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1)
Maurizio: ciao Carlo, ci incontriamo sempre alle gare delle 24 ore
di MTB ed è un piacere intervistarti come amico, vuoi
raccontare di te per i nostri Naturaider che visitano il sito?
1) Carlo Argentieri:
Ciao Maurizio, è
davvero con piacere che rispondo alle tue domande, anzi per me è un
onore: quello che faccio nelle 24Ore mi sembra niente rispetto alle
imprese incredibili che hai compiuto in giro per il mondo e continuo
ad ammirare tanto la capacità che hai nell'organizzare e portare a
termine (da solo...) le tue avventure.
Io non riuscirei mai a compierle... di sicuro!
2)
Maurizio: grazie per i complimenti, ma ora raccontaci di te perchè è
molto speciale la tua storia.
2) Carlo Argentieri:
sono nato il 7 novembre 1968 a Mesagne, nel Salento, in Puglia. Ho
vissuto lì fino all'età di 18 anni dopo di che mi sono spostato per
gli studi universitari (ISEF) in Toscana a Firenze dove c'è gran
parte della mia famiglia. Ora vivo a Riva del Garda da 9 anni.
Sono alto 1,90 e il mio peso forma si aggira intorno ai 76-77kg.
Purtroppo d'inverno non riesco a trattenermi dal mangiare qualsiasi
cosa e volo direttamente verso gli 88-89kg..! Al momento sono ancora
4-5kg in sovrappeso.
3)
Maurizio: Tu sei un biker che ha fatto molte gare su strada, le Gran
Fondo. Ma eri un promettente tennista. Come è nata questa tua
passione per la bici?
3) Carlo Argentieri:
Si, io sono
stato un discreto giocatore di tennis (in tutto ho vinto 25 tornei
di singolare, fra nazionali e regionali toscani, pugliesi e
trentini) che affiancava l'attività agonistica a quella
professionale di istruttore - ho fatto il maestro per 10 anni in
diversi club toscani. Inoltre giocavo a calcio nel Fiesole,
categoria Interregionale, guadagnandoci qualche bel soldino di quei
tempi.
Nel 1996, a Firenze, dopo qualche più leggera avvisaglia sono stato
colpito da una forma asmatica allergica grave dovuta allo smog della
città. I medici non avevano capito subito (per la verità non lo
hanno
MAI capito..) che si trattava di allergia dovuta da smog e mi hanno
bombardato di farmaci cortisonici non adatti al caso. Via via la mia
capacità atletica si è azzerata e dopo un anno non potevo neanche
fare le scale di casa che mi girava la testa. Ovviamente ho dovuto
smettere di giocare a tennis e a calcio e anche seguire le regolari
lezioni pratiche dell'ISEF era diventato problematico. Ricordo che
in quei giorni il mio peso era intorno ai 96-97kg, ero gonfio come
una palla.
Per fortuna ci sono stati due miei pro-zii di Trento che mi hanno
proposto di cambiare aria e di stare un pò con loro per vedere come
avrebbe reagito il mio fisico. Ho deciso così e da allora sono
"trentino".
Dopo qualche giorno a Trento ero già guarito ed ho subito
ricominciato a correre e ad allenarmi e mi sembrava di rinascere,
sembrava la fine di un lungo incubo. Volevo semplicemente provare
fatica, sentire di nuovo il dolore dell'acido lattico nelle gambe e
rivivere quelle sensazioni che solo lo stare al limite della
capacità fisica ti può dare. Mi chiedevo se mai avrei rivinto
qualcosa...
Mi sono dilungato in questo racconto proprio perchè, conoscendo
questa mia esperienza, potrai capire meglio dove spesso vado a
recuperare energie mentali durante le 24Ore: a volte ritorno
indietro con i ricordi e mi sento fortunato di poter stare lì a
pedalare senza fine, chiedendo tutto quello che posso alle mie
gambe, ai polmoni, al cuore e alla testa. Penso che finchè potrò
continuare a farlo, sarò fortunato;
questo mi dà un'energia che tu ti puoi ben immaginare. Magari ti
sarà capitato qualcosa di simile anche a te...
Comunque, tornando a quel periodo trentino, dopo i primi tornei di
"ambientamento", ho ricominciato a giocare bene e a vincere: ho
vinto 5 tornei di fila.
Nel 1998, durante la finale del torneo "Città di Arco", il mio
ginocchio sx ha detto stop. Cartilagine rotulea completamente finita
ed immediato intervento chirurgico. A causa della mia foga di
ricominciare a giocare avevo caricato troppo stressando le
articolazioni e i tendini anche perchè il mio peso era sempre
superiore ai 90kg. I medici mi hanno successivamente comunicato che,
vista la situazione del ginocchio, non avrei mai più potuto giocare
a tennis.
Uno di loro, ancora lo ricordo, mi disse "ragazzo, è ora che pedali
in bici, se non altro perderai peso..." E' nata così la mia carriera
di ciclista perchè il giorno dopo ero da Leoni a comprarmi una
fiammante Bianchi. La dichiarazione di quel medico è stata come una
nuova luce che si accendeva dentro di me perché ho capito
immediatamente che avrei amato questo sport. In definitiva per me
quello che conta è poter sempre mettere alla prova i miei limiti e
la bici questa possibilità te la dà eccome..!
Da allora non ho praticamente mai smesso di andare in bici e ho
scoperto di avere delle buone doti di resistenza anche se non sono
nè veloce nè scalatore puro. In ogni caso io amo la salita e le gare
particolarmente lunghe e dure.
4) Maurizio: Ora sei uno
specialista delle 24 ore, dove ti confronti con i più forti
specialisti e arrivando quasi sempre sul podio e vincendo. Quando
hai deciso di dedicarti a questo tipo di gare?
4)
Carlo Argentieri:
La mia
esperienza nelle 24Ore è nata per uno scherzo del mio
presidente/amico Andrea Carpentari il quale, una settimana prima
della 24H Val Rendena del 2004 mi comunicò che ero iscritto... come
individuale! Lì per lì credevo appunto ad uno scherzo ma poi via via
mi sono fatto prendere dalla sfida e ci ho creduto anch'io.
Ovviamente il mio obiettivo era non certo vincerla ma cercare di
farla nel modo migliore, ossia tenere un buon ritmo e provando a non
fermarsi mai.
Soprattutto questo: non volevo fermarmi mai.
5)
Maurizio: Non ti fermi mai
per riposare un po’ quando fai queste gare?
5)
Carlo Argentieri:
Per chi corre
una 24Ore con velleità di successo, una sosta per riempire una
borraccia, per bere un caffè o per un "bisognino" non pregiudica la
gara; sicuramente bisogna fare attenzione a quando la si fà perché
ci sono dei momenti della gara in cui è meglio non perdere le ruote
giuste. Io personalmente preferisco non fermarmi mai se non in casi
eccezionali (il che per me vuol dire che qualcosa non sta andando
nel verso giusto), per mangiare e per bere prendo le cose al volo
sempre che sia qualcuno che me le passi... A livello muscolare, a
meno che uno non sia andato troppo forte prima arrivando e superando
i limiti di sforzo lattacido, credo che la sosta sia addirittura
controproducente. Ovviamente mi riferisco ad un atleta in perfette
condizioni atletiche e mentali, altrimenti di soste ce ne vogliono
eccome!

6)
Maurizio: Qual è stato il
tuo massimo chilometraggio che hai fatto in una 24 ore?
6)
Carlo Argentieri:
Finora ho fatto
6 diverse 24Ore e la massima distanza è venuta fuori proprio alla
mia prima partecipazione a questo tipo di gare; è successo alla
24Ore Val Rendena 2004 dove ho percorso 539,4km. In quella gara non
mi sono fermato neanche per un minuto.
7)
Maurizio: Come ti alimenti in gare di questo tipo? Quanta acqua
bevi?
7)
Carlo Argentieri:
Ciò che mangio in una 24Ore dipende parecchio dalla mia forma del
momento; se sono al meglio consumo molto meno di quando il mio
allenamento non è ottimale. Di solito si tratta di 5/6 piccoli
panini
al prosciutto, due briosches, due banane, qualche pezzetto di noce.
Inizio a mangiare dopo 3 ore, quando il ritmo si è assestato dopo la
frenetica partenza. Se non sono allenatissimo posso arrivare a
mangiare
anche il doppio. Quello che bevo dipende, più che dalla forma
fisica,
dal caldo; l'anno scorso a Finale Ligure ho bevuto 15lt di acqua più
4lt di bevande isotoniche e 3 di succo di mele naturale. In tutto
quasi
20lt!! Come ben sai, c'era un caldo terribile... A tutto ciò vanno
aggiunte le due/tre tazzine di caffè che bevo durante la notte fra
le
ore 2 e le 5.
8)
Maurizio: Ti vediamo partire sempre molto forte e guadagnare giri
già nelle prime ore. Poi fai degli allunghi ogni tanto. Hai una strategia
che adotti quando partecipi?
8)
Carlo Argentieri:
Quando sto bene e il tracciato lo consente, la mia tattica alla
partenza è di sfruttare al massimo il ritmo che alcune squadre hanno
nelle prime ore di gara. Alcune di loro girano più o meno alla mia
velocità (almeno finché sono fresco) e mi conviene parecchio tenere
le
loro ruote perché consumo comunque le stesse energie ma faccio più
velocità. Allo stesso tempo cerco di capire chi saranno i miei
rivali e
vedere come stanno girando. La mia fortuna è che ho un buon recupero
e
se non ho strafatto prima posso accelerare ancora anche dopo 12-14
ore.
Pensa che in ValRendena nel 2004 ho corso più velocemente le seconde
12
ore rispetto alle prime! Mi ha aiutato sapere che ero in testa...
9)
Maurizio: Quando arriva la notte, molti vanno in crisi e si fermano.
Tu come vivi questa situazione?
9)
Carlo Argentieri:
Io provo a tenere un ritmo buono e senza eccessivi strappi almeno
fino
all'arrivo dell'oscurità; da quel momento penso solo a non fermarmi,
a
mangiare e pedalare regolarmente, a gustarmi un buon caffè e... a
godermi la notte. Se sto particolarmente bene e magari in testa alla
gara, fra le 4 e le 9 di mattina, provo ad aumentare un pò il ritmo
per
recuperare qualche posizione oppure per incrementare gli eventuali
distacchi con quelli dietro di me perché effettivamente in quelle
ore
di solito vedo tutti abbastanza cotti...
10)
Maurizio: Nella vita di tutti i giorni accompagni con la MTB i
turisti che vengono sul Lago di Garda, come riesci a conciliare questo tuo
lavoro con gli allenamenti?
10)
Carlo Argentieri:
E' semplice: il mio lavoro lo trasformo nel mio allenamento... o
forse
è il mio allenamento a trasformarsi nel mio lavoro! Scherzo, però
sicuramente aiuta dover stare in bici per tutto il giorno anche se
solo
per guidare i turisti bikers. Questo vale solo a livello di gare di
endurance estremo dove è importante soprattutto la capacità aerobica
alattacida, per altre gare come le granfondo sono sicuramente
penalizzato dal fatto che non ho il tempo di fare quegli allenamenti
specifici per la velocità e la resistenza veloce in salita che sono
fondamentali per andare forte in quelle gare. Purtroppo non posso
effettuarli mentre sono con i clienti altrimenti li perderei in giro
per le montagne dopo mezz'ora!
C'è da dire comunque che, finchè la stagione lavorativa non inizia
del
tutto, io mi alleno normalmente da solo o con i miei compagni di
team e
questo crea già una buona base allenante per i futuri mesi.
11)
Maurizio: Quanti km fai all’anno?
11)
Carlo Argentieri:
L'anno scorso ho raggiunto la somma incredibile di 32.000km fra mtb
e
corsa. Sono arrivato a Novembre che "raschiavo il barile" e ci ho
messo
un sacco di tempo a recuperare energie fisiche e soprattutto
mentali.
Questo chilometraggio raggiunto è stato fuori dal comune anche
perché
avevo in mente la 24H Cup e ho corso tutte e quattro le 24Ore che la
costituivano. Mi sono letteralmente massacrato. Di solito facevo
intorno ai 20.000km all'anno.
12)
Maurizio: Hai qualche progetto o gara speciale che ti piacerebbe
fare in futuro?
12)
Carlo Argentieri:
Mi piacerebbe tantissimo partecipare ad una gara dura a tappe, che
sò,
una TransAlp su strada oppure a quel Giro della Sicilia che ti stai
apprestando a pedalare tu (in bocca al lupo!) oppure ad una 24Ore su
strada, magari bella piatta e con il vento a favore! Inutile dire
che
sarei veramente entusiasta di partecipare un giorno al Naturaid:
questa
è una sfida che prima o poi vorrò affrontare. Vedremo, l'importante
è
che ci sia la voglia e la possibilità!
13)
Maurizio: Il tuo tempo libero come lo passi? Hai un hobby?
13)
Carlo Argentieri:
Gran parte del mio
tempo libero (inteso come tempo non in bici) è preso dallo stare al computer per rispondere alle email di clienti
o partners di lavoro. Il mio lavoro, oltre che sulle ruote della mia mountainbike, corre sui tasti del mio portatile... Sembra assurdo
ma senza internet non potrei mai fare la mia professione con
ambizioni di successo e di guadagno. Per il resto, sono un tipo abbastanza tranquillo come tanti, mi piace leggere libri di storia oppure
vedere qualche bel film che mi ero perso mentre pedalavo... Adoro
viaggiare e vorrei cercare di farlo di più anche per sviluppare la mia
attività lavorativa limitata alla stagione estiva sul Lago di Garda. Su
questo tu Maurizio sei per me senza dubbio un modello ed un esempio,
anche se i nostri sono due "mercati differenti".
Grazie
di questa intervista Carlo ci vediamo alle prossime 24 ore.
Anche a te Mauri e un saluto
a tutti gli sportivi che visitano questo sito,
ciao Carlo
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