14 febbraio 2004 ore 12:05 è partita la nuova sfida di           Maurizio la "YUKON ARCTIC ULTRA 2004"
 

 

"Nell'universo il mondo è un granello di sabbia che l'uomo ha interamente esplorato, la mente può dar vita a nuovi sogni e nuovi limiti creando l'avventura della libertà."

Maurizio Doro


Abbiamo seguito con gioia la bella impresa della Bolivia che Maurizio ci ha fatto vivere con i suoi reportage in diretta dall’altipiano e dalla giungla, sicuramente faticosissima per lui. Qualche settimana di riposo, mettere la bici al chiodo e via si ricomincia a correre.
Maurizio infatti dopo aver abbandonato per qualche anno la corsa, ha rispolverato le scarpette e ha ripreso a cavalcare i suoi vecchi sentieri di montagna e i grandi prati delle sue valli.
Nell’ultimo mese poi, le grandi nevicate lo stanno aiutando nel prepararsi per questo nuovo progetto, di buon mattino è con ciaspole ai piedi, è con zaino in spalla, è con ore che scorrono sotto i fiocchi e nelle piccole bufere….è così che Maurizio si sta preparando per andare al nord del Canada, sulla pista dei cercatori d’oro alla:

gara sportiva

“ARCTIC ULTRA 2004”

a piedi in tappa unica di 500 km in autosufficienza trainando una slitta

La gara si svolgerà durante questo inverno, precisamente 14 di febbraio 2004 quando le temperature sono veramente artiche.
Maurizio sarà in Canada nella regione dello Yukon alla 2à edizione della Arctic Ultra, una gara a piedi in tappa unica e in autosufficienza per 500 km in solitaria, senza tenda e senza supporto esterno. 
La sua sicurezza sarà tutta su una slitta che lui tirerà giorno e notte, dove ci sarà: sacco piuma –40°, materassino termico, fornello e pentolame per cucinare e sciogliere la neve, ed indumenti per cambiarsi.
Il tempo massimo è stabilito in 7 giorni (è un limite molto ristretto perché vi partecipano solamente atleti molto preparati ed esperti), l’obiettivo molto ambizioso è cercare di coprire tutto il percorso entro il tempo massimo, da Whitehorse a Pelly Crossing.
Questo valore è assolutamente indicativo, essendo molto difficile calcolarlo con precisione, infatti in questa zona oltre al freddo artico, ci sono pure dei venti fortissimi con nevicate e bufere im­provvise, fattori che possono rallentare o compromettere la gara.
Una gara molto speciale e spettacolare, si correrà su un percorso naturale fatto di fiumi e laghi ghiacciati, boschi, tundre, colline e piccoli villaggi di indiani con relativi chek point (sono 8) e naturalmente non potrà mancare quel fenomeno delle luci del nord chiamato aurora boreale.
Verrà trasformata questa avventura in un evento multimediale con la possibilità di collegamenti attraverso telefono satellitare e inviare in tempo reale, piccoli reportage, che Maurizio farà e ci darà così ancora una volta la possibilità di partecipare con lui (si potrà sempre scrivergli per incoraggiarlo e farlo sentire tra amici
).
Con questa avventura sicuramente Maurizio potrà scoprire nuovi limiti umani, aiutato dalla sua esperienza che lo ha portando in ambienti così lontani e selvaggi.

Dai Maurizio, noi siamo pronti e tu?

Con affetto il Team Naturaid


“ARCTIC ULTRA 2004”

(gara sportiva a piedi in tappa unica di 500 km in autosufficienza trainando una slitta)

Oramai il grande zaino e gli scatoloni sono pronti, domani mattina presto (domenica 8 febbraio) partirò da Milano Malpensa per il Canada.  Voglio ringraziare con grande affetto gli amici che hanno creato tutti presupposti intorno a me di serenità, allegria, di sicurezza, di fiducia per la preparazione di questa nuova avventura: 
Francesco, Matteo, Guido, Mauro, Ruggero, Rudi, Pia, Franco, Paolo , Gino, Walter, Alessio, Gianni e lo SCI CLUB ARCO 

Gli sponsor: 
Il presidente e AMSA DI ARCO, Ezio e VIDEOGARDA-EXPERT, Paolo e TIPOGRAFIA TONELLI, Isabella e I.GO.DISTRIBUTION, Luca e GRAFFITI 2000 

Coloro che in tempi molto brevi con grande cordialità, disponibilità, sacrificio, e molta professionalità hanno saputo soddisfare le mie esigenze e offerto la loro grande tecnologia dandomi il materiale necessario altamente tecnico: 

Roberto, i suoi collaboratori e MONTURA 
Giovanni, i suoi collaboratori e CAMP 
Augusto, i suoi collaboratori e SALOMON

E non ultima mia sorella Emanuela che con la sua grande energia si è sobbarcata un'enorme lavoro di gestione delle mie attività e faccende quotidiane dandomi la possibilità di concentrarmi esclusivamente per l'obiettivo: una persona molto importante per me. Un grandissimo bacio.

  Grazie a tutti Mauri


 

300 Miles Race - Individuals

#

First Name

Last Name

Age

City

Nationality

Discipline

1

Steve

Bowron

35

Bruggen

British

Foot

2

Shirley

Thompson

44

Longford

British

Foot

3

Michael

Pemberton

37

London

British

Foot

4

Andrew

Barnett

43

Coleford

Welsh

Foot

5

Peter

Mild

35

Gothenburg

Swedish

Foot

6

Sven

Riedesel

39

Wermelskirchen

German

MTB

7

Shelley

Gellatly

39

Whitehorse

Canadian

Foot

8

Martin

Like

38

Hereford

Welsh

Foot

9

Herbert

Seimetz

47

Konz

German

Foot

10

Oliver

Lechtenfeld

21

Trier

German

Foot

11

René

Nüesch

44

Merenschwand

Swiss

XC-Ski

12

Andreas

Reindl

28

Batschuns

German

Foot

13

Maurizio

Doro

 40

Arco (TN)

Italian

Foot

14

Wilco

vd Akker

 30

Goes

Dutch

Foot

15

Pieter

Peereboom

 34

Alkmaar

Dutch

Foot

16

Juan Carlos

Sagastume

 32

Guatemala City

Guatemalan

Foot

17

Rocky

Reifenstuhl

 51

Fairbanks

US

MTB

18

Laszlo 

Kovacs

 29

B.gyarmat 

Hungarian 

XC-Ski 

19

Achim

Heukemes

 52

Gräfenberg

German

Foot 

20

Luke

Cunliffe

 38

London

British

Foot 

21

Joachim

Rintsch

 44

Tuttlingen-Möhringen

German

Foot 

22

Scott

Smith

 31

Yellowknife

Canadian

Foot 

 
 
 Check Points km tra i CPs km accumulati

 Whitehorse

0

0

 Takhini River (marathon finish)

40

40

Sosta obbligatoria degli atleti di 4 ore all'addiaccio per verificare l'autosufficienza all'ambiente artico da parte degli organizzatori.

 Kynocks

75

115

 Braeburn (100 mile finish)

32

147

 Fred Lake

56

203

 Carmacks

72

275

 McCabe

64

339

 Pelly Crossing

51

390

 Pelly Farms

48

438

 Pelly Crossing (300 mile finsih)

48

486

 
 

Maurizio è arrivato a Whitehorse ieri ( 10 febbraio ) , dopo aver sostato una notte a Vancouver.
Ha trovato alloggio presso una famiglia che gestisce un B&B ,in una casa dove in ogni angolo c’è un'ape. Infatti il loro logo è un'ape gigante.La stanza è per sei persone, solo 20 dollari canadesi, ma per ora dorme solo con una donna tutta matta che guida camion giganteschi. Oggi incontrerà le persone che gli hanno costruito la slitta che trascinerà per 500 chilometri trasportando tutto il materiale indispensabile per sopravvivere nel gelo artico.

Whitehorse (Yukon) 10 febbraio 2004

Emozione in una lacrima

Ancora una volta mi ritrovo lontano dalla mia mansarda, dal mio lavoro, dai miei amici, da Arco, cittadina sul lago di Garda paese per antonomasia degli sportivi e riconosciuto dagli amanti della bici, dell'arrampicata, del trekking e di tante altre attività che mi hanno costruito e fortunatamente mi hanno dato la possibilità di diventare un esploratore, ogni volta mi chiedono perché mi allontano dai comodi piaceri, da questo lusso in cui io vivo. 
Ma a molti sfugge veramente quello che abbiamo davanti agli occhi e dalle mani: è il lusso di amare la natura, le sue bellezze le sue difficoltà, le sue sensazioni, i suoi sentimenti, i suoi cicli, le sue regole; noi non ne siamo immuni ma viviamo quotidianamente in simbiosi con lei.
Cerco di capire se un occidentale riesce a riscoprire quel rapporto ultimo con la natura, col mondo naturale che è il luogo da dove noi veniamo. 
Sono passati molti anni dalla mia nascita ma mi ritrovo ancora a vivere delle situazioni come un bambino (basta riavvolgere il nastro registrato che è dentro in noi e posizionarlo dove vogliamo, vedremo chiaramente quella situazione come se non fosse passato alcun secondo...altro che tecnologia...naturalmente a volte può essere bello a volte fare male).
Ecco io ora sono in Canada e sono molto emozionato, mi sembra di essere un bambino con il suo primo giocattolo.

Fino a pochi mesi fa era solo un sogno che ho coccolato ed ora si e realizzato, si arriva sempre quando ci si muove anche pianissimo, anche se la strada e’ lunghissima ma si arriva, solo stando fermi sicuramente c'è la certezza assoluta di non arrivare mai.
Mi emoziono ancora e allora lo faccio, so cosa mi aspetta : più della fatica, più del dolore, più del freddo più del sonno più del pericolo più del rischio più della paura, più della solitudine: è un grande prezzo, ma anche la grande gioia di vivere.
Il giorno che queste cose non mi emozioneranno non le farò più.

ciao Mauri

Whitehorse (Yukon ) 12 febbraio 2004

Paura, rumore o silenzio

........"Il mondo occidentale ormai ha una grande paura del SILENZIO, ma forse non sa veramente cosa sia. Spesso è associato alla solitudine e alla paura dei nostri fantasmi. Molte persone e nelle interviste mi chiedono perché faccio le mie
avventure da solo e se ho paura. Certo che ho paura altrimenti sarei un incosciente, ed è per questo che mi preparo, mi ascolto e cerco di imparare sempre più per arricchire la mia esperienza. Paura si, ma non della solitudine, e non è assolutamente pericolosa come quella che a volte avvolge come un cellophane. Questa che io vivo è il piacere di ascoltare il SILENZIO e il suo rumore, rarissime sono le occasioni per ascoltare il silenzio (e quando capitano si è veramente fortunati)
Fanno rumore nel silenzio il proprio corpo, il proprio spirito, il proprio sangue, i propri occhi, la propria mente, ed è bellissimo ascoltarsi con gli occhi della mente. Siamo schiavi del nostro stesso benessere e poi pochi sanno che cosa significhi stare soli con i propri pensieri in compagnia di se stessi. Stando soli si finisce col fare soltanto ciò che ci richiede la nostra coscienza"........
Gli indiani parlano del grande spirito con grande rispetto. 

"Questa grande eredità prendila. Prendi tutto quello che vuoi anche la mia, tanto io ne ho ancora, è qualche cosa che non si esaurirà mai come il semplice movimento del sorriso."

Sono rimasto affascinato dall'Alaska e dalla sua gente, che per me rappresenta uno stile di vita da frontiera ormai scomparso. Questo Grande Nord mi ha fatto apprezzare i suoi abitanti. Ricordo con grande emozione molti episodi: gli insegnanti di McGrath che mi hanno portato la torta a mia insaputa perché sapevano del mio compleanno, la famiglia al villaggio di Ruby che mi ha prestato la piccola casa spartana ma caldissima dopo 3 giorni senza incontrare anima viva a meno 43 gradi, l`incontro con il capo anziano Atabaskan di un villaggio che mi ha stretto con la sua mano artritica togliendosi il guanto, il gigantesco Nik che mi ha fatto dormire sul suo letto a Nikolai e tanti altri.
Un mondo a parte. Qui ho conosciuto la corsa estrema per slitte trainate dai cani, la famosa Iditarod la pista tracciata al tempo della corsa all'oro.
Ho scoperto un mondo bellissimo e brutale, dove tutto sembra essere una sciocchezza, tranne le ferite mortali e le allucinazioni che sono all'ordine del giorno, in un paesaggio così sorprendente, mi sono sentito forte e randagio.
Mi ero creduto una divinità spaventando me stesso. Di una cosa ero certo man mano mi fossi inoltrato in quel mondo selvaggio, sarebbe aumentata la mia fiducia. Solo dando tutta la mia fiducia a quella natura così ostile sarei stato ricambiato con nuove energie.
Non c’e altra scelta. Camminando passo dopo passo, ora dopo ora, giorno per giorno si è aperto ai miei occhi un mondo sempre nuovo, sempre diverso che mi ha sollevato da qualsiasi sconfitta finch
é il mio fisico, il mio organismo mi danno forza e rimangono integri.

Mauri

Anche qui in Canada esiste una grande corsa, la Yukon Quest di 1600 km, considerata la più dura corsa avventurosa del mondo dalla linea di partenza di Whitehorse fino all'arrivo a Fairbanks.

Ad anni alterni si invertono la partenza con l'arrivo e quest'anno partono da Fairbanks (Alaska): inizierà proprio il 14 febbraio, perciò ci vengono incontro.
La Iditarod era diventata troppo famosa con i musher coperti di etichette degli sponsor come auto di Formula 1, soltanto dei professionisti della guida dei cani. E qualcuno tra la gente comune di queste parti, che viveva intorno ai cani cominciò a dire che era il caso di organizzare una corsa spettacolare, ma che appartenesse agli alaskani, e non a tutte queste persone e queste grandi aziende che vengono da fuori. Così inventarono questa corsa. Quel che la rende più dura dell'altra è che si svolge in questa parte dell'Alaska, il Territorio dello Yukon, che è particolarmente freddo.
I 40 sotto zero sono la norma, poi la distanza tra i punto di controllo è maggiore e quindi bisogna aumentare il carico di viveri e altro sulla slitta, ci sono più salite e sono più ripide.
 La gente di quassù (che di durezza dell'esistenza se ne intende) dice che si tratta della più dura. Quelli che partecipano a questo tipo di gare sono persone che hanno un profondo rapporto con la natura, ma generalmente lo tengono nascosto. Non come quelle competizioni estreme cui certi atleti prendono parte per misurarsi contro essa.
Qui si viene per aggiungere esperienza all'esperienza, e anch'io sono qui per bivaccare all'aria aperta, per incontrare altra gente di frontiera, è una sorta di malattia. E quando l'hai beccata sei fritto. E poi non è come sulle piste, che uno alla fine della giornata sulla neve appende la giacca e gli sci e pensa ad altro: è una filosofia vita che ti prende per tutto l'anno. E sicuramente non è un hobby perché un hobby non può essere così massacrante.
Devi dedicare grande tempo alla natura. Devi renderti conto che questa è la vita che hai scelto, Non si vince nulla e nessuno diventa ricco anzi si spende molto ma non è una vittoria solo per il primo ma per tutti quelli che tagliano il traguardo.

Ciao a tutti Mauri

Whitehorse (Yukon ) 13 febbraio 2004

Stranamente  non riesco ancora ad abituarmi al nuovo fuso orario e cosi ne approfitto per scrivere mentre tutti dormono e non c’è casino, solo un gran russare.
La casa è piccola ed è come un dormitorio. In questo momento mi trovo nel seminterrato ed ho la finestra della saletta che da sul giardino al suo livello (per capirci meglio in piedi mi trovo ad avere la neve del giardino all’altezza della bocca).
La casa continua a riempirsi di ragazzi da tutte le parti del mondo accompagnati dai loro grandi zaini. Naturalmente per me è più facile parlare in inglese con loro piuttosto che con i canadesi che si mangiano le parole. Sono in difficoltà anche con giapponesi e coreani però sono molto simpatici.
Vi racconto un fatto spettacolare.
Ieri pomeriggio ero in strada con li mio GPS e stavo facendo la calibratura della bussola con fare molto serioso, vestito di giaccone e berretto nero, grandi pantaloni con tasche laterali, una mano in tasca perché c’era vento e l’altra che reggeva il GPS. Mi vedete? Cammino molto lentamente e concentrato e non mi accorgo che mi sto avvicinando ad una macchina, mi 
fermo vicino con il GPS in mano e dopo qualche minuto esce dalla casa un giapponese venendomi incontro con l’asciugamano sui capelli dice: this is my car...this is my car... io alzo la testa e rispondo sottovoce...e allora?...this is my car ...e si avvicina con le chiavi in mano.... is correct...? is correct...? Mi viene un lampo e rispondo.. you think it is correct? sorry i don`t know...this is my car ...(mi ha scambiato per un poliziotto).
Scoppio a ridere come un pazzo non riesco a fermarmi e dico.. this is my GPS  what do you think...scoppia a ridere anche lui in un modo pazzesco e finiamo in ginocchio nella neve. Ma non è finita qui. Dall’altra pare della strada una signora era seduta e stava fumando una sigaretta e ha visto tutta la situazione si e messa a ridere che non si fermava più e gli è andato di traverso il fumo. Pazzesco da non crederci. Poi io sono rientrato e ridevo ancora, non riuscivo a dimenticare la situazione e ho raccontato cosa era accaduto in strada, ed è stato il finimondo. Non mi è mai successo una cosa cosi.. sto ridendo anche adesso mentre scrivo. Forse da noi si sarebbero offesi.

Ciao Mauri

Maurizio è partito ieri ( 14 febbraio ) da Whitehorse per la sua nuova sfida.

Stiamo attendendo novità della gara e sulla  sua posizione in classifica. Invitiamo tutti gli amici e suoi estimatori  scrivere delle e-mail di incoraggiamento ed anche all'indirizzo degli organizzatori indicando il nome di Maurizio Doro. La posta sarà consegnata a Maurizio lungo il percorso della gara. Scrivete in tanti e più volte durante la settimana, Maurizio sicuramente gradirà il vostro "calore"

La gara è partita da Whitehorse alle 12:05 con una temperatura intorno a 0° C. Maurizio ha percorso i primi 40 chilometri verso il check-point di Takhini River  in 5 ore e 55 minuti. Come si vede dalla tabella qui sotto è rimasto nel check-point solo il tempo (4 ore) che gli organizzatori obbligano a tutti gli atleti per un controllo delle attrezzature e delle capacità fisiche dopo la prima parte.

Maurizio in questo momento si sta dirigendo verso il secondo check-point, Kynoks, percorrendo una distanza di 75 Km.

Primo check-point Takhini River 40 km
313 Maurizio Doro Italy Foot  in 14th, 18:00 out 14th, 22:08
Stiamo ancora attendendo notizie di Maurizio e della sua posizione in "gara". Da informazioni indirette abbiamo appreso che ci sono stati problemi nella seconda notte di "gara" con diversi ritiri per ipotermia e problemi di respirazione da parte di alcuni concorrenti, causati da una veloce discesa della temperatura fino a -30°c Gli organizzatori , giustamente , hanno recuperato con la snowmobile gli atleti che si ritiravano, lasciando scoperto tutti gli aggiornamenti e le posizioni in classifica. Maurizio è sicuramente ancora in "gara" perché non compare nella lista che abbiamo recuperato grazie ad una e-mail speditaci da amici dal Galles.
 
Secondo check-point Kynocks 75 km

313 Maurizio Doro Italy Foot  in 15th, 12:10 out 15th, 13:35

Terzo check-point Braeburn 32 km

313 Maurizio Doro Italy Foot  in 16th, 11:53 out 16th, 18:26

Le ultime notizie danno Maurizio in uscita dal check-point di Braeburn (ore 03.26 del 17 febbraio ora italiana)  in direzione di Fred Lake. Le condizioni meteo sono discrete ma la temperatura notturna scende spesso fino a punte di -30° C.

Maurizio è riuscito ad inviarci un bel racconto che ha affidato ad un check-point agli organizzatori che poi ci hanno spedito via e-mail da Whitehorse. Invitiamo di nuovo,  tutti gli amici di Maurizio, a scrivere messaggi di incoraggiamento. I vostri saluti saranno consegnati a Maurizio lungo il percorso della "gara.

 

(Yukon ) 15 febbraio 2004

Per mano tra le onde colorate del cielo

Luce e notte, mattina e sera i giorni passano non aspettano e ti  lasciano indietro..se tu lo vuoi.. Finché sei in tempo accompagnali, certo a volte ci si ferma ma non facciamolo per sempre, non lasciamo che ci devastino con le loro ore inutili. Andiamo avanti insieme, qualsiasi altra azione oltre che il vivere non ha senso. Sono passati davanti hai miei occhi paesaggi incredibili, boschi, fiumi e laghi ghiacciati, chek-point, altri corridori, gente stanca affaticata ,ma ricca, nutrendosi di questo nettare importante, qualcuno si è ritirato, forse non era pronto, sicuramente camminerà ancora e seguirà i suoi giorni.

Ho camminato e tirato la slitta fino ora e sono molto provato, a volte mi sento un estraneo qui e mi sfugge la realtà, gesti ripetitivi dettati dalla sopravvivenza, camminare tirare mangiare bere, stanchezza. Di giorno poi a volte mi sentivo solo come in un oceano senza fine e ti assalgono i pensieri e li devi combattere. Non riuscivo più a sostenere la fatica cosi producevo un suono monotono e ripetitivo con la gola variandolo aprendo e chiudendo la bocca per distogliere l’attenzione. Ma a volte non bastava, e allora entrava in azione il mio cervello sveglio come non mai, e lo alimentavo con argomenti e distrazioni che facessero sopportare meglio la fatica. Ma sicuramente è la notte la peggiore delle sfide, devi combattere e lottare con tutte le forze per non venire sopraffatto dalle tenebre. E più le condizioni sono buone (freddo si, ma senza vento, ne bufera, nessun impegno tecnico, tutto tranquillo) e più alta è la possibilità di abbandono.

Ma c`e` sempre un dolce procedere e come d'incanto quando si apre il cielo sopra tua testa rinasci e ti ritrovi allattato. Delle grandissime luci fosforescenti appaiono ai miei occhi, sembrano fumi, verdi gialle rosa sventolano e danzano sinuose intorno a me. Vivo una situazione di bambino con la testa all'insù e la bocca spalancata incantato. E` l'aurora boreale la fata della notte artica Il cielo era così  grande e tutto una stella dalla parte opposta. Erano così tante che non riuscivo a individuare la più bella in particolare. Guardavo le stelle e sognavo i cieli di casa mia quando ero bambino dalla nonna. Ma non era la stessa cosa. Le stelle di casa mia sono piccole e sbiadite Con la neve bianca poi ci vedevo come di giorno Nell’aria gelida osservavo il mio fiato fumante e la luminosità della piccola fetta di luna che faceva da comparsa.

Ero fermo da un po' ed ero talmente infreddolito che non me ne accorgevo e mi lasciai andare per un momento ai miei sogni, ero pervaso da un grande stato di benessere e tranquillità  interiore più profondo, ma ero sicuro che questo stato mi avrebbe offerto e tenuto la mano per molte ore nella notte.

Ero l’unico uomo sulla terra che vedeva ciò che vedevo io in quel momento.

Ciao a tutti Mauri

Quarto check-point Fred Lake 56 km 

313 Maurizio Doro Italy Foot  in 17th, 18:00 out 18th, 00:10

Quinto check-point Carmacks 72 km

313 Maurizio Doro Italy Foot  in 18th, 18:38 out 19th, 00:35

 

Maurizio ha percorso 275 km e la sua marcia procede secondo programma, non ci ha segnalato problemi di sorta anche se le difficoltà si sono rivelate persino superiori alle aspettative. Ringraziamo gli organizzatori per averci fatto pervenire queste spettacolari immagini.

Dal check-point di Carmacks Maurizio ci ha inviato un nuovo racconto della sua straordinaria sfida , e delle immagini che lo ritraggono sorridente all'interno del Lodge che lo ospitava.

(Yukon ) 17 febbraio 2004

Gli scricchioli nel silenzio della solitudine.

Sto' barcollando da molte ore nel buio, la luce della mia pila frontale ondeggia qua e là, stesso movimento anche per la mia testa, sembra pesantissima, inciampo nella neve, guardo avanti ma non vedo, lo sguardo è assente, la luce a volte si spegne: no, sono io che dormo e chiudo gli occhi e cammino...come si chiama quel samurai che mi tiene in piedi? Lo odio! A volte mi libera e ogni tanto le gambe perdono la loro funzione quella di sostenermi e sono costretto ad abbandonarmi ed inginocchiarmi nella neve fresca, ho i polsi bloccati nelle cinghiette così la presa delle mie mani è lenta sui bastoncini che si incrociano davanti alla mia faccia, le braccia sono distese e molli sopra la mia testa che penzola e si appoggia ad una spalla. Il mio corpo è completamente rilassato nessun muscolo è contratto mi sento un sacco di patate vuoto ma non mi affloscio. I bastoncini mi sorreggono come la trave che fa penzolare un condannato con le corde ai polsi. La mente però è sempre presente e vigile,  è staccata dal mio corpo che è composto da più entità, è stata allenata e abituata a controllare con grande severità l'ambiente e tutte le situazioni di grandissimo pericolo nelle condizioni estreme. La sicurezza del mio corpo e nelle sue mani non può sbagliare, (come la guida per il suo gruppo). Lo deve trattare bene, sa anche che potrebbe uccidere. Ma deve valutare la situazione del corpo in quel preciso istante (vista debolissima, riflessi lentissimi, incapacità di verificare le condizioni del ghiaccio camminandoci sopra senza essere in grado capire o vedere spaccature) è come una bussola che guida un cieco. In ginocchio il tempo si è fermato definitivamente.

Quanto sono rimasto? Pochi secondi? Dei minuti? Solamente la mia mente con il suo spirito di sopravvivenza lo sa e ha deciso per il mio corpo. Nel cuore della notte ho aperto gli occhi per un momento, e poi mi sono svegliato completamente: davanti a me la neve copriva completamente le ginocchia e rifletteva il disco di una luce azzurra, la mia.

..... l’unico suono al mondo era il silenzio.....

Ciao Mauri

Sesto check-point McCabe 64 km

313 Maurizio Doro Italy Foot  in 19th, 19:21 out 20th, 01:25

Settimo check-point Pelly Crossing 51 km

313 Maurizio Doro Italy Foot  in 20th, 15:00 out 20th, 20:15

Ancora 96 chilometri e Maurizio taglierà il traguardo della sua nuova sfida. Purtroppo ha solo 1 giorno 16 ore per concludere la "gara", e non uscire dal tempo massimo imposto dagli organizzatori. Sicuramente Maurizio impiegherà tutte le sue forze , fisiche e mentali , per finire in tempo. Aspettando sue notizie, possiamo emozionarci ancora leggendo questo suo nuovo racconto inviatoci, con nuove immagini.

 

(Yukon ) 19 febbraio 2004

La notte con le anime del passato

Quanti giorni sono trascorsi? Non lo so! In quanti boschi sono entrato? Non lo so! Quanti laghi ho attraversato? Non lo so! Su quanti fiumi ho camminato? Non lo so! Per andare dove? Ha forse importanza saperlo ora? Non lo so! Sicuramente non devo andare troppo lontano, non ho molti appuntamenti, solo uno è importantissimo ed è molto vicino.

Ci sono già: è con me stesso!

E` pomeriggio tardi cammino piano nel vento gelido e la maschera mi protegge gli occhi dalla bufera insistente, la stanchezza mi assale non distinguo la traccia, ma per esperienza e sensibilità so che è un po’ più dura e sotto i pochi centimetri di neve fresca i miei scarponi pestano uno strato più compatto, appena esco sprofondo e mi correggo avanzando curvo a zig zag. Sto lottando ma sono contento di me. Un fruscio costante mi accompagna: è la slitta che scivola sulla neve. All’inizio mi dava fastidio, non sopportavo di essere disturbato in questo ambiente puro. Ora non posso farne a meno è quello della slitta, la mia slitta! E` viva, è l’unica che mi puo’ aiutare, sta trasportando delle cose importantissime le sole cose che mi servono e di cui non posso separarmi. Meno di 20 kg. Mi segue ovunque senza brontolare anche se a volte la strattono, o urta violentemente contro un albero, o striscia tutta la sua fiancata contro un cespuglio, o rischia di capovolgersi su qualche ghiaccio o cunetta in discesa, mi giro e la guardo con gioia pochi secondi, il mio corpo è un brivido di eccitazioni ok c’è! E` sempre li, solo 150 centimetri mi separano da lei, la lunghezza dei tubi agganciati al marsupio in vita. E`la mia compagna, pesa poco in pianura quasi non la sento, ma sulle colline si fa sentire eccome, mi abbraccia ai fianchi e sembra chiedere una sosta, mi piace sentirla così. Faccio una gran fatica mi piego in avanti e sudo molto, il vento mi bombarda e nel bianco della gran polvere riconosco resi di materiale della presenza umana sono in prossimità di una vecchia “Cabin” abbandonata. Eppure mi sembra ancora viva ci cammino avanti piano, Tutto intorno si muove ma la baracca è completamente immobile anche se c`e` un forte vento, all’esterno tutto è bloccato dalla neve e dal ghiaccio e quello che poteva muoversi è caduto da un pezzo. Percepisco quasi una presenza umana, sono veramente stanco, ma non vuol dire sfinito, ho ancora un sacco di energie e preferisco continuare, fermarmi non ha senso perderei del tempo, mi raffredderei, perderei quel sapore che mi da la fatica, e poi se mi fermo lo faccio solamente per mettermi nel sacco piuma per dormire e adesso non ho ancora sonno posso resistere. Io e la mia slitta ci passiamo davanti in pochi secondi, un nodo alla gola mi assale, il mio cuore batte forte, faccio fatica a respirare e i miei occhi si bagnano, sento caldo, qualcuno mi ha chiamato e sorride, sento delle voci, rumori di badili, e carri che si muovono cigolanti. Mi abbandono completamente, allontano la maschera dagli occhi e la metto sulla fronte, non vedo nulla sono pieno di lacrime.

Mi stacco dalla slitta, e a fatica, sprofondando nella neve, mi avvicino ed entro...nessuno...., solo assi marce, mi siedo su un vecchio bidone arrugginito di petrolio, singhiozzo con le mani sulla faccia, allucinazioni! Non so quanto tempo sono rimasto, solo il freddo che mi ha avvolto, e che mi ha anestetizzato il sedere, è riconosciuto dalla mia mente lucidissima al pericolo. 
Risa, bicchieri sui tavoli di legno, passi, cavalli al galoppo, cani che combattono, pistole. Sento pacche sulle  spalle, ....... vai.....vai.....vai... 
Tremo forte. 
Mi giro, un ultimo sguardo quando mi allontano, poi abbasso lo sguardo e stringendo i denti continuo andare avanti assorto nei miei pensieri. 
Guardavo e ascoltavo il rumore del silenzio tutto si era calmato. 
Cercatori d’oro. Erano forse loro? Le loro anime? 

Ciao Mauri

 
Ottavo check-point Pelly Farm 48 km

313 Maurizio Doro Italy Foot  in 21th, 11:45 out 21th, 18:15

 

(Yukon ) 22 febbraio 2004

Quelle cose importanti che sanno parlare o piangere

"Spostarsi camminando per l'uomo è stato il movimento più naturale e più vicino alla terra. All'inizio lo faceva scalzo, era un contatto molto forte, difficile. Il sapore del camminare per sentire più da vicino le proprie origini mi completa, ho bisogno di rivivere la mia primordialità, non posso dimenticare le mie origini di quando la mia necessità di sopravvivere mi obbligava a dedicare tutta la mia vita a parlare con la natura. E` quello che in questo momento io vivo, cammino sudo respiro che non me ne accorgo, sembra normale, è scontato, ma è importantissimo e bisogna saperlo fare e rispettarlo perché il nostro corpo ha bisogno di aria pura, fresca, azzurra, da portare in ogni nostra piccola cellula del nostro corpo che prenderà a rinvigorire e sorridere per questo grande dono che il nostro mondo ci offre gratis: l'aria.
Mente cammino anche la mia testa vive, sembra una spugna che assorbe ogni piccolissimo movimento di vita che in questo momento c'è intorno a me, il bosco il vento, la neve, il ghiaccio, l'acqua, il sole, il cielo, le stelle, mi gonfiano, sono più "ciccione".
Sogno questi grandi primitivi e mi piace tirare la mia slitta carica solo del puro necessario per la mia pura sopravvivenza, vivo intensamente questo stato che c'è in me, senza il superfluo.
Ho proprio tutto quello che mi serve per continuare su questa pista in questo ambiente, nulla in più che possa distogliermi dal vivere in una amalgama gelatinosa con la mia terra (in Italia la mia piccola mansarda è piena di cose superflue).
La mia slitta trasporta il sacco piuma, il materassino, un cellophane come tenda, un fornello, viveri, un cambio di vestiti, dei  cordini, scarponi grossi, maschere per gli occhi, una termos, giaccone e pantaloni pesanti, lampade per la notte, racchette da neve.
Le cose che mi accompagnano sono vive, come se avessero un’anima, non sono le stesse che nella vita si usano, poi ci si stufa e si gettano.
Tra le cose solo poche sono importanti.
Se ci fossero solo cose importanti non esisterebbero gli immondezzai.
Le cose importanti non si gettano.
Invece noi siamo riusciti a costruire persino grandi depositi di materiale inutile completamente superfluo.
Ci sentiamo dei grandi inventori mentre invece siamo diventati un mondo di bambini capricciosi."

ciao Mauri

Nono check-point Pelly Crossing 48 km     ARRIVO
 

317 Rocky Reifenstuhl USA               MTB        18t feb, 18:30      1°   FINISHER
304 Andrew Barnett Wales               Foot        20 feb, 14:15       2°  
FINISHER
318 Laszlo Kovacs Hungary              XC-Ski     20 feb, 14:15        2°  
FINISHER
307 Shelley Gellatly Canada              Foot        21 feb, 03:45       4°  
FINISHER
316 Carlos Sagastume Guatemala      Foot        21 feb, 03:45       4°  
FINISHER
319 Achim Heukemes Germany          Foot        21 feb, 13:30       6°   
FINISHER
301 Steve Bowron UK                      Foot        21feb, 20:15        7°   FINISHER
314 Wilco vd Akker Netherlands         Foot        21 feb, 20:15       7°  
FINISHER
320 Luke Cunliffe UK                       Foot        22 feb, 02:30        9°  
FINISHER
313 Maurizio Doro Italy                    Foot          22 feb, 08:13      10°
   FINISHER
321 Joachim Rintsch Germany           Foot        22 feb, 11:00      11°  
FINISHER
324 Andy Sterns USA                      XC/Ski      22 feb, 11:45     12°   
FINISHER

303 Michael Pemberton UK               Foot             RITIRATO
305 Peter Mild Sweden                    Foot           RITIRATO
306 Sven Riedesel Germany              MTB            RITIRATO
308 Martin Like Wales                      Foot           RITIRATO
309 Herbert Seimetz Germany           Foot            RITIRATO
310 Oliver Lechtenfeld Germany         Foot           RITIRATO
311 Rene Nuesch Switzerland            XC/Ski         RITIRATO
312 Andreas Reindl Germany             Foot            RITIRATO
315 Pieter Peereboom Netherlands     Foot            RITIRATO
322 Scott Smith Canada                  Foot            RITIRATO

302 Shirley Thompson UK                 Foot             RITIRATO

Domenica 22 febbraio ore 8:13 

 

Maurizio ha concluso la sua grande avventura in 7 giorni 20 ore e 13 min. Da un veloce aggiornamento inviatoci dal traguardo di Pelly Crossing si ritiene molto soddisfatto anche se molto stanco, con i piedi gonfi e le mani tagliate dal gelo.

 

Danni subiti
75 kg alla partenza 69 kg all’arrivo (6 kg persi)
7 spaccature nella carne sotto le unghie delle mani provocate dal freddo
2 piedi gonfissimi 
1 caviglia dolorante
1 tendine dietro il tallone infiammato
1 unghia del piede persa
alcune bolle sotto i piedi

Ringrazio tutti per le continue manifestazioni di affetto. Visto il numero così alto dei vostri messaggi mi è stato impossibile rispondere subito a tutti lo farò nei prossimi giorni. 

A tutti voi un abbraccio, 

Mauri

Due incontri importanti per me: Laszlo, il mio amico ungherese ritrovato dopo 5 anni e Dale, il trapper che mi ha regalato il dente dell'orso grizzly.

L’amico Laszlo e il dente di grizzly

Sono le 7:00 del giorno 22 febbraio, sono partito ieri sera alle 18:15 dalla casa di Dale a Pelly Farm, intravedo ancora molto lontane le prime sbiadite luci arancioni di Pelly Crossing. Non distinguo ancora il paesaggio perché il buio predomina e il giorno arriva lentamente; ci sono alcune baracche sul percorso, fuori cani che abbaiano al mio passaggio, ma non ci bado troppo, sono stanchissimo e infreddolito. La pista continua inesorabile con una camminata rigida e trascinata, ma fortunatamente la neve è solida e compatta, ed è un dono per i miei piedi gonfi e per il mio tendine d’achille infiammato, che mi impedisce di piegare e stendere la caviglia ad ogni passo.
Altre piste si congiungono con quella principale, due figure giovani e un cane si stanno avvicinando, sono due indiani in giacconi sgualciti e sotto ai loro cappellini con visiera scendono dei bei capelli lunghi nerissimi, mi accompagnano per più di 30 minuti e mentre il cane salta e corre mi raccontano del posto e del loro lavoro di manutenzione delle strade, io non parlo molto e capisco poco, il loro slang è davvero ostico.
Il freddo non se ne è andato con la notte ma accompagna anche questo mattino, pochi sono i modi per scaldarsi all’esterno, da sotto la giacca esce una bottiglia, mi viene offerto dell’alcol, no grazie sono un atleta, camminiamo, altri sorsi, camminiamo sul ponte del fiume Yukon che porta all’ingrasso del paese, passiamo davanti al grande distributore di benzina, mi accompagnano fin qui e ci salutiamo,…….fa freddo!……..ma c’è un bar……!
Sono triste ma non riesco a pensare, i minuti passano e la mia mente svanisce e ripercorre altri momenti, ore 8:13 sono arrivato davanti allo striscione Yukon Arctic Ultra Finish, di fronte la casa bassa in legno, mi aspettano all’interno.
Altre slitte parcheggiate fuori, mi giro e guardo la mia, non ho voglia di entrare subito e ricevere i saluti e complimenti, rimango in piedi girato di spalle alla porta, sono triste , forse non voglio farmi vedere, ma capiscono e nessuno mi viene in contro, mi lasciano solo, mi danno tutto il tempo. Guardo nel vuoto. Sono rimasto giorni e notti da solo con le mie fatiche e allucinazioni, ma ora non voglio abbandonare queste sensazioni in un colpo solo così violento, desidero accomiatarle gradualmente e mi ci vuole del tempo.
L’abbandono totale cui mi ero lasciato andare dolcemente se ne va e mi pervade una leggera euforia tra i singhiozzi, l’energia cresce, sono pronto a salutare gli amici all’interno della casa caldissima, abbracci e grandi pacche sulle mani, urla di gioia escono dal mio interno.
7 giorni 20 ore 13 min sono entro il tempo massimo stabilito dall’organizzazione di 8 giorni, aumentato di un giorno visto il percorso molto impegnativo in dislivello e le rigide temperature della settimana.
24 partenti 12 arrivati, ….gara dura!…..non conta!…..non mi dice niente!…..
Non ho vinto nulla! Ma non mi interessava sapere qual’era il premio fin dall’inizio.
Tanto lo sapevo che ce l'avrei fatta: non è per presunzione ma ho una grandissima esperienza e tre
attraversate in Alaska in condizioni veramente estreme e drammatiche mi hanno forgiato. Solamente un danno fisico veramente grave avrebbe potuto fermarmi.
Mi conosco da questo punto di vista ora devo scoprire e conoscere altri segreti.
Godevo molto di più nel fare foto e girare il mio film, mi sembrava di essere un grande reporter, anche se mi è costato grande sacrificio e fatica.
Io ho imparato ancora piccole cose di me stesso e del mondo.
E sicuramente 2 traguardi e 2 vittorie, ed ho ricevuto 2 premi importantissimi per il mio cammino, ho rincontrato Laszlo un amico ungherese che avevo conosciuto in Alaska nel 1999.
Atleta di 30 anni fortissimo e altrettanto generoso di se (è arrivato 2° dopo il biker in 6 giorni 2 ore 15 minuti).
Ci siamo tenuti in contatto email e il nostro rapporto è cresciuto negli anni, ho sperato e ci abbiamo creduto entrambi nel nostro incontro in Canada, pochi giorni ma intensi ci siamo sentiti fratelli, abbiamo creato il progetto per una spedizione insieme per il 2005….ci saremo!

Quando si cercano le cose importanti quasi mai si trovano, ma quasi sempre ti vengono incontro nei momenti più sereni: Pelly Farm. 

Camminavo da oltre 15 ore ero sul fiume Yukon intorno alle 11:30 di mattina in una giornata brillantissima con un sole accecante nel cielo azzurrissimo, lentamente supero la curva del fiume dalla sponda sinistra e sul lato opposto mi appare un piccolo villaggio; no, solo qualche casa quando vado in quella direzione e mi avvicino. Sono stanco ma il posto mi ha risvegliato e mentre mi avvicinavo ripetevo continuamente: incredibile, bellissimo, incredibile, parole che mi uscivano da sole.
Vedo del fumo uscire dal comignolo.
Sto per salire dal letto del fiume e arrampicarmi sulla riva quando mi appare la figura di un grande uomo barbuto con il cappuccio di pelo, Dale il suo nome.
Non dice nulla ma io lo seguo, non ho fretta di andare al caldo o di mangiare, mi guardo intorno e continuo mentalmente con il mio ritornello: incredibile, bellissimo, incredibile.
Mi fermo a guardare dei cavalli con il pelo lunghissimo.
In prossimità dell’abitazione mi solleva la slitta e mi accompagna all’interno con tutto il materiale.
La casa e grande spartana ma molto accogliente e si sta veramente bene.
Ci sono i figli 3 bambine di circa 7 -10 anni un bambino piccolo di 4 -5 anni e un cane.
Io sono intento a togliermi le scarpe e gli indumento ghiacciati. Mi portano del cibo caldo e preparano dei biscotti caldi. Nessuno mi rivolgeva la parola, solo il papà diceva cosa fare ai figli e poi li allontanava. Mi lasciano solo nella sala e per un momento ho creduto di aver trovato gente rozza poi ho capito invece della grande sensibilità e purezza del loro fare, sapevano e me lo leggevano in faccia del mio bisogno di intimità alla mia necessità di abbandonarmi alle mie spontaneità al controllo del mio corpo dolorante.
40 minuti sdraiato sul divano sono bastati per prendere un pò di vigore.
Dale poco dopo è rientrato in casa si è tolto il giaccone in pelle e i grossissimi scarponi, ha preso 2 tazze di caffè e si è seduto porgendomene una.
Mi sono fermato con lui quasi 7 ore, non mi importava della gara bastava arrivare nel tempo limite.
Abbiamo parlato delle nostre realtà, le nostre esperienze, le nostre famiglie, i nostri amori, la nostra terra ….la nostra vita, tutta la famiglia era li riunita.
Dale è l’unica persona che vive in questo posto con la famiglia a circa 50 km dal villaggio più vicino da circa 15 anni, e quest’inverno la temperatura è scesa fino a meno 56°C Tra gelo e grizzly, lo ama davvero questo posto.
“La qualità del tempo” mi ha detto, io non avevo fretta.
Ho incontrato una persona troppo speciale, dotato di grandi capacità di esplorazione interiore e di una umiltà e pace fuori del comune. Prima di salutarmi mi ha fatto un preziosissimo regalo di quelli che non si ricevono in tutte le vite: un dente di grizzly e un unghia di orso, “sono per te, rispettali”
Mi ha portato la slitta sulla neve, e mi ha accompagnato, con il figlio piccolo, per un lungo tratto sulla pista sorridendo, ci siamo abbracciati a lungo, poi lui è ritornato per mano il figlio senza mai girarsi.

Probabilmente inconsciamente erano anni che cercavo un posto così ricco dove la mia anima e il mio spirito hanno potuto attingere nutrendosi.
Ci ho pensato moltissimo e forse un giorno ci ritornerò.

Ho saputo poi che mi stava aspettando, infatti alcuni con la motoslitta e gli organizzatori lo hanno avvertito che stava arrivando un corridore che armato di cavalletto faceva film e foto alle aurore
boreali.

Degli amici mi hanno scritto:

"Impavido sopra l'intatta distesa, dove vedi che nessun temerario ti
ha già tracciato un cammino, fatti tu stesso una strada! Stà
calmo, amico, cuor mio! Quello che s' incrina può non spezzarsi; e
se si spezza può non travolgerti!"
(Johann Wolfgang)  Sergio

...immensa è la ricchezza di chi comprende cosa nella vita è realmente indispensabile... nel momento che si accorge che a lui non manca..."

"No si da pace l’energia soffocata in chi non coltiva la propria fantasia…"

"Amare la vita a tal punto che dormire sembra spreco.."       Tirannomauro

"Non è importante quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti rialzi!"  Gabriele

"madre natura, non respingerà mai il suo legittimo figlio, forse lo redarguirà, ma sicuramente lo accoglierà!!
...abbandonati completamente a lei, ce la farai, ricordalo!" Mariapia e Franco