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STEFANO MATTIOLI presenta

RAID

"Avventura Tunisia"


 

 


Il forte atleta parmigiano Stefano Mattioli già impegnato nel 2008 con il raid Avventura Naturaid Marocco, guidato dal biker professionista Maurizio Doro, con resoconti del viaggio sulle migliori riviste del settore e sulla Gazzetta di Parma, nonché finischer nella gara più dura in MTB la “Jantex Bike Transalp”, sta preparando in autonomia il raid “Avventura Tunisia” dal 04/04/2009 al 18/04/2009.

«L’avventura marocchina è lontana, ma non dentro di me, allora cartine, gps e pronti per riprendere un nuovo sogno la “TUNISIA”».

Si partirà il 4 aprile da Malpensa per 15 gg di avventura nella terra tunisina, con la sua varietà di territorio, piste e zone desertiche .
Atterrati a Tunisi, dopo aver sbrigato le pratiche doganali, ci sarà il trasferimento alla città di Le Kef, campo base per la partenza in mtb .
Si partirà verso il sud costeggiando il confine Algerino, dove incontreremo subito le montagne, con alcuni passi oltre i 1500 mt di quota.
Dopo tre tappe per un totale di circa 260 km, arriveremo alle grandi oasi del sud ALL MOULARES.
In due tappe visiteremo le oasi per prepararci al passaggio più “avventura”: l’attraversamento del lago salato “CHOTT EL JERID”.
L’arrivo alla città di KEBILI segnerà il giro boa tra la parte ovest e est del nostro viaggio.
Da KEBILI ci dirigeremo verso le oasi che segnano la porta verso il deserto Tunisino, in due tappe visiteremo le varie località dalla più famosa città “sepolta” a TATAHAUINE, importante crocevia per il sud, anche per la famosa gara “Rally Tunisia”.
Con due tappe importanti di oltre 100 km, risaliremo la costa verso il nord, questo indicherà la riuscita della nostra spedizione.

RIASSUNTO TAPPE “ RAID AVVENTURA TUNISIA “

TRASFERIMENTO DA PARMA a MILANO MALPENSA PER TUNISI
ARRIVO A TUNISI E TRASFERIMENTO PER LE KEF KM 150 AUTO

1° tappa LE KEF - KALAAT ES SENAN KM 69,05 mtb
2° tappa KALAAT ES SENAN - KASSERINE KM 88,8 mtb
3° tappa KASSERINE - AIN MOULARES KM 103,8 mtb
4° tappa AIN MOULARES - HAMMA KM 87,43 mtb
5° tappa HAMMA - KEBILI KM 87,15 mtb
6° tappa KEBILI - MATAMATA KM 101,38mtb
7° tappa MATMATA - TATAHOUINE KM 82,27 mtb
8° tappa TATAHOUINE - MATMATA KM 99,52 mtb
9° tappa MATAMATA - SKHIRA 106 mtb
10° tappa SKHIRA - SFAX 82 mtb

TRASFERIMENTO A TUNISI VIA TRENO KM 236
VISITA ALLA CITTA DI HAMMAMET E DINTORNI
PARTENZA PER IL RIENTRO A PARMA

Il Raid verrà presentato alla stampa e sui migliori siti internet, inoltre durante il viaggio verranno aperte sul sito pianetamountanbike e Naturaid delle pagine on-line aggiornate direttamente dalla Tunisia per seguire tappa x tappa l’avventura .

Per info: Stefano Mattioli 347/4778338 mail : parma64@tin.it


 

6 Aprile 2009

NATURAID STEFANO MATTIOLI .Raid in Tunisia: i primi chilometri da Le Kef a Kasserine, passando per Kalaat Es Senan

Dopo l'arrivo a Tunisi la sera dello scorso 3 aprile e il trasferimento in auto a Le Kef, domenica 5 aprile il biker parmigiano Stefano Mattioli, insieme all'amico di avventura Matteo Bertolini, ha affrontato la prima tappa del suo viaggio di 1000 km in mountain bike attraverso la Tunisia. Questi primi 69 km da Le Kef a Kalaat Es Senan si possono considerare di "riscaldamento" visto che li hanno percorsi in sole quattro ore, non senza disagi, però:“è stata una tappa veloce – ha raccontato Stefano – ma nonostante questo non è stata facile perché,fin dalla partenza la temperatura era piuttosto bassa, circa 9°/10°C e, specialmente gli ultimi 20 km, sono stati caratterizzati da pioggia e vento freddo!” Durante il tragitto, che costeggia il confine con l’Algeria, i biker hanno incontrato tre posti di blocco e, altrettante volte, sono stati fermati per accertamenti. “Ma nessun problema – ha affermato – anzi la gente è molto cordiale, solo che non capita tutti i giorni di vedere qualcuno attraversare il Paese in sella a una bicicletta, ed essendo una strada di confine i controlli sono normali. Anche all’arrivo a Kalaat Es Senan, che conta circa tremila abitanti, la gente ci guardava come alieni. Non solo, appena giunti in albergo è arrivata la polizia per un controllo e abbiamo dovuto denunciare la nostra presenza lì e il motivo del nostro passaggio”. Il piccolo albergo di Kalaat Es Senan ospita altre due persone, ma nessuno straniero, il bagno (una turca) è in comune e al posto dei letti ci sono delle brandine (ma cosa si può pretendere per 4 euro? ndr). "Anche se siamo arrivati in albergo fradici e infreddoliti, purtroppo non
 abbiamo potuto fare una doccia calda - ha commentato Stefano - perchè qui  l'acqua calda è un lusso che non tutti si possono permettere". Anche in  albergo sono molto gentili e la cena, a base di ricette tipiche, è stata  piacevole. "Io ho mangiato una zuppa a base di piedi di montone e fagioli e un  secondo molto piccante, come piace a me, composto da uova, olive, peperoni e  peperoncini, il secondo per Matteo, invece, era un po' troppo piccante" - ha  raccontato sorridendo il biker".
 Il mattino successivo di buon ora i due avventurieri sono saliti in sella alle  loro mtb pronti a percorrere i 90 km che da kalaat Es Senan li avrebbe  condotti a Kasserine, meta della seconda tappa, ma alla fine i chilometri sono  diventati 120:"dopo aver percorso il primo tratto di pista come da programma,  seguendo il gps - racconta Stefano - siamo giunti a una città di confine tra  la Tunisia e l'Algeria, dove siamo stati bloccati da un gruppo di militari per  circa un'ora, fino all'arrivo del colonnello. Dopo ulteriori controlli, il colonnello ha voluto che fossimo accompagnati da un scorta per il resto del tragitto, non più seguendo la pista, come da programma, ma la strada principale, con circa 30 km in più del previsto. Non riesco a quantificare il tempo impiegato per portare a termine la tappa odierna, perchè a ogni confine di regione dovevamo fermarci per aspettare il cambio della scorta militare.  Tuttavia le gambe giravano bene ed eravamo in gran forma". Questo imprevisto ha permesso a Stefano e Matteo di visitare Haidra, la città romana più antica dell'Africa. "I militari hanno voluto accertarsi che avessimo il gps, altrimenti non ci avrebbero neanche permesso di percorrere quei pochi chilometri di pista che siamo riuscito a fare oggi, dove il paesaggio era  bellissimo!". La seconda tappa è terminata nella città di Kasserine dove, dopo  un'altra doccia fredda, i biker hanno recuperato le forze con una cena  "all'occidentale" a base di pollo e patatine.


 

7 Aprile 2009

NATURAID STEFANO MATTIOLI .Raid in Tunisia:la terza tappa del viaggio/avventura in Tunisia

Anche la tappa di oggi 7 aprile è stata caratterizzata da qualche imprevisto. Il programma prevedeva, infatti, un tragitto di un centinaio di chilometri che da Kasserine doveva condurci ad Ain Moulares attraverso un pista che costeggiava le montagne. A un certo punto, però, la pista era interrotta e abbiamo dovuto fare una deviazione che ci è costata molta fatica, non solo perchè, non costeggiando più le montagne, non eravamo più riparati dal vento che ci soffiava contro, ma anche perchè alla fine abbiamo percorso ben 146 km. La deviazione ci ha portato ad attraversare l'Altopiano di Selloum a 1000 metri di altitudine, per giungere in serata - dopo 10 ore di viaggio - a Gafsa. Una tappa molto faticosa non solo dal punto di vista fisico (almeno 80 km percorsi con il vento a sfavore dove non si riusciva a pedalare oltre i 9 km/h), ma anche psicologico. L'altopiano di Selloum, infatti, era caratterizzato da continui saliscendi che non permettevano di vedere l'orizzonte e il panorama era rappresentato solamente da montagne desertiche. La deviazione ci ha portato fuori rotta di circa 30 km, che dovremo percorrere domani per riportarci sulla giusta via verso Hamma come da programma


9 Aprile 2009

Mercoledì 8 aprile, 4ª tappa da Gafsa a Tozeur – totale km percorsi 163

Finalmente un po’ di tranquillità: nessun blocco militare, niente scorta armata e nemmeno il vento a sfavore. La quarta tappa è filata liscia e, infatti, si vede dai km percorsi, ben 163. Appena partiti da Gafsa, abbiamo ripreso la strada che ci riportasse sulla giusta traiettoria, visto che il giorno precedente abbiamo dovuto fare una deviazione inattesa. Lungo il tragitto, per fortuna, ci siamo imbattuti in un gruppo di spagnoli in viaggio con le loro jeep e, grazie al loro computer di bordo, ci hanno indicato un’ottima pista sulle montagne di Gorges De Selja, che segnano il confine con la depressione a Sud del Paese. La lunga pedalata odierna ci ha permesso di vedere Tamerza, dove si trova una delle più grosse distese di palme del Sud. Il viaggio è continuato attraverso la depressione (- 30 metri sotto il livello del mare) di Chott Er Raim. È qui che abbiamo incontrato il primo vero paesaggio desertico con i cammelli “al pascolo” (nella foto). Dopo aver recuperato i km persi ieri siamo giunti infine nella città di Tozeur, con i 163 km, che però non pesano affatto sulle gambe. Nell’albergo locale abbiamo cenato con una “zuppa dei berberi” e bistecche di cammello! Domani ci aspetta il suggestivo paesaggio del lago salato


 

10 Aprile 2009

Da Tozeur a Douz attraverso il lago salato 

Giovedì 9 aprile, la tappa tanto attesa, quella più suggestiva, che ci ha portato al lago salato Chott el Jerid. Siamo partiti questa mattina da Tozeur e seguendo la pista tracciata con il gps siamo giunti fino al famoso lago salato. Era stupendo, mentre lo attraversavo vedevo in lontananza dei riflessi simili all'acqua, come quando, in una calda giornata d'agosto, l'asfalto brucia e sembra bagnato. Era difficile, mentre pedalavo, vedere la fine del lago e scorgere l'orizzonte, solo dopo mi sono accorto perchè: per attraversare Chott el Jerid da un estremo all'altro abbiamo percorso ben 78 km!
Il viaggio è proseguito per Douz, la porta del deserto, dove ci siamo fermati per la sera e abbiamo anche visitato la Medina, il mercato locale. Quest' oggi sono giunto, dopo 146 km al confine con il Sahara. E' qui che solitamente si radunano le carovane in partenza per il deserto. Abbiamo incontrato tanta gente, in viaggio come noi, avventurieri desiderosi di scoprire posti mai visti, in jeep, in moto, in camper, nessuno di loro, però, in mountain bike! Abbiamo anche conosciuto un gruppo di ragazzi bolognesi in viaggio con il loro camper, che ci hanno presentato una guida locale. Grazie alla guida domani avremo dei punti gps precisi che ci permetteranno di affrontare quella che, fin dall'inizio, era l'incognita di questo viaggio. Secondo lo studio delle cartine che avevo fatto da casa, infatti, parte della pista di domani risultava inesistente e quindi si prospettava la possibilità di dover spingere la bicicletta per molti chilometri in mezzo alla sabbia del deserto. Oggi ho invece avuto conferma che la pista è tracciata e quindi potremo continuare a pedalare tranquilli in sella alle nostre fedeli mtb!


11 Aprile 2009

sesta tappa - il deserto

10 aprile 2009 Ecco il deserto, stasera alloggeremo presso una tenda berbera, si tratta di un Caffè/rifugio allestito con tende per ospitare i viaggiatori che attraversano questo tratto del Paese in mezzo al nulla. Questa mattina la partenza è stata posticipata alle 11: dopo aver incontrato la guida locale che ci ha fornito tutte le indicazioni per proseguire il viaggio e trovare la giusta pista in mezzo al deserto, abbiamo dovuto infatti farci rilasciare un "lasciapassare" per il deserto dalla polizia locale di Douz. Si tratta di un documento necessario sul quale vengono indicate le generalità e la direzione, così, in caso di necessità le autorità o i soccorsi possono intervenire. Nella tappa odierna non abbiamo macinato molti chilometri come gli altri giorni, circa 50 km. Abbiamo deciso infatti di dividere questo passaggio tra le dune in due tappe perchè è piuttosto faticoso. Oggi abbiamo spinto la mountain bike per almeno 10 km in mezzo alla sabbia e, con un carico di 31 kg più 4 bottiglie d'acqua, non è stato facile. Per non parlare del caldo (circa 35°C)... I miei compagni di viaggio, cartine e gps, stanno facendo il loro dovere, e anche questa volta ci hanno fatto percorrere la giusta via, anche in pieno deserto. E la mia fedele compagna, la mia bici, non mi ha dato nessun problema meccanico, neanche una piccola foratura! Questa sera nel rifugio berbero abbiamo cenato con Cous cous, datteri e tonno. Domani ci aspetta un'altra tappa di circa 60 km nel deserto, forse ancora più faticosa di oggi perchè il paesaggio è caratterizzato da continue dune.


 

14 Aprile 2009

Douz a Kasr Ghilene 120 km in due tappe

- Tappa 7 la seconda parte nel deserto.
11 aprile 2009
Dopo aver dormito nelle tende berbere ci svegliamo di buonora e sentiamo il profumo del pane berbero che cuoce sul fuoco: sarà la nostra colazione, insieme a una tazza di caffè e poi in sella per affrontare gli altri 60 km che ci porteranno fuori dal deserto, ovvero la parte più faticosa, ma anche caratteristica ed entusiasmante del viaggio. La pista sembra discretamente pedalabile, ma dopo pochi km veniamo sopraffatti da un incessabile vento che, alzando la sabbia, non ci permette di vedere la pista. Cerchiamo di coprirci il più possibile: occhi, bocca, braccia, ma la sabbia entra dappertutto e dopo alcuni chilometri siamo costretti a fermarci per svuotare le scarpe perchè i piedi sono bloccati dalla sabbia. Al 30esimo chilometro arrivano le dune: la pista scompare e ci orientiamo solo con il gps, di buona lena cominciamo a spingere la bici. A volte sali di un metro e dietro ti trovi un avvallamento di 4 metri. E' un continuo salire e scendere e la bici diventa sempre più pesante. Transitano alcune jeep e ci vengono incontro increduli e stupiti della nostra presenza, anche la guida più anziana dice che siamo il primo team a tentare questa via ,ci offrono acqua e cibo poi ci salutano. Al 40esimo chilometro riprende una pista mista sabbia-ghiaia, ma il vento non dà tregua. Al 20esimo chilometro dalla meta una carovana di svizzeri ci ferma chiedendoci se abbiamo bisogno di assistenza: "no, grazie, tutto ok!" rispondo, per confortarci ci mostrano una tappa indicandoci la meta molto vicina. Arriviamo al castello bizzantino di Kasr ghilane che indica 3
km alla meta, ma purtroppo sono ancora 3 km di dune. Esausti cerchiamo una pista, anche perchè fra poco sarà buio, ma nulla: bisogna spingere la bici e seguire la traccia gps. Sono 3 km durissimi, dove il vento sembra una mano che ci ferma, il buio arriva e ci costringe a togliere gli occhiali e mettere la luce frontale. A un 1 km, scorgo nel buio delle luci in lontananza che seguono il profilo delle dune: sono delle moto di ragazzi di Treviso, capiscono la nostra difficoltà , ma anche la gioia di portare a termine questa impresa: alle ore 20.30 entriamo sprizzanti di gioia al campeggio “ le paradaise “ per la meritata doccia e foto di rito.

tappa 8  - da Kasar ghilane e tataouine
12 aprile 2009 -  totale  90 km, di cui 70 km di pista e 20 km d'asfalto
Lasciamo le grandi dune “dell’ERG tunisino" per il trasferimento verso le montagne del DARK, famose per il film Guerre stellari.
Percorriamo un altopiano disabitato, solo qualche pastore e qualche cane randagio animano questo territorio, con una pista sconnessa e ghiaiosa che rende la guida difficile per i continui sobbalzi del carico che fanno sbandare la bike. Arrivo a Chenini: la più antica città berbera arroccata in una montagna , famosa per la moschea sotterranea e l’oleificio e forno per il pane. Purtroppo lasciata un po' a decadere, anche se il grande cartello in ceramica all’ingresso delle mura invita a visitarla . Gli ultimi 20 KM, il dio Eolo ci ripaga delle sofferenze che ci ha dato nei giorni precedenti, spingendoci per la valle a velocità da missile verso la città di Tataouine . BUONA PASQUA dal deserto del Sahara

 

Tappa 9 -  da Tatahouine a Matmata

Oggi è stata una tappa massacrante: abbiamo percorso 120 km in tutto, di cui 60 su asfalto controvento e il resto su una pista caratterizzata da saliscendi con pendenze che tavolta toccavano il 15/20%. E poi il vento non finiva mai di soffiare. E' stato veramente molto faticoso, e poi ormai siamo quasi alla fine del viaggio e le gambe iniziano a chiedere un po' di riposo. Dopo sette ore di viaggio ci siamo fermati a Matmata. Questa città è conosciuta a livello internazionale perchè vi hanno girato il film Guerre Stellari. Proprio qui, nell'albergo dove alleggeremo questa sera, con casupele l'una sopra l'altra e in parte scavate nel terreno, hanno girato alcune scene del film. Si tratta di un albergo gestito dal popolo dei trogloditi. Non so se il significato del termine abbia qualcosa a che fare con questo popolo, ma qui hanno veramente poco e anche questa volta abbiamo fatto la doccia fredda! Questa sera poi la temperatura si è abbassata e l'escursione termica si fa sentire: 35°C di giorno contro i 10°/12°C della sera. A cena Cous cous, zuppa con piedi di montone e Harisha, un piatto delizioso a base di peperoncini, olive e olio (ne porterò sicuramente una scatola a casa!). Il dolce tipico, invece, si chiama "corna di capra" ed è caratterizzato da un impasto di frutta secca e miele, il tutto ricoperto da una specie di pasta sfoglia cui viene data la forma di corna di capra, appunto. Da bere birra al malto senza alcol, perchè in questo paese gli alcolici sono proibiti.
Domani l'ultima tappa di questa avventura!


 

14 Aprile 2009

tappa 10 - da Matmata a Makrhres

14 aprile 2009 - 150 km
Oggi dovevamo percorrere l'ultima tappa di questa meravigliosa avventura, ma la stanchezza dei 1100 km percorsi (100 in più di quelli preventivati) in questi dieci giorni si fa sentire. Nei primi 30 km della tappa odierna abbiamo percorso l'ultimo tratto di montagna per poi scendere verso il mare. Mancavano solo 32 km per raggiungere la meta di Skhira, ma abbiamo preferito fermarci quando abbiamo visto il conta chilometri segnare 1100 e riposarci in questa cittadina di mare. Avendo un giorno in più potremo così chiudere domani ben riposati i 32 km che ci separano dalla meta finale, dove prenderemo un treno che ci riporterà a Tunisi e poi a casa. In questi giorni ho vissuto momenti difficili dai continui controlli dei militari all'inizio del viaggio, al vento che imperversava continuamente, dalla pioggia e il freddo al caldo del deserto, ma ne è valsa la pena. Le sensazioni che ho provato, le persone che ho incontrato i posti che ho visitato mi ripagano di tutte le fatiche! Ciao Stefano