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1) Maurizio:
Ciao Gigi, tu sei un grande appassionato della bici da
strada. Ma oltre al ad allenarti su strada per le gran fondo sei,
come si dice, proprio inserito nell’ambiente: hai un hotel dove
grossi nomi del ciclismo italiano, e non, si fermano sopratutto
durante il giro del Trentino e del giro d’Italia.
Hai ospitato parecchie squadre importanti?
1)
Gigi:
Negli anni ho avuto la fortuna di avere in Hotel molte
squadre sia Italiane che straniere…. Un nome su tutti, Marco
Pantani, un ragazzo molto dolce anche se di poche parole. Una sera
parlando con lui credo fosse il 1995 si parlava del giro d’Italia,
io gli chiesi se un giorno prima o poi avrebbe vinto il giro
d’Italia, lui mi rispose con aria un po’ timida chissà …. mi resterà
sempre nel cuore….il resto della storia e della leggenda che a
lasciato a tutti noi appassionati di ciclismo la conosci già. Hanno
soggiornato da me molti corridori e diversi campioni del mondo…
Francesco Moser, Maurizio Fondriest, Gianni Bugno, Giuseppe Saronni,
Mario Cipollini, e credo, uno dei costruttori di biciclette più
conosciuto al mondo, Ernesto Colnago. Due anni fa è stato a trovarmi
per vedere la mia collezione Davide Cassani ( era già stato in
albergo quando correva con l’ Ariostea) come sai commentatore per la
Rai di tutte le più grandi manifestazioni ciclistiche e grandissimo
conoscitore della storia della bicicletta.
2) Maurizio:
Vorrei ricordare che hai ospitato anche dei Naturaiders
che amano passare qualche giorno in bici sui monti attorno al lago
di Garda..
2)
Gigi:
Molti sono i Naturaiders che soggiornano nell’ Hotel….ognuno
con la propria avventura da raccontare…. ho la certezza che la
nostra zona sia una meraviglia unica per la bicicletta.
3) Maurizio:
Nel tuo hotel tu sei il cuoco, per questi ciclisti prepari
dei piatti speciali ? C’è qualche esigente in particolare?
3)
Gigi:
Per le squadre professionistiche in linea di massima i menù
vengono preparati insieme al direttore sportivo e ai massaggiatori,
esiste sempre un velo di mistero…..specialmente nel preparare la
sacca per il rifornimento per la gara. Per i ciclisti di passaggio
sempre molto affamati per la dura giornata appena “pedalata” prevale
sempre la pastasciutta, credo la regina dell’alimentazione del
ciclista….innaffiata sempre da una bella bottiglia di vino della
nostra zona….un toccasana per la giornata del giorno dopo.
4) Maurizio:
Ma oltre a questo, sei un ciclista un pò speciale. Sei il
collezionista più prestigioso d’Italia per quanto riguarda la bici e
la sua storia culturale legata all’uomo. Ce ne vuoi parlare?
4)
Gigi:
Ti ringrazio per la grande stima nei miei confronti ma mi
sembra un po’ esagerato definirmi il collezionista più prestigioso
d’Italia. Fortunatamente in Italia ci sono molte altre persone che
condividono la mia passione, che posseggono collezioni molto belle e
significative della storia della bicicletta. Per quello che mi
riguarda, la cosa più significativa di ogni bicicletta che si
colleziona e’ senz’altro conoscerne l’aspetto evolutivo della
tecnica di costruzione, meccanica ed estetica, ma non e’ meno
importante conoscerne lo sviluppo culturale e sociale.
5) Maurizio:
Come e quando hai incominciato a coltivare questa tua
passione?
5)
Gigi:
Sono sempre stato innamorato di ciclismo…… a 18 anni ho
cominciato a raccogliere Gazzette dello Sport, capellini, borracce,
cartoline delle squadre, qualche autografo…. Ecc.. in poche parole
qualsiasi gadget legato al mondo del ciclismo, poi col passare degli
anni mi sono innamorato del ciclismo d’altri tempi…. cosiddetto
ciclismo eroico, questo mi ha portato a collezionare moltissime
riviste d’epoca, libri, manuali, foto, cartoline, filmati, maglie,
manifesti, gadget, cimeli e varie curiosità legati al mondo della
bici… in poche parole il ciclismo eroico e’ il grande amore della
mia vita quotidiana…… Nei primi anni 90 un mio caro vicino di casa
pulendo la sua cantina mi disse che voleva liberarsi di due vecchie
biciclette che appartenevano al padre, io gli risposi che poteva
portarmele. Il giorno dopo venne con le bici e le misi nella mia
cantina. Dopo alcuni giorni mi decisi di pulirle……. Col passare dei
giorni quando scendevo in cantina per prendere la mia bicicletta per
farmi un giro, cominciai sempre più spesso a guardarle meglio e ogni
volta scoprivo qualcosa di nuovo…. cominciavo a scoprire un qualcosa
di magico e misterioso…. mi sentivo come un ragazzino di 14 anni
alla prima cotta verso una ragazzina…… è nato un grande amore.
6) Maurizio:
Ora, dopo tanti anni, ti trovi ad essere il collezionista
più significativo con dei pezzi così rari che neanche i musei più
importanti sono riusciti a trovare. Quanti pezzi hai?
6)
Gigi:
Ogni collezionista possiede qualche bicicletta rara… io
possiedo 95 biciclette ma non bisogna avere la convinzione che solo
la bicicletta rara sia bella e importante, ogni bici ha la propria
storia e il suo fascino. In Italia abbiamo dei musei molto belli con
dei pezzi rarissimi forse a noi collezionisti privati inarrivabili.
7) Maurizio:
Tra questi qual’è la bici più vecchia?
7)
Gigi:
La bicicletta (velocipede) più vecchia della mia collezione
e’ un biciclo tipo Michaux del 1868.
8) E quella che hai cercato e a cui hai fatto ”la corte”
con maggior entusiasmo?
8)
Gigi:
E’ una bicicletta militare Francese di fine 1800, e’ la prima
bicicletta pieghevole della storia costruita appositamente per scopi
militari, venne progettata da un Capitano di artiglieria Francese (Gerard)
e in seguito venne costruita dalla Peugeot.
9) Maurizio:
In guerra e per lavoro l’uomo ha
utilizzato la bici e non ne poteva fare a meno. Tu hai dei pezzi che
hanno segnato la storia, e la raccontano proprio.
9)
Gigi: Ogni bicicletta
e’ stata creata per uno scopo specifico, ci sono bici da passeggio,
da bambino, da competizione, da lavoro, costruite ad uso militare,
da gioco, ecc…ognuna con una lunga storia da raccontare….ognuna per
una fantasia infinita.
10) Maurizio: Un
collezionista è sempre alla ricerca di qualcosa, tu come riesci a
trovare i tuoi pezzi?
10)
Gigi: Esistono dei
mercati specializzati in biciclette d’epoca…spesso cerchiamo le
biciclette nelle varie aste che si svolgono un po’ in tutto il
mondo, ma la soddisfazione più grande e’ trovare la bici “vecchia”
in qualche cantina o solaio dimenticata nel tempo. Con la nascita
del computer e di conseguenza internet la ricerca e’ diventata più
facile in quanto ci ha dato la possibilità di conoscere molte
persone con questa passione sparse per il mondo.
11) Maurizio:
Credo che i tuoi collaboratori stranieri ormai facciano parte non
solo del tuo team, ma siano parte integrante della tua famiglia.
Oltre alla collezione credo che crescano anche le emozioni fra voi
nel trovare quel pezzo che tanto avete a lungo cercato. Nella
collezione non c’è infatti solo l’aspetto materiale, inteso come
numero di pezzi, la rarità, ma si entra in un altro aspetto del
collezionismo: il materiale prende sentimento e sensazione, ci si
abbandona nel pensare alla vita vissuta di chi ha usato quella bici,
si percorrono nella mente le epoche passate, tu come vivi tutto
questo? Sei un romantico?
11)
Gigi: Ho molti amici
che mi danno una mano a cercare queste bici e la gioia, la
soddisfazione nel trovarle e loro quanto mia. La prima cosa che
faccio quando trovo una bici è immaginare chi la usava, chi era,
cosa faceva…. le accarezzo dolcemente come accarezzo le mie
splendide bambine e mi vengono in mente i tempi passati…. mi lascio
prendere da una fantasia bellissima ed infinita…. Si mi ritengo
molto romantico.
12) Maurizio:
Cosa prova un collezionista così sensibile come te quando
entra nella stanza della sua raccolta?
12)
Gigi:
Ogni volta che entro nella stanza dei ricordi mi sembra di
sentire le voci delle persone che hanno usato quelle biciclette, il
bambino scorazzare nel parco, il militare in colonna con i suoi
commilitoni per chissà quale destinazione…. il corridore ormai
stremato per la fatica scalare chissà quale montagna… e l’ arrotino
nella piazza di chissà quale città o paesino sperduto affilare
falcetti, coltelli e forbici…. Ogni volta che entro nella stanza
dei ricordi è come svegliarsi la mattina…. e’ un nuovo giorno tutto
da scoprire.
13) Maurizio:
Ora la tua collezione sta diventando molto famosa e hai costruito un
sito web.
Tu organizzi
incontri con gli studenti e sono molti anche gli appassionati che
chiedono di visitarla. Come è possibile contattarti?
13) Gigi: Per contattarmi si può visitare il sito web
www.ciclocollection.it o telefonare al n. 0464 521051 e chiedere
di Gigi, sono sempre disponibile di fare visitare la mia collezione.
14) Maurizio: Un'ultima
domanda..... Nel classico cassetto tutti hanno un sogno...qual'è il
tuo?
14) Gigi: Il sogno nel cassetto? Un museo della bicicletta nella
mia città………CHISSA’!!!!!!!
Grazie Gigi
per averci dedicato il tuo tempo e averci fatto fare un importante
passo nel passato della nostra passione. Ciao
Un mondo senza biciclette sarebbe come un sonno senza sogni.
CIAO Gigi |