CAPE EPIC 2009
Report di Lorenza Menapace e Claudio Pellegrini (team Luna)
Al di la della
pura cronaca... chiudo gli occhi, scrivo... nemmeno rileggo.....
Ogni mattina una luce che penetra la pelle e la retina degli occhi
con paesaggi che a 360 gradi ti fanno respirare, sai quei respiri
che quando li fai ti alleggeriscono il petto.
Gli occhi del mio compagno che mi dicono "attenzione".... colori di
ogni sfumatura dell'arcobaleno si alternavano, mille lingue diverse,
ma altri 1200 sorrisi tutti con lo stesso significato, gioia.
Ricordo la salita a Gordons bay... lunga, eterna, ed io che avanzavo
spinta dall'oceano sotto di me e le montagne brulle e deserte
davanti alla mia forcella... avanzavamo in coppia, rapidi e
sorridenti. Il sudore appena appena accennato sulle braccia e sul
viso che faceva appiccicare ogni granello di polvere alla pelle,
sabbia, rocce e spini, sguardo basso per non cadere...poi come
chiamata da un qualcosa che non so cosa sia, ho alzato la testa, a
destra in basso oceano, noi che avanzavamo nel pieno di una montagna
secca e a sinistra un lago che pareva alpino con una piccola isola
di alberi verdissimi... ho chiuso gli occhi, respirato per non
piangere da tanta bellezza, e ringraziato Dio di quel che mi stava
donando.
Grazie
Non riesco a scrivere le emozioni come vorrei... ho cosi tanto da
esprimere rispetto a questa mia grande avventura con me stessa, la
sabbia, le pietre, il sole...il vento... cosi tanto da dare visto
quello che ho ricevuto...
Lory
Cape Epic – Sud Africa
Non
sappiamo bene i km ed il dislivello percorsi in quanto, rispetto al
dichiarato, le tappe hanno subito innumerevoli variazioni (in
aumento). Politicamente diciamo 720 km con 18.800 metri di
dislivello e 45 nazioni rappresentate.
La decisione di
partire per un avventura simile è scaturita dal nostro amore per la
mtb e delle temperature calde e cosi’, proprio all’ultimo momento,
riusciamo ad avere una “entry”. Prenotiamo un volo….e via si parte
per il nostro allenamento invernale.
Unico scopo?
Arrivare in fondo e divertirsi senza alcuna velleità di classifica,
guardando poi i nomi altisonanti dei partecipanti ci siamo
esclusivamente posti il problema di pedalare divertendoci e arrivare
in fondo senza conseguenze “no crash”.
Primo
intoppo…18 marzo: all’aereoporto Claudio, carico di roba come un
mulo degli alpini, deve lasciare al terra il sacco a pelo, un telo
mare che sarebbe bastato per una famiglia e il secondo paio di
scarpe.
Fatto lo
“spurgo” dei bagagli incontriamo due ciclisti svizzeri che
guardandoci ci chiedono se siamo una coppietta in vacanza…. quando
abbiamo detto loro che correvamo la Cape Epic stavano per riderci in
faccia (ndr sono arrivati molto dopo di noi in ogni stage)
Scalo a Dubai
per poi ripartire per Cape Town. All’arrivo ci aspetta in nostro
amico Peter che ci accompagna al nostro B & B che, oltre ad essere
splendido, si trova guarda caso a 800 metri dalla partenza del
prologo… FANTASTICO!
La giornata a
Cape Town passa tranquilla scorazzando con la mtb per le vie
trafficate del Centro.
Una donnina
Italiana – un uomo italo svizzero e due Niner Air 9 da 29: parte la
nostra avventura.
Date: 21 March 2009
Start/Finish: Cape Town
Distance: 17km
Climbing:
650m
Emozione, le
partenze delle coppie si susseguono ogni 30 secondi, 45 nazioni,
maglie colorate, musica e presentazioni per ogni team, tutto
fantastico. Si parte e la salita raggiunge anche tratti del 18%...in
discesa tiriamo i freni… ci hanno avvertiti di canali che tagliano
la strada molto pericolosi.
Well done, 13^
assoluti a pochi minuti dei leader, va bene cosi.
Arrivati al b &
b doccia, relax, e giretto a piedi per Cape Town in attesa che Jason
(il nostro kaddy) ci venga a prendere e portare a Gordon’s Bay
Stage 1
Date:
22 March 2009
Start/Finish:
Gordon’s Bay to Villiersdorp
Distance:
112km
Climbing:
2729m
Oggi
partenza nella bellissima cittadina balneare di Gordon’s Bay,
arriviamo per ultimi e ci infiliamo nella nostra griglia all”italiana”.
L’elicottero sopra di noi, un serpentone di biker senza fine, da
mozzafiato, eppure ordine e rispetto, nessuna spinta, tanti sorrisi.
Si parte e ci troviamo immediatamente dietro ai top team in quarta
posizione. Il paesaggio da balneare si trasforma in deserto con
strade che si inerpicano per km e km su sabbia e rocce. L’odore acre
della cenere degli incendi che stanno distruggendo gran parte delle
foreste si impregna nelle narici ed il caldo diventa sempre più
insopportabile. La tappa sembra non finire più. Claudio e’ alle
prese con la ruota che perde pressione in continuazione, cerca
disperatamente una pompa senza risultato. Poi ancora sabbia, sabbia
che ti impedisce di pedalare fluido e ti spacca la schiena, ma le
montagne che si susseguono e la bellezza di quello che abbiamo
attorno, ci fa passare ogni stanchezza.
Ottimo 11^
posto, accompagnati dal nostro amico Californiano Johnatan riusciamo
a recuperare varie posizioni.
Finito lo
stage, ci sistemiamo in un bellissimo appartamento in una villetta
bianca, nel quale accoglieremo anche Jason. Due bagni e tre stanze,
un fiume ed un prato verde smeraldo.
A nanna presto,
domani la gara non sarà meno dura, mentre il raffreddore di Lorenza
sembra lentamente passare anche se la tosse non la fa dormire da
molte notti.
Stage 2
Date:
23 March 2009
Start/Finish:
Villiersdorp
Distance:
110km
Climbing:
1527m
Sveglia alle
5.30 come al solito! Colazione nella grande tensostruttura dove si
tiene anche la cena e si riparte per riscoprire ancora un nuovo
paesaggio sudafricano. Sarà la nostra tappa più drammatica, con sei
forature sulla mtb di Claudio che ci hanno fatto perdere un ora e
mezzo, precipitando al 14^ posto della categoria mix. La partenza
velocissima ha portato i 1200 bikers su un larghissimo stradone sul
quale si viaggiava in gruppo ad oltre 40 km/h per poi buttarsi su un
single track che ha visto numerosi team Elite maschili (sempre in
prima fila) cadere rovinosamente a terra con conseguenze gravi.
Single track lunghi che poi ci portavano in splendide e curate “farm”,
un lungo lago color smeraldo che lasciamo sulla nostra dx per
cominciare a salire e faticare.
Stop, altro Stop ancora stop…
Saliamo, passiamo
tanti top team mix ma poi ancora stop, non abbiamo più nulla, piu’
fast, più camere d’aria. Il caldo si fa sentire proseguiamo in
qualche modo chiedendo aiuto a atleti e contadini del luogo,
incontriamo un componente del team Bulls…anche lui disperato con la
ruota in mano che sembra un coriandolo, noi proseguiamo in qualche
modo per poi arrivare (non abbiamo ancora capito come) al traguardo,
distrutti dal caldo e dalla tristezza.
Stage 3
Date:
24 March 2009
Start/Finish:
Villiersdorp to Greyton
Distance:
73km
Climbing:
1976m
Osserviamo
i km e l’altimetria… troppo pochi per essere una tappa facile. Ed
infatti cosi è, la tappa e’ durissima per le salite lunghe, tecniche
e che raggiungevano 12% 15% e 18%...addirittura per 12 km
consecutivi, tratti a piedi lunghissimi che ricordano la Trans Alp.
Ma noi siamo forti a piedi. Claudio spinge quando può entrambe le
bike che con le loro ruote da 29 pollici scorrono meglio. Anche qui
passiamo numerosi team mix, va benissimo, raggiungiamo Philippe (
l’amico svizzero di Claudio) e proseguiamo con loro. Si prosegue
bike in spalla, per poi catapultarsi in una discesa lunghissima,
ampia e sassosa verso la valle. Pedaliamo tra rocce rosse e arsure,
ed i nostri occhi, all’orizzonte, vedono una pianura verde ed
immensa. Proseguiamo in compagnia delle leader women, per poi
lasciarle indietro come sempre. Sono due ragazzine minute come
Lorenza ma anche se in loro si vede molta stanchezza sono davvero
determinate. Poi eccoci nel lungo track che ci riporta prima in
alto, per poi passare con tornanti stretti in fila indiana ad una
discesa che ci conduce ad una grande distesa di meleti dove il
profumo mi ricorda la Valle di Non, è fatta siamo arrivati! Invece
no! Si risale di nuovo, per l’ultima interminabile salita a piedi,
poi il segnale..5km al traguardo! Guardo Claudio, lo ringrazio,
questa volta è stata davvero dura, ma siamo nei top ten.
Jason ci viene
a prendere e ci porta al Zebra Moon, un bivacco ricavato in una
vecchia scuola che per l’occasione ospita, nelle innumerevoli “aule”
, atleti di ogni parte del mondo.
Stage 4
Start/Finish:
Greyton
Distance:
114km
Climbing:
2202m
Ore 7.00 pronti per la partenza.
Ci troviamo in griglia come al solito accanto a Tom Ritchey
che controlla la sua pedivella, pare abbia 10 anni…una doppia
usurata che lui, con il suo fisico ancora asciutto, sembra spingere
alla grande.
Oggi il caldo si fa sentire già dal mattino, ma la prima
sorpresa sarà una no way che porta il gruppo direttamente nel letto
di un fiume… piedi in ammollo, partenza neutralizzata e quando tutti
sono passati …VIA SI RIPARTE! Un ora di salita allucinante, dove
nessuno riesce a stare in piedi tanto il terreno è smosso e sassoso
e qui le doti di sky runners di ogni atleta diventano l’arma
vincente.
Giornata dura, durante la quale non abbiamo dosato a dovere
l’acqua e siamo rimasti senza water per 15 km davvero duri, salite e
strappi in mezzo alle colline di viti e di piantagioni di mele,
baciate da un immancabile sole, labbra arse.
Le borracce sporche sulle bici degli altri bikers, che
contengono ancora qualche traccia d’acqua, diventano un ameno
miraggio. Questa volta ci facciamo passare all’ultimo momento dal
forte team mix tedesco del quale non ricordiamo il nome e non
riusciamo a risucchiare il distacco. In discesa planiamo nel greto
di un fiume, che ci costringe nuovamente a caricare sulle spalle la
bike per poi infilarci nella cittadina lungo la consueta strada
sterrata ai 35 km/h. E’ fatta! E’ fatta ed ancora nei top ten. La
doccia ci aspetta, la polvere fa parte della nostra pelle tanta è la
fatica che si fa a levarla, ma anche oggi è andata.
Stage 5
Start/Finish:
Greyton to Oak Valley
Distance: 111km
Climbing: 2233m
Da Greyton
partiamo verso la distesa di vigneti e piantagioni di mele della Oak
Valley, ampissima valle che appartiene ad un unico proprietario,
dove gruppi di lavoratori di colore offrono la loro manovalanza per
la raccolta dei frutti. La tappa è davvero estenuante. Lunghe,
lunghissime salite che ci aiutano a recuperare le posizioni che ogni
volta perdiamo alla partenza. Come al solito anche quelli delle
griglie dietro partono sparati per poi inchiodarsi alla prima
difficoltà.
La tappa
dimostrerà tratti estremamente tecnici su discese stile downhill,
formate da grosse pietre prima ferme e poi smosse, che mettono in
difficoltà tutto il gruppo. Noi con le nostre 29er siamo
avantaggiati e scendiamo davanti a tutto il gruppo, precedendo molti
team mix. Altri tratti tecnici si susseguono ed è impossibile
continuare a mantenere la concentrazione, up and down che accelerano
e rallentano il gruppo, finchè Lorenza non si trova una componente
del Team Absa Lady (leader femminile) ferma davanti se….e cade
rovinosamente su delle rocce sbattendo la spalla sx.. Pensiamo che
sia il caso di fermarci e di abbandonare la gara… mancano 80 km
all’arrivo e causa il dolore risulta impossibile anche tenere il
manubrio.
Al water point
pero’ si decide di proseguire. Dolore, lacrime e caldo…. il
ginocchio dolorante di Claudio, la spalla senza forza e piena di
sangue di Lorenza. Ci attendono inoltre 12 km finali di un unico
single track in discesa tra le foreste, preceduto da una salita di
un km e mezzo al 18%. Siamo in ballo non possiamo mollare,
raggiungiamo addirittura una coppia israeliana che vedendoci
accellera in discesa e Lorenza, vista la spalla dolorante, non puo’
lasciar correre la mtb. Al traguardo 8^ posizione, e una corsa in
ospedale per valutare l’entita’ dell’incidente subito.
Fortunatamente tutto va bene, domani ultimo giorno.
Stage 6:
Start/Finish:
Oak Valley
Distance:
86km
Climbing:
1546m
Il
risveglio nel cottage a pochi chilometri da Oak Valley è duro!
Dividiamo la villetta con altri due team sudafricani e i turni per
usare i servizi. Partiamo con il pick up che è ancora notte.
Arriviamo al tendone dove è predisposta al solito la colazione e
l’umidità del mattino è talmente alta che piove all’interno dello
stesso.
La partenza su
sterrato ci porta per la prima volta attraverso piccole cittadine
dove la gente si prepara per andare al lavoro.
La velocità è
davvero alta e il nostro gruppo, formato dai primi team mixed, si
stacca dal gruppo di testa. Il percorso diventa accidentato e le
discese pericolose visto che siamo ancora tutti appiccicati.
Lunghe discese
di alternano a lunghe salite, dove la gente ormai stanca trova
difficoltà ad avanzare. Meleti, vitigni accompagnano il nostro
avanzare alternati da tratti di boschi anche bruciati, attraversiamo
molte strade principali dove la gente ci incita e si ferma a cercare
di capire quanta sia la fatica sui volti di noi atleti, siamo per
tutti degli eroi.
Incontriamo i
nostri amici californiani anche loro in difficoltà a causa di una
brutta caduta, proseguiamo faticando all’inverosimile sotto un sole
che non lascia tregua. Ci aspetta il solito lunghissimo single track
tra i boschi, che poi affianca un fiume tra la vegetazione e con un
ombra che finalmente lascia respirare. Dall’alto vediamo il
traguardo ma proprio allora un team davanti a noi cade rovinosamente
a terra facendosi male.
Troppo
pericoloso fermarsi, proseguiamo nella veloce discesa con tratti
tecnici che ci portano fin giù in fondo alla valle. I nostri amici
Jason e Ben urlano “Go Luna Go well Done”….Arrivati.
Stage 7:
Date:
28 March 2009
Start/Finish:
Oak Valley to Lourensford
Distance:
60km
Climbing:
1760m
Distanza
e dislivello
non facciano pensare ad una tappa semplice, perché le fatiche dei
giorni passati sotto il sole cocente si fanno sentire. La giornata
e’ fantastica ed e’ l’ultimo ingresso in griglia. Ci accompagnano
paesaggi d’incanto. La salita si fa subito dura e al solito passiamo
molti team. Anche Rebecca Rush sembra davvero aver dato tutto quello
che poteva dare, perché nonostante i dolori di Lorenza, siamo andati
via ad una velocità doppia della sua. La salita prosegue senza sosta
in una foresta che punta verso il cielo senza fine, si intravedono
le magliette dei corridori su una stradina tipo mulattiera
dissestata, senza poterne comprendere la fine. Saliamo in
continuazione, Lorenza rimane sempre in sella mentre io cerco di
sostenerla salendo a piedi. In cima ci attende una discesa
pericolosissima dove si raggiungono velocità impressionanti,
pensiamo entrambi che i team mix ci raggiungeranno perché per
Lorenza è impossibile tenere il manubrio con sicurezza. Ed invece
no, tutti stanno pagando la stanchezza mentre noi stiamo bene e le
gambe girano alla grande. Passiamo dei parchi naturali che
accompagnano il nostro fiatone e le nostre fatiche alleviandole,
planiamo sulle rotaie di un treno proprio mentre lo stesso stà
arrivando, attendiamo il suo passaggio e poi via verso l’arrivo.
Claudio chiede un ultimo sforzo quando si intravedono sulla collina
i ragazzi del mix team di Israele…. ci guardiamo e diamo fondo ad
ogni energia su una salita che sembra davvero insuperabile. Li
raggiungiamo, tutti ci guardano chiamandoci Big Wheels per via delle
nostre ruotone, viaggiamo il doppio, li passiamo…..e ci catapultiamo
verso l’arrivo. Il cartellone dell’ultimo km, piango. Piango perche’
stiamo realizzato il nostro sogno, Lorenza con 200 km di mtb nelle
gambe, ed altrettanti Claudio che predilige la bici da strada.
Tutto
fantastico, uno stadio intero intorno a noi che ci incita, un
respiro, uno sguardo e un abbraccio, è finita.
Un sogno
realizzato, sportivo, umano, personale.
Team Luna 11^ posizione team mix su 100 e 77^ posizione assoluta sui
600 team.
Lorenza e Claudio

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