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Maurizio Doro accompagnerà un gruppo di biker alla loro prima esperienza di questo
tipo in Marocco per un'avventura in completa autonomia senza mezzi
al seguito ossia con le bici munite di borsoni laterali cariche del
necessario come vestiti, cibo, acqua ecc.
Maurizio metterà a disposizione la sua esperienza ventennale e le
conoscenze acquisite nei suoi viaggi avventurosi al gruppo composto
da 3 bikers che con entusiasmo si avvicinano per la prima volta ad una
prova di questo tipo con la curiosità di scoprire i propri limiti e
la propria capacità di adattamento in zone remote dove anche le
comodità più elementari come la luce e l'acqua sono un bene prezioso
e un lusso che pochi possono permettersi sulle montagne e nelle zone
desertiche di questo meraviglioso paese.
Il gruppo partirà il 23 aprile alla volta delle montagne dell'Alto
Atlante marocchino, seguirà le piste di alta montagna fino a 3000 m
per poi scendere verso le zone desertiche. 600km di piste qualche
tratto oramai in disuso e a volte molto sconnesse, da percorrere in
7 tappe e solamente con l'ausilio
delle proprie forze. Le tappe prevedono una distanza giornaliera di
80-120 km con un dislivello fino a 2500m. Il gruppo non avrà tende
al seguito, una scelta che permetterà loro di vivere a strettissimo
contatto con le popolazioni berbere dormendo nei villaggi sostando
per la notte in piccoli rifugi e famiglie che Maurizio ha conosciuto
conquistando la loro fiducia negli anni nei suoi precedenti viaggi.
Sicuramente le forti emozioni non mancheranno e sarà questo il
premio per dieci giorni di fatica.
Al ritorno leggeremo i reportage e vedremo le foto dei partecipanti.
Buona Avventura Marocchina.
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Marocco Extreme 2009
(del Naturaider
Stefano)
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Marocco Extreme 2009- parte 1
Preparativi…
Un’alba tersa dall’aria frizzante irrompe nei miei pensieri
sradicando gli indugi della partenza, accelerando quel desiderio di
evasione rimasto per troppo tempo represso e in balia di una mera
fantasiosa creatività.
L’azione della partenza contiene un alto tasso di adrenalina, un
concentrato di contenuti formatisi da processi mentali precedenti,
che esprimono in questa ultima istanza forza e dinamicità. La
meticolosa procedura di preparazione diventa quindi il primo stadio
indispensabile che definisce lo stato mentale da cui prenderanno
forma progressivamente i contenuti e le risorse ad esse connesse.
Questa fase “rituale” è il motivo forte della mia convinzione,
nonché lo spunto creativo fondamentale per sperimentare e generare
soluzioni ottimali, nell’ipotetica proiezione di una realtà mutevole
e aliena.
L’equipaggiamento, dall’assemblaggio della bici alla scelta dei
materiali, parallelamente all’allenamento fisico, rappresenta il
progetto e l’interpretazione di questa bellissima avventura.
Forte dei miei pensieri, mi ritrovo sul volo 8A312 per Marrakech, in
squisita compagnia di Maurizio, Pierangelo e Michele: è l’inizio
dell’avventura …
Marocco Extreme 2009- parte 2
Marocco e Marocco…
Con una virata decisa il pilota predispone il
mastodontico velivolo all’atterraggio che rombando rumorosamente
solca quella striscia d’asfalto sempre più assediata da una
periferia ingombrante in continua espansione; Marrakech ci accoglie
così nel torpore umido dei suoi 40 gradi. I brevi momenti trascorsi
in questa città del maghreb, mi inducono a pensare che il modello
capitalista europeo abbia attecchito rapidamente,
sovrapponendosi alla tradizione rimasta asserragliata nella medina
quale simbolo di unicità e nel caos animato dei suoi saltimbanco
dell’affollatissima piazza Diam’ el Fna. Recenti boulevard “fioriti”
solcati da potenti Suv rappresentano la rete urbana di quartieri
direzionali e residenziali di ultima generazione, nella corsa
sfrenata verso la modernità secondo lo slogan più in voga di questi
tempi: yes, we can…
Solo il trasferimento ad Azilal a quota 1350 metri ci
riporta piacevolmente nel contesto della tradizione, un viaggio
attraverso un insolita campagna fertile e densa di colori e sapori
nel viraggio della luce al tramonto che ci sorprende estasiati.
Azilal è una città come tante, priva di qualsiasi
carattere pittoresco e fastoso che richiami la ridondante Marrakech,
piuttosto un luogo di passaggio scandito dal ritmo dei traffici
locali, lungo l’interminabile arteria stradale a ridosso del
versante occidentale della catena montuosa dell’Alto Atlante.
Questo fatto mi sorprenderà a più riprese durante il
viaggio; un concetto di modernità quale concentrato di umanità
connesso a dinamiche funzionali, piuttosto che un agglomerato urbano
dalle reali potenzialità di sviluppo e crescita socio culturale.
L’atmosfera dimessa e piuttosto fatiscente di queste urbanizzazioni
caotiche e selvagge sembra il risultato di una forzatura evidente
che esprime fedelmente la propria ragion d’essere intorno ad una
moschea, luogo del culto di astrazione verso un mondo parallelo
quale simbolo di perfezione ed unicità.
La materialità è un aspetto imperfetto della vita
terrena, un vincolo di un esistenza misera e delimitata dalla
dimensione spazio temporale; un ostacolo da superare
nell’aspirazione dell’ultraterrena perfezionalità.
Nella pacata atmosfera del dimesso albergo,
assembliamo pezzi di bici e riordiniamo l’attrezzatura al ritmo
psicadelico delle nostre luci frontali. Domani si parte.
Marocco Extreme 2009- parte 3
Pierangelo e Michele, Naturaider
per caso...
Se posso abusare dell’accezione “perfetto” in senso
esteso, così potrei definire questo viaggio all’avventura lungo le
piste dell’Alto Atlante marocchino, nell’immensità dei suoi scenari,
quali prospettive infinite di paesaggi che si fondevano nel blu
dell’orizzonte...
L’imprevisto non diventa più un ostacolo da superare, ma il fulcro
dell’avventura, il nocciolo dell’estremo, la tensione emotiva
costante di andare oltre, per scoprire e sorprendere Sè stessi in
una dimensione inconsueta, oltre i ritmi languidi della
quotidianità.
Mi sono ritrovato su quelle montagne a condividere forti emozioni
assieme a compagni di viaggio “sconosciuti” costruendo attimo dopo
attimo, giorno dopo giorno una forte solidarietà, una grande energia
emotiva che alimentava questa minuscola carovana di ciclisti
curiosi...
Ho “suggellato” queste emozioni con Maurizio Doro per il sapore
speciale che sa imprimere al “senso delle cose”; con Pierangelo e
Michele, per la squisita armonia che hanno rivelato nella loro prima
avventura, scoprendosi Naturaider...per caso.
Marocco Extreme 2009- parte 4
Berberi .. non barbari.
Il
maltempo ci sorprende in montagna, ormai quasi al termine di una
lunga cavalcata attraverso paesaggi rurali sconfinati, scolpiti da
millenni di catastrofi geologiche, densi del colore della materia
nel contrasto dei verdi e dell’ocra che virano di tonalità ed
intensità nella luce imprigionata in un orizzonte tempestoso che
avanza lentamente dietro di noi.
Una miriade di particelle di ghiaccio ben presto si
trasforma in una fitta pioggia che invade il sentiero rallentando la
nostra marcia. Un fango denso aderisce alle ruote, blocca cambio e
freni, costringendoci a spingere le bici che ora sembrano macigni
semoventi incollati al suolo; tutt’intorno regna un silenzio
assoluto nell’atmosfera ovattata densa dell’odore della terra
bagnata, che contiene e scandisce l’ansia dei nostri sforzi verso
un’indefinita rotta.
In quel silenzio l’uomo è Nulla se non parte di quel
Tutto che inesorabilmente scorre nella frazione infinitesimale di un
Tempo cosmico assoluto.
In quella dimensione “panteistica” incontriamo un
pastore berbero col suo gregge di capre; la nostra rotta trova ora
un punto definito e trascorriamo la notte a casa sua
nell’impossibilità di proseguire il viaggio.
Ci troviamo a vivere un momento speciale nella
dimensione “minimale” ma dignitosa di una realtà agreste che ha
ragion d’esistere in funzione di quella Natura straordinariamente
bella seppur spietata e violenta ai nostri occhi. L’esistenza
dignitosa di queste persone racchiude in sé il senso della vita
stessa nella ritualità quotidiana del vivere, nella semplicità dei
gesti, nella sacralità del saluto, nella devozione alla volontà
dell’Assoluto nella sua espressione diretta “Inshallah”.
In un alba tersa e frizzante ci congediamo e
riprendiamo il nostro viaggio; rotta verso Agoudal.
CONTINUA.
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Stefano, Pierangelo, Michele
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Ciao a tutti, alla prossima avventura.
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e
l'avventura continua...... |
Ciao Maurizio, un grazie di
cuore per avermi permesso di vivere questo momento, era dall'anno
scorso quando ti ho conosciuto in Sicilia che avevo desiderio di
provare qualcosa di diverso, l'asfalto e le lunghe percorrenze alla
fine non ti danno questo tipo di emozione.
Rientrare al lavoro e alla vita normale è stata dura, sembra
impossibile che 10 giorni di viaggio- avventura possano così
condizionarti.
E' stata una gran bella esperienza, i posti stupendi che abbiamo
visto sono ancora nei miei occhi e nelle mie notti insonni, mi
rivedo a pedalare per le piste sugli altipiani infiniti,tra fiori,
montagne, torrenti e cielo limpido...
La cosa che mi ha colpito inoltre è stata la serenità con cui si
sono affrontate le più svariate situazioni, il gruppo era ben
amalgamato e tu un regista perfetto ( ....Doro, oserei dire ....)
Era la mia prima esperienza di questo tipo e non ti nascondo che ero
un po preoccupato, ma alla fine, tutto e andato nei migliore dei
modi, la soddisfazione è tanta e spero in futuro di ripetere questo
tipo esperienza, anche in modo più spartano, magari con la tenda
come avevi accennato.
Un abbraccio e un saluto
A presto Pierangelo
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