NATURAID Tour Alto Atlante-Saharo-Draa Valley in MTB ottobre 2010
 

 

e l'avventura continua.....

8° FOTO-CONCORSO NATURAID MAROCCO

 

Il gruppo che ha vissuto il Marocco, con il viaggio di Maurizio, ha partecipato al concorso inviando gli scatti più significativi da cui sono state scelte le 3 foto che meglio rappresentano lo spirito e gli aspetti di questa avventura. Le 3 foto saranno premiate con un film di Maurizio.

1a Classificata (Stefano anni 45 Padova)

2a classificata (Salvatore anni 49 Cagliari)

3a classificata (Wladimiro anni 42 Cagliari)

 

 

4° classificata (Rino anni 59 Cagliari)

premio contrasto

"2 mondi 2 culture"

 

 


Premio speciale, Foto Naturaid

(Daniele anni 32 Cagliari)

La pista a volte è impegnativa e nell'oscurità sembra non avere mai termine, impegno e fatica, ma all'improvviso una luce e tutto sembra dimenticato... solo le dita verso il cielo con grande entusiasmo.

Rispecchia lo spirito personale, ai nostri occhi quello che fanno gli altri sono sempre le più grandi imprese, ma quando c'è sacrificio e consapevolezza umile della propria possibilità ognuno di noi fa una grande impresa (Maurizio Doro)

La vita è un'avventura.



I partecipanti

 ALESSANDRA 35 anni CAGLIARI
 ELISABETTA 35 anni CAGLIARI
 LORETTA 35 anni PADOVA
 
  ALBERTO 38 anni TARANTO
 ANDREA 40 anni TORINO
 ANTONIO 46 anni CAGLIARI
 D
ANIELE 32 anni CAGLIARI
 LUCA 33 anni VERONA
 RINO 59 anni CAGLIARI
 SALVATORE 49 anni CAGLIARI
 STEFANO 45 anni PADOVA
 THOMAS 33 anni CAGLIARI
 VITTORIO 46 anni LECCO
 WLADIMIRO 42 anni CAGLIARI

Le foto dei partecipanti 

 

 

 

 

 


Ma non è finità quì..... prossima sorpresa.....


IMPRESSIONI DEI PARTECIPANTI


ALESSANDRA 35 anni CAGLIARI

Marocco: Dalle montagne rosse alla prima duna del deserto

Rombo dei motori, rumore d'inizio viaggio: l'aereo si stacca dalla pista,penso sempre a quanto sia grandioso ed incredibile il fatto che l'uomo sia riuscito a costruire un oggetto così grande e pesante capace di volare. E'...inimmaginabile!Destinazione Marrakech. Ci aspetta una settimana in bici attraverso i villaggi berberi delle montagne dell'Alto Atlante, la catena montuosa più imponente dell'Africa del Nord, fino ad arrivare alle prime dune del deserto.
Ad una settimana dal rientro ricordi ed impressioni cominciano ad assestarsi e definirsi dopo un'iniziale sensazione di incompiuto e di non raggiungibile, come se al viaggio fosse mancato qualcosa; forse perché abbiamo attraversato una terra con delle realtà così diverse dalle nostre e così dure per noi che si fatica ad accettare e l'istinto è quello di cercare una spiegazione, trovare un senso o una soluzione, definire il giusto e l'ingiusto del mondo. Impossibile.
Cominciamo a pedalare il giorno in cui un' eccezionale perturbazione sta abbandonando le montagne.
L'acqua caduta nei giorni precedenti rende la progressione in bici davvero lenta e difficile. Entriamo in un canyon di roccia rossa seguendo il corso di un fiume di fango che guadiamo più volte. In alcuni momenti la corrente è talmente forte che rischia di farci cadere; In altri tratti il fango argilloso si incolla nelle ruote, appesantisce le bici, si cementifica nei cambi fino al punto di romperne qualcuno e le ruote non girano più Siamo costretti a fermarci dopo meno di 10 Km. Il giorno dopo il clima asciutto ed il sole compattano il fango e il percorso si fa più scorrevole.
I primi incontri non tardano ad presentarsi. In queste gole piccole comunità abitano le grotte scavate nelle pareti dei canyon oppure i villaggi costruiti in argilla dove non arriva né acqua corrente, né elettricità.
I bambini ci vengono incontro. Con entusiasmo, o tristezza? Mal vestiti e scalzi corrono nel fango tendendo le mani dipinte con l'hennè in attesa di ricevere qualcosa...Sguardi disarmanti per chi arriva da lontano portando con sé “tecnologia modernità e progresso” e si immerge in una realtà che sembra essere rimasta immobile nel tempo... ferma centinaia di anni indietro, così lontana dalla realtà che conosciamo dove tutto sembra indispensabile. Sembra proprio di fare un viaggio con la macchina del tempo eppure la nostra macchina del tempo è semplicemente un aereo che vola per poche ore. Ma quelle manine tese chiedono perché hanno realmente bisogno o perché spinte dalla curiosità e dalla novità...che infondo muovono allo stesso modo tutti i bambini del mondo? Forse sono solo attratti dalla novità, eppure non c'è fango che renda l'andare avanti più duro del lasciarsi alle spalle gli occhi di quei piccoli. Questa scena si ripeterà innumerevoli volte. Vorremmo fotografare tutto , da turisti curiosi: i visi, le donne che fanno il bucato al fiume o lavorano i campi gli uomini che si spostano ancora con gli asini. Scatto qualche foto, ma la sensazione è sempre quella di rubare qualcosa. Andiamo avanti...con tante domande sulla varietà e sul confronto tra le diverse culture ognuna delle quali porta la testimonianza di come i popoli si siano adattai alle condizioni territorio, di come abbiano sfruttato quanto è loro offerto dall'ambiente, di come ritmi e tempi siano scanditi dalle condizioni ambientali. Speriamo di rientrare a casa e portare indietro dopo questo viaggio le molte domande non dimenticando mai quello che abbiamo visto neanche quando saremo trascinati dal vortice delle nostre routine perché intorno al nostro “mondo” ce ne sono tanti altri, differenti, che ancora possiamo conoscere e che sicuramente ci aiutano ad avere maggior consapevolezza delle nostra condizione ed una maggiore sensibilità nei confronti della ricchezza della Terra.
 

Il viaggio prosegue.
In un susseguirsi continuo di paesaggi diversi abbiamo visto cime innevate, altopiani fangosi, i profili rossi delle montagne in contrasto con l'azzurro del cielo, il nero brillante ed accecante del basalto dove il riverbero del sole sembra metta in movimento la superficie di roccia, profondi canyon, valli, forre, notti stellate, visi, fiumi ed oasi, tramonti con sfumature di incantevoli colori, villaggi di argilla mimetizzati nelle
montagne, deserti di roccia e di sabbia. Al ritmo di ogni pedalata abbiamo goduto di ogni nuovo paesaggio così come solo la bicicletta consente di fare immergendosi e addentrandosi nei luoghi quasi entrando a farne parte, guadagnandoli con la fatica finché non si aprono ed avvolgono il viaggiatore nel suo percorso.
Dal punto di vista “tecnico” l'esperienza più singolare è stata la pedalata nel deserto. Abbandonate le montagne 90 km in pianura desertica ci separano dalle prime dune. Nonostante l'assenza di dislivello, il fondo del deserto è molto impegnativo...Vi si alternano pietraie, in cui pedalare con fermezza e fare i conti con l'equilibrio, e fasce sabbiose in cui pedalare con la massima agilità per non affondare nella sabbia.

Ritmi differenti e caldo secco, cocente, rendono il percorso faticoso. Intorno a noi tutto è piatto per chilometri, chilometri e... chilometri; siamo circondati solo da orizzonti: qui si potrebbe pedalare in qualunque direzione senza capire dove ci si dirige. Nessun riferimento ci aiuta a capire come orientarci in questo spazio infinito. Incontriamo al buio le prime dune del deserto del Sahara. Esausti abbandoniamo le biciclette e corriamo sulla la sabbia finissima. Una polvere sottile quasi impercettibile al tatto. Un'emozione forte che viviamo tutti insieme con lo stesso entusiasmo per la scoperta di un contesto inimmaginabile ed inatteso. Innumerevole di dune si susseguono in questo enorme deserto dove lo spazio si ripete sempre uguale a sé stesso in quel sali e scendi di sabbia immobile, che a volte si solleva in tempeste per ricadere in uno posto ancora uguale...Immagini l'infinità dello spazio.
Un viaggio è ben riuscito quando mi lascia qualcosa dentro di talmente forte indelebile da renderlo senza rientro, sempre vivo e senza fine, mi fa sentire a casa in tanti angoli del mondo e non in un solo posto.
E' questo che cerco , mi da soddisfazione e mi fa rientrare felice senza sentire nostalgia. Vedere le meraviglie del nostro pianeta e fare esperienze che facciano riflettere. Se manca questo..un viaggio ha la sua fine e viene conservato solo come un ricordo. Per fortuna anche il Marocco è stato un viaggio 'senza rientro' e non verrà conservato solo come un ricordo!

Ciao Alessandra


THOMAS 33 anni CAGLIARI

Allora da dove parto, dalla fine, dal rientro, da chi appena rientrato mi ha scritto:
‘Beato’ quanto ‘ Ti invidiò….scusate ma queste espressioni non mi piacciono!!! Volere, potere, ....io ho dedico anima, cuore e soprattutto gambe nella MTB!!! l'unica nota dolente è che ho scoperto la mtb a causa del mio moltissimo tempo libero per il mio stato lavorativo. Mi sento molto soddisfatto, in poco più di 2 anni ho perso tanti kili e macinato km su km. Ho pedalato conoscendo molto la Sardegna, l'iglesiente, fatto quasi tutti i single di Domus, molto hinterland di Cagliari, Sinnai, 7 Fratelli, la Quartu/Villasimius, la Barbagia con le ' Cortes Apertas,, le più alte vette sarde, Punta La Marmora, Punta Balestrieri, Monte Muggianeddu, posti incantevoli e impervi, d’estate ho fatto il bike & mare, prima si pedala poi ci si butta in acqua mangiando la sindria ( anguria ) e sorseggiando la bionda ( Ichnusa ), e l’inverno scorso abbiamo pedalato sotto la neve, assai rara dalle nostre parti. Ho gareggiato, sentito il nervosismo e i battibecchi che si provano nelle gare, mi sono migliorato e tanto, ho ricevuto rimproveri, consigli.. ho visto inoltre Montebelluna, Asolo e Sirmione, Prato, Vinci e Lucca, sempre in bike s’intende e come ciliegina sulla torta sono stato in Marocco, giro a tappe, unico, incantevole posti per noi occidentali quasi preistorico, 350 km e circa 4000 n di dislivello... ora ho un pò di Mal D'africa....ma ne è valsa la pena, e mi dico che nonostante sono un pò fortunato, o no?!
ho conosciuto un'infinita di persone, chi più o meno simpatica, piacevole, intelligente, dolce e unica ognuno a proprio modo..... dunque Volere è potere, e io finché potrò continuerò così, a pedalare, con la mia simpatia, con la mia tenacia, a volte sclerando,

 

 

 

 

xkè la vita è sempre in salita, e quindi ci vuole gamba.... Tomi

 

 

 

 


LORETTA 35 anni PADOVA

Io, la mia bici, sì proprio la mia, Maurizio, tutti voi e…la favolosa esperienza nel Magico Marocco…..
Tutto questo non è stato un semplice viaggio, non è stato un momento della vita che vivi e poco dopo passa ….come tanti altri momenti che se ne vanno perché non riescono a rimanere impressi dentro…..al contrario, tutto questo è stato ….vere, forti, grandi emozioni….emozioni che resteranno tali in ognuno di noi….che ci accompagneranno orgogliose nella
quotidianità anche la più semplice….che ci aiuteranno ad apprezzare la vita anche nei momenti più difficili…
Spesse volte mi ritrovo incantata a ripensare a tutto il mio viaggio….un viaggio iniziato per me molto prima della partenza… un viaggio voluto con il coraggio che non pensavo di avere ma con la testardaggine e l’apparente incoscienza ( che in realtà è coscienza fin troppo razionale!) che mi contraddistingue (lo sanno bene quelli che mi conoscono….), un viaggio che mi è venuto incontro come se io non lo avessi in realtà troppo cercato (che mistero la vita….), un viaggio iniziato in un momento di tristezza e delusione infinita ma che mi ha portato verso il sole e che meraviglia averlo trovato….!!!! Che meraviglia aver trovato tutti voi….!!!
Che cosa grande aver conosciuto e aver condiviso questo momento della mia vita con Maurizio che fino a quel momento avevo solo seguito dal mio computer….(da quanto lo stavo seguendo nelle sue affascinanti avventure….!), da quanto mi domandavo se mai “ lì un giorno ci potrò essere anch’io?”, da quanto tempo sognavo tutto ciò probabilmente senza
rendermene conto…! Che meraviglia il sogno divenuto realtà!
La prima volta in aereo, la prima volta in tenda, la prima volta da sola con persone che non conoscevo, la prima volta che avevo veramente voglia di vivermi tutto questo da sola….la prima volta che volevo confrontarmi con me stessa sul serio a costo di rimanerne delusa: una gran prima volta!!!!
Il nostro gruppo….la bella unione Continentali-Sardi….che compagni di avventura….èia…stupende persone….!
Grazie ad Antonio e al suo forcellino (il mio rotto dopo poche ore di pedalata in mezzo al fango il primo giorno…), grazie a Tomi per la sua piacevole simpatia e il suo strano modo di strillare ( ricordo il primo giorno quando non riuscivamo a spingere la bici tanto era il fango, al buio sopraggiunto in fretta, al freddo che mi faceva tremare, a Tomi che in quel momento in cui ci sentivamo un po’ disperati se ne usciva con sta vocina che un po’ riusciva a farmi sorridere…per fortuna non se n’ è mai accorto…), grazie a Wladi per la sua risata contagiosa, quanto mi piaceva, mai riso così di gusto!, e per la bici inscatolata al ritorno in cambio della mia sella nuova (ricordati di me quando ci sei sopra!), grazie a Vittorio per la sua crema idratante ( che sollievo dopo ore di sella ), grazie alla tenda condomino per le notti trascorse insieme, grazie a Tore e il suo definirmi giraffa, grazie a Dani per i lunghi momenti di pedalata insieme, per la sua calma invidiabile e per tutto il resto…..!, grazie a Stefano per l’aiuto quando ho forato, grazie a Luca per il viaggio all’andata, grazie ad
Alessandra e Betti per l’ ospitalità nella stanza rosa, grazie a Maurizio per i lacrimoni quando ci siamo salutati in aeroporto…..e ai suoi occhi lucidi come risposta….grazie a ciascuno per esserci stato ed esser stato un protagonista di quest’avventura…..!
Se qualcuno dovesse chiedermi un momento che più mi ha emozionato……senza dubbio rivivrei il pianto silenzioso che mi ha colto all’improvviso finchè ero seduta da sola sopra ad una grande duna e da lassù vedevo i miei compagni di viaggio che come piccole formiche si davano da fare per smontare e sistemare le bici negli scatoloni per il ritorno…..con me solo un piccolo uccellino (quello della foto)….e un ragazzo marocchino seduto a meditare…..lassù ci sono stata una mezz’oretta….. mi sentivo in alto….vedevo l’immenso attorno a me…..mi sentivo libera di gustarmi quel senso di pace….finchè gli altri laggiù si davano da fare…..mi sentivo staccata da tutto il resto……ho pianto per l’emozione che avevo dentro…..ho pianto per quello che avevo vissuto e stavo vivendo…..ho pianto perché mi sentivo da sola e stavo bene…..ho sorriso finchè scendevo di corsa da quel mio angolo di paradiso, mi sembrava di volare….!
Chissà se qualcuno si è accorto che ero lassù…..!?
Mauri diceva spesso….”la vita è un avventura”…..io dico…..”la vita è un viaggio di emozioni”…..

A presto….il viaggio sta continuando….
Lori


WLADIMIRO 42 anni CAGLIARI

E' stata una bella avventura, ricca di imprevisti, i guadi, gli incontri con le popolazioni troglodite, il fango che ci ha costretti al bivacco volante, le rotture della sella e del cambio !
Tante situazioni che hanno contribuito a rendere affascinanti ancora di più queste giornate trascorse assieme ad un gruppo di scalmanati sardi e di simpatici continentali: un bel gruppo affiatato. Dei bei sorrisi e delle battute divertenti, ci hanno aiutato a superare i momenti difficili.
Ho ancora vivo il ricordo della tappa di Nkob - Tafetchna dove ad un certo punto mi sono venute le lacrime per l'emozione e la felicità, pedalavo e piangevo...
Che dire poi del tappone da Tafetchna a Tinfou ?
La Grande Duna ancora una volta sembrava irraggiungibile, come l'anno scorso quando dopo una tirata di 70 km a tutta arrivammo all'imbrunire giusto il tempo di scattare qualche foto.
Porterò dentro di me il ricordo di tutti i vari attori di questapuntata: grazie a tutti per essere stati presenti.
Arrivederci alle prossime avventure,
Wladimiro


LUCA 33 anni VERONA

Ciao BUTEI,
come avete ripreso la vita normale? Io faccio faticosamente finta di niente anche se .... mi porto dentro un dei ricordi che fanno a botte con la vita di tutti i giorni. Eh si è dura riprendere dopo aver fatto un'esperienza come la nostra, è dura tornar alla frenesia del lavoro e del nostro mondo, sempre di corsa, dopo aver visto e provato che esiste un mondo dove si vive con ritmi diversi e ben più tranqui!

Son veramente contento d'aver preso il "virus Naturaider", perchè mi ha fatto conoscere luoghi da mille e una notte, facendo un viaggio che dentro di me deve ancora finire. Si perchè aver fatto un viaggio così che ora la mia voglia di libertà e di conoscenza ( che sia di paesaggi incantevoli o di realtà di vita completamente diverse) è incontenibile. Sono stati giorni troppo speciali che faccio veramente fatica a raccontare a tutti quelli che vogliono sapere, perchè sia il gruppo che la "location" hanno reso indimenticabili. Una cosa che il viaggio mi ha lasciato inoltre è la voglia quest'anno d'allenami per poter essere perfetto per la prossimo viaggio.
CIAO BUTEI Luca


DANIELE 32 anni CAGLIARI

Ciao Ragazzi prima di tutto volevo complimentarmi con voi per questo viaggio, credevo che potesse andare bene, ma così alla grande non pensavo. Questo viaggio non è stato solo pedalare ma vivere emozioni forti scontrandosi con la realtà del posto, sono rimasto stupito delle persone che abitavano nelle grotte e dei bambini che scendevano a chiederci da mangiare e le penne. Cosa è una penna per un bambino europeo? Un oggetto insignificante di poco valore, dovevate vedere la gioia della bambina a cui ho regalato la mia, per non parlare dei giocattoli, qui il loro gioco era costituito da
una ruota di ferro e un bastone. Abbiamo attraversato villaggi dove, la nostra presenza era un evento, i bambini ci rincorrevano per darci la mano, il cinque, il mezzo di locomozione principale è l’ asino, nei campi è utilizzato l’ aratro di legno, qui il tempo non è scandito da un ‘ orologio la vita passa e basta non esistono orologi non servono. L’ acqua viene presa dal pozzo e le donne lavano i panni nei fiumi, il lavoro è svolto dalle donne e gli uomini stanno a guardare, il baratto è una forma di commercio ancora in uso, la carne si macella e si appende in strada, non esistono frigoriferi. E’ stato divertente quando siamo entrati a comprare una scheda di memoria per la macchina fotografica e con tranquillità ci hanno dato una scheda usata con foto loro dentro. Questa è un’ avventura non tutto è programmato e prevedibile infatti la rottura del cambio e il fango chi hanno fatto capire che in ogni caso ce la dovevamo cavare da soli, pena salire sulle jeep e finire il resto del viaggio li, anche se in alcuni tratti le jeep non le vedevi e per non aspettare troppo dovevi seguire le tracce delle ruote delle bici sul terreno. Dal punto di vista paesaggistico era ogni giorno piu’ bello siamo
passati dal fiume, ai villaggi nelle montagne, alle Oasi: credevo che esistessero solo nei cartoni animati invece ci sono sul serio con le palme da dattero e la sabbia sotto, dormire una notte all'interno è stato fantastico, il Deserto questo rimarrà impresso nella mia memoria , arrivare li dopo 90 km di pedalata vedere la prima duna del Deserto del Sahara con i dromedari è stato molto emozionante, pero’ questo è stato l'arrivo, la fine della nostra tappa, del nostro viaggio, della nostra avventura del nostro sogno coltivato per tanti mesi. Per quanto riguarda il gruppo non credevo che 15 persone potessero andare così d’accordo e in sintonia per 9 giorni. Un Ringraziamento particolare a tutti i partecipanti di questo magnifico viaggio spero di rincontrarvi nella mia prossima avventura, e a Maurizio che ci ha regalato questo viaggio e questa avventura facendo quadrare sempre tutto con un sorriso sulle labbra!

DANIELE