NATURAID GRAN TOUR SUD AFRICA (gennaio 2005)


1° FOTO-CONCONCORSO NATURAID SUD AFRICA.

Il gruppo che ha vissuto il Sud africa con il viaggio di Maurizio ha partecipato al concorso inviando gli scatti più significativi da cui sono state scelte le 3 foto che meglio rappresentano lo spirito e gli aspetti di questa avventura. (prossimamente verranno pubblicati i nomi degli autori per ora ancora per noi sconosciuti).

Ciao a tutti voi che seguite queste avventure,

purtroppo non siamo riusciti a tenervi aggiornati direttamente dalla nostra spedizione perchè eravamo proprio in ambiente selvaggio e impossibilitati a mandare materiale.

ecco le prime foto e prossimamente tutto il reportage con le impressioni.

a prestissimo Mauri                     


1a Classificata

(Stefano Corazzari anni 39 Carpi MO)

Una foto carica di umanità, caratteristica molto importante per l’uomo, un sentimento che il Naturaider cerca profondamente nei contatti con il prossimo. Qui siamo in Sud Africa dove il colore della pelle ha inciso molto sull’esistenza degli uomini e questa foto ha messo in evidenza la delicatezza nell’avvicinarsi, il rispetto, il desiderio di conoscere.

2a Classificata

(Luigi Aldo Moioli anni 57 Vimercate MI)

In questa foto c’è tutto lo spirito del Naturaider che si avventura nella savana, che non si abbandona e non si sente sconfitto da nessun ostacolo, in una zona sperduta su una pista sabbiosa e con la notte che avvolge tutto velocemente.

3a Classificata

(Giampietro Vezzani anni 55 Monza MI)

Un’altro aspetto dei Naturaiders in questa foto: la mancanza di competizione e lo spirito di gruppo porta i suoi componenti a viaggiare sulla stessa linea per raggiungere la propria personale meta.


Dal diario di Maurizio Doro del viaggio Naturaid Sud Africa

Cari amici, ecco il gruppo dei Naturaider in diretta dal sud Africa. In questo preciso momento ci troviamo sul confine con il Botzwana sulla pista che ci portera domani nel parco del Kalahari

Il primo di gennaio è stato per noi un giorno importante, dopo essere arrivati all’aereoporto di Malpensa abbiamo fatto la conoscenza dei componenti dei questo gruppo di ben 24 persone, tutti pronti per cimentarsi in questa prima avventura alla scoperta del Sud Africa in bicicletta. Il volo molto comodo ci ha portati prima ad Atene (si notava moltissimo il passaggio delle ultime olimpiadi, con le moltissime strutture nuove e il rinnovato aeroporto). Per poi ad arrivare a Johannesburg la mattina del giorno dopo alle 10:00. Alex, che si è occupato di tutta la logistica del viaggio, si è subito messo in moto per recuperare i 3 pulmini e poi è corso a casa di amici che avevano già pronto il nostro carrellone per le bici. Dopo aver impiegato qualche ora per sistemare tutti i bagagli personali e gli scatoloni finalmente siamo sulle larghissime strade di questa caotica città. Ci lasciamo alle spalle la Town Ship di Soweto lungo la N12 che ci porta ad ovest. Incredibilmente la nostra avventura inizia subito. Un’innaspettato temporale ci sorprende con un cielo nerissimo che lascia sfoderare delle saette come sciabole mai vista e ci assale una certa preoccupazione per la grande quantità di pioggia e la forza del vento che fa sobbalzare il carrello. Ci accompagna un grandissimo arcobaleno dai colori splendidi e ci rassicura vedere all’orizzonte una macchia azzurra tra tutto il nero sulla nostra direzione. Alle 9:00 dopo 500 km arriviamo finalmente a Kimberley dove alla Guest house ci aspetta Marie, la proprietaria per assegnarci le nostre particolari camere. Si vive una situazione molto famigliare. L’indomani ci aspettano altri 400 km per raggiungere la cittadina di Upington;  situazione, aria: condizionata e i pulmini stracarichi. Prima di partire però, Marie gentilmente ci accompagna alla biblioteca e con un suo filmato ci illustra la storia della sua città legala alle famose miniere di diamanti. Si racconta che i primi diamanti siano stati trovati nei mattoni delle capanne delle popolazioni locali. Con l’arrivo dei primi colonizzatori europei, olandesi e inglesi sono stati scoperti i filoni più importanti che hanno portato la città di Kimberly ed il Sud Africa ad essere uno dei maggiori produttori di diamanti.

4 gennaio

la mattina vola: si caricano le bici sul carrello mentre Alex, Lisa ed io andiamo al supermercato per comprare tutto il cibo e l’acqua necessari per superare i 300 km ed arrivare sino al parco. Infatti non troveremo nulla lungo il percorso se non alcune fattorie dove recuperare dell’acqua. Un primo trasferimento mette subito in evidenza le difficoltà che incontreremo e qualche notevole contrattempo che non avevamo previsto. Lo scoppio di un pneumatico ci mette subito all’opera, Stefano e Andrea s’improvvisano meccanici e in breve tempo riprendiamo l’avvicinamento. Il caldo soffocante ci avvolge. L’entusiasmo però ci fa superare questa difficoltà.

Arriviamo nella prima fattoria che ci ospiterà durante la nostra lunga pedalata. La famiglia Danlk originaria della Namibia, abita queste terre da più di cento anni. La fattoria, estesa per 20.000 ettari lungo il confine con la terra della popolazione “Nama”, ospita 1.500 pecore e alcune decine di capi di bovini. La famiglia vive nel villaggio di Nonieput, un remoto avamposto, con una decina di case ed alcune fattorie dove non è mai arrivata l’elettricità e da qualche anno è stata chiusa l’unica scuola della zona. Ci accolgono tre generazioni di “boeri”, il nonno che ci accompagna con un 4x4 lungo la fattoria, tra le dune, al campo tendato, sgonfiandoci le gomme e dandoci i consigli migliori per non insabbiarci, i figli che ci preparano un tipico “braai”, la grigliata di carne di pecora ed agnello.

Ci ospitano in un’accogliente struttura in canne dove all’interno imbandiscono una tavolata con ricche e colorate pietanze a base di carne, frutta e del meraviglioso pane che le donne hanno cotto sotto la brace e la cenere calda. Sistemiamo le nostre tende all’esterno e qualcuno di noi fa anche il primo incontro con qualche scorpioncino che si fa strada tra la sabbia.

Scarpe e calze sono d’obbligo per evitare spiacevoli pizzichi.

L’indomani al sorgere del sole ci rendiamo conto di stare in un piccolo paradiso arancione, fatto solo di dune di sabbia rossa: è bello vedere sventolare la bandiera della pace tenuta dai bambini su un’alta duna.

Lasciamo questo meraviglioso posto per continuare verso il parco del Kalahari, l’importante Kgalagadi Transfontier Park, che raggiungiamo, dopo una sosta in un'altra tipica fattoria, nel pomeriggio del settimo giorno.

Sistemate le nostre tende all’interno del parco riusciamo a fare un piccolo safari  nel tardo pomeriggio; qualcuno ci racconta di aver incontrato anche i felini, e questo fa crescere la nostra curiosità e le nostre aspettative per il grande safari che ci attende il giorno dopo.Intanto ci rilassiamo a bordo di una bellissima piscina tra un bagno, giochi e chiacchierate fino a gustarci la cena nel ristorante all’interno del parco stesso.

L’indomani mattina, di buon’ora, a bordo dei nostri pulmini, da cui non è possibile scendere per questioni di sicurezza, iniziamo la scoperta di questo fantastico parco.

La speranza maggiore è quella di vedere il mitico leone, ma ci dobbiamo accontentare di altri emozionanti incontri: la leonessa per prima, ferma e sicura di sé con la sua preda a fianco, in effetti, allo sfortunato animale mancano gia dei “deliziosi bocconcini”; la volpe del deserto, il leopardo che addirittura ci attraversa la strada gruppi di antilopi e un branco di gnu. Assistiamo anche a una lotta fra loro risolta immediatamente dal capo branco che rimette in riga chi crea disordine e supera la sua autorità. La sera ci ritroviamo per una fantastica grigliata preparata da noi. Non è facile cucinare per un gruppo così numeroso, la sera siamo addirittura in 30, si aggiungono, infatti, degli italiani che rincontreremo ogni tanto durante  tutto il viaggio. Iniziamo a preparare 4 fuochi, dopo avere cercato in giro un po’ di legna e aver seguito le istruzioni di Alex sulla tecnica sud- africana per accendere un fuoco.

Ci alterniamo nella cottura della carne e le patate e intanto prepariamo Kg di insalata e innumerevoli toast alla sud-africana. Naturalmente il tutto accompagnato da bicchieri di vino che si tengono compagnia per le nostre chiacchierate sino a notte tarda.  

Ripartiamo l’indomani verso il parco di Augrabies.

Durante il tragitto preferiamo riattraversare la frontiera del Botswuana  e percorrere un piccola striscia del suo territorio per evitare di fare la strada sud-africana, abbastanza sconnessa: e’ stata una buonissima idea, Alex ha avuto veramente ragione nel proporla anche perché in Botswuana finalmente i territori non sono più divisi dal filo spinato che li separa dalle strade, e pedalare in queste condizione è veramente più piacevole: si gode maggiormente il senso dell’immenso e di libertà, inoltre è più facile incontrare anche gli abitanti del posto, come in effetti è avvenuto. Ci sono venuti incontro, infatti gruppi di bambini e donne che incuriositi un po’ da noi, un po’ dalle nostre bici, hanno rallegrato il nostro trasferimento tra canti, grida e sorrisi.

Dopo aver esserci fermati ad Upington, aver recuperato i nostri scatoloni bici e aver fatto rifornimento di cibo e acqua, arriviamo finalmente al parco di Augrabies.

Qui il paesaggio inizia a cambiare e cosi sarà sino a Città del Capo. Incontriamo zone un pò più alberate, paesaggi un po’ più verdi e in strada finalmente è possibile trovare un albero dove fermarci un pò al fresco per mangiare la nostra immancabile insalata di riso che Lisa prepara con molta cura tutte le sere nella cucine delle fattorie che incontriamo lungo la pista.

Al parco riusciamo prima del tramonto a fare una bella passeggiata con le nostre bici per poi rincontrarci tutti ad ammirare il tramonto nel canyon che caratterizza questo parco con la sua meravigliosa cascata!

Ci deliziamo poi con una colorata cena a base di verdure e carne per poi salutarci e riposare nelle nostre inseparabili tende.

Dopo un trasferimento in pulmino e una rilassante pedalata arriviamo a Calvinia, una città dall’aspetto veramente americano: grandi strade, grandi case e grandi negozi. Piantiamo le nostre tende all’interno del giardino di una guest-house gestita da una simpatica famiglia che ci prepara la cena e ci mette a disposizione la loro cucina per preparare il pranzo per la lunga pedalata che ci aspetta il giorno dopo. L’indomani partiamo direttamente in sella alle nostre bici per percorrere ben 140 km sino a raggiungere un campeggio, ultima sosta prima di Città del Capo. Pedalare così a lungo è veramente straziante quando la temperatura è sempre sui 40/42 gradi tanto che l’acqua delle borracce è quasi imbevibile. A pranzo ci fermiamo sotto l’ombra di due piante vicino ad un vigneto, di cui assaggiamo qualche acino d’uva. In queste zone la coltivazione dell’uva è molto sviluppata, incontriamo, infatti, molti braccianti che sono impiegati per la raccolta dell’uva e la produzione di ottimo vino che in qualche occasione abbiamo anche assaggiato.

La sosta pranzo, vista la stanchezza, diventa anche sosta pennichella: chi in pulmino, chi in terra né approfitta per un piccolo sonnellino.

Arriviamo al campeggio, dopo aver attraversato anche un faticoso passo, distrutti, ma basta una doccia rinfrescante per ricaricarci e rilassarci di fronte ad una bella tavolata per la cena e qualche bicchiere di vino in più, visto che oramai la nostra pedalata è finita e possiamo permettercelo.

Gli ultimi due giorni li trascorriamo da veri turisti a Città Del Capo. Alex ci accompagna alla scoperta di mercatini, giardini, parchi e grandi centri commerciali, ma l’aspetto più bello che questa città è sicuramente dato dalle sue belle coste e dalle immense spiagge. Trascorriamo una mattinata in una zona al mare protetta dove vivono centinaia di piccoli pinguini che tra un  bagno e l’altro nell’acqua gelida si fanno spazio fra i turisti. Qualcuno di noi cerca di accarezzarli, hanno delle piume morbide e compatte, ma anche un becco molto tagliente: il dito della nostra Franca né sa qualcosa.

Trascorriamo la serata in spiaggia per ammirare il tramonto gustandoci una rinfrescante birra e dei panini, accompagnati dalle canzoni intonate dal nostro gruppo biker-cantanti.

L’unico neo è il forte vento, ma a Città del Capo è di casa.

Il giorno dopo arriviamo al Capo di Buona Speranza, ed è proprio lì che finisce il nostro viaggio, con la speranza di dirigerci verso una nuova destinazione nel prossimo viaggio Naturaid.

Mauri



“Niente resoconti ma solo emozioni per questo viaggio in compagnia di Maurizio e dei Naturaider!

Ricordo col sorriso sulle labbra il primo viaggio, in Marocco. Un’incognita.
Tutti da conoscere, tutto da scoprire. Anche una parte di me. Ricordo molto bene il terzo giorno di bici: non si arrivava più. E l’insegnamento di Mauri “ a piccoli passi sia arriva ovunque”.
E da allora, a piccoli passi, ogni giorno, continua il viaggio della mia vita.
Ed è proprio questo viaggio che il I. gennaio 2005 mi ha portata all’aeroporto per conoscere nuovi compagni d’avventura!!
Potrei definirlo un viaggio “facile”, con meno problemi logistici rispetto alla Bolivia, il caldo al posto del freddo, la piscina al posto della tenda-cucina, nessun problema d’altitudine.
Eppure non credo sia stato solo questo a rendere questo viaggio così piacevole. Credo sia stata una condizione interiore. Ho lasciato a casa, come per magia, i problemi, i ricordi tristi, la pesantezza dell’ultimo periodo. Sono partita con la valigia vuota e l’ho riempita di tanti momenti speciali in compagnia di persone conosciute (evviva le iene!!) e di persone nuove (un ringraziamento speciale a Pie per avermi accompagnata” in cima alla salita!!!!)
Ricorderò questo viaggio come un periodo di grande spensieratezza e divertimento e come dice qualcuno di mia conoscenza “ quando si sta bene spariscono anche i problemi di pressione bassa!!”
Grazie Mauri, grazie Naturaider per aver contribuito a questa piccola- grande felicità!
Daniela


   

"pace" multietnica, sapranno le nuove generazioni cambiare il mondo?
Gianni

Grande significato e importanza in questa foto scattata da Gianni "vez" che fa riflettere noi adulti sulle esigenze spontanee dei bambini. In questo caso del Sud Africa


Cari amici.....ahimè, pensavo che il lavoro si fosse dimenticato del sottoscritto ma è peggio di uno sciacallo......là dietro l'angolo ad aspettarmi......"che palle"...peccato che non le possa passar via....EHHH!!!!

cmq il rientro è stato meno traumatico di quanto previsto, giornate piene, tranne un paio d'ore in H2O con il mio amato kite...sento parlar di freddo, neve e roba del genere.....non so neppure dove siano di casa......scusate se io vado in acqua....

ma aldilà di tutte le chiacchiere che stanno circolando in rete, riguardo presidenti, Naturaduni, goniometri, baricentri, assi terrestri etc...etc..etc..

vorrei ancora una volta ringraziare tutti voi per la fantastica esperienza che mi avete fatto vivere, ho conosciuto delle persone fantastiche, mi piacerebbe ringraziarvi uno ad uno ma sarei tedioso, sappiate solo che avete arricchito il mio animo di qualcosa che porterò per sempre con me!!!!

Con affetto e profonda stima Vi abbraccio Paolo


 

Laura e Lorenzo "cip e ciop per le Iene)


 

 

Un grazie speciale a Lisa che ha saputo dare con grande energia e personalità il suo importante contributo in cucina preparando i pranzi freddi che abbiamo divorato lungo i percorsi in bici.


Oramai le conosciamo, sono il fiore del gruppo Naturaider, non mollano mai, lo hanno dimostrato a meno 22° gradi in Bolivia, alla 24 ore in MTB, a oltre 40° gradi all'ombra del deserto, sono simpaticissime, ma non fatevi incantare dal loro sorriso: Franca, Paola Daniela, ora anche Anna (in assenza di Elisa). Sono come i 4 moschettieri, tutti vogliono la loro compagnia e allegria, ma le temono anche: il loro nome di battaglia è ora "IENE". Volete sapere il motivo? O lo chiedete al nostro Presidente Andrea o venite al nostro prossimo raduno.


LETTERA A STEFANIA DAL SUD AFRICA (di Pie)

Cara Stefania,
"
a volte mi capita di vedere un’immagine, ascoltare una notizia, vivere un’emozione e di pensare: “Ne devo parlare con Ste”! Ma sono cose, sensazioni che non si possono descrivere per mezzo di uno scarno SMS o al telefono, ed allora, rimando al nostro prossimo incontro, che magari, avviene dopo troppi giorni, quando ormai quella cosa ha perso quella forza, quel significato.
Ancora una volta sto facendo un viaggio, ancora una volta in un angolo lontano del mondo molto diverso dal nostro, ancora una volta le condizioni non sono agevoli e sono con persone che certamente mi aiuteranno a crescere; ancora una volta e’ forte in me il desiderio di volerti trasmettere le sensazioni, anche più intime, che sto provando…
E’ un’ora impossibile e tutti dormono nelle loro tende. Il vento soffia e fa frusciare le fronde degli alti alberi di una radura raggiunta ieri, dopo oltre 145 km di bicicletta attraversando una delle zone più aride di tutto il Sud Africa: e’ da qui che ti affido questo mio scritto.
Siamo arrivati a Johannesburg in mattinata e nell’aeroporto stesso, abbiamo noleggiato tre furgoncini KIA Pregio 2700 diesel da undici posti ciascuno ed un grosso carrello scoperto. Nei van, hanno trovato posto le 24 persone che hanno aderito al primo raid in bicicletta del Sud Africa, organizzato da Maurizio Doro, compresi i bagagli, le scorte di viveri e la preziosissima acqua; nel trailer, sono state messe le 21 biciclette e tutte le parti di ricambio, nonché gli attrezzi.
Dopo alcune tappe di trasferimento, (direzione sud-ovest, 1000-1500 km circa) e la visita a Kimberley di una miniera di diamanti, siamo giunti al limitare del deserto del Kalahari dalle dune rosse, poco distanti dal confine con la Namibia. Lì, abbiamo finalmente tolto le bici dai loro involucri protettivi ed abbiamo iniziato a pedalare lungo le piste, puntando dritti verso nord.
L’impatto con la dura realtà del deserto è stato tremendo: solo il primo giorno, i pulmini al seguito hanno subito due forature ed un grave insabbiamento. I biker sono quindi stati costretti a trasformarsi in meccanici e soccorritori di quegli stessi mezzi che rappresentavano il loro sostegno. Inoltre, queste piste non sono percorribili in altre stagioni dell’anno, se non quella estiva, per cui le temperature elevate, sommate alla fatica, hanno ulteriormente debilitato il gruppo.
Tutto cio’ per dire che gia’ a conclusione del primo giorno di pedalata, alcuni erano con la febbre e sotto massicce dosi di tachipirina.
In quattro tappe, abbiamo attraversato una zona del deserto del Kalahari da sud a nord, entrando anche nel Botswana. Per giorni, il paesaggio è rimasto pressoché uniforme con temperature incredibili: 40^C all’ombra e 58^C diretti (i cristalli liquidi dei computer si liquefacevano, se lasciati al sole)! Per ore ed ore, in assoluta solitudine, abbiamo pedalato nel nulla lungo piste pietrose o sabbiose, assistiti (e soprattutto dissetati) da coloro che di volta in volta si alternavano alla guida dei mezzi meccanici, trovando rare occasioni di ombra al riparo delle spinose acacie o di arbusti cespugliosi.
Sul fare della sera, quando le scorte d’acqua (ormai tremendamente calda) arrivavano al termine ed il sole implacabile era già tramontato, quasi per incanto, si materializzava una fattoria boera oppure una verde oasi (un bravo ad Alex, nostro pianificatore del viaggio). In alcune occasioni, addirittura, le poche parti scoperte (e bruciate) del corpo e l’arsura delle labbra hanno trovato un immediato refrigerio grazie ad un vero e proprio bagno di gruppo in piscina (incredibile, ma vero) !
Le grigliate sotto una fantastica coperta di stelle luminosissime e le dormite più o meno tranquille nelle nostre tende (causa scorpioni od altro), si sono succedute con regolarità e sistematicità.
Poche persone e diverse razze abbiamo incontrato lungo il percorso: ci hanno sempre e tutti mostrato cordialità, ospitalità e simpatia.
Il safari fotografico al “Kgalagadi Transfrontier Park” ci ha regalato immagini di rara forza e bellezza degli animali liberi nel loro ambiente naturale: giraffe, antilopi, struzzi, zebre, gnu, leopardi, rapaci e perfino una leonessa distesa affianco ad un erbivoro parzialmente già divorato…
Passare dai boscimani che vendono i loro souvenir all’esterno delle loro povere tende di paglia, alle zone più a sud con le scritte rupestri degli ottentotti, è stata questione solo di qualche giorno di trasferimento all’interno dei pulmini, e/o a cavallo delle nostre biciclette.
La pedalata più bella è stata per tutti sicuramente quella fatta nell’ “Augrabies Falls Park”, ove nei millenni, il fiume Orange si è ha scavato un fantastico canyon nelle rocce di granito con cascate di oltre settanta metri. Se si eccettua la presenza dei molto pittoreschi Kokerboom (piccolo albero col tronco simile al baobab) e di animali di altro tipo, gli scenari circostanti ricordano l’Arizona.
Arrivando a Città del Capo con la stupenda e singolare cornice della Table Mountain e dell’omonima penisola, tanti sono i flash che mi martellano la mente in continuazione senza ordine di continuità: la lotta del suricate con lo scorpione trovato da Gianni sotto la sua tenda, le improvvise trombe d’aria lungo la pista per Calvinia, il cobra eretto e pronto ad attaccare le bici (con noi sopra) passate a meno di un metro da lui, gli arcobaleni, il gelato alla crema con cioccolato fuso a fine cena nell’oasi in mezzo al deserto, le lunghe, lunghissime, interminabili strade diritte, la tanto desiderata ombra di un albero trovata solo dopo oltre 100 km di pedalata …
Sarà stato per le biciclette lasciate inutilizzate, ordinate ed impolverate sul carrello, o perché è proprio così, sta di fatto che Città del Capo ha rappresentato per noi un mondo a parte, completamente a sé stante rispetto a tutto cio’ vissuto fino a quel momento. L’evidenza della piaga dell’aparthaid ancora visibile, i giovani dai fisici prestanti che si esibiscono nelle loro evoluzioni coi kite/wind surf, il bagno in mezzo ai buffi pinguini, le foto agli imprevedibili babbuini e poi, la sera, la cena in spiaggia sul fare del tramonto, il vento, il nostro vociare ed i nostri canti che diventano sottofondo e sfondo per qualche bacio rubato tra vecchi e nuovi amori sorti all’improvviso …
Ebbene, Ste, credo di averti detto tutto quello che mi è passato per la mente.
L’onda di parole, sensazioni, emozioni è già andata e mi sento meglio, ora.
Credo di essere riuscito a trasferirti almeno una piccola parte dell’entusiasmo e delle difficoltà, dell’allegria e della fatica, dei piaceri e delle paure che hanno contraddistinto questo viaggio, ma che sono proprie di ogni nostra esperienza di vita. Credo di essere riuscito a farti riflettere su quanto inutili e falsi sono i limiti che ci poniamo o che ci vengono posti. Spero di riuscire ad avere per ancora lungo tempo la forza di alimentare ed incoraggiare la tua voglia di fare, il tuo desiderio di sapere, la tua freschezza, la tua esuberanza, la tua allegria.
Ho ricevuto il tuo ultimo SMS, Ste, in cui mi informavi del voto di inglese. Vai avanti così e non fermarti di fronte a nulla: hai una vita intera di fronte a te, giocatela e vivila ! Per quanto mi riguarda, con tutti i miei limiti, non chiedo di meglio se non di esserti da esempio, il piu’ possibile positivo … 
Good luck, Ste !

Un grosso bacio ed un caldo abbraccio, il tuo papà



COLLEGAMENTI IN DIRETTA DALLA SPEDIZIONE:

 

I vostri incoraggiamenti

I racconti dei viaggiatori

I racconti di Maurizio

 

I VOSTRI INCORAGGIAMENTI

 
3 gennaio 2005

Caro Maurizio,
mi raccomando per la mia amica Daniela, non è scambiabile neanche con una foresta di leoni....
So che siete arrivati dal fratello di dani.Vi seguo col pensiero, ogni tanto mi stanca anche quello, visti i km che fate col caldo. Quello
gotevelo perchè qui è freddissimo.
un abbraccio forte stefi


3 gennaio 2005
Beati naturiders!!!!
Com'è stato l'arrivo in Sud Africa?
State già pedalando fra leoni e giraffe?
Aspetto vostre notizie e foto...voglia di lavorare sotto zero!!!

Ciao a tutti e buon divertimento! Giacomo

3 gennaio 2005

Allora Rassa come te la stai cavando in mezzo hai leoni ?  spero bene...saluta anche la paola..ti seguiro' dal vostro sito. un saluto anche da parte di bebe e da luca .. e  dì con la paola che contiamo su di lei per farti ritornare a casa perche' tu chissa cosa combinerai.. salutoni a tutti... ciao paolo


3 gennaio 2005

Ciao Naturaiders a no spero che la Vostra avventura sia iniziata nei migliore dei modi, certo non avrete problemi di altitudine o di freddo vero?
Ciao e pedalate anche per me. Un saluto a tutti Voi. Cuzzo


4 gennaio 2005

Carissimo,Minello Franco,se ti arriverà questo messaggio,auguro a te e a tutta la comitiva un buon divertimento.
Il mio rammarico è quello di non essere con voi.
Auguri di buon viaggio.
Non ti preoccupare x lilly,ci pensano i tuoi amici. Antonio Nur


4 gennaio 2005

Ciao Lisa,

oggi 4 gennaio ho ripreso a lavorare nella mia postazione in ufficio, però prima di iniziare la mia giornata lavorativa ne approfitto per mandarti un grosso bacione e un in bocca a lupo a te e tutti i tuoi compagni di viaggio.
Posso solo immaginare la bellezza dei luoghi ed i fantastici paesaggi che state incontrando. 

A presto Alessandra Madeddu


5 gennaio 2005

PER RICCARDO ED I SUOI AMICI:

Come va l'avventura?! Sicuramente tutto ok... Dateci notizie perchè vogliamo seguire il più possibile il vostro viaggio quasi in diretta.
Auguri di Buona Befana e a presto.

Baci ed abbracci Dora, Claudio, Lorenzo, Sonia, Daniele, Luca, Andrea, Neve, Sheela, Fritz e Camilla


5 gennaio 2005

Buongiorno "africani" allora come ve la passate????? sicuramente starete meglio di noi almeno per quanto riguarda il clima......qui il freddo continua ma almeno il sole non ci abbandona.......poi qui si lavora!!!!!!!
Ho già scritto perchè sono super curiosa di sapere le vostre avventure.........spero che presto si potrà leggere qualcosa del vostro super viaggio.......
....per Nonna Catta<come va il super mega raffreddore?????> e per Rassino <il tuo bel ginocchietto funziona????>
Ora devo proprio lasciarvi perchè ho tante cosette noiosette da fare.......un super salutone e un bacione a Nonna Catta, Rassino, Maurizio, e ovviamente a tutto il vostro gruppo.......
Ciao. Simo.


6 gennaio 2005

Ciao ragazzi!
...qui si lavora anche il giorno della befana!...
Ma mi concedo qualche minuto di relax per scrivervi, farvi gli auguri e incoraggiarvi! (anche se credo di avere più bisogno di incoraggiamenti io!!!).
Mandate un sacco di foto e storie!!!

Un bacio a tutti, Giacomo

Ne approfitto per dirvi che Angelo è stazionario e non ci sono grosse news...ha la febbre alta da qualche giorno e lentamente (togliendogli I farmaci) cercano di risvegliarlo...speriamo bene!


6 gennaio 2005

ciao zio sono Andrea e ti scrivo in compagnia della tua partner Lilli.
speriamo che almeno tu ti stia divertendo perché lei è un'anima in pena e non vede l'ora che tu torni.
Stasera si mangia tutti da schiavon (anche la Ina) e se ci sarà un documentario sull'Africa non lo guarderemo più con gli stessi occhi....

P.S.:comunque sono sempre più frequenti le giornate intere in cui la lilli si rende irreperibile. se vuoi scatta l'investigazione.
Divertiti e ricarica le pile.

ciao ci manchi!  Lilli,giò,carlo,Zeffirina.


6 gennaio 2005

Questa è per tutti voi che siete in sud Africa.

La Befana vien viaggiando e pian pian sta andando, in Sud Africa sta girando..... e se mai l'incontrerete un pensiero mi manderete.

Beh non è un gran che ma ci puo' stare, a proposito a che  punto siete avete fatto man bassa di ricordi e foto. 
Un imbocca al lupo a tutti voi
Marco


7 gennaio 2005

Carissime Franca, Paola e Daniela,
sono andata a vedere sul sito se c'erano vostre notizie e adesso ne approfitto per mandarvi un salutino! Che invidia!!! Non potete immaginare quanto mi sarebbe piaciuto essere di nuovo lì con voi a pedalare....Spero comunque che tutto vada per il meglio!!!!

Non pensate però che io mi stia annoiando.... Ormai ho letteralmente conquistato il Corno!!!!!! Ho provveduto a piantare una bandiera del
trentino in cima e con domenica saranno ben 9 volte che ci scio!!!!
Praticamente ho già ammortizzato lo stagionale.... (non ve lo avevo detto, eh, che ho fatto anche lo stagionale.... eh, l'amore...). Però è bello, sinceramente!!! Dovete venire!!! Per il resto, lavoro!

Allora vi auguro un ottimo proseguimento e spero di vedervi non appena sarete tornate!!!
Un salutone anche a Riky (un pò ti manca la Tomba 1, 2, 3 e 4, eh?) e a presto!!!
Ciao Lisa e Mauri!!!!!

Baci Eli


7 gennaio 2005

Carissimi amici Trevisani; come avete trovato le bici al vostro arrivo?
Mi auguro che la rimessa in assetto sia stata semplice e divertente, vi starete già divertendo negli sterrati Sudafricani. Se vi siete arrossati il fondoschiena non usate lo spray lubrificante per le catene, “potreste far esplodere il ….”
La befana da quelle parti si usa? Se si, spero sia stata generosa il particolare con Livio visto che di solito era lui a fare il “befano
generoso”
Vi auguro buon proseguimento divertendovi. 
Un’ abbraccio e un saluto a tutto il gruppo.
Rino Bortoluzzi


7 gennaio 2005

Caro Franco,
nella speranza che i tuoi muscoli non siano troppo doloranti.....(vedi Piacenza)
speriamo di rivederti più in forze che mai .....

qui non mancano le news.....
salutoni Raffa&Marilena&Miriam&pazienti vari!!!


10 gennaio 2005

Caro Marantz,i tuoi anatemi hanno colpito anche quest'anno: pochissima neve, tanto sole e temperature "africane" (+ 7 gradi a 1.450 mt alle sei di sera!!!!) A questo punto non posso che augurare che nevichi lì in Sudafrica così almeno potrai fare un po' di gite sci-bici-alpinistiche ....

 saluti e a presto  

ciassssssssssssssss  ric

 p.s.dimenticavo: notizione del 2005: le maglie del mucchio selvaggio SONO PRONTE!!!!


11 gennaio 2005
PER RICCARDO (E GLI ALTRI......)

allora come va? Ti abbiamo già scritto un'altra volta, ma chissà se è arrivata...Riceviamo i tuoi sms e sappiamo che lì fa caldo e che ve la state passando. Siamo contenti per voi!!!!!!  Fai tante foto, mi raccomando...Un saluto alla meravigliosa Africa, a tutti gli avventurieri ed un GROSSO bacio a te

ciaooooooooooooooooooooooooo!!!!!!  

                  Dora Lorenzo Claudio Sonia Daniele Luca Andrea Anna Fulvio Neve Fritz Sheela e Camilla  


12 gennaio 2005

ehi disgraziati!!???
ci siete ancora o siete sperduti nella savana????
a dire il vero vi stiamo invidiando tremendamente.......qui nebbia, nebbia e nient'altro che nebbia per cui gradiremmo avere notizie di avventure incredibili e magiche per tirarci un pò su il morale.... magari accompagnata da qualche foto per vedere in che condizioni(pietose????)siete e se Rassa e la vecchia nonna Catta sono ancora in circolazione o se li avete abbandonati come "vecchie carcasse" ai leoni in ogni caso buona pedalata
Stefania e Bellom


13 gennaio 2005

ciao franco sono la tua amata lilli e ormai non sto più nella pelle. non vedo l'ora di incontrarti rinnovato nello spirito e nel corpo. non riesco ad aggiornarmi sulle tue avventure tramite il sito web suggeritomi! nascono quindi diversi dubbi sul reale itinerario da te perseguito.

non è che per caso ti stai facendo un tour tra le tribù delle watusse?

Comunque non voglio dare l'impressione di controllarti per cui buon proseguimento, anzi oramai buon ritorno; qui ti aspetta il mio fidato mattarello!

tvb Lilli


I partecipanti Naturaiders:

Maurizio Doro (Ideatore del viaggio e guida MTB)

Alessandro Briscoli (Responsabile della logistica)

Maria Luisa tecnico di laboratorio anni 34 Capoterra (CA) (3° viaggio da Naturaider)
Stefano giardiniere anni 39 Carpi (MO) (2° viaggio da Naturaider)
Paola artigiana anni 40 Carpi (MO) (3° viaggio da Naturaider)
Franca commercialista anni 38 Trieste (3° viaggio da Naturaider)
Riccardo odontoiatra anni 47 Bologna (4° viaggio da Naturaider)
Daniela ass. amm.va anni 37 Bolzano (3° viaggio da Naturaider)
Livio geometra anni 50 Carbonera (TV) (3° viaggio da Naturaider)
Andrea libero professionista anni 40 Milano (3° viaggio da Naturaider)
Leonardo ingegnere anni 56 Firenze
Franco assistente sanitario anni 53 Carbonera (TV)
Paolo ingegnere anni 35 Coriglianto d'Ortanto (LE)
Massimo impiegato anni 49 Salgareda (TV)
Manuela analista anni 34 Capoterra (CA)
Alessandro analista anni 28 Cagliari
Anna architetto anni 42 Trieste
Mario impiegato anni 54 Scandicci (FI)
gruppo "Duna Rossa"
Giampietro impiegato anni 55 Monza (MI) (2° viaggio da Naturaider)
Luigi Aldo impiegato anni 57 Vimercate (MI) (2° viaggio da Naturaider)
Pierangelo impiegato anni 47 Monza (MI) (2° viaggio da Naturaider)
Laura impiegata anni 29 Galliate (NO)
Lorenzo impiegato anni 33 Bernareggio (MI)
Giulio impiegato anni 39 Felice Sul Panaro (MO)

I RACCONTI DEI VIAGGIATORI

I RACCONTI DI MAURIZIO


31 gennaio 2004
Carissimi BuonGiorno
siamo agli sgoccioli e la partenza si fa imminente
Avete chiuso lo scatolone,,ci avete appiccicato più adesivi "Naturaiders" possibile?Se la risposta è si siete pronti.
Vi volevo lasciare un caro saluto e un augurio per l'ottimo inizio 2005 che vi sta aspettando firmato ancora una volta MD.
Vi seguirò e vi scriverò,nel frattempo vi lascio una versione free-raiders della conosciutissima filastrocca  "La befana"
LA befana vien di notte
con le scarpe tutte rotte
Naturaiders all'avventura
forza amici, mai paura.
 
Un abbraccio
Sebastiano
p.s.
se trovate veramente la befana fermatevi,guardatela e ascoltatela avrà cose buone per tutti voi

Alcuni Naturaider che hanno pedalato sull'altipiano Boliviano e scalato i suoi vulcani a 6000 m si preparano ora a vivere l'esperienza Sud Africana, 


 

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