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Maurizio Doro famoso viaggiatore-esploratore estremo (è reduce da
una spedizione molto impegnativa in Argentina, (vedi sito
www.mauriziodoro.it) è anche organizzatore di raduni, di eventi e di
viaggi con la MTB, ed ora si propone per una nuova esperienza.
Accompagnerà un gruppo di biker alla loro prima esperienza di questo
tipo in Marocco per un'avventura in completa autonomia senza mezzi
al seguito ossia con le bici munite di borsoni laterali cariche del
necessario come vestiti, cibo, acqua ecc.
Maurizio metterà a disposizione la sua esperienza ventennale e le
conoscenze acquisite nei suoi viaggi avventurosi al gruppo composto
da 5 bikers: 3 provenienti della Sardegna, uno da Padova e uno da
Cremona che con entusiasmo si avvicinano per la prima volta ad una
prova di questo tipo con la curiosità di scoprire i propri limiti e
la propria capacità di adattamento in zone remote dove anche le
comodità più elementari come la luce e l'acqua sono un bene prezioso
e un lusso che pochi possono permettersi sulle montagne e nelle zone
desertiche di questo meraviglioso paese.
Il gruppo partirà il 28 aprile alla volta delle montagne dell'Alto
Atlante marocchino, seguirà le piste di alta montagna fino a 3000 m
per poi scendere verso le zone desertiche e si avvicineranno al
grande Sahara. 800km di piste a volte molto sconnesse, ma sempre
pedalabili, da percorrere in 10 giorni e solamente con l'ausilio
delle proprie forze. Le tappe prevedono una distanza giornaliera di
70-100 km con un dislivello fino a 2000m. Il gruppo non avrà tende
al seguito, una scelta che permetterà loro di vivere a strettissimo
contatto con le popolazioni berbere dormendo nei villaggi sostando
per la notte in piccoli rifugi e famiglie che Maurizio ha conosciuto
conquistando la loro fiducia negli anni nei suoi precedenti viaggi.
Sicuramente le forti emozioni non mancheranno e sarà questo il
premio per dieci giorni di fatica.
Seguite sul sito www.mauriziodoro.it l'avventura in diretta a
partire dal 28 aprile.
Al ritorno leggeremo i reportage e vedremo le foto dei partecipanti.
Buona Avventura Marocchina.
Lo Staff Naturaid
Le foto dei protagonisti
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Matteo, Stefano, Sergio, Davide, Fabrizio
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e
l'avventura continua nel 2009...... |
29 aprile 2008
Marocco in mtb: primi km, prime emozioni! di Anna Celenta
È
iniziato questa mattina il viaggio in mtb attraverso il Marocco di
cinque biker italiani guidati da Maurizio Doro: le prime emozioni di
uno di loro
La
conversazione telefonica è stata breve, ma in pochi minuti Stefano è
riuscito a infondermi un grande entusiasmo. Ho visto i primi
paesaggi del Marocco con i suoi occhi, anche se sono a migliaia di
chilometri di distanza. Lui là, tra montagne e deserti, con la sua
mountain bike, io qui, in Italia, davanti a un computer a cercare le
parole giuste per esprimere l’emozione che ho sentito nella sua
voce.
Stefano Mattioli è partito questa mattina da Marrakech, insieme ad
altri cinque amanti delle ruote grasse guidati dall’esperienza del
noto biker estremo Maurizio Doro, per un avventuroso viaggio in mtb
che lo porterà ad attraversare il Marocco.
Questa mattina gli avventurieri hanno montato e caricato le loro
biciclette: ognuno dovrà trasportare circa 20 kg di bagaglio e 5
litri di acqua durante tutto il viaggio. Per adattarsi al peso della
bicicletta Stefano e i suoi compagni hanno percorso i primi 20 km
circa su asfalto. Successivamente hanno iniziato a pedalare su
percorsi più impegnativi: “Siamo passati attraverso paesaggi
completamente diversi l’uno dall’altro – ha raccontato Stefano –
caratterizzati da colori altrettanto differenti. Dal marrone della
terra di valli deserte, al verde inteso della vegetazione”. Stefano
ha raccontato di aver pedalato tutto il giorno tranquillamente senza
pesantezza sulle gambe, nonostante i chilometri e il peso della
bici: forse l’emozione è più grande della stanchezza fisica!
Questi paesaggi suggestivi hanno accompagnato il gruppo fino
all’Altopiano Atlantico, dove, pedalata dopo pedalata, sono saliti
fino a 2700 metri.
Oggi
Stefano e i suoi compagni di viaggio hanno pedalato per circa 80 km
con un totale di 2700 metri di dislivello, per giungere questa sera
nel villaggio berbero di Alizaz, situato a 1300 metri di altezza,
dove ceneranno e pernotteranno a stretto contatto con la popolazione
locale.
L’avventura riprenderà domani 30 aprile, in attesa di nuove notizie
auguriamo a Stefano e a tutto il gruppo di mantenere lo stesso
entusiasmo e voglia di pedalare per il resto dell’avventura!
Uno
speciale ringraziamento da parte di Stefano a Saverio Ottolini
(Sport Attitude) per l’allenamento, senza il quale probabilmente non
potrebbe affrontare questa impegnativa avventura; Ethic Sport, per
integratori che userà durante il viaggio, e agli sponsor Senza Freni
e Securtool di Parma.
2 Maggio 2008
Marocco: l’avventura continua
Dopo
un giorno di silenzio causato dalla difficoltà di comunicazione
giungono finalmente nuove notizie dal Marocco. Stefano Mattioli
(Mangusta Bike Team) ci racconta la seconda e terza tappa del suo
viaggio in mtb, insieme ad altri cinque biker - Davide Fabrizio,
Matteo e Sergio - guidati dalla grande esperienza di Maurizio Doro.
“Il secondo giorno abbiamo percorso 80 km per un totale di 2000
metri di dislivello, raggiungendo quota 2500. Per i primi 40 km
abbiamo pedalato lungo un pista che attraversava valli
caratterizzate da immense pareti di granito. Una di queste, in
particolare, denominata La Cattedrale, è molto famosa, specialmente
tra chi pratica sport estremi come il lancio con tuta alare. Il
resto della tappa è invece proseguito lungo una mulattiera, che
attraversa un ‘kenyon’. Questo tratto era molto tecnico e alquanto
impegnativo. Il terreno è stato, infatti, particolarmente sconnesso
per l’intero percorso (40 km circa). In più, alla nostra sinistra
incombeva un burrone di almeno mille metri. Durante questo tratto
alcuni di noi hanno dovuto rallentare leggermente l’andatura,
raggiungendo il villaggio di Anerqui circa due ore dopo i propri
compagni che li hanno preceduti. La mattina successiva di buon ora
abbiamo ripreso il viaggio. Questa tappa è stata leggermente più
breve delle precedenti. Anche se abbiamo pedalato meno dei primi due
giorni - ‘solo’ 50 km - è stata forse la tappa più impegnativa. I
primi 12 km sono stati caratterizzati da una salita lunga e
costante, con la quale abbiamo toccato i 1000 metri di dislivello
dei 1500 totali di questa terza giornata. Una volta raggiunta la
vetta, la nostra strada è proseguita attraverso due valli molto
caratteristiche. La prima, a 2000 metri, la seconda a 1300.
Quest’ultima è un luogo molto importante per le popolazioni locali.
Si tratta, infatti, di una tappa obbligata durante la transumanza
dei dromedari, che si spostano verso zone meno calde durante
l’estate. Un’altra caratteristica del luogo sono le abitazioni, che,
invece di essere d’argilla come la maggior parte delle case
marocchine, sono realizzate in pietra. Qui anche la vegetazione ha
una peculiarità: le piante sono tutte molto basse, simili e bonsai,
perché sono l’alimento principale delle capre! Dopo questi
estenuanti 50 km siamo stati accolti nel villaggio di Bufferdà,
ospiti di una famiglia berbera”. Domani, 2 maggio, il viaggio di
Stefano continuerà, se il deserto marocchino non ci impedirà di
comunicare attendiamo con ansia il racconto delle prossime tappe.
4 maggio 2008
Marocco: il caldo incombe
Stefano Mattioli (Mangusta Bike Team) continua il suo racconto del
viaggio attraverso il Marocco in mtb guidato da Maurizio Doro. Il
caldo si fa sentire e alcuni biker iniziano ad accusare la fatica.
“Ieri, 2 maggio, quarta tappa del nostro viaggio attraverso il
Marocco – racconta Stefano – è stata molto faticosa, non tanto per
il percorso che era quasi tutto su strade asfaltate, ma per il
caldo. La temperatura dell'asfalto, infatti, ha toccato i 36°C. In
totale, abbiamo percorso 120 km per 1800 metri di dislivello. Sotto
il sole cocente, pedalata dopo pedalata a sera abbiamo raggiunto il
paese di Agudal. La tappa di oggi, 3 maggio, è stata la più lunga:
140 km - di cui 80 su pista e i restanti 60 km su asfalto. Abbiamo
raggiunto un passo a 3000 metri di altitudine. Anche il viaggio
odierno è stato caratterizzato da temperature molto elevate. Alcuni
dei miei compagni iniziano ad accusare molta stanchezza e stanno
soffrendo particolarmente il caldo. Proprio per questo motivo
abbiamo deciso di fermarci prima per cenare e riposarci un attimo.
Successivamente, dato che il sole era già tramontato, abbiamo
montato le lampade frontali sulle nostre mountain bike e abbiamo
terminato questa lunga, faticosa e calda tappa, raggiungendo il
termine delle gole di Dades, una valle particolarmente famosa per la
coltivazione delle rose. Purtroppo - aggiunge Stefano con un po' di
rammarico - questo caldo non ci permetterà di passare attraverso il
deserto del Sahara, pertanto abbiamo dovuto deviare il nostro
percorso verso altri itinerari. Grazie al ciclo di integrazione
bilanciata di Ethic Sport - conclude Stefano - mi rendo conto che,
nonostante il caldo, riesco a pedalare senza troppa fatica anche
sotto il sole che picchia duro sopra le nostre teste."
5 maggio 2008
Marocco: ultima tappa
Stefano Mattioli e i cinque amanti delle ruote grasse - Davide
Fabrizio, Matteo e Sergio - che insieme a lui hanno attraversato il
Marocco in mtb guidati da Maurizio Doro hanno percorso oggi, 5
maggio, la loro ultima tappa. “Questa mattina – racconta Stefano –
siamo partiti da Scourà. Abbiamo percorso 80 km con circa 800 metri
di dislivello, in parte su pista e in parte su asfalto. A metà
percorso ci siamo fermati a Ourzazate. Si tratta di una città molto
caratteristica, che viene spesso scelta come scenario per la
realizzazione di produzioni cinematografiche. Qui, per esempio, si
sono svolte le riprese del grande film hollywoodiano Il Gladiatore.
Nella stessa città è situata anche una delle più antiche Kasba del
Marocco, considerata patrimonio dell’Unesco. A Ourzazate si trova
inoltre il grande lago artificiale della diga Oued-Dràa,
dell’omonimo fiume che nasce a 3450 metri all’inizio del deserto del
Zagora. Anche il viaggio di oggi è stato caratterizzato dal gran
caldo. La temperatura ha infatti raggiunto i 40°C. Il paesaggio che
ci ha accompagnato lungo quest’ultima tappa, come per la maggior
parte del viaggio, era per lo più desertico. Verso tardo pomeriggio
siamo giunti, purtroppo, alla fine di questo fantastico viaggio, nel
paese di Ait-Benhadou. Domani mattina caricheremo i nostri bagagli e
le nostre mountain bike sulle jeep che ci riporteranno a Marrakech.
In questi otto giorni abbiamo pedalato per circa 700 km per un
totale di 9000 metri di dislivello. Avrei pedalato per un’altra
settimana – conclude sorridendo Stefano
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