BICI DA STRADA Bici da strada
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ULTRA - CICLYNG
(del Naturaider
Piero Rivoira Torino) |
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SICILIA NO STOP 2010
20/09/10 Patti ( Messina)
Eccomi
quà, dopo 2 anni sono tornato in questa slpendida Isola, si riprende
il discorso interrotto a Marsala a causa del gran caldo e dello
Scirocco che aveva dimezzato i partecianti della scorsa edizione.
Quest'anno a differenza del 2008 si parte di mattina, alle 07: 30,
dopo aver superato una breve ma secca salita ( 1 km con punte al 18%
) ci troviamo a Gioiosa Marea, 110 i partecipanti ( record ),
Salvatore Giordano ci dà il via e subito fuori il paese l'andatura
si fà allegra, il 1° controllo a Termini Imerese ( 140 km ) vede il
gruppo già frazionato, la rumba di saliscendi e la smania di fare
strada ci fà "volare", le gambe girano bene e il morale è alto. Al
timbro e rifornimento siamo una ventina di persone, cominciano gli
sfottò e di gran carriera si riparte.
Il prossimo controllo sarà a San Vito lo Capo, ma bisogna
attraversare il traffico di Palermo che nell'ora di punta è un gran
caos strombettante ( ci abitueremo mai a questo? ), dopo Capaci
arriviamo a Castellamare del Golfo, un gelato, acqua fresca e via,
si sale e il colpo d'occhio è davvero notevole, qualche foto ricordo
e in un leggero sù e giù sotto e il sole cocente arriviamo al bivio
per Custonacci, sempre in salita attraversiamo una zona chiamata
"Purgatorio", nome più appropriato non poteva esserci, visto il
paesaggio desertico e le elevate temperature. Inizia la discesa che
ci porta veloce a San Vito ( 293 km e 2° controllo),incontriamo i
primi che già stanno tornando indietro, saluto Sebastiano e Sandro (
detto Luigi, vedi Giorgio ) che viaggiano veloci, il paesaggio è
notevole, foto di rito,rifornimento idrico e della gustosa uva
bianca + banane di scorta e si riparte.
Siamo rimasti in 3 ,oltre al sottoscritto ( Piero detto Piera
l'infermiera ) Michele detto il Rè ( chissà perchè ???? ) e Jimmy (
ex campione Italiano udace 2010, vedi Mariano ) detto Jimmy , ed
ecco formata l'Armata Brancaleone ( manca il Capitano per un gioco
di ....mano....villano !!!! ), la grande esperienza e l'amicizia ci
danno sicurezza. Il nostro piano prevede di arrivare ad Agrigento (
510 km ) nelle 24 ore, lì abbiamo il bag drop e questo 1° traguardo
lo raggiungiamo con 1: 30 di anticipo, dopo aver attraversato
Trapani e Marsala ( loc. Strasatti il 3° controllo e 375 km )
decidiamo di passare per la strada vecchia e tortuosa di Menfi e
Sciacca, un pò più lunga, ma più riparata in caso di vento, anzichè
i viadotti, scelta fatta da quasi tutti, il vento non c'è, e una
parte del gruppo dietro a noi c'è la ritroviamo davanti, in compenso
sulla strada vecchia siamo rincorsi dai cani selvatici che ci
costringono ad un secco sprint salva polpacci. Con L'adrenalina a
1000 eccoci transitare nella Valle dei Templi, che illuminati, si
fanno ammirare per la loro imponenza, il nostro controllo si trova
appena fuori a Villaggio Mosè, l'Hotel 3 Torri ci da la possibilità
di farci una doccia e di riposare un po, i miei compagni appena
toccato il letto russano, io non riesco a dormire, dopo un paio
d'ore , dò la sveglia e fatta colazione ripartiamo, sono le 9: 40
del 21/09/10. A noi si è aggiunto Domenico, randonneur di Salerno,
ci accompagnerà per un pò, si viaggia alla volta di Marina Di
Ragusa, una tappa di 115 km che decidiamo di dividere in due per
poter recuperare un pò di energie e rifornirci di acqua e viveri, il
paesaggio è monotono e la strada un continuo saliscendi, il traffico
aumenta e i colpi di clacson pure, attraversando Gela a mezzogiorno
ci rendiamo conto di quanto sia pericoloso questa 1000 km, i nostri
riflessi, la stanchezza, amplificano i suoni e non vediamo l'ora di
uscire da questo manicomio.
A
Marina di Ragusa ( Punta Campanella ) 5° controllo , km 625 ci
concediamo una bella brioches con gelato e ripartiamo alla volta di
Pozzallo, Pachino ( urca quanti km di serre e pomodorini....), e a
Capo Passero, torniamo a vedere il mare, il paesaggio varia e poco
prima del tramonto siamo al 6° controllo con 700 km fatti, troviamo
Riccardo e Billy, che non si sono ancora fermati ( lo faranno a
Siracusa ), hanno già cenato e ripartono, salutati i nostri amici
ordiniamo la cena anche noi, una mega pasta e un filetto di carne
per ridarci le energie necessarie per affrontare la notte.
Nell'attesa di cenare ( tempi lunghi in Sicilia ) arriva bel un
gruppetto di persone, con Alberto e Marco scambiamo 4 chiacchiere e
finalmente arriva il mangiare, divorato il tutto e fatte fuori un
paio di birre, si riparte per Siracusa, ma un campo magnetico (????)
o chissà cosa ci ha messo fuori uso il Gps,si perde tempo a cercare
la strada, Domenico sceglie con un altro di fare un altro percorso
che nel dedalo di stradine si rivelerà più corto, infatti dopo
trentina di km li ritroviamo davanti a noi e colpo di scena , poco
dopo arriva di gran carriera il gruppo trovato a Capo Passero che ci
raggiunge e ci svernicia letteralmente lasciandoci stupiti ( Sgrunf
!!!!! ) e perplessi. L'Armata si guarda in faccia e non ci stà (
Mink !!!), piano piano recuperiamo terreno sugli scalmanati e
irriguardosi antagonisti, e con Jimmy in palla, scatta l'offensiva,
a turno facciamo trenate a 40 all'ora e in poco tempo gli siamo
sopra, ora le facce stranite sono le loro e i rimanenti 10 km che ci
separano da Siracusa volano via veloci, timbro a bar l Cavallino
Rosso ( 7° controllo e 765 km ) per noi che tiriamo dritto, ci si
divide dal resto del gruppo, loro si fermano in Hotel per dormire un
pò. La sfuriata di prima però ha fatto una vittima, ci accorgiamo
ora di aver meso in crisi il Rè, ci rimprovera e ci fa capire che
sarà dura per lui proseguire in quelle condizioni, io e jimmy
cerchiamo di sdrammatizzare, un po guardando le bellezze locali, un
pò sgranocchiando qualcosa al bar, alla fine conveniamo sul fatto
che sarebbe importante attraversare Catania di notte, per evitare un
bel pò di traffico, ripartiamo tranquilli, la strada che ci attende
tra raffinerie ( Augusta ) e la periferia di Catania è alquanto
noiosa, ci concediamo un micro sonno di mezzora,riposati, cerchiamo
di non prendere l'autostrada come da indicazioni di Giordano e la
ricerca della strada alternativa al ponte caduto ci porta a fare un
giro vizioso e più lungo di 15 km. Arriviamo al controllo (8° - km
825 ) verso le 03: 30, un bel pò di gente in giro, qualche donnina
in cerca di clienti, un tipo che si diverte a impennare la moto a
manetta, un ragazzo vestito da ragazza che stà spiegando ad altri
che le sue arti amatorie sono molto ricercate ed apprezzate, poi tra
risa e sberleffi se nè và sculettando. La gente ci guarda stranita e
ora tocca a noi essere oggetti di curiose domande, ordiniamo da
mangiare, siamo in perfetta tabella di marcia e quindi si prosegue,
altro micro sonno prima di Giarre e subito dopo, quando comincia
ormai a fare giorno , ci fermiamo per una ricca colazione.La meta si
avvicina, ma rimane ancora Messina da attraversare in pieno giorno e
prima ancora Capo
Taormina
e Capo Sant' Alessio, due strappetti duri ma che ci ricompensano per
il bellissimo panorama, per una ventina di km alla periferia di
Messina è il caos totale, auto in doppia fila, camion che non
riescono a passare, tutti che suonano e qualcuno che dice " ecchè
tieni premura? ", allora i marciapiedi diventano strada, zig zag tra
auto e pedoni, tanta pazienza e per miracolo arriviamo al bar dello
Stretto (Arf... arf !!!! ), 9° controllo e 925 km fatti. Appena
entrato mi trovo a discutere con un signore che si spaccia per
parente di Nibali, fresco vincitore della Vuelta Spagnola, dice che
è l'onore di Messina e via dicendo ( Paoloooo....diglielo a questi
signori chi è Nibalo....!!!! ) e dopo un bel disquisire, riusciamo
ad andarcene sfiniti, rimangono un centinaio di km, Torre del Faro (
forse il nuovo ponte si appoggerà quà ), Capo Peloro, qualche
strappetto prima di Villafranca Tirrena e il ripiombare nel caotico
e massacrante traffico di Barcellona Pozzo di Gotto ci fanno
chiedere che senso ha rischiare in questo modo per ottenere questo
brevetto. Finita una serie infinita di paesini tutti attaccati, la
strada torna normale ( finalmente ) e cominciamo a intravvedere la
sagoma del Santuario della Madonna di Tindaris, qualche km di salita
e siamo al colle, mancano 8 km ( Olè !!!! ), Troviamo dei ciclisti "
normali" che ci fanno i complimenti e vedendoci stanchi ci
rincuorano, un automobilista ci chiede " ma voi siete quelli della
1000 km? "e.....si siamo noi e siamo ancora vivi !!!, ormai è
finita, qualche foto ancora e la discesa ci riporta a Patti dove
finisce la nostra avventura, la NOSTRA Sicilia no stop n°6, alle 14:
45 del 22/09/10, dopo 55 ore e 25 minuti, abbraccio i miei compagni
soddisfatto e commosso e felicissimi andiamo al bar a festeggiarre,
arancini e birra + granita al caffè, salutiamo la combricola e via a
farci una doccia ,dormire un pò e una mega cena a base di pesce ci
aiuta a dimenticare la fatica fatta, è stata una prova dura che
porteremo a lungo dentro di noi .
Un saluto a tutti
Naturaider Piero Rivoira ( Torino )
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Brevetto ciclistico 1530 km
(del Naturaider
Piero Rivoira Torino)
Il
14 agosto ho preso parte al brevetto ciclistico in Germania di 1530
km, il giro partiva da Amburgo, poi Berlino, Colonia e ritorno ad
Amburgo.
Il via al mattino alle ore 06:00, piove tanto per cambiare, 88
partecipanti per lo più tedeschi, danesi, inglesi e 5 italiani che
in modo e con motivazioni diverse affrontano questa lunga no stop (
125 ore di tempo max), la prima parte abbastanza pianeggiante corre
via veloce, alla sera arriviamo a Dirfurt ( 460 km), prima sosta
importante, mangio e mi riposo un paio d'ore, alle ore 03: 00
riparto da solo, gli altri compagni preferiscono ancora riposare, da
solo nella notte in mezzo a foreste scurissime, mi metto alla prova,
tratti nebbiosi, atmosfere affascinanti e forti emozioni mi aiutano
a stare sveglio, il giorno prosegue in un altalenarsi di salite
corte ma secche che sotto la pioggia diventano molto faticose. Alla
sera arrivo a Messinghausen (760 km, posto tappa con cambio abiti),
mi faccio una doccia, mangio e dormo fino alle 23: 30, a mezzanotte
riparto, ancora salite, ancora pioggia mi mettono a dura prova,
qualche fermata per dei brevi microsonni, quando le crisi si fanno
spietate e si rischia di cadere, approfittando delle pensiline della
fermata autobus ( hotel randnneurs), nella mattinata ritrovo Fulvio
( altro Italiano ) e facciamo strada insieme fino a sera tardi, Alle
02:00 del 17/08 sono nuovamente a Messinghausen (1130 km ), finito
l'anello più duro del percorso, ora a 400 km dall'arrivo mi concedo
una sosta fino alle ore 06:00, riparto nuovamente da solo, piove un
po di meno e le previsioni parlano di sole (???), all'alba il sole
arriva e mi accompagna fino verso sera al controllo di Lindern,
mancano 200 km, trovo Peter un ragazzone tedesco e con lui si decide
di continuare anche se si è rimesso a piovere. Il freddo comincia a
farsi sentire, siamo letteralmente fradici, approfittando della
saletta di un bancomat ci mettiamo gli ultimi indumenti asciutti, ci
riscaldiamo un pò e poi ripartiamo, ormai siamo vicini all'arrivo e
i km non passano più, si cerca in tutti i modi di distrarre
l'attenzione, di stare svegli, ma e dura, ancora qualche piccola
pausa e finalmente alle 05:10 del 18/08 dopo 95 ore arriviamo ad
Amburgo,un abbraccio al compagno di viaggio e via sotto una bella
doccia calda e finalmente a dormire.
Nel pomeriggio arriveranno gli
altri Italiani, si fa festa e ci si racconta ognuno le proprie
impressioni, anche questo brevetto e finito e lo porteremo a lungo
nel cuore e nella mente.
.jpg)
Grazie e
Saluti a tutti
Rivoira Pierangelo
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“(
R.P.E ) Raid Provence Extreme, una gara di 600
km”
(del Naturaider
Piero Rivoira Torino) |
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Il
22 e 23 maggio con il mio amico Giorgio Murari ho partecipato al
Raid Provence Extreme, una gara di 600 km in formula ultra - ciclyng
e grand randonneurs ( la nostra ), il percorso presentava un
dislivello di 10200 mt e 34 ore di tempo massimo per concluderlo.
Alle ore 9,30 partenza da Bedoin
per i randonneurs ( gli Ultras alle 11,00 con auto al seguito ),
troviamo Matteo un altro Italiano alla sua seconda esperienza e ci
fà capire che non si tratterà di un passeggiata, la nostra scelta di
farla in completa autonomia ( zaino in spalla di kg 5) ci preoccupa
non poco, pochi km di riscaldamento e subito il Mont Ventoux,
interminabile e affascinate salita, cominciano le emozioni
forti......in vetta una foto ricordo con Anne ( fortissima ragazza
Francesealla sua quarta edizione) e giù in discesa fino al bivio per
Sault, poi il 1° controllo ad Aurel ( 64 km) si firma l'ora di
ingresso e uscita e via per una sere infinita di sali scendi spacca
gambe.
A Valensole 2° controllo ( 147 km
), mangiamo qualcosa, ci riforniamo di acqua e si torna in sella,
seguono i paesi di Riez, Moustiers Sainte Marie ( molto bello e
caratteristico arroccato sulle rocce ) e Aigunines al km195 3°
controllo, firma e cominciamo a rivedere i primi, i più veloci e
leggeri di noi, prime facce stanche, noi indosiamo il giubbino
riflettente, ci riforniamo e partiamo alla volta del Verdon, da quì
in avanti , fino al 270 km una leggera pioggia ci accompagna, ma
davanti a noi nuvole nere e minacciose lanciano brutti presagi, si
sale alle Gorges du Verdon ( 1250 mt), la strada e molto panoramica,
il fiume passa sotto qualche centinaio di metri, verdissimo.
Rimaniamo
incantati dal paesaggio, ci fermiamo per qualche foto e via, si sale
ancora, uscendo dalle gole uno sprazzo di sole , disegna nel cielo
uno splendido arcobaleno che ci portafortuna, piano piano il tempo
cambia, comincia a fare buio, si vede la luna e qualche timida
stella, ma la strada ora in discesa ci lascia capire che abbiamo
scampato per un pelo un brutto temporale, arriviamo a La Palud sur
Verdon 4°controllo verso le ore 23,00, un simpatico addetto mi
informa che l'Inter ha vinto la Coppa dei Campioni ( Alè !!!!! ) .
Con il morale sale anche
l'adrenalina che già di solito mi accompagna durante la notte, siamo
a circa metà percorso e buona parte del dislivello è dietro di noi,
dopo il Col d' Ayens, si ritorna a Moustier e poi Valensole, 320 km
( 5° controllo ), ritroviamo Anne da sola all'uscita del paese,
viaggia spedita e con cambi regolari facciamo un bel pezzo di strada
senza grosse pendenze da superare, ma nei pressi del villaggio La
Bastide, grazie ad uno "strano personaggio" appena unitosi a noi,
sbagliamo strada, Anne che nel frattempo si era un pò staccata
avverte le persone dell'organizzazione al bivio giusto che vengono a
riprenderci, una decina di km in più e un bello strappo che potevamo
evitare ci fiaccano un pò il morale, al controllo di Cèreste al km
395 (6° controllo ), noto nell'auto che ci è venuta a salvare, lo
"strano personaggio" ( cotto ), firma rifornimento e via, sono le
05,30,comincia ad albeggiare e la fatica si fà sentire, ci aspettano
ancora una serie di Còte non indifferenti.
Percorriamo
un po di km con altri due rando Francesi già visti, parlo con
Giorgio che si rammarica per lo sbaglio e comincia a nutrire seri
dubbi sull' esito della riuscita nel tempo massimo, poco più avanti
ritroviamo Matteo in piena crisi di stomaco, pallido riesce a
trascinarsi e medita il ritiro, gli offro una bustina di Geffer per
il suo " imbarazzo", ma preferisce un limone rimediato dalle ragazze
della corsa, piano piano si unisce a noi, ma nella discesa che porta
a Gordes rimane indietro e noi sbagliamo nuovamente strada ( colpa
nostra questa volta ) avanti e indietro, un altra decina di km in
più, mandano in tilt Giorgio, ormai e convinto che siamo fuori gara,
cerco di tranquillizzarlo dicendo che dietro a noi ci sono ancora un
bel pò di concorrenti, ma è alquanto pessimista.
Nei pressi di Bonnieux ( km 485 )
troviamo Matteo che conoscendo la strada ci aveva superato,
aumentiamo l'andatura, grazie a dei tratti da passita come siamo,
arriviamo nei pressi del controllo n°7 ( km 515 ) ma gli ultimi due
km prima della Còte de Saint Anne troviamo il famoso strappo al 18%,
il sole picchia di brutto e ci mette a dura prova, al controllo,
vedo Giorgio più ottimista, Matteo si stà riprendendo alla grande,
mancano 90 km,un paio di Còte....è circa mezzo giorno , possiamo
farcela , a turno cominciamo a tirare, su un percorso ora più
facile, ma il vento contro e un gran caldo ci porta molto provati al
controllo n° 8 (565 km), ormai manca poco, le ultime energie, la
voglia di arrivare, ci fanno compagnia strani pensieri, esaltati
dalla stanchezza per le emozioni provate, all'ultima Cotè a Les Baux
de Provence, la felicità e al culmine, cominciamo a sparare delle
castronate assurde e a ridere come bambini ( ....ma forse lo siamo
ancora ....????), ora la strada scende e gli ultimi 7/8 km Matteo li
tira tutti di un fiato, un ultima cronometro prima dell'arrivo che
conclude la nostra prova alle 16,08.
Applausi e foto di rito, un
abbraccio ai compagni di viaggio e alla mia paziente moglie,grande
gioia e soddisfazione, in totale 30 ore e 38 minuti, ampiamente
sotto il tempo massimo che senza sbagli di strada poteva essere
ancora meno, non male per la nostra prima esperienza in un Raid così
duro.
Ciao.
Piero Rivoira |
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