seguo con lo sguardo e noto la
figura ritratta del padre dentro a
una cornice e dietro, un po in
penombra, una bara in legno.
.jpg)
Mi alzo, chiedo permesso, mi levo le
scarpe e fra bambini che giocano,
profumo di incenso e persone
dalláriaincredibilmente serena,
faccio la mia preghiera. Tutti mi
sorridono.
Nessuno mi guarda come un intruso in
un momento cosi difficile e
delicato... sembrano apprezzare
questo piccolo gesto. Nessuno
piange, non una lacrima, non un
volto cupo. Cé unímmensa,
ingombrante serenita. Fuori, sulla
destra, una piccola teca in plastica
racchiude delle banconote. Come
fanno tutti dono anche io la mia
offerta. In cambio, la figlia del
defunto, con una serenita
sconvolgente, mi lega al polso un
nastro rosso mentre unáltro lo lega
alla bici... "'questo
per augurarti un buon viaggio"'.
Vi
scrivo dalle rive del maestoso
Mekong, precisamente nella citta di
Compong Chan. Sono arrivato oggi
verso lóra di pranzo dopo una tappa
di circa 50 km. La strada per ora e
stata asfaltata e pianeggiante. Mi
sto giusto abituando alla guida dei
locali... quando ti sorpassano
pensano di farti una cortesia
spaccandoti i timpani con ripetuti
colpi di clacson! ma per il resto
sono persone stupende... sempre
sorridenti, gentili, oneste,
curiose... sembra che ti guardino
strano alle volte ma basta accennare
un sorrideso che subito rispondono
con uno ancora piu grande!
Dopo essere uscito da Phnom Penh
costeggiando il Ton Le sap (un
affluente del Mekong... pensate che
quabdo il Mekong e in piena il Ton
le Sap inverte la direzione della
corrente!) mi sono recato a Udong,
una delle vecchie capitali
dellímpero Khmer. Adagiate su alcune
colline, isolate in un mare di
risaie e palme da zucchero, sorgono
alcuni Wat. Un paio di questi sono
del 1600 e malauguratamente sono
stati danneggiati dalla follia di
Pol Pot... adesso alcuni lavori
vorrebbero riportarli allántico
splendore
Oggi
ho percorso con tutta calma la
strada che mi divedeva da qui. Ho
preso un paio di deviazioni lungo
strade secondarie e in terra battuta
per visitare delle pagode. Nelle vie
secondarie cé pochissimo traffico e
si pedala benissimo... bene perche
dopodomani mi dirigero verso nord
lungo le rive del Mekong. La strada
e secondaria e poco battuta.
Dovrei passare alcuni paesini di
pescatori e dormire in posti
piuttosto spartani... ma vi sapro
dire!
Con la luce del tardo pomeriggio ho
visitato un'isola stupenda! appena
fuori dalla citta cé unísola che
nella stagione secca (questa) e
collegata alla terra ferma da un
ponte interamente fatto di bambu!
stupendo! ogni anno con le piene
viene spazzato via e ricostruito
intereamente lánno successivo...
lísola e una vera meraviaglia:
strade in terra battuta, vegetazione
fittissima di banani, palme erbusti.
Ai margini della strada case
bellissime su palafitte e famiglie
intente a lavorare i campi. Forse
domani ci torno! prima pero vorrei
andare a visitare un monastero a 20
km circa da qui... quindi
sicuramente domani sera saro ancora
qua.
Sta per chiudere il locale, devo
salutarvi!
Un grosso abbraccio! Giacomo
14/02/2010 0.47
Ciao Giacomo, siamo a casa e con noi
c'è Sebarba. Domani lo portiamo sul
Monte Gazza a faticare un po' sulla
neve con la stupenda vista del
gruppo del Brenta, deve fare
l'ultima prova con l'assetto "alaskano"
quasi al completo, poi giovedì...
Stiamo pensando a te e alla tua
nuova avventura... che ci sembra un
ottimo allenamento per il Naturaid
Trentino! A noi piace come scrivi,
come riesci a trasmettere le
sensazioni che provi osservando le
sfumature che caratterizzano quello
che catture la tua curiosa
attenzione.
Buona fortuna viaggiatore e buon
respiro! Mauro
14/02/2010 19.08
Ciao
Giacomo!
Eccoti ancora in sella per il
mondo! Bravo, naturalmente ti
invidio e capisco la tua gioia
ed eccitazione. Ma i wat
buddisti sono le autoradio al
massimo dei Cambogiani?
Come
vedi fai bene a sfuggire da qui,
certe freddure...
Un
abbraccio
zio
Renato
15/02/2010 9.38
Ciao fratello cambogiano
mangiatore di ragni!!!!!!!!Quel
paese era proprio adatto a
me....!Qui a milano nebbia e
freddo mentre a ve ieri era
quasi primavera.....mi sembra
che il tuo viaggio sia molto
meno faticoso di quello in
Madagascar o sbaglio?Qui ti
salutano tutti
Carlotta Stefano GIna Emma
15/02/2010 17.06
Caro
Giacomo, ma che incontri
meravigliosi! Ti stai
confrontando con sensibilità e
delicatezze d' animo che
probabilmente ti sconcertano...
che stiano crollando certe
"certezze"? Sono impatti
piuttosto destabilizzanti
questi, con spiritualità in
fondo cosi' semplici, ma cosi'
tremendamenete lontane dal
nostro quotidiano occidentale!
Domani è martedi' grasso...finalmente
si potrà ricamminare per
Venezia. Buon
proseguimento, un abbraccio papà
15/02/2010 13.04
4°
REPORT DI GIACOMO
Ciao!
non preoccupativi... per lameno
due giorni non potro piu
scrivervi!
Che giornata stupenda... la gita
e stata di quasi 50 km credo!
allándata ho sbagliato strada!
pero una meraviglia. Strade dove
non ho visto un turista,
sterrati meravigliosi per
pedalare... mai solo! ho
attraversato tantissimi paesini
immersi nel verde della
vegetazione, case su palafitte
circondate da banani, bambini
che tornano dalle scuole tutti
in sella alle loro biciclette.
Arrivare e stato un po piu lungo
del previsto ma ne e valsa la
pena: la pagoda era molto bella.
Una delle poche ancora in legno
con colonne ricavate da tronchi
di alberi e dipinte di blu e
oro.
Poi ancora una stradina di venti
chilometri lungo le rive del
Mekong... che pace ragazzi! e
enorme... pensate che in alcuni
tratti (non questi ma vi
assicuro che e bello grande
ugualmente) misura 5km di
larghezza! per riposarmi e
dissetarmi mi fermavo di tanto
in tanto lungo alcune "'baracchine"'
per bere da una noce di cocco e
mangiare delle pannocchie
bollite.
Poi una bella doccia e una birra
ghiacciata con lo sguardo perso
nel vuoto dellímmensita del
fiume. Un giro per il mercato,
uno spiedino di non saprei quale
animale, una passeggiata per le
vie affollate dai cinesi che
festeggiano il loro capodanno ed
eccomi qui!
Domani lungo piste di terra
battuta e polvere verso nord e
tutte lungo il Mekong. Fra un
paio di giorni dovre arrivare a
Kratie da dove spero di potervi
scrivere nuovamente.
Un abbraccio a tutti e UN
GRANDISSIMO IN BOCCA AL LUPO A
SEBA!!!!!!!!!!! VAI CHE SIAMO
TUTTI CON TE A SPINGERE QUELLA
BICI!!!
Ciao a tutti! Giacomo
.jpg)
15/02/2010 21.40
Ciao Giacomo,
bello quello che c'era dietro
l'angolo, eh? Non c'é nirnte da
fare, il vero viaggio si fa da
soli.
Io oggi ho pedalato per
una sette, otto di km sulla neve
battuta della pista ciclabile di
Lipsia, ho visto un monumento
sul posto di una delle ultime
battaglie di Napoleone: erano
Svezia, Prussia, Austria,
Inghilterra e Russia contro di
lui. Tutti, insomma, peró
appena se ne sono liberati e
sono tornati i re assoluti, la
gente si era abituata
all'uguaglianza e al diritto e
ha dovuto fare mezzo secolo di
casino per riaverli. Insomma non
mi é del tutto antipatico.
Chissá perché te lo dico, boh.
Domani vado a Hong Kong e
venerdi mattina tornando verso
Dubai - Lipsia ti passo più o
meno sopra. Salutami tutti
quelli che incontri
zio Renato
16/02/2010 11.16
Che belle foto!E che bei
racconti!Ti invidio perche' io
non sarei mai capace di fare
questo genere di viaggi...!!
Un
bacione da tutti noi
Carlotta stefano e cagnoline
18/02/2010 1.51
5°
REPORT DI GIACOMO
Adesso
viene ol bello!
Ciao, mi trovo a Kratie, un paese
lungo il Mekong. Oero sono arrivato
qui dopo circa 70\80 km di una
strada molto bella tutta lungo il
fiume. Ho attraversato paesini di
bellissime capanne e ricchi di
persone indaffarate nei loro
mestieri. Ho avuto anche la fortuna
doi incontrare, durante una berve
pausa seduto sul ciglio della
strada, un ragazzo di 18 anni che
rientrava da scuola. So e fermato e
per un po mi ha tenuto compagnia
facendomi qualche domanda. Poi
abbiamo ripreso la strada insieme...
dopo qualche km siamo arrivati
difronte alla sua abhotazione dove
vive con la famiglia. Alte palafitte
secondo lo stile locale. Sono stato
invitato a pranzare con loro. La
madre ha cucinato davanti a noi,
sotti a una tettoia, del riso con
una sorta di zuppa di mais e
verdure... buonissima! io a tavola
con luo e o suoi genitori.
Una persona mai vista prima... non
hanno choesto nulla loa figlio: ma
cho e questo? da dove viene, cosa
fa? nessuna aria di sospetto! molto
sorridenti e come se fossi stato un
loro vecchio amico ma hanno offerto
parte del loro pranzo> Non sono
ricchi ovviamente. Solo ospitalo. Ol
padre e un contadino e la madre
vende quello puo lingo la strada. Ma
sono sereni anche loro... almeno
questo e quello che sembra. Il
ragazo studia e fra un paio d.anno
vorrebbe andare a Phnom Penh a
lavarorare come onsegnante per
mantenere la famiglia. Abbiamo
mangiato benissimo, il riso con
quella salsa era ottimo! finito
volevo pagare qualche cosa ma loro
non volevano! volevano offrirmi
tutto! ma non si puo... ho un po
insistito fino a quando hanno
finalmente accettato. Ma loro non si
aspettavano nulla...
Adesso sto decidendo cosa fare:
forse mi fermo qui per la notte,
vado a vedere i delfini che
dovrebbero trovarsi a circa 15 km a
nord e poi torno qui. Domani
tradferomento a Stung Treng circa
130 km a nord vicino al confone con
il laos. La strada e una statale e
non mi sembra particolarmente
onteressante... ma da li...
attraversato il mekong mi aspettano
giornate immerso in una delle
provincoe piu remote e povere della
cambogia. A quanto pare passano
pochi turisti, quasi tutti a bordo
mi moto cross... le strade, a quanto
dicono sono disastrate! ma deve
essere una zona autentica dove poche
persone passano. Tutto nella
giungla! la situazione politica pare
tranquilla. Se questo mi fosse
confermato non ci sarebbero altri
dubbi! quindi vi faro sapere il
prima possibile cosa faro!
Un abbraccio a tutti, Giacomo
17/02/2010 8.40
Buondi'!Com'e' andata la notte
nel box auto...?Pensavo di
affittarti il mio per quando
torni...!La prossima settimana
mi sono presa 3 giorni e vado in
montagna!!Ovviamente il lager
dove lavoravo non ha dato le
ferie a stefano che quindi mi
raggiungera' venerdi sera..che
strazio quella farmacia,non so
come ci sia potuta stare per 5
anni!!!quasi peggio di sky....o
no???Verra' anche nicola da
Londra che ho visto ieri sera a
cena,lo sai che si
sposa????Credo a settembre...vado
che inizia ad entrare gente
Un bacione Carlotta
17/02/2010 18.05
Carissimo Giacomo,
forza, siamo tutti con te
qui a Roma, sei bravissimo,
io adesso avrei paura di
fare tutte quelle cose da
sola, non so cosa avrei
fatto tanti anni fa!!
bellissimi i tuoi racconti e
le tue foto, ci fanno
saltare quasi le lacrime !!
speriamo che i laci rossi ti
facciano compagnia per tutto
il viaggio,
a presto, baci da zia
Victoria, Eugenia, Sofia e
Sergio
17/02/2010 19.43
ma allora? non ti hanno
detto che per mantenere viva
l'attenzione del pubblico ci
vuole ben altro? fatiche
estreme ad esempio, o avversità
di ogni genere, litigi con le
popolazioni locali..
invece pare proprio che gli
indigeni non vogliano
collaborare in tal senso, vero?
e poi manca la sabbia, tutta
questa terra battuta, che noia!
per non parlare del cibo: ci
aspettavamo reportage di cene a
base di ragni fritti e insetti
in varie salse, ma tutto quello
che abbiamo avuto è stato un
misero scarafaggino, capitato
-forse per errore- nel tuo
piatto. Te lo devo dire, Sharon
è molto delusa.
Sei fuori brief, mio caro,
perché questo tuo continuo
infondere serenità non ha appeal
sulla fauna milanese, che si
nutre invece di fretta e
superficialità.
Infine, non vorrei ricordartelo,
ma quando tornerai dovrai
mettere i piedi per terra e
allora ti accorgerai come gira
il mondo!
a questo punto, sfogata la mia
invidia profonda per quello che
stai provando e per quello che
stai diventando, ti abbraccio e
ti auguro di continuare a
scrivere reportage che nessuna
delle nostre televisioni
vorrebbe mai trasformare in un
reality!
..e porta con te l'infinita
serenità delle campane a vento
dei monasteri buddhisti :)
giugi
18/02/2010 11.04
Ciao fratello!
E' passato il tempo in cui
aspettavi alla finestra che
la mamma tornasse a
casa........adesso sei ormai
un vero cittadino del
mondo....!Beh ricordati
sempre che e' bello andare
perche' sai che a casa c'e'
sempre qualcuno che ti
aspetta!Tutto quello che
stai facendo e' il frutto
delle profonde radici che il
papa' e la mamma ci hanno
dato....continua a
divertirti e a fare le cose
che ti piacciono!
Un bacione Carlotta
19/02/2010 9.42
Ciao!Piove!!Tanto per
cambiare....!Oggi e' proprio
stile Madonna Della
Salute......hai
presente????Tu come va dalle
tue parti?Io non vedo l'ora
di andare a cortina!!
Bacioni
Carlotta Ste e cagnoline
6°
REPORT DI GIACOMO
Ciao
Mauri e ciao tutti!
eccomi a Stun Treng, circa 50 km
dal confine con il Laos.
Mi sono trasferito qui questa
mattina con un pulmino
percorrendo in un paio di ore i
circa 140 km che la dividevano
da Kratie. Un tratto di strada
asfaltata e larga. Cosi ho
guadagnato tempo e ho avuto
tutta la giornata per
organizzarmi i prossimi giorni.
Da qui infatti vorrei spostarmi
verso ovest attraversando una
delle regioni piu remote e
povere del paese. In questi due
giorni attraversero un tratto di
foresta integra. Incontrero
alcuni villaggi dove dovrei
trovare da bere e da mangiare ma
per non correre rischi ho
comprato al mercato uno zainetto
dove mettero cibo e acqua di
scorta.
Le condizioni della pista
saranno parecchio brutte a
quanto dicono almeno per i primi
140 km poi dovrebbe migliorare.
Basta che non ci sia sabbia...!
Ieri ho passato una bellissima
giornata nei dintorni di Kratie
da dove sono partito per una
escursioni in bici di una
quarantina di chilometri. Poi a
bordo di uan barca in legno e
una guida, sono andato alla
ricerca dei delfini di acqua
dolce... sono pittosto rari e se
ne trovano ancora una settantina
di esemplari fra questa zona del
Mekong e il Laos... saranno
anche rari ma si fanno vedere
con piacere! ne ho visti
parecchi e abche molto da
vicino. Era veramente
suggestivo! il fiume placido e
larghissimo puntellato da verdi
e piccolissime isolotte. al
rientro mi sono goduto un
tramonto carico di umidita
sorseggiando una birra fresca in
riva al fiume.
Non so quando avro ancora la
possibilita di scrivere magari
fra una settimana... ma vi faro
avere notizie via SMS.
per ora vi saluto e vi mando
un abbraccio! Ciao! Giacomo
20/02/2010 7.09
Bello mio,
Sei in viaggio e, ancora una volta, sei in viaggio per tutti noi che pensiamo di te.
Ti ringrazio per questo e ti
ringrazio per l'amicizia.
Tue parole si incontrano molto caldo
e ci sembra che al posto di
distruzione e sofferenza hai trovato
un sacco di amore incondizionato, di
rispetto e di accoglienza e di tutto
ciò è solo ci mostra che Dio è reale
e che l'amore è da Dio.
Ti auguriamo numerosi incontri
piacevoli, odori e sapori e ricordi
vividi che durerà una vita e ad
arricchire ancora di più.
Hugs from Africa.B
& D
20/02/2010 15.43
Ciao Giacomo, leggo i resoconti del tuo viaggio e provo un misto tra invidia (non so se esista una forma "buona" di invidia ma nel caso sto parlando proprio di quella) e immensa ammirazione. Il messaggio che mi arriva è che bisogna seguire la propria strada, l'importante è che questa strada abbia un cuore. Nel tuo caso la strada ha cuore, polmoni e gambe.
PS: Per il Buddha mi sono arrangiato, mi aspetto però delle foto da rimanere senza fiato (royalty free ovviamente)
un abbraccio e a presto Ago
21/02/2010 10.28
7°
REPORT DI GIACOMO
La selva oscura
Sveglia
alle 5.
Dopo una notte di sonno pesante e
profondo mi alzo riposato. Preparo
il bagaglio e scendo le scale mentre
ancora tutti o quasi dormono. Fuori,
con mio grande stupore e il buio
ricopre ancora tutto. La mia idea
era quella di cominciare a pedalare
verso le sei del mattino in modo
tale da avere dodici ore di luce per
coprire i circa 80 km che mi
attendono. Voglio prendermela con
calma... e poi devo percorrere delle
strade potenzialmente molto
sconnesse e non voglio rischiare di
rimanere al buio nele mezzo della
forseta. Mi e stato sconsigliato "di
giorno non ci sono pericoli, ma la
notte potrebbe venire fuori qualche
animale"... giusto per la cronaca
nelle forsete della Cambogia
esistono (se pur rari) esemplari di
tigri e orsi oltre a qualche specie
di serpente particolarmente velenosa
tipo cobra... ma mi assicurano che
lungo la strada, se fatta di giorno,
non ci sono pericoli.
Verso le sei sono al molo che da sul
Sekong, un affluente del Mekong,
dove, dietro un grande albero,
dovrei trovare il traghetto per la
riva opposta da dove parte la pista.
I miei piani vanno subito a quel
paese: il primo traghetto parte alle
sette di mattina. (ieri avevo capito
che con la luce iniziavano a
partire...). Un po perplesso mi
guardo attorno e mi rassegno
all'idea che dfovro aspettare. Alle
otto meno venti sono i sella.
I primi trenta chilometri sono di
una strada sterrata perfettamente
battuta. Mentre pedalo ripenso alle
parole del gestore del locale dovo
ho dormito:" ti conviene prendere
una guida... altrimenti rischi di
perderti... un mio amico se vuoi,
per sessanta dollari, ti puo
accompagnare". Ma quale perdersi? e
uno sterrato magnifico, la strada e
perfettamente battuta e senza ombra
di dubbio la principale! (ad ogni
modo, prima di prendere la decisione
mi sono recato al mercato del paese
e ho chiesto ad altre tre o quattro
persone e tutti mi avevano detto che
la strada principale che avrei
dovuto seguire era ben battuta e non
ci si poteva sbagliare).
Per ora la foresta e presente ma non
invadente. Arrivo al primo bivio
dove sono costretto achiedere
informazioni in un villaggio. Prendo
un nuovo sentiero. Questo e meno
battuto e in breve si addentra nel
verde della vegetazione. La pista e
piuttosto sconnessa e in buona parte
ricoperta da foglie secche. Mi trovo
nel pieno della forseta Cambogiana.
I rumori delle cicale e quelli di
strani uccelli (almeno credo fossero
uccelli) mi danno l'idea di non
trovarmi nei boschi dietro casa.
Sono sicuro di essere sulla strada
giusta perche qualche chilometro fa
ho chiesto informazioni. Dovrei
continuare cosi per non so
esattamente quando fino a che questo
sentiero incrocia un'altra strada.
da li devo girare a sinistra e
proseguire dritto. Questo mi
conforta. E gia un'oretta che
pedalo fra fitte volte di
vegetazione, lungo un piccolo
corridoio alle volte molto rovinato,
passando piccoli dossi e piccoli
guadi di un'acqua scura che, se non
fosse per quell'indicazione,
penserei di essermi smarrito in una
di quelle strade che finiscono nel
nulla. Ma non ho preso deviazioni.
Devo trovarmi nella strada giusta e
se cosi non fosse, dovrei solo
girare la bici e tornare sui miei
passi. Finalmente dopo [piu di
un'ora arrivo al bivio. Abbandono i
rumori della foresta e mi riimmetto
in una vera strada, sempre sterrata,
ma senza ombra di dubbio una strada.
Il percorso diventa piu agevole. Non
piu buchi e solchi ricordo della
stagione delle pioggie ma un'altra
bella pista scorrevole. Trovo un
ragazzo al quale chieder
informazioni. Parla un po a vanvera
mi pare e mi dice che mancabo ancora
5o km! non e possibile! Riprendo a
pedalare che sono gia le due circa.
Secondo i miei calcoli non
dovrebbero mancare piu di trenta km
(ovviamente non ho il
contachilometri...)
Procedeo per un paio di ore e
incontro un signore in bicicletta.
Chiedo quanto manchi e lui,
sorridente, mi dice che mancano
ancora... tre chilometri! tiro
un sospiro di sollievo e in breve
trovero da dormire... ma non un
letto! No. dormo in casa di privati
che affitano una stanza senza letto.
Una stuoia, un asciugamano e un
cuscino: dormo sul pavimento! beh,
non mi lamento perche trovato da
dormire, da mangiare, da bere...
cosa chiedere di piu dopo una
giornata cosi? poi il tutto (cena
con bevande, notte e colazione, mi
costera sei dollari).
Una bellissima giornata! conclusasi
dopo 83 km (questo mi e stato
riferito) passati fra forsete e
piste poco battute e una cena
osservando, insieme a chi mi ospita,
una telenovela cambogiana... i testi
non li ho capiti ma posso
immaginarli benissimo... sono tutte
uguali, anche qui!
Adesso mi trovo a T. Mean chey e da
domani proseguo verso ovest sud
ovest sperando di raggiungere Seam
Reap nel giro di 3 o quattro giorni.
Ciao a tutti e grazie! Un grosso
abbraccio! Giacomo
22/02/2010 8.53
Carissimo Giacomo, come sempre i
tuoi reportages dalla cambogia sono
pieni di vivacità e immediatezza; ci
sembra di essere li' con te, hai la
capacità di farci vivere e sentire
le tue impressioni, ci sembra di
patire il caldo e l'umidità che ti
circondano. Certo, non tutti
partecipano in termini positivi alle
tue descrizioni di serpentelli vari,
ipotetiche tigri e
rumori sconosciuti della
foresta....hai presente la mamma?
Noi invece non abbiamo i tuoi
dubbi...la strada è sempre quella,
la stessa da molti anni: calle del
Dose, campo S. Stefano...non ci sono
bivii con incognita, tutto sempre
uguale, come un cd lasciato girare
all'infinito, che ritorna
automaticamente al primo testo!
Bene, carissimo, un grande abbraccio
e buon proseguimento! Vorrei dire a
quel tuo amico che vorrebbe sapere
se c'è un ' invidia buona, beh, si',
c'è di sicuro! Sarebbe mai possibile
che leggendo le tue mails tanta
gente possa provare quel sentimento
negativo? No, io credo si tratti di
invidia buona, anzi ottima!!! Un
bacio papà
22/02/2010 9.40
Ciao
fratello cambogiano!
Che
bello averti sentito
ieri!!!Belli i serpenti...???Mi
sei sembrato bello contento e
non particlarmente stanco..bene
bene...indovina...qui
PIOVE!!!!!!!!!!!!!Mi sa che a
cortina trovero' orrendo il
tempo..pazienza!Spero di
riuscire a farmi almeno una
sciata....
Un bacione Carlotta stefano gina
emma
22/02/2010 10.20
..va bene che ormai sei uno
scrittore affermato, ma non ti
sembra di esagerare citando
addirittura Dante? :P
cmq ciao!
ti ho letto, che avventura
la foresta.. io forse avrei
avuto un po' paura, ma mi
sarebbe piaciuto moltissimo
lo stesso!
caspita, non sapevo ci
fossero anche gli orsi.. :O
io invece me la devo vedere
con account dai denti a
sciabola e boss constrictor,
mi sa che te la passi meglio
tu!
buon viaggio Giac
giugi
22/02/2010 15.57
Mi sembra che tu abbia un po'
troppi ammiratori....mi sa che
quando tornerai a lavorare come
noi poveri sfigati,perche'
tornerai a lavorare e io quel
giorno mi prendero' ferie per
vederti uscire di casa,avrai una
specie di shock....!!
Bacioni Carlotta
23/02/2010 7.24
8°
REPORT DI GIACOMO
Ciao a tutti!
adesso mi trovo a seam reap (Angkor)
dove mi fermero per qualche
giorno per visitare gli
straordinari siti nei paraggi.
Sono arrivato fino a qui
percorrendo gli ultimi 100 km in
un pulmino carico di donne e
bambini piccoli (non so come mai
ma forse ero lúnico
passeggiero maschio...).
Fra qualche giorno cominciero a
spostarmi verso sud. Ci sono
ancora un sacco di cose che
vorrei fare e vedere!
Ma vi faro sapere nei prossimi
giorno un minimo di dettaglio e
come sono andate le visite di
questi giorni!
Un abbraccio, Giacomo
23/02/2010 0.08
ciao pedalatore delle foreste!
sono su google earth che
cerco di ricostruire il tuo
percorso, ma è
difficilissimo! quando eri
in MAD era tutto molto più
semplice, tra i granelli di
sabbia cmq si distinguevano
le piste che percorrevi
(forse era più semplice per
me dall'alto che per te!), i
nomi dei paesi erano
talmente lunghi che, quando
riuscivo a trascriverli
(senza errori) nel campo di
ricerca, mi conducevano
senza possibilità di sbaglio
a te!
ma adesso è tutto più
complicato, la giungla
inghiotte le tue tracce, e i
nomi dei posti che visiti mi
ricordano tutti un po' i
cigolii di una vecchia
bicicletta... allora tendo
le orecchie, provo a
seguirli, mi avvicino, ma
subito mi perdo tra le
rovine dei templi diroccati,
tra la vegetazione...
immobile, mi pare di
distinguere nuovamente il
rumore dei raggi, ma no,
sono gli uccelli, o forse le
scimmie -ce ne saranno qui?-
ah, no, è la televisione..
grazie per queste parentesi
che mi regali un bacio,
giugi
23 febbraio 15.26
Ciao fratello pedalatore
solitario!!
Un BACIONE
Carlotta
24/02/2010 16.35
9°
REPORT DI GIACOMO
.jpg)
.jpg)
Forse
e solo suggestione.
Fra il verde ancora nero della
vegetazione scorgo lémozione
dell'esploratore. Quellántico
mistero si nasconde dietro le
fitte chiome. Con il sole la
sagoma nera dell'"Angkor Wat si
fa sempre piu visibile. Emerge
dalle tenebre del suo passato
ancora glorioso come se fosse,
di fatto, immortale.
Avvolto dalla giungla si
rispecchia sulle immobili acque
del grande fossato che lo
protegge. L'"oceano da dove,
simbolicamente, emerge il monte
Meru.
Límpressione e quella che questo
posto sia nato dal nulla,
insieme alla giungla. Questo e
il suo posto nello spazio e nel
tempo. Non e stato costruito,
sono state le divinita ad
avrecelo messo. Qualche cosa di
magico e ancestrale si cela
dietro alle sue forme di pietra
nera. Qualche cosa di sacro
scorre nell"'aria. Profondo,
intimo, primordiale, legato allo
splendore dello spirito umano e
a quello della natura, di cui
sembra esserne parte integrante.
Qui uomo, natura e divino,
sembrano aver trovato il
perfetto equilibrio... ma forse
e solo suggestione...
Adesso vado a chiudere gli
occhi. Oggi sveglia alle 4.45
per godermi lo spettacolo...
Buona notte! Giacomo
.jpg)
26/02/2010 17.41
Ciao!
Siamo tutti a casa della
nonna Ita a bere il the con
lo zio mario,la zia gigi,lo
zio toncy e la zia annamaria....si
sta sempre
benissimo!!!stasera arriva
stefano
Un Bacione
Carlotta
27/02/2010 12.28
Caro Giacomo,
finalmente sono riuscita ad
avere 2 minuti per collegarmi al
sito ed a vedere i tuoi reports,
le foto etc. Splendido! per noi
immersi nella nebbia, nelle
piogge, nel freddo di questo
lungo e pesante inverno sembra
irreale. I sorrisi della gente:
è' quello che mi ha sempre
colpito visitando l'India ma
anche il Marocco, ti mette di
buon umore già quello. Che sia
questa la grande differenza tra
il cosiddetto "Oriente" e il
cosiddetto "Occidente", che da
noi non si sa più sorridere?
speriamo che gli immigrati di
quei paesi arrivati da noi non
perdano in fretta questa
capacità e magari riescano a
contagiarci un pochino. Un
abbraccio e buon proseguimento,
Giovanni è rientrato stanotte da
New York e anche lui pareva
entusiasta della città, ma è
un'altra cosa!
Buon proseguimento!
zia Manù (o Emanuela...ma è
una battaglia persa!)
10°
REPORT DI GIACOMO
.jpg)
Ciao a
tutti!
Mi trovo a Battambang. Ieri ho fatto
un bel trasferimento su di un
battello lungo i Tonle sap, il lago
più grande del sud est asiatico, e
poi lungo un fiume fino ad arrivare
qui. 8 ore di battello bellissime!
il corso d'acqua andava via via
restringendosi e il livello del
fiume
sempre più basso. Ci siamo
quasi incagliati sul fondo una paio
di volte ma l'abile capitano
conosceva a memoria i tratti
migliori dove
tentare il passaggio. Lungo il
[percorso barche di pescatori,
villaggi galleggianti e una bella
varietà di uccelli.
Oggi mi rimetto in cammino verso il
mare. Ho ancora un paio di settimane
e mi piacerebbe farmi qualche
pedalata lungo la costa...
magari anche un bagno dato il caldo!
penso che ormai durante le ore più
calde si arrivi ai 40 gradi...
Vi terrò aggiornati!
Un abbraccio a tutti!
Giacomo
01/03/2010 9.40
Ciao fratello!
Siamo rientrati ieri sera a milano
dopo 4 giorni bellissimi!Ovviamente
2 ore di coda a Longarone....!!!Tu
come stai?La nonna Ita non ha capito
molto delle tue email e delle
foto,,,,,!Comunque sta
benissimo!Tutta abbronzata!
un BACIONE
Carlotta ste gina emma
03/03/2010 10.35
11°
REPORT DI GIACOMO
.jpg)
Ciao a
tutti!
eccomi nuovamente.
Mi trovo a Kompong Chhnang... una
cittadina decisamente assolata! ieri
ho percorso una strada bellissima...
ai piedi dei primi monti
Cardamomi. Una strada poco battuta
fra colline, piccoli villaggi e
bestiame al pascolo! per fare felice
una mia Ammiratrice (Giulia) ho
anche dovuto percorre una ventina di
km a fondo sabbioso... mi
ricordavano un''altro luogo del
pianeta visitato non troppo tempo
fa... Dopo circa 85 km sono
approdato in un villaggio poco
battuto ai turisti. Infatti, non
esisteva una pensione o un letto per
me! Il
villaggio successivo distava troppo
cosi ho deciso di fermarmi
ugualmente dormendo ospite nella
''caserma di polizia''... beh
insomma... una capanna che doveva
essere lo spogliatoio degli agenti e
una sorta di tavola di legno dove
dormire. Non mi hanno chiesto soldi,
anzi, mi hanno offerto una birra e
mi hanno fatto stare con loro
durante la cena (gli agenti non
erano propriamente in divisa... cena
a
petto nudo tutti madidi di sudore!)
eheheh...
La capanna non aveva porte e luce
ovviamente. Ma mi sentivo sicuro
perche appena fuori, disteso su
unámaca, dormiva un agente.
Domani e dopodomani dovrei passare
altre zone poco battute per poi
immetermi nella strada principale
che porta al mare... dove penso di
arrivare fra due o tre giorni.
Un saluto a tutti!
Giacomo
2/03/2010 15.04
Ciao! Manca poco
ormai al tuo ritorno....!E' gia'
passato quasi un mese...!Qui oggi
sembra primavera finalmente!
Un bacione e goditi il mare!!Bacioni
Carlotta
03/03/2010 14.06
Ciao cugino-su-due-ruote!
Che invidia ed emozione, i miei
ricordi di Angkor risalgono al 2007
e da allora non ho smesso di
pensarci....i bambini che parlano
mille lingue,
i templi e gli alberi, le zanzare
con la malaria, i serpenti che ti
osservano, le mine ant.....ops, non
è che questo post verrà letto da
parenti e amici, no? Scherzo.
Divertiti, goditi il piacere di
sudare come una bestia senza
provare alcuna vergogna, bevi le
noci di cocco
fresche ma soprattutto mangia il
mitico Durian, orrendo frutto
nauseabondo di cui trovi anche il
gelato (schifoso quanto il frutto).
Abbracci torinesi,
Giò
Carissimo figlio,
dopo vari giorni di black out,
finalmente mi hanno sistemato il pc
e posso contattarti. Vedo che laggiù
tutto va bene e che non mancano le
occasioni di fare incontri sempre
interessanti; anche la traversata in
battello ti deve aver dato la
possibilità di vedere scorci e
spaccati di vita lacustre
bellissimi. E poi quanti " osei"
..... Oggi qui è freschetto e
stamattina c'era un bel nebbione.
Quando sarai sulla costa, dai un
occhio , ci potrebbe essere
Marie Thérèse con alla barra
Moitessier...Hai iniziato il libro?
Un forte abbraccio dalla mamma e da
me ormai pensionato, ciao e che il
nastro rosso ti porti fortuna!
Ciao!Hai deciso di arruolarti e
cosi' sei andato a vedere come si
dorme in caserma...????Da quello che
mi ha detto il papa' non mi pare tu
abbia dormito proprio benissimo
disteso per terra....!!Dai che
quando torni il letto ti sembrera'
un sogno! Bacioni
Carlotta e stefano
ps la gina e la emma dicono che loro
per terra non dormono neanche
morte.....!!
04/03/2010
15.13
Ciao!Finalmente tue
notizie!!!Veramente il papa' mi
riassume sempre tutto,ma mi diverto
di piu' a leggere le email e a
guardare le foto...!!Nell'ultima sei
proprio simil rambo ormai.....ti
vedo proprio che torni a vestirti
normale,non che tu debba girare in
giacca e cravatta....ma guarda,mi
hai appena scritto un sms in cui
racconti che anche stanotte sei a
dormire con i poliziotti.... Un
bacione e stai sempre attento!
Carlotta Ste e cagnoline
03/03/2010
23.15
Ehilà! ma da dove sbuchi con quello
sguardo circospetto?
ti stai guardando le spalle, forse
ti stanno ancora inseguendo.. l'hai
sotterrato bene il forziere? dopo
l'altra notte passata in gattabuia
non sai nemmeno tu come sei riuscito
a scappare, ma ora sei libero
di cavalcare sui monti Cardamomi,
fino al mare e oltre..
Poi la sera, solo la stella polare a
guidarti e via, verso una nuova
avventura..
una cosa però non mi è chiara, hai
scelto una strada un po' lunga, non
mi sembrava che la Cambogia fosse
nella rotta per i Caraibi..
ciao Pirata Giacomìn
un bacio
la tua Jolanda (NB: la figlia del
corsaro nero, per stare in tema, non
quella della Litti.. ;)
Ciao Giac, la foto del tuo 11°
report mi ricorda molto Martin
Sheen in Apocalypse Now, stai
attento quando incontrerai il
colonnello Kurtz.
Domani vado a comperare la mappa
dell'Elba, ok lo so che non è nulla
rispetto a jungla, templi e Mekong
ma io (e non credo di parlare solo
per me) ne ho davvero bisogno.
Quando hai finito di cialtronare per
il mondo ti aspetto per riprendere
gli allenamenti insieme ;-)
Un abbraccio e a presto
Ago
06/03/2010 14.04
Bello mio, Il tempo passa in fretta.
E 'già marzo e tu viaggi attraverso
giungla per raggiungere il mare.
Che beli ricordi e le sfide!
Enjoy e divertirti.
Un sacco di amore e di abbracci
dall'Africa.
B & D
08 marzo 2010 08.03
Carissimo Giacomo,
ormai non ti manca molto, una puntatina
sulla costa, un bagno nel vecchio golfo
del Siam e poi su, verso nord est, verso
P.P., verso casa.
Oggi
sono tre mesi che abbiamo accompagnato
la carissima Franca, anche allora
giornata fredda di bora....
qui a Venezia è tutto a posto, la mamma
è sempre indaffarata, insomma tutto
nella normalità. Ci vedremo tra 15
giorni o qui o a Milano, dipende da
quello che preferisci.
Un salutone papà
09 marzo 2010 09.17
12°
REPORT DI GIACOMO
.jpg)
Eccomi
al mare!
Sono in
costume pronto per visitare le spiagie
di Sihaonukville! ho pasato gli ultimi
tre giorni totalmente immerso nella
foresta pluviale dei Cardamomi: la
seconda forseta incontaminata
epraticamente disabitata del sud est
asiatico. Una immensa distesa sconfinata
di colline ricoperte da una vegetazione
impenetrabile.
La scorsa
settimana stavo abbandonando l’ídea di
farlo... le strade che attraversano
questa zona sono poco piu di sentieri
(single track) con pochi villagi dove
fermarsi. Io, al contrario del viagio
inMadagascar, non ho con me grosse
scorte di cibo e una tenda. In piu
ovviamente non ci sono segnali nella
giungla e si rischia facilmente di
perdersi! non bello credo... valutando
attentamente la situazione mi sembrava
poco saggio avventurarmi in una zona
cosi remota. Pero... pero... cé
una strada asfaltata che costeggia e
attraversa la zona sud dei monti.
Non vederli proprio mi sarebbe
dispiaciuto... e poi avvicinandomi e
prendendo altre informazioni dalla gente
del luogo..stai a vedere che un giro al
loro interno si puo fare! infatti e
cosi!
Ogni giorni
si aggiungeva un tasello, una piccola
notizia che mi faceva pensare che forse,
la posibilita sarebbe saltata fuori.
Conosco casualmente una guida locale che
mi informa che fra unatrentina di
chilometri cé una strada sterrata ma ben
battuta che si inoltra per altri trenta
chiolometri nella forseta. Oltre non
posso andare. Ogni tanto qualcuno lo fa
con la moto da cross ma adesonemmeno con
quella perche i ponti sono crollati e le
strade rovinatisime. Ok, bene, almeno
trenta chilometri fra i Cardamomi me li
faccio! voglio entrare e vedere da
vicino, da dentro una vera foresta
(abitata da orsi, tigri, leopardi e non
so ebene quanti rettili).Sempre la guida
mi dice che questa strada e sicura perche
battuta dagli abitanti del villagio e le
guardie del parco.Arrivo al bivio. Una
strada stupendamente battuta si snoda
fra la vegetazione fittissima. Ai bordi
della strada lo sguardo a tratti non
penetra la fitta boscaglia.
Arrivo a un
piccolo abitato dove vendono da bere. Mi
fermo e prendo qualche cosa in modo da
non toccare le scorte che ho nello
zaino. Arrivano tre tipi in moto. Sono
sporchi di polvere fino ai capelli e
sono italiani. Mi dicono che hano appena
visuto una sorta di incubo. Si sono
smarriti nella foresta dove hano dovuto
dormire nella vegetazione e senza acqua.
Credevano di non uscirne vivi. Il
mattino hanno mollato le moto per
tornare sui loro passi (con le moto non
riuscivano ad uscire dalle stradine dove
si erano ficcati) in cerca di alcune
pozze di acqua viste il giorno prima.
Hano camminato per ore fino alle pozze
da dove hano finalmente potuto bere
(strada facendo mi dicono che hano
dovuto idratarsi bevendo la loro pipi).
Riamngo colpito dai loro racconti. Qui
non si scherza, e la foresta che detta
le legi e noi siamo ospiti troppo speso
inconsapevoli. Mi dicono che dove sono
diretto io non ci sono problemi. Il mio
villagio dista 30 km. Quello succesivo
circa 20 ma la strada diventa piu
rovinata e con salitone scavate dalla
pioggia.
Dopo, se
volesi continuare dovrei chiedere a
qualche abitante di scortarmi fino alla
strada giusta e non fare come loro (e li
che si sono persi). Infatti su di un
campo di erba partone diverse piste che
vano tutte circa nella stesa
direzione... poi pero solo una porta al
villagio succesivo a circa 50 km e
quindi fuori dai monti. Le
altre...Ringrazio e riparto. Cavoli,
allora cé la strada che attraversa
questa zona dei monti. Mi hano anche
detto che ieri un gruppetto di 4
ciclisti americani avrebbe provato a
farla. Inutile dirlo: mi piacerebbe
veramente pasare i monti Cardamomi. Pero
non sono pazzo, non voglio mettermi nei
guai e non ho esperienza di "vagabondagio"'
nella foresta. Verso le tre e mezza
arrivo al primo villagio. Trovo da
mangiare... ci sono ancora tre ore di
luce e il villagio succesivo dista solo
20 km.Trovo il guardia parco e gli
chiedo informazioni. Lui mi dice che se
parto adesso poso arrivare al villagio
succesivo prima che faccia buio. ok,
vado! ah... lui mi ha asicurato che non
ci sono pericoli (devo averglielo
chiesto una decina di volte).La strada
si rovina moltisimo. Nelle salite piu
ripide devo scendere e spingere. La
bici, che ha tutto il peso del bagaglio
dietro, si impenna costringendomi a non
pochi sforzi per tenerla giu. Non
dovrebbe mancare molto mentre vengo
avvolto dalla luce del tramonto. I
rumori della foresta si fano sentire e a
tratti sento qualche animale scappare
fra la vegetazione. sto percorrendo un
rettilineo quando dal bosco escono due
scimmie!... maledette! che spavento!
(anche loro hanno preso paura... forse
piu di me!) Alle sei e 15, dopo 85 km e
11 ore trascorse arivo al mio villagio...nel
bel mezzo dei Cardamomi!
Sono
contento. Mi sarebbe spiaciuto perderliA
cena conosco un ragazo che parla un po
di inglese e mi accordo con lui per il
giorno succesivo. mi accompagnera per 13
dollari fino a dove non ci sono piu
bivi. Benisimo! sopra di noi una
bellisima stellata illumina il cielo.
Dormo per lénesima volta sul
pavimento...
Alle sette
partiamo. Ogi devo scavalcare a quanto
pare 4 o 5 "monti"'. Pasiamo il campo
dove si sono persi i motociclisti...
effettivamente non era affatto difficile
sbagliare strada. Arriviamo alla prima
salita. La strada e praticamente quello
che nella stagione delle piogie deve
esere un torrente. Spingo a fatica la
bici. In discesa, a mano, prendo una
buca e... ciao portapacchi! Spezzato
bene, adesso? lo zaino pesa almeno 15
kg e mi tocca caricarmelo in spalla per
il resto della giornata! il portapacchi
lo sistemo con delle fascette e una
corda elastico e ci piazo lo zainetto
piu piccolo. La strada ormai e un
sentiero totalemente avolto dalla
vegetazione. Rami e foglie mi sbattono
in faccia ma il sentiero e pedalabile.
Si, la foresta e pazesca e incute un
certo timore e rispetto.
Dopo 5 ore circa arriviamo al
villaggio... arriviamo? e gia, Al
momento di salutare la guida scopro che
non ha resto da darmi... provo a
convincerlo che di strada ne abbiamo
fatta molta meno di quella che mi aveva
detto ma non vuoe sentire ragioni (e
molto simpatico ad ogni modo). E qui lui
mi dice che per 40 dollari mi accompagna
fino a destinazione. Io ne ho solo 25 al
moemnto e cosi ci accordiamo. Al
momento sono sodisfatto... poi pero devo
ammettere che la cosa mi dara un po'di
delusione... avrei voluto pasare anche
questo tratto da solo... mi sembrava una
piccola sfida. Invece cosi la sfida l'ho
saltata, mi sono "'adagiato"' alla
sicureza di unáltra persona. Mi sono di
fatto precluso la posibilita di gioire
pienamente al mio arrivo! una serie di
circostanze mi hano fatto cedere alla
tentazione... ok... anche da questo
"'errore"' imparo qualche cosa... Ho
scritto troppo forse?... mah, adeso vado
al mare!
ma prima
volevo fare i miei complimenti al
grandisimo Seba: grande, grande,
grande!!!! nulla da agiungere... solo
molta curiosita! Spero di vederti presto
per avere tutti i tuoi racconti!
E poi un
grande in bocca al lupo a Mauri!!!!
Ciao a
tutti!!!
Giac.
Ps. Le foto
le ho sulla Canon... la compattina mi ha
abbandonato sul piu bello! appena torno
vi giro le foto della foresta ormai
manca una settimana.
Ps2... la
tastiera e rotta e saltano quasi tutte
le doppie!
09 marzo 2010 23.45
Tu su spiagge assolate, circondato da
vegetazione lussureggiante, noci di
cocco da cui dissetarti e acque
limpide..
Io a milano. c'è una sola cosa che
forse potresti per un attimo invidiarmi:
questa sera sono andata a correre sotto
la nevicata! è stato bellissimo!! ..te
l'ho dedicata :)
bacio
giugi
09 marzo 2010 12.40
Ciao Giacomo! Vedo che tutto
procede alla grande e sono molto
contento per te!
Ci vediamo quanto torni cosi mi racconti
bene tutti i dettagli!
Un abbraccio
Giovanni
09 marzo 2010
09.38
Manca poco ormai!!Pensavamo saresti
tornato con la primavera e invece qui
c'e' un freddo polare!Stamattina alle 7
davano -4 gradi....preparati!!!!!!!!!!
Un bacione
Carlotta Stefano Gina Emma che non
vedono l'ora di fare un bel giro al
parco con te....anche tu aspetti con
ansia quel momento vero????????????
Salve, ma dov'eri sparito ? Era un po'
che non arricchivi il tuo diario
telematico! Non ci avevi detto proprio
tutto nella posta personale: forse
meglio cosi', quando la mamma leggerà la
tua ultima nota sull'attraversamento
della foresta, sono sicuro, farà una
corsa all' agenzia viaggi sotto casa per
prenotare una settimana al villaggio,
non il primo, il secondo, quello un po'
più nascosto....Bene bene, anche questa
volta avrai un sacco di cose da
raccontarci, e noi ad ascoltare con le
narici aperte come per percepire i
profumi dei tuoi racconti....Non avendo
il cellulare tuo,Giulia, tanti auguri
per il tuo compleanno ( un po' per vie
traverse , come vedi)! A te, Giacomo,
un salutone e un abbraccio papà
Ciao! Come stanno andando gli
ultimi giorni???Anche questa volta ti
sei fatto una bella esperienza...sei
contento di tornare?Martedi sera ti
aspetto a cena con la Giulia per i
racconti..o mercoledi se sei troppo
stanco! Un bacione
Ti aspettiamo
Carlotta Ste e le nipotine pelose
Caro Giacomo...in fine di avventura a
quel che vedo, ma ecco che mi aggiungo
pure io alla lunga serie di persone che
da lontano ti seguono e ti pensano.
Leggerti è un piacere. Dai la
possibilità anche a noi di staccarci un
po' dalla nostra realtà e viaggiare un
po' al tuo fianco, guardare il mondo con
i tuoi occhi e viverlo con le tue
parole.Chissà...se un giorno scegli di
fare un viaggio costeggiando ti potrei
sempre seguire a nuoto! Magari in posti
senza troppi squali...sai com'è... ;-)
Un grande abbraccio e goditi gli ultimi
giorni lì!Maria
Bello mio,
Goda il mare, la miscela delle ombre
poco profonde ed il sole! È una
ricompensa dopo il viaggio lungo.
Se paragoni questa esperienza a
Madagascar - che cosa è la differenza
più grande nelle tuoi emozioni e
pensieri?
Hugs
from Africa. B & D
13°
REPORT DI GIACOMO
13 marzo
2010 14.11
La doccia
non lava via tutto
Eccomi
tornato a Phnom Penh!una giornata
stupenda si sta chiudendo... direi un
viaggio stupendo!questa mattina alle
sette e mezza sono stato nel locale
sotto alla
guest house
per fare colazione: la solita zuppa di
noodles! Serenissimo monto in sella alla
mia bici e procedo lungo la strada
asfaltata che conduce a Takeo. Oggi e
una giornata speciale... devo trovare la
famiglia, persona, bambino a cui dare la
mia bicicletta! e gia... non la porto
via questa bici. Lídea era quella di,
una volta terminato il mio viaggio,
regalarla a qualcuno. Ma a chi? Continuo
a pedalare sereno e leggero. Davanti ai
miei occhi due biciclette di due
contadine che si recano al mercato
(credo) con le mercanzie sul
portapacchi. Interessante penso! le
seguo... sorpasso la prima e mi accodo
alla seconda. Dopo poco svolta e imbocca
una stradina sterrata che srotola fra le
campagne. Perfetto! contibnuo a seguirla
ma, prima che prenda paura, la affianco
e cerco di stringere un contatto.
Purtroppo non parla una parloa di
inglese... la seguo ancora un po ma non
rieasco a comunicare (lei sorride sempre
ma non riesco a farmi capire). Ok...
nulla da fare. Pero sono nel bel mezzo
della campagna cosi mari posso trovare
altre ispirazioni. Mi fermo per
guardarmi attorno mentre una raggazza,
semkpre in sella ad una bici, mi viene
incontro. La saluto con un cenno della
mano. Lei si ferma poco dopo e mi fa un
bel sorriso! da questa parti sono sempre
gentili... ok... non parla inglese ma
riesco a capire che casa sua si trova
poco distante. DCerco di spiegarmi e lei
mi dice che posso seguirla. Ci siamo!
ent,ro nel cortile dove un bambino di
due o tre anni le corre incontro. Poi
arriva il marito, anche lui
gentilissimo. A gesti faccio capire loro
che la bicicletta e loro! smonto il mio
bagaglio, tolgo il borsellino dal
manubrio menrte loro, un po increduli,
stanno la guardarmi. Poi realizzano e
fra grossi sorrisi mi salutano e mi
ringraziano. Prendono anche il secon,do
figlio piu piccolo e me lo fanno
conoscere. Facciamo qualche foto ricordo
insieme mentre il primo bambino gioca
con una camera dária. Mi chiedono il
numero di telefono e il nome. Poi saluto
e fra grossi sorrisi accetto un
passaggio da un loro amico su di un
motorino al villaggio piu vicino. Sono
contento, mi sento bene e non ho voglia
di prendere subito un mezzo... mi
incammino... a piedi vado avanti 1 ora
circa. Poi cerco un passaggio! dopo un
po di tentativi a vuoto mi faccio
caricare da un trattore che trasporta
grossi blocchi di ghiaccio con a bordo
solo due contadini. Al primo paese mi
scaricano. (con me ho solo 2 dollari e
cinquanta e non voglio cambiare 100
dollari che non mi servono... cosi cerco
di andare il piu avanti possibile con
mezzi di fortuna fino a quando non saro
troppo lontano da Phnom Penh che adesso
dista 140 km). Continuo a piedi fino a
quando vengo raccattato da carretto tr
ainato da un mulo... al primo paese devo
scendere perche lui svolta li... avanzo
ancora a piedi! e via... diversi
tentativi a vuoto ed ecco un motorino
che rimorchia un carro stracarico di
merci. Mi prende a bordo e mi fa salire
su8l retro in mezzo alle merci e un
altro ragazzo del posto! facciamo pochi
chilometri e... nell'attraversare un
ponte... chi passa per primo? ci
tocchiamo con una macchina! tutti a
terra...! arriva la polizia,
discussioni, gente che si accalca dalle
vicine campagne... passa il tempo...
finalmente si accoredano, si riparte!
dopo qualche chilometro entriamo in
un paese e... Buuuummmm! scoppia un
pneumatico!... ma temo di essere io a
portare nera! ad ogni modo lui si ferma
qua. Io mi incammino nuovamente! il solo
picchia cosi decido di spendere quello
che posso in una vbottiglia di acqua.
Mentre sono li seduto allómbra vedo
arrivare un furgone... lo fermo e gli
chiedo quanto vuole per portarmia P.P.
(andava li casualmente)... mi cghiede 5
dollari... non li ho. Ne ho due! ok, fa
nulla sali a bordo! cosi, allínterno di
un furgone maladato e lentissimo torno
qui! Mentre a piedi cerco un posto dove
dormire arriva una chiamata: e il
fratello della ragazza di questa
mattina, quella della bici! parla
inglese e voleva ringraziarmi da parte
di sua sorella per oggi! mi dice di
tornare a trovarli il prossimo anno...
Ho sempre
questa sensazione quando concludo un
viaggio... esco dalla doccia convinto
che non tutto quello che si era
appiccicato a me se ne sia andato via
con il getto dácqua... no, mi pare
sempre che qualche cosa rimanga
attaccato!
che dire...
come sempre, grazie a tutti!
Ciao fratello vagabondo!!
Anche questa volta e' finita...!E come
l'altra volta la mia ultima email di
saluti...e' sempre bello ed emozionante
leggere i tuoi racconti....ti auguro di
riuscire sempre a realizzare tutti i
tuoi sogni!! A domani
sera!!!!!
Un bacione Carlotta Stefano
Gina Emma
|
in
questa pagina altri report (vedi
sotto):
"3000 Km in
Madagascar", "Gran meraviglia
e viaggio! 5500km fra casa e la Turchia". |
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3000 Km in
Madagascar (del Naturaider
Giacomo
avventura precedente
>
Turchia in moto)
Chi desidera mandare dei saluti e
incoraggiamenti a Giacomo lo può fare inviando a
maur.doro@tiscali.it
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La sua pothogalley
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Un abbraccio pieno
di avventura a tutti i Naturaider e ciao a tutti Giacomo |
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PROGETTO
Ciao
Maurizio,
ormai ci
siamo, la febbre sale.
dopo mesi
di pensieri eccoci finalmente e l'avventura può cominciare!
il 9
settembre alle 6.55 del mattino prenderò il volo per il
Madagascar.
Mi trovo a
Milano per sistemare il bagaglio, preparare la bici e tutto
il necessario per pedalare per 50 giorni in solitaria per le
terre di questa bellissima Isola.
In realtà
dopo i primi 3/4 giorni di bici e circa 300 km percorsi mi
troverò con il Naturaider Sebastiano
(del Naturaid Team Impossible)
Insieme
dovremmo pedalare per circa una settimana verso ovest. Dal
paesino di Ambositra punteremo verso la costa occidentale...
dove ci attendono Baobab millenari! saranno giorni
memorabili.
Da qui io
seguirò la costa "rotolando verso sud", passerò piste
sabbiose e poco battute fino a ritrovarmi dalle parti di Cap
Sainte Marie: la punta più a sud dell'isola. Da qui
proseguirò verso est per poi risalire a nord fino a
ritornare ad Antananarivo. Il cerchio dovrebbe chiudersi
dopo aver percorso circa 3000 km. Ho fatto un programma di
massima... ma come sempre voglio che il caso sia mio
compagno di viaggio e sarà lui ad avere la parola decisiva
sul percorso da prendere. Farò i conti con imprevisti,
incontri, stanchezza quindi si vedrà il 28 ottobre, data del
mio rientro, cosa ne sarà stato dei miei propositi.
Cercherò
di mantenere il più possibile i contatti!

ps. in
allegato una cartina con il percorso indicativo e tre foto
prese da internet per mostrare un po' l'ambiente (vedi tu se
metterle perché ovviamente non sono mie!)
Un abbraccio e grazie! Giacomo
(avventura precedente
>
Turchia in moto) |
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09/09/2009 06.55
Giacomo è partito
per l'avventura

Bene è arrivato il momento, sono
contento!
Maurizio te lo saluto
sicuramentein nostro Seba! l'ho sentito prima e il tempo è
buono: fresco al mattino ma se c'è il sole scalda bene...
avrò 12 ore di luce e nei primi 300 km un po' di salite per
percorrere l'altipiano. Ma mi sento pronto a tutto ormai...
ciao!!!! Giacomo.
P.s. questa mattina toccavo il
cielo con un dito!
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Chi desidera mandare dei saluti e
incoraggiamenti a Giacomo lo può fare inviando a
maur.doro@tiscali.it
SALUTI A GIACOMO
09/09/2009 11.12
Bene, Giacomo , sei in
volo! Che periodo splendido che hai davanti, hai fatto
una scelta forse difficile, ma certamente positiva e che
ti arricchirà moltissimo. Bolivia, India e adesso
Madagascar.... Tutto perchè alle 6 di una mattina di
maggio del 2002 ho ritrovato durante la randonnèe di
Gambettola il carissimo Maurizio, che avevo conosciuto
alla Marathone des Sables del 1998. Poi è stato Marocco
e tutto il resto. Quindi grazie a Maurizio, che saluto
con tanto affetto. A te un grandissimo in bocca al lupo
e attento....forse sono imbucato in qualche tasca delle
tue sacche!!!!! Un bacio papà
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10:09 2009
1° COLLEGAMENTO TELEFONICO:
Giacomo è arrivato alla capitale
del Madagascar, Antananarivo. Ha trovato alloggio in un albergo
vicino all'areoporto. Una sorpresa lo attendeva:il Naturaider
Sebastiano lo attendeva in areoporto. E' stato un bel momento
per entrambi e il loro abbraccio ha creato una grande emozione.
Sebastiano è poi tornato al
lavoro alla Missione dove sono ospiti bambini orfani e ammalati.
Grande esperienza di vita per lui.
Giacomo ha preparato la bici e
dice che è veramente carica e pesante, domani comincerà la sua
avventura verso sud.
Lo Staff Naturaid ti augura
buona fortuna e buona avventura
10/09/2009
15.53 Ciao
Maurizio!
ti scrivo da un "cyber cafe" nel centro di Antananarivo!
finalmente sono arrivato! Altro che viaggio in solitaria!
ieri dopo una lunga coda per ottenere il visto, la bici e il
bagaglio ero già in compagnia di Seba davanti a due birre
gelate! lui era già in città e ha deciso di fermarsi anche
la notte per darmi il ben venuto! come inizio non c'è
male...
Oggi, dopo aver sistemato la bici, siamo venuti a
visitare la capitale e le sue vie polverose... bambini
scalzi, polli, taxi, baracchini ambulanti, mercati!
domani mattina vorrei partire presto e cominciare a far
scorrere della strada sotto alle mie ruote.
per ora un caro saluto e al prossimo "cyber cafe"!
ciao! Giacomo
SALUTI A GIACOMO
Ciao!!Sei arrivato!!!Che bell'avventura che hai
davanti!!!Io sono in farmacia e ti immagino
tutto pronto per la prima giornata di
viaggio!Quanto hai desiderato farlo?????Alla
fine ci sei riuscito!!In bocca al lupo!
Un bacione
Carlotta Stefano Gina Emma (stamattina erano
ancora sotto le coperte quando sono uscita....)
Ciao!!A che punto
sarai oggi pomeriggio???Qui Milano corre come al
solito...come non ti piace piu' tanto!Ho scritto
anche stamattina ma mi sa che ho sbagliato indirizzo
e l'email non e' andata a buon fine...sono molto
tecnologica!!Comunque,ne approfitto di un momento di
calma per scriverti in bocca al lupo!!Buon
divertimento e buon viaggio...in tutti i sensi...fisico
e psicologico perche' quest'avventura sara' anche,se
non del tutto,un viaggio con te stesso.Sara' una
bellissima esperienza!
Bacioni
Carlotta Stefano e le
2 BASSOTTE
PS secondo me il papa' e
la mamma non vedono l'ora che torni....
ciao!vado
che entra gente...inizio ad invidiarti!!!!!!!
Ciao
bello mio,
Un abbraccio grosso da noi
due – Goda, rimanga sicuro, divertiti e sai che
sei sempre nel nostri cuori!
Blanche & Dacha

La sera prima della partenza!
Carlotta
11/09/2009 18.17
Ciao Giacomin!
Ho visto che sei arrivato a
destinazione sano e salvo assieme al bagaglio
(ed alla bici), hai trovato il tuo amico, hai
visitato Antananarivo e sei pronto per partire
(anzi, credo tu abbia iniziato a pedalare già da
stamattina).
Martedì a pranzo, prima della tua partenza,
mentre mi parlavi del tuo viaggio con grande
entusiasmo, devo ammettere che ti ho molto
invidiato (e ti invidio tutt'ora...)!
Beh, che dire in più... goditela al massimo.
Buon viaggio ed in
bocca al lupo! Giovanni V.
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08:00 10-11-2009
2° COLLEGAMENTO TELEFONICO:
Abbiamo sentito Giacomo per
telefono, la sua voce era quella gioiosa del bambino curioso che
ha tante cose da scoprire e da assaporare. Oramai sta pedalando
da alcuni giorni e ha gia percorso 95 km il primo giorno e 100
il secondo giorno, oggi probabilmente percorrerà altri 100 km
per arrivare alla missione che ospita i bambini orfani e dove
lavora il Naturaider Sebastiano.
Giacomo ci dice che dopo le prime
ore di pedalata per entrare in sintonia con l'ambiente e capirne
le reazioni della bici al carico, la pedalata è leggera e la
condizione molto buona, come si dice "le gambe girano bene".
Sta pedalando con la sua MTB su
piste di terra-argilla battuta dal colore, tipico di quella
zona, rosso arancio, a volte polverose quando passa qualche
camionetta di lavoratori, ma sono molto rare. Anche le
abitazioni dei piccoli villaggi che incontra lungo la pista sono
costruite con lo stesso materiale del posto e il colore rosso
con i tetti di paglia le confonde con l'ambiente, la gente è
cordiale e curiosa.
Giacomo ha con se materiale per
essere completamente autonomo, compreso filtro per l'acqua e
tenda. Ma ieri ha trovato un piccolo alberghetto e con 6 euro ha
dormito e mangiato.
Giacomo saluta tutti gli amici e
manda un bacio alle amiche che lo seguono.
Aspettiamo
il suo prossimo collegamento. Buon proseguimento
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Chi desidera mandare dei saluti e
incoraggiamenti a Giacomo lo può fare inviando a
maur.doro@tiscali.it
13-11-2009
3° COLLEGAMENTO (dalla Naturaider Ausilia)
Ciao Mauri, oggi
mi ha scritto verso le 15 italiane Seba felicissimo che stava
brindando al Naturaider Giacomo appena arrivato nella cittadina
di Ambositra. Era partito l'11 mattina dalla capitale, dopo aver
trascorso la giornata precedente in compagnia di Seba che si era
recato là ad accoglierlo al suo arrivo in Madagascar....quando
l'ha visto partire Seba mi ha detto che gli tremavano davvero le
gambe per l'emozione...i km che separano la capitale da
Ambositra sono più di 300 su strada molto sconnessa mi ha
scritto Seba...ed oggi è arrivato lì...stasera sarà ospite nella
"casa di Giovanna" che è il posto dove Seba sta prestando il suo
servizio di volontariato per aiutare Giovanna Varisco,
coraggiosissima ragazza di Mestre che grazie alla sua volontà ha
fatto costruire una casa famiglia che ospita bimbi orfani o
figli di carcerati... quando ho novità te le scrivo anche se
Giacomo mi ha detto che farà il possibile per inviartene..
credo comungue Seba abbia poi deciso di non interrompere il suo
servizio di aiuto perchè dice di essere sceso là con quello
scopo e credo che Giacomo riparta da solo. |
|
SALUTI A GIACOMO
14/09/2009 9.12
Carissimo Giacomo, sei arrivato da Sebastiano! Mi
pare che tu avessi previsto di arrivarci in
tre/quattro giorni, sei stato puntualissimo: tre
giorni, quindi tutto bene: la bici ti asseconda e l'
allenamento salta fuori: come sempre chi dà prima o
poi riceve!!! Cerco di immaginare l' ambiente che ti
gira attorno, la Missione con i bambini: me li vedo
festanti e incuriositi da questo ragazzo in bici,
bello carico di bagagli, con un sorriso grande cosi':
sono sicuro che anche questo possa servire loro a
far diventare una giornata normale, una giornata
speciale! Ed è già qualcosa....Oggi dunque riposo,
domani riparti senza Seba? Sempre in gamba, mi
raccomando. Un bacio papà e mamma
14/09/2009 9.33
Ciao fratello!
Ho sentito che sei arrivato sano e salvo da Seba! Sei
stanco?? Sara' molto bello anche vedere la missione dove
presta aiuto...che bravo! Com'e' li? Noi stiamo tutti
bene oggi piove e fa freddino...sembra proprio arrivato
l'autunno....stasera sono a cena fuori con lo zio mario
e la zia gigi che ti salutano.
Un bacione!!
Carlotta e le nanette
|
|
14/09/2009 15.11
4° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
Ciao
Maurizio!!
Finalmente posso scrivere una mail!
mi trovo
ad Ambositra e sono in ottima compagnia... ieri l'arrivo
è stato molto emozionante! dopo 100 km ho trovato
Giovanna festante correre giù dalle scale per
abbracciarmi come se fossimo grandi vecchi amici! é
stato un bel "premio" e la sua spontaneità una magnifica
sorpresa! Anche Seba mi é poi corso incontro con la sua
solita gioia... grazie!
questi
tre giorni sono andati molto bene e non ho avuto
problemi. la gente è molto sorridente e curiosa. lungo
le strade non sono mai solo e spesso vengo superato da
biciclette cariche di merci, galline, persone... il
percorso è caratterizzato da coltivazioni di riso e
dolci colline. il colore della terra e delle case (che
sono veramente caratteristiche... più alte che larghe
con i tetti di paglia secca) è di un arancio intenso e
stupendo. questa "strana" forma mi dicono é dovuta a
questioni di sicurezza... bande di nomadi storicamente
fanno furti di zebu e le popolazioni per difendersi
vivono al secondo piano (collegato al primo da una
scaletta "mobile") mentre al piano terra rimangono solo
pochi utensili.
in queste
notti ho dormito in piccole pensioni dove ero l'unico
ospite! non ho visto altri "vazaha"... in questo modo i
malgasci apostrofano gli stranieri "bianchi".
Ieri era
domenica ed é stata una sorpresa vedere famiglie intere
vestire l'abito della festa per recarsi alla messa! sono
poveri e vedere come cercano di curarsi per l'occasione
mi ha stupito.
oggi
abbiamo accompagnato Elis, un ragazzo che aiuta
Giovanna, alla ricerca di 6 bambini che forse verranno
ospitati nella casa. La loro madre non se ne potrà
occupare più. Abbiamo passato paesini sperduti con una
renolt 4 "inarrestabile"... percorrendo sterrati
veramente sconnessi! abbiamo trovato i bambini ma non la
madre... domani continueranno la ricerca.
Io invece
torno verso nord coun un pulmino locale per 100 km circa
ripercorrendo la strada fatta ieri al contrario.
purtroppo la strada che avrei voluto fare é considerata
pericolosa per via dei nomadi/banditi quindi ho dovuto
studiare un'alternativa sicura. trovata! sempre verso
ovest una strada mi condurrà verso la costa fino al
paese di Miandrivazo da dove con una piroga scenderò
lungo il fiume tzibirihina fino alla costa (per tre
giorni). da li devo percorrere strade secondarie dove
spero di trovare da dormire dai locali nelle loro case
(non ci sono strutture turistiche)... prima devo
prendere delle informazioni al villaggio di Morondava da
dove dovrei riuscire a scrivere nuovamente!
un
abbraccio a tutti vi penso anche io!!!! Giacomo
perdonate
la scrittura ma sulla tastiera i tasti sono invertiti e
mancano degli accenti!
|
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SALUTI A GIACOMO
14/09/2009 20.12
Bene, bene,
mi sembra che qualcuno se la stia spassando laggiù, non
faccio altro che leggere di brindisi, baci e abbracci.. ;)
ma da
domani si cambia registro mi pare, basta con le
comodità, comincia l'avventura vera!
Affronterai lemuri mannari e patirai la terribile
carenza di birra ghiacciata, ma cos'è tutto questo
rispetto ad SKY?!?
Nei
momenti difficili pensa a noi qua chiusi in ufficio
(magari nel pieno di un brief alle 02:00 del mattino), e
vedrai che ti sentirai subito meglio!!!
GODITELA,
GODITELA GODITELA!!!
...e
-come suggerisce Sharon- fai tante foto al cibo!
baci e
saluti da tutti :) giugi
p.s. ogni
tanto ho un po' la sensazione di essere laggiù con te
anch'io.. dici che mi devo preoccupare?
|
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5° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
I Naturaider
Giacomo e Sebastiano su una camionetta.
.jpg)
15/09/2009 7.47
Mauri!
sono in attesa di prendere il pulmino vero ora di pranzo cosi
provo a rimandarti le foto (ti mando più mail la connessione è
lentissima) e per fare un giro per il paese e per le sue vie!
amo mescolarmi alla vita della gente locale e vedere che magari
farli ridere pêrchè sono uno dei pochi stranieri che vedono...
viaggiare, viaggiare e viaggiare!!!!

un abbraccio a
tutti!!! Giacomo |
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SALUTI A GIACOMO
15/09/2009 9.26
Ciao!
Mi pare che ti stia invidiando un po' di gente....lo zio
mario ieri sera continuava a dire:beato giacomo beato
giacomo come lo invidio...!!!In effetti.....di la
verita' che preferiresti essere in ufficio alle prese
con SKY!!!
Un bacione Carlotta Stefano e le bimbette
15/09/2009 14.28
Un saluto
particolare a Giacomo !!!!
non ti conosco di persona, ma ti seguo dal sito di
Mauri,buon proseguimento della tua avventura in
Madagascar
ciao, Pino
15/09/2009 16.43
Ciao Giacomo!!!
oggi ti ho visto per la
prima volta, grande!
E´ come se fossi lí
anch'io...Siiii!!, Viaggiare, viaggiare, viaggiare!!!!!
É vero che sembra che niente
accada per caso anche senza pianificare nulla? Che ogni
incontro, letto dove dormi, tempo che incontri, tetto
che ti ripara non potesse che essere quello? Che tutto
si sistema sempre anche se arriva la sera e ancora non
sai dove dormire? Saluta i Madascaresi(?) anche da parte
mia e continua a farli ridere anche parlando di me.
Un bacione Zio Renato
15/09/2009 17.52
Ciao Maurizio
sono Davide, che assieme a Giulia e Giacomo si è girato
in bici le Azzorre.
Ti scrivo perchè mi piacerebbe lasciare un messaggio a
Nello (giac) sul sito
"Ciao Nello, mi fa piacere sapere
che tocchi il cielo con un dito mentre SKY non ti tocca
più ;-) qua facciamo il tifo per te, io continuo gli
allenamenti e ti prenoto per il prossimo raid
...rotolando verso sud ovviamente.
un abbraccio Ago" grazie mille Davide
16/09/2009 7.54
Ciao Giacomo, leggo
le tue impressioni sulla Missione della
Giovanna: deve essere una persona meravigliosa,
forse ci sentiamo un po' più inutili sapendo
quello che riesce a dare a quei bambini! Un
saluto a te, Giovanna, e a Seba: bravi
bravi!!! Ora che li hai lasciati forse ti senti
più solo, forse il tuo viaggio incomincia
proprio adesso. Ma poi tanto solo non sei, vedo
che cyberneticamente parlando sei in ottima e
numerosa compagnia, benone! Un abbraccio e fa'
sorridere i bambini che incontri, ciao. Papà
16/09/2009 9.02
Ciao fratello!
Hai un sacco di
ammiratori...!!!!Ti pensano tutti!Pensa quando
tornerai....dovrai assumere una segretaria per
fissarti tutti gli appuntamenti!E io mi dovro'
prendere 3 giorni di ferie per vedere tutte le
foto!Sono curiosa soprattutto di vedere i
bambini della missione...poverini...credo che
venga voglia di portarli via tutti!
Buona giornata e
stai sempre attento!!
Bacioni
Carlotta Stefano
Gina Emma
ps va beh
aggiungiamo anche mamma e papa'.....baci
16/09/2009 11.22
Ciao Giacomo,
ho letto il tuo
intervento sul sito di....Maurizio?, non mi
ricordo il nome, ma insomma hai capito.
Che bello deve
essere girare cosi in bici e non sai quanto ti
appoggi e sia contenta per te. Hai contatto con
i locali? Come sono, aperti, disponibili? E le
strade? fattibili o piuttosto piste che nella
stagione delle piogge diventano fiumi? Ma li
adesso non é stagione delle piogge, giusto?
Io sono qui che
lotto con il tedesco, che da interpretare é
bestiale. Stai molto meglio tu di me!
Un bacione, stammi
in forma, goditi questo bellissimo viaggio e non
avere fretta di tornare!
Zia Adele
16/09/2009 11.35
Ciao bello,
Sono felice perche tutto va bene! Goditela
per tutti noi! Come va con il cibo? Hai
provato:
Lasopy
(minestra)
Akoho misy
sakamalao (pollo)
Romazava
(stew)
Hunawukalogie
(pesci)
Un
abbraccio! Dacha
16/09/2009 19.35
Ciao Jack,
dopo tante avventure
in compagnia "sei veramente pronto" per questa
esperienza in solitaria.
Sono con te con il
pensiero e triangolo con il tuo vecchio per
avere sempre tue notizie fresche fresche.
buon cammino!!
baci franca
|
|
Ieri sera ho sentito che eri
in una bellissima locanda...un po' spartana e senza
elettricita'!!Il vero viaggio e' appena cominciato!I
posti pero' mi sembrano bellissimi e la gente molto
sorridente e ospitale...tu stai sempre attento pero'!Noi
ti pensiamo tutti!!!
Un bacione Carlotta
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6° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO 20:37 17-09-2009 |
|
L'avventura continua per il nostro
Naturaider Giacomo, e si fa sempre più entusiasmante e
selvaggia. Giacomo si sta portando verso nuovi limiti, nuovi
orizzonti, una avventura alla scoperta del mondo e di se stesso.
Si sente forte e protetto, è solo in questo momento, una
solitudine ricercata, sa che le persone e gli amici a casa sono
con lui e lo seguono gli da grande energia e aiuto. Oggi ha
percorso 123 km, in un continuare di salite e discese per i
valloni del gigantesco altipiano. Una giornata veramente
estrema, 10h30 per percorrere questi 123 km a 40° e nessuna
possibilità di un riparo all'ombra. Caldo e polvere gli unici
compagni per arrivare a Mandrivazo. Domani con l'aiuto di una
guida locale su di una piroga scenderà per 3 giorni il fiume
Tsirbihina fino a Belo Tsirbihina.
Buona fortuna, aspettiamo tue
notizie. E come sempre, attenzione, "LA VITA E' UN'AVVENTURA" |
|
SALUTI A GIACOMO
caro
maurizio sono angelo sto abbastanza bene ed il prossimo
anno vorrei fare qualcosa per il momento ho imparato dal
grande maestro ad avere contatti con giacomo, io sono
stato 2 volte im madagascar con i missionari salesiani e
capuccini ti invio e-mail di risposta di don serge al
quale avevo chiesto il numero di telefono per farlo
avere a giacomo Chers amis et collaborateurs pour le
Projet NOSY FALY,
questo è il
numero telefonico del missionario cappucino che devo dare a
giacomo per qualunque evenienza può telefonare
grazie angelo bortoli
00 261 32 44 55
795 Don Serge
17/09/2009 22.53
Ciao Giacomo,
anche la discesa del fiume
in piroga con la guida locale!!
Mi raccomando, se incontri
un signore inglese vestito di kaki, con il cappello da
esploratore, devi dire "Doctor Livingstone, I suppose."
Tutto bene l'avventura? Hai
giá avuto occasione di ricollaudare la tenuta della
tenda alla pioggia, dopo il collaudo di Luglio? Mah, ci
penserá il Regista, quello col basco, di The Truman
show, ..."vai con la pioggia" oppure "avanti l'autoctono
con l'ospitalitá per la notte".
Tu mettici del tuo con un
po' di prudenza.
Occhio ai nomadi, zio
Renato
|
|
17/09/2009 23.46
Ciao fratello!
Ti ha scritto anche
angelo!!!!!! Mi hai pensata ieri sera quando hai
visto il bagno pieno di scarafaggi....'????
Buona notte
Carlotta e tope
17/09/2009 23.50
Ciao Giacomino!
Ti sto seguendo con
molto entusiasmo ed invidia soprattutto...!!Cosa
ti devo dire...nulla....la cosa piu' bella e'
che ci stai trasmettendo la tua avventura
rendendoci partecipi come se fossimo li' con te.VAI
AVANTI!!!Non mollare!!!
Con affetto
Stefano
18/09/2009 7.59
Carissimo Giacomo, vedo
che non ti manca il supporto morale: ma siamo mica a
"C'è posta per te" per caso? Angelo ti ha mandato il n.
di tel. dei missionari che lui conosce bene: nno si sa
mai, dovessi averne bisogno, hai un punto di appoggio,
oltre la Giovanna.A proposito, ti ho detto che Gilberto
la conosce? Com' è piccolo il mondo: mi ha detto che è
fantastica! Sempre in gamba, un abbraccio papà
18/09/2009 11.15
Ciao Giacomo,
non ci conosciamo, o meglio ti ho visto su un video del Naturaid
in Marocco di Maurizio.
Bellissima avventura, ti auguro giorni indimenticabili, e pieni
di ogni bene.
Ti seguiamo in tanti con entusiasmo!!
Ciao Massimo (BS)
http://www.dinobosigroup.com
18/09/2009 12.21
Nessuno parte
da solo
Ciao Maurizio
dopo quasi due mesi di meraviglioso Madagascar credo che nella
bandiera di questo paese ci possa stare benissimo il simbolo di
un bambino in bicicletta. E' forse il mezzo più diffuso per
spostamenti locali dopo i nostri preziosi piedi.
Che emozione accogliere l'alfiere Giacomo qui con la sua
bicicletta ed il suo carico di entusiasmo.
Dal progetto iniziale di pedalare qualche giorno con lui ho
scelto di rimanere nella casa del sole di Giovanna e i suoi
bambini.
Dedicare del tempo per un esperienza di volontariato mi sta
donando molto più di quello che riusciro' mai a dare a questi
bambini e dai raggi di un enorme sole dipinto nella facciata
della casa gialla a tre piani di Giovanna voglio dare a Giacomo
una spinta fatta di coraggio speranza debolezze e fiducia nelle
persone che incontrera':
fermati guarda e ascolta questa gente
viaggia per amore del viaggio ascolta i tuoi bisogni e riempi il
tuo tempo di sensazioni
Non sara' facile al rientro testimoniare le nostre
esperienze di vita ma dobbiamo farlo per cercare di orientare
gli sguardi lontano dai nostri letti di piume.
Un abbraccio forte a te Naturaider valoroso a tutti gli amici e
parenti che ti seguono e a Maurizio che ci ha preso per mano e
ci ha dato il mezzo per colorare la tela della nostra vita.
Seba
18/09/2009 14.03
Carissimo Seba, sono
Giuseppe, il papà di Giacomo; voglio ringraziarti per l'
accoglienza che hai voluto dare a Giacomo, assieme alla
Giovanna. E volevo ringraziarvi per quello che fate, e
dirvi che deve essere stupendo vivere i vostri giorni
con i bambini che aiutate: ti credo intimamente quando
dici di ricevere molto di più di quello che che dai
loro. Di' alla Giovanna che ieri ho parlato di voi con
Gilberto Sartorato che mi ha detto che la conosce
benissimo: mi ha fatto una descrizione piena di stima
per lei. Grazie ancora di tutto e vi auguro ogni
strameritato bene.
Un abbraccio Giuseppe
18/09/2009 17.53
Ciao!Che bello
quello che ha scritto Seba!anche tu tornerai con
un bagaglio di esperienze in piu' e sara' di
sicuro difficile riprendere la vita normale...HAI
FATTO BENE a partire!!!Noi stiamo tutti bene,la
mamma e' presissima per l'apertura del suo nuovo
studio...ti racconteremo i vari dettagli!
Bacioni Carlotta
ps da farmacista ti
ricordo il malarone!!!!!!
18/09/2009 23.05
Ciao Nello, ho letto tutti i
messaggi raccolti nel sito di Maurizio e mi sembra che
in tanti ti vogliono bene. Anche io sono un tuo
grande ammiratore, vecchio compagno di lavori/sole in
Lumen. Percepisco che questa esperienza sia veramente
forte e forse da qui non si possa capire fino in fondo.
Già sentire le storie di Seba e Giovanna mi danno la
prospettiva di qualche cosa di veramente profondo
e totalmente distante da quello che è la vita che noi
quotidianamente portiamo avanti nelle nostre città.
Approfitta totalmente di questa esperienza perchè
sicuramente la tua vita non potrà più essere la stessa.
Credo che quando si aprono nuovi orizzonti di questa
portata il modo di concepire il vivere stesso non possa
che esserne sconvolto radicalmente.
Un abbraccio forte forte e un grossissimo in bocca al
lupo.
Sappi che ti sono vicino. tuo Jack
PS Mi raccomando non dimenticarti della Gelateria.
Ci conto!
|
|
19/09/2009 20.06
Ciao
viaggiatore!
Come
stai?Oggi non abbiamo ricevuto nessuna tua
notizia,il papa' mi ha detto che ieri sera l'avevi
avvertito che non saresti stato raggingibile per un
paio di giorni...e' sabato e fa ancora caldo!Ti
salutiamo tutti,dovrebbe scriverti anche la lorenza,ma
sai com'e'....!!!!
Buona
notte Carlotta ginella emmuccia
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|
21/09/2009 8.50da venezia .........gli
ziiiiiiiiii caro Giacomo......complimenti.......abbiamo
visto le prime foto! BEATO TEEEEEEEE che stai facendo
quello che vuoi
un abbraccio divertiti gb e mario
21/09/2009 9.08
Carissimo Giacomo, hai incontrato Mr.
Livingstone durante la discesa verso il Canale
di Mozambico? Immagino tu abbia gli occhi pieni
di meraviglie della natura, certo che
Milano....Ti salutano Vladi e Gilberto: hanno
detto che ormai sei peggio di me! I recuperi
sono buoni? Beh, la discesa dovrebbe esserti
servita anche a questo; fra poco griderai:
thalassa, thalassa!!! ( mare,mare!!) UN forte
abbraccio dal papà e dalla mamma.
21/09/2009 15.29
Ciao!Com'e' andato il giro sul
fiume???Come puoi vedere i tuoi fans
aumentano ogni giorno!Al tuo ritorno
troverai tutti in lacrime stile Maria De
Filippi.......!!!
Un bacione Carlotta
21/09/2009 16.58
Bravoooooooo Giacomin!!!!!!!
Mi sono ricordato che potevo
raggiungerti anche in Madagascar dopo il
ns caffettino di Venezia prima che tu
partissi!!!
Pare che non te la stia passando male...pedala
mi raccomando e mangia tutta la strada
che le tue gambe avranno la forza di
farti percorrere! E' quello che
desideri!
non vedo l'ora di avere i tuoi racconti
davanti ad una buona birra!
tieni duro!!!! W Zeeeburg
un grande abbraccio Toni
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7° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO 18:10 21-09-2009 |
Giacomo continua la sua avventura
con la MTB, un collegamento molto disturbato, ma le informazioni
arrivate dicono di una esperienza molto forte sulle acque
torbidissime del fiume Tsirbihina. In canoa, lui, la sua bici e
una fidata guida locale consigliata da Giovanna è sceso per 3
giorni tra coccodrilli che si nascondevano subito al loro
passaggio. Le soste erano lungo il fiume prima di arrivare al
villaggio di Belo Tsirbihina, ma aspettiamo le sue info
dettagliate per email. In questo piccolo villaggio finalmente un
pasto abbondante e una doccia calda in un piccolo dormitorio.
Ora si sta dirigendo verso Morandova. Alla fine della prima
tappa è stato sorpreso da una fortissima tempesta di sabbia che
gli ha impedito di montare la tenda, si è riparato con le borse
della bici creando una sorta di muro e si è rinchiuso nel sacco
a pelo. Oggi ha percorso 65 km molto duri su una pista a volte
con sabbia molto alta che lo ha spesso costretto a spingere la
bici risucchiata dai granelli polverosi, faticando ancor più per
l'altissima temperatura che ha raggiunto la punta massima di
45°. E quando si poteva pedalare, il classico ondulè gli faceva
vibrare il carico e indolenzire mani e braccia. Probabilmente
domani raggiungerà questa grande città di circa 30.000 abitanti
sul maestoso canale di Monzambico sull'oceano. Aspettiamo con
curiosità la sua emai con i racconti di questi ultimi giorni
Forza Giacomo, raccontaci tutto. |
|
|
22/09/2009 9.36 Ciao
Nello,
Ho appena finito di leggere sul sito di Maurizio i tuoi ultimi
aggiornamenti sulla fantastica avventura che stai vivendo, che
bello!
E' fantastico perché mi sembra quasi di essere lì con te, sai
che ci metto poco a viaggiare con l'immaginazione :)
Anche se non ho mai sperimentato di persona avventure simili
sono sicuro da come ne parli e dalle emozioni che riesci a
trasmettere che questa darà una svolta alla tua vita, goditela
fino in fondo, siamo tutti con te!
E come diceva qualcuno (o qualcosa????, non so, ho rimosso...)
"non smettere di sognare"
Vedi che tutto nella vita ha uno scopo preciso?
Un grosso abbraccio Gian
P.S. Non vedo l'ora di vedere le foto, mi raccomando dacci
dentro!
22/09/2009 10.37
Carissimo, ieri ho visitato
il sito su Belo Tsirbihina e con la veduta dal
satellite, ovviamente molto ingrandita, sono andato a
curiosare per le vie del villaggio: chissà dov'era la
tua locanda!! Sai, fa molto effetto pensarti a passeggio
tra quelle case. Mi dici che fa molto caldo: temo sarà
sempre più intenso, là sta per iniziare la
primavera....Prossima tappa Morandova? Vuol dire Canale
di Mozambico, vuol dire BAGNI in oceano, non male come
prospettiva, vero? Un bacione papà e mamma
22/09/2009 11.00
Ciao fratello
avventuriero!!!proprio come me......!!!!Cosa
diceva il nonno Bruno???State a
casa..........ieri ti ho visto sul
satellite!!!!Io ero stanca dopo 1 ora di
spinning........che sorella super sportiva!
Forza!!!! Un
bacione Carlotta
22/09/2009 18.01
ciao
SoloColVento ! hai appena
concluso la durissima tappa di oggi,
bravo!
notavo,
leggendo i tuoi sms, come qualsiasi
cosa tu mi scriva, anche la più
semplice, sia estremamente
poetica... il posto e il viaggio ti
stanno ispirando.
ti
immagino sorridente, sereno sotto il
tuo albero, contento come un bambino
di aver consumato il tuo primo pasto
in autonomia... :)
quello
che serve al tuo corpo l'hai e
quello che serve al tuo cuore anche,
perché una parte di noi è lì con te:
hai ragione di sorridere, sei
completo e puro.
buon
viaggio giugi
22/09/2009 21.22
Ciao
Giacomo,
la
cosa che mi colpisce di piú
delle tue notizie é il caldo e
la mancanza d'ombra. Dev'essere
durissima, occhio.
Ti
scrivo da emigrante anch'io: mi
sono appena fatto un mega piatto
di spaghetti nel mio
appartamentino a Lipsia: da solo
e con la TV che parla tedesco,
ma almeno dove c'é Barilla c'é
casa! Quí coccodrilli non ce ne
sono, peró parlano tedesco.
Buon Cammino zio Renato
|
|
23/09/2009 10.00
8° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
"Camminando
per la strada ho incontrato una viaggiatrice solitaria e
curiosa. Senza che la invitassi si é unita a me per la
cena. Senza che lo volessi mi ha seguito in camera...
per la notte voleva tenermi compagnia. Ma io, l'ho
cacciata via... maledetta nostalgia!"
.jpg)
Leggendo le vostre mail vi
assicuro che mi sono commosso più di una volta. Quando
si é soli si é più sensibili e le emozioni si dilatano e
diventano palpabili e questo é stupendo! non sapevo come
avrei cominciato il mio racconto ma leggendovi l'ho
capito... e se quella viaggiatrice "invadente e curiosa"
se ne é andata è anche merito della vostra presenza!
grazie di cuore a tutti voi che mi fate sentire
coccolato.
Mi
trovo A Morondava sul canale di Mozambico. ieri é stata
una giornata eccezionale... Mi sono messo in cammino
alle 5.30 del mattino... sapevo mi ci sarebbe voluta
tutta la giornata per arrivare qui e percorre i 103 che
mi separavano dall'oceano. cosi la sera prima sono
andato al mercato di Belo e mi sono accordato con il
tizio di una bancarella... già perché Belo si trova
sulla riva a nord del fiume Tsiribhina e io dovevo
passarlo! (peccato che i traghetti partissero alle
7.30... troppo tardi per me)... cosi ho "barattato" il
passaggio su di una barca da un locale!
perfetto! la strada, come il giorno precedente, sarà
faticosa. 90 km di pista di sabbia dove ogni due per tre
mi areno, come una nave sul fondale del mare, mi inclino
e alle volte "cado" dalla sella! il sole picchia e il
riverbero sui tratti di sabbia chiara non mi permette di
capire dove sia meglio pedalare cosi vado a naso... alle
volte ci azzecco, altre no e mi incaglio nuovamente!
pero rispetto al giorno precedente si pedala con più
regolarità e io non mi innervosisco più ( forse perchè
in un certo senso mi ci sto abituando e so che
arrabbiarsi comporta solo fatica in più e non mi serve a
nulla). poi in un silenzio assoluto interrotto solo
dalla voce di un vento piacevolissimo, mi sistemo
all'ombra di qualche albero e mi cucino il mio pasto in
perfetta
serenità
seduto sulla pista polverosa! mi sono proprio divertito
a cucinare (io...). riprendo pedalando fra giganteschi
baobab posizionati lungo la strada. è veramente
stupendo! il verde delle risaie contrasta con il marrone
rossiccio dei baobab e della terra mentre due contadine
entrano nella scena aggiungendo un tocco di umanità in
questo che mi sembra un quadro dipinto da un grande
artista!
l'arrivo
a Morondava sarà memorabile. Sto bene e non sento la
fatica... sto cosi bene che trovo anche il tempo di
improvvisare una "gara" con un ragazzo locale anche lui
in sella alla sua MTB con un grande sacco di riso sul
manubrio! mi sorpassa, io mi accodo. Lo sorpasso facendo
finta di nulla e lui si accoda. aumento il ritmo, sempre
facendo finta di nulla, e lui non molla... mi risorpassa
lanciando una vera e propria volata! a questo punto la
sfida è dichiarata e mi lancio all'inseguimento al grido
di :" Ale la competition!!!! woooow"... due bambini che
giocano! beh, vince lui di misura... si ferma al paesino
prima de mio! fra le risate e due grandi sorrisi ci
salutiamo... l'arrivo sul canale di Mozambico, dove
finisce la strada, con la luce del tardo pomeriggio,
dopo una giornata cosi, sarà il mio premio!
.jpg)
Sto
vivendo tantissime esperienze e anche la mi bici
penso... ne sta facendo di tutte! è stata portata su di
una piroga lungo il fiume, caricata su di un carro
trainato da zebu, sul tetto di un taxi brousse...
mitica!
I giorni passati sul fiume
sono stati una bella esperienza e ho visto un sacco di
animali fra una pagaiata e un'altra! coccodrili (tutti
piccolini), camaleonti, martiin pescatori, anitre...
gente che si lavava sulle sue sponde e la mia guida
riempirsi la bottiglia direttamente dal fiume e bere
senza problemi!!!!
la prima notte sarà di
passione! una vera e propria tempesta di sabbia non mi
permetterà di montare la tenda e sarò costretto a
dormire al riparo dei miei bagagli (la sabbia non li ha
rispamiati entrandoci dentro) rintanato nel sacco a
pelo. pero ragazzi che stellata! mai visto nulla del
genere! milioni di stelle e pianeti sopra alla mia
testa! non c'era la luna ma il buio non era totale per
via della luce delle stelle... il nostro pianeta era
letteralmente inglobato nel cosmo!
Questo
pomeriggio devo cercare un taxi brousse per domani
mattina che dovrebbe portarmi a Morombe (circa 250 km
più a sud sempre sulla costa)... purtoppo la zona fra i
due paesi mi dicono non essere sicura, cosi ho deciso di
non correre stupidi rischi e la taglio. poi dovrebbe
esere tutto ok per continuare a pedalare!
.jpg)
vi scrivo il prima
possibile! grazie a tutti!!!!!! Giacomo
23/09/2009 10.25
Ciao!Come va li
viaggiatore??Stai veramente trasmettendo a tutti la tua
esperienza!Quando leggerai tutte la email vedrai in
quanti ti pensano!!Tornando alle tue pedalate hai un
caldo bestiale.....oggi pulizie varie??Bici ecc...??Come
sono i locali?E tu?Ti senti solo?Qui stiamo tutti
bene,sabato la mamma inaugura l'"ALTRO SPAZIO" cosi' lo
vedo finito!
Un bacione
Carlotta Stefano e le
nanette
PS hai anche risposto ai mie
messaggi alla faccia dell'avarizia.....!!!!!!!!!!
Accidenti a te Stefanelli!
Mi sono collegata al sito decisa a mandarti
qualche simpatico insulto di incoraggiamento e
mi sono ritrovata a leggere ogni tua notizia e
ogni messaggio dei tuoi amici (e di quei
cialtroni dei tuoi ex colleghi) con i brividi!
Un po' come quando leggo Kapuscinski (renditi
conto della portata del paragone!) e mi sembra
di essere in Africa, con gli odori e i colori e
la gente e tutto il resto.
Ecco, va a finire che adesso mi metto qui a fare
il tifo per te e che questo folle viaggio su
sella, per giunta ad alto rischio di incontri
ravvicinati con scarafaggi giganti, non mi pare
più un grande gesto masochista ma un'avventura
meravigliosa. E va a finire che spero che a
tutti noi che siamo qui con SKY (che fa più male
della sella e più schifo degli scarafaggi)
arrivi un po' della tua passione, del tuo
entusiasmo e della tua grande energia. Anzi,
forse qualcosa è già arrivato....a parte
l'invidia, s'intende. E di questo potrei anche
ringraziarti se non fosse che mi pare più
urgente farti avere un sincero Vaffa - il
copyright è tuo, la censura mia - e una
raccomandazione: preserva almeno un po' di
pancetta, se puoi!
ihihihih, sarah
23/09/2009 15.21
Ciao Sarah,
sono carlotta,la sorella
di giacomo,un commento a proposito della sua
pancetta:non preoccuparti,appena tornera' e
smettera' per un po' la sua attivita' sportiva la
trippa iniziera' a lievitare velocemente!!!!
PER GIACOMO
come vedi sono tutti
preoccupati che tu perda il tuo fascino.........la
pancia ha un suo perche'...!!
23/09/2009 19.01
...alla
fine ce l'hai fatta!
Ciao
Nellooooo!!!
per fortuna c'è qualcuno che mi considera ancora ed aggiorna
anche me sulle tue avventure straordinarie! adesso che ho
scoperto che è possibile, ti seguirò e mi porterò "alla
pari".
mi è molto spiaciuto non averti salutato prima della
partenza che immagino ormai dimenticata, ma sicuramente ha
lasciato spazio a queste esperienze giornaliere nuove e
indimenticabili: goditela... e so che non c'è bisogno di
dirtelo! ma magari, oltre ai tuoi sogni che stai in parte
realizzando, cerca di portare a casa un semino di baobab
anche per noi!
Come sai invidio il coraggio e la decisione che ti ha
permesso di compiere questo cammino e di metterti alla
prova; io ne frattempo ne sto affrontando un'altra, che al
momento sta distruggendo a piccolissimi pezzetti un
giornale con sopra le "creazioni" che la sua mamma aiuta a
realizzare... ;-) ma va bene anche così!
ti penso e buona avventura. cri |
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24/09/2009 10.01
Caro Giacomo,
leggere quello che scrivi dal Madagascar mi fa vivere delle
fantastiche emozioni !!!!! sembra di essere li con te !!!!
sento la stessa sabbia sotto i piedi.
grazie Giacomo, e continua così, ci conosceremo al tuo
ritorno, ciao,
Pino (TN)
24/09/2009 10.17
Ciao
viaggiatore! Stamattina mi ha svegliato il tuo sms
in cui mi raccontavi del viaggio in autobus tra persone
e polli.....mi e' venuto da ridere mentre ti immaginavo
la in mezzo mentre io ero sotto le coperte...!!Mi sembra
che tu te la stia passando bene..sono contenta!!Come
vedi ti pensano tutti quindi puoi dire alla nostalgia
che deve andare a trovare qualcun altro...!!
Ti saluta
stefano che dal lager dove lavora non riesce a
scriverti!!!(MENO MALE che me ne sono andata!!!!).Domani
vado a venezia
Un
bacione Carlotta Ste e nane
24/09/2009 10.41
Ciao Jack,
Che Belle le tue Foto e racconti, bravo! sono contento,
molto contento per te.
La prima cosa che mi è venuto in mente quando ho visto le
foto è quando parlavamo di quante volte mentre si lavora
seduti davanti al computer con la frenesia di una consegna
di una consegna guardiamo attraverso la finestra per magari
vedere una splendida giornata e ci siamo chiesti tante volte
"Cavolo come vorrei essere su in montagna, o in bici o in un
posto lontano ed esotico..." bene...adesso sei e fai quel
che volevi.
Ti mando un abbraccio forte dalla mia avventura londinese
Eduardo Murillo
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9° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
25/09/2009 |
|
Ancora avventura e brivido per
il Naturaider Giacomo. Lui è proprio nell'avventura, avvolto dai
profumi, dalle persone, dalle occasioni, dagli eventi e dagli
imprevisti. Si trova in un grande gioco dove la regola
principale è essere se stessi, solamente in questo modo l'anima
può nutrirsi del premio, che è lo scoprire la nostra vita.
Arrivato a Morondava, le cose si
pensava passassero lisce, ma come ci ha scritto precedentemente
la pista da percorrere fino a Morombe è pericolosa e facile agli
assalti da parte di banditi. Un giorno di meritato riposo
pensava, ma il mattino seguente viene informato che il primo bus
per Morombe partirà forse domenica. E uno è proprio partito da
qualche ora. Giacomo è corso velocemente all'hotel e dopo aver
messo in allarme tutto il personale raccontando della sua
necessita di raggiungere velocemente il paese di Morombe corre
in camera e ammucchia tutta la sua roba frettolosamente nelle
sacche (sperando di non aver dimenticato nulla). Lo aspettano in
strada, sorpresa, un vecchio taxi è disposto a percorrere la
polverosa pista e cercare di raggiungere il bus già partito.
Caricata la bici sul tetto via nel taxi senza aria condizionata.
La fortuna lo aiuta, il bus fa moltissime fermate sulla pista e
raccoglie chi seduto all'ombra aspetta chissà da quante ore. E'
fatta alle 14 del caldo pomeriggio lo raggiunge e con sorpresa
si accorge che il bus è stracarico, di uomini donne, bambini,
galline, prodotti della terra, legname ecc. Ma un posto c'è
anche per lui e sul tetto stracarico anche per la sua bici.
Sul bus anche 2 francesi, esperti
viaggiatori da sempre che hanno navigato molto anche sull'Oceano
Atlantico in solitaria con il figlio piccolo, grandi
avventurieri. E' stato uno scambio di avventure piacevoli.
Un viaggio lunghissimo, scomodo
ma ricco di situazioni: il film della realtà, senza tagli o
dissolvenze. Molte soste con gran disordine di gente che
scendeva e saliva in continuazione portando e togliendo prodotti
e animali. Durante il viaggio c'è poco da fare se non dormire
spesso cullati anche dalla strada sconnessa che fa ballare il
bus.
Giacomo ha passato la notte in
bus al bordo della pista e dopo un'altro giorno di battaglia
finalmente alle 10 di sera arriva a Morombe un piccolo villaggio
dove non si trova acqua in bottiglia e ancora un ultimo sforzo
per filtrarla con il suo importante filtro.
"32 ore per fare 250 km...
bella gita! Mangio qualche cosa e vado subito a letto" |
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25/09/2009 6.57
Sono più felice perché tutto sta andando bene e conosco
semplicemente quanto stai godendo ogni momento di questa
sfida grande e personale.
Che cosa in
tensione ora sei, onestamente credo, la vita della libertà e
come con la libertà venga la responsabilità, sono felice che
hai deciso tagliare la parte problematica del corso ed
evitare i rischi inutili.
Un
abbraccio da cuore.Goditela! Dacha
25/09/2009 8.21
Carissimo Giacomo,
finalmente hai schiacciato il pulsante per far fermare
il bus alla meta! Come va con la polvere? Ti ricordi
quella specie di talco rossiccio prima di arrivare al
Salar de Uyuni in Bolivia? Li' però si trattava di
"sole" 12 ore di jeep, qui la situazione mi sembra un
po' diversa....E' molto bello leggere i tuoi diari di
viaggio, le tue descrizioni sono particolarmente
coinvolgenti, ci trasmetti emozioni e venature che ci
prendono un po' tutti; è vero, io sono un po' di parte,
ma vedo che sei molto seguito: è come se ai lati delle
piste che stai percorrendo, ci fossero tutti i tuoi
vecchi e nuovi amici con le bandierine per seguirti ed
incitarti!!! NOSTALGIA DISINTEGRATA!!! Ora ti aspetta
qualche giorno ai box per un pit stop? Un grosso
abbraccio Mamma e papà
25/09/2009 9.51
Buon giorno!!!
Dove sei oggi???Che belle le
foto che hai mandato!BUONA PEDALATA!!!!
Un bacione Carlotta
Stavo pensando che dopo
questi 250 km in autobus la tua vecchissima,sporchissima
e disordiantissima PUNTO ti sembrera' una jaguar
!!!!A
parte gli scherzi...che bell'esperienza che stai
facendo!Poi con i tuoi racconti,le foto e le email di
tutti stai veramente rendendoci partecipi del tuo
viaggio!Io lo sto raccontando a tutti!
Un bacione
Carlotta ste e cagnoline
ps le devo lasciare a ve
questo we perche' il prossimo vado a parigi...sigh sigh
sigh...invece la mamma e il papa' non vedono l'ora di
tenere le nipoti pelose!!!
CIAO!!!!!
25/09/2009 22.22
"I
wish lots of luck and i am going to think that you will
be very strong to finish your"
Sandra Araújo (PORTOGALLO)
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27/09/2009 17.09
Ciao
Giacomo,
saluti da
Roma stavolta, anche dalla zia Victoria che é qui
affianco. E da Eugenia, Sofi e Sergio
Buona
pedalata
Zio
Renato
In questi giorni non ti abbiamo sentito,forse
sei in una zona in cui non prende il cellulare..sabato
l'inaugurazione della mamma e' andata
benissimo,e' venuta tantissima gente e il posto
e' veramente bello!Tu come stai viaggiatore
solitario,...???Ti pensiamo sempre!
Bacioni
Carlotta
28/09/2009 10.21
ciao viandante! stai sperimentando tutti i
mezzi possibili per spostarti, vedo, ma non
doveva essere un viaggio in bici???
quanti "todo fora" hai dovuto fare, eh? :P
quassù sta cominciando l'autunno, con belle
giornate fresche e luminose, che rendono meno
duro il pensiero di te laggiù..
spero di ricevere presto tue nuove!
un bacio, giugi
28/09/2009 15.04
Allora,
carissimo, in quale angolo del Madagascar ti sei
cacciato? Tutti ti cercano, tutti ti vogliono.....
chissà in che beata solitudine ti trovi!!! Qua si va in
ufficio, in studio, presto che è tardi, ocio al cliente,
bisogna rifare perchè non gli va bene e via discorrendo!
E là ci si nasconde:mhhh, l'invidia è una malabestia!!
Dai, come stai? Aspettiamo tutti tue notizie, mi sembra
un po' come quando gli astronauti, nel loro girare
attorno la luna, non potevano dare notizie perchè
coperti dalla luna stessa. In trepidante attesa, un
bacione e un forte abbraccio. Papà e mamma
28/09/2009 18.13
"Chapeau"
Giacomo! Il Poeta direbbe: "dei pedali fece ali al folle volo".
Comunque grazie per i sogni di avventura che regali agi
stanziali come noi.
Continua cosi'
Zio Fino
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10° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
29/09/2009
Ciao a tutti!!!!!!!
Finalmente sono approdato a Toliara! veramente stanco e in
piena riserva ma adesso sono arrivato! i 400 km di piste di
sabbia fatti negli ultimi 10 giorni sono stati una dura
prova devo ammettere e forse come è normale e giusto che sia
sono venuti a galla tutti i mie difetti e debolezze... ma
viaggiare in bicicletta è in posti del genere ti mette
veramente a contatto con la "tua natura". il viaggio non si
limita più nel vedere il mondo esterno e i suoi sterminati
orizzonti, le genti e modi di vivere cosi lontani dal nostro
quotidiano... no, non si ferma qui! il vero viaggio si
completa con il vedere e scoprire la parte di mondo che si
annida dentro di noi. Quello che solitamente é sopito e si
nasconde qui ritorna prepotentemente a galla. non é
volontario. Semplicemente viene fuori! vorrei evitare di
cadere nell'eccesso della retorica ma é veramente cosi... e
adesso non é facile da decifrare nemmeno per me.
in questi giorni ho passato paesini che avevano poco o
nulla. ho mangiato poco per lo sforzo fatto ma quello che
c'era era quello: un po' di riso in bianco e senza sale, e
due pezzi di carne o magari pesce. ho dormito in stanze
spartane e dai muri scrostati e sporchi per 2 euro... senza
luce ma con un letto dal materasso sottile sottile... ma
almeno era un letto!
sono cambiati molto i villaggi rispetto a quelli degli ormai
lontani altipiani. qui le abitazioni sono basse e larghe. i
tetti sempre in paglia o canne e sporgono dal perimetro
della casa sostenuti da pali in legno per creare delle zone
di ombra sotto alle quali si svolge la vita del villaggio:
le donne lavano i panni e i bambini giocano con quello che
trovano. le mura sono di fango tenuto insieme da uno
scheletro fatto di canne e rami.
giornate intere a pedalare e spingere. dalle 5.45 di mattina
fino alle 5 di pomeriggio. Ho passato posti stupendi:
foreste spinose (sono formate da piante grasse dai molti
"rami" alti e sottili e con grossi spini), zone del tutto
simili alla savana africana con orizzonti lontani,
sterpaglie bruciate dal sole e poche nubi nel cielo azzurro.
Ieri sera, dopo 96 km a dir poco estenuanti, ho consumato la
cena più goduta della mia vita. Finalmente un pasto vero e
appetitoso... ho provato a gustarmi ogni forchettata di quel
filetto di calamaro... e quando ho finito ero talmente
estasiato e grato dalla cosa che sono andato in cucina a
ringraziare lo chef!
Oggi ho pedalato lungo alla bellissima spiaggia di
mangrovie... dove fra l'altro ho avuto la mia prima
foratura! pedalare sulla sabbia dura é stato molto più
semplice che sulla pista...e poi accanto ad un mare stupendo
con le vele quadrate delle piroghe sullo sfondo.
Toliara indica una sorta di primo traguardo. da qui infatti
mi dirigerò verso est per raggiungere la costa orientale e
il paese di "Fort Dauphin" che sarà il secondo traguardo. in
mezzo... ancora piste! dovrebbero essere circa 700 km che
spero di coprire in 10 giorni circa. Spero! perchè dipenderà
tutto dalle condizioni delle "strade".
Ma domani mi prendo una giornata per ricaricare le batterie
che sono prossime allo zero! e cerco di sistemare la bici da
un meccanico (ho dei problemi alla ruota posteriore che
ormai non gira più nel suo asse e a tratti "gratta" sul
telaio dandomi un certo fastidio per non dire altro!)... già
perchè il tour in Taxi Brousse, quelle 30 e passa ore per le
boscaglie del Madagascar sono state una prova specialmente
per la mia bici! sul tetto ha preso tante di quelle "ramate"
e botte che la metà sarebbe bastata! Quel trasferimento è
stata una vera esperienza e vedere come si spostano loro una
cosa incredibile! un delirio di persone, animali, mezzi,
bambini che affogavano fra i sedili senza poter nemmeno
vedere fuori o davanti... per ore! sballottati a destra e
sinistrf senza sosta come se fossimo in una nave in balia
delle onde oceaniche! dormire abbarbicati al sedile e poi
scendere in 50 uomini per spingere il mezzo che non voleva
saperne di riaccendersi... incredibile "MADagascar"!!!!
stanno chiudendo il locale e devo scappare! vi saluto e
vi abbraccio tutti!!!!! grazie!!!!!!!!!
Giacomo
Mauri domani ti invio qualche foto!
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Ciao!
Finalmente tue notizie!!!Eravamo tutti in attesa.....ti
sei fatto un bel bagno???Mi ha detto il papa' che hai
qualche problema con la bici..poverina anche lei sara'
stanca!!!!Come vedi tutti ti salutano e ti
invidiano,soprattutto perche' hai avuto il coraggio di
fare una cosa che in pochi avrebbero affrontato...noi
siamo qui!!
Un
bacione da MILANO!!! Carlotta e Stefano (le topette sono
a venezia)...........sigh!!!
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30/09/2009 10.11
Ciao
fratello vagabondo!
Ti sento
un po' stanco...normale che tu lo sia!Oggi riposati e
ricarica bene le batterie che l'avventura e' ancora
lunga!!!Qui stiamo tutti bene,domani io vado a parigi
con stefano per 3 giorni!!!Non vedo l'ora...!!!!Proprio
un viaggio avventuroso... !!!Che
bello leggere i tuoi racconti,sei proprio bravo!Se ci
fosse ancora la tua ex odiosa maestra gliele farei
leggere.......!!! Un bacione sempre attento mi
raccomando Carlotta
PS quando
torni ti potrei anche cedere per una notte il mio
letto.....ma solo dopo che ti sei lavato nell'antipulci
dei cani!!!!!!!!
30/09/2009 10.25
La
vita e bella!
Dacci dentro, divertiti, goditela!
Grazie per le notizie.
Un abbraccio da cuore. Dacha
30/09/2009 15.22
Ben arrivato a
Toilara! Mi sembra sia arrivato il momento
giusto per ritemprare bicicletta e chi ci
sta sopra; ho letto che è una città che si
sta proponendo al turismo, quindi l'ideale
per qualche giorno di riposo. Nei tuoi
ultimi contatti non hai più parlato del
caldo africano dei primi giorni: ti sei
abituato o, come penso, la vicinanza
dell'Oceano mitiga la temperatura? Non hai
più avuto bisogno di filtrare l' acqua?Qui a
Venezia stiamo tutti bene, la mamma è sempre
sotto con i vari spazi e le cagnette ti
aspettano....Un abbraccio e sempre in gamba,
ok? Baci mamma e papà
Ho
guardato toliara sul satellite!!!saluta che ti vedo!!!
Bacioni Carlotta
30/09/2009 17.12
Stefanelli, tu mi commuovi!
Non solo non ti arrendi mai - nonostante la fatica, la
pancetta che si deteriora (e meno male che Carlotta mi
rassicura sulle tue doti di fogna per un pronto ripristino
al tuo ritorno!) e la bici che scricchiola - ma ti lanci
anche in poetiche descrizioni del tuo viaggio...roba degna
di un copywriter di alto livello...qualcuno, per capirci,
che qui in Lumen se lo sognano!
Grazie per aver condiviso con noi le sensazioni legate a
quel "vero viaggio" che "si completa con il vedere e
scoprire la parte di mondo che si annida dentro di noi" e
grazie anche per immagini come quella dei " bambini che
affogavano fra i sedili". Va a finire che l'editing dei
libri di fotografia che sicuramente riuscirai a pubblicare
potrai fartelo benissimo da solo...il che un po' mi scoccia,
ma mi consolo pensando che forse è anche merito mio: che un
po' di "copytudine" sia passata per osmosi da un tavolo
all'altro?
Ti saluto con il consueto Vaffa. Che questa volta significa:
vai a farti un bagno appena puoi, che sicuramente puzzi!
eheheheheheheh sarah
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Ha ragione
la tua amica sarah.....chissa' quanto
puzzi!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Ti ricordo anche che oggi e'
l'anniversario dei nostri vecchi!Come stai??E la bici???Mi
stupisci fratello...sei diventato un poeta!!!!A parte gli
scherzi,sono sicura che sia un'esperienza stupenda quella
che stai facendo....ti auguro una buonissima giornata di
riposo!!
Un bacione Omero Carlotta e stefano
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11° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
01/10/2009
Ciao
Mauri e ciao a tutti Eccomi ricaricato a dovere!
ho deciso di fermarmi qui anche oggi e ripartire domani mattina.
Penso che sia stata una decisione giusta visto che per i
prossimi 10 giorni non attraversero cittadine di un certo
rilievo...
Adesso sono pronto per ripartire e gettearmi nuovamente nella
mischia!
leggervi è sempre un piacere! grazie a tutti!
adesso vado a farmi un giro per il mercato e poi un bel bagno al
mare. Domani mattina mi muovo e la strada mi riporterà
all'interno del paese e quindi penso che la piacevole brezza che
soffia qui rimarrà solo un bel ricordo! ma vediamo un po'...
vi giro anche qualche foto!
Un abbraccio a tutti!!! Giacomo


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Ciao Giacomo, ho visto le
foto: belle e dimostrative, rendono bene l' idea di
dove e come ti stai muovendo. So che ti stai
ricaricando bene, per cui domani riprendi la strada per
la seconda "tranche" del viaggio. E' un coast to coast
inedito! Quando sarai in vista dell'Oceano, se aguzzi la
vista, magari con una mano sulla fronte, lontano
lontano, all'orizzonte,potrai vedere, se è proprio terso
terso, che so, l'Australia o il Borneo!! Da quanto dici,
forse il prossimo net point sarà a Fort Dauphin: una
decina di giorni? Buon viaggio e divertiti.
Un abbraccio papà e mamma
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12° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
06/10/2009
Ancora
incontri carichi di sentimento ed emozione. A Toliara il
"cavallo e il cavaliere" si sono dati una bella spolverata e
ricaricato le energie. Giacomo oramai coinvolto da questo
semplice ambiente ma dai contatti umani di grande spessore, si è
fatto fare una da una robusta mamma la bandiera Malgascia, un
gesto importante che indica l'amore che si sta consolidando tra
il viaggiatore e il popolo. Verrà messa sventolante sulla bici.
Questo gesto è stato molto aoprezzato tanto che il sindaco di un
paese lo ha ricevuto e poi accompagnato per 50 km sulle piste
seguendolo in moto. La pista oramai la conosciamo e lo
accompagna da molti km, sabbia, buche ondulè, superando piccoli
insediamenti e paesi come Ampanihi, con la sua piazza centrale e
tanto di monumento che funge da fulcro dove gira la maggior
parte del quotidiano e dove si possono fare incontri come
l'insegnante inglese che oramai ha dato qui il suo senso alla
vita. Una chiacchierata, per conoscere ancor più a fondo questo
popolo che è poi continuata con l'invito in un piccolo locale
spartano per la cena dove li hanno raggiunti moglie e figli
piccoli. La pista che ora sta seguendo Giacomo è la N10, gran
numero ma non pensiate che il fondo sia al passo, come da regia
è l'ideale per i fuoristrada. Ieri, pochi ma intensi km per
raggiungere il piccolo paese di Tranora dove ancora non è
arrivato l'asfalto. Il morale di Giacomo è alto e ci manda un
grande saluto e ringraziamento a tutti. |
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01/10/2009 14.35
Ciao Giacomo, ho visto le
foto: belle e dimostrative,
rendono bene l' idea di
dove e come ti stai
muovendo. So che ti stai
ricaricando bene, per cui
domani riprendi la strada
per la seconda "tranche" del
viaggio. E' un coast to
coast inedito! Quando sarai
in vista dell'Oceano, se
aguzzi la vista, magari con
una mano sulla fronte,
lontano lontano,
all'orizzonte,potrai vedere,
se è proprio terso terso,
che so, l'Australia o il
Borneo!! Da quanto dici,
forse il prossimo net point
sarà a Fort Dauphin: una
decina di giorni? Buon
viaggio e divertiti. Un
abbraccio papà e mamma
02/10/2009 12.55
ciao
giacomo! siamo eugi sofia e sergio...ammazza
quanta strada che hai fatto!! poi in
bici sulla sabbia deve essere stata
una fatica enorme....comunque le
foto sono molto belle! un bacione!
Renato
04/10/2009 9.09
ciao Jack non
ti ho scritto per un pò perchè ho avuto un
piccolo pit stop e non mi sono collegata. Ho
ripreso a seguire, sempre con
grande emozione, la tua avventura. Forse la
prox settimana facciamo un raduno al lago
con quei matti dei naturaider....ci sarà da
ridere....e chissà che strane avventure si
saranno inventati....Week end dopo invece
vado a Sossano a far visita ai matti della
24h....quelli da psicologo ah ah ah un
abbraccio franca
05/10/2009 8.56
Ciao!!!
Sono tornata a
milano ieri sera tardi che schifo!!!!!Troppo
bello a Parigi!Ci siamo divertiti
tantissimo!!!!!!!Tu come va?Il papa' mi ha detto
che oggi hai "solo"45 km da fare...cosi recuperi
un po'!!E' gia' quasi un mese che sei partito ma
mi sembra molto di piu'....
Bacioni Carlotta
e Stefano
05/10/2009 12.27
Curioso Giacomo, la tua
voglia di nutrirti di vita arriva anche a casa nostra e
sul lavoro... Gusta tutto quello che di più sano per te!
Hai
una grossa responsabilità, continuare a raccontarci
quello che ci vuoi regalare nella maniera più genuina e
autentica possibile, cosa che
peraltro a te viene naturalmente bene!!! Tre abbracci!!!
Tirannomauro
05/10/2009 23.34
Ciao Giacomo, guardo
le foto che hai pubblicato, leggo le tue righe
ispirate, ascolto un altrettanto ispirato Nick
Drake che suona e non posso che provare un
piacere immenso, sono commosso e non ho
intenzione di nasconderlo.
Ago
06/10/2009 8.55
Ciao!!Come stai??Oggi e'
il compleanno del papa'...te lo
ricordi????????????????Noi stiamo bene,venerdi vado a ve
per i festeggiamenti visto che poi l'anno scorso non
abbiamo proprio fatto festa....Come ti va da quelle
parti?Sono curiosa di vedere le foto,devi aver visto dei
posti bellissimi e anche la gente che hai incontrato
deve essere stata interessante...vedere come vivono...in
un modo cosi' lontano dal nostro!sembra impossibile!!
Tu sempre attento!
Bacioni Carlotta e
stefano
06/10/2009 14.28
Ciao carissimo
figlio, oggi sentirti per il mio compleanno è
stato molto bello,un bel regalo! Mi sei sembrato
in forma e l'incontro dell'altro giorno col
ragazzo che insegna inglese nel villaggio di
Ampanihi mi pare ti abbia dato molto morale. Si
incomincia a sentire il profumo del salso
dell'Oceano Indiano?Beh, è un po' prestino,ma
sai, pian piano ti stai avvicinando....Un
caro abbraccio Papà e mamma
|
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07/10/2009 9.31
Ciao fratello!
Buono il riso no sale con 2
pezzetti di carne...i miei fichi d'india ottimi!!!!.....
07/10/2009 13.12
buongiorno pedalatore
delle sabbie!
dove sei? quando mandi i
nomi dei paesini ti vado subito a cercare su google
earth, mi piace pensare di poterti vedere in tempo
reale, piccolo piccolo con la tua bici carica, che
attraversi le distese di terra brulla lasciandoti dietro
una linea tratteggiata, a segno del tragitto percorso..
la stanchezza comincia a
farsi sentire? mi sembra che cmq il riso abbondi, quello
che davvero ti manca per sentirti a casa è il tonno ;)
hai visto qualche animaletto
simpatico? qualche lemure? :D
ho una voglia matta di
sentire tutti i racconti dal vivo, di vedere come ti ha
plasmato questo viaggio, e non parlo solo della tua
probabile magrezza -alla quale porremo rimedio- ma del
tuo spirito.. if you know what I mean..
:) giugi
07/10/2009 15.18
Ciao!Stavo pensando
che forse al tuo ritorno vorrai mangiare un po'
di riso bollito.......................magari e'
la volta cha a casa la mamma preparera' una
super bisteccona invece dei
semini............!Dopo il papa' mi deve dare il
nome del posto in cui ti trovi cosi' ti guardo
su google e ti saluto!
Bacioni Carlotta
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08/10/2009 11.10
Ciao viaggiatore!!!
Come te la passi?Mi sembra che
tu sia un po' meno stanco in questi giorni...ho guardato il
posto dove sei che bello!!!!
Ti mando un bacione carlotta
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09/10/2009 7.00
Caro
Giacomo,
I
giorni stanno andando vicino e stai riguardando sempre più
la distanza; cose di sensibilità di che non avei ritenuto
mai prima e riposando la testa testa alla notte
probabilmente nei meno posti comodi, che, spero, fornisco
più rilassamento che la cosa migliore delle basi.
Che cosa è la singola cosa che più difficile siei sfidati
con?
Che cosa è la singola esperienza che più bella avei avuto
finora?
Un
abbraccio da noi.
Blanche & Dacha
09/10/2009 16.13
Ciao!Il papa' mi ha detto che ieri e' stata una
tappa durissima...dai che tra poco arrivi in un
posto bellissimo,tieni duro!!!Io stasera vado a
venezia,domani festeggiamento per i compleanni del
papa' e la mamma!Ci sentiamo in questi giorni
tramite sms,non porto via il computer...
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13° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
10/10/2009
Ci ha fatto
attendere trepidanti, ma finalmente abbiamo notizie del nostro
Naturaider Giacomo.
Sta pedalando
l’ultimo tratto difficile verso la città di Tolanoro (Fort
Dauphin) sulla costa dell’estremo sud est del Madagascar
sull’oceano Indiano. Pensiamo che in serata raggiunga questa
città.
“Non vedo
l’ora” ci ha detto. “Qui incomincerà la strada
asfaltata e la mia pedalata sarà più comoda, eccome. Mi fermerò
qualche giorno per gustarmi il ricordo di questa prima parte e
recuperare le energie consumate”
Fino ad ora
Giacomo ha percorso circa 1700 km e questa ultima parte da
Toliara a Ambovombe di circa 700 km lo ha messo veramente a dura
prova, le piste erano veramente disastrate, il classico ondulè
faceva veramente piacere pedalarle rispetto alla sabbia e al
fondo roccioso, alcuni tratti gli hanno ricordato il fondo
roccioso e mosso incontrato in Marocco sulle montagne dell’Alto
Atlente in un viaggio precedente con il gruppo di Naturaider e
il papà, un ex grande atleta podista (protagonista tra i primi
italiani alla Marathon de Sabbles in Marocco nel 1998, 230 km in
6 tappe in autonomia vedi anche
http://www.mauriziodoro.it/Marathon.htm ) e ciclista
stradista sulle lunghe distanze.
Giacomo ci ha
parlato di grandi lunghi tratti per superare passaggi sabbiosi,
uno di questi lungo 7 km lo hanno impegnato per 2 ore spingendo
la pesante bici.
Ha attraversato
e sostato nei piccoli e poveri villaggi di Beloeh, Tsiombe,
Ambovombe, dove poco poteva trovare se non un ricovero
dall’odorante rancido, dalle pareti di rami, sterpaglie e fango
con il tetto di lamiera e un piatto di riso senza sale con
alcuni pezzi di carne.
Durante il
giorno recupera l’acqua con il filtro e con il suo
indispensabile forellino si cucina il cibo disidratato perché
non si trova proprio nulla, i paesini sono molto poveri.
Ieri sera
Giacomo era al villaggio di Ambovombe “Che meraviglia, mi
sono bevuto 2 litri di succo d’anans e ho mangiato un tubo di
patatine croccanti, avete presente quei tubi tondi? Bene che
piacere ritrovare un gusto per il palato che mi ha riportato al
bambino quando ne mangiavo in grosse quantità di nascosto da
mamma e papà”
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10/10/2009 10.59
Carissimo
Giacomo, invece che Terra!!! Terra!!! , griderai
Asfalto!!!Asfalto!!!! Era ora...Mi pare dai tuoi
racconti, che questo coast to coast sia stato parecchio
impegnativo; dall' acciotolato alla sabbia fino all'
ondulè...Il tutto per godere più intensamente i 2 litri
di succo e le pringles!! BRAVO! Adesso fatti un paio di
giorni sulle spiagge di Fort Dauphin, con la pancia?!?
al sole. Baci tanti Papà e mamma
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10/10/2009 18.00
Il Naturaider Giacomo è
arrivato a Fort
Dauphin telefonicamente le sue prime parole
"dall'Inferno
di Sabbia al Paradiso Verde, questa sera ristorante e .... gran
pesce e birra ghiacciata".
Bravo Giacomo, aspettiamo
report dettagliato e foto. Per ora buon riposo. |
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14° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
12/10/2009
For
Dauphin!!!!!!!
Ho
atteso a lungo questo momento e come un marinaio dei
deserti, dopo una lunga attraversata "oceanica"
fatta di fatiche, sudore e sabbia, ho potuto gridare
dall'alto della mia bici, come una vedetta sulle
caravelle di Colombo, mare! mare! mare!... é stato
un'arrivo strepitoso. Ero senza parole... un nuovo
mondo si apriva davanti ai miei occhi, un mondo
stupendo fatto di verdi pendii, alberi mossi dal
vento, acqua, banani, ananas, fiori e risaie dal
verde brillante. non c'é più traccia di sabbia... é
un paradiso verde che, dopo l'inferno di sabbia, mi
apre il cuore. Si apre davanti a me una nuova
stagione fatta di frutti appetitosi e natura
riglogliosa. Questo cambiamento mi rigenera lo
spirito reso cenere dalla dura realtà delle giornate
precedenti. Nuovo ossigeno in una stanza chiusa da
mesi; acqua fresca e corrente in una pozza d'acqua
ormai stagnante. Pedalo nella luce calda del
tramonto su di una lingua di asfalto scorrevole
scorrevole... mi fermo per qualche minuto davanti ad
una bancarella e bevo da una noce di cocco un succo
dolce e fresco. Arivvare fino a qui é stata una
prova durissima... sono onesto. Dura come forse non
potevo aspettarmi. Non tanto per lo sforzo fisico
giornaliero, che ad ogni modo é stato notevole, ma
quanto per il suo protrarsi quotidianamente, metro
dopo metro. Sono stati 9 giorni che mi hanno messo
veramente alle strette. La strada mi sembrava troppo
dura e severa con me per essere "amata"... come una
maestra severa non puo essere capita da un giovane
alunno che ne apprezzerà gli insegnamenti solo "da
grande". Mi sentivo impotente e solo, senza energie
con davanti l'incertezza del percorso. centinaia di
km a fondo sabbioso alternato da pietre e ondule.
Gli ultimi 130 km sono stati massacranti. mi avevano
detto che la strada nel tratto fra Beloha e
Ambovombe sarebbe stata meglio dei km fatti in
precedenza... forse per un 4x4! per una bici carica
era un
incubo!
chilometri e chilometri di sabbia alta. una mattina
per farne 7 ho impiegato 2 ore. Sentivo solo la
sabbia che sfregava sotto alle ruote che
sprofondavano miseramente, il mio ansimare e le
gocce di sudore cololare su tutto il corpo. sono
fradicio. Davanti a me vedevo un lungo rettilineo di
sabbia bainca scomparire all'orizzonte. in quei
momenti sono arrivato, con mio grande stupore, a
domandarmi quale fosse il senso di tutto questo...
perchè non lo vedevo più. mi facevo la domanda e
trovavo solo una risposta: il senso non puoi vederlo
adesso, é nascosto esattamente come il sole si
nasconde e tutto diventa buio... ma "nessuna notte è
infinita". Dobbiamo credere e aspettare, aspettare e
continuare e il senso tornerà ad illuminarci della
sua luce. Non è facile... per nulla... ma forse, se
decidiamo di "smettere" non permetteremo all'alba di
raggiungerci e noi di raggiungere lei. Ecco che mi
pare di aver "imparato" qualche cosa da quella
maestra tanto severa! ma non è l'unico insegamento...
in questi giorni ho fatto alcuni incontri molto
belli. Ho dormito in villaggi poveri con bambini dai
ventri gonfi e ombelichi sporgenti come vulcani
sulla crosta terrestre (penso che sia ernia
ombelicare ma andrebbe verificato). Guardandomi in
giro mi rendevo conto che questa gente non ha
scelta. Questa é la loro condizione e molto
difficilmente potrà cambiare. Molti non si pongono
nemmeno la domanda... ma altri (pochi credo) ne sono
tragicamente consapevoli. Io, mi trovo qui per una
scelta ben precisa, per mia volontà... e questa mi
pare sia la più grande ricchezza che abbiamo. Noi,
possiamo scegliere che vita vivere! noi possiamo
scegliere se essere dottori, avvocati, viaggiatori,
grafici (non fatelo siete ancora in tempo!;)... é
un'opportunità grandiosa la possibilità di
realizzarsi e non possiamo sprecarla vivendo
"addormentati" senza nemmezno renderci conto
dell'immensa fortuna che abbiamo. Scusate lo "sfogo"
ma mi sembrava giusto condividere i miei pensieri
con voi... altrimenti che senso avrebbero?
Ieri
ho passato una giornata stupenda. Seduto su di un
muretto sopra ad un'altura, ammiravo imbambolato
l'oceano indiano e le sue onde infrangersi sotto ai
miei piedi, i serfusti e la sabbia bianca, il colore
turchese delle sue acque. Il vento dritto in faccia
e la sconfinatezza dell'oceano e dei suoi orizzonti.
tutto davanti ai miei occhi. é stato un momento
magnifico che mi sarebbe piaciuto si propagasse all'infito
come l'eco di una voce... mi
sarebbe
piaciuto farvelo vedere! Sono pieno di pace, stupore
e una rilassata e appagata gioia. Mi godo il momento
solo come si godono le cose che si sono guadagnate!
Scendo sulla spiaggia e mi sdraio comodo comodo su
di una branda. Due bambine vengono a vendermi dei
bracciali. Sono simpatiche e decido di comprarne un
paio. Nemmeno farlo apposta!!!! su uno dei due é
inciso il disegno di una tartaruga. La tartaruga ha
per me un siginificato moltro particolare da quando,
nell'agosto del '96 ebbi la fortuna di vederne
sbucare una appana nata dalla sabbia. La seguii per
tutto il suo percorso verso il mare. Era sola. Mi
colpi la fatica che quella creatura appana nata
dovette sopportare per arrivare al suo mare e quindi
alla vita. Impronte che sulla sabbia a lei dovevano
sembrare dune altissime, a tratti si fermava come
sfinita dallo sforzo per prendere fiato per poi
riprendere il suo cammino. La chamai "Alba" perchè
sbuco proprio con le nuove luci del giorno. Da
allora per me lei é un simbolo di tenacia e
coraggio, di fatica e sudore per raggiungere "il
proprio mare". Adesso Alba, oltre che nel cuore, la
porto anche sul mio polso destro per ricordarmi nei
momenti difficili la sua importante lezione!
Penso che mi fermero qui
ancora domani per fare una gita al pic st-luice dal
quale si dovrebbe godere di una bella vista sulla
baia! poi riparto verso nord seguendo la costa fino
al paese di Manakara da dove prendero il treno per
Finarantsoa! penso saeà una bella esperienza anche
quella!!!
Grazie a tutti voi e
vi abbraccio!!!!!!!!! Giacomo
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12/10/2009 10.02Ciao fratello!
Com'e' la sosta in spiaggia con aragosta al seguito???Mi
sa che ti ci voleva proprio!!!Ho guardato su google il
posto,mi sembra favoloso!!Con la mamma dicevamo che li'
potremmo andare anche noi!!!Ormai non manca piu' molto
alla fine della tua avventura...cosa vuoi mangiare di
buono quando arrivi??Secondo me riso
bollito...........!!
Bacioni Carlotta stefano gina emma
Ciao Maurizio e grazie per passare i nostri messaggi a
Giacomo
Ciao Jack,
a un mese dalla tua partenza ho finalmente trovato il
momento per scriverti e dirti BRAVO!!!
Sento Carlotta e da quello che mi riporta capisco che
deve essere molto bello anzi bellissimo e, allo stesso
modo, durissimo, ma BRAVO . bravo per quello che stai
facendo e per i motivi per cui lo stai facendo ( per te
e per tutti quelli che ti vogliono bene!!)
Sono davvero felice per te, perchè ho vissuto la nascita
di questa tua passione da vicino e poi, anche se da un
pò più lontano ho visto quanto ci hai pensato e quando
hai maturato la decisione
Caro mio ce l'hai nel sangue, quindi goditela, goditela
al massimo e ti assicuro che all'arrivo di questa tua
prima tappa ( perchè so che il Madagascar è solo
l'inizio ;-) ) troverai tutti a applaudirti e urlarti la
loro ammirazione. Non sarà all'arena di MIlano, ma varrà
di più Un grosso abbraccio
Io sono qui se hai bisogno Lore
12/10/2009 17.14
Vai così Stefanelli, che fai miracoli e
mi diventi il santo protettore degli scrittori! Hai visto
che bello il racconto di Giulia della vacanza (massì,
chiamiamola vacanza quella faticaccia che vi siete
inflitti...) alle Azzorre? Ops, no, mi sa che non hai visto
perchè eri troppo impegnato a scofanarti tubi di patatine e
il primo vero cibo dopo giorni e giorni. E meno male che hai
trovato di che nutrirti a Fort Dauphin! In quanto
coordinatrice del gruppo "Salviamo la pancetta marsupiale di
Nello" stavo cominciando a organizzarmi per inviare un
canadair carico di pizze 4 stagioni. OOOh, ecco un altro
miracolo di Santonello da Venezia...la telepatia
multimediale! Io sono qui che scrivo e Giulia ti sta
parlando al telefono (sai che dalla mia nuova postazione
origlio le telefonate altrui che è un piacere...). Ah! E
così saresti in una specie di paradiso terrestre, eh? Bene,
a questo punto è ufficiale che anche io, con il mio culo
pesante e l'incurabile dipendenza da comfort, ti invidio
tantissimo...fetente che non sei altro!
Tanti baci (fetenti quanto te), sarah
|
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12/10/2009 19.44
Ciao Giacomo,
Parlando per me ma penso anche a nome di
tutti quelli che ti stanno seguendo in
questa avventura vorrei dirti solo GRAZIE
per i racconti ed i pensieri che condividi.
Leggendo queste cose sento che la tua
avventura ti sta regalando (ma forse
regalare non è il termine giusto, direi
piuttosto che è il giusto guadagno
dopo tanti sforzi) delle preziose lezioni di
vita, cose che ti rimarranno per sempre.
E' sempre difficile scegliere la strada più
dura, anche se si ha la consapevolezza che è
quella giusta, ma, come dici tu, almeno noi
siamo
fortunati perché possiamo e dobbiamo
scegliere.
Sono mooolto contento per te.
Ti sento in pace con l'universo, e questo è
uno stato che bisogna gelosamente custodire
dentro se stessi, oltre che cercare di
trasmettere
agli altri.
Un grosso abbraccio Gian
13/10/2009 9.24
Ciao
Omero!!
Che
bello quello che scrivi...ma sei
proprio tu????Alla mamma verra' un
colpo con tutto quello che ha penato
quando andavi a scuola....con i tuoi
compiti di italiano a dir poco
TRAGICI!!!!!Sono proprio contenta
per te,hai fatto una bellissima
esperienza che ti servira' per tutta
la vita...e hai visto proprio
giusto,quella gente non ha scelta
mentre noi ci lamentiamo sempre
quando abbiamo tutto quello che
vogliamo...almeni tu hai scelto di
prendere una strada diversa,anche se
per poco tempo.Va beh,pensando ad
altro,al tuo arrivo vedo che tutti
sono pronti a rimpolpare la tua
mitica pancetta!!E non ti hanno
visto tornare da Praga o,peggio
ancora,da Londra!!!!!
Ti
aspettiamo
Bacioni Carlotta stefano e nane
13/10/2009 11.27
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.jpg)
Questa
mattina sveglia alle 4.30 per
vedere durante la gita le prime
luci dell'alba!
molto bello e suggestivo.
Abbiamo camminato per circa 3
ore fra boscaglia fitta e roccia
lavica nera. dalla cima di circa
500 metri si godeva di un
bellissimo panorama sulla costa
e le colline circostanti! domani
mattina mi rimetto sulla bici
puntando verso nord!
Ciao a tutti e al prossimo
collegamento! Giacomo
13/10/2009 11.53
"Gli
occhi non sanno vedere quello che il cuore
vede, La mente non può sapere quello che il
cuore sa.."
il tuo cuore è il muscolo che sta
lavorando di più, questo viaggio lo sta
mettendo alla prova, con quante sensazioni
si sta confrontando!
la carenza e monotonia nel cibo per il corpo
in qualche modo bilanciano la ricchezza di
emozioni di cui ti stai nutrendo, alternando
sfinimento ad euforia.
ormai il temporale è arrivato, ci sei dentro
finalmente!
ora come mai il testo di questa canzone mi
sembra appropriato, la metterò su e te la
dedicherò
ciao esploratore di te stesso giugi
p.s. non abbassare la guardia ;)
13/10/2009 14.51
Ciao Giacomino
ho sempre saputo
che gli Stef fossero un po' ( chi piu' chi meno
vero Beppe ? ) fuori di melona .
Non sospettavo tu
li superassi tutti . In positivo naturalmente ! Sto'
seguendo quasi quotidianamente la
tua straordinaria avventura . Mi picerebbe fare
una rimpatriata o milanese o veneziana per
vedere le fotografie ma soprattutto per
sentirtele commentare di persona .
Tra i moltissimi
incoraggiamenti , saluti e congratulazioni che
ricevi ogni giorno ( compresi i cani di tua
sorella !!!)
ti facciamo anche
i nostri
Bibe e Laura
14/10/2009 15.16
Ciao fratello!
Hai finito di prendere il
sole e mangiare aragoste??????Muovi un po' quel culone
pesante e pedala...................!!!!Io sono morta,ho
fatto spinning!!
14/10/2009 19.47
Grazie di condividere
questi tuoi pensieri, sono una scusa per soffermarci e
lasciare che la mente vaghi libera - anche se solo per
qualche istante - in queste frenetiche giornate milanesi
;)
forse mi sbaglio, ma durante
le prime settimane mi trasmettevi le sensazioni di un
bambino che scopre il mondo, con gli occhioni spalancati,
stupito di tutto quanto gli sta intorno, mentre da quando
sei arrivato a Fort Dauphin sembri come "illuminato",
consapevole di ciò che ti circonda e leggero.
Ok, non sei diventato
Buddha, ma penso che quei 10 giorni nel deserto siano
stati un viaggio nel viaggio, come la crisalide
attraverso cui il bruco diventa farfalla...
vorrei le ali anch'io,
non sai che voglia ho di provare le stesse esperienze ed
evolvermi!!!
ma per ora, il Bruco-Giugi,
ti può solo mandare un grosso abbraccio con tutte le sue
zampine e augurarti buon proseguimento di viaggio.
|
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Ma quanti ammiratori che
hai.....!!!!Appena torni ci porti un po' al
parco????A te che piace tanto tenerci e
portarci fuori........!!!
Bacioni
Gina e Emma
PS un saluto anche da
noi....Carlotta e Ste
15/10/2009 10.31
Salve
Viandante e Poeta illustrissimo,
Te l'
avevo sempre detto che non avresti
dovuto fare il grafico, ma un bel
Ginnasio e poi un Liceo Classico coi
fiocchi! Invece ti sei sgobbato uno
IED qualsiasi ed ecco i risultati!
Un Nobel per la letteratura buttato
al vento!! A parte gli
scherzi,capisco benissimo i tuoi
borborigmi esistenziali, siamo o non
siamo contemplativi?! E' una
ricchezza, quella che hai accumulato
in queste settimane, che non potrai
mai sperperare e che ti guiderà per
sempre. Intanto noi ti aspettiamo
con sempre più emozione: hai
presente, mercoledi' 28/10 alla
sera, davanti ad un buon piatto di
spaghetti, ( quelli della mamma!) ,
quante domande ti faremo? Un
bacio grosso grosso mamma e papà
15/10/2009 16.27
Ciao!
Ho forato la
bici!!!Credo durante un avventuroso viaggio
tra il traffico di corso venezia a milano
diretta verso LA FARMACIA!!!!!!!!Che
sfiga,oltre a dover andare a lavorare ho
anche dovuto spingere la bici fino a casa e
scoprire che il ciclista indicato su google
vicino a casa non esiste...!!!!Cosi' sono
anche dovuta andare al lavoro a piedi oggi
pomeriggio(ben 10 minuti di strada).....
Bacioni
Carlotta
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17/10/2009 21.45
Questa sera ho fatto il
risotto alla zucca che so che ti piace tanto...
UPS!!! peccato che
tu non sia qui! ..vorrà dire che mi toccherà
finirlo tutto io! :P
Adesso vado che
comincia Ulisse, non posso perdermelo!
buon viaggio,
Penelope ;)
18/10/2009 10.23
Carissimo Giacomo, ti ho scritto
poco niente ma pensato tanto!
Come ti capisco quando leggo le tue
righe…….mi vengono le lacrime agli occhi!
Eri già una bellissima persona
prima, dopo questo viaggio tornerai ancora più bello.
Diverso e più bello.
Un abbraccio forte Zia Adelina
18/10/2009 13.51
Ciao!Finalmente
abbiamo avuto tue notizie!!Ieri sono stata a
firenze ad un battesimo e ho preso il treno
superveloce,come quello ch prenderai tu!!!!Come
va li?Ormai manca poco al tuo ritorno!!!Sei
contento?Forse ti dispiacera' finire il tuo
viaggio!!Buona domenica
Bacioni Carlotta
19/10/2009 15.47
Ciao fratello!
Non montarti troppo
la testa con tutti questi
complimenti..............!!!!!!!!!!!!!
Buona giornata
carlotta
ps ma com'e' passato
in fretta il tempo...sembra ieri che sei
partito!!ciao
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19/10/2009 23.36GIACOMO
il grande
Ecco voglio scriverti qualche
cosa, sento che lo voglio fare, vorrei dire qualche cosa per
esserti vicino, ma più leggo le tue parole e più mi sento
distante, privo di sostanza. Cosa posso dirti stai vivendo
una esperienza unica di una portata sensazionale, e cosa ti
posso dire io, posso dirti solo cose che suonerebbero
banali, mi sento che non ho argomenti posso solo ammirarti
per quello che stai facendo e per il coraggio che hai avuto
per realizzarlo e per la forza con cui lo porti avanti.
Leggo quello che scrivi e mi appaga, seguire la tua
avventura a distanza è come poter aprire una finestra su di
un mondo reale che non è certo quello che sono abituato a
vivere tutti i giorni. Sicuramente io non vivro mai
sensazioni di questa portata ma grazie ai tuoi racconti
qualche briciola riesco ad assaporarla anche io. Più passa
il tempo e più le tue parole assumono valenze di una
autenticità palpabile e con un altissimo livello di
emotività intrinseca.
Grazie Giacomo forse non lo
sai ma tutto questo lo stai facendo un pò anche per
tutti noi che ti seguiamo da lontano.
Perdonami per la forma
con cui ti ho scritto queste parole, ma preferisco
scriverle lo stesso piuttosto che rinunciare.
Ti abbraccio forte.
JACK
PS Un giorno potrò dire:
in un tempo lontano fummo compagni di squadra a
bigliardino
15° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
20/10/2009
Una
camera, piccola, finestra fragile, muri scrostati,
qualche ragnatela qua e la, un comodino con sopra
una bottiglia, un gran casino dentro, ma la
serratura funziona. "E' la miglior sistemazione che
ho trovato in queste settimane e per 8 euro". Il
Naturaider Giacomo è a Farafangana. "Un gran
paesone, si sta comodi, il difficile, il vero
imprevisto è passato, ricordo con una certa
malinconia i 1400 km di gran sudore, di spinte, di
sabbia, di caldo, di labbra secche, di desiderio che
finisse in fretta la giornata ma per poi sperare che
ce ne fosse un'altra ricca di emozioni e scoperte
interiori. Ci bevo su una birra e brindo, ho avuto
tanto e non dimenticherò. Un segno indelebile che
porterò prezioso in me. E' qualche giorno che pedalo
su asfalto e tra vegetazione verde brillante, mi sto
spostando verso Nord il viaggio sta per concludersi
tra pochi giorni. La mia bici ha tenuto bene, solo
qualche problema al cambio nei giorni scorsi ma che
ho risolto a Manakarao da un artigiano che con pochi
arnesi mi ha sistemato alcune schiacciature. Rimango
qui anche domani e poi giovedì alle 07:00 prenderò
il treno. Altro mezzo, altri incontri, altre
esperienze spero utili.
.jpg)
Un abbraccio a tutti voi e a chi è
in viaggio, buona avventura.
E come noi Naturaider diciamo "LA
VITA E' UN'AVVENTURA"
A prestissimo Giacomo
20/10/2009 1.14
Caro Giacomo,
Ho pensato a lungo su
come dirtelo, ma è per me troppo difficile.
1. Durante la tua
assenza ho scoperto di essere in.. vena di scherzi!
(sono stata buona, ti saresti davvero spaventato!
:P)
2. A causa di una nuova
e terribile influenza del luppolo, l'Unione Europea
ha vietato la vendita e il consumo di birra fino a
data da destinarsi.
3. Vasco ha fatto
una cover di Creep.
La buona notizia è
che solo una di queste notizie è vera.
chiedendomi se
deciderai ugualmente di tornare, (o se, a questo
punto, non deciderai di voltare nuovamente la
ruota anteriore, vedi il francese di Deep Water
;) ti mando un bacino!
giugi
20/10/2009 7.45
Carissimo Giacomo, che
sapore aveva la birra che ti sei gustato per festeggiare
l' ultimo dei 1400 km. di sterrato, sabbia e via
discorrendo? Ieri mi parlavi di asfalto scorrevolissimo,
tra verdi colline, per arrivare a Farafangana: altro
pedalare, ma certamente ti resteranno più in mente,
perchè più guadagnati, i 1400 km. sudati a spingere la
bici!
Ormai ci sei, il treno,
ancora un po' di bici e poi l' aereo: quel che si dice:
ogni mezzo è buono!! Un abbraccio e, ormai, a presto (
contento?, Mah!) Mamma e papà
20/10/2009 9.21
Ciao omero viaggiatore!
Ormai manca poco!!!Noi siamo
tutti contenti che torni a casa....!tope comprese.....ci
manca solo che il tuo treno super rapido non arrivi in
tempo...!!
Ti aspettiamo
Bacioni Carlotta e Ste
20/10/2009 9.54
Ciao Giacomin!
Leggo con piacere che il tuo viaggio continua alla
grande!
Appena torni a Milano ci beviamo una birra (anche
due) cosi mi racconti tutto!
Duri 'i banchi
Un abbraccio Giovanni
20/10/2009 18.28
Ciao Giacomo,
il tempo (e la strada,
quando c'é) passa, eh? Purtroppo.
Quando torni?
Ciao Zio renato
|
|
22/10/2009 8.06
Carissimo Giacomo, ormai il
tuo cerchio nel Madagascar si sta chiudendo. Ancora mi
pare 160 km e ad Ambositra ritroverai le tracce delle
tue ruote: ne hai fatta di strada! Incominci a sentire
il profumo della stalla? Oggi qui a Venezia ci sarà
l'acqua alta: te lo dico perchè tu possa, lentamente e a
piccole dosi, prendere di nuovo contatto con quel mondo,
lontano mille miglia, che hai lasciato quasi due mesi
fa. Salutami molto la Giovanna e ringraziala da parte
nostra per l'accoglienza che ti ha riservato. Un saluto
anche a Seba, penso però sia già ripartito. A presto,
bacioni
Mamma e papà
|
|
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22/10/2009 12.38
16° COLLEGAMENTO
CON GIACOMO
22/10/2009
.jpg)
Ciao
a tutti!
Che razza di viaggio! gli ultimi 10 giorni sono stati più
faticosi del previsto. Decine e decine di guadi fino al
ginocchio hanno rallentato la mia marcia e creato problemi alla
bici... da qualche centinaio di chilometri devo pedalare con la
corona grande in tutte le salite perchè il "rapportino" salta in
continuazione! tradotto in soldoni una faticata! molto spesso
dovevo scendere di sella e spingere nuovamente... salite troppo
sconnesse e ripide se pur relativamente corte. il territorio è
tutto a valloni ed i tratti pianeggianti pochissimi e rari. Il
vento soffia costante da nord e non smentisce la regola non
scritta che "in bici il vento è sempre contrario". Ho
attraversato una decina di grandi fiumi senza ponti. Solo una
grossa chiatta mossa da un argano a mano faceva la spola. Prima
di spostarsi da una riva all'altra attendeva che ci fossero auto
o persone in abbondanza. Le attese si sprecavano! anche in
questa zona i villaggi non offrono molto ma mi hanno dato la
possibilità di dormire in stanze affittate presso alcune
famiglie e scambiare con loro qualche parola in un francese
stenato al lume di una candela (ovviamente non esiste
elettricità).
Percorrendo gli ultimi chilometri di sterrato mi è venuta in
mente la strofa di una canzone... "forza e coraggio la sete il
miraggio la luna nell'altra metà... lupi in agguato il peggio è
passato... forse fa male eppure mi va... ". Un nodo mi ha
stretto la gola e ancora una volta ecco il sottile velo di
lacrime fare la sua comparsa... momenti bellissimi per i quali
vale la pena passare momenti "difficili".
In questi giorni dubitavo della "necessità" di arrivare fino ad
Ambositra in bici... ormai funziona malissimo e sono veramente
stanco!...ma ho deciso di si! voglio provare ad arrivare fino
alla mia meta pedalando e anche spingendo se necessario... anche
se potrebbe sembrare non è per masochismo! ormai sono a un passo
dal "mio mare" e so quale sarà il "premio" ad attendermi... so
che se tengo duro ancora un poco tutti gli sforzi fatti verranno
ampiamente
ripagati più di quanto non sia già accaduto. Ne sono convinto e
non voglio privarmi di questa gioia (almeno voglio provarci)...
ancora 150 km... poi leggo i vostri messaggi e mi ricordo che
"nessuno sforzo viene fatto in vano"... che se anche parte delle
mie emozioni vi arrivano per me è una vittoria perchè ho sempre
pensato che riuscire a regalarne sia un grande privilegio e una
bella fortuna! oggi tocca a me e a voi perchè me ne avete date
tantissime in cambio! grazie!
Ieri ho percorso in treno i 250 km che separano Manakara da
Finaratsoa. Eccezionale! eravamo tutti ai finestrini... grandi e
bambini come alle giostre. Lungo l'unico binario gruppi di
ragazzini e adulti aspettavano il nostro passaggio festanti!
tutti che salutavano tutti... una vera festa! Alle stazioni
venditori venivano sotto ai finestrini per vendere le merci.
Banane, cesti in rafia, pesce, arachidi, galline e polli vivi...
io con i pochi soldi che mi avanzavano ho comprato un po' di
cibo per il viaggio che è durato circa 10 ore! ma ero seduto
comodo e sul finestrino! ed eccomi a Finaratsoa!
Un abbraccio a
tutti e grazie!
Giacomo
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|
22/10/2009 15.04
Ciao!
Manca poco ormai...qui si stanno preparando grandi
festeggiamenti per il tuo arrivo!Mi sembra che sia stata
piu' dura del previsto quest'avventura...sinceramente
non mi riesce facile neanche immaginarlo!Da pessima
viaggiatrice quale sono...!!Qui piove e fa freddino..ti
aspetta il solito traffico di questa citta' che non ti
piace piu' tanto...al contrario mio!Al tuo ritorno mi sa
che ti converra' passare qualche giorno in montagna e
poi a venezia...milano sarebbe un colpo!!!!Ti aspettano
anche le cagnoline!!!
Bacioni Carlotta stefano gina emma
23/10/2009 9.45
Caro Giacomo,
Conosci che
cosa è profondo nel tuo cuore.
Raggiungalo
ed abbraccilo con tutta tua alimentazione, come facendo quel
stai facendo una punta per tutti noi che ti scriviamo.
Goda la
ricompensa ed il sorriso.
Grazie per
le foto e le parole.
Grazie
tanto Giacomino.
Un
abbraccio da noi,
Blanche
and Dacha
|
|
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26/10/2009 10.50
E' FINITA???!!!!!!!Ti aspettiamo
mercoledi!!!!
Bacioni
Carlotta
Stefano Gina Emma
|
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26/10/2009 13.05
Un
pensiero da Giacomo per tutti noi........
Ciao Mauri!
grazie delle bellissime parole...
Sono tornato dove tutto è cominciato... è stato un viaggio
enorme... difficile molto per me. Con tanti momenti difficili e
altri stupendi. Ma le sensazioni provate e quello che mi ha
"insegnato" sono cose uniche, impagabili e difficili da
comunicare. Spero con tutto me stesso che non mi abbandonino mai
e di riuscirne a fare tesoro per migliorarmi sempre. Per
ricordarmi sempre delle cose che hanno reale valore nella nostra
esistenza e di quali meraviglie si annidino dentro di noi.
Viaggiare é anche questo. Vedere il mondo fuori e quello dentro.
Non é ne banale ne facile...
Adesso penso di dover far passare qualche giorno per far
sedimentare le sensazioni per provare poi a comunicarle...
Grazie mille per aver reso possibile la condivisione con tutti
quelli che ne hanno avuto voglia... è stato emozionante leggere
i commenti e gli incoraggiamenti.
Fantastico per la cena di Natale ci speravo proprio! é sempre un
gran piacere rivedersi!
Un grande abbraccio,
Giacomo |
|
27/10/2009 10.41Ciao viaggiatore!!!
Questa e' l'ultima email....domani ci vediamo!!!Cosi'
per qualche giorno all'ora di pranzo dovro'
cucinare................!!!!!!Riso in bianco va
bene...??Siamo tutti pronti per il tuo arrivo...a domani
sera!!
Buon viaggio e non dimenticarti mai di questo viaggio
Un bacione
Carlotta Stefano Ginella Emmuccia
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Gran meraviglia
e viaggio!
5500km fra casa e la Turchia.
(agosto 2007 del Naturaider
Giacomo)

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1a parte |
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IL GIORNO
PRIMA
Finalmente apro le pagine di questo diario, il giorno prima
della partenza.
Fra poche ore andrò a Pinerolo a prendere Mari. Dopo cena, ci
dirigeremo verso Milano dove passeremo la notte. Il programma
prevede di svegliarsi presto domani mattina, per percorre quanti
più chilometri sia possibile verso est.
Slovenia: è li dove vorremmo passare la prima notte di questo
viaggio, che da Milano ci porterà fino in Turchia attraverso
Slovenia, Ungheria, Romania e Bulgaria.
è qualche mese che accarezziamo questa idea e, come una donna
corteggiata da tempo, domani ci concederà il suo primo
appuntamento.
Tutto è pronto ormai. Devo solo accendere la moto e percorrere
viale Buenos Aires che, come non ha fatto mai, ci porterà
lontano, dimostrandoci come la strada che porta a Istanbul passi
proprio sotto casa.
Giro per casa cercando qualche cosa da fare. L’eccitazione sale.
La musica della radio mi ipnotizza. Mi distendo sul divano di
casa e mi perdo nel sogno di questo viaggio.
LA PARTENZA
Il mattino seguente il montaggio dei bagagli porterà via più
tempo del previsto e siamo “costretti” a rinunciare al
cavalletto della macchina fotografica. La moto è carica e
pesante, ma sembra essere ben bilanciata.
Viaggiamo lungo la A4 in direzione Venezia. Da lì proseguiremo
per Trieste, da dove passeremo l’ultima frontiera presente in
Italia.
La Slovenia subito dopo il confine si è rivelata un immenso
giardino ricco di vallate verdissime. Verso est il tempo non
promette nulla di buono così, decidiamo di fermarci in un
piccolo villaggio, dove con pochissime
difficoltà ci sistemiamo in una pensione molto accogliente. La
stanza mi sembra molto confortevole. Un grosso letto dai cuscini
morbidissimi e il cantare dei grilli ci danno il giusto ristoro
per la giornata di domani.
Spegniamo le luci e prima che il sonno si impossessi dei nostri
pensieri sorridendo ci domandiamo: ma i grilli non dormono mai?
Al risveglio un panorama nebbioso e fresco ci saluta. Una buona
colazione a base di tea caldo e poi prepariamo la moto.
Decidiamo di sistemare in modo più pratico i maglioni. Ieri un
temporale ha fatto abbassare sensibilmente la temperatura e il
freddo si è fatto sentire.
II TAPPA
Ci stiamo avvicinando al confine Ungherese. Da Maribor, con
nostra sorpresa, è finita l’autostrada. Sulla cartina sembrava
continuasse, ma in realtà stiamo percorrendo una statale
trafficatissima di auto e camion diretti al confine. Tutto
questo sta rallentando un po’ la nostra media... poco male.
Ora ci troviamo in un localino lungo la strada, dove abbiamo
ordinato una birra, acqua e due cotolette. La moto non sembra
avere problemi.
Il paesaggio fino a Maribor è stato stupendo. Verdissime vallate
con boschi e prati dal profumo di fieno. L’atmosfera è quella di
un paese pulito e ordinato.
La giornata in moto sarà ancora lunga e decidiamo di ripartire
senza perdere troppo tempo. Dopo 12 ore di viaggio finalmente,
troviamo un letto. è stata una pratica lunga. Dopo diversi
tentativi nei pressi del lago Balaton –luogo di villeggiatura
per gli ungheresi- decidiamo di spostarci verso Budapest,
distante ancora una settantina di km. Siamo stanchi, ma sembra
non esserci alternativa. Verso le 23 arriviamo a Erd, alle porte
della capitale ungherese.
Fuori i cani continuano ad abbaiare e sembrano tantissimi. Penso
che fra non molto chiuderò gli occhi e con loro questa giornata.
Domani dovremmo entrare in Romania.
III TAPPA
Alle ore 16.30 passiamo il confine rumeno presso Oradea.
Oggi
abbiamo avuto la conferma che “piatto”, riferito ad una persona,
così come ad un panorama, sia un termine dispregiativo. Non uno
spunto, non un accento degno di nota. Così appare fuori dai
nostri caschi la pianura ungherese: piatta! Ricorda
terribilmente la pianura padana. Rettilinei, campi di pannocchie
e qualche albero. La statale rimane molto trafficata.
È passata appena qualche ora, quando noto avvicinarsi da lontano
una moto.
Il suo conducente si affanna in gesti che al momento scambio per
saluti.
Rapidamente ci affianca e con la mimica ci fa capire che
dobbiamo fermarci: da lì a poco avremmo perso il nostro bagaglio
con tutto il suo carico! La fortuna, questa volta, si è
manifestata sotto forma di motociclista. Con la memoria volo a
questa mattina, quando, seguendo uno stupido istinto di
pressapochezza, ho assicurato il bagaglio con soli due elastici
invece dei soliti quattro. Sembrava saldo e così siamo partiti.
La superficialità e la fretta non pagano mai.
Ad ogni modo, dopo qualche occhiata di disappunto fra me e Mari,
Assicuriamo meglio il tutto e ripartiamo: al confine rumeno
mancano solo 100km. La statale 72 si fa meno trafficata, così,
in poco tempo e senza problemi, passiamo la frontiera.
Oradea ci appare con le sue logore fabbriche, monumenti di un
passato che fatica ad andarsene. Con il confine cambia
drasticamente anche il panorama.
Alla monotonia della pianura subentrano panorami collinari dove
prati e boschi danno ospitalità più alla pastorizia che
all’agricoltura. La strada è dolcissima: curve e dossi si
alternano in un su e giù divertentissimo alla guida.
Ai margini della strada poche abitazioni di pastori e contadini.
Le case sono ad un solo piano e, disposte ordinatamente ai
margini della carreggiata scorrono al nostro fianco. Davanti
alle porte d’ingresso, pigramente accomodati su di alcune sedie,
gruppetti di poche persone chiacchierano rilassate. L’impatto
con la Romania è positivo! In qualche modo sembra aver mantenuto
un legame con il suo passato. Scorgiamo una strada secondaria
andare sulla nostra sinistra verso un paesino che a spanne
sembra distare qualche chilometro. La strada è sterrata... tanto
meglio! improvvisiamo un tentativo di trovare ospitalità per la
notte... in realtà è solo una scusa per allontanarci un attimo
dalla strada battuta, per scoprire cosa il caso abbia da
offrirci.
La strada è abbastanza rotta, ma con calma raggiungiamo il
paesino visto in lontananza. Dagli sguardi sorpresi e
incuriositi dei contadini si intuisce che qui di turisti non ne
vedano molti. Placidi e a gruppetti di tre o quattro persone
ricambiano il nostro saluto. Qualche oca disturbata dalla nostra
presenza “ringhia” alla moto.
Ci fermiamo per chiedere indicazioni a tre signore in compagnia
di un amico.
Il linguaggio dei gesti funziona bene scatenando anche una
sonora risata da parte dei miei interlocutori! Rido anch’io,
consapevole di sembrare molto ridicolo ai loro occhi. Ovviamente
non esiste una pensione in questo paese e così decidiamo di
tornare alla strada principale, lasciandoci alle spalle questo
salto fuori dal tempo. Adesso sono le 22.15 e ci troviamo in una
piccola pensione ai margini della strada. Dormiamo in quella che
normalmente sarebbe una stanza della famiglia ma, data la
mancanza di altre stanze, è stata “arrangiata” alla bene e
meglio per noi. Negli armadi e nei comodini abbondano vestiti e
oggetti di vario genere. Anche la prima notte rumena si chiude
con il cantare dei grilli.
(fine prima parte) |
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2a parte |
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IV TAPPA
Oggi
ci troviamo a Sighisora: una cittadina fondata attorno al 1200.
La Transilvania ieri si è rivelata con paesaggi collinari
dolcissimi. Distese di colline pratose e valli larghissime hanno
accompagnato il trasferimento fino a qui, dove siamo arrivati
verso le 21 con 37776 km.
Con un po’ di pazienza troviamo una bellissima stanza: pulita,
grande e con anche la televisione. Il mondo occidentale entra
attraverso il monitor.
Programmi del tutto simili ai nostri si alternano sullo schermo
proponendo, collegamenti dai luoghi “IN” dell’ estate,
telegiornali dai conduttori tirati a lustro e pubblicità che
reclamizzano prodotti e stili di vita del
tutto lontani dai villaggi di contadini sino ad ora incontrati.
Il paese arroccato su di un’altura è molto carino ma, anche
molto turistico... oggi niente moto! ci prendiamo un giorno di
“vacanza”, per riposarci un po’ e per girare a piedi i vicoli
del paese dove si dice abbia
vissuto da bambino il temutissimo Conte Dracula.
L’impressione è che qui tutto sia stato sistemato più per i
turisti che non per reali esigenze dei suoi abitanti. Quella che
viene considerata la perla della Romania ci delude un po’.
V TAPPA
Stiamo aspettando che la carne sia pronta mentre le bambine
giocano nel giardino che, al momento per la verità sembra più un
cantiere. Loro giocano come fanno tutti i bambini del mondo e mi
viene da pensare che per vivere questo momento abbiamo dovuto
percorrere mezza Europa. Che ci faccio qui?
quali casi fanno si che io sia qui con Mari per vivere questo
momento? se lo scorso anno non avessi perso quel traghetto per
recarmi in Grecia non ci saremmo incontrati. Se il Naturaider
Seba non si fosse recato a Istanbul nel suo viaggio in
bicicletta non mi avrebbe dato l’idea di percorrere tutta
l’Europa
dell’est passando anche per la Romania. dunque cosa ci facciamo
qui?
La casa che ci ospita è in costruzione e qui vive una bellissima
famiglia con bambini simpatici e allegri. La giornata è stata
intensa. Abbiamo percorso circa 230 km non facili: strade
sterrate e rovinate costeggiate da
paesi tagliati fuori dal turismo. I bambini al nostro passaggio
salutano sorpresi e contenti. Io guido e mi godo la natura e la
cultura che scorre al mio fianco, contento di allontanarmi dalla
bella ma turistica Sighisora.
Puntiamo a sud, dove, prima di arrivare a Curtea-de Arges,
dobbiamo scalare un passo di montagna che raggiungerà una quota
prossima ai 2500 m. Dal basso si scorgono nuvole dense di
pioggia: ci fermiamo per vestirci e si riparte. La strada è
rovinata, ma spettacolare. Il “transfagrasan”, noto per essere
la strada asfaltata più alta della Romania, fortemente voluta da
Ceausescu, si inerpica sulla dorsale dei Carpazi. La nebbia si
abbassa, avvolgendoci in un panorama suggestivo e surreale: ci
troviamo nella patria del conte Vlad: colui che per la sua
crudeltà ispirò la leggenda del conte Dracula. in realtà, il
vero conte Vlad Tepes, detto l’impalatore, si trovava impegnato
nella difesa delle sue terre e del suo popolo contro l’invasione
turca. Si racconta che fosse un sanguinario feroce e che non
esitasse ad impalare i suoi prigionieri. Da qui, la fantasia
dello scrittore inglese Stocker ha fatto il resto.
La strada che ci aspetta è ancora lunga e molto rovinata. La
media è bassa e per non rischiare supero raramente la seconda e
la terza. Arrivati in paese, eccoci nuovamente alle prese con la
ricerca di un letto. Un signore ci indica di seguirlo, così, in
pochi minuti, ci troviamo a casa di questa famiglia che per meno
di venti euro ospiterà me e Mari per una notte con tanto di
grigliata! Mi trovo a chiaccherare con la mamma di Dariana. Ci
racconta del suo lavoro e delle sue preoccupazioni. Ha in
gestione un centro estivo per ragazzi sieropositivi e teme che
per mancanza di fondi il centro debba chiudere. è un po’ triste
e preoccupata. Ci racconta anche dello zio che da qualche anno,
si è trasferito a Roma per lavorare. Come molti si era
trasferito in Italia per cercare fortuna. Dai racconti sembra
che non se la passi poi così bene e, a quanto pare, le cose gli
andavano meglio quando in Romania faceva il camionista. Sono
contento di essere
entrato nell’intimità di questa famiglia. Dormire qui ha un
senso. Ho imparato qualche cosa, ho parlato con qualcuno che
abita queste mura facendone una casa vera, ricca di storie e di
vita quotidiana. Sono grato a
loro per essersi aperti con noi e alle bambine per aver giocato
in nostra compagnia. Fra qualche anno qui ci sarà una
pensione... molto meglio essere qui adesso...
VI TAPPA
Il
mattino seguente, dopo un caffè e qualche chiacchera in
compagnia di chi ci ospita, ci dirigiamo verso il castello del
Conte Vlad. Una “scalata” di oltre 1400 gradini ci attende per
conquistare il castello posto a protezione della Transilvania.
Una buona colazione ci darà la giusta energia per affrontare
questa fatica! da queste parti, però, di bar non ce ne sono
molti e così siamo costretti a ripiegare sotto ad un albero con
paio di mele e qualche merendina.
La salita fortunatamente è riparata dal sole. L’abbigliamento da
moto fa la sua parte e ora della “vetta” ci ritroviamo zuppi di
sudore. Purtroppo il castello non ci ripaga dello sforzo... non
ne rimane che la struttura in
mattoni! immaginare lungo i pendii gli invasori turchi che
cercano di espugnare l’impalatore non è difficile; peccato che
il castello non ci aiuti in questo volo di fantasia. Dopo
qualche foto riprendiamo la nostra strada
verso il monastero di Horezu.
I piani, in teoria, prevedevano una sosta al monastero per poi
puntare verso Brasov. Il tempo però non sarà dalla nostra parte
e un forte vento con pioggia ci costringerà a cambiare idea. La
guida è resa faticosa dalle
folate di vento e la strada, pur divertente, non è molto veloce
e viene interrotta da alcuni lavori in corso. Verso le 19
troviamo dove dormire.
Prima di chiudere gli occhi decido di sistemare il mio casco...
durante la giornata mi ha dato un gran fastidio.
Al risveglio un sole splendente illumina il paesaggio. Fuori
l’aria fresca del mattino mi mette buon umore. Prima di
preparare la moto rimango qualche minuto a godermi l’atmosfera e
la foschia che si dirada con il montare del nuovo sole. oggi è
una settimana esatta di viaggio.
Mentre facciamo colazione penso al fatto che, durante la guida,
spesso mi ritrovi ad immaginare ai panorami e situazioni che
scorrono davanti alla mia moto come ad un nastro che,
srotolandosi sotto di noi, rivela una diversità di situazioni e
mondi che per noi sono energia. Mi piace pensare che anche lei,
come me, abbia bisogno di nutrirsi di vedute sempre nuove.
Sentirsi un po’ nomadi, spostarsi da un luogo all’altro passando
dalle pianure attraverso colline e montagne, il caldo e la
pioggia, per arrivare lontano. Tornare a casa con ricordi che
non avresti mai potuto immaginare.
Storie di persone e racconti che fanno della realtà una cosa
fantastica.
Sono al tavolo del bar della nostra pensione, quasi pronto per
una nuova giornata a cavallo fra casa e l’Asia. |
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(fine
seconda parte) |
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3a parte |
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VII TAPPA
La
giornata è raggiante e luminosa. La buriana di ieri è scomparsa.
I prati lungo la strada sono in fiore e gli alberi carichi di
frutti: pesche, prugne, mele e pere. Ai loro piedi, i contadini
ne colgono i doni. La vita che scorre al fianco della moto mi
rilassa e oggi mi sento completamente immerso nella meraviglia
di questo viaggio. L’aria è leggera e la moto scorre veloce e
sicura. Siamo sulla strada che porta a nord, verso Sibiu. La
strada sembra in buone condizione e segue sinuosa il fiume che
la costeggia.
il panorama cambia. Stiamo attraversando nuovamente i Carpazi e
le colline si fanno via via più alte. Usciamo dalla strada
principale per percorrerne una secondaria, nei pressi di un
paesino che ci attende oltre ad un ponte.
In un secondo ci ritroviamo nuovamente nella Romania rurale.
Strade rovinate, su cui passano contadini e carri trainati da
buoi. Da dove ci troviamo si vede il fiume scorrere a valle.
Nelle sue anse, con il tempo, i
detriti hanno formato delle piccole pianure, ora calpestate da
pascoli. Nel silenzio dei prati, arriva da lontano un carro
trainato da due vacche che stanche, arrancano su per la salita,
ci sorpassano e lentamente scompaiono dietro la collina. Mari
contempla il panorama assorta nei suoi pensieri. Il suono dei
grilli e il vento leggero mi ricordano le estati passate a casa
in montagna... penso ai miei genitori, immaginandoli comodamente
sdraiati sui prati di casa.
VIII TAPPA
Oggi al, tramonto, attraversando nuovamente i Carpazi e planando
sulle pianure del sud della Romania, ho avvertito per la prima
volta la sensazione che effettivamente io, mari e la moto,
stessimo percorrendo un
tragitto che attraverso l’Europa dell’est ci avrebbe condotti in
Asia. Alle 22.15 troviamo una stanza lungo la strada per
Bucarest. Il contachilometri segna 38.642. Nei due giorni
passati abbiamo visitato le due belle cittadine di: Sibiu e
Brasov. Entrambe dal sapore sassone, sono state fondate nel 1300
circa. Una bottiglia di vino, della musica clsassica suonata dal
vivo nella piazza centrale di Sibiu - capitale europea della
cultura per il 2007 e un giro a piedi per le viuzze del suo
centro rendono la nostra permanenza qui molto piacevole.
Lungo la strada verso Bucarest, facciamo una breve sosta anche a
Brasov, da dove la strada e il paesaggio si faranno montani.
alla vegetazione collinare subentrano fitti boschi di pini dal
verde scuro. La strada sale formando curve molto divertenti alla
guida. L’aria diventa leggera e frizzante. Prima di proseguire
verso le pianure, ci fermiamo a Sinaia per far visita al
castello di Peles. Fatto costruire dal primo re rumeno verso la
fine del 1800, splende per la sua bellezza circondato da un
panorama di montagna e prati purissimi. Incarna quello che si
potrebbe definire il classico castello dello fiabe. Ci
piacerebbe visitarne gli interni ma le visite sono chiuse da
poco... ci consultiamo e decidiamo di continuare a viaggiare.
Il tempo scorre veloce e ormai ci troviamo sulle distese
pianeggianti del sud. la nostra ombra si allunga sulla sinistra
fino ad uscire dalla strada.
La luce avvolgente del tramonto ci accompagna nei nostri
pensieri. Cala il buio. Siamo alle porte di Bucarest!
IX TAPPA
Il
mattino seguente, anche senza volerlo ci ritroviamo nel centro
della città. Cercando la strada verso il confine bulgaro ci
imbattiamo nel famigerato palazzo del parlamento voluto da
Ceausescu. Per farlo costruire, il dittatore, mentre il suo
popolo moriva di fame, ha speso capitali enormi e raso al suolo
interi quartieri fino ad occupare un settimo dell’intera città.
La struttura è possente e grandiosa. Per le sue dimensioni è
seconda solamente al pentagono.
Il traffico è congelato. Siamo imbottigliati in un ingorgo senza
fine. Il caldo si sta facendo soffocante. Un termometro segna 39
gradi... il motore butta su vampate calde, mentre a piccoli
passi cerchiamo di uscire da questa caldaia. Fortunatamente
siamo sulla strada giusta e, una volta fuori dalla
trafficatissima capitale, la strada si farà veloce e in poco
tempo arriveremo al confine bulgaro. Il Danubio compare
all’improvviso placido e maestoso. è lui la vera frontiera
naturale fra i due stati. Mi alzo in piedi sulla moto per
godermi a pieno questo spettacolo mentre attraversiamo il ponte
che ci condurrà in Bulgaria. Attraversarlo è una vera emozione!
La giornata è bella e, man mano che scivoliamo giù lungo la
nuova nazione, come il sudore sulla mia fronte, il caldo si farà
sempre più opprimente. Le strade sono buone e l’andatura
sostenuta. Belle colline e valloni ci condurranno per circa
80km.
Alcuni rumeni, informati del nostro itinerario, ci avevano
avvisati di non viaggiare con il buio lungo queste strade.
Apparentemente bande di delinquenti, spacciandosi per agenti di
polizia, fermano le auto per poi rubarle. Vero o meno che sia,
decidiamo di non rischiare. Abbiamo percorso abbastanza strada,
così decidiamo di fermarci in un grigio paese a circa 50 km a
ovest del Mar Nero. Dove ci troviamo ora è una brutta stanza di
albergo dallo stile decadente e dal sapore post-comunista. La
stanza è piccola e sporca. Non abbiamo acqua corrente per
lavarci. Mari storce il naso. Avrebbe voglia di farsi una doccia
fresca per lavarsi via il sudore della giornata: domani dobbiamo
svegliarci presto per arrivare a Istanbul il prima possibile.
Qualche ragazzino schiamazza sotto la finestra. Noi proviamo a
dormire, ma Mari è un po’ nervosa. La stanchezza comincia a
farsi sentire.
Io penso che si stia comportando benissimo... è il suo primo
vero viaggio in moto! |
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(fine
terza parte) |
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4a parte |
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X
TAPPA
50
km di ottima strada, e in pochissimo tempo ci troviamo a fare il
bagno sul Mar Nero! è stato emozionante bagnarsi sulle sue
sponde... immaginare che molto più a est, attraversandone le
profondità, famiglie georgiane stanno probabilmente passando ore
liete a mollo nelle stesse acque. Per qualche motivo ho sempre
immaginato questo bacino come a un qualche cosa di lontano e
diverso dai nostri mari... invece, almeno in questa zona, è del
tutto simile al nostro Adriatico e a tratti l’acqua assume
colorazioni che
non hanno nulla da invidiare al più blasonato Mediterraneo.
Mentre scrivo, ci troviamo all’ombra di un ristorantino per
pranzare. La signora che ci serve parla uno stentato ma efficace
italiano. Scopriamo che vive a Ercolano e che è tornata a casa
per le ferie. Il confine dista una trentina di km, e la strada
che attraversa questo tratto di entroterra è rovinatissima. Ci
troviamo al valico più a est che collega la Bulgaria con la
Turchia. Dobbiamo procedere come delle lumache, usando spesso
anche la seconda. Il paese che ci ospita per mangiare si trova
un paio di km fuori dalla strada principale. Calmo e senza
rumori, il locale si affaccia sulla piazzetta principale.
All’ombra si sta molto bene e un pranzo a base di pollo e Coca
Cola andrà benissimo. Le mosche ronzano su di noi
insistentemente.
Sono già le 14.25 e la strada è ancora molto lunga... circa 300
km ci separano da Istanbul.
In poco tempo arriviamo al confine turco. La strada migliora,
anche se le buche dell’asfalto si mimetizzano ancora con le
ombre scure e nette proiettate dalla vegetazione. Alle 14
arriviamo alla frontiera, per uscirne
circa due ore dopo. Nel giro di pochi chilometri il panorama
cambia nuovamente: al fitto verde dei boschi di latifoglie
subentra l’oro della vegetazione bruciata dal sole e macchiata
qua e la dal verde di qualche
albero. è stupendo. La luce del pomeriggio amplifica le tonalità
calde della vegetazione e della terra color ocra. La strada
scende placida lungo le colline. Passiamo il primo paesino, ed
ecco apparire la sagoma, slanciata come quella di un razzo
pronto al decollo, di un minareto. Più avanti, il letto di un
fiume secco ricoperto di erba verdissima, si addentra in una
piccola gola formata da poche rocce ricoperte di erba gialla. Il
contrasto è netto e fantastico.
L’autostrada che porta a Istanbul corre veloce, anche se
passeranno circa 150 km prima di trovare un distributore. Viene
la sera mentre ci avviciniamo alla grande città. Sulla nostra
destra la luna illumina il Mar di Marmara, che con i suoi
riflessi ci dice che ci stiamo avvicinando a quella che per noi
è la meta simbolica del nostro viaggio: Istanbul, sospesa fra
Europa e Asia.
Il traffico si fa sempre più intenso, ma è regolare. Grossi
grattacieli popolari ci accolgono nella periferia della città. è
una metropoli enorme e i milioni di luci che si stagliano alla
nostra vista mi affascinano. Il traffico monta come impazzito e,
senza nemmeno rendercene conto, ci troviamo in una tangenziale
traboccante di auto e tir che sfrecciano, suonano e si
incrociano in quella che a noi appare come una trappola mortale.
Senza perdere la calma seguiamo per Ankara, sperando di trovare
indicazioni per il centro storico: e lì che vorremmo trovare un
albergo. Scorgo una scritta che potrebbe essere quella giusta,
ma non sarà così. Il frastuono dei veicoli rimbomba nei caschi e
presto scopriamo di essere ancora lontanissimi dal centro.
Cerchiamo nuovamente la tangenziale e ci perdiamo per una serie
di vicoli della periferia, trafficati e senza semafori. Gli
incroci sono una lotta fra chi si fa valere di più e sembra che
le precedenze non esistano.
Siamo vulnerabili sulla nostra moto. Penso che l’unica soluzione
sia quella di non farsi intimidire e di far valere il proprio
diritto di rotta così, come si usa da queste parti. Fingo di
essere uno del luogo e con una certa “prepotenza” procedo per la
mia strada.
Chiediamo nuovamente indicazioni e finalmente troviamo la
tangenziale.
Studiando la cartina, mi ero reso conto che la nostra uscita si
doveva trovare poco prima di passare il Bosforo.
Un
taxi ci sorpassa, quasi toccandoci, due macchine da dietro
inchiodano dando l’idea di tamponarci. Mari è terrorizzata e
vuole scendere dalla moto.
Solo dopo scoprirò aver pianto dalla tensione dentro il suo
casco.
D’improvviso ci troviamo al pedaggio per il ponte sul Bosforo.
L’ingresso sul ponte rivela una veduta della città stupefacente.
Un brulicare di luci, spezzato dal lungo stretto. sulle rive,
barche illuminate ondeggiano
vistosamente. Rimango a bocca aperta per lo spettacolo che vedo.
Il ponte mi appare enorme e mi sembra un limbo fuori dal baccano
assordante del traffico. Il tutto dura pochi secondi e
all’improvviso un cartello ci
ricorderà che abbiamo cambiato continente: siamo in Asia. è
stupendo, e da qui la città appare nettamente spezzata in
diverse zone, sensazione dovuta alla sua particolare morfologia.
Cerchiamo un posto dove dormire, ma non una pensione, hotel,
ostello viene a darci conforto. Niente da fare. Sono circa due
ore e mezza che vaghiamo per la città e ormai quasi 13 che
viaggiamo.
Torniamo nella Istanbul europea attraverso un secondo ponte
illuminato con migliaia di luci colorate. La direzione è quella
giusta e ci stiamo avvicinando al centro, ma non riusciamo a
trovare una strada che ci porti li. Tutte le strade sembrano
portare altrove. Ci troviamo persi in un labirinto. Questa volta
chiediamo indicazioni ad un tassista e finiamo per accordarci
così: Mari salta sul taxi con lui, telefonino alla mano. Io
cercherò di stargli attaccato fino a destinazione. All’una del
mattino dopo 15 ore di viaggio e 550 km percorsi, troviamo da
dormire.
Ora ci troviamo ai piedi di Santa Sofia. Seduto su di un
capitello, scrivo queste righe. Il vento soffia dal bosforo e
all’ombra degli alberi, fra le rovine si sta beatamente. Mi
sento in contemplazione e, sebbene manchino ancora cinque giorni
di viaggio, con la memoria assaporo il viaggio passato.
La musica orientaleggiante dei bar vicini si mescola al rotolare
delle foglie cadute. il vento fra gli alberi si mischia ai suoni
precedenti in una piacevolissima sinfonia di relax. Finita l’ora
della preghiera, durante la
quale i visitatori non sono ammessi, andremmo a visitare la
moschea Blu.
Istanbul è certamente una città da visitare. La sua parte
migliore, per quanto mi riguarda, si rivela al buio della notte.
Ieri sera, dopo una birra e un panino al pesce preso nei pressi
del ponte di Galata, abbiamo fatto una piacevolissima
passeggiata fino alla punta del Corno d’Oro. Qui, in compagnia
di una tazza di tea, siamo rimasti a contemplare in silenzio il
panorama. Davanti a noi brillavano nuovamente le luci delle
abitazioni e del ponte lungo lo stretto. La veduta è a 180 gradi
sulla baia e sulle alture su cui Istanbul si adagia. Alla nostra
destra l’Asia e alla nostra sinistra l’Europa, collegate solo da
un lungo ponte illuminato, nel buio della sera. |
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(fine
quarta parte) |
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5a parte |
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XI
TAPPA
Dopo
due giorni trascorsi a Istanbul, ci dirigiamo verso sud,
destinazione Kutahya. Questa località è famosa per la produzione
delle piastrelle decorate con ornamenti di vario genere... il
nostro hotel ne ha la facciata ricoperta. Uscire da Istanbul è
stato facile e piacevole, dato che la strada, per buona parte,
costeggia il Bosforo. Qui villette e imbarcazioni sembrano
staccarsi dal caos della città a cui appartengono. Il primo
tratto di autostrada è noioso e ho sonno. Mari è sempre più
stanca, il suo umore, oggi, è un po’ giù. Ci fermiamo in una
stazione di servizio per mangiare qualche cosa. Al suo interno,
un mini bazar delle spezie appare come una sorpresa. Compro del
pane, dei datteri, alcuni dolcetti turchi e qualche cosa da
bere. Mari è seccata e non ha fame. La sosta di Istanbul non le
è servita per ricaricarsi e dice che, se fosse per lei, la moto
sarebbe rimasta parcheggiata lì.
Ripartiamo in direzione sud ovest. La giornata è calda e il sole
infuocato scalda l’aria. La strada pare buona e scivola
divertente in una vallata dal colore grigio verde e dalla terra
rossa. Alcune rocce si stagliano sul blu del cielo. Un fiume
sulla nostra sinistra scorre lento fra la vegetazione.
La valle si apre e i campi coltivati fanno la loro comparsa. Da
lontano i fitti cespugli di cui sono coperte le colline, mi
ricordano la fitta chioma riccioluta di un uomo di colore.
facciamo un’altra sosta. Mari mangia e, forse, con l’avvicinarsi
di Kutahya, il suo umore migliora. Ripartiamo quando una luna
quasi piena sale davanti a noi, su di un cielo reso ancora
pallido dalla luce del crepuscolo. La vegetazione ora è arida e
ricorda le isole incoronate in Croazia. Una pianura lievemente
ondulata e praticamente “desertica” si para ai nostri occhi,
poche luci appaiono all’orizzonte.
Scompare la luce e con lei scompare anche la magia del tramonto.
La strada è stretta e piena di camion e le condizioni
dell’asfalto non ci aiutano.
grossi solchi scavati dai tir creano dei binari pericolosi per
chi si trova a cavallo di una moto. In più, come se non
bastasse, le luci dei veicoli provenienti dalla direzione
opposta rendono il tutto ancora più insidioso.
Fortunatamente tutto andrà per il meglio.
XII
TAPPA
Il mattino seguente, prima di rimetterci sulla strada, ci
concediamo una visita al bazar del paese. Kutahya non è nulla di
particolare, ma passeggiare per le sue vie sarà piacevole. Qui
scorre la vita. Uomini e donne lavorano nelle loro botteghe,
altri si trovano nelle sale da tea per qualche chiacchera in
relax. Pare però che le donne siano escluse da questo rito.
Passeggiando, scorgiamo una saletta molto carina e appartata
affacciarsi sulla strada. poche sedie in legno e una panchina
con adagiati alcuni tappeti, accolgono pochi clienti,
prevalentemente anziani. Turisti, qui, non ce ne sono. I ragazzi
corrono su e giù portando, vassoi carichi di piccoli bicchieri
di tea. Ci accomodiamo e in breve tempo anche noi consumiamo il
piacevole rito. Rimaniamo seduti una mezz’oretta, scattando di
tanto in tanto qualche foto. Il proprietario del locale è un
signore baffuto molto espansivo. Alcuni amici gli fanno
compagnia e si divertono a posare per qualche scatto. Al momento
di salutare, con nostra sorpresa, scopriamo che, molto
gentilmente, i tre bicchieri consumati ci sono stati offerti
dalla casa. Cordialmente ringraziamo e salutiamo, riprendendo
così la nostra via verso sud. sono circa le 13. Oggi vorremmo
percorrere una strada secondaria e relativamente poco battuta,
per visitare due villaggi da dove si dice che il panorama sia
particolarmente suggestivo. Chiediamo ad un benzinaio
informazioni ma, per nostra distrazione e mancanza di
segnalazione, non giriamo dove avremmo dovuto. Non importa,
pensiamo che il posto meriti una visita e decidiamo di tornare
indietro per una trentina di chilometri. La strada è bellissima
e con poco traffico. Il paesaggio diventa sempre più arido e a
tratti, si potrebbe definire desertico. Le colline sono dolci
pendii gialli. Qualche albero spezza questa visione
monocromatica. Oggi Il cielo terso e le ombre delle nuvole
proiettate sulla terra danno la sensazione di muoversi
effettivamente su di un piano tridimensionale.
Arriviamo ad un bivio che porta ad un paesino, da dove la strada
si farà sterrata. Percorriamo circa duecento metri e sulla
sinistra due contadine intente a lavorare i campi fanno la loro
comparsa. Il quadro è bellissimo.
Ci fermiamo per qualche foto. Le due sembrano essere madre e
figlia e si divertono all’idea di farsi fotografare. Ci
salutiamo con un cenno della mano e in pochi minuti entriamo in
paese. Le vie sono in terra battuta e polvere. Le abitazioni
sono disposte ai piedi di bizzarre formazioni rocciose che
sembrano sbucare dal nulla. Tutto appare sporco e povero. Una
ragazza dal capo coperto ci incrocia senza degnarci di uno
sguardo. Prosegue per la sua strada come se non fossimo
esistiti. Incrociamo una vecchia signora che invece si avvicina,
parla la sua lingua a noi incomprensibile, per poi chiederci dei
soldi. con lei un paio di bambini. Mi sembra una strega e non
pare essere particolarmente accomodante. giriamo la moto e
torniamo alla strada principale. Alcune rondini si incrociano in
volo a pochi passi dalla moto saettando come pazze. poco dopo,
delle mucche e poche oche interrompono il nostro cammino. Da
nord forti raffiche di vento portano nuvoloni neri. Raffiche
sempre più forti sbilanciano la moto. Ora è buio. Il paese che
vorremmo raggiungere dista ancora 50 chilometri, ma in queste
condizioni non mi fido. Con Mari decidiamo di pernottare al
prossimo paesino.
XIII
TAPPA
Nei
due giorni successivi ci dirigeremo verso Pamukkale, per poi
finire ad Efeso.
La strada in questi ultimi due trasferimenti mi sembrerà noiosa
e brutta.
Sarà stato per il fatto che non stavo bene, o altro, ma non mi è
sembrato di scorgere nulla degno di nota. Molto bella, però, si
è rivelata Pamukkale. Le sue vasche di travertino bianco sono
particolarissime formazioni di calcio. L’acqua calda, ricca di
minerali, scendendo lungo il fianco della collina, si raffrenda
facendo depositare il calcio contenuto in essa.
Camminarci sopra a piedi nudi è piacevolissimo, a tratti un po’
“doloroso”.
Standoci sopra, la sensazione è quella di camminare sopra un’
immenso cavolfiore o più semplicemente una nuvola. Il tramonto è
qui molto suggestivo e noi ci sediamo su di un punto poco
affollato per goderci la
pace del posto. Seduti sulle nuvole, ascoltiamo il suono
dell’acqua calda che placidamente scorre verso la valle. Sulla
sommità della collina, un sito termale di epoca romana
Hierapolis - domina la valle. La sera pernottiamo in una
pensione moto accogliente, gestita da una coppia di ragazzi.
XIV
TAPPA
Il mattino ci svegliamo colpiti entrambi dalla “maledizione del
viaggiatore”: tutto ciò renderà le operazioni di partenza più
faticose e lente... ad ogni modo, prese le giuste precauzioni,
arriviamo ad Efeso. Il sito archeologico è conservato molto bene
e la struttura urbanistica della città è praticamente integra.
La via del porto è perfettamente visibile e fa una certa
impressione pensare che alla fine di quel tratto di strada, dove
ora sorgono campi coltivati, una volta si trovava il mare. La
città si adagia lungo un pendio e, dall’alto dell’agorà, la
vista sul porto doveva essere veramente magnifica. Non è
difficile fare una volo di fantasia e immaginarsi i mercanti e
gli abitanti di qui aggirarsi indaffarati per le sue vie. A
Efeso il nostro conta chilometri segna 40569 chilometri. |
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(fine
quinta parte) |
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6a parte (ultima) |
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XV
TAPPA ARRIVO A CESME
E'
mezzanotte quando ci stacchiamo dal piccolo porto di Cesme.
Guardo le luci della costa turca allontanarsi, e con loro anche
questo viaggio. Verso prua si scorgono già vicinissime le luci
dell’isola greca di Hios. Dopo di loro, il Mediterraneo aperto,
cosparso di isole greche, poi casa. La costa turca appare buia e
con poche luci. Mari dorme. Siamo sistemati sotto ad una scala
all’esterno del ponte numero 7. Si sta bene, anche se i mortori
fanno un gran baccano. Fortunatamente però siamo al riparo dal
vento e l’idea di passare due notti sotto alle stelle del
Mediterraneo mi piace molto. Attorno il buio è pesto. Mare e
terra si mescolano all’orizzonte. Guardo verso nord e, oltre il
mare, lontano, scorgo le terre e i luoghi che abbiamo percorso
in questo viaggio. Oltre la costa greca scorrono i prati bulgari
e rumeni che poi, percorrendo la strada a ritroso, ci porteranno
dritti a casa. Si sta chiudendo un anello. Dei giorni passati,
oltre ai luoghi visitati, mi è rimasta la grande gentilezza del
popolo turco. Incontri brevi ma belli. In qualche modo questi
scorci di umana semplicità mi hanno ricordato il Marocco e il
suo popolo Berbero. Doni di poco conto, ma dal grande valore di
ospitalità e umanità. Forse delle luci sempre più lontane a
poppa mi sto portando via qualche cosa. Così spero di ogni
viaggio. La Turchia ne meriterebbe sicuramente uno più
approfondito. Per ora, però, ci attendono due giorni e due notti
di navigazione.
Sono le sette precise quando il sole sorge rapidamente alle
spalle di Andros. Questa notte, verso le cinque del mattino, mi
sono svegliato e il buio circondava la nave. Non una luce o
stella illuminava l’orizzonte. Anche la luna sembrava essersi
nascosta. Il mare era scuro e immobile.
Una barca a vela scorre sulla nostra sinistra. Bello il mare, la
sua vista mi rilassa. Il sole mi fa socchiudere leggermente gli
occhi. La nave dorme ancora. è un momento caldo di pace. Sono
calmo e rilassato, contemplo il mare e le sue onde serenamente.
Un lento movimento e una musica magica mi fanno sembrare che la
meraviglia che ho davanti ai miei occhi si rifletta in me.
Cala la sera su questa giornata di traghetto passata fra
chiacchere, sole, letture e ricordi della vacanza fatta lo
scorso anno in Grecia. Il ripercorrere in nave i tratti fatti in
moto lungo la sua costa, ha risvegliato ricordi offuscati dal
tempo. Lo stretto di Corinto e il tratto che lo separa da Atene,
Delfi, Cefalonia e Itaca. Dopo cena abbiamo osservato il sole
spegnersi nelle acque dello Ionio, immaginando di scorgere in
lontananza le coste della Calabria. La sera è molto umida ma non
troppo calda, anzi, al vento è quasi fresco. Fra poco ci
rintaneremo nel nostro sottoscala per passare l’ultima notte di
nave.
Prima
di chiudermi nel mio sacco a pelo, penso, a come sia
interessante scrutare il mare e mi domando il perchè. In fondo
si tratta solo di una vasta distesa blu e, se vogliamo, anche
monotona e desolata. Eppure molti di noi si soffermano per ore a
scrutarne gli orizzonti. Perchè? Pensandoci, la mia risposta sta
proprio nel suo vuoto. Come accade certe notti quando il
silenzio è totale. Non si sente nulla. Non un rumore, un suono o
una voce.
Il nostro orecchio però sta lì, allerta, proprio per questa
assenza di rumori, cercando di coglierne uno. Che l’occhio si
comporti allo stesso modo con il vuoto del mare? che rimanga
anche lui acceso per elaborare i dati cercando di scorgere
qualche variazione degna di nota? uno scoglio, un delfino, un
faro o altre imbarcazioni? già, forse è così...
E' circa mezzanotte quando mi sveglio. La luna è mascherata
dalla foschia e si riflette pallida sul mare calmissimo.
Navighiamo ancora nel buio e sembra di trovarsi a bordo di una
navicella spaziale persa nel cosmo. L’umidità è forte e tutto
sulla nave è bagnato. Mi fermo sul ponte di poppa vicino al
nostro sottoscala a parlare con Appo. Lui è del sud della
Turchia, nei pressi del confine con la Siria. Sembra una persona
gentile e onesta. Lavora a Genova da diciotto anni ed è sposato
con una ragazza sarda. Osservando il mare parliamo per almeno
un’ora. Parla soprattutto lui. Mi racconta di quando nel Œ85
viveva a Beirut sotto le bombe della guerra. Ne parla come di
un”esperienza fortissima dove, più che la tragicità della vita
in quelle condizioni, emerge la solidarietà e la voglia di
vivere fra chi cercava di portare avanti la propria esistenza
sotto le bombe. Ne esce quasi un quadro “positivo”... la guerra,
dice, ti mette in pace con te stesso. Mari dorme, non curante
della gente che continua a muoversi intorno a lei.
L’ARRIVO
A CASA.
Eccomi nuovamente a casa. Come il giorno prima di partire,
ascolto della musica. Mi rilasso e sto un po’ con me stesso.
Entrando a Milano, penso come davanti al muso della mia moto
stia scorrendo un mondo estraneo a quello passato. Istanbul,
sterrati, tramonti, persone... la moto procede sicura nel
traffico. Tutto scorre davanti a questo muso. Penso e faccio mie
queste sensazioni. è la conclusione di un bellissimo viaggio.
5500 km, un rientro “tumultuoso”, che mi ha ricordato una 24h di
mountain bike. Viaggiare tutta la notte per arrivare a casa alle
sei del mattino, quasi sognando.
Il mattino seguente prendo la bici, percorro la mia strada verso
il lavoro, ritiro i soldi. La città è piena e già frenetica
sembra essersi dimenticata di tutto. Mi fermo al bar per una
colazione italiana. Ricomincia un nuovo anno. E' bello partire.
Ancora più bello è partire per poi tornare.
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Giacomo |
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