Spazio Naturaider...... 
 
MTB MTB Mtb MtB

....returned from Salzkammergut... (La gara di MTB più dura d'Europa: 230 km 7000 m di dislivello tempo massimo 16 ore)

Report di Lorenza Menapace

"Un'esperienza allucinate!! Bellissimo per quanto concerne il contesto, la gente ed i ragazzi italiani incontrati tutti fantastici".


Il diluvio ha avuto inizio il sabato alle 3 di mattina quando ci siamo alzati per colazione ed è terminato la sera del sabato alle 23!
Partenza alle 5 a.m. sotto una pioggia battente che facevo fatica a respirare, dopo i primi 10 km di TOTALE salita passo tantissima gente...al primo ristoro mi ritrovo prima donna assoluta, mi sembrava quasi impossibile!!
Diluviava, tremavo che non riuscivo a tenere ferma gambe e braccia, gli occhi mi bruciavano per il fango che entrava..proseguo. al 30^ km trovo Enrico che mi conferma il primo posto con notevole vantaggio sulla seconda.
Scendiamo verso il fiume che lambisce il sentiero dove passavamo e vedo un ragazzo davanti a me scivolarci dentro, subito soccorso, ha ripreso la mtb e salito di nuovo in sella!PAZZESCO!
Incontro un ragazzo toscano facciamo alcuni km insieme...poi lo stacco, poi recupero la gamba che causa il freddo era dura e mi stacca lui, lo lascio andare...
Arriviamo in un canyon vs il 60 km, sono sempre prima...e una slavina di rocce scende sulla nostra dx, eravamo in tre "eremiti" ci siamo messi ad urlare...ma abbiamo proseguito con il rumore di rocce a destra e il fiume impetuoso a sx.....
Passo alcuni ragazzi, viola in faccia dal freddo, guardo il garmin 2 gradi!!!
Continua la mia ascesa...salite anche al 28%...e si sale non voglio scendere!
Rompo la pedalina e fatico a sganciare la scarpetta e questo mi fa cadere piu volte!!!!
Mangio in continuazione, ho freddo, tremo e come me tutti gli altri....sono all'ottava ora di pioggia ininterrotta...sento singhiozzare un ragazzo...dio mio..penso che senso ha tutto questo? Scendo da un single track (vedi link in basso) è un fiume e mi porta via....ci cado dentro, anche li sono sola nessuno accanto, ormai molti si erano ritirati, arrivo all 85 km trovo il ristoro e vedo gente assiderata tremare come foglie....e NEVICA, NEVICA tantissimo...io in pantaloni corti con 9 h di pioggia addosso. Per me, non aveva più senso continuare.....ho detto a me stessa, brava hai resistito sola finchè il buon senso ti ha detto di resistere. mi ritiro serena della scelta fatta....ero prima ancora (la seconda l'ho incontrata che passava pochi minuti ..e quindi perdo posizioni...dato che loro verranno fermate poco più avanti dove era stato messo il gate nonostante questa "rinincia"....sono maturata ancora, nuovamente....ho fatto cose che non potevo nemmeno pensare di riuscire a fare, sia a livello tecnico che sportivo...che spirituale
 


CAPE EPIC 2009

Report di Lorenza Menapace e Claudio Pellegrini (team Luna)

Al di la della pura cronaca... chiudo gli occhi, scrivo... nemmeno rileggo.....

Ogni mattina una luce che penetra la pelle e la retina degli occhi con paesaggi che a 360 gradi ti fanno respirare, sai quei respiri che quando li fai ti alleggeriscono il petto.
Gli occhi del mio compagno che mi dicono "attenzione".... colori di ogni sfumatura dell'arcobaleno si alternavano, mille lingue diverse, ma altri 1200 sorrisi tutti con lo stesso significato, gioia.
Ricordo la salita a Gordons bay... lunga, eterna, ed io che avanzavo spinta dall'oceano sotto di me e le montagne brulle e deserte davanti alla mia forcella... avanzavamo in coppia, rapidi e sorridenti. Il sudore appena appena accennato sulle braccia e sul viso che faceva appiccicare ogni granello di polvere alla pelle, sabbia, rocce e spini, sguardo basso per non cadere...poi come chiamata da un qualcosa che non so cosa sia, ho alzato la testa, a destra in basso oceano, noi che avanzavamo nel pieno di una montagna secca e a sinistra un lago che pareva alpino con una piccola isola di alberi verdissimi... ho chiuso gli occhi, respirato per non piangere da tanta bellezza, e ringraziato Dio di quel che mi stava donando.
Grazie
Non riesco a scrivere le emozioni come vorrei... ho cosi tanto da esprimere rispetto a questa mia grande avventura con me stessa, la sabbia, le pietre, il sole...il vento... cosi tanto da dare visto quello che ho ricevuto...
Lory


Cape Epic – Sud Africa

Non sappiamo bene i km ed il dislivello percorsi in quanto, rispetto al dichiarato, le tappe hanno subito innumerevoli variazioni (in aumento). Politicamente diciamo 720 km con 18.800 metri di dislivello e 45 nazioni rappresentate.

La decisione di partire per un avventura simile è scaturita dal nostro amore per la mtb e delle temperature calde e cosi’, proprio all’ultimo momento, riusciamo ad avere una “entry”. Prenotiamo un volo….e via si parte per il nostro allenamento invernale.

Unico scopo? Arrivare in fondo e divertirsi senza alcuna velleità di classifica, guardando poi i nomi altisonanti dei partecipanti ci siamo esclusivamente posti il problema di pedalare divertendoci e arrivare in fondo senza conseguenze “no crash”.

Primo intoppo…18 marzo: all’aereoporto Claudio, carico di roba come un mulo degli alpini, deve lasciare al terra il sacco a pelo, un telo mare che sarebbe bastato per una famiglia e il secondo paio di scarpe.

Fatto lo “spurgo” dei bagagli incontriamo due ciclisti svizzeri che guardandoci ci chiedono se siamo una coppietta in vacanza…. quando abbiamo detto loro che correvamo la Cape Epic stavano per riderci in faccia (ndr sono arrivati molto dopo di noi in ogni stage)

Scalo a Dubai per poi ripartire per Cape Town. All’arrivo ci aspetta in nostro amico Peter che ci accompagna al nostro B & B che, oltre ad essere splendido, si trova guarda caso a 800 metri dalla partenza del prologo… FANTASTICO!

La giornata a Cape Town passa tranquilla scorazzando con la mtb per le vie trafficate del Centro.

Una donnina Italiana – un uomo italo svizzero e due Niner Air 9 da 29: parte la nostra avventura.

 

Date: 21 March 2009
Start/Finish: Cape Town
Distance: 17km
Climbing: 650m

Emozione, le partenze delle coppie si susseguono ogni 30 secondi, 45 nazioni, maglie colorate, musica e presentazioni per ogni team, tutto fantastico. Si parte e la salita raggiunge anche tratti del 18%...in discesa tiriamo i freni… ci hanno avvertiti di canali che tagliano la strada molto pericolosi.

Well done, 13^ assoluti a pochi minuti dei leader, va bene cosi.

Arrivati al b & b doccia, relax, e giretto a piedi per Cape Town in attesa che Jason (il nostro kaddy) ci venga a prendere e portare a Gordon’s Bay

 

Stage 1

Date: 22 March 2009
Start/Finish: Gordon’s Bay to Villiersdorp
Distance: 112km
Climbing: 2729m 

Oggi partenza nella bellissima cittadina balneare di Gordon’s Bay, arriviamo per ultimi e ci infiliamo nella nostra griglia all”italiana”. L’elicottero sopra di noi, un serpentone di biker senza fine, da mozzafiato, eppure ordine e rispetto, nessuna spinta, tanti sorrisi. Si parte e ci troviamo immediatamente dietro ai top team in quarta posizione. Il paesaggio da balneare si trasforma in deserto con strade che si inerpicano per km e km su sabbia e rocce. L’odore acre della cenere degli incendi che stanno distruggendo gran parte delle foreste si impregna nelle narici ed il caldo diventa sempre più insopportabile. La tappa sembra non finire più. Claudio e’ alle prese con la ruota che perde pressione in continuazione, cerca disperatamente una pompa senza risultato. Poi ancora sabbia, sabbia che ti impedisce di pedalare fluido e ti spacca la schiena, ma le montagne che si susseguono e la bellezza di quello che abbiamo attorno, ci fa passare ogni stanchezza.

Ottimo 11^ posto, accompagnati dal nostro amico Californiano Johnatan riusciamo a recuperare varie posizioni.

Finito lo stage, ci sistemiamo in un bellissimo appartamento in una villetta bianca, nel quale accoglieremo anche Jason. Due bagni e tre stanze, un fiume ed un prato verde smeraldo.

A nanna presto, domani la gara non sarà meno dura, mentre il raffreddore di Lorenza sembra lentamente passare anche se la tosse non la fa dormire da molte notti.

 

Stage 2

Date: 23 March 2009
Start/Finish: Villiersdorp
Distance: 110km
Climbing: 1527m

Sveglia alle 5.30 come al solito! Colazione nella grande tensostruttura dove si tiene anche la cena e si riparte per riscoprire ancora un nuovo paesaggio sudafricano. Sarà la nostra tappa più drammatica, con sei forature sulla mtb di Claudio che ci hanno fatto perdere un ora e mezzo, precipitando al 14^ posto della categoria mix. La partenza velocissima ha portato i 1200 bikers su un larghissimo stradone sul quale si viaggiava in gruppo ad oltre 40 km/h per poi buttarsi su un single track che ha visto numerosi team Elite maschili (sempre in prima fila)  cadere rovinosamente a terra con conseguenze gravi. Single track lunghi che poi ci portavano in splendide e curate “farm”, un lungo lago color smeraldo che lasciamo sulla nostra dx per cominciare a salire e faticare.

Stop, altro Stop ancora stop… Saliamo, passiamo tanti  top team mix ma poi ancora stop, non abbiamo più nulla, piu’ fast, più camere d’aria. Il caldo si fa sentire proseguiamo in qualche modo chiedendo aiuto a atleti e contadini del luogo, incontriamo un componente del team Bulls…anche lui disperato con la ruota in mano che sembra un coriandolo, noi proseguiamo in qualche modo per poi arrivare (non abbiamo ancora capito come) al traguardo, distrutti dal caldo e dalla tristezza.

 

Stage 3

Date: 24 March 2009
Start/Finish: Villiersdorp to Greyton
Distance: 73km
Climbing: 1976m

Osserviamo i km e l’altimetria… troppo pochi per essere una tappa facile. Ed infatti cosi è, la tappa e’ durissima per le salite lunghe, tecniche e che raggiungevano 12% 15% e 18%...addirittura per 12 km consecutivi, tratti a piedi lunghissimi che ricordano la Trans Alp. Ma noi siamo forti a piedi. Claudio spinge quando può entrambe le bike che con le loro ruote da 29 pollici scorrono meglio. Anche qui passiamo numerosi team mix, va benissimo, raggiungiamo Philippe ( l’amico svizzero di Claudio) e proseguiamo con loro. Si prosegue bike in spalla, per poi catapultarsi in una discesa lunghissima, ampia e sassosa verso la valle. Pedaliamo tra rocce rosse e arsure, ed i nostri occhi, all’orizzonte, vedono una pianura verde ed immensa. Proseguiamo in compagnia delle leader women, per poi lasciarle indietro come sempre. Sono due ragazzine minute come Lorenza ma anche se in loro si vede molta stanchezza sono davvero determinate. Poi eccoci nel lungo track che ci riporta prima in alto, per poi passare con tornanti stretti in fila indiana ad una discesa che ci conduce ad una grande distesa di meleti dove il profumo mi ricorda la Valle di Non, è fatta siamo arrivati! Invece no! Si risale di nuovo, per l’ultima interminabile salita a piedi, poi il segnale..5km al traguardo! Guardo Claudio, lo ringrazio, questa volta è stata davvero dura, ma siamo nei top ten.

Jason ci viene a prendere e ci porta al Zebra Moon, un bivacco ricavato in una vecchia scuola che per l’occasione ospita, nelle innumerevoli “aule” , atleti di ogni parte del mondo.

 

Stage 4

Start/Finish: Greyton
Distance: 114km
Climbing: 2202m

Ore 7.00 pronti per la partenza.

Ci troviamo in griglia come al solito accanto a Tom Ritchey che controlla la sua pedivella, pare abbia 10 anni…una doppia usurata che lui, con il suo fisico ancora asciutto, sembra spingere alla grande.

Oggi il caldo si fa sentire già dal mattino, ma la prima sorpresa sarà una no way che porta il gruppo direttamente nel letto di un fiume… piedi in ammollo, partenza neutralizzata e quando tutti sono passati …VIA SI RIPARTE! Un ora di salita allucinante, dove nessuno riesce a stare in piedi tanto il terreno è smosso e sassoso e qui le doti di sky runners di ogni atleta diventano l’arma vincente.

Giornata dura, durante la quale non abbiamo dosato a dovere l’acqua e siamo rimasti senza water per 15 km davvero duri, salite e strappi in mezzo alle colline di viti e di piantagioni di mele, baciate da un immancabile sole, labbra arse.

Le borracce sporche sulle bici degli altri bikers, che contengono ancora qualche traccia d’acqua, diventano un ameno miraggio. Questa volta ci facciamo passare all’ultimo momento dal forte team mix tedesco del quale non ricordiamo il nome e non riusciamo a risucchiare il distacco. In discesa planiamo nel greto di un fiume, che ci costringe nuovamente a caricare sulle spalle la bike per poi infilarci nella cittadina lungo la consueta strada sterrata ai 35 km/h. E’ fatta! E’ fatta ed ancora nei top ten. La doccia ci aspetta, la polvere fa parte della nostra pelle tanta è la fatica che si fa a levarla, ma anche oggi è andata.

 

Stage 5

Start/Finish: Greyton to Oak Valley
Distance: 111km
Climbing: 2233m

Da Greyton partiamo verso la distesa di vigneti e piantagioni di mele della Oak Valley, ampissima valle che appartiene ad un unico proprietario, dove gruppi di lavoratori di colore offrono la loro manovalanza per la raccolta dei frutti. La tappa è davvero estenuante. Lunghe, lunghissime salite che ci aiutano a recuperare le posizioni che ogni volta perdiamo alla partenza. Come al solito anche quelli delle griglie dietro partono sparati per poi inchiodarsi alla prima difficoltà.

La tappa dimostrerà tratti estremamente tecnici su discese stile downhill, formate da grosse pietre prima ferme e poi smosse, che mettono in difficoltà tutto il gruppo. Noi con le nostre 29er siamo avantaggiati e scendiamo davanti a tutto il gruppo, precedendo molti team mix. Altri tratti tecnici si susseguono ed è impossibile continuare a mantenere la concentrazione, up and down che accelerano e rallentano il gruppo, finchè Lorenza non si trova una componente del Team Absa Lady (leader femminile) ferma davanti se….e cade rovinosamente su delle rocce sbattendo la spalla sx.. Pensiamo che sia il caso di fermarci e di abbandonare la gara… mancano 80 km all’arrivo e causa il dolore risulta impossibile anche tenere il manubrio.

Al water point pero’ si decide di proseguire. Dolore, lacrime e caldo…. il ginocchio dolorante di Claudio, la spalla senza forza e piena di sangue di Lorenza. Ci attendono inoltre 12 km finali di un unico single track in discesa tra le foreste, preceduto da una salita di un km e mezzo al 18%. Siamo in ballo non possiamo mollare, raggiungiamo addirittura una coppia israeliana che vedendoci accellera in discesa e Lorenza, vista la spalla dolorante, non puo’ lasciar correre la mtb. Al traguardo 8^ posizione, e una corsa in ospedale per valutare l’entita’ dell’incidente subito. Fortunatamente tutto va bene, domani ultimo giorno.

 

Stage 6:

Start/Finish: Oak Valley
Distance: 86km
Climbing: 1546m

Il risveglio nel cottage a pochi chilometri da Oak Valley è duro! Dividiamo la villetta con altri due team sudafricani e i turni per usare i servizi. Partiamo con il pick up che è ancora notte. Arriviamo al tendone dove è predisposta al solito la colazione e l’umidità del mattino è talmente alta che piove all’interno dello stesso.

La partenza su sterrato ci porta per la prima volta attraverso piccole cittadine dove la gente si prepara per andare al lavoro.

La velocità è davvero alta e il nostro gruppo, formato dai primi team mixed, si stacca dal gruppo di testa. Il percorso diventa accidentato e le discese pericolose visto che siamo ancora tutti appiccicati.

Lunghe discese di alternano a lunghe salite, dove la gente ormai stanca trova difficoltà ad avanzare. Meleti, vitigni accompagnano il nostro avanzare alternati da tratti di boschi anche bruciati, attraversiamo molte strade principali dove la gente ci incita e si ferma a cercare di capire quanta sia la fatica sui volti di noi atleti, siamo per tutti degli eroi.

Incontriamo i nostri amici californiani anche loro in difficoltà a causa di una brutta caduta, proseguiamo faticando all’inverosimile sotto un sole che non lascia tregua. Ci aspetta il solito lunghissimo single track tra i boschi, che poi affianca un fiume tra la vegetazione e con un ombra che finalmente lascia respirare. Dall’alto vediamo il traguardo ma proprio allora un team davanti a noi cade rovinosamente a terra facendosi male.

Troppo pericoloso fermarsi, proseguiamo nella veloce discesa con tratti tecnici che ci portano fin giù in fondo alla valle. I nostri amici Jason e Ben urlano “Go Luna Go well Done”….Arrivati.

 

Stage 7:

Date: 28 March 2009
Start/Finish: Oak Valley to Lourensford
Distance: 60km
Climbing: 1760m

Distanza e dislivello non facciano pensare ad una tappa semplice, perché le fatiche dei giorni passati sotto il sole cocente si fanno sentire. La giornata e’ fantastica ed e’ l’ultimo ingresso in griglia. Ci accompagnano paesaggi d’incanto. La salita si fa subito dura e al solito passiamo molti team. Anche Rebecca Rush sembra davvero aver dato tutto quello che poteva dare, perché nonostante i dolori di Lorenza, siamo andati via ad una velocità doppia della sua. La salita prosegue senza sosta in una foresta che punta verso il cielo senza fine, si intravedono le magliette dei corridori su una stradina tipo mulattiera dissestata, senza poterne comprendere la fine. Saliamo in continuazione, Lorenza rimane sempre in sella mentre io cerco di sostenerla salendo a piedi. In cima ci attende una discesa pericolosissima dove si raggiungono velocità impressionanti, pensiamo entrambi che i team mix ci raggiungeranno perché per Lorenza è impossibile tenere il manubrio con sicurezza. Ed invece no, tutti stanno pagando la stanchezza mentre noi stiamo bene e le gambe girano alla grande. Passiamo dei parchi naturali che accompagnano il nostro fiatone e le nostre fatiche alleviandole, planiamo sulle rotaie di un treno proprio mentre lo stesso stà arrivando, attendiamo il suo passaggio e poi via verso l’arrivo. Claudio chiede un ultimo sforzo quando si intravedono sulla collina i ragazzi del mix team di Israele…. ci guardiamo e diamo fondo ad ogni energia su una salita che sembra davvero insuperabile. Li raggiungiamo, tutti ci guardano chiamandoci Big Wheels per via delle nostre ruotone, viaggiamo il doppio, li passiamo…..e ci catapultiamo verso l’arrivo. Il cartellone dell’ultimo km, piango. Piango perche’ stiamo realizzato il nostro sogno, Lorenza con 200 km di mtb nelle gambe, ed altrettanti Claudio che predilige la bici da strada.

Tutto fantastico, uno stadio intero intorno a noi che ci incita, un respiro, uno sguardo e un abbraccio, è finita.

Un sogno realizzato, sportivo, umano, personale.

Team Luna 11^ posizione team mix su 100 e 77^ posizione assoluta sui 600 team.

Lorenza e Claudio