1)
Maurizio:
Ciao Enrico sono contento di fare due chiacchere con te. Tu
hai una lunga carriera da ciclista su strada, fino ai
dilettanti come agonista puro, moltissime granfondo, poi sei
stato uno dei primi Italiani a cimentarti nelle Randonne in
Italia ed Europa? Ne ricordi qualcuna per noi?
1)
Enrico: Ricordo con particolare emozione le prime
quattro randonnee di Campiglione Fenile. Atmosfera da primo
giorno di scuola, bellissimo il 600 km e la prima notte
passata in bicicletta. Poi quelli sono stati i veri
brevetti, niente strade segnate, niente ristori, spartani al
massimo. La scoperta per me e per tutti gli altri
partecipanti di un nuovo modo di andare in bicicletta, una
nuova filosofia! Adesso invece le randonnee hanno perso un
po di quel fascino. I percorsi sono in gran parte segnati e
a volte trovi anche i ristori. Naturalmente sono diventate
anche più popolari.
2)
Maurizio:
Come è la nata la passione per la bicicletta?
2)
Enrico: Mio papà corridore e io subito da piccolo a
volerlo imitare. A 8 anni correvo già. Comunque penso di
essere nato con il numero sulla schiena, sempre competitivo
sin da piccolo.
3)
Maurizio: Poi c'è stato un cambiamento, una nuova ricerca
rivolta sempre verso le gare di ultradistanza, oltre i 1000
km con la bici da corsa. Gare no stop estreme.
Quali e i migliori tempi?
3)
Enrico: Ad essere sincero i tempi al minuto non li
ricordo. Dovrei andare a vedere le varie classifiche.
Comunque la prima Parigi Brest Parigi 1200 km in 48 ore la
seconda in 44 poi una Boston Montreal Boston 1200 km in 65.
Nell'ultracycling invece la 1001miglia in 72 ore poi la Race
Across America 5000 km e questo tempo lo ricordo bene 9
giorni 9 ore e 8 minuti.
4)
Maurizio:
Sono tempi straordinari complimenti. Molte gare, Randonne,
grandi fatiche e grandi gioie, quale ricordi con maggior
entusiasmo e gioia? E quale invece ricordi con amarezza?
4)
Enrico: Maggiore gioia come randonnee direi la
seconda PBP. Fatta in 44 ore in completa autonomia senza
assistenza e con spirito rando pur pedalando forte. Pensa
che sono partito talmente carico di roba da mangiare che
sembravo l'omino Michelin. Avevo infilato panini, barrette,
maltodestrine ovunque. Come gare ultracycling la 1001 miglia
perchè si correva in Italia e perchè l'ho vinta e poi
naturalmente la RAAM. Invece con amarezza in assoluto l'
Around Slovenia una gara ultracycling che avevo preparato
alla grande e dove mi sono dovuto fermare per un problema al
ginocchio. Avevo corso il giro di Sardegna per prepararla
bene e nell'ultima tappa ho avuto un incidente e ho rotto la
tacchetta di uno scarpino cosi ho corso in Slovenia con
un'altra scarpa e dopo una giornata in bici il ginocchio era
fuori uso. Avevo una condizione strepitosa e se ci penso mi
incazzo ancora.
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5)
Maurizio:
Che tipo di preparazione svolgi dal punto di vista
ciclistico? E quanti km percorri in bici all'anno?
5)
Enrico: Come preparazione lavoro parecchio,
sempre con la bici, nel periodo invernale, con esercizi
specifici, intensi e di breve durata. In un anno viaggio sui
25000 km.
6)
Maurizio:
Sei seguito da uno staff? Adotti qualche particolare dieta
prima e/o durante una ultradistanza?
6)
Enrico: Si, mi segue la LG cycling di Luca Guercilena.
Siamo amici di vecchia data e lui è molto piu giovane di me.
Praticamente quando era piccolo l'ho messo in bicicletta.
Adesso è diventato un bravissimo allenatore e prepara i
corridori della Quick Step dove è anche direttore sportivo.
Prima delle gare di ultradistanza mangio molto e cerco di
ingrassare, poi consumo tutto durante la gara.
7)
Maurizio:
Gli anni sono trascorsi e di ultradistanze ne hai fatto
tante, l'entusiasmo e la determinazione cresce e si
rafforza, in queste esperienze si scoprono delle sensazioni
personali, quale è la tua filosofia e che senso dai alla
vita?
7)
Enrico: Ma certamente correre gare come le
ultracycling, significa viaggiare con il corpo e sopratutto
con la mente al limite. Sono esperienze che ti rafforzano
spiritualmente. Dopo ogni gara torni a casa diverso, direi
più saggio. Io come prerogativa ho un carattere molto forte,
non mollo mai e nell'affrontare questo tipo di gare è
fondamentale, E' anche la mia filosofia di vita andare
sempre avanti, guardando sempre nello specchietto
retrovisore per evitare di commettere ancora gli stessi
errori.
8)
Maurizio:
Qualche anno fa hai fatto una gara veramente speciale:
probabilmente la più importante che hai fatto come
vibrazioni e sentimenti, sicuramente la gara più famosa ed
estrema in assoluto al mondo per quanto riguarda le gare su
strada di ultra distanza, la RAAM, attraversata no stop
dell'America per 5000 km.
Hai partecipato e portato a termine la Regina delle
Ultradistanze. Ce la vuoi raccontare? Quanto il dislivello
totale?
8)
Enrico: La RAAM non è soltanto una gara. E' qualcosa
che va oltre, ed è un'esperienza che comunque ti segna la
vita. Sono mesi di preparazione che si traducono in dieci
giorni di bicicletta no-stop. Per provare a capire cosa
significa provate a segnarvi su un foglietto la data e l'ora
di oggi e mettetevelo sul comodino del letto. Ecco adesso
per i prossimi dieci giorni ogni volta che lo guardate
pensate che tutto il tempo che è trascorso, tutto quello che
avete fatto è stato come se foste stati sempre in
bicicletta. Credo che solo questo possa raccontare e far
capire cosa significhi correre la RAAM.

9)
Maurizio:
Come ti sei preparato per questa gara? Com'era il tuo
programma di allenamento settimanale in tempo e km?
9)
Enrico: Non ho fatto particolari cose. Ho seguito la
traccia di preparazione degli anni precedenti e in accordo
con Luca abbiamo aumentato il carico dei lavori. In
particolare comunque ho pedalato parecchie volte di notte.
La settimana era strutturata con 5 giorni di lavoro e 2 di
recupero mentre il macrociclo di lavoro era di 8 settimane.
In alcuni giorni ho pedalato anche 12 ore e nella fase di
avvicinamento ho fatto 2 volte un 24 ore da solo. Non
abbiamo mai dato importanza al chilometraggio ma alle ore di
sella, comunque i km sono stati parecchi. Comunque per
affrontare la Raam la cosa che devi più allenare è la mente.
Devi arrivare alla partenza consapevole dei tuoi mezzi e dei
tuoi limiti ma determinato più che mai ad arrivare al
traguardo. Devi essere consapevole che tutto quello che ti
succede di negativo, la fatica il mal di gambe, la nausea,
la voglia di buttare via la bicicletta, la sofferenza sono
la condizione necessaria per arrivare al traguardo. Questa
condizione è la gara ed è a questo grado di
sopportazione che devi preparare la tua mente.
10)
Maurizio:
Come si organizza la logistica per una gara di questo tipo?
Quanto tempo hai dedicato?
10)
Enrico: E' uno degli aspetti fondamentali e più
importanti per poter pensare di finire una gara come la Raam.
E' molto complicato organizzare una spedizione del genere e
il difficile è avviare la macchina. Prima cosa da fare è
trovare gli sponsor poi devi trovare un paio di persone
fidate e che credono come te nella Raam, che desiderano
raggiungere l'obbiettivo di finire la Raam quanto te a cui
affidare l'organizzazione logistica, che deve prevedere
tutto il necessario per la spedizione, cioè formare il resto
della crew pensare al trasporto dei materiali, biglietti
aereo, alberghi, noleggio auto camper ecc.. una cosa
alquanto impegnativa che richiede alcuni mesi di
preparazione.
11)
Maurizio:
Ci sono stati molti momenti e situazioni che potevano
compromettere e indurti al ritiro durante la gara? Ce li
vuoi raccontare?
11)
Enrico: In una gara come la Raam che ti impone di
pedalare giorno e notte per cosi tanto tempo è un continuo
lottare per rimanere in gara. Comunque ho avuto solo un
vero momento di grave difficoltà e per fortuna, analizzando
poi l'accaduto, all'inizio della gara dopo solo mezza
giornata mi sono preso un colpo di calore, che mi ha
costretto ad uno stop di alcune ore e poi per un paio di
giorni ho dovuto veramente soffrire, tutto quello che
mangiavo vomitavo. E' stata veramente molto critica la
situazione. Diciamo che con il corpo ero al limite ma di
testa non ho mai messo in discussione il fatto di arrivare
in ogni caso al traguardo. Poi comunque il mio equipaggio è
stato sempre nelle emergenze straordinario. Se sono arrivato
al traguardo è merito loro.
12)
Maurizio:
Come hai organizzato i tuoi tempi di soste per mangiare e
per dormire? Cosa mangi mentre pedali?
12)
Enrico: Avevamo programmato di arrivare al traguardo
in 10 giorni. Quello era il nostro obbiettivo. Avevamo
pensato di pedalare 22 ore e 2 ore dedicarle al riposo. Ecco
di quel programma fatto non è stato rispettato nulla. Li sul
posto abbiamo imparato che alla RAAM non si può programmare
niente e che bisogna essere capaci di adattarsi alle varie
situazioni e gestirle al meglio. Questo coinvolge te come
corridore e i componenti del tuo team che vivono insieme a
te lo stress della gara che è altissimo. Questo rende
straordinaria la raam dove corridore ed equipaggio sono poi
un'unica entità lanciata verso il traguardo.
Ma mentre pedalo riesco a mangiare di tutto passando dal
dolce al salato o mischiando cipolle con maionese, acciughe,
meloni diciamo che quando mi è passata la crisi mangiavo
come una locomotiva
13)
Maurizio:
Cosa pensi, che emozioni provi quando pedali in queste
situazioni veramente al limite?
13)
Enrico: Nelle ultracycling corte non hai molto tempo
per pensare a cose strane sei sempre in tensione e comunque
concentrato e sollecitato dal tuo equipaggio. Alla RAAM
invece dopo tre giorni di gara inizi a entrare in un altra
dimensione vuoi perchè la stanchezza e la privazione del
sonno iniziano a farsi sentire ti ritrovi con il corpo da
una parte e la mente da un altra e allora più che pensare a
volte sbarelli di testa dici cose senza senso pedali senza
cognizione del tempo che passa. Diventi anche molto
vulnerabile e ti ritrovi a piangere per l'emozione sentendo
la musica dagli altoparlanti dall'auto che a tutto volume
squarcia il silenzio del deserto al tramonto

14)
Maurizio:Cosa ti ha dato questa esperienza?
14)
Enrico: Come ti dicevo è un esperienza che ti segna.
Io sono un tipo molto difettoso e pieno a volte di ego, anzi
molto ego. Ecco alla raam ho imparato che senza l'aiuto
degli altri spesso non arrivi a centrare i tuoi obbiettivi.
Alla raam ho avuto al fianco delle persone straordinarie che
mi hanno permesso di realizzare un sogno.
15)
Maurizio:
Come riesci a conciliare la tua vita privata con questa
passione? Sei costretto a fare molti sacrifici per il tuo
sport?
15)
Enrico: Sacrifici non direi, per me andare in
bicicletta fa parte del mio modo di vivere, della mia vita.
Non ho una vita privata dove la bicicletta è fuori dalla
porta. Immagina che la mia vita sia come abitare in un
appartamento open-space. Non ci sono compartimenti stagni
divisi da porte.
16)
Maurizio:
Da bambino, che rapporto avevi con la natura e con lo sport?
16)
Enrico: Voglia di giocare sempre all'aperto, di
correre e appena ho avuto la possibilità ho iniziato a
viaggiare. Uno spirito libero già da piccolo.
17)
Maurizio:
Cosa consigli a tutti coloro che vorrebbero avvicinarsi
alle ultradistanze?
17)
Enrico: Consiglio di avvicinarsi a piccole dosi
facendo prima le rando corte e poi fare il salto provando a
pedalare la notte scopriranno emozioni straordinarie. Poi
per chi predilige le competizioni ci sono le ultracycling.
18)
Maurizio:
In questi periodi cosa stai facendo?
18)
Enrico: In questo periodo sono impegnato con una
nuova attività. Con la mia compagna, Vanessa, abbiamo creato
Bike Italia Rando.
www.bikeitaliarando.com
Un organizzazione che propone viaggi e Raid in bicicletta da
strada in Italia e all'Estero. Sono viaggi dedicati sia ai
cicloturisti sia a coloro che hanno aspirazioni più
sportive.
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19)
Maurizio:
Hai qualche anticipazione da rivelarci? Quali sono i tuoi
prossimi impegni e cosa stai preparando per il 2009?
19)
Enrico: Ma Bike Italia Rando mi ha impegnato
parecchio e quindi non ho ancora un idea di cosa riuscirò a
fare. Comunque potrebbe essere che ritorni alla Race Across
Oregon oppure alla Furnace Creek.
20)
Maurizio:
Io sono come un bambino e sogno sempre di rincorrere i miei
sogni che ogni tanto realizzo, tu hai un sogno che rincorri
e non riesci a realizzare?
20)
Enrico: Si anche io viaggio sempre di fantasia ancora
parecchio come da piccolo e sogno sempre di fare un sacco di
cose. Comunque ho attualmente in testa ancora di partecipare
un'altra volta alla RAAM. L'anno prossimo faccio 50 anni di
vita e non sarebbe male festeggiare con un bel 5000km.
L'altro sogno invece, credimi, è di andare a pedalare sulla
strada carrabile più alta del mondo. Non certamente da solo
ma in tua compagnia. Dico veramente.
21)
Maurizio: Grazie per la tua disponibilità e auguri per il tuo futuro.
21)
Enrico: Grazie Maurizio un grandissimo abbraccio a te e a
tutti gli amici Naturaider.