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Kungsleden Winter Tour – Lapland 2008
“Il
calore dal freddo”
(del Naturaider Pie)
(dedicato alla Ste)

verso il
rifugio Salka
Accidenti: devo aver bevuto troppa acqua, se gia’ mi
devo alzare !
Trovo subito la frontale e
la accendo rivolgendola verso il muro; dalla stufa arrivano i bagliori della
brace che ancora arde; inforco gli occhiali e mi infilo le spesse calze di
lana, i pantaloni da sci alpinismo e il pile; prendo la giacca in goretex,
il berretto, i guanti e esco dal camerone richiudendo la porta. Sono nella
zona comune del rifugio e qui posso muovermi senza disturbare il riposo
degli altri.
Scanso il tavolone in legno
e vado verso il termometro appeso alla finestra, cercando di illuminarlo al
meglio: il vetro e’ appannato, ma capisco che siamo sui -28^C.
Indosso il giaccone, chiudo
la zip fino in cima, calo il berretto sulla fronte, metto i guanti e vado
fuori spegnendo il frontalino.
La fresca aria notturna
annulla il torpore che ancora un attimo primo mi avvolgeva: fa davvero
freschetto, ma nulla a che fare con quella sferzata che mi aveva colpito un
paio di giorni prima, affrontando il colle ...
Alla partenza (dopo le 7:30)
la temperatura era attorno ai -10^C, con cielo coperto e un po’ di nevischio
per nulla fastidioso. Avevamo superato l’ennesimo lago ghiacciato,
attraversato uno dei tanti boschi di betulle, ci eravamo inerpicati su per
il colle (chi tirava la pulka aveva messo le pelli agli sci) e da diverse
ore procedevamo lentamente in una realtà che non riuscivamo a vedere, tale
era la poca visibilità che ci avvolgeva.
Passo dopo passo, scivolata
dopo scivolata, una a una superavamo le croci rosse di Sant’Andrea che si
susseguivano piu’ o meno regolari a segnare il percorso.
Eravamo rassegnati ad
un’altra giornata che non ci permetteva di apprezzare le dolci curve dei
“tunturi” e di vedere il contrasto tra il cielo e la neve, bensi’ ci offriva
un unico colore, quello del bianco slavato e monotono, quando
improvvisamente e’ arrivata la sferzata, improvvisa e lancinante, con la
stessa forza di come quando realizzi che il tuo partner o una tua persona
amica ti ha tradito !
Il “blizzard”, un vento
glaciale, ci ha trovati sul suo soffiare: mani e viso hanno subito urlato
con forza, mentre il resto del corpo era ben protetto dal nostro
abbigliamento tecnico. Fortunatamente, eravamo poco distanti da un riparo e
nel giro di una mezz’oretta eravamo all’interno di una capanna in legno gia’
notata sulla cartina il giorno prima ...
L’aria fresca della notte,
invece, oltre a tonificarmi, aveva ulteriormente agito
sul mio
bisogno primario: supero rapidamente la distanza esistente tra il rifugio e
la baracca adibita a toilette, giro l’angolo e mi libero.
davanti a noi il nulla …
Solo a quel punto vedo la
“silouette” delle montagne che sono intorno, rischiarate dalla luna quasi
piena e dal riflesso della neve: c’e’ una stellata stupenda e una visibilità
incredibile !
E’ notte, ma adesso si’,
finalmente, percepisco la netta differenza tra il colore del cielo e della
neve.
Finora, abbiamo avuto
giornate molto coperte e grigie, a tratti anche qualche fine nevicata; le
temperature sono state costantemente ben al di sotto dello zero. Finalmente,
pero’, e’ arrivata l’alta pressione:
domani avremo bel tempo e speriamo si stabilizzi.
uscita dalla sauna (scatto rubato)
Chissà se avremo la fortuna
di vedere anche l’aurora boreale, intravista malamente dall’aereo in fase di
avvicinamento all’aeroporto di Kiruna, giusto la notte di arrivo in terra
lappone.
Passo accanto alla capanna
della legnaia e saluto l’husky che ha il suo muso fuori della cuccia
affondata nella bianca neve: inizio a sentire freddo alle mani, ma ho ancora
voglia di respirare l’aria decisamente frizzante e continuare a guardarmi
attorno.
Vedo un bagliore ad una
trentina di metri davanti a me: procedo verso il secchio d’alluminio sul
palo accanto al buco per l’approvvigionamento dell’acqua.
Nel silenzio assoluto, i
miei scarponi a ogni passo spaccano migliaia e migliaia di cristalli di neve
producendo sonori “crack”.
La neve secca si compatta e
si oppone dolcemente allo scarpone: mi tornano in mente i pensieri che
facevo tirando la “pulka” e percepisco nuovamente quella bella sensazione...
Come il corpo di una giovane
donna si modella per reagire tonico e fresco al tocco dell’amante
appassionato, anche questa neve accoglieva e tratteneva lo sci che la
compattava e le si aggrappava; e mentre il bastoncino la penetrava per
consentire lo slancio dell’altro sci, essa rispondeva col suono dei
cristalli che si frammentavano restando pero’ sempre cristalli di neve per
nulla trasformati, affatto immutati …
Sara’ pur bella la mia
sensazione nel camminare, ma ora fa proprio freddo !
Rientro velocemente nella
mia camerata e mi metto in mutande e maglietta; aggiungo un paio di pezzi di
legna nella stufa e torno nella branda sorridendo: sul tavolo c’e’
l’esposizione dei cerotti con cui Renato sta cercando di contrastare le sue
vesciche ai talloni.
Come il bimbo che si
acquieta beatamente nel caldo abbraccio della sua mamma, cosi’ mi sento
avvolto nel piumino della SvenskaTuristForeningen.
Per un’attimo, mi viene alla
mente la corsa fatta una mattina presto nella neve compattata dalle
motoslitte alla temperatura di -26^C: correvo con la sensazione di avere
degli spilloni che trafiggevano il viso, mentre le mani strillavano per il
freddo … pero’, nel contempo, percepivo una sensazione di serenità e vigore
al tempo stesso: da dentro sentivo una piacevole sensazione di caldo
benessere e correvo, correvo …
Il fuoco nella stufa ha
riacquistato vigore e io ho gia’ ripreso il mio viaggio.
Buonanotte ! Ciao, Pie
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LE TAPPE
Day 1
- March 14th - da Milano a Kiruna
Day 2
- March 15th - da Kiruna a Abisko
- acquisto di generi
alimentari utili per la traversata
- treno da Kiruna a
Abisko
- ritiro e giro di prova
dei materiali presi a nolo (pulka, sci, scarponi, ...)
Day 3
- March 16th - Winter Tour day 1
-
first lap: Abisko - Abiskojaure
Day 4
- March 17th - Winter Tour day 2
-
second lap: Abiskojaure - Alesjaure
Day 5
- March 18th - Winter Tour day 3
- two
laps into one: Alesjaure - Tjakta - Salka
Day 6
- March 19th - Winter Tour day 4
- two
laps into one: Salka - Singi - Kebnekaise
Day 7
- March 20th - Kebnekaise
- gita
di sci escursionismo
Day 8
- March 21th - Winter Tour day 5
- last
lap: Kebnekaise - Nikkaluokta
- riconsegna del
materiale preso a nolo (sci, scarponi, pulka, …)
Day 9
- March 22nd - da Nikkaluokta a Kiruna
- bus
from Nikkaluokta to Kiruna
Day 10 - March 23rd
- Kiruna
- turismo / sci di fondo
in Kiruna
Day 11
- March 24th – da Kiruna a Milano |
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La “Prefazione”
Torniamo in Sicilia, a distanza
di appena qualche mese, per portare a termine un discorso di bici
iniziato a fine maggio.
Un
bel progetto lanciato dal Vezz, prevedeva una classica
ciclo-eno-gastro-turistica percorrendo in mtb la dorsale dei
Peloritani e dei Nebrodi: un percorso molto panoramico, assai
selvaggio e poco battuto.
Una per nulla affidabile cartina 1:200.000 del Touring Club
Italiano, mostrava una bella strada che da Messina saliva a
Antennamare e restava in quota lungo tutti i monti Peloritani, ma le
nostre informazioni e i nostri scout locali la davano inesistente
per un tratto significativo.
In quell’occasione, decidemmo di non fare “pioneering”, per cui,
giunti in treno a Messina, percorremmo un sicuro tratto in asfalto
della costa orientale e salimmo in quota sui monti Peloritani solo
all’altezza di Mandanici, per poi fare il superbo itinerario lungo
la dorsale, come programmato.
Qualche mese dopo, i primi di settembre, un gruppo catanese
organizzava la 0-3000, ovvero, l’ascesa con la bici in due giorni
dal mare d’acqua salata al mare di lava sull’Etna. Per quanto
sbagliata potesse essere la cartina, il nostro istinto ci diceva che
un passaggio doveva esserci: nasce così per alcuni la sfida nella
sfida, per non lasciare incompiuto quel progetto iniziale …
La “Conclusione”
Intensa
la componente “ciclo”, si e’ infatti, pedalato parecchio superando
anche parecchio dislivello. Di qualità la parte sui Peloritani e
sull’Etna, di puro trasferimento la parte restante.
Per nulla secondario l’aspetto “eno-gastro”, che ha avuto notevoli
acuti con prodotti locali, soprattutto in alcune particolari
circostanze (agriturismo Nasita e Bar Turrisi).
La parte “turistica” è stata senza alcun dubbio degna delle
aspettative, per l’attraversamento di paesi e borghi di prestigio
con grande valore architettonico.
Eccezionale la parte “bif Tony” !
E’ universalmente risaputo (v. precedenti relazioni) che si
contraddistinguono in questo modo tutte le gratuità che si ottengono
a tutti i livelli. In questo caso specifico, si è andati ben oltre
la bottiglia di limoncello lasciata dal gestore del ristorante sul
tavolo, o il bis concesso senza richiesta; in questo caso, si è
trattato di piacevoli alloggiamenti e superbe cene in casa Meroni,
casa Smith e casa Rivera.
In tutti i casi, il trattamento riservato agli stanchi e affamati
biker e’ stato ad altissimo livello, ma su tutti, è stato Giovanni
Rivera che ha saputo dare quel pizzico in più nella sua ospitalità,
sapendo interpretare al meglio i desideri più reconditi dei suoi
ospiti, riuscendo a offrire quella qualità latente non richiesta e
non aspettata, ma assai apprezzata.
Una qualità fresca, giovane e allegra che non è facile reperire
stando in sella ad una bici !
I “Personaggi” (in rigoroso
ordine di ordine di apparizione)
Pie biker 1 /
gemello 2 / economo / simil-scrittore
Sicura colonna del gruppo cegt. Ricopre tutt’ora diverse funzioni in
campi diversi fra loro: di tanto in tanto si diletta nei reportage,
ma di tutte, la più apprezzata e’ quella di cassiere/economo.
Gianni Vezz biker 2 / pathfinder
Aveva curato l’organizzazione della dorsale sicula di maggio, ma in
quell’occasione decise di non forzare la sorte. Prima di lasciare i
monti Peloritani, sentenziò: torneremo e troveremo il passaggio !
Rappresenta l’anima del team. E’ capace di stare giorni e giorni
senza mangiare, oppure, giorni e giorni senza dormire. E’ lui che ha
spronato i singoli quando i chicchi di grandine picchiavano con
fragore sui caschetti o sulle mani serrate a spingere le bici sul
sentiero franato ! E’ lui che ha fiutato la giusta direzione quando
la nebbia aveva avvolto tutto e del sentiero c’erano solo deboli
tracce ! E’ sempre lui che ha saputo cogliere al volo una
significativa inquadratura di una delle tante donne che abbiamo
incontrato nel nostro peregrinare …
Umberto R. driver 1 Milano
Da ormai diversi anni non partecipa piu’ alle ciclo. Era
l’attendente del Presidente del gruppo cegt: gli portava lo zaino
nei tratti piu’ duri e, forse, era anche disposto nel bisogno, a
donare i suoi organi.
Giovanni R. driver 1 Catania / padrone casa 1 / biker 3
Ha partecipato ad altre esperienze riguardanti differenti discipline
sportive, ma è una “new entry” per cio’ che riguarda le classiche
cegt. Di base lavorativa a Catania, ha messo a disposizione casa sua
per alcuni giorni a Gianni e Pie, giunti dal nord.
Fabrizio scout-biker
Isolano, esperto dei Peloritani e figlio del padrone
dell’agriturismo di Mandanici utilizzato una notte. E’ stato
determinante per la messa a punto della parte logistica e ha più
volte indirizzato il gruppo sul giusto percorso lungo i Peloritani.
Giusy C. moglie scout-biker / bikeressa
Presenza gentile sui Peloritani che nulla ha a che fare coi rozzi
biker che l’hanno avuta affianco, avanti o dietro. Ottimo passo in
salita, troppa indecisione in discesa, ma la ragazza ha grinta e
stoffa !
Alan S. biker 4 / padrone di casa 2
E’ passato alla storia del gruppo cegt come il meccanico.
Dopo una prolungata assenza, da un paio d’anni è tornato
prepotentemente alla ribalta delle ciclo, grazie ai permessi
concessi dalla moglie Cristina.
Anche in questa occasione, ha messo a disposizione dei biker, casa
sua a Catania.
Anna Agriturismo Nasita - direttrice lavori
(mamma scout-biker)
Pippo “ “ - lavora
la campagna (papà scout-biker)
Agatella “ “ - resp.
relazioni esterne (giovanissima sorella)
Luca “ “ - apre e
chiude l’acqua (fratello scout-biker)
Ecco la famiglia al completo di Fabrizio conosciuta nell’agriturismo
di loro proprietà.
A prima vista, potrebbe sembrare che fosse Anna a condurre
l’attività, oppure che il complesso e’ portato avanti dal sapiente
lavoro di Pippo, ma in realtà tutto ruota attorno alla giovanissima
Agatella, eccezionale catalizzatore.
Cristina S. ex-biker / vicepresidente Gruppo MTB/
padrona di casa 2 / driver2 CT
E’ la graziosissima moglie di Alan, nonché responsabilissima mamma
di due giovani virgulti.
Impegnata nel gruppo catanese MontaInBike, ha partecipato
all’organizzazione dell’ormai classica 0-3000 e ha guidato l’auto
ammiraglia di supporto ai biker durante la dura salita sull’Etna.
Non solo ha messo a disposizione dei biker un’intero piano di casa
sua, ma li ha sfamati e li ha accompagnati all’aeroporto !
Maria Azzurra amica di Giovanni 1 / “tanghera” 1 / avvocato 1
Sebbene il suo arrivo all’agriturismo per la cena fosse stato
annunciato da Giovanni, è stata una piacevolissima sorpresa per
tutti. Viso dolce e sorridente, generosa scollatura, capelli lunghi
e neri: dopo un’intera giornata persi sui monti Peloritani alla
ricerca del passaggio, bello sarebbe stato perdersi tra le sue
braccia !
Merons gemello 1 / soccorritore / padrone di casa 3
/ driver 3 Catania
Altra figura storica del gruppo, non tanto per meriti sportivi,
quanto per quelli culinari e di supporto logistico: protagonista
assoluto a Novara di Sicilia, nel soccorso notturno dei ciclisti
scoppiati e moribondi della precedente ciclo. La sua casa estiva a
Furnari è sulla costa a nord e distante piu’ di un centinaio di
chilometri, ma non si poteva non fare un salto in bici per andare a
trovarlo !
Mariangela moglie gemello 1 / padrona di casa 3
Questa volta in Sicilia c’era pure lei, Mariangela, a fare compagnia
al suo maritino brianzolo che tanto bene si è trovato sull’isola, al
punto di acquistare una casetta vicino al mare.
le meduse
Isola Bella, fantastica cornice sotto Taormina, rappresenta
un’attrattiva unica nel suo genere. Lo spettacolo che si gode è
davvero eccezionale. Peccato che ogni tanto ci sono le meduse a
rompere le scatole ai bagnanti ! (n.d.r.: e peccato che me la sia
beccata proprio io !)
Lorenzo B. presenza al brindisi (bar Turrisi di
Castelmola ME)
Da giovane promessa, ha fatto diverse ciclo nel passato e certamente
avrebbe partecipato anche a questa, se le cose fossero andate
diversamente.
Il suo bicchiere di ottimo vino di mandorla e’ stato a farci
compagnia tutta la serata, poi, e’ rimasto sul balcone di Castelmola
a scrutare il mare nero e a vederci risalire sulle biciclette per
scendere verso le sottostanti luci di Taormina.
Giulio C. biker 5
Ormai è una realtà del gruppo. Da qualche anno non perde una ciclo e
recentemente ha anche coinvolto la sua ragazza Jo: per quanto lui
sia un bravo ragazzo, e’ lei la più apprezzata dal team cegt.
Non ha contribuito a svelare “Il Mistero dei Peloritani” poiché ha
raggiunto Gianni e Pie solo a cose fatte, ma e’ arrivato in terra
sicula giusto in tempo per poterne godere uno dei suoi frutti
(Laura, la fresca amica di Giovanni)
Laura V. amica di Giovanni 2 / “tanghera” 2 /
avvocato 2
Altra amica annunciata di Giovanni, non incontrata in precedenti
occasioni. Per riuscire a vederla, abbiamo dovuto pedalare fino alla
spiaggia di Brucoli e ritorno (121 km): doveva essere un giorno di
riposo per preparare i muscoli all’ascesa all’Etna, ma ne e’ valsa
decisamente la pena. Tanti sono stati gli argomenti toccati nel
corso della conversazione sugli scogli, ma il tempo, tiranno, non ha
permesso alcun approfondimento.
Auretta F. scout locale 1
Ivan R. marito scout locale 1
Nicola S. scout locale 2
Teresa moglie scout locale 2
Hanno avuto una parte degna di rilievo nella traversata di maggio:
sono stati, infatti, di ottimo supporto (n.d.r.: qualcuno nutre
ancora forti dubbi sul supporto fornito da Nicola nel corso di
quella dorsale sicula, ma depongono a suo favore i dolci di pasta di
mandorla offerti e la sua buona fede). Li abbiamo ritrovati in
questa occasione e abbiamo apprezzato i dolcetti che ci hanno
portato al rifugio Brunek.
Giampaolo S. presidente Gruppo MontaInBike
Luciano C. vice-presidente Gruppo MontaInBike
Organizzatori della 0-3000. se Giampaolo e’ l’indiscussa mente,
Luciano e’ certamente il braccio: col fisico che si ritrova, e’
davvero un arto assai affidabile …
David e Sara figli di Cristina e Alan padroni casa 2
Entrambi teen-ager, entrambi con le loro idee non sempre in linea
con quelle dei loro genitori. Dei due, è senz’altro Sara la più
intransigente (n.d.r.: tutta sua madre ?!?)
Paride G. biker 6
Mai stato prima in Sicilia, approfitta della 0-3000 per conoscere
questa superba isola e realizzare di voler tornare. Non è stato
fortunato col volo low-cost, incredibilmente in ritardo, ma l’Etna
lo ripaga consentendogli eccezionali foto in quota con e senza la
grandine !
Linda e Sebi miss 0-3000 / virtuoso della bici
Due dei tanti partecipanti alla 0-3000. Lei ha spiccato per la sua
bellezza, lui per i virtuosismi ed equilibrismi in bicicletta.
4 amiche di Giovanni da Singapore
Altre amiche di Giovanni, viste la sera prima della salita all’Etna;
questa volta non erano del posto, ma provenienti addirittura da
Singapore.
Renato Lucians driver 2 Milano
Presidente perennemente dimissionario del gruppo cegt: dimissioni
mai accettate a causa del sistematico veto posto da uno dei più
rappresentativi membri dei probiviri del gruppo. Tuttologo e
opinionista di razza, rappresenta una figura inossidabile e punto
certo di riferimento. Non è dato sapere se e quando tornerà in sella
a una bici, di certo, la sua presenza c’e’ stata anche in questa
occasione: ci e’ venuto a prendere all’aeroporto !
Roberto Gas assente non giustificato x “conference call”
coi cinesi
Ex-biker appartenente al primo gruppo cegt, ora dirigente dell’ST.
Non è venuto a prenderci all’aeroporto, non è venuto a cenare
all’agriturismo e non si è nemmeno visto a Catania: sempre in
conference call coi clienti cinesi ?!?
La “Settimana Intensa Siciliana in
breve”
Parte 1 – Il Mistero dei
Peloritani
Il
28 maggio eravamo partiti in 12 dalla stazione di Messina con le
nostre bici, per iniziare la nostra dorsale dei Peloritani. Malgrado
la decisione di restare conservativi e non correre rischi, quella
prima tappa del giro fu devastante per molti: quasi 100 km con quasi
2000 metri di dislivello, contro una previsione che era la metà !!!
(n.d.r.: della serie, anche il Vezz “cappella”)
Merons col padrone del bed & breakfast contattato per il
pernottamento, in quell’occasione, fanno risparmiare gli ultimi
chilometri in salita ai più provati: l’arrivo a Novara di Sicilia
avverrà un quarto d’ora prima delle undici di sera !
Era d’obbligo tornare sul posto, era doveroso fare quel tratto
mancante del percorso, era necessario svelare il “Mistero dei
Peloritani” che pesava sull’onore del gruppo ...
Mercoledi 31 agosto partiamo in sei dal Santuario di Dinnamare
(Giusy, Fabrizio, Giovanni, Alan, Gianni, Pie) con l’intenzione di
restare sulla dorsale e meta l’agriturismo Nasita a Mandanici.
Abbiamo nei nostri zaini il necessario per la giornata: acqua, cibo,
indumenti per la pioggia e per il freddo (siamo in quota, in
montagna: è bene non farsi cogliere impreparati).
Alla domanda: “C’e’ il passaggio ?” In tre rispondono: “Tracce”. I
restanti sono per il no. Ma alla domanda: “Riusciremo a passare ?”
Ben cinque rispondono fiduciosi e solo uno resta indeciso.
Giampaolo, l’organizzatore della 0-3000, aveva più volte mostrato
scetticismo sull’esistenza di un passaggio praticabile. Ma il morale
della truppa è alto.
Effettivamente,
dopo una ventina di km di sentiero pedalabile assai panoramico e
dopo cio’ che resta della “Casa degli Alpini”, le frane la fanno da
padrone: si deve spingere per quasi un paio d’ore lungo un sentiero
poco evidente.
I Peloritani sono gelosi del
proprio segreto: nel tratto più impegnativo prima del passo,
pioggia, qualche chicco di grandine, nebbia, tanti altri sentieri o
tracce si susseguono di continuo, mettendo a dura prova i singoli
Ma d’un tratto la nebbia si dirada proprio quando i primi sono in
prossimità di un colletto: si avvedono di un sentiero che scende
nella direzione corretta. Quando il gruppo compatto prende la sua
decisione, la nebbia avvolge tutto nuovamente, ma non la bussola che
conferma la direzione scelta ! Abbandoniamo il sentiero che prosegue
in costa, per prendere questo nuovo che ci fa scendere in un’altra
valle.
Finalmente, abbiamo superato il passo e dai 1200 metri perdiamo
quota per giungere nuovamente sulla dorsale. Arriva anche qualche
timido raggio di sole: i Peloritani non hanno più alcun segreto da
celare !
Il giorno dopo, giovedi, Gianni e Pie restano soli: dopo una densa e
variegata giornata di bici, pioggia, sole e mare, i due rientrano in
tarda nottata a casa di Giovanni ad Aci Castello.
Parte 2 - Un Giorno di Riposo
E’ venerdi mattina quando Giulio arriva in aereo a Catania. Brunch
col Merons in uno stabilimento balneare poco distante dall’ST e
accordi per andarlo a trovare dall’altra parte dell’isola lunedì,
dopo l’ascesa sull’Etna.
Andiamo in bici fino a Brucoli per fare mare e spiaggia. Granatine
doppie sul balconcino fronte mare, prima di congiungerci con
Giovanni e Laura sulla spiaggia di scogli.
I discorsi e la piacevole compagnia di Laura si prolungano più del
dovuto: si fa tardi e niente treno per Catania. Si torna in bici coi
frontalini: e’ sopraggiunto anche il buio della sera.
Malgrado tutto, arriviamo in centro a Catania in perfetto orario.
Rapido cambio degli indumenti sudati e cena alla Collegiata: siamo
un gruppone!
Dormiamo a Catania, ospiti di Cristina e Alan.
Paride, in arrivo da Bologna, doveva raggiungerci a cena, ma il suo
aereo accumula un ritardo esagerato: arriva a casa Smith verso le
due di notte ! Noi eravamo magicamente assorti nei 35 gradi della
camera, in compagnia di zanzare sicule assai insistenti.
Parte 3 - La Sfida all’Etna
Prima
di iniziare la salita la mattina del sabato, poco distante da
Calatabiano, pucciamo le gomme delle nostre bici nel mar Ionio. A
Castiglione sosta pranzo a “La Dispensa dell’Etna” – vini d.o.c. con
prodotti tipici dell’Etna e della valle Alcantara. Pedaliamo con
l’acqua ai polpacci nelle gallerie del vecchio percorso ferroviario
e nel fitto bosco che conduce al Rifugio Brunek (1410 m), ove ci
rifocilliamo e riposiamo.
L’indomani, domenica, ci aspetta la seconda parte della 0-3000, che
vede il salitone al Piano Provenzana: il rifugio che ci aveva
ospitato 3 anni fa durante una bella escursione sull’Etna, e’ ora
sotto ben 10 metri di lava !
Grazie alla sottile pioggia che è caduta, le condizioni del terreno
sono ideali: il cielo è coperto, ma c’e’ una buona visibilità:
saliamo verso il pennacchio di fumo grigio e compatto.
Per dieci lunghissimi chilometri procediamo lungo la strada aperta
sulla lava dalle ruspe: la salita infernale passa affianco agli
scheletri bianchi degli alberi, costeggia i crateri delle ultime
bocche eruttive e sfiora le fumarole ancora attive.
Quando arrivo all’Osservatorio le condizioni meteo sono prossime per
volgere al peggio: indossiamo un giubbotto e scattiamo qualche foto
veloce, prima di intraprendere la discesa.
Nel giro di pochi minuti cambia lo scenario: sparisce la vetta col
pennacchio per fare posto a pioggia e grandine. L’Etna si conferma
una montagna difficile. Siamo a 2800 metri circa, fa freddo e i
chicchi sono grossi, ma poco più giù ci sono le fumarole. Sotto lo
sguardo divertito dei turisti riparati all’interno del grosso camion
con sei ruote motrici, mi riscaldo mani e corpo stendendomi sulla
lava calda e nera: in una manciata di secondi, provo una sensazione
piacevolmente strana. I chicchi di grandine continuano a rimbalzare
sul caschetto e sul terreno, mentre io continuo a rotolarmi sulla
pietra lavica, respirando quel fumo che viene su dritto dal ventre
della madre Terra.
Non so dire se tutti i partiti dal mare la mattina del giorno prima
sono giunti in cima all’osservatorio, di certo, eravamo nuovamente
tutti riuniti a Sciaramanica verso le due del pomeriggio, ognuno a
raccontare la sua esperienza col piu’ alto vulcano d’Europa
All’interno del ristorante, l’allegro vociare dei partecipanti e il
fragore delle stoviglie sui piatti, all’esterno, il sole tornato a
salutarci, stava asciugando i nostri panni bagnati di sudore e di
pioggia.
Parte 4 - L’Invito alla Grigliata
in casa Merons a Furnari
Non è bello rifiutare un invito del Merons: il mio “gemello”, si sa,
è suscettibile.
Furnari, poco distante da Tindari, lo è solo un po’ di più da
Catania, ma per chi è appena salito sulla Montagna della Sicilia non
è un problema fare qualche chilometro in bici !
Lunedì mattina Paride lascia la Sicilia, Gianni, Giulio e Pie
lasciano casa Smith per andare a casa Merons.
Per attraversare i Peloritani dalla Portella Mandrazzi e arrivare in
tempo per cena, ci conviene prendere il treno fino a Taormina: da
qui, ci aspettano 85 km per 1300 m di dislivello in bici.
I Peloritani, ancora una volta, ci ricordano che non scherzano: alla
portella ci aspetta un grosso temporale con grandine (ancora!). Ma
prima del nubifragio avevamo trovato un riparo sicuro e asciutto.
La discesa su Furnari col sole, il bagno a Tindari coi ricci, la
grigliata in casa Merons col vino, precedono il degno e meritato
riposo.
Risvegliarsi la mattina del martedì è più dolce se ci sono le
brioche calde, portate da un Merons premuroso !
Dalla colazione di Furnari allo spuntino a base di pane cotto sulla
pietra con olio peperoncino e origano di Montalbano, sono solo
qualche ora di pedalata. I Nebrodi non sono come i Peloritani:
superiamo la portella Zilla senza pioggia, malgrado il tempo coperto
e minaccioso.
Abbiamo l’aereo in tarda serata e per arrivare a Catania in tempo
dobbiamo prendere un mezzo. Pullman ? No, treno da Calatabiano. Ma è
gia’ passato: allora, treno da Taormina!
Doccia rapida a casa Smith e Cristina ci accompagna all’aeroporto
per il volo di rientro: tutto secondo programma.
A notte inoltrata a Bergamo, c’e’ Renato a prenderci all’aeroporto
per portarci alle nostre auto lasciate nel parcheggio dell’ST.
Al termine di una intensa settimana, resta la soddisfazione di aver
centrato gli obiettivi e di aver rivisto un sacco di amici vecchi e
nuovi !
La “Lettera al Touring Club
Italiano”
From: pierangelo tesoro [mailto:pierangelo.tesoro@st.com]
Sent: Friday, September 16, 2005 4:25 PM
To: 'cartografia@touringclub.it'
Subject: errore in Collana Grandi Carte TCI - Sicilia foglio 14
Spett.le Touring Club Italiano - Corso
Italia 10 - 20122 MILANO
All'attenzione del Direttore Responsabile della Collana Grandi Carte
Guido VENTURINI
Siamo un gruppo di ciclo escursionisti, che da oltre 15 anni ama
viaggiare in giro per il mondo in sella alla bicicletta. Non
disdegniamo, ovviamente, la nostra penisola e, di tanto in tanto,
realizziamo percorsi in zone poco battute dal turismo tradizionale.
Lo scorso maggio, abbiamo dato corpo ad un nostro progetto relativo
alla "Grande Dorsale Siciliana" in mtb. Ovvero, partire dal mare
(Messina), salire sui Peloritani e, restando sempre in quota,
percorrere detta catena, i Nebrodi ed attraversare le Madonie, prima
di tornare nuovamente sul mare all'altezza di Palermo.
Come già accennato nell'introduzione, privilegiamo itinerari
alternativi. Cio' presuppone una fase di preparazione del viaggio da
tenere seriamente in considerazione, per limitare il più possibile
le sorprese sul campo: cartine, link ad internet, informazioni prese
da biker del posto, fanno parte della nostra "routinaria"
organizzazione a tavolino.
Per i percorsi italiani, una visione generale (ma di per se stessa,
sempre molto utile) ci e' sempre stata data dalle vostre Carte
Stradali del TCI. Anche in questo caso specifico abbiamo fatto
ricorso alle vostre cartine: la Carta Stradale 1:200.000 della
Sicilia (foglio 14 - N.4 2005), riporta una bella strada in giallo
che percorre tutta la dorsale dei Monti Peloritani.
Restammo un po' sorpresi quando i nostri contatti in Sicilia ci
riferirono che in realtà quella strada non esiste !
In sette giorni di bicicletta, abbiamo coperto la distanza che va da
Messina a Palermo, restando sui monti e verificando che la vostra
cartina riporta erroneamente una strada asfaltata che resta sempre
Monti Peloritani.
Di seguito, ci permettiamo di dettagliare il tragitto che da Messina
(costeggia il Pizzo Bottino, il Monte Scuderi, il Pizzo di Verna, il
Monte Pomaro) giunge alla Portella Mandrazzi, segnato in giallo
sulla vostra cartina (ovvero, asfalto), ma che in realtà, è
differente.
1_ Messina - l'Antennamare (Santuario
di Dinnamare - quota 1100 m circa)
strada panoramica in asfalto / lunghezza circa 25 km
2_ l'Antennamare - Casa degli Alpini (a nord-ovest del Monte
Scuderi)
strada bianca panoramica gestita dalla forestale / lunghezza
circa 20 km
3_ Casa degli Alpini - passaggio fianco M.te Scuderi e M.te
Poverello
sentiero poco pedalabile con tratti franati / lunghezza circa
5 km
4_ innesto strada da Fiumedinisi - Portella Mandrazzi
strada bianca panoramica / lunghezza circa 50
Siamo a Vs. disposizione per eventuali
chiarimenti.
In attesa di un Vs. cenno di riscontro, ringraziamo per la cortese
attenzione e salutiamo cordialmente.
Pierangelo TESORO
Relazioni Esterne DUNA ROSSA Team
La “Nota Ufficiale della Nona
Edizione della Zero-Tremila”
Dall’acqua al fuoco
Parte la IX edizione della più emozionante cicloescursione in mtb.
Ruote posteriori bagnate dallo Ionio, il gruppo dei magnifici 16 -
tanti saranno i convenuti da Capo Passero alle Pianure del Po-
percorrerà la Valle dell'Alcantara ed il suo Parco, sino a
raggiungere Castiglione di Sicilia prima e il Rifugio Brunek dopo
(Parco dell'Etna). Domenica il grande balzo sino alla terrazza
craterica, sino all'Osservatorio Vulcanologico abbandonato sui Pizzi
Deneri, alla quota massima consentita.
Per la giornata di sabato, ben accetto l'accompagnamento di mtbikers
non iscritti alla manifestazione, nelle aree non soggette alla
disciplina del Parco dell'Etna.
La Scheda
Partenza sabato 3 settembre 2005 ore 9:15 dalla spiaggia di San
Marco (Fiumefreddo, CT). Soste a: Pasteria, Calatabiano, Ponte
Mitogio, Gole Alcantara (lato Catania), Volta Pafumi. Arrivo a
Castiglione di Sicilia ore 12:30 per ristoro con assaggi tipici alla
Dispensa dell'Etna. Alle 15 attacco della grande salita di Piano
Felci e primi arrivi al Rifugio Brunek alle 16:30. Cena sicula.
Domenica, prima colazione con mieli e marmellate siciliane,
poi trasferimento su asfalto sino a Piano Provenzana (quota 1900),
inizio della sterrata lavica sino a quota 2850, con arrivo
all'Osservatorio Vulcanologico.
Rientro per Sciaramanica e pranzo tipico a base di tanti
carboidrati, proteine e vino delle cantine dell'Etna !
Distanza (solo andata) 65 km / dislivello 3000 m / durata 7 ore
(1° giorno) + 3,5 ore (2° giorno) / difficoltà: duro /
percorribilità: primo giorno: sempre, escludendo in estate i periodi
più caldi e in inverno le giornate più fredde; secondo tratto: dal
tardo maggio ai primi di ottobre.
La “Settimana Intensa Siciliana
day-by-day”
Day 0 - In volo verso la terra sicula
Gianni e io, accompagnati da Umberto, lasciamo l’ST alle 18.30
circa: il nostro volo low-cost Myair e’ alle 21:00.
Nessun problema per l’imbarco delle bici, ma il volo è in ritardo
secondo natura, per cui arriviamo a Catania dopo le undici.
Come da accordi, chiamiamo Giovanni, che ci risponde da una
“melonga” impegnato a ballare il tango: molla tutto e tutte (!!!)
per venirci a prendere in aeroporto e portarci a casa sua, poiché
stasera siamo suoi ospiti.
Montaggio delle bici sul terrazzino dell’appartamento a poca
distanza dal mare di Aci Castello e cena preparata con tanta
maestria da Giovanni: abbondanti penne al pesto di pistacchio di
Bronte.
Andiamo a nanna verso le tre di notte.
Day 1 - 56 km / dislivello 1225
m – Svelato il mistero dei Peloritani
Dormito tre ore. Giornata molto densa. La dorsale dei Peloritani non
ha più segreti. La strada non c’e’; dal santuario di Dinnamare parte
lo sterrato, poi una grossa frana ha inghiottito tutto; ma esiste il
passaggio sulle frane! Agriturismo a Mandanici: arriva MariaAzzurra
! ... anche Cristina, Mariangela e Merons.
Appuntamento con Giusy, Fabrizio e Alan alle 06:30 e trasferimento
due auto, sei bici e sei biker (Gianni, Giovanni, Alan, Giusy,
Fabrizio, Pie) verso Messina.
Granita panna e caffè con brioche prima di arrivare al Santuario di
Dinnamare (12 km di strada panoramica asfaltata che da Messina porta
sulla dorsale dei Peloritani).
Giunti al Santuario, scarichiamo le bici dalle auto e muniti del
necessario per un solo giorno (siamo sicuri di farcela) iniziamo a
pedalare.
Il sentiero che parte in costa dal santuario è pedalabile, molto
panoramico con molti rifugi/bivacchi lungo il percorso. Dopo venti
chilometri siamo sul Monte Scuderi presso cio’ che resta della Casa
degli Alpini (data alle fiamme, ristrutturata da poco dalla
forestale e distrutta poco dopo, forse, dai pastori): sosta per
divorare il panino con formaggio e pomodori secchi, acquistato a
Messina.
Riprendiamo a pedalare (sorgente Acqualatte) e dopo pochi minuti
troviamo la prima frana: iniziamo a spingere la bici. Il sentiero
prosegue inerpicandosi verso il passo a lato del Monte Poverello:
l’ariosa strada bianca gestita dalla forestale e’ ora una traccia
che cerca di passare sopra le numerose frane.
Piove: saliamo e spingiamo.
La
pioggia passa a grandine per diversi minuti: saliamo e spingiamo.
Ci inghiotte la nebbia: saliamo e spingiamo.
Cinque chilometri e un’ora e mezzo di “portage”, quando d’incanto la
nebbia si dirada: realizziamo che siamo sulla costa che non ci porta
dalla parte giusta, ma al di là del colletto. Gianni vede un
sentiero che taglia il monte e scende. Il nebbione ci avvolge
nuovamente: non si vede più nulla e ci sentiamo nuovamente tanto
umidi.
Quando Fabrizio con gli altri più attardati giungono al colletto,
facciamo un piccolo “brainstorming”, consultando anche la bussola
che conferma l’intuito del Vezz: quel sentiero va nella giusta
direzione !
Dopo poco la pista diventa anche pedalabile. Insieme alle nostre
preoccupazioni si dissolve anche la nebbia: ci ritroviamo su una
bella strada bianca. Ancora una decina di km e siamo alla sorgente
di Acqua Menta.
Ad un certo punto arriviamo ad un bivio che riconosciamo
immediatamente: è quello ove tre mesi prima avevamo incrociato un
tizio in motoretta a cui avevamo chiesto informazioni e ci aveva
risposto: “Avete completamente sbagliato strada!”
Ci siamo finalmente ricongiunti col tratto, risalito in occasione
della Dorsale Siciliana, che proveniva da Mandanici.
Eravamo riusciti nel nostro intento: avevamo trovato il passaggio !
Discesa verso Locadi alla volta dell’agriturismo Nasita di Luca
Parisi (Pippo), papà del nostro insostituibile scout/veterinario
Fabrizio (tel.: 340.3276939 - www.geocities.com/giusy2001/Nasita.html
e www.turismonet.org/nasita/).
Veniamo accolti dalla giovanissima Agatella (13 anni) e da sua mamma
(Anna): qualche chiacchiera prima della meritata doccia. Arriva
l’avvenente amica di Giovanni, Maria Azzurra e sale l’attesa per la
cena.
Giungono all’agriturismo anche Cristina, che fa tante coccole al suo
maritino Alan e il mio “gemello” Merons con la moglie Mariangela.
Aperitivo rinforzato nel cortile, non allietato dall’esibizione di
tango del duo Giovanni-Azzurra (Giovanni fa il prezioso…).
Superlativi i fichi colti dall’albero.
La cena, allestita sempre all’esterno nel cortile, è semplicemente
regale: assaporiamo diverse specialità di mamma Anna, cucinate
sapientemente
Gli appunti presi al volo, tra un boccone e l’altro, evidenziano:
alalunga e spatola (delizie di pesce), polpette di melanzane
(specialità di Anna), n’zuddi e piparelle (fragranti dolcetti),
alloretto (raro liquore di alloro), limoncino (unico ! Perché fatto
col limone interdonato, particolare tipo di limone che cresce solo
in questa zona).
Day 2 - 74 km / dislivello 1240
m – Monti, mare e vino alla mandorla
Girovagato sui Peloritani con pioggia. Isola Bella (sotto
Taormina):sole,bagno e medusa. Castelmola (sopra Taormina): vino
alle mandorle per brindare a chi non c’e’. Discesa al buio e treno
per Catania con rientro su Aci Trezza con calma: non arriviamo in
tempo da Giovanni per vedere Laura.
Sono partiti tutti, chi ieri notte, chi stamattina: restiamo solo
Gianni ed io.
Ottimo lo zabaione a colazione, proprio come lo faceva la mia mamma.
Lasciamo l’agriturismo e senza una meta precisa puntiamo verso i
monti: ai bivi privilegiavamo gli sterrati e dove c’erano meno
nuvole, seguendo l’istinto. Tante fichi, mandorle e fichi d’india.
Le condizioni meteo peggiorano: siamo costretti ad abbandonare i
monti per dirigerci verso il mare. Arrivati sulla costa, proseguiamo
in diretti verso Forza d’Angio’.
Pane e formaggio sulla terrazza panoramica: sotto di noi, il mare
della costa orientale, davanti a noi, le cime dei Peloritani
sfiorate ieri.
Altri 15 km e siamo sulla spiaggia di Isola Bella: dopo tanta acqua
presa, esce finalmente un po’ di sole. Bagno e incontro fuori
programma con medusa, mooolto fastidioso (questo incontro, mi
segnerà per giorni).
La
pioggia, che continua a cadere a sprazzi, non ci impedisce di salire
a Castelmola.
Porto il Vezz ad assaporare il vino alla mandorla del Bar Turrisi
(famoso per l’esposizione di falli): ci sediamo sulla stessa veranda
vista mare, ove ero stato con Lorenzo qualche anno prima e ordiniamo
tre bicchieri per brindare.
Maria Azzurra era impegnata quella sera e allora, a sera gia’
calata, ordiniamo due pizze e due birre: dal nostro balconcino
vediamo le luci della costa orientale sicula.
Il bicchiere di Lorenzo è ancora colmo sul tavolino del nostro
balconcino, quando scendiamo verso Taormina inghiottiti dal buio
della notte. La cittadina, invasa di turisti, ha ancora tutte le
luci dei variopinti negozi, i suoni dal vivo delle musiche tzigane e
dei pupari, gli odori delle spezie: struscio nel magico centro del
paese in sella alle nostre fiere bici, ancora un po’ infangate.
Prendiamo il treno per Catania, ove giungiamo verso le undici di
sera. Poco prima di uscire da Catania ci fermiamo per gustare un
paio di granite al pistacchio e al gelso. Arriviamo da Giovanni, ad
Aci Castello, per lungomari e marciapiedi (siamo senza luci), dopo
le dodici e mezza: pare che una sua amica, venuta da lui per
conoscerci, se ne sia andata via da poco …
Day 3 – 121 km / dislivello 0
metri - Dopo Azzurra, conosciamo Laura
Giulio arriva puntuale. Granatine doppie sul balconcino fronte mare
e bagno a Brucoli con Laura e Giovanni. Pedalata notturna alla
collegiata di Catania e cena in compagnia e allegria.
Colazione
in paese (granatina e brioche) con Giovanni che va al lavoro, mentre
noi andiamo verso l’aeroporto: tra poco arriva Giulio (ha scordato a
casa i pedali della bici).
Piano di “recovery” per trovare dei pedali e congiungimento col
modenese. Pedalata fino all’ST poco distante e incontro col Merons,
che molla baracca e burattini e viene in spiaggia con noi a mangiare
qualcosa: ci accordiamo di andarlo a trovare a casa sua a Furnari
lunedì, dopo la zero-tremila.
Lunga pedalata fino a Brucoli (sopra Augusta): avevamo un
appuntamento nel primo pomeriggio con Giovanni e una sua amica.
E’ una bella giornata di sole: le granatine doppie gelsi e limone
spariscono in un battibaleno !
Laura è un’altra piacevole sorpresa: come Azzurra, anche lei balla
il tango, anche lei e’ avvocato …
Sara’ stata la bella giornata, sara’ stato il mare blu, saranno
stati i neri e lunghi capelli di Laura, sta di fatto che si fa tardi
per prendere il treno per rientrare su Catania: si torna in bici,
ancora di sera, ancora senza luci (no, questa volta, in tre, ne
abbiamo una posteriore !)
Giulio, famoso animale da pianura, tira per tutti i quasi 50 km che
ci separano dalla pizzeria “La Collegiata”, consentendoci di
arrivare in anticipo rispetto all’appuntamento con gli altri per la
cena: abbiamo tutto il tempo per sciacquarci e cambiarci nella
toilette del ristorante.
A cena siamo un gruppone: oltre alle famiglie Smith e Meroni, ci
sono tutti i nostri scout (Auretta, Ivan, Nico, Teresa), Giampaolo e
Luciano per il gruppo MontaInBike; manca solo Paride che, causa
l’incredibile ritardo del volo arriverà direttamente a casa Smith a
notte fonda.
Day 4 – 55 km / dislivello 1685
m - Finalmente, e’ la 0-3000 !
Calatabiano - Castiglione - Linguaglossa - Rifugio Brunek
Si parte per la 0-3000 in una giornata incerta. Toccato il mare
salato, si sale verso il mare di lava.
Alle 6 squilla la sveglia ?!? No, è il cellulare di Giulio, che si
era dimenticato di disattivare !!!#@*%!!! ...
In auto andiamo a Fiumefreddo luogo di ritrovo e consegna dei
“gadget” della 0-3000.
Cerimonia della pucciatura della ruota posteriore delle bici in mare
a Calatabiano e colazione poco dopo: brioche, granatina caffè e
panna.
Salita a Castiglione ove degustiamo i prodotti tipici della zona,
comodamente seduti all’esterno dell’enoteca con cucina “La Dispensa
della Sicilia”: antipasti vari, frutta e vini estratti dalle uve
cresciute sulla lava, prima di riprendere a pedalare.
Attraversamento con l’acqua ai polpacci, causa le abbondanti pioggie
cadute, delle gallerie della vecchia ferrovia circumetnea dismessa.
Dura salita su sterrato con pietroni, prima di entrare a quota
1200-1300 circa nel fantastico bosco di ginestre, querce, faggi, e
pini giganteschi che ci condurrà al Rifugio Brunek, tappa di arrivo
del primo giorno.
Ci accoglie la famiglia Redigolo (Auretta,Ivan e figli) con ottime
paste, apprezzate da tutti indistintamente (i primi ne hanno
abbondantemente beneficiato, ma anche gli ultimi hanno potuto
goderne a sufficienza).
Cena e nanna, entrambe ristoratrici.
Day 5 – 60 km / dislivello 1800
m su’ e 3000 giù - Quasi in cima al vulcano
Rifugio Brunek – Piano Provenzana
– Piano delle Concazze – Osservatorio vulcanologico Pizzi Deneri –
Sciaramanica - Catania
Salita infernale sulla lava a 3000 metri affianco ai crateri aperti
nel 2003. Sole e cielo coperto: tutti arrivati all’osservatorio.
Discesa con grandine e pioggia:sosta alle fumarole per scaldarsi.
Piove durante la notte, ma il mattino dopo è una bella giornata di
sole !
Oggi le bici verranno messe a dura prova, per cui e’ importante una
verifica e un minimo di manutenzione, prima della necessaria
abbondante colazione.
Salitone su asfalto al Piano Provenzana, prima di arrivare alla
strada aperta dalle ruspe sul mare di lava dell’ultima eruzione
dell’Etna. Ci aspettano 10 km di duro sentiero pedalabile, grazie
alle ottime condizioni del terreno: la pioggia ha compattato sabbia
e cenere.
Dal sentiero di lava vediamo i grossi bianchi alberi seccati, quasi
pietrificati, mentre il cielo si fa sempre più nuvoloso; ma, lassù,
seguendo la traccia del nostro percorso, si notano in bella
evidenza le fumarole ancora in fermento e ancora più su’ il
pennacchio di Sua Maestà l’Etna.
L’efficientissima macchina organizzativa, coadiuvata dalle
attivissime Cristina, Marina e Stefania, è riuscita a mettere un
punto ristoro (barrette, merendine, acqua) anche sull’Osservatorio,
punto di arrivo dell’odierna 0-3000.
Dalla terrazza, con orgoglio, riesco a vedere il mare lontanissimo;
riesco anche a fare qualche foto alla cima del cratere di nord-est,
ancora visibile e col pennacchio …
In un battibaleno cambia il tempo e si mette decisamente sul brutto:
nel giro di una manciata di minuti sparisce la cima della montagna.
Mi vesto e inizio la discesa sotto la pioggia che passa a grandine.
Faccio sosta alle fumarole per riscaldarmi, soprattutto le mani
ghiacciate.
Alan e Ettore chiudono gli arrivi all’Osservatorio sotto la grandine
!
Alle 14.00, come programma, siamo al ristorante di Sciaramanica,
tutti allegri e tutti arrivati in cima ? Credo proprio di si’: è
stato un successo !
Esce anche il sole per concludere in bellezza l’impresa.
La notte, siamo ancora ospiti degli Smith, ma appena giunti a casa,
Alan riceve una chiamata: rapida doccia, carica zaino e bici in
auto, saluta la famiglia e corre a prendere il traghetto per Napoli.
L’indomani mattina, sarà in ufficio fresco come una rosa e
soddisfatto di essere giunto in cima alla Montagna della Sicilia !
Malgrado la compagnia di ben quattro biker (Gianni, Giulio, Paride,
Pie), solo la cena alla Collegiate permette all’inconsolabile
Cristina di riprendersi per l’imprevista partenza del suo adorato
Alan.

Etna –
Il mare di lava all’arrivo dell’osservatorio di Pizzi Deneri (quota
2850 m)
Day 6 – 85 km / dislivello 1300
m - Grigliata dal Merons
Catania - Taormina in treno
Taormina – Francavilla di Sicilia - Gole Alcantara - Portella
Mandrazzi - Novara - Mazzara' - Furnari
Ci aspetta il Merons dall’altra parte dell’isola: pedalata
defaticante, scansando imprevisti e grandine.
Dopo una notte tranquilla (quella precedente tra zanzare e arrivi
notturni è stata un po’ travagliata), Paride resta con Cristina che
lo accompagnerà all’aeroporto in mattinata, mentre noi tre (Giulio,
Gianni, io) abbiamo tutta la giornata per andare a cena dall’altra
parte dell’isola.
Per salire alla Portella Mandrazzi, occorre avvicinarsi a Taormina
con un mezzo: prendiamo informazioni sugli orari treno e pullman.
Treno fino a Taormina e poi lunga salita in bici verso la portella,
attraverso le gole del mitico fiume Alcantara: tanta frutta lungo il
percorso (uva, fichi).
C’e’ un grosso temporale in arrivo: la bella giornata lascia il
posto ai nuvoloni e si copre tutto. In lontananza i tuoni si
susseguono con insistenza. Dopo ben oltre un’ora di salita, il rombo
è sempre più vicino ed e tutto nero sopra di noi.
La distanza tra fulmine e tuono si fa sempre minore, il temporale e’
ormai prossimo; sono però arrivato alla Portella dove ci sono le
rovine della casa cantoniera. Il tempo di scendere dalla bici, che
l’acqua scende giù dal cielo a secchiate. Grandine a sprazzi.
Le scariche isolano per lunghi tratti anche i cellulari, ma 100-200
metri sotto ci sono altre costruzioni abbandonate: Gianni e Giulio
hanno trovato riparo li’ sotto.
I Peloritani ci hanno confermato la loro asprezza, ma ancora una
volta ci hanno dato la possibilità di ricovero e aiuto.
Così come era arrivata la bufera, così sparisce: quando Gianni e
Giulio appaiono al termine della salita, c’e’ anche il sole a
salutarli.
Discesa su Furnari (casa Merons) e piacevole bagno a Tindari.
A differenza della medusa, questa volta non mi faccio sorprendere
dagli infidi ricci: ma resto estasiato dal brianzolo ex-marinaio di
terra Merons, che nuota con eleganza e leggerezza nel mare della sua
Sicilia !
Spettacolare grigliata di pesce e pernottamento in casa Merons.
Day 7 – 105 km / dislivello 1800
m - E’ ora di rientrare a casa
Taormina – Catania in treno
Furnari - Basico' - Montalbano - Portella Zilla - Roccella Valdemone
- Moio Alcantara - Francavilla - Taormina
Dopo un’intensa settimana e’ tempo di salutare questa fantastica
isola e tornare a casa.
Sveglia di buon’ora e colazione con le brioches, appena sfornate,
acquistate dal Merons che tanto vuole bene al suo “gemello”.
Lasciamo Furnari alla volta di Montalbano Elicona: visita del borgo
(tra i comuni più belli d’Italia) e sosta per mangiare il pane cotto
sulla pietra.
Dobbiamo superare la catena dei Nebrodi, che non sono come i
Peloritani: niente pioggia, anche se il cielo resta coperto.
Per arrivare a Catania in un’ora decente, dobbiamo prendere un
mezzo. Riteniamo troppo aleatorio il pullman da Randazzo, per cui
puntiamo sul treno.
Non conoscendo gli orari, pestiamo sui pedali lungo la discesa dell’Alcantara,
puntando dritti sulla stazione ferroviaria di Calatabiano. Alle
17:45 siamo sui binari deserti: il treno e’ passato alle 17:23, ma
alle 18:35 c’e’ quello da Taormina. Si va a Taormina !
Qualche goccia d’acqua lungo la strada e una fresca birra nel bar
della stazione di Taormina, prima di salire sul treno.
Arriviamo a casa Smith: sistemiamo le bici nei borsoni, facciamo la
doccia salutare, mangiamo penette con panna, pancetta e pistacchio.
Merons preleva Giulio che volerà a casa l’indomani, mentre Cristina
porta Gianni e Pie in aeroporto.
Nessuna conversazione durante il volo di rientro, solo sogni.
Atterriamo ad Orio al Serio, l’aeroporto di Bergamo, nel cuore della
notte: malgrado l’ora improba, c’e’ Lucians a prelevarci e portarci
alle nostre auto, rimaste oltre una settimana in attesa nel
parcheggio dell’ST.
Che bello avere tanti amici … per non parlare, poi, delle amiche !!!
Alla prossima.
Ciao, Pie

Etna - La cima del cratere nord-est,
dopo la grandinata
Un mare di antiche tradizioni, un mare di antiche
culture, un mare di antiche convivenze, un mare di pace: il
mediterraneo (Agriturismo Nasita – Mandanici)
Sicilia: dai greci il bello, dagli arabi il senso
dell’ospitalitali-ta’, dai normanni l’orgoglio (Agriturismo Nasita – Mandanici)
Nota: si
ringrazia il Vezz per aver messo a disposizione della redazione le
sue foto, dopo appena un anno dall’evento ! |