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Viaggio
al Monte Ararat nella magica Armenia
(della Naturaider Donatella)
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5165 metri: l’Ararat
Il contatto distratto con un articolo
di giornale, una trasmissione televisiva, una fotografia su
internet, un vecchio progetto possono essere fatali.
Lascia perdere, mi dico, ma poi quel
viaggio mi ritorna nella mente. Allora eccomi pronta per affrontare,
con una spedizione alpinistica, i miei primi 5165 m s.l.m. Il monte
Ararat, la montagna leggendaria, la montagna dell’arca di Noè. Che
malattia il viaggio, ma la cura miracolosa soltanto una: il primo
passo che mi porterà in vetta. Che piacere il ritmo lento dei passi:
250 metri di dislivello all’ora ed una frequenza cardiaca di 130
battiti al minuto. Così fino in cima, fino a 5165 metri.
Volevo arrivarci, ci sono
riuscita.
La lentezza, che godimento. Trasforma
il modo di percepire le cose, è un modo che allontana dal modo di
essere normalmente veloce. Il cambiamento è profondo ma non è
percepibile agli altri per i quali resto semplicemente una “matta”
che va in bicicletta o in montagna a fare cose strane. Poi mi
chiedono: “Come ti è andata?”, “Bé, certo, deve essere stato bello.
Ma io non lo farei, mai”. Mi rendo conto che è solo l’educazione
che le porta a farmi queste domande e che io sto percorrendo uno
spazio d’esperienze molto diverso. Mi rendo conto che più viaggi
strani faccio meno voglia ho di spiegarli, questi viaggi.
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Ho maturato una sorta di segreta ed
egoistica soddisfazione ad essere una delle poche a conoscere
l’ingresso nel mondo di Alice. So dov’è la caverna del tesoro,
quando ho bisogno di dobloni ci vado, li prelevo in silenzio e me li
godo. Sono una bella egoista, lo so…… Poi cosa mi resta di questo
viaggio? Il ricordo del rumore dei miei passi sulle pietre laviche,
i 48 °C al primo campo base a 3200 metri, una notte insonne a quota
4200, una calda minestra di lenticchie, alle 2:30 il nero della
notte prima dell’ascensione, il rumore dei ramponi che entrano nel
ghiaccio a 5000 metri, l’alba sulla vetta dell’Ararat. Insomma, cosa
resta? Mah, penso rimanga benzina che attiva le articolazioni per
la prossima impresa, insomma ti fa andare avanti, instilla
curiosità, voglia di ripartire.
Forse non lo so bene cosa sia, o
non lo so esprimere.
I miei genitori dicono che un po’ di
religione non farebbe male. Io dico che un po’ di viaggio, di quello
che ti viaggia lui e che non viaggi tu come vuoi, è una buona
religione del nostro tempo.
Grazie Maurizio
per essere la mia fonte d’ispirazione, la mia religione e l’ingresso
nel mondo di Alice. Donatella
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Per la stessa
ragione del viaggio, viaggiare
De Andrè
Le
discese ardite e le risalite della Dalmazia
(dei Naturaider Donatella e Luca)
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Ciao Mauri,
è da tanto che non ci vediamo ma
seguo sempre le avventure tue e degli altri Naturaider sul
sito.
Donatella ed io siamo appena
tornati da un bel viaggio da Spalato a Dubrovnik attraverso
le varie isole della Dalmazia (a dire la verità un po' più
montuose del previsto!).
Ti allego un pensiero e alcune
foto.
Arriverci al prossimo Naturaduno
Luca
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