29 Novembre 2010
LORENZA
MENAPACE alla CLARO BRASIL RIDE (615 KM E 18.000 m di
dislivello in 6 GG) in coppia con la portoghese
SANDRA ARAUJO,
3e classificate donne e 21e assolute
Report e riflessioni della
Naturaider Lorenza Menapace del
NATURAID TEAM
IMPOSSIBLE
MORE THAN A RACE A STAGE OF MY LIFE….

Mai slogan è stato
tanto azzeccato, la Claro Brasil Ride è stata un’esperienza
avventura unica ed indimenticabile per me.
La mia esperienza
sulle gare a tappe ormai mi ha permesso di comprendere bene quali
siano le basi necessarie per affrontare al meglio gare come queste,
ma questa volta tutto era differente.
In primo luogo, la
scelta di partecipare alla gara non è stata mia ma ho avuto la
fortuna di ricevere l’invito direttamente dal Direttore di gara, il
quale ha inoltre scelto la mia compagna d’avventura, Sandra Araùjo,
che non conoscevo e della quale sapevo solamente che era la
campionessa xc e Marathon portoghese.
Il mio corpo e la
mia mente quest’anno erano davvero stanchi dopo aver partecipato ad
alcune 24h quale Solo-Rider, al mio solito, la Transalp Craft,
numerose 12h sempre in solitaria ed i due Naturaid (Trentino e
Sardegna). Affrontare nuovamente una gara a tappe richiedeva ancora
risorse fisiche e mentali che temevo di non poter avere a fine
stagione…ma come dire di no ad un invito simile?
Quindi in preda ad
un raptus di follia ho deciso di affrontare questa ennesima gara.
Il viaggio in aereo
è stato davvero lungo ed estenuante, partita il 9 novembre da
Malpensa, dopo un lungo scalo a Lisbona, dove ho finalmente
incontrato le mie compagne di viaggio portoghesi (Sandra e Celina,
la compagna di Ivonne Kraft).
L’impatto con la mia
compagna di squadra è stato subito ottimo, il sorriso di Sandra mi
ha fatto capire immediatamente che lo spirito era quello di arrivare
in fondo alla gara e non quello di puntare al podio, visti anche i
nomi di campionesse olimpioniche che si erano presentate ai nastri
di partenza.
Arrivate in Brasile
all’aereoporto di Salvador de Bahia a notte inoltrata, dopo mille ed
un domande alla dogana e mille controlli della polizia ai nostri
bagagli, eravamo certe, appena uscite da tutto ciò, di trovare le
nostre bike ormai pronte ed invece nulla…sul nastro trasportatore
non c’era traccia delle stesse ed ormai era già trascorsa almeno
un’ora dal nostro arrivo.
Ormai
convinte di dover andare a chiedere cosa fosse accaduto e già
rassegnate all’idea che le nostre bike fossero in giro per
l’emisfero meridionale del globo terrestre, vediamo con sorpresa in
un angolo, tra un rullo trasportatore e l’altro, e le borse con le
nostre preziose mountainbike che stavano già lì non si sa da quanto
tempo.
Caricato tutto sui
carrelli e passato l’ennesimo, lentissimo, eterno controllo usciamo
dall’aeroporto e troviamo il nostro autista, stanco, distrutto ,
fradicio da calore ed umidità che ci aspetta con un cartello che
riporta 6 nomi…ma non eravamo in 3!?!?!? E gli altri chi e dove
sono?
Svelato…ecco
sopraggiungere Arminn (il fotografo tedesco della manifestazione) un
uomo di almeno 100 kg, che a fine gara ha raggiunto sicuramente i
115 kg, e due ragazzini giovanissimi Lukas svizzero ed Andrè
tedesco, o viceversa? Ora non ricordo.
Il nostro autista,
spaventato dai bagagli, prima guarda noi e poi guarda il
furgone….perplesso passa una buona mezz’ora a cercare lo spazio
necessario per caricare tutto cosicché come se non fosse abbastanza
sudato e stanco, raggiunge l’apice della doccia di sudore, trovando
comunque lo spazio per ogni cosa ed anche per noi, che seduti a mo’
di matrioska scorrazziamo per il traffico di Salvador raggiungendo
successivamente il mega albergo dove alloggeremo.
Finalmente a nanna
dopo circa 24h di viaggio !!!.
I giorni successivi
passano veloci tra una visita e l’altra alla città accompagnati da
altri ragazzi ospiti della manifestazione tra cui Martin Gujan (Cannodale)
e Christofer Bishop (Bishii) e Kristian Hynek.
Salvador de Bahia è
una città splendida piena di colori, sapori e profumi di spezie
incredibili che si alternano all’intenso profumo degli ananas che
venduti per strada sono naturalmente tanto dolci da sembrare
zuccherati in superficie. Le bancarelle piene di frutta e verdura
fresca si alternano alle tipiche cucine brasiliane fatte di pastelle
fritte di ogni tipo che a me decisamente, sotto una calura che
raggiunge i 40 C°, fanno passare la fame.
Dopo tre giorni di
digiuno da bike, arriva finalmente l’ora di partire, i tre autobus
carichi di tutto il necessario scorazzano tra gli hotel e
l’aeroporto, raccogliendo tutti i bikers, , destinazione Chapada
Diamantina, nell’entroterra brasiliano a circa 400 km dalla capitale
della regione di Bahia.
Attraversiamo la
caotica città ed usciamo dalla stessa…. i palazzi, le fantomatiche
“case” in soli mattoni grezzi, lasciano spazio ad immense praterie,
dove domina una bassa vegetazione, poco rigogliosa ma affascinante.
Il
viaggio prosegue, scortati da speciali forze armate (che sia
pericoloso qui!??!), e i km che passano sotto le ruote del pullman
ci portano verso un altro continente, pare davvero di cambiare
totalmente continente ora le rigogliose foreste brasiliane si
affacciano davanti a noi, e il terreno si solleva con picchi che
raggiungono anche i 1800 metri.
Dopo 10 ore di
viaggio eccoci arrivati a Mucuge e scesi dal pullman che ci ha
tenuti prigionieri per troppe ore ,ci attende ora un magnifico
buffet di ogni tipo di frutto e il nostro campo. Davanti a me si
estendono più di trecento tende rosso fuoco e due grandi
tensostrutture bianche. Sembra un piccolo parco giochi rinchiuso da
un recinto e custodito da personale addetto alla sicurezza, in mezzo
a tanta povertà.
Più che un sogno, un
incubo per la mia sensibilità. Mi ritrovo infatti nel bike park,
esausta, a montare, la mia bike, che tra l’altro trovo rotta in più
punti, con più di 100 manine di bambini aggrappati a quella rete
verde che osservano noi dentro come fossimo animali rari….non stavo
per nulla bene, non mi piaceva quella situazione, ma quella sera
ancora non sapevo che tale sensazione si sarebbe protratta per tutta
la mia permanenza.
Il giorno successivo
un sole davvero accecante ci accoglie fin dal mattino, quando alle 6
in punto la sveglia suona, musica a “BOMBA” e piano piano i rumori
delle cerniere dei sacchi a pelo e delle tende si fanno più rapidi
…. e gli atleti si alzano, voci e saluti lentamente animano
il campo . Sarà cosi ogni mattina successiva, solo che la sveglia
sarà anticipata alle 5! Un dramma! Anzi, oltre la musica a palla,
l’organizzazione, non contenta , dal secondo giorno in poi
aggiungerà il canto di un povero virtuale gallo che penso sia stato
mandato a quel paese 300 volte al giorno per 6 mattine consecutive.
La giornata passa
tranquilla e si fa conoscenza con i vicini di tenda, quella tenda
rosso grigia così accogliente per me quanto drammatica per le
persone che superano 1.80! Al mattino vedere dei piedoni da uomo che
fanno capolino dalla porticina della tenda non era cosa rara.
Il sole accecante ed
il caldo hanno già rosolato per bene la mia pelle dopo appena
poche ore. Il ritiro dei “pacco gara” formato da mille ed uno gadget
è stato davvero rapido e corredato sul finale dalla foto del
team, davvero carina l’idea!
Cosi la giornata
trascorre tra una pedalata e l’altra con la mia compagna di squadra
Sandra e Ivonne Kraft. I paesaggi sono suggestivi e le montagne,
con decisa rapidità, lasciano spazio ad ampie e brulle praterie, e
poi ad enormi distese di frutteti con mango, papaia e bellissime
piante di caffè.
Il centro storico di
Mucugè tipicamente portoghese dona ai nostri occhi un susseguirsi di
case bianco/azzurro e poi altri mille e mille colori, più in là
pero’..poco più in là..le strette e piccole baracche della povera
gente, spengono il mio entusiasmo.
Dopo un lauto pranzo
(mamma quanto si mangia bene qui pagando a kg il cibo), siamo pronte
per un riposino, da domani inizieranno gli stage ed è fondamentale
riposare.
…siamo a domenica,
la notte passata nella tendina accaldata ed incapace di dormire
causa l’elevata temperatura e l’assurda umidità, lascia su di me una
stanchezza enorme, fortuna che la tappa (prologo) parte alle 12 ed
ho la possibilità di riposare ancora un po’.
Non
starò qui a descrivervi tutto tappa per tappa, scriverei un libro e
Vi annoierei a morte. Vi dirò solo che ogni tappa era
particolarmente tecnica, con passaggi di puro xc, seguiti da ampie
pianure che mettevano alla prova le gambine che dovevano spingere
rapporti davvero lunghi e duri, e poi rocce e rovi di zone
desertiche, poi ancora sabbia, tanta sabbia, sulla quale, con la mia
29er, volavo.
La creta rosa
scivolosa che, sotto le ruote, diventava come una buccia di banana…
Insomma “di tutto…di
più”!!!
Gli innumerevoli
corsi di acqua limpida limpidissima con le ninfee che tranquille
galleggiavano sull’acqua disturbate dal passaggio di tutti noi.
Le tarantole,
presenza ormai consueta…ed il profumo di citronella, forte
intenso….che riempiva i nostri polmoni alla ricerca di aria in
quell’arsura immensa…arsura che veniva placata almeno due o tre
volte al giorno da acquazzoni immensi che trasformavano le strade in
fanghiglia pura e in piccoli canali veneziani, pieni d’acqua…per poi
nel giro di altri 10 minuti, finire e lasciare lo spazio ad un sole,
caldo e secco.
Il ricordo più bello
a livello naturalistico è la grande foresta “Mato Grosso”…enormi
piante di palma, felci e non sò che altro che facevano da trampolino
a quelle grosse gocce d’acqua che scendevano in continuazione dal
cielo….e lì, un single track di 7 km immerso nella foresta più
selvaggia ed il fango nero, che ci ha tenute prigioniere per almeno
5 minuti incapaci di uscirne, alto fino a sopra il ginocchio!!
I bambini
felicissimi che ci offrivano anche quello che non avevano ad ogni
nostro passaggio, quei visi sempre sorridenti, quei piedini scalzi,
quei piccoli aggrappati ai rami di un albero..che spettacolo! E
quelle manine che volevano il 5! Quanto ho sofferto questa
bellissima presenza, mi sentivo cosi in colpa per la mia
privilegiata (o forse non lo è) posizione.
Il più bel ricordo
in bike un single track di 24km tra salita e discesa, mai in vita
mia mi sono divertita tanto a scendere da un sentiero, sassi fissi,
smossi, sabbia, rami, poi ancora rocce…e quella valle in fondo,
verde e gialla che ci aspettava, un toboga di terra nera infinito e
noi che urlavamo di felicità ad ogni semicurva.
Il
pianto di Sandra, distrutta al 4^ e al 5^ stage che mi ringraziava
per il lavoro fatto davanti a lei, levandole il vento, l’incapacità
sempre sua di piangere al 6^ stage, quando con una vistosa febbre
sulle labbra e lo sguardo perso nel vuoto si è dovuta aggrappare per
80 km alla mia casacca per proseguire! Quanta energia ho messo in
quei 80km, nel suo viso stanchissimo avevo visto la sua voglia di
arrivare in fondo, solo io potevo aiutarla a realizzare quel sogno.
Sono stata fortunata che stavo bene e non ero così stanca. Sono
troppo felice di aver fatto questo con Lei.
Ricorderò per sempre
le splendide persone che mi hanno accompagnata in questa UNICA
INDIMENTICABILE avventura, forse la più dura fisicamente, anche del
Naturaid, che io abbia mai affrontato, ma è stata talmente bella,
entusiasmante ed unica, di aver lasciato in me qualcosa di nuovo
difficile da descrivere, l’energia, la voglia, il divertimento di
saper guidare una bike.
Tutto è stato
perfetto…tutto fantastico, ma in me rimarranno sicuramente le
immagini di quelle manine scure piccole aggrappate a quella rete
verde che separava me e la mia bike da loro….ma forse era giusto
cosi…forse ero io in quel momento un piccolo animale raro…spero solo
che, almeno ad uno di loro, sia rimasto il mio sorriso quando ho
alzato la testa e li ho guardati parlando loro con il cuore.
…è stata più di una
gara…un passo per migliorare me stessa.
grazie a tutti, Lo
04 Luglio 2010

….NATURAID
TRENTINO ….LA RISCOPERTA….DI ME STESSA
Report e riflessioni della
Naturaider Lorenza Menapace
3a assoluta e vincitrice donne
(NATURAID TEAM
IMPOSSIBLE)
25
giugno 2010 ore 3.45 i Guns’n Roses mi danno il buon giorno! Mi giro
spengo la sveglia e la palestra nella quale riposavano quasi tutti i
Naturaider pian piano si riempie di piccoli rumori.
Visi, occhi e corpi
ancora addormentati piano piano iniziano il loro lento cammino verso
la partenza del Naturaid 2010.
Nel tendone affianco
alla palestra la colazione è già pronta e in sottofondo il brusio e
gli educati chiaccherii dei concorrenti mi tengono compagnia.
Marco mi fa gli
auguri con una torta casereccia e le candele….
5.00 si parte….per
il mio nuovo viaggio. La mia mente non pensa a cosa sarà a come si
svolgerà, voglio solo vedere cosa c’è in cima a quella salita,
dietro quella curva.
Affronto come fosse
una gita domenicale i primi 100km in compagnia di Marco e Gunther e
per un po anche con Rudy che poi affaticato piano piano lascia la
nostra piccola comitiva.
Al CP3 decido,
rassicurata sul corretto uso del Road Book, di lasciare Marco e
Gunther e di iniziare il mio viaggio in solitaria.
….parlo con me
stessa, a volte prego, quando arrivo in cima alla Paganella e scorgo
all’orizzonte il Brenta, meraviglia della natura. Io un piccolo
puntino che avanza tra i prati verdi sopra Andalo circondata dal
silenzio…e li in
fondo quelle splendide cime mi guardano dicendomi ti
attendiamo.
Continuo a
mangiucchiare, con il ritmo lento che tengo le energie bruciano i
miei grassi ed io ho fame fame fame…arrivata ad Andalo mi fermo in
gelateria e mi prendo tre palline di gelato con una montagna di
panna montata, una menta freschissima e riparto per il cp di Priori,
dove non appagata del gelato, mi strafogo un panozzo con lo speck.
Piena come un ovetto
pasquale le strade bianche mi conducono nella mia valle….la Val di
Non, riscoperta su percorsi che le mie ruote non avevano mai toccato
fino a quel giorno. A Tuenno Cp5 mangio un minestrone caldo e
affronto la lunghissima salita del Peller, tutta sola…mi guardo
attorno, osservo le luci di una valle ampia e ondulata ed in fondo,
scorgo il confine con Bolzano.
Un temporale mi
sorprende prima di raggiungere il rifugio quasi a quota
2200…appoggio tutto, mi cambio e sistemo per la pioggia e inizio un
lento cammino spingendo la bici, la strada risultava troppo
scivolosa e la pioggia non mi permetteva di vedere bene gli
ostacoli. Arrivo in cima verso le 23.00 ora non ricordo, mangio
nuovamente in compagnia dei ragazzi dell’assistenza Naturaid e
l’infermiera dolcissima e dedico di ripartire alla volta di Carciato
Cp7…di notte, strade bagnate e sola fare i 10 km di discesa non
sembra facile ma sono decisa a fare la mia prima vera sosta li.
Cosi scendo
canticchiando “Va pensiero” per “spaventare” gli orsi (sono proprio
bacata).
Arrivo al CP 7 dove
dormo qualche ora e riparto alla volta del Grostè dove giungo verso
le 8.00 del mattino dopo aver ripetutamente pianto dall’emozione di
vedere queste montagne illuminate dall’alba sotto un cielo
azzurro….riparto quasi subito alla volta di Strembo, dove giungo
dopo aver spinto la bike su sentieri ripidissimi….rubo qualche fetta
di crostata e via.
Giungo a Bondo CP10
accaldata come mai più….anche qui vado ad acquistare un panino…prima
di affrontare un tratto che dal Road Book vedo particolarmente
impegnativo.
Infatti, dopo una
salita lunghissima prima di asfalto al 24 25 % e oltre….arriva il
pezzo su sterrato che mi fa respirare le gambe ma che mi spacca la
povera schiena già provata dai circa 300 km che mi sono lasciata
alle spalle…sola…sono ore che non parlo con nessuno, spingo, sollevo
la bike, urlo in alcuni tratti dove per il mio corpicino e le mie
braccine risulta quasi impossibile sollevare la pesante bike. 4
passi, respiro, spingo, 4 passi, respiro, spingo…sguardo a terra,
guardo il parziale dei km, ancora sguardo a terra….e mi ritrovo
persa non so dove. Di certo non è la strada giusta!!!
Mi assale il panico,
cerco di calmarmi e ragionare, ho solo 3 ore di luce devo trovare la
strada o andrà a finire che mi trovo sola in mezzo al nulla di
notte. Torno sui miei passi senza il peso della bike ripercorro la
strada e trovato il bivio che non avevo visto, e così mi incammino
per km e km di lievi tracce nel bosco…la strada che dovrebbe
condurmi a Tiarno.
Giungo al CP11 di
notte….accompagnata da innumerevoli lucciole e da una luna rosso
fuoco.
Riparto da li ad un
ora verso il Tremalzo, dapprima con Daniele e il suo compagno, poi
sola, risalgo Passo Rocchetta, Passo Nota….sola con il mio mp3
questa volta che suonava canzoni degli ac/cd per darmi ritmo e
forza….inizio la salita al Tremalzo e il lago sotto di me fa
capolino tra le nebbie mentre il mio sguardo alzando gli occhi al
cielo accarezza una cupola azzurra, il sole mi illumina e disegna
sul terreno la figura allungata di una Lorenza che sempre sola sta
raggiungendo la vetta.
L’ultima salita….è
solo serenità…in un ambiente crudo ed ostile ma che so mi
accompagnerà alla meta…non penso alla fine sto bene sotto ogni punto
di vista. Fisico, mentale, spirituale. Ho cantato, pregato…guardato
attorno a me e in me…ho trovato ore ore ed ore di PURA SERENITA’
psicofisica.
…sopraggiungo quasi
all’arrivo, abbraccio Mauro so che mi capisce…vedo lo sguardo di
Enrico e tutto il suo amore…poi li in fondo dopo il traguardo
Maurizio, colui che insieme a Mauro hanno messo a disposizione le
copertine e le pagine bianche di questo libro che io ho scritto nel
tempo di circa 55h….
….ora lo chiudo, e
lo conservo nella libreria più bella , quella mio cuore…..
Un abbraccio a presto, Lo
CLASSIFICHE E DIRETTA SU
WWW.NATURAID.COM
16 Aprile 2010
L'impegno
e il sacrificio danno i loro frutti:
Una importante vittoria per
la Naturaider Lorenza
(NATURAID TEAM
IMPOSSIBLE)
.jpg)
Quest’anno,
invogliata
ed
incuriosita
da
un
amico
Luca
Baroncini
(fortissimo
maratoneta
ed
attuale
triathleta)
ho
deciso
di
cimentarmi
in
una
multidisciplina,
tanto
per
mettermi
alla
prova
anche
in
ambiti
che
non
sono
prettamente
i
miei.
Quindi
ho
deciso
di
esordire
in
un
Winter
Triathlon,
organizzato
dal
C.O.
della
Dolomiti
Superbike
che
si
concretizzava
in
6.1
km
da
affrontare
correndo,
12
km
con
circa
400
metri
di
dislivello
in
mtb
da
Villabassa
a
Ponticello,
per
poi
passare
alla
terza
frazione,
sci
alpinismo
500
metri
di
dislivello
in 5
km.
Mi
iscrivo
e
man
mano
che
passano
i
giorni
mi
rendo
conto
di
aver
fatto
una
scelta
azzardata,
cosi
decido
di
provare
a
correre,
nel
2010
non
avevo
mai
corso
e
arrivo
alla
gara
con
ben
11+6+6
km
nelle
gambe...tot?
23km!
Domenica
a
Villabassa
la
temperatura
era
glaciale
–2
c°....ma
il
cielo
sereno
auspicava
un
innalzamento
delle
temperature.
Ore
10.00
parto
per
il
mio
primo
triathlon
in
assoluto,con
la
maglia
della
FIRENZE
TRIATHLON,
si
Firenze
Triathlon,
perché
sempre
per
l’amicizia
che
mi
lega
a
Luca
ho
deciso,
sempre
inconsciamente,
di
tesserarmi
con
loro,
che
mi
hanno
accolta
a
braccia
aperte.
Quindi,
tornando
alla
gara,
tutti
ai
nastri
di
partenza,
strano
partire
correndo,
pronti
e...via!
Seguo
la
massa
e mi
ritrovo
subito
prima
tra
le
donne,
fatico
moltissimo
a
trovare
il
ritmo...ma
le
gambe
vanno
tranquille,
al
giro
di
boa
incontro
le
altre
ragazze
circa
30
sec
dietro
di
me,
ma
da
quel
punto
in
poi
cambio
passo,
aumento
il
ritmo
e
punto
verso
la
zona
cambio.
Arrivo
prima,
non
sapevo
quale
fosse
il
vantaggio,
cambio
scarpe,
indosso
il
casco
e
con
una
mossa
poco
femminile
STRAPPO
letteralmente
la
bike
da
dove
si
trovava.
Salgo
in
sella
e
via....recupero
6/7
uomini
che
nella
corsa
erano
davanti
a
me,
e mi
ritrovo
quasi
sola
ad
affrontar
la
salita
verso
Ponticello,
strappi
del
19%
e
poi
costante
del
12%
per
11
km
abbondanti,
arrivo
al
secondo
cambio
ancora
prima.
Lascio
la
mtb,
levo
le
scarpe
e
indossati
scarponi
e
sci
affronto
gli
ultimi
500
metri
di
dislivello.
Lo
spettacolo
è da
levare
il
respiro...e
il
sole
scalda
la
neve
che
non
lascia
scorrere
le
pelli,
poi
si
gira
nella
gola
e il
giaccio
vivo
più
volte
diventa
pericoloso,
con
passaggi
esposti
su
un
sentiero
davvero
stretto,
appoggiare
la
racchetta
nel
punto
sbagliato
diventa
pericoloso.
Si
sale
sempre
più,
mi
passano
due
staffettisti
mentre
io
sto
raggiungendo
il
ragazzo
che
mi
precede.
Cerco
di
non
forzare,
non
mi
conosco
in
questa
tipologia
di
gare
e
non
so
come
potrebbero
reagire
i
miei
muscoli
quindi
decido
di
“dosarmi”
senza
forzare.
Arrivo
in
cima,
uno
spettacolo
di
neve
che
mi
circonda
a
dir
poco
sorprendente,
siamo
a
più
di
2200
metri
sul
livello
del
mare...aria
fine...frizzante
e
sottozero,
ma
la
gioia
di
aver
concluso
e
vinto
il
mio
primo
triathlon
è
unica.
Oggi
le
gambe
stanno
bene...quasi
non
avessero
lavorato...fortunatamente
nonostante
il
poco
allenamento
non
ho
dovuto
forzare
troppo
sulla
frazione
della
corsa.
....in
conclusione...da
molto
non
mi
divertivo
cosi
!
Stagione
2010
Per
Lorenza
l'inizio
ufficiale
della
stagione
2010
è
ormai
avvenuto
il 6
febbraio
con
una
piccola
Endurance
sulla
neve,
dove
la
nostra
Campionessa
si è
lasciata
sotto
le
ruote
ben
50
km
di
neve,
molti
più
della
maggior
parte
dei
maschietti
che
gareggiavano
con
lei.
Sentita
ieri
Lorenza
ci
ha
raccontato
della
divertente
esperienza
di
domenica
scorsa,
dove
in
compagnia
di
due
sue
amiche
ha
vinto
il
winter
triathlon
di
Malls
(Alta
Val
Venosta).
Per
lei
una
novità
affrontare
una
gara
cosi
breve
come
quella
di
Malls,
una
cronoscalata
di
11km
sparati
a
tutta.
Ci
dice
di
aver
avuto
ottime
sensazioni
nonostante
i
pochi
km
finora
pedalati.
Infatti
tutta
la
sua
preparazione
invernale
è
stata
effettuata
con
gli
sci
d'alpinismo
con
i
quali
si è
lasciata
dietro
35.000
metri
di
dislivello!
Ed
ora...il
prossimo
appuntamento,
la
24h
di
Cremona
il
17
aprile,
seguita
dal
rally
di
romagna
5gg
di
gara
con
400
km e
11000
metri
di
dislivello,
e
poi
la
24h
di
Finale
Ligure....il
Naturaid
(450
km
con
14500
metri
di
dislivello
in
60h
) e
la
mitica
Transalp.
AUGURI
BELLISSIMA,
SEI
SEMPRE
MERAVIGLIOSA
!
SIAMO
TUTTI
CON
TE
Buona
stagione
dallo
Staff
Naturaid
22
Ottobre 2009
17-18
Ottobre 24h di Sossano.
Report e riflessioni della
Vincitrice la
Naturaider Lorenza
(NATURAID TEAM
IMPOSSIBLE)
"LA MIA 24 ORE"
La
tappa di Sossano non era certo nei miei "programmi", se di
programmi posso parlare, ma la voglia di pedalare in questo
periodo era molta e quindi ho optato per sfogare questa
necessità proprio durante una 24h.
Dopo l'abbandono causa una caduta alla 24h della Rendena e
la conseguente rinuncia alla 24h di Roma (per i postumi
della predetta caduta), la voglia di correre un'altra 24h
era molta.
Ma torniamo a Sossano...io ed Angelo (ormai il mio Angelo
Custode in 2^) ci siamo ritrovati al B&B a qualche km da
Sossano il venerdì sera inoltrato, entrambi esausti da una
settimana di lavoro davvero dura.
Dopo una lauta cena (mamma che bona!!!) presso il Botteghino
Risorto, una bellissima stanza, soprattutto calda, ci ha
accolti per una notte di riposo.
Al mattino colazione IPERCALORICA con tre fettone di torta
(mandorle limone e zucca, frutti di bosco e l'ultima alle
mele), mela, taaaaato caffè e yogurt.
Via dobbiamo partire mannaggia... arrivo al campo gara,
montiamo il tutto ed io mi metto seduta sulla brandina
dicendo ai Gufi di Trento (anche loro li per tenermi
compagnia e correre la loro ennesima 24h) che la voglia di
padalare, causa il freddo ,mi era del tutto passata.
VAbbeh partiamo.....pronti,via....parto molto più tranquilla
del solito, ma già dal primo giro il percorso mi piace e mi
esalta!!! E' fatto per me...mi guardo attorno e amo molto il
panorama che mi circonda.
Le ore passano e quasi non me ne accorgo, mangio in
continuazione, in quanto sto pedalando ad un ritmo
decisamente tranquillo che mi causa crisi di fame a
profusione!! gnem gnammmm. Le uniche soste che faccio sono
per prendere al volo un pezzo di pane con la coppa,
piuttosto che mangiare in piedi una bistecca, piuttosto che
scendere per fare pipì.
Mi sto divertendo troppo!!! Le luci dei paesi la notte mi
tengono compagnia e fantastico sulle mie passate "avventure"
in Sud Africa piuttosto che le gite in solitaria da sola con
la mia bike fatte sulle montagne dell'Adamello, del Brenta...e
mi guardo attorno e canto...canto sempre la solita canzone
"personal Jesus".
Incontro Silvio con la sua maglia 6969, ad ogni giro
controllo che la sua Paduano da 29pollici non sia ferma al
suo gazebo...e con un sorriso mi accorgo che non è li fermo,
chiacchero con Diego sempre carinissimo e gentile.
Incrocio anche Illy che zizzagando in discesa...si sta
addormentando...mi fa paura, poco prima era successo anche a
me di avere una crisi di sonno risolta con uno stop con
pennichella, minestrone e riso caldo.
Al mattino lo spettacolo dell'alba mi appaga di tutte le
fatiche notturne e del freddo patito....i profili dei colli
che circondano Sossano sono cosi netti che paiono disegnati
su un retroscena teatrale.
Sono quasi alla fine...mi prendo il tempo di cambiarmi
nuovamente, di chiaccherare con Angelo, Ivan e Capogufo e
scherzare con loro del fatto che questi ultimi due hanno
dormito tutta notte.
Sono le 12...tutto è finito...peccato..peccato soprattutto
non godere di questi attimi di felicità che la stanchezza ti
porta ad assaporare solo in un secondo momento.
e cosi concludo questa stagione 2009 iniziata a marzo con la
più grande fatica mai fatta la "Cape Epic".....smontiamo
tutto...salgo in macchina e guido da Trento fino a casa
faticando più che durante la 24h!
Grazie Maurizio per le parole che mi hai regalato durante la
12h in Val di Sole, grazie a tutti quelli che hanno creduto
in me e nei miei sacrifici ,che vi assicuro, dati i miei
orari di lavoro non sono pochi.
...e per il 2010 grandi novità, sempre e soprattutto
supportate dalla grande passione per la mia mtb.
Un abbraccio a presto, Lo

3a Ausilia Vistarini, 1a Lorenza Menapace, 2a Ilaria
Balzarotti
1)
Maurizio: ciao
Lorenza è un piacere intervistare una campionessa che abita
nella mia regione natale. Chi è Lorenza Menapace?