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"Nell'universo
il mondo è un granello di sabbia che l'uomo ha interamente
esplorato, la mente può dar vita a nuovi sogni e nuovi limiti
creando l'avventura della libertà."
Maurizio
Doro
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Abbiamo
seguito con gioia la bella impresa della Bolivia che Maurizio ci ha
fatto vivere con i suoi reportage in diretta dall’altipiano e dalla
giungla, sicuramente faticosissima per lui. Qualche settimana di
riposo, mettere la bici al chiodo e via si ricomincia a
correre.
Maurizio infatti dopo aver abbandonato per qualche anno la corsa, ha
rispolverato le scarpette e ha ripreso a cavalcare i suoi vecchi
sentieri di montagna e i grandi prati delle sue valli.
Nell’ultimo mese poi, le grandi nevicate lo stanno aiutando nel
prepararsi per questo nuovo progetto, di buon mattino è con ciaspole
ai piedi, è con zaino in spalla, è con ore che scorrono sotto i
fiocchi e nelle piccole bufere….è così che Maurizio si sta
preparando per andare al nord del Canada, sulla pista dei cercatori
d’oro alla:
gara
sportiva
“ARCTIC
ULTRA 2004”
a
piedi in tappa unica di 500 km in autosufficienza trainando una slitta
La
gara si svolgerà durante questo inverno, precisamente 14 di febbraio
2004 quando le temperature sono veramente artiche.
Maurizio sarà in Canada nella regione dello Yukon alla 2à edizione
della Arctic Ultra, una gara a piedi in tappa unica e in
autosufficienza per 500 km in solitaria, senza tenda e senza supporto
esterno.
La sua sicurezza sarà tutta su una slitta che lui tirerà giorno e
notte, dove ci sarà: sacco piuma –40°, materassino termico,
fornello e pentolame per cucinare e sciogliere la neve, ed indumenti
per cambiarsi.
Il tempo massimo è stabilito in 7 giorni (è un limite molto
ristretto perché vi partecipano solamente atleti molto preparati ed
esperti), l’obiettivo molto ambizioso è cercare di coprire tutto il
percorso entro il tempo massimo, da Whitehorse a Pelly Crossing.
Questo valore è assolutamente indicativo, essendo molto difficile
calcolarlo con precisione, infatti in questa zona oltre al freddo
artico, ci sono pure dei venti fortissimi con nevicate e bufere improvvise,
fattori che possono rallentare o compromettere la gara.
Una gara molto speciale e spettacolare, si correrà su un percorso
naturale fatto di fiumi e laghi ghiacciati, boschi, tundre, colline e
piccoli villaggi di indiani con relativi chek point (sono 8) e
naturalmente non potrà mancare quel fenomeno delle luci del nord
chiamato aurora boreale.
Verrà trasformata questa avventura in un evento multimediale con la
possibilità di collegamenti attraverso telefono satellitare e inviare
in tempo reale, piccoli reportage, che Maurizio farà e ci darà così
ancora una volta la possibilità di partecipare con lui (si potrà
sempre scrivergli per incoraggiarlo e farlo sentire tra amici).
Con questa avventura sicuramente Maurizio potrà scoprire nuovi limiti
umani, aiutato dalla sua esperienza che lo ha portando in ambienti così
lontani e selvaggi.
Dai
Maurizio, noi siamo pronti e tu?
Con
affetto il Team Naturaid
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“ARCTIC
ULTRA 2004”
(gara
sportiva
a
piedi in tappa unica di 500 km in autosufficienza trainando una slitta)
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Oramai
il grande zaino e gli scatoloni sono pronti, domani mattina presto
(domenica 8 febbraio) partirò da Milano Malpensa per il Canada. Voglio
ringraziare con grande affetto gli amici che hanno creato tutti
presupposti intorno a me di serenità, allegria, di sicurezza, di fiducia
per la preparazione di questa nuova avventura:
Francesco, Matteo, Guido, Mauro, Ruggero,
Rudi, Pia, Franco, Paolo , Gino, Walter, Alessio, Gianni e lo SCI CLUB
ARCO
Gli sponsor:
Il presidente e AMSA DI ARCO, Ezio e VIDEOGARDA-EXPERT,
Paolo e TIPOGRAFIA TONELLI, Isabella e I.GO.DISTRIBUTION, Luca
e GRAFFITI 2000
Coloro che in tempi molto
brevi con grande cordialità, disponibilità, sacrificio, e molta
professionalità hanno saputo soddisfare le mie esigenze e offerto la loro
grande tecnologia dandomi il materiale necessario altamente tecnico:
Roberto, i suoi
collaboratori e MONTURA
Giovanni, i suoi collaboratori e CAMP
Augusto, i suoi collaboratori e SALOMON
E non ultima mia sorella Emanuela
che con la sua grande energia si è sobbarcata un'enorme lavoro di
gestione delle mie attività e faccende quotidiane dandomi la possibilità
di concentrarmi esclusivamente per l'obiettivo: una persona molto
importante per me. Un grandissimo bacio.
Grazie
a tutti Mauri
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300 Miles Race - Individuals
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#
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First Name
|
Last Name
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Age
|
City
|
Nationality
|
Discipline
|
|
1
|
Steve
|
Bowron
|
35
|
Bruggen
|
British
|
Foot
|
|
2
|
Shirley
|
Thompson
|
44
|
Longford
|
British
|
Foot
|
|
3
|
Michael
|
Pemberton
|
37
|
London
|
British
|
Foot
|
|
4
|
Andrew
|
Barnett
|
43
|
Coleford
|
Welsh
|
Foot
|
|
5
|
Peter
|
Mild
|
35
|
Gothenburg
|
Swedish
|
Foot
|
|
6
|
Sven
|
Riedesel
|
39
|
Wermelskirchen
|
German
|
MTB
|
|
7
|
Shelley
|
Gellatly
|
39
|
Whitehorse
|
Canadian
|
Foot
|
|
8
|
Martin
|
Like
|
38
|
Hereford
|
Welsh
|
Foot
|
|
9
|
Herbert
|
Seimetz
|
47
|
Konz
|
German
|
Foot
|
|
10
|
Oliver
|
Lechtenfeld
|
21
|
Trier
|
German
|
Foot
|
|
11
|
René
|
Nüesch
|
44
|
Merenschwand
|
Swiss
|
XC-Ski
|
|
12
|
Andreas
|
Reindl
|
28
|
Batschuns
|
German
|
Foot
|
|
13
|
Maurizio
|
Doro
|
40
|
Arco (TN)
|
Italian
|
Foot
|
|
14
|
Wilco
|
vd Akker
|
30
|
Goes
|
Dutch
|
Foot
|
|
15
|
Pieter
|
Peereboom
|
34
|
Alkmaar
|
Dutch
|
Foot
|
|
16
|
Juan Carlos
|
Sagastume
|
32
|
Guatemala City
|
Guatemalan
|
Foot
|
|
17
|
Rocky
|
Reifenstuhl
|
51
|
Fairbanks
|
US
|
MTB
|
|
18
|
Laszlo
|
Kovacs
|
29
|
B.gyarmat
|
Hungarian
|
XC-Ski
|
|
19
|
Achim
|
Heukemes
|
52
|
Gräfenberg
|
German
|
Foot
|
|
20
|
Luke
|
Cunliffe
|
38
|
London
|
British
|
Foot
|
|
21
|
Joachim
|
Rintsch
|
44
|
Tuttlingen-Möhringen
|
German
|
Foot
|
|
22
|
Scott
|
Smith
|
31
|
Yellowknife
|
Canadian
|
Foot
|
|
|
|
| |
|
Check Points |
km tra i CPs |
km accumulati |
|
Whitehorse
|
0
|
0
|
|
Takhini River (marathon finish)
|
40
|
40
|
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Sosta obbligatoria degli atleti
di 4 ore all'addiaccio per verificare l'autosufficienza
all'ambiente artico da parte degli organizzatori.
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Kynocks
|
75
|
115
|
|
Braeburn (100 mile finish)
|
32
|
147
|
|
Fred Lake
|
56
|
203
|
|
Carmacks
|
72
|
275
|
|
McCabe
|
64
|
339
|
|
Pelly Crossing
|
51
|
390
|
|
Pelly Farms
|
48
|
438
|
|
Pelly Crossing (300 mile
finsih)
|
48
|
486
|
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| Maurizio è arrivato a Whitehorse ieri ( 10
febbraio ) , dopo aver sostato una notte a Vancouver.
Ha trovato alloggio presso una famiglia che gestisce un B&B ,in una
casa dove in ogni angolo c’è un'ape. Infatti il loro logo è un'ape
gigante.La stanza è per sei persone, solo 20 dollari canadesi, ma per ora
dorme solo con una donna tutta matta che guida camion giganteschi. Oggi
incontrerà le persone che gli hanno costruito la slitta che trascinerà
per 500 chilometri trasportando tutto il materiale indispensabile per
sopravvivere nel gelo artico. |
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Whitehorse
(Yukon) 10 febbraio 2004
Emozione in una lacrima
Ancora
una volta mi ritrovo lontano dalla mia mansarda, dal mio lavoro, dai miei
amici, da Arco, cittadina sul lago di Garda paese per antonomasia degli
sportivi e riconosciuto dagli amanti della bici, dell'arrampicata, del
trekking e di tante altre attività che mi hanno costruito e
fortunatamente mi hanno dato la possibilità di diventare un esploratore,
ogni volta mi chiedono perché mi allontano dai comodi piaceri, da questo
lusso in cui io vivo.
Ma a molti sfugge veramente quello che abbiamo davanti agli occhi e dalle
mani: è il lusso di amare la natura, le sue bellezze le sue difficoltà,
le sue sensazioni, i suoi sentimenti, i suoi cicli, le sue regole; noi non
ne siamo immuni ma viviamo quotidianamente in simbiosi con lei.
Cerco di capire se un occidentale riesce a riscoprire quel rapporto ultimo
con la natura, col mondo naturale che è il luogo da dove noi veniamo.
Sono passati molti anni dalla mia nascita ma mi ritrovo ancora a vivere
delle situazioni come un bambino (basta riavvolgere il nastro registrato
che è dentro in noi e posizionarlo dove vogliamo, vedremo chiaramente
quella situazione come se non fosse passato alcun secondo...altro che
tecnologia...naturalmente a volte può essere bello a volte fare male).
Ecco io ora sono in Canada e sono molto emozionato, mi sembra di essere un
bambino con il suo primo giocattolo.
Fino
a pochi mesi fa era solo un sogno che ho coccolato ed ora si e realizzato,
si arriva sempre quando ci si muove anche pianissimo, anche se la strada
e’ lunghissima ma si arriva, solo stando fermi sicuramente c'è la
certezza assoluta di non arrivare mai.
Mi emoziono ancora e allora lo faccio, so cosa mi aspetta : più della
fatica, più del dolore, più del freddo più del sonno più del pericolo
più del rischio più della paura, più della solitudine: è un grande
prezzo, ma anche la grande gioia di vivere.
Il giorno che queste cose non mi emozioneranno non le farò più.
ciao Mauri
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Whitehorse
(Yukon ) 12 febbraio 2004
Paura,
rumore o silenzio
........"Il mondo occidentale ormai ha una grande paura del SILENZIO,
ma forse non sa veramente cosa sia. Spesso è associato alla solitudine e
alla paura dei nostri fantasmi. Molte persone e nelle interviste mi
chiedono perché faccio le mie
avventure da solo e se ho paura. Certo che ho paura altrimenti sarei un
incosciente, ed è per questo che mi preparo, mi ascolto e cerco di
imparare sempre più per arricchire la mia esperienza. Paura si, ma non
della solitudine, e non è assolutamente pericolosa come quella che a
volte avvolge come un cellophane. Questa che io vivo è il piacere di
ascoltare il SILENZIO e il suo rumore, rarissime sono le occasioni per ascoltare il silenzio (e quando
capitano si è veramente fortunati)
Fanno rumore nel silenzio il proprio corpo, il proprio spirito, il proprio
sangue, i propri occhi, la propria mente, ed è bellissimo ascoltarsi con
gli occhi della mente. Siamo schiavi del nostro stesso benessere e poi
pochi sanno che cosa significhi stare soli con i propri pensieri in
compagnia di se stessi. Stando soli si finisce col fare soltanto ciò che
ci richiede la nostra coscienza"........
Gli indiani parlano del grande spirito con grande rispetto.
"Questa grande
eredità prendila. Prendi tutto quello che vuoi anche la mia, tanto io ne
ho ancora, è qualche cosa che non si esaurirà mai come il semplice
movimento del sorriso."
Sono
rimasto affascinato dall'Alaska e dalla sua gente, che per me rappresenta
uno stile di vita da frontiera ormai scomparso. Questo Grande Nord mi ha
fatto apprezzare i suoi abitanti. Ricordo con grande emozione molti
episodi: gli insegnanti di McGrath che mi hanno portato la torta a mia
insaputa perché sapevano del mio compleanno, la famiglia al villaggio di
Ruby che mi ha prestato la piccola casa spartana ma caldissima dopo 3
giorni senza incontrare anima viva a meno 43 gradi, l`incontro con il capo
anziano Atabaskan di un villaggio che mi ha stretto con la sua mano
artritica togliendosi il guanto, il gigantesco Nik che mi ha fatto dormire
sul suo letto a Nikolai e tanti altri.
Un mondo a parte. Qui ho conosciuto la corsa estrema per slitte trainate
dai cani, la famosa Iditarod la pista tracciata al tempo della corsa
all'oro.
Ho scoperto un mondo bellissimo e brutale, dove tutto sembra essere una
sciocchezza, tranne le ferite mortali e le allucinazioni che sono
all'ordine del giorno, in un paesaggio così sorprendente, mi sono sentito
forte e randagio.
Mi ero creduto una divinità spaventando me stesso. Di una cosa ero certo
man mano mi fossi inoltrato in quel mondo selvaggio, sarebbe aumentata la
mia fiducia. Solo dando tutta la mia fiducia a quella natura così ostile
sarei stato ricambiato con nuove energie.
Non c’e altra scelta. Camminando passo dopo passo, ora dopo ora, giorno
per giorno si è aperto ai miei occhi un mondo sempre nuovo, sempre
diverso che mi ha sollevato da qualsiasi sconfitta finché
il mio fisico,
il
mio organismo mi danno forza e rimangono integri.
Mauri
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Anche
qui in Canada esiste una grande corsa, la Yukon Quest di 1600 km,
considerata la più dura corsa avventurosa del mondo dalla linea di
partenza di Whitehorse fino all'arrivo a Fairbanks.
Ad
anni alterni si invertono la partenza con l'arrivo e quest'anno
partono da Fairbanks (Alaska): inizierà proprio il 14 febbraio, perciò
ci vengono incontro.
La Iditarod era diventata troppo famosa con i musher coperti di
etichette degli sponsor come auto di Formula 1, soltanto dei
professionisti della guida dei cani. E qualcuno tra la gente comune di
queste parti, che viveva intorno ai cani cominciò a dire che era il
caso di organizzare una corsa spettacolare, ma che appartenesse agli
alaskani, e non a tutte queste persone e queste grandi aziende che
vengono da fuori. Così inventarono questa corsa. Quel che la rende più
dura dell'altra è che si svolge in questa parte dell'Alaska, il
Territorio dello Yukon, che è particolarmente freddo.
I
40 sotto zero sono la norma, poi la distanza tra i punto di controllo
è maggiore e quindi bisogna aumentare il carico di viveri e altro
sulla slitta, ci sono più salite e sono più ripide.
La gente di quassù (che di durezza dell'esistenza se ne
intende) dice che si tratta della più dura. Quelli che partecipano a
questo tipo di gare sono persone che hanno un profondo rapporto con la
natura, ma generalmente lo tengono nascosto. Non come quelle
competizioni estreme cui certi atleti prendono parte per misurarsi
contro essa.
Qui si viene per aggiungere esperienza all'esperienza, e anch'io sono
qui per bivaccare all'aria aperta, per incontrare altra gente di
frontiera, è una sorta di malattia. E quando l'hai beccata sei
fritto. E poi non è come sulle piste, che uno alla fine della
giornata sulla neve appende la giacca e gli sci e pensa ad altro: è
una filosofia vita che ti prende per tutto l'anno. E sicuramente non
è un hobby perché un hobby non può essere così massacrante.
Devi dedicare grande tempo alla natura. Devi renderti conto che questa
è la vita che hai scelto, Non si vince nulla e nessuno diventa ricco
anzi si spende molto ma non è una vittoria solo per il primo ma per
tutti quelli che tagliano il traguardo.
Ciao
a tutti Mauri
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Whitehorse
(Yukon ) 13 febbraio 2004
Stranamente
non riesco ancora ad abituarmi al nuovo fuso orario e cosi ne
approfitto per scrivere mentre tutti dormono e non c’è casino, solo
un gran russare.
La casa è piccola ed è come un dormitorio. In questo momento mi
trovo nel seminterrato ed ho la finestra della saletta che da sul
giardino al suo livello (per capirci meglio in piedi mi trovo ad avere
la neve del giardino all’altezza della bocca).
La casa continua a riempirsi di ragazzi da tutte le parti del mondo
accompagnati dai loro grandi zaini. Naturalmente per me è più facile
parlare in inglese con loro piuttosto che con i canadesi che si
mangiano le parole. Sono in difficoltà anche con giapponesi e coreani
però sono molto simpatici.
Vi racconto un fatto spettacolare.
Ieri pomeriggio ero in strada con li mio GPS e stavo facendo la
calibratura della bussola con fare molto serioso, vestito di giaccone
e berretto nero, grandi pantaloni con tasche laterali, una mano in
tasca perché c’era vento e l’altra che reggeva il GPS.
Mi vedete? Cammino molto lentamente e concentrato e non mi accorgo che
mi sto avvicinando ad una macchina, mi fermo vicino con il GPS
in mano e dopo qualche minuto esce dalla casa un giapponese venendomi
incontro con l’asciugamano sui capelli dice: this is my car...this
is my car... io alzo la testa e rispondo sottovoce...e allora?...this
is my car ...e si avvicina con le chiavi in mano.... is
correct...? is correct...? Mi
viene un lampo e rispondo.. you
think it is correct? sorry i don`t know...this is my car ...(mi ha
scambiato per un poliziotto).
Scoppio
a ridere come un pazzo non riesco a fermarmi e dico.. this is my GPS
what do you think...scoppia a ridere anche lui in un modo pazzesco e
finiamo in ginocchio nella neve. Ma non è finita qui. Dall’altra
pare della strada una signora era seduta e stava fumando una sigaretta
e ha visto tutta la situazione si e messa a ridere che non si fermava
più e gli è andato di traverso il fumo. Pazzesco da non crederci.
Poi io sono rientrato e ridevo ancora, non riuscivo a dimenticare la
situazione e ho raccontato cosa era accaduto in strada, ed è stato il
finimondo. Non mi è mai successo una cosa cosi.. sto ridendo anche
adesso mentre scrivo. Forse da noi si sarebbero offesi.
Ciao Mauri
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Maurizio è partito ieri ( 14 febbraio ) da
Whitehorse per la sua nuova sfida.
Stiamo attendendo novità della gara e sulla sua posizione in
classifica. Invitiamo tutti gli amici e suoi estimatori scrivere
delle e-mail di incoraggiamento
ed anche all'indirizzo degli organizzatori
indicando
il nome di Maurizio Doro. La posta sarà consegnata a Maurizio lungo il
percorso della gara. Scrivete in tanti e più volte durante la settimana,
Maurizio sicuramente gradirà il vostro "calore"
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La gara è partita da Whitehorse
alle 12:05 con una temperatura intorno a 0° C. Maurizio ha percorso i
primi 40 chilometri verso il check-point di Takhini River in 5 ore e
55 minuti. Come si vede dalla tabella qui sotto è rimasto nel check-point
solo il tempo (4 ore) che gli organizzatori obbligano a tutti gli atleti
per un controllo delle attrezzature e delle capacità fisiche dopo la
prima parte.
Maurizio in questo momento si sta
dirigendo verso il secondo check-point, Kynoks, percorrendo una distanza
di 75 Km.
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Primo check-point Takhini River 40 km |
| 313 Maurizio Doro Italy Foot
in 14th, 18:00 out
14th, 22:08 |
Stiamo
ancora attendendo notizie di Maurizio e della sua posizione in
"gara". Da informazioni indirette abbiamo appreso che ci sono
stati problemi nella seconda notte di "gara" con diversi ritiri
per ipotermia e problemi di respirazione da parte di alcuni concorrenti,
causati da una veloce discesa della temperatura fino a -30°c Gli
organizzatori , giustamente , hanno recuperato con la snowmobile gli
atleti che si ritiravano, lasciando scoperto tutti gli aggiornamenti e le
posizioni in classifica. Maurizio è sicuramente ancora in
"gara" perché non compare nella lista che abbiamo recuperato
grazie ad una e-mail speditaci da amici dal Galles.
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| Secondo check-point
Kynocks 75 km |
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313 Maurizio Doro Italy Foot
in 15th, 12:10
out 15th, 13:35 |
| Terzo check-point
Braeburn 32 km
|
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313 Maurizio Doro Italy Foot
in 16th, 11:53
out 16th, 18:26 |
|
|
Le ultime notizie
danno Maurizio in uscita dal check-point di Braeburn (ore 03.26 del 17
febbraio ora italiana) in direzione di Fred Lake. Le condizioni
meteo sono discrete ma la temperatura notturna scende spesso fino a punte
di -30° C.
Maurizio è riuscito ad inviarci un bel
racconto che ha affidato ad un check-point agli organizzatori che poi ci
hanno spedito via e-mail da Whitehorse. Invitiamo di nuovo, tutti
gli amici di Maurizio, a scrivere messaggi di incoraggiamento. I vostri
saluti saranno consegnati a Maurizio lungo il percorso della
"gara.
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(Yukon )
15 febbraio 2004
Per mano tra le onde
colorate del cielo
Luce e notte, mattina e
sera i giorni passano non aspettano e ti lasciano indietro..se tu lo
vuoi.. Finché sei in tempo accompagnali, certo a volte ci si ferma ma non
facciamolo per sempre, non lasciamo che ci devastino con le loro ore
inutili. Andiamo avanti insieme, qualsiasi altra azione oltre che il
vivere non ha senso. Sono passati davanti hai miei occhi paesaggi
incredibili, boschi, fiumi e laghi ghiacciati, chek-point, altri
corridori, gente stanca affaticata ,ma ricca, nutrendosi di questo nettare
importante, qualcuno si è ritirato, forse non era pronto, sicuramente
camminerà ancora e seguirà i suoi giorni.
Ho
camminato e tirato la slitta fino ora e sono molto provato, a volte mi
sento un estraneo qui e mi sfugge la realtà, gesti ripetitivi dettati
dalla sopravvivenza, camminare tirare mangiare bere, stanchezza. Di giorno
poi a volte mi sentivo solo come in un oceano senza fine e ti assalgono i
pensieri e li devi combattere. Non riuscivo più a sostenere la fatica
cosi producevo un suono monotono e ripetitivo con la gola variandolo
aprendo e chiudendo la bocca per distogliere l’attenzione. Ma a volte
non bastava, e allora entrava in azione il mio cervello sveglio come non
mai, e lo alimentavo con argomenti e distrazioni che facessero sopportare
meglio la fatica. Ma sicuramente è la notte la peggiore delle sfide, devi
combattere e lottare con tutte le forze per non venire sopraffatto dalle
tenebre. E più le condizioni sono buone (freddo si, ma senza vento, ne
bufera, nessun impegno tecnico, tutto tranquillo) e più alta è la
possibilità di abbandono.
Ma c`e` sempre un dolce
procedere e come d'incanto quando si apre il cielo sopra tua testa rinasci
e ti ritrovi allattato. Delle grandissime luci fosforescenti appaiono ai
miei occhi, sembrano fumi, verdi gialle rosa sventolano e danzano sinuose
intorno a me. Vivo una situazione di
bambino con la testa all'insù e la bocca spalancata incantato. E`
l'aurora boreale la fata della notte artica Il cielo era così
grande e tutto una stella dalla parte opposta. Erano così tante che non
riuscivo a individuare la più bella in particolare. Guardavo le stelle e
sognavo i cieli di casa mia quando ero bambino dalla nonna. Ma non era la
stessa cosa. Le stelle di casa mia sono piccole e sbiadite Con la neve
bianca poi ci vedevo come di giorno Nell’aria gelida osservavo il mio
fiato fumante e la luminosità della piccola fetta di luna che faceva da
comparsa.
Ero fermo da un po' ed ero
talmente infreddolito che non me ne accorgevo e mi lasciai andare per un
momento ai miei sogni, ero pervaso da un grande stato di benessere e
tranquillità interiore più profondo, ma ero sicuro che questo
stato mi avrebbe offerto e tenuto la mano per molte ore nella notte.
Ero l’unico uomo sulla
terra che vedeva ciò che vedevo io in quel momento.
Ciao a tutti Mauri
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| Quarto check-point
Fred Lake 56 km
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313 Maurizio Doro Italy Foot
in 17th, 18:00 out
18th, 00:10 |
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Quinto check-point Carmacks 72 km |
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313 Maurizio Doro Italy Foot
in 18th, 18:38 out
19th, 00:35
|
| Maurizio ha percorso 275 km e la sua marcia
procede secondo programma, non ci ha segnalato problemi di sorta anche se
le difficoltà si sono rivelate persino superiori alle aspettative.
Ringraziamo gli organizzatori per averci fatto pervenire queste
spettacolari immagini. |
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Dal check-point di Carmacks Maurizio ci ha inviato un nuovo racconto
della sua straordinaria sfida , e delle immagini che lo ritraggono
sorridente all'interno del Lodge che lo ospitava.
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(Yukon
) 17 febbraio 2004 |
|
|
Gli
scricchioli nel silenzio della solitudine.
Sto'
barcollando da molte ore nel buio, la luce della mia pila
frontale ondeggia qua e là, stesso movimento anche per la mia testa,
sembra pesantissima, inciampo nella neve, guardo avanti ma non vedo, lo
sguardo è assente, la luce a volte si spegne: no, sono io che
dormo e chiudo gli occhi e cammino...come si chiama quel samurai che
mi tiene in piedi? Lo odio! A volte mi libera e ogni tanto le gambe
perdono la loro funzione quella di sostenermi e sono costretto ad
abbandonarmi ed inginocchiarmi nella neve fresca, ho i polsi bloccati
nelle cinghiette così la presa delle mie mani è lenta sui
bastoncini che si incrociano davanti alla mia faccia, le braccia sono
distese e molli sopra la mia testa che penzola e si appoggia ad una
spalla. Il mio corpo è completamente rilassato nessun muscolo è
contratto mi sento un sacco di patate vuoto ma non mi affloscio. I
bastoncini mi sorreggono come la trave che fa penzolare un condannato
con le corde ai polsi. La mente però è sempre presente e vigile, è staccata dal mio corpo che è composto da più entità, è stata
allenata e abituata a controllare con grande severità l'ambiente e
tutte le situazioni di grandissimo pericolo nelle condizioni estreme.
La sicurezza del mio corpo e nelle sue mani non può sbagliare, (come
la guida per il suo gruppo). Lo deve trattare bene, sa anche che
potrebbe uccidere. Ma deve valutare la situazione del corpo in quel
preciso istante (vista debolissima, riflessi lentissimi, incapacità
di verificare le condizioni del ghiaccio camminandoci sopra senza
essere in grado capire o vedere spaccature) è come una bussola che
guida un cieco.
In ginocchio il tempo si è fermato definitivamente.
Quanto
sono
rimasto? Pochi secondi? Dei minuti? Solamente la mia mente con il suo
spirito di sopravvivenza lo sa e ha deciso per il mio corpo.
Nel cuore della notte ho aperto gli occhi per un momento, e poi mi
sono svegliato completamente: davanti a me la neve copriva
completamente le ginocchia e rifletteva il disco di una luce azzurra,
la mia.
.....
l’unico suono al mondo era il silenzio.....
Ciao
Mauri
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Sesto check-point McCabe 64 km
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313 Maurizio Doro Italy Foot
in 19th, 19:21
out 20th, 01:25 |
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Settimo check-point Pelly Crossing 51 km
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313 Maurizio Doro Italy Foot
in 20th, 15:00 out
20th, 20:15 |
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Ancora 96 chilometri e Maurizio taglierà il
traguardo della sua nuova sfida. Purtroppo ha solo 1 giorno 16 ore per
concludere la "gara", e non uscire dal tempo massimo imposto
dagli organizzatori. Sicuramente Maurizio impiegherà tutte le sue forze ,
fisiche e mentali , per finire in tempo. Aspettando sue notizie, possiamo
emozionarci ancora leggendo questo suo nuovo racconto inviatoci, con nuove
immagini.
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(Yukon )
19 febbraio 2004
La notte con le anime
del passato
Quanti giorni sono
trascorsi? Non lo so! In quanti boschi sono entrato? Non lo so! Quanti
laghi ho attraversato? Non lo so! Su quanti fiumi ho camminato? Non lo so!
Per andare dove? Ha forse importanza saperlo ora? Non lo so! Sicuramente
non devo andare troppo lontano, non ho molti appuntamenti, solo uno è
importantissimo ed è molto vicino.
Ci sono già: è
con me stesso!
E` pomeriggio
tardi cammino piano nel vento gelido e la maschera mi protegge gli occhi
dalla bufera insistente, la stanchezza mi assale non distinguo la traccia,
ma per esperienza e sensibilità so che è un po’ più dura e sotto i
pochi centimetri di neve fresca i miei scarponi pestano uno strato più
compatto, appena esco sprofondo e mi correggo avanzando curvo a zig zag.
Sto lottando ma sono contento di me. Un fruscio costante mi accompagna: è
la slitta che scivola sulla neve. All’inizio mi dava fastidio, non
sopportavo di essere disturbato in questo ambiente puro. Ora non posso
farne a meno è quello della slitta, la mia slitta! E` viva, è l’unica
che mi puo’ aiutare, sta trasportando delle cose importantissime le sole
cose che mi servono e di cui non posso separarmi. Meno di 20 kg. Mi segue
ovunque senza brontolare anche se a volte la strattono, o urta
violentemente contro un albero, o striscia tutta la sua fiancata contro un
cespuglio, o rischia di capovolgersi su qualche ghiaccio o cunetta in
discesa, mi giro e la guardo con gioia pochi secondi, il mio corpo è un
brivido di eccitazioni ok c’è! E` sempre li, solo 150 centimetri mi
separano da lei, la lunghezza dei tubi agganciati al marsupio in vita.
E`la mia compagna, pesa poco in pianura quasi non la sento, ma sulle
colline si fa sentire eccome, mi abbraccia ai fianchi e sembra chiedere
una sosta, mi piace sentirla così. Faccio una gran fatica mi piego in
avanti e sudo molto, il vento mi bombarda e nel bianco della gran polvere
riconosco resi di materiale della presenza umana sono in prossimità di
una vecchia “Cabin” abbandonata. Eppure mi sembra ancora viva ci
cammino avanti piano, Tutto intorno si muove ma la baracca è
completamente immobile anche se c`e` un forte vento, all’esterno tutto
è bloccato dalla neve e dal ghiaccio e quello che poteva muoversi è
caduto da un pezzo. Percepisco quasi una presenza umana, sono veramente
stanco, ma non vuol dire sfinito, ho ancora un sacco di energie e
preferisco continuare, fermarmi non ha senso perderei del tempo, mi
raffredderei, perderei quel sapore che mi da la fatica, e poi se mi fermo
lo faccio solamente per mettermi nel sacco piuma per dormire e adesso non
ho ancora sonno posso resistere. Io
e la mia slitta ci passiamo davanti in pochi secondi, un nodo alla gola mi
assale, il mio cuore batte forte, faccio fatica a respirare e i miei occhi
si bagnano, sento caldo, qualcuno mi ha chiamato e sorride, sento delle
voci, rumori di badili, e carri che si muovono cigolanti. Mi abbandono
completamente, allontano la maschera dagli occhi e la metto sulla fronte,
non vedo nulla sono pieno di lacrime.
Mi stacco dalla
slitta, e a fatica, sprofondando nella neve, mi avvicino ed
entro...nessuno...., solo assi marce, mi siedo su un vecchio bidone
arrugginito di petrolio, singhiozzo con le mani sulla faccia,
allucinazioni! Non so quanto tempo sono rimasto, solo il freddo che mi ha
avvolto, e che mi ha anestetizzato il sedere, è riconosciuto dalla mia
mente lucidissima al pericolo.
Risa, bicchieri sui tavoli di legno, passi, cavalli al galoppo, cani che
combattono, pistole. Sento pacche sulle spalle, .......
vai.....vai.....vai...
Tremo forte.
Mi giro, un ultimo sguardo quando mi allontano, poi abbasso lo sguardo e
stringendo i denti continuo andare avanti assorto nei miei pensieri.
Guardavo e ascoltavo il rumore del silenzio tutto si era calmato.
Cercatori d’oro. Erano forse loro? Le loro anime?
Ciao Mauri
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Ottavo check-point Pelly Farm 48 km |
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313 Maurizio Doro Italy Foot
in 21th, 11:45
out 21th, 18:15 |
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(Yukon )
22 febbraio 2004
Quelle
cose importanti che sanno parlare o piangere
"Spostarsi
camminando per l'uomo è stato il movimento più naturale e più vicino
alla terra. All'inizio lo faceva scalzo, era un contatto molto forte,
difficile. Il sapore del camminare per sentire più da vicino le proprie
origini mi completa, ho bisogno di rivivere la mia primordialità, non
posso dimenticare le mie origini di quando la mia necessità di
sopravvivere mi obbligava a dedicare tutta la mia vita a parlare con la
natura. E` quello che in questo momento io vivo, cammino sudo respiro che
non me ne accorgo, sembra normale, è scontato, ma è importantissimo e
bisogna saperlo fare e rispettarlo perché il nostro corpo ha bisogno di
aria pura, fresca, azzurra, da portare in ogni nostra piccola cellula del
nostro corpo che prenderà a rinvigorire e sorridere per questo grande
dono che il nostro mondo ci offre gratis: l'aria.
Mente
cammino anche la mia testa vive, sembra una spugna che assorbe ogni
piccolissimo movimento di vita che in questo momento c'è intorno a me, il
bosco il vento, la neve, il ghiaccio, l'acqua, il sole, il cielo, le
stelle, mi gonfiano, sono più "ciccione".
Sogno questi grandi primitivi e mi piace tirare la mia slitta carica solo
del puro necessario per la mia pura sopravvivenza, vivo intensamente
questo stato che c'è in me, senza il superfluo.
Ho proprio tutto quello che mi serve per continuare su questa pista in
questo ambiente, nulla in più che possa distogliermi dal vivere in una
amalgama gelatinosa con la mia terra (in Italia la mia piccola mansarda è
piena di cose superflue).
La mia slitta trasporta il sacco piuma, il materassino, un cellophane come
tenda, un fornello, viveri, un cambio di vestiti, dei cordini, scarponi grossi, maschere per gli occhi, una termos, giaccone e
pantaloni pesanti, lampade per la notte, racchette da neve.
Le cose che mi accompagnano sono vive, come se avessero un’anima, non
sono le stesse che nella vita si usano, poi ci si stufa e si gettano.
Tra le cose solo poche sono importanti.
Se ci fossero solo cose importanti non esisterebbero gli immondezzai.
Le cose importanti non si gettano.
Invece noi siamo riusciti a costruire persino grandi depositi di materiale
inutile completamente superfluo.
Ci sentiamo dei grandi inventori mentre invece siamo diventati un mondo di
bambini capricciosi."
ciao
Mauri
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Nono check-point Pelly Crossing 48
km ARRIVO
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317 Rocky Reifenstuhl USA
MTB 18t feb, 18:30
1° FINISHER
304 Andrew Barnett Wales Foot 20 feb, 14:15
2° FINISHER
318 Laszlo Kovacs Hungary
XC-Ski 20 feb, 14:15 2° FINISHER
307 Shelley Gellatly Canada Foot 21 feb, 03:45
4° FINISHER
316 Carlos Sagastume Guatemala Foot 21 feb, 03:45 4° FINISHER
319 Achim Heukemes Germany Foot 21 feb, 13:30 6° FINISHER
301 Steve Bowron UK
Foot 21feb, 20:15
7° FINISHER
314 Wilco vd Akker Netherlands Foot 21 feb, 20:15 7° FINISHER
320 Luke Cunliffe UK
Foot 22 feb, 02:30
9° FINISHER
313 Maurizio Doro Italy
Foot 22 feb,
08:13 10°
FINISHER
321 Joachim Rintsch Germany
Foot 22 feb, 11:00 11° FINISHER
324 Andy Sterns USA XC/Ski 22 feb, 11:45 12° FINISHER
303 Michael Pemberton UK
Foot RITIRATO
305 Peter Mild Sweden
Foot
RITIRATO
306 Sven Riedesel
Germany
MTB
RITIRATO
308 Martin Like Wales Foot RITIRATO
309 Herbert Seimetz Germany Foot RITIRATO
310 Oliver Lechtenfeld Germany
Foot RITIRATO
311 Rene Nuesch
Switzerland
XC/Ski
RITIRATO
312 Andreas Reindl Germany
Foot RITIRATO
315 Pieter Peereboom Netherlands Foot RITIRATO
322 Scott Smith
Canada Foot RITIRATO |
| 302 Shirley Thompson UK
Foot RITIRATO |
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Domenica 22 febbraio
ore 8:13

Maurizio
ha concluso la sua grande avventura in 7 giorni 20 ore e 13 min. Da un
veloce aggiornamento inviatoci dal traguardo di Pelly Crossing si
ritiene molto soddisfatto anche se molto stanco, con i piedi gonfi e le
mani tagliate dal gelo.
Danni subiti
75 kg alla partenza 69 kg all’arrivo (6 kg persi)
7 spaccature nella carne sotto le unghie delle mani provocate dal freddo
2 piedi gonfissimi
1 caviglia dolorante
1 tendine dietro il tallone infiammato
1 unghia del piede persa
alcune bolle sotto i piedi |
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Ringrazio tutti per le continue manifestazioni di affetto. Visto il
numero così alto dei vostri messaggi mi è stato impossibile rispondere
subito a tutti lo farò nei prossimi giorni.
A tutti voi un abbraccio,
Mauri
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| Due incontri importanti
per me: Laszlo, il mio amico ungherese ritrovato dopo 5 anni e Dale, il
trapper che mi ha regalato il dente dell'orso grizzly. |
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L’amico Laszlo e il
dente di grizzly
Sono le 7:00 del giorno 22
febbraio, sono partito ieri sera alle 18:15 dalla casa di Dale a Pelly
Farm, intravedo ancora molto lontane le prime sbiadite luci arancioni di
Pelly Crossing. Non distinguo ancora il paesaggio perché il buio
predomina e il giorno arriva lentamente; ci sono alcune baracche sul
percorso, fuori cani che abbaiano al mio passaggio, ma non ci bado
troppo, sono stanchissimo e infreddolito. La pista continua inesorabile
con una camminata rigida e trascinata, ma fortunatamente la neve è
solida e compatta, ed è un dono per i miei piedi gonfi e per il mio
tendine d’achille infiammato, che mi impedisce di piegare e stendere
la caviglia ad ogni passo.
Altre piste si congiungono con quella principale, due figure giovani e
un cane si stanno avvicinando, sono due indiani in giacconi sgualciti e
sotto ai loro cappellini con visiera scendono dei bei capelli lunghi
nerissimi, mi accompagnano per più di 30 minuti e mentre il cane salta
e corre mi raccontano del posto e del loro lavoro di manutenzione delle
strade, io non parlo molto e capisco poco, il loro slang è davvero
ostico.
Il freddo non se ne è andato con la notte ma accompagna anche questo
mattino, pochi sono i modi per scaldarsi all’esterno, da sotto la
giacca esce una bottiglia, mi viene offerto dell’alcol, no grazie sono
un atleta, camminiamo, altri sorsi, camminiamo sul ponte del fiume Yukon
che porta all’ingrasso del paese, passiamo davanti al grande
distributore di benzina, mi accompagnano fin qui e ci
salutiamo,…….fa freddo!……..ma c’è un bar……!
Sono triste ma non riesco a pensare, i minuti passano e la mia mente
svanisce e ripercorre altri momenti, ore 8:13 sono arrivato davanti allo
striscione Yukon Arctic Ultra Finish, di fronte la casa bassa in legno,
mi aspettano all’interno.
Altre slitte parcheggiate fuori, mi giro e guardo la mia, non ho voglia
di entrare subito e ricevere i saluti e complimenti, rimango in piedi
girato di spalle alla porta, sono triste , forse non voglio farmi
vedere, ma capiscono e nessuno mi viene in contro, mi lasciano solo, mi
danno tutto il tempo. Guardo nel vuoto. Sono rimasto giorni e notti da
solo con le mie fatiche e allucinazioni, ma ora non voglio abbandonare
queste sensazioni in un colpo solo così violento, desidero accomiatarle
gradualmente e mi ci vuole del tempo.
L’abbandono totale cui mi ero lasciato andare dolcemente se ne va e mi
pervade una leggera euforia tra i singhiozzi, l’energia cresce, sono
pronto a salutare gli amici all’interno della casa caldissima,
abbracci e grandi pacche sulle mani, urla di gioia escono dal mio
interno.
7 giorni 20 ore 13 min sono entro il tempo massimo stabilito
dall’organizzazione di 8 giorni, aumentato di un giorno visto il
percorso molto impegnativo in dislivello e le rigide temperature della
settimana.
24 partenti 12 arrivati, ….gara dura!…..non conta!…..non mi dice
niente!…..
Non ho vinto nulla! Ma non mi interessava sapere qual’era il premio
fin dall’inizio.
Tanto lo sapevo che ce l'avrei fatta: non è per presunzione ma ho una
grandissima esperienza e tre
attraversate in Alaska in condizioni veramente estreme e drammatiche mi
hanno forgiato. Solamente un danno fisico veramente grave avrebbe potuto
fermarmi.
Mi conosco da questo punto di vista ora devo scoprire e conoscere altri
segreti.
Godevo molto di più nel fare foto e girare il mio film, mi sembrava di
essere un grande reporter, anche se mi è costato grande sacrificio e
fatica.
Io ho imparato ancora piccole cose di me stesso e del mondo.
E sicuramente 2 traguardi e 2 vittorie, ed ho ricevuto 2 premi
importantissimi per il mio cammino, ho rincontrato Laszlo
un amico ungherese che avevo conosciuto in Alaska nel 1999.
Atleta di 30 anni fortissimo e altrettanto generoso di se (è arrivato 2°
dopo il biker in 6 giorni 2 ore 15 minuti).
Ci siamo tenuti in contatto email e il nostro rapporto è cresciuto
negli anni, ho sperato e ci abbiamo creduto entrambi nel nostro incontro
in Canada, pochi giorni ma intensi ci siamo sentiti fratelli, abbiamo
creato il progetto per una spedizione insieme per il 2005….ci saremo!
Quando si cercano le cose importanti quasi mai si trovano, ma quasi
sempre ti vengono incontro nei momenti più sereni: Pelly Farm.
Camminavo da oltre 15 ore ero sul
fiume Yukon intorno alle 11:30 di mattina in una giornata brillantissima
con un sole accecante nel cielo azzurrissimo, lentamente supero la curva
del fiume dalla sponda sinistra e sul lato opposto mi appare un piccolo
villaggio; no, solo qualche casa quando vado in quella direzione e mi
avvicino. Sono stanco ma il posto mi ha risvegliato e mentre mi
avvicinavo ripetevo continuamente: incredibile, bellissimo, incredibile,
parole che mi uscivano da sole.
Vedo del fumo uscire dal comignolo.
Sto per salire dal letto del fiume e arrampicarmi sulla riva quando mi
appare la figura di un grande uomo barbuto con il cappuccio di pelo,
Dale il suo nome.
Non dice nulla ma io lo seguo, non ho fretta di andare al caldo o di
mangiare, mi guardo intorno e continuo mentalmente con il mio
ritornello: incredibile, bellissimo, incredibile.
Mi fermo a guardare dei cavalli con il pelo lunghissimo.
In prossimità dell’abitazione mi solleva la slitta e mi accompagna
all’interno con tutto il materiale.
La casa e grande spartana ma molto accogliente e si sta veramente bene.
Ci sono i figli 3 bambine di circa 7 -10 anni un bambino piccolo di 4 -5
anni e un cane.
Io sono intento a togliermi le scarpe e gli indumento ghiacciati. Mi
portano del cibo caldo e preparano dei biscotti caldi. Nessuno mi
rivolgeva la parola, solo il papà diceva cosa fare ai figli e poi li
allontanava. Mi lasciano solo nella sala e per un momento ho creduto di
aver trovato gente rozza poi ho capito invece della grande sensibilità
e purezza del loro fare, sapevano e me lo leggevano in faccia del mio
bisogno di intimità alla mia necessità di abbandonarmi alle mie
spontaneità al controllo del mio corpo dolorante.
40 minuti sdraiato sul divano sono bastati per prendere un pò di
vigore.
Dale poco dopo è rientrato in casa si è tolto il giaccone in pelle e i
grossissimi scarponi, ha preso 2 tazze di caffè e si è seduto
porgendomene una.
Mi sono fermato con lui quasi 7 ore, non mi importava della gara bastava
arrivare nel tempo limite.
Abbiamo parlato delle nostre realtà, le nostre esperienze, le nostre
famiglie, i nostri amori, la nostra terra ….la nostra vita, tutta la
famiglia era li riunita.
Dale è l’unica persona che vive in questo posto con la famiglia a
circa 50 km dal villaggio più vicino da circa 15 anni, e
quest’inverno la temperatura è scesa fino a meno 56°C Tra gelo e
grizzly, lo ama davvero questo posto.
“La qualità del tempo” mi ha detto, io non avevo fretta.
Ho incontrato una persona troppo speciale, dotato di grandi capacità di
esplorazione interiore e di una umiltà e pace fuori del comune. Prima
di salutarmi mi ha fatto un preziosissimo regalo di quelli che non si
ricevono in tutte le vite: un dente di grizzly e un unghia di orso,
“sono per te, rispettali”
Mi ha portato la slitta sulla neve, e mi ha accompagnato, con il figlio
piccolo, per un lungo tratto sulla pista sorridendo, ci siamo
abbracciati a lungo, poi lui è ritornato per mano il figlio senza mai
girarsi.
Probabilmente inconsciamente erano anni che cercavo un posto così ricco
dove la mia anima e il mio spirito hanno potuto attingere nutrendosi.
Ci ho pensato moltissimo e forse un giorno ci ritornerò.
Ho saputo poi che mi stava aspettando, infatti alcuni con la motoslitta
e gli organizzatori lo hanno avvertito che stava arrivando un corridore
che armato di cavalletto faceva film e foto alle aurore
boreali.
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Degli amici mi hanno scritto:
"Impavido sopra l'intatta distesa, dove
vedi che nessun temerario ti
ha già tracciato un cammino, fatti tu stesso una strada! Stà
calmo, amico, cuor mio! Quello che s' incrina può non spezzarsi; e
se si spezza può non travolgerti!" (Johann Wolfgang) Sergio
...immensa è
la ricchezza di chi comprende cosa nella vita è realmente
indispensabile... nel momento che si accorge che a lui non manca..."
"No
si da pace l’energia soffocata in chi non coltiva la propria fantasia…"
"Amare
la vita a tal punto che dormire sembra spreco.."
Tirannomauro
"Non
è importante quante volte cadi, ma quante volte cadi e ti
rialzi!"
Gabriele
"madre natura, non
respingerà mai il suo legittimo figlio, forse lo redarguirà, ma
sicuramente lo accoglierà!!
...abbandonati
completamente a lei, ce la farai, ricordalo!" Mariapia e Franco
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