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Interviste ai Naturaider

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Maurizio ha intervistato il biker Carlo Argentieri

 

Carlo Argentieri

Biker

Riva del Garda

Anni 37 ( 1968 )

Guida di mountainbike

 


1) Maurizio: ciao Carlo, ci incontriamo sempre alle gare delle 24 ore di MTB ed è un piacere intervistarti come amico,  vuoi raccontare di te per i nostri Naturaider che visitano il sito?
1) Carlo Argentieri:
Ciao Maurizio, è davvero con piacere che rispondo alle tue domande, anzi per me è un onore: quello che faccio nelle 24Ore mi sembra niente rispetto alle imprese incredibili che hai compiuto in giro per il mondo e continuo ad ammirare tanto la capacità che hai nell'organizzare e portare a termine (da solo...) le tue avventure.
Io non riuscirei mai a compierle... di sicuro!

2) Maurizio: grazie per i complimenti, ma ora raccontaci di te perchè è molto speciale la tua storia.
2) Carlo Argentieri:
sono nato il 7 novembre 1968 a Mesagne, nel Salento, in Puglia. Ho vissuto lì fino all'età di 18 anni dopo di che mi sono spostato per gli studi universitari (ISEF) in Toscana a Firenze dove c'è gran parte della mia famiglia. Ora vivo a Riva del Garda da 9 anni.
Sono alto 1,90 e il mio peso forma si aggira intorno ai 76-77kg.
Purtroppo d'inverno non riesco a trattenermi dal mangiare qualsiasi cosa e volo direttamente verso gli 88-89kg..! Al momento sono ancora 4-5kg in sovrappeso.

3) Maurizio: Tu sei un biker che ha fatto molte gare su strada, le Gran Fondo. Ma eri un promettente tennista. Come è nata questa tua passione per la bici?
3) Carlo Argentieri:
Si, io sono stato un discreto giocatore di tennis (in tutto ho vinto 25 tornei di singolare, fra nazionali e regionali toscani, pugliesi e trentini) che affiancava l'attività agonistica a quella professionale di istruttore - ho fatto il maestro per 10 anni in diversi club toscani. Inoltre giocavo a calcio nel Fiesole, categoria Interregionale, guadagnandoci qualche bel soldino di quei tempi.
Nel 1996, a Firenze, dopo qualche più leggera avvisaglia sono stato colpito da una forma asmatica allergica grave dovuta allo smog della città. I medici non avevano capito subito (per la verità non lo hanno
MAI capito..) che si trattava di allergia dovuta da smog e mi hanno bombardato di farmaci cortisonici non adatti al caso. Via via la mia capacità atletica si è azzerata e dopo un anno non potevo neanche fare le scale di casa che mi girava la testa. Ovviamente ho dovuto smettere di giocare a tennis e a calcio e anche seguire le regolari lezioni pratiche dell'ISEF era diventato problematico. Ricordo che in quei giorni il mio peso era intorno ai 96-97kg, ero gonfio come una palla.
Per fortuna ci sono stati due miei pro-zii di Trento che mi hanno proposto di cambiare aria e di stare un pò con loro per vedere come avrebbe reagito il mio fisico. Ho deciso così e da allora sono "trentino".
Dopo qualche giorno a Trento ero già guarito ed ho subito ricominciato a correre e ad allenarmi e mi sembrava di rinascere, sembrava la fine di un lungo incubo. Volevo semplicemente provare fatica, sentire di nuovo il dolore dell'acido lattico nelle gambe e rivivere quelle sensazioni che solo lo stare al limite della capacità fisica ti può dare. Mi chiedevo se mai avrei rivinto qualcosa...
Mi sono dilungato in questo racconto proprio perchè, conoscendo questa mia esperienza, potrai capire meglio dove spesso vado a recuperare energie mentali durante le 24Ore: a volte ritorno indietro con i ricordi e mi sento fortunato di poter stare lì a pedalare senza fine, chiedendo tutto quello che posso alle mie gambe, ai polmoni, al cuore e alla testa. Penso che finchè potrò continuare a farlo, sarò fortunato;
questo mi dà un'energia che tu ti puoi ben immaginare. Magari ti sarà capitato qualcosa di simile anche a te...
Comunque, tornando a quel periodo trentino, dopo i primi tornei di "ambientamento", ho ricominciato a giocare bene e a vincere: ho vinto 5 tornei di fila.
Nel 1998, durante la finale del torneo "Città di Arco", il mio ginocchio sx ha detto stop. Cartilagine rotulea completamente finita ed immediato intervento chirurgico. A causa della mia foga di ricominciare a giocare avevo caricato troppo stressando le articolazioni e i tendini anche perchè il mio peso era sempre superiore ai 90kg. I medici mi hanno successivamente comunicato che, vista la situazione del ginocchio, non avrei mai più potuto giocare a tennis.
Uno di loro, ancora lo ricordo, mi disse "ragazzo, è ora che pedali in bici, se non altro perderai peso..." E' nata così la mia carriera di ciclista perchè il giorno dopo ero da Leoni a comprarmi una fiammante Bianchi. La dichiarazione di quel medico è stata come una nuova luce che si accendeva dentro di me perché ho capito immediatamente che avrei amato questo sport. In definitiva per me quello che conta è poter sempre mettere alla prova i miei limiti e la bici questa possibilità te la dà eccome..!
Da allora non ho praticamente mai smesso di andare in bici e ho scoperto di avere delle buone doti di resistenza anche se non sono nè veloce nè scalatore puro. In ogni caso io amo la salita e le gare particolarmente lunghe e dure.

4) Maurizio: Ora sei uno specialista delle 24 ore, dove ti confronti con i più forti specialisti e arrivando quasi sempre sul podio e vincendo. Quando hai deciso di dedicarti a questo tipo di gare?
4) Carlo Argentieri:
La mia esperienza nelle 24Ore è nata per uno scherzo del mio presidente/amico Andrea Carpentari il quale, una settimana prima della 24H Val Rendena del 2004 mi comunicò che ero iscritto... come individuale! Lì per lì credevo appunto ad uno scherzo ma poi via via mi sono fatto prendere dalla sfida e ci ho creduto anch'io. Ovviamente il mio obiettivo era non certo vincerla ma cercare di farla nel modo migliore, ossia tenere un buon ritmo e provando a non fermarsi mai.
Soprattutto questo: non volevo fermarmi mai.

5) Maurizio: Non ti fermi mai per riposare un po’ quando fai queste gare?
5) Carlo Argentieri:
Per chi corre una 24Ore con velleità di successo, una sosta per riempire una borraccia, per bere un caffè o per un "bisognino" non pregiudica la gara; sicuramente bisogna fare attenzione a quando la si fà perché ci sono dei momenti della gara in cui è meglio non perdere le ruote giuste. Io personalmente preferisco non fermarmi mai se non in casi eccezionali (il che per me vuol dire che qualcosa non sta andando nel verso giusto), per mangiare e per bere prendo le cose al volo sempre che sia qualcuno che me le passi... A livello muscolare, a meno che uno non sia andato troppo forte prima arrivando e superando i limiti di sforzo lattacido, credo che la sosta sia addirittura controproducente. Ovviamente mi riferisco ad un atleta in perfette condizioni atletiche e mentali, altrimenti di soste ce ne vogliono eccome!

6) Maurizio: Qual è stato il tuo massimo chilometraggio che hai fatto in una 24 ore?
6) Carlo Argentieri:
Finora ho fatto 6 diverse 24Ore e la massima distanza è venuta fuori proprio alla mia prima partecipazione a questo tipo di gare; è successo alla 24Ore Val Rendena 2004 dove ho percorso 539,4km. In quella gara non mi sono fermato neanche per un minuto.

7) Maurizio: Come ti alimenti in gare di questo tipo? Quanta acqua bevi?
7) Carlo Argentieri:
Ciò che mangio in una 24Ore dipende parecchio dalla mia forma del momento; se sono al meglio consumo molto meno di quando il mio allenamento non è ottimale. Di solito si tratta di 5/6 piccoli panini al prosciutto, due briosches, due banane, qualche pezzetto di noce.
Inizio a mangiare dopo 3 ore, quando il ritmo si è assestato dopo la frenetica partenza. Se non sono allenatissimo posso arrivare a mangiare anche il doppio. Quello che bevo dipende, più che dalla forma fisica, dal caldo; l'anno scorso a Finale Ligure ho bevuto 15lt di acqua più 4lt di bevande isotoniche e 3 di succo di mele naturale. In tutto quasi 20lt!! Come ben sai, c'era un caldo terribile... A tutto ciò vanno aggiunte le due/tre tazzine di caffè che bevo durante la notte fra le ore 2 e le 5.

8) Maurizio: Ti vediamo partire sempre molto forte e guadagnare giri già nelle prime ore. Poi fai degli allunghi ogni tanto. Hai una strategia che adotti quando partecipi?
8) Carlo Argentieri:
Quando sto bene e il tracciato lo consente, la mia tattica alla partenza è di sfruttare al massimo il ritmo che alcune squadre hanno nelle prime ore di gara. Alcune di loro girano più o meno alla mia velocità (almeno finché sono fresco) e mi conviene parecchio tenere le loro ruote perché consumo comunque le stesse energie ma faccio più velocità. Allo stesso tempo cerco di capire chi saranno i miei rivali e vedere come stanno girando. La mia fortuna è che ho un buon recupero e se non ho strafatto prima posso accelerare ancora anche dopo 12-14 ore.
Pensa che in ValRendena nel 2004 ho corso più velocemente le seconde 12 ore rispetto alle prime! Mi ha aiutato sapere che ero in testa...

9) Maurizio: Quando arriva la notte, molti vanno in crisi e si fermano. Tu come vivi questa situazione?
9) Carlo Argentieri:
Io provo a tenere un ritmo buono e senza eccessivi strappi almeno fino all'arrivo dell'oscurità; da quel momento penso solo a non fermarmi, a mangiare e pedalare regolarmente, a gustarmi un buon caffè e... a godermi la notte. Se sto particolarmente bene e magari in testa alla gara, fra le 4 e le 9 di mattina, provo ad aumentare un pò il ritmo per recuperare qualche posizione oppure per incrementare gli eventuali distacchi con quelli dietro di me perché effettivamente in quelle ore di solito vedo tutti abbastanza cotti...

10) Maurizio: Nella vita di tutti i giorni accompagni con la MTB i turisti che vengono sul Lago di Garda, come riesci a conciliare questo tuo lavoro con gli allenamenti?
10) Carlo Argentieri:
E' semplice: il mio lavoro lo trasformo nel mio allenamento... o forse è il mio allenamento a trasformarsi nel mio lavoro! Scherzo, però sicuramente aiuta dover stare in bici per tutto il giorno anche se solo per guidare i turisti bikers. Questo vale solo a livello di gare di endurance estremo dove è importante soprattutto la capacità aerobica alattacida, per altre gare come le granfondo sono sicuramente penalizzato dal fatto che non ho il tempo di fare quegli allenamenti specifici per la velocità e la resistenza veloce in salita che sono fondamentali per andare forte in quelle gare. Purtroppo non posso
effettuarli mentre sono con i clienti altrimenti li perderei in giro per le montagne dopo mezz'ora!
C'è da dire comunque che, finchè la stagione lavorativa non inizia del tutto, io mi alleno normalmente da solo o con i miei compagni di team e questo crea già una buona base allenante per i futuri mesi.

11) Maurizio: Quanti km fai all’anno?
11) Carlo Argentieri:
L'anno scorso ho raggiunto la somma incredibile di 32.000km fra mtb e corsa. Sono arrivato a Novembre che "raschiavo il barile" e ci ho messo un sacco di tempo a recuperare energie fisiche e soprattutto mentali.
Questo chilometraggio raggiunto è stato fuori dal comune anche perché avevo in mente la 24H Cup e ho corso tutte e quattro le 24Ore che la costituivano. Mi sono letteralmente massacrato. Di solito facevo intorno ai 20.000km all'anno.

12) Maurizio: Hai qualche progetto o gara speciale che ti piacerebbe fare in futuro?
12) Carlo Argentieri:
Mi piacerebbe tantissimo partecipare ad una gara dura a tappe, che sò, una TransAlp su strada oppure a quel Giro della Sicilia che ti stai apprestando a pedalare tu (in bocca al lupo!) oppure ad una 24Ore su strada, magari bella piatta e con il vento a favore! Inutile dire che sarei veramente entusiasta di partecipare un giorno al Naturaid: questa è una sfida che prima o poi vorrò affrontare. Vedremo, l'importante è che ci sia la voglia e la possibilità!

13) Maurizio: Il tuo tempo libero come lo passi? Hai un hobby?
13) Carlo Argentieri:
Gran parte del mio tempo libero (inteso come tempo non in bici) è preso dallo stare al computer per rispondere alle email di clienti o partners di lavoro. Il mio lavoro, oltre che sulle ruote della mia mountainbike, corre sui tasti del mio portatile... Sembra assurdo ma senza internet non potrei mai fare la mia professione con ambizioni di successo e di guadagno. Per il resto, sono un tipo abbastanza tranquillo come tanti, mi piace leggere libri di storia oppure vedere qualche bel film che mi ero perso mentre pedalavo... Adoro viaggiare e vorrei cercare di farlo di più anche per sviluppare la mia attività lavorativa limitata alla stagione estiva sul Lago di Garda. Su questo tu Maurizio sei per me senza dubbio un modello ed un esempio, anche se i nostri sono due "mercati differenti".

Grazie di questa intervista Carlo ci vediamo alle prossime 24 ore.
Anche a te Mauri e un saluto a tutti gli sportivi che visitano questo sito,

ciao Carlo