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Interviste ai Naturaider

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Maurizio Doro ha intervistato il fortissimo Ultracycler Enrico De Angeli

 

Enrico De Angeli

Ultracycler 

Arona (NO)

Anni 49 (1960)

Organizzatore di viaggi cicloturistici


1) Maurizio: Ciao Enrico sono contento di fare due chiacchere con te. Tu hai una lunga carriera da ciclista su strada, fino ai dilettanti come agonista puro, moltissime granfondo, poi sei stato uno dei primi Italiani a cimentarti nelle Randonne in Italia ed Europa? Ne ricordi qualcuna per noi?

1) Enrico: Ricordo con particolare emozione le prime quattro randonnee di Campiglione Fenile. Atmosfera da primo giorno di scuola, bellissimo il 600 km e la prima notte passata in bicicletta. Poi quelli sono stati i veri brevetti, niente strade segnate, niente ristori, spartani al massimo. La scoperta per me e per tutti gli altri partecipanti di un nuovo modo di andare in bicicletta, una nuova filosofia! Adesso invece le randonnee hanno perso un po di quel fascino. I percorsi sono in gran parte segnati e a volte trovi anche i ristori. Naturalmente sono diventate anche più popolari.

2) Maurizio: Come è la nata la passione per la bicicletta?

2) Enrico: Mio papà corridore e io subito da piccolo a volerlo imitare. A 8 anni correvo già. Comunque penso di essere nato con il numero sulla schiena, sempre competitivo sin da piccolo.

3) Maurizio: Poi c'è stato un cambiamento, una nuova ricerca rivolta sempre verso le gare di ultradistanza, oltre i 1000 km con la bici da corsa. Gare no stop estreme.
Quali e i migliori tempi?

3) Enrico: Ad essere sincero i tempi al minuto non li ricordo. Dovrei andare a vedere le varie classifiche. Comunque la prima Parigi Brest Parigi 1200 km in 48 ore la seconda in 44 poi una Boston Montreal Boston 1200 km in 65. Nell'ultracycling invece la 1001miglia in 72 ore poi la Race Across America 5000 km e questo tempo lo ricordo bene 9 giorni 9 ore e 8 minuti.

4) Maurizio: Sono tempi straordinari complimenti. Molte gare, Randonne, grandi fatiche e grandi gioie, quale ricordi con maggior entusiasmo e gioia? E quale invece ricordi con amarezza? 

4) Enrico: Maggiore gioia come randonnee direi la seconda PBP. Fatta in 44 ore in completa autonomia senza assistenza e con spirito rando pur pedalando forte. Pensa che sono partito talmente carico di roba da mangiare che sembravo l'omino Michelin. Avevo infilato panini, barrette, maltodestrine ovunque. Come gare ultracycling la 1001 miglia perchè si correva in Italia e perchè l'ho vinta e poi naturalmente la RAAM. Invece con amarezza in assoluto l' Around Slovenia  una gara ultracycling che avevo preparato alla grande e dove mi sono dovuto fermare per un problema al ginocchio. Avevo corso il giro di Sardegna per prepararla bene e nell'ultima tappa ho avuto un incidente e ho rotto la tacchetta di uno scarpino cosi ho corso in Slovenia con un'altra scarpa e dopo una giornata in bici il ginocchio era fuori uso. Avevo una condizione strepitosa e se ci penso mi incazzo ancora.

5) Maurizio: Che tipo di preparazione svolgi dal punto di vista ciclistico? E quanti km percorri in bici all'anno?

5) Enrico: Come preparazione lavoro parecchio, sempre con la bici, nel periodo invernale, con esercizi specifici, intensi e di breve durata. In un anno viaggio sui 25000 km.

6) Maurizio: Sei seguito da uno staff? Adotti qualche particolare dieta prima e/o durante una ultradistanza?

6) Enrico: Si, mi segue la LG cycling di Luca Guercilena. Siamo amici di vecchia data e lui è molto piu giovane di me. Praticamente quando era piccolo l'ho messo in bicicletta. Adesso è diventato un bravissimo allenatore e prepara i corridori della Quick Step dove è anche direttore sportivo. Prima delle gare di ultradistanza mangio molto e cerco di ingrassare, poi consumo tutto durante la gara. 

7) Maurizio: Gli anni sono trascorsi e di ultradistanze ne hai fatto tante, l'entusiasmo e la determinazione cresce e si rafforza, in queste esperienze si scoprono delle sensazioni personali, quale è la tua filosofia e che senso dai alla vita?

7) Enrico: Ma certamente correre gare come le ultracycling, significa viaggiare con il corpo e sopratutto con la mente al limite. Sono esperienze che ti rafforzano spiritualmente. Dopo ogni gara torni a casa diverso, direi più saggio. Io come prerogativa ho un carattere molto forte, non mollo mai e  nell'affrontare questo tipo di gare è fondamentale,  E' anche la mia filosofia di vita andare sempre avanti, guardando sempre nello specchietto retrovisore per evitare di commettere ancora gli stessi errori. 

8) Maurizio: Qualche anno fa hai fatto una gara veramente speciale: probabilmente la più importante che hai fatto come vibrazioni e sentimenti, sicuramente la gara più famosa ed estrema in assoluto al mondo per quanto riguarda le gare su strada di ultra distanza, la RAAM, attraversata no stop dell'America per 5000 km.
Hai partecipato e portato a termine la Regina delle Ultradistanze. Ce la vuoi raccontare? Quanto il dislivello totale?

8) Enrico: La RAAM  non è soltanto una gara. E' qualcosa che va oltre, ed è un'esperienza che comunque ti segna la vita. Sono mesi di preparazione che si traducono in dieci giorni di bicicletta no-stop. Per provare a capire cosa significa provate a segnarvi su un foglietto la data e l'ora di oggi e mettetevelo sul comodino del letto. Ecco adesso per i prossimi dieci giorni ogni volta che lo guardate pensate che tutto il tempo che è trascorso, tutto quello che avete fatto è stato come se foste stati sempre in bicicletta. Credo che solo questo possa raccontare e far capire cosa significhi correre la RAAM.

9) Maurizio: Come ti sei preparato per questa gara? Com'era il tuo programma di allenamento settimanale in tempo e km?

9) Enrico: Non ho fatto particolari cose. Ho seguito la traccia di preparazione degli anni precedenti e in accordo con Luca abbiamo aumentato il carico dei lavori. In particolare comunque ho pedalato parecchie volte di notte.
La settimana era strutturata con 5 giorni di lavoro e 2 di recupero mentre il macrociclo di lavoro era di 8 settimane. In alcuni giorni ho pedalato anche 12 ore e nella fase di avvicinamento ho fatto 2 volte un 24 ore da solo. Non abbiamo mai dato importanza al chilometraggio ma alle ore di sella, comunque i km sono stati parecchi. Comunque per affrontare la Raam la cosa che devi più allenare è la mente. Devi arrivare alla partenza consapevole dei tuoi mezzi e dei tuoi limiti ma determinato più che mai ad arrivare al traguardo. Devi essere consapevole che tutto quello che ti succede di negativo, la fatica il mal di gambe, la nausea, la voglia di buttare via la bicicletta, la sofferenza sono la condizione necessaria per arrivare al traguardo. Questa condizione è la gara ed è a questo grado di sopportazione che devi preparare la tua mente.

10) Maurizio: Come si organizza la logistica per una gara di questo tipo? Quanto tempo hai dedicato?

10) Enrico: E' uno degli aspetti fondamentali e più importanti per poter pensare di finire una gara come la Raam. E' molto complicato organizzare una spedizione del genere e il difficile è avviare la macchina. Prima cosa da fare è trovare gli sponsor poi devi trovare un paio di persone fidate e che credono come te nella Raam, che desiderano raggiungere l'obbiettivo di finire la Raam quanto te a cui affidare l'organizzazione logistica, che deve prevedere tutto il necessario per la spedizione, cioè formare il resto della crew pensare al trasporto dei materiali, biglietti aereo, alberghi, noleggio auto camper ecc.. una cosa alquanto impegnativa che richiede alcuni mesi di preparazione.

11) Maurizio: Ci sono stati molti momenti e situazioni che potevano compromettere e indurti al ritiro durante la gara? Ce li vuoi raccontare?

11) Enrico: In una gara come la Raam che ti impone di pedalare giorno e notte per cosi tanto tempo è un continuo lottare per rimanere in gara.  Comunque ho avuto solo un vero momento di grave difficoltà e per fortuna, analizzando poi l'accaduto, all'inizio della gara dopo solo mezza giornata mi sono preso un colpo di calore, che mi ha costretto ad uno stop di alcune ore e poi per un paio di giorni ho dovuto veramente soffrire, tutto quello che mangiavo vomitavo. E' stata veramente molto critica la situazione. Diciamo che con il corpo ero al limite ma di testa non ho mai messo in discussione il fatto  di arrivare in ogni caso al traguardo. Poi comunque il mio equipaggio è stato sempre nelle emergenze straordinario. Se sono arrivato al traguardo è merito loro.

12) Maurizio: Come hai organizzato i tuoi tempi di soste per mangiare e per dormire? Cosa mangi mentre pedali?

12) Enrico: Avevamo programmato di arrivare al traguardo in 10  giorni. Quello era il nostro obbiettivo. Avevamo pensato di pedalare 22 ore e 2 ore dedicarle al riposo. Ecco di quel programma fatto non è stato rispettato nulla. Li sul posto abbiamo imparato che alla RAAM non si può programmare niente e che bisogna essere capaci di adattarsi alle varie situazioni e gestirle al meglio. Questo coinvolge te come corridore e i componenti del tuo team che vivono insieme a te lo stress della gara che è altissimo. Questo rende straordinaria la raam dove corridore ed equipaggio sono poi un'unica entità lanciata verso il traguardo.
Ma mentre pedalo riesco a mangiare di tutto passando dal dolce al salato o mischiando cipolle con maionese, acciughe, meloni diciamo che quando mi è passata la crisi mangiavo come una locomotiva

13) Maurizio: Cosa pensi, che emozioni provi quando pedali in queste situazioni veramente al limite?

13) Enrico: Nelle ultracycling corte non hai molto tempo per pensare a cose strane sei sempre in tensione e comunque concentrato e sollecitato dal tuo equipaggio. Alla RAAM invece dopo tre giorni di gara inizi a entrare in un altra dimensione vuoi perchè la stanchezza e la privazione del sonno iniziano a farsi sentire ti ritrovi con il corpo da una parte e la mente da un altra e allora più che pensare a volte sbarelli di testa dici cose senza senso pedali senza cognizione del tempo che passa. Diventi anche molto vulnerabile e ti ritrovi a piangere  per l'emozione sentendo la musica dagli altoparlanti dall'auto che a tutto volume  squarcia il silenzio del deserto al tramonto

14) Maurizio:Cosa ti ha dato questa esperienza?

14) Enrico: Come ti dicevo è un esperienza che ti segna. Io sono un tipo molto difettoso e pieno a volte di ego, anzi molto ego. Ecco alla raam ho imparato che senza l'aiuto degli altri spesso non arrivi a centrare i tuoi obbiettivi. Alla raam ho avuto al fianco delle persone straordinarie che mi hanno permesso di realizzare un sogno.

15) Maurizio: Come riesci a conciliare la tua vita privata con questa passione? Sei costretto a fare molti sacrifici per il tuo sport?

15) Enrico: Sacrifici non direi, per me andare in bicicletta fa parte del mio modo di vivere, della mia vita. Non ho una vita privata dove la bicicletta è fuori dalla porta. Immagina che la mia vita sia come abitare in un appartamento open-space. Non ci sono compartimenti stagni divisi da porte.

16) Maurizio: Da bambino, che rapporto avevi con la natura e con lo sport?

16) Enrico: Voglia di giocare sempre all'aperto, di correre e appena ho avuto la possibilità ho iniziato a viaggiare. Uno spirito libero già da piccolo.

17) Maurizio: Cosa consigli a tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi alle ultradistanze?

17) Enrico: Consiglio di avvicinarsi a piccole dosi facendo prima le rando corte e poi fare il salto provando a pedalare la notte scopriranno emozioni straordinarie. Poi per chi predilige le competizioni ci sono le ultracycling.

18) Maurizio: In questi periodi cosa stai facendo?

18) Enrico: In questo periodo sono impegnato con una nuova attività. Con la mia compagna, Vanessa, abbiamo creato Bike Italia Rando.www.bikeitaliarando.com Un organizzazione che propone viaggi e Raid in bicicletta da strada in Italia e all'Estero. Sono viaggi dedicati sia ai cicloturisti sia a coloro che hanno aspirazioni più sportive.

19) Maurizio: Hai qualche anticipazione da rivelarci? Quali sono i tuoi prossimi impegni e cosa stai preparando per il 2009?

19) Enrico: Ma Bike Italia Rando mi ha impegnato parecchio e quindi non ho ancora un idea di cosa riuscirò a fare. Comunque potrebbe essere che ritorni alla Race Across Oregon oppure alla Furnace Creek.

20) Maurizio: Io sono come un bambino e sogno sempre di rincorrere i miei sogni che ogni tanto realizzo, tu hai un sogno che rincorri e non riesci a realizzare?

20) Enrico: Si anche io viaggio sempre di fantasia ancora parecchio come da piccolo e sogno sempre di fare un sacco di cose. Comunque ho attualmente in testa ancora di partecipare un'altra volta alla RAAM. L'anno prossimo faccio 50 anni di vita e non sarebbe male festeggiare con un bel 5000km. L'altro sogno invece, credimi, è di andare a pedalare sulla strada carrabile più alta del mondo. Non certamente da solo ma in tua compagnia. Dico veramente.

21) Maurizio: Grazie per la tua disponibilità e auguri per il tuo futuro.

21) Enrico: Grazie Maurizio un grandissimo abbraccio a te e a tutti gli amici Naturaider.