Ass. Sportiva Dilettantistica NATURAID

 
 

Interviste ai Naturaider

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Maurizio Doro ha intervistato la Biker trentina Lorenza Menapace

del NATURAID TEAM  IMPOSSIBLE  > entra

 

 

Lorenza Menapace

Biker 24 ore 

Cles (TN)

Anni 37 (25 giugno 1972)

Funzionario Pubblico


Leggi i suoi reportage:

CAPE EPIC 2009 - Salzkammergut


29 Novembre 2010

LORENZA MENAPACE alla CLARO BRASIL RIDE (615 KM E 18.000 m di dislivello in 6 GG) in coppia con la portoghese SANDRA ARAUJO, 3e classificate donne e 21e assolute

 

Report e riflessioni della Naturaider Lorenza Menapace del NATURAID TEAM IMPOSSIBLE

MORE THAN A RACE A STAGE OF MY LIFE….

Mai slogan è stato tanto azzeccato, la Claro Brasil Ride è stata un’esperienza avventura unica ed indimenticabile per me.

La mia esperienza sulle gare a tappe ormai mi ha permesso di comprendere bene quali siano le basi necessarie per affrontare al meglio gare come queste, ma questa volta tutto era differente.

In primo luogo, la scelta di partecipare alla gara non è stata mia ma ho avuto la fortuna di ricevere  l’invito direttamente dal Direttore di gara, il quale ha inoltre scelto la mia compagna d’avventura, Sandra Araùjo, che non conoscevo e della quale sapevo solamente che era la campionessa xc e Marathon portoghese.

Il mio corpo e la mia mente quest’anno erano davvero stanchi dopo aver partecipato ad alcune 24h quale Solo-Rider, al mio solito, la Transalp Craft, numerose 12h sempre in solitaria ed i due Naturaid (Trentino e Sardegna). Affrontare nuovamente una gara a tappe richiedeva ancora risorse fisiche e mentali che temevo di non poter avere a fine stagione…ma come dire di no ad un invito simile?

Quindi in preda ad un raptus di follia ho deciso di affrontare questa ennesima gara.

Il viaggio in aereo è stato davvero lungo ed estenuante, partita il 9 novembre da Malpensa, dopo un lungo scalo a Lisbona, dove ho finalmente incontrato le mie compagne di viaggio portoghesi (Sandra e Celina, la compagna di Ivonne Kraft).

L’impatto con la mia compagna di squadra è stato subito ottimo, il sorriso di Sandra mi ha fatto capire immediatamente che lo spirito era quello di arrivare in fondo alla gara e non quello di puntare al podio, visti anche i nomi di campionesse olimpioniche che si erano presentate ai nastri di partenza.

Arrivate in Brasile all’aereoporto di Salvador de Bahia a notte inoltrata, dopo mille ed un domande alla dogana e mille controlli della polizia ai nostri bagagli, eravamo certe, appena uscite da tutto ciò, di trovare le nostre bike ormai pronte ed invece nulla…sul nastro trasportatore non c’era traccia delle stesse ed ormai era già trascorsa almeno un’ora dal nostro arrivo.

Ormai convinte di dover andare a chiedere cosa fosse accaduto e già rassegnate all’idea che le nostre bike fossero in giro per l’emisfero meridionale del globo terrestre, vediamo con sorpresa in un angolo, tra un rullo trasportatore e l’altro, e le borse con le nostre preziose mountainbike che stavano già lì non si sa da quanto tempo.

Caricato tutto sui carrelli e passato l’ennesimo, lentissimo, eterno controllo usciamo dall’aeroporto e troviamo il nostro autista, stanco, distrutto , fradicio da calore ed umidità che ci aspetta con un cartello che riporta  6 nomi…ma non eravamo in 3!?!?!? E gli altri chi e dove sono?

Svelato…ecco sopraggiungere Arminn (il fotografo tedesco della manifestazione) un uomo di almeno 100 kg, che a fine gara ha raggiunto sicuramente i 115 kg, e due ragazzini giovanissimi Lukas svizzero ed Andrè tedesco, o viceversa? Ora non ricordo.

Il nostro autista, spaventato dai bagagli, prima guarda noi e poi guarda il furgone….perplesso passa una buona mezz’ora a cercare lo spazio necessario per caricare tutto cosicché come se non fosse abbastanza sudato e stanco, raggiunge l’apice della doccia di sudore, trovando comunque lo spazio per ogni cosa ed anche per noi, che seduti a mo’ di matrioska scorrazziamo per il traffico di Salvador raggiungendo successivamente il mega albergo dove alloggeremo.

Finalmente a nanna dopo circa 24h di viaggio !!!.

I giorni successivi passano veloci tra una visita e l’altra alla città accompagnati da altri ragazzi ospiti della manifestazione tra cui Martin Gujan (Cannodale) e Christofer Bishop (Bishii) e Kristian Hynek.

Salvador de Bahia è una città splendida piena di colori, sapori e profumi di spezie incredibili che si alternano all’intenso profumo degli ananas che venduti per strada sono naturalmente tanto dolci da sembrare zuccherati in superficie. Le bancarelle piene di frutta e verdura fresca si alternano alle tipiche cucine brasiliane fatte di pastelle fritte di ogni tipo che a me decisamente, sotto una calura che raggiunge i 40 C°, fanno passare la fame.

Dopo tre giorni di digiuno da bike, arriva finalmente l’ora di partire, i tre autobus carichi di tutto il necessario scorazzano tra gli hotel e l’aeroporto, raccogliendo tutti i bikers, , destinazione Chapada Diamantina, nell’entroterra brasiliano a circa 400 km dalla capitale della regione di Bahia.

Attraversiamo la caotica città ed usciamo dalla stessa…. i palazzi, le fantomatiche “case” in soli mattoni grezzi, lasciano spazio ad immense praterie, dove domina una bassa vegetazione, poco rigogliosa ma affascinante.

Il viaggio prosegue, scortati da speciali forze armate (che sia pericoloso qui!??!), e i km che passano sotto le ruote del pullman ci portano verso un altro continente, pare davvero di cambiare totalmente continente ora le rigogliose foreste brasiliane si affacciano davanti a noi, e il terreno si solleva con picchi che raggiungono anche i 1800 metri.

Dopo 10 ore di viaggio eccoci arrivati a Mucuge e scesi dal pullman che ci ha tenuti prigionieri per troppe ore ,ci attende ora un magnifico buffet di ogni tipo di frutto e il nostro campo. Davanti a me si estendono più di trecento tende rosso fuoco e due grandi tensostrutture bianche. Sembra un piccolo parco giochi rinchiuso da un recinto e custodito da personale addetto alla sicurezza, in mezzo a tanta povertà.

Più che un sogno, un incubo per la mia sensibilità. Mi ritrovo infatti nel bike park, esausta, a montare, la mia bike, che tra l’altro trovo rotta in più punti, con più di 100 manine di bambini aggrappati a quella rete verde che osservano noi dentro come fossimo animali rari….non stavo per nulla bene, non mi piaceva quella situazione, ma quella sera ancora non sapevo che tale sensazione si sarebbe protratta per tutta la mia permanenza.

Il giorno successivo un sole davvero accecante ci accoglie fin dal mattino, quando alle 6 in punto la sveglia suona, musica a “BOMBA” e piano piano i rumori delle cerniere dei sacchi a pelo e delle tende si fanno più rapidi …. e gli atleti si alzano, voci e saluti lentamente animano il campo . Sarà cosi ogni mattina successiva, solo che la sveglia sarà anticipata alle 5! Un dramma! Anzi, oltre la musica a palla, l’organizzazione, non contenta , dal secondo giorno in poi aggiungerà il canto di un povero virtuale gallo che penso sia stato mandato a quel paese 300 volte al giorno per 6 mattine consecutive.

La giornata passa tranquilla e si fa conoscenza con i vicini di tenda, quella tenda rosso grigia così accogliente per me quanto drammatica per le persone che superano 1.80! Al mattino vedere dei piedoni da uomo che fanno capolino dalla porticina della tenda non era cosa rara.

Il sole accecante ed il caldo  hanno già  rosolato per bene la mia pelle dopo appena poche ore. Il ritiro dei “pacco gara” formato da mille ed uno gadget è stato davvero rapido e corredato sul finale dalla foto del team, davvero carina l’idea!

Cosi la giornata trascorre tra una pedalata e l’altra con la mia compagna di squadra Sandra e Ivonne Kraft.  I paesaggi sono suggestivi e le montagne, con decisa rapidità, lasciano spazio ad ampie e brulle praterie, e poi ad enormi distese di frutteti con mango, papaia e bellissime piante di caffè.

Il centro storico di Mucugè tipicamente portoghese dona ai nostri occhi un susseguirsi di case bianco/azzurro e poi altri mille e mille colori, più in là pero’..poco più in là..le strette e piccole baracche della povera gente, spengono il mio entusiasmo.

Dopo un lauto pranzo (mamma quanto si mangia bene qui pagando a kg il cibo), siamo pronte per un riposino, da domani inizieranno gli stage ed è fondamentale riposare.

…siamo a domenica, la notte passata nella tendina accaldata ed incapace di dormire causa l’elevata temperatura e l’assurda umidità, lascia su di me una stanchezza enorme, fortuna che la tappa (prologo) parte alle 12 ed ho la possibilità di riposare ancora un po’.

Non starò qui a descrivervi tutto tappa per tappa, scriverei un libro e Vi annoierei a morte. Vi dirò solo che ogni tappa era particolarmente tecnica, con passaggi di puro xc, seguiti da ampie pianure che mettevano alla prova le gambine che dovevano spingere rapporti davvero lunghi e duri, e poi rocce e rovi di zone desertiche, poi ancora sabbia, tanta sabbia, sulla quale, con la mia 29er, volavo.

La creta rosa scivolosa che, sotto le ruote, diventava come una buccia di banana…

Insomma “di tutto…di più”!!!

Gli innumerevoli corsi di acqua limpida limpidissima con le ninfee che tranquille galleggiavano sull’acqua disturbate dal passaggio di tutti noi.

Le tarantole, presenza ormai consueta…ed il profumo di citronella, forte intenso….che riempiva i nostri polmoni alla ricerca di aria in quell’arsura immensa…arsura che veniva placata almeno due o tre volte al giorno da acquazzoni immensi che trasformavano le strade in fanghiglia pura e in piccoli canali veneziani, pieni d’acqua…per poi nel giro di altri 10 minuti, finire e lasciare lo spazio ad un sole, caldo e secco.

Il ricordo più bello a livello naturalistico è la grande foresta “Mato Grosso”…enormi piante di palma, felci e non sò che altro che facevano da trampolino a quelle grosse gocce d’acqua che scendevano in continuazione dal cielo….e lì, un single track di 7 km immerso nella foresta più selvaggia ed il fango nero, che ci ha tenute prigioniere per almeno 5 minuti incapaci di uscirne, alto fino a sopra il ginocchio!!

I bambini felicissimi che ci offrivano anche quello che non avevano ad ogni nostro passaggio, quei visi sempre sorridenti, quei piedini scalzi, quei piccoli aggrappati ai rami di un albero..che spettacolo! E quelle manine che volevano il 5! Quanto ho sofferto questa bellissima presenza, mi sentivo cosi in colpa per la mia privilegiata (o forse non lo è) posizione.

Il più bel ricordo in bike un single track di 24km tra salita e discesa, mai in vita mia mi sono divertita tanto a scendere da un sentiero, sassi fissi, smossi, sabbia, rami, poi ancora rocce…e quella valle in fondo, verde e gialla che ci aspettava, un toboga di terra nera infinito e noi che urlavamo di felicità ad ogni semicurva. 

Il pianto di Sandra, distrutta al 4^ e al 5^ stage che mi ringraziava per il lavoro fatto davanti a lei, levandole il vento, l’incapacità sempre sua di piangere al 6^ stage, quando con una vistosa febbre sulle labbra e lo sguardo perso nel vuoto si è dovuta aggrappare per 80 km alla mia casacca per proseguire! Quanta energia ho messo in quei 80km, nel suo viso stanchissimo avevo visto la sua voglia di arrivare in fondo, solo io potevo aiutarla a realizzare quel sogno. Sono stata  fortunata che stavo bene e non ero così stanca. Sono troppo felice di aver fatto questo con Lei.

Ricorderò per sempre le splendide persone che mi hanno accompagnata in questa UNICA INDIMENTICABILE avventura, forse la più dura fisicamente, anche del Naturaid, che io abbia mai affrontato, ma è stata talmente bella, entusiasmante ed unica, di aver lasciato in me qualcosa di nuovo difficile da descrivere, l’energia, la voglia, il divertimento di saper guidare una bike.

Tutto è stato perfetto…tutto fantastico, ma in me rimarranno sicuramente le immagini di quelle manine scure piccole aggrappate a quella rete verde che separava me e la mia bike da loro….ma forse era giusto cosi…forse ero io in quel momento un piccolo animale raro…spero solo che, almeno ad uno di loro, sia rimasto il mio sorriso quando ho alzato la testa e li ho guardati parlando loro con il cuore.

…è stata più di una gara…un passo per migliorare me stessa.

grazie a tutti, Lo


 

04 Luglio 2010

….NATURAID TRENTINO ….LA RISCOPERTA….DI ME STESSA

Report e riflessioni della Naturaider Lorenza Menapace 3a assoluta e vincitrice donne (NATURAID TEAM IMPOSSIBLE)

25 giugno 2010 ore 3.45 i Guns’n Roses mi danno il buon giorno! Mi giro spengo la sveglia e la palestra nella quale riposavano quasi tutti i Naturaider pian piano si riempie di piccoli rumori.

Visi, occhi e corpi ancora addormentati piano piano iniziano il loro lento cammino verso la partenza del Naturaid 2010.

Nel tendone affianco alla palestra la colazione è già pronta e in sottofondo il brusio e gli educati chiaccherii dei concorrenti mi tengono compagnia.

Marco mi fa gli auguri con una torta casereccia e le candele….

5.00 si parte….per il mio nuovo viaggio. La mia mente non pensa a cosa sarà a come si svolgerà, voglio solo vedere cosa c’è in cima a quella salita, dietro quella curva.

Affronto come fosse una gita domenicale i primi 100km in compagnia di Marco e Gunther e per un po anche con Rudy che poi affaticato piano piano lascia la nostra piccola comitiva.

Al CP3 decido, rassicurata sul corretto uso del Road Book, di lasciare Marco e Gunther e di iniziare il mio viaggio in solitaria.

….parlo con me stessa, a volte prego, quando arrivo in cima alla Paganella e scorgo all’orizzonte il Brenta, meraviglia della natura. Io un piccolo puntino che avanza tra i prati verdi sopra Andalo circondata dal silenzio…e li in fondo quelle splendide cime mi guardano dicendomi ti attendiamo.

Continuo a mangiucchiare, con il ritmo lento che tengo le energie bruciano i miei grassi ed io ho fame fame fame…arrivata ad Andalo mi fermo in gelateria e mi prendo tre palline di gelato con una montagna di panna montata, una menta freschissima e riparto per il cp di Priori, dove non appagata del gelato, mi strafogo un panozzo con lo speck.

Piena come un ovetto pasquale le strade bianche mi conducono nella mia valle….la Val di Non, riscoperta su percorsi che le mie ruote non avevano mai toccato fino a quel giorno. A Tuenno Cp5 mangio un minestrone caldo e affronto la lunghissima salita del Peller, tutta sola…mi guardo attorno, osservo le luci di una valle ampia e ondulata ed in fondo, scorgo il confine con Bolzano.

Un temporale mi sorprende prima di raggiungere il rifugio quasi a quota 2200…appoggio tutto, mi cambio e sistemo per la pioggia e inizio un lento cammino spingendo la bici, la strada risultava troppo scivolosa e la pioggia non mi permetteva di vedere bene gli ostacoli. Arrivo in cima verso le 23.00 ora non ricordo, mangio nuovamente in compagnia dei ragazzi dell’assistenza Naturaid e l’infermiera dolcissima e dedico di ripartire alla volta di Carciato Cp7…di notte, strade bagnate e sola fare i 10 km di discesa non sembra facile ma sono decisa a fare la mia prima vera sosta li.

Cosi scendo canticchiando “Va pensiero” per “spaventare” gli orsi (sono proprio bacata).

Arrivo al CP 7 dove dormo qualche ora e riparto alla volta del Grostè dove giungo verso le 8.00 del mattino dopo aver ripetutamente pianto dall’emozione di vedere queste montagne illuminate dall’alba sotto un cielo azzurro….riparto quasi subito alla volta di Strembo, dove giungo dopo aver spinto la bike su sentieri ripidissimi….rubo qualche fetta di crostata e via.

Giungo a Bondo CP10 accaldata come mai più….anche qui vado ad acquistare un panino…prima di affrontare un tratto che dal Road Book vedo particolarmente impegnativo.

Infatti, dopo una salita lunghissima prima di asfalto al 24 25 % e oltre….arriva il pezzo su sterrato che mi fa respirare le gambe ma che mi spacca la povera schiena già provata dai circa 300 km che mi sono lasciata alle spalle…sola…sono ore che non parlo con nessuno, spingo, sollevo la bike, urlo in alcuni tratti dove per il mio corpicino e le mie braccine risulta quasi impossibile sollevare la pesante bike. 4 passi, respiro, spingo, 4 passi, respiro, spingo…sguardo a terra, guardo il parziale dei km, ancora sguardo a terra….e mi ritrovo persa non so dove. Di certo non è la strada giusta!!!

Mi assale il panico, cerco di calmarmi e ragionare, ho solo 3 ore di luce devo trovare la strada o andrà a finire che mi trovo sola in mezzo al nulla di notte. Torno sui miei passi senza il peso della bike ripercorro la strada e trovato il bivio che non avevo visto, e così mi incammino per km e km di lievi tracce nel bosco…la strada che dovrebbe condurmi a Tiarno.

Giungo al CP11 di notte….accompagnata da innumerevoli lucciole e da una luna rosso fuoco.

Riparto da li ad un ora verso il Tremalzo, dapprima con Daniele e il suo compagno, poi sola, risalgo Passo Rocchetta, Passo Nota….sola con il mio mp3 questa volta che suonava canzoni degli ac/cd per darmi ritmo e forza….inizio la salita al Tremalzo e il lago sotto di me fa capolino tra le nebbie mentre il mio sguardo alzando gli occhi al cielo accarezza una cupola azzurra, il sole mi illumina e disegna sul terreno la figura allungata di una Lorenza che sempre sola sta raggiungendo la vetta.

L’ultima salita….è solo serenità…in un ambiente crudo ed ostile ma che so mi accompagnerà alla meta…non penso alla fine sto bene sotto ogni punto di vista. Fisico, mentale, spirituale. Ho cantato, pregato…guardato attorno a me e in me…ho trovato ore ore ed ore di PURA SERENITA’ psicofisica.

…sopraggiungo quasi all’arrivo, abbraccio Mauro so che mi capisce…vedo lo sguardo di Enrico e tutto il suo amore…poi li in fondo dopo il traguardo Maurizio, colui che insieme a Mauro hanno messo a disposizione le copertine e le pagine bianche di questo libro che io ho scritto nel tempo di circa 55h….

….ora lo chiudo, e lo conservo nella libreria più bella , quella mio cuore…..

Un abbraccio a presto, Lo

CLASSIFICHE E DIRETTA SU WWW.NATURAID.COM


 

16 Aprile 2010

L'impegno e il sacrificio danno i loro frutti:

Una importante vittoria per la Naturaider Lorenza (NATURAID TEAM IMPOSSIBLE)

 

Quest’anno, invogliata ed incuriosita da un amico Luca Baroncini (fortissimo maratoneta ed attuale triathleta) ho deciso di cimentarmi in una multidisciplina, tanto per mettermi alla prova anche in ambiti che non sono prettamente i miei.
Quindi ho deciso di esordire in un Winter Triathlon, organizzato dal C.O. della Dolomiti Superbike che si concretizzava in 6.1 km da affrontare correndo, 12 km con circa 400 metri di dislivello in mtb da Villabassa a Ponticello, per poi passare alla terza frazione, sci alpinismo 500 metri di dislivello in 5 km.
Mi iscrivo e man mano che passano i giorni mi rendo conto di aver fatto una scelta azzardata, cosi decido di provare a correre, nel 2010 non avevo mai corso e arrivo alla gara con ben 11+6+6 km nelle gambe...tot? 23km!
Domenica a Villabassa la temperatura era glaciale –2 c°....ma il cielo sereno auspicava un innalzamento delle temperature. Ore 10.00 parto per il mio primo triathlon in assoluto,con la maglia della FIRENZE TRIATHLON, si Firenze Triathlon, perché sempre per l’amicizia che mi lega a Luca ho deciso, sempre inconsciamente, di tesserarmi con loro, che mi hanno accolta a braccia aperte.
Quindi, tornando alla gara, tutti ai nastri di partenza, strano partire correndo, pronti e...via! Seguo la massa e mi ritrovo subito prima tra le donne, fatico moltissimo a trovare il ritmo...ma le gambe vanno tranquille, al giro di boa incontro le altre ragazze circa 30 sec dietro di me, ma da quel punto in poi cambio passo, aumento il ritmo e punto verso la zona cambio.
Arrivo prima, non sapevo quale fosse il vantaggio, cambio scarpe, indosso il casco e con una mossa poco femminile STRAPPO letteralmente la bike da dove si trovava. Salgo in sella e via....recupero 6/7 uomini che nella corsa erano davanti a me, e mi ritrovo quasi sola ad affrontar la salita verso Ponticello, strappi del 19% e poi costante del 12% per 11 km abbondanti, arrivo al secondo cambio ancora prima. Lascio la mtb, levo le scarpe e indossati scarponi e sci affronto gli ultimi 500 metri di dislivello. Lo spettacolo è da levare il respiro...e il sole scalda la neve che non lascia scorrere le pelli, poi si gira nella gola e il giaccio vivo più volte diventa pericoloso, con passaggi esposti su un sentiero davvero stretto, appoggiare la racchetta nel punto sbagliato diventa pericoloso. Si sale sempre più, mi passano due staffettisti mentre io sto raggiungendo il ragazzo che mi precede. Cerco di non forzare, non mi conosco in questa tipologia di gare e non so come potrebbero reagire i miei muscoli quindi decido di “dosarmi” senza forzare.
Arrivo in cima, uno spettacolo di neve che mi circonda a dir poco sorprendente, siamo a più di 2200 metri sul livello del mare...aria fine...frizzante e sottozero, ma la gioia di aver concluso e vinto il mio primo triathlon è unica.
Oggi le gambe stanno bene...quasi non avessero lavorato...fortunatamente nonostante il poco allenamento non ho dovuto forzare troppo sulla frazione della corsa.
....in conclusione...da molto non mi divertivo cosi !

 Stagione 2010

Per Lorenza l'inizio ufficiale della stagione 2010 è ormai avvenuto il 6 febbraio con una piccola Endurance sulla neve, dove la nostra Campionessa si è lasciata sotto le ruote ben 50 km di neve, molti più della maggior parte dei maschietti che gareggiavano con lei.

Sentita ieri Lorenza ci ha raccontato della divertente esperienza di domenica scorsa, dove in compagnia di due sue amiche ha vinto il winter triathlon di Malls (Alta Val Venosta). Per lei una novità affrontare una gara cosi breve come quella di Malls, una cronoscalata di 11km sparati a tutta.
Ci dice di aver avuto ottime sensazioni nonostante i pochi km finora pedalati. Infatti tutta la sua preparazione invernale è stata effettuata con gli sci d'alpinismo con i quali si è lasciata dietro 35.000 metri di dislivello!

Ed ora...il prossimo appuntamento, la 24h di Cremona il 17 aprile, seguita dal rally di romagna 5gg di gara con 400 km e 11000 metri di dislivello, e poi la 24h di Finale Ligure....il Naturaid (450 km con 14500 metri di dislivello in 60h ) e la mitica Transalp.

AUGURI BELLISSIMA, SEI SEMPRE MERAVIGLIOSA ! SIAMO TUTTI CON TE

Buona stagione dallo Staff Naturaid

 


22 Ottobre 2009

17-18 Ottobre 24h di Sossano. Report e riflessioni della Vincitrice la Naturaider Lorenza (NATURAID TEAM IMPOSSIBLE)

"LA MIA 24 ORE"

La tappa di Sossano non era certo nei miei "programmi", se di programmi posso parlare, ma la voglia di pedalare in questo periodo era molta e quindi ho optato per sfogare questa necessità proprio durante una 24h.

Dopo l'abbandono causa una caduta alla 24h della Rendena e la conseguente rinuncia alla 24h di Roma (per i postumi della predetta caduta), la voglia di correre un'altra 24h era molta.

Ma torniamo a Sossano...io ed Angelo (ormai il mio Angelo Custode in 2^) ci siamo ritrovati al B&B a qualche km da Sossano il venerdì sera inoltrato, entrambi esausti da una settimana di lavoro davvero dura.

Dopo una lauta cena (mamma che bona!!!) presso il Botteghino Risorto, una bellissima stanza, soprattutto calda, ci ha accolti per una notte di riposo.

Al mattino colazione IPERCALORICA con tre fettone di torta (mandorle limone e zucca, frutti di bosco e l'ultima alle mele), mela, taaaaato caffè e yogurt.

Via dobbiamo partire mannaggia... arrivo al campo gara, montiamo il tutto ed io mi metto seduta sulla brandina dicendo ai Gufi di Trento (anche loro li per tenermi compagnia e correre la loro ennesima 24h) che la voglia di padalare, causa il freddo ,mi era del tutto passata.

VAbbeh partiamo.....pronti,via....parto molto più tranquilla del solito, ma già dal primo giro il percorso mi piace e mi esalta!!! E' fatto per me...mi guardo attorno e amo molto il panorama che mi circonda.

Le ore passano e quasi non me ne accorgo, mangio in continuazione, in quanto sto pedalando ad un ritmo decisamente tranquillo che mi causa crisi di fame a profusione!! gnem gnammmm. Le uniche soste che faccio sono per prendere al volo un pezzo di pane con la coppa, piuttosto che mangiare in piedi una bistecca, piuttosto che scendere per fare pipì.

Mi sto divertendo troppo!!! Le luci dei paesi la notte mi tengono compagnia e fantastico sulle mie passate "avventure" in Sud Africa piuttosto che le gite in solitaria da sola con la mia bike fatte sulle montagne dell'Adamello, del Brenta...e mi guardo attorno e canto...canto sempre la solita canzone "personal Jesus".

Incontro Silvio con la sua maglia 6969, ad ogni giro controllo che la sua Paduano da 29pollici non sia ferma al suo gazebo...e con un sorriso mi accorgo che non è li fermo, chiacchero con Diego sempre carinissimo e gentile.

Incrocio anche Illy che zizzagando in discesa...si sta addormentando...mi fa paura, poco prima era successo anche a me di avere una crisi di sonno risolta con uno stop con pennichella, minestrone e riso caldo.

Al mattino lo spettacolo dell'alba mi appaga di tutte le fatiche notturne e del freddo patito....i profili dei colli che circondano Sossano sono cosi netti che paiono disegnati su un retroscena teatrale.

Sono quasi alla fine...mi prendo il tempo di cambiarmi nuovamente, di chiaccherare con Angelo, Ivan e Capogufo e scherzare con loro del fatto che questi ultimi due hanno dormito tutta notte.

Sono le 12...tutto è finito...peccato..peccato soprattutto non godere di questi attimi di felicità che la stanchezza ti porta ad assaporare solo in un secondo momento.

e cosi concludo questa stagione 2009 iniziata a marzo con la più grande fatica mai fatta la "Cape Epic".....smontiamo tutto...salgo in macchina e guido da Trento fino a casa faticando più che durante la 24h!

Grazie Maurizio per le parole che mi hai regalato durante la 12h in Val di Sole, grazie a tutti quelli che hanno creduto in me e nei miei sacrifici ,che vi assicuro, dati i miei orari di lavoro non sono pochi.

...e per il 2010 grandi novità, sempre e soprattutto supportate dalla grande passione per la mia mtb.

Un abbraccio a presto, Lo

3a Ausilia Vistarini, 1a Lorenza Menapace, 2a Ilaria Balzarotti

 


1) Maurizio: ciao Lorenza è un piacere intervistare una campionessa che abita nella mia regione natale. Chi è Lorenza Menapace?

1) Lorenza: Sono una donna matura d’età e molto Trilly e Peter Pan nell’animo.

2) Maurizio: com'è la nata la tua passione per la bicicletta?

2) Lorenza: Costretta da problemi alle caviglie e ginocchia a salire sulla mtb che nemmeno avevo (marzo di 5 anni fa)

3) Maurizio: quindi sei passata alle gare classiche, poi a quelle di endurance e le 24 ore in solitaria.
3)
Lorenza: No, la mia prima gara è stata una 24h a squadre in Rendena, vedendo Elena Marchi (vedi intervista: http://www.mauriziodoro.it/interviste_elenamarchi.htm) ho pensato, impossibile fare una cosa del genere…pedalare 24h da sola?!?!?! Potro’ mai farlo io? E l’anno dopo per scherzo me l’hanno proposto.

4) Maurizio: molte gare, molte 24 ore, grandi fatiche e grandi gioie, quale ricordi con maggior entusiasmo e gioia? E quale invece ricordi con amarezza?

4) Lorenza: gioia la vittoria in Rendena nel 2008 e l’arrivo alla massacrante 24h di Moab….amarezza quando nel 2007 sono stata male durante molte 24h causa problemi di salute.

5) Maurizio: ora sei una specialista delle 24 ore in solitaria, dove ti confronti sia in Italia che in Europa, vincendo spesso o arrivando quasi sempre sul podio. Quando hai deciso di dedicarti a questo tipo di gare e come mai questa particolare scelta?

5) Lorenza: semplicemente mi diverto….nessuna scelta premeditata.

6) Maurizio: ti vediamo partire sempre molto decisa e determinata. Hai una strategia che adotti quando partecipi?

6) Lorenza: non ho strategie…se non partire a “mille” le mie caratteristiche fisiche mi permettono di sostenere alcune ore di “fuori soglia” senza accumulare acido lattico, per poi prendere il mio ritmo ideale e proseguire senza sosta alcuna anche per 13 ore. 

7) Maurizio: come ti alimenti in gare di questo tipo? Quanta acqua bevi?

7) Lorenza: allenamenti mirati molto brevi ma intensi, acqua poca, molto the allungato con acqua, coca cola, concentrati di menta e lampone allungati con integratori (lo so sono strana).

8) Lorenza: quando arriva la notte, molti vanno in crisi e si fermano. Tu come vivi questa situazione? Cosa pensi, che emozioni provi quando pedali in queste situazioni veramente al limite?

8) Lorenza: amo pedalare di notte, adoro la notte, e spesso con l’umidità l’odore dell’erba e della terra mi accompagnano nelle mie pedalate

9) Maurizio: come organizzi i tuoi tempi di soste per mangiare e per dormire?

9) Lorenza: vado a sensazione, nelle ultime 24h solo piccole soste di 5 minuti…

10) Maurizio: qual è stato il massimo chilometraggio che hai fatto in una 24 ore? e il massimo dislivello in salita?

10) Lorenza: chilometraggio penso 503 km circa, dislivello intorno ai 6000 metri (a dire il vero non ci ho badato molto)

11) Maurizio: che tipo di preparazione svolgi dal punto di vista ciclistico? E qual'è la tua settimana tipo?

11) Lorenza: lavoro tutti i giorni un oretta e mezzo due, giri lunghi nel week end con zaino sulle mie montagne (anche 8 ore di camminata e pedalata) due gg la settimana allenamento mattutino.

12) Maurizio: quanti km percorri all’anno?

12) Lorenza: Km non molti, uso solo la mtb quindi circa 10.000 pero di dislivello…pft tantissimo ogni allenamento minimo mi cucco 600 metri di dislivello.

13) Maurizio: sei seguita da uno staff? Adotti qualche particolare dieta prima e/o durante una gara?

13) Lorenza: mi segue Germano, ex atleta di mtb, amico sincero e leale, nessuna dieta cerco di mangiare equilibrato….solo i piselli pre e dopo gara…

14) Maurizio: come riesci a conciliare la tua vita privata con questa passione? Sei costretta a fare molti sacrifici per il tuo sport?

14) Lorenza: se li si vuole definire sacrifici…diciamo che al mattino alle 6 sono già in piedi o per allenarmi o per pulire casa o stirare, però sono felice cosi….

15) Maurizio: gli anni sono trascorsi e di gare ne hai fatte tante, noto che l'entusiasmo e la tua determinazione cresce e si rafforza, in queste esperienze si scoprono delle sensazioni personali, quale è la tua filosofia e che senso dai alla vita?

15) Lorenza: che tutti hanno una possibilità, anche chi come me ha avuto malattie apparentemente senza via d’uscita….la mia filosofia è percepire cio’ che mi circonda, percepirmi, prendere dalla natura dare me stessa alla natura…e il pedalare con il suo movimento circolare perfetto mi da equilibrio.

16) Maurizio: Da bambina, che rapporto avevi con con lo sport?

16) Lorenza: facevo atletica e pallavolo, adoravo lo sport

17) Maurizio: In questi periodi cosa stai facendo? Quali sono i tuoi prossimi impegni?

17) Lorenza: questa settimana riposo assoluto, wellness e massaggi, poi tra 10 gg Saltzkammergut (Austria).

18) Maurizio: Il tuo tempo libero come lo passi? Hai un hobby?

18) Lorenza: musica, libri e cinema, adoro comunque leggere e poi viaggiare

19) Maurizio: Hai qualche progetto, sogno o gara speciale che ti piacerebbe fare in futuro?

19) Lorenza: Naturaid e Crocodrile trophy

20) Maurizio: Grazie di questa intervista Lorenza ci vediamo alle prossime 24 ore, ti seguiremo e in bocca al lupo per le tue prossime gare.

20) Lorenza: grazie e un saluto a tutti voi.