Ass. Sportiva Dilettantistica NATURAID

 

Interviste ai Naturaider

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Maurizio Doro ha intervistato il biker-viaggiatore Sebastiano Favaro del

del NATURAID TEAM  IMPOSSIBLE

 

Sebatiano Favaro

Biker-Viaggiatore

Venezia

Anni 32 ( 1976 )

Impiegato


Leggi i suoi reportage passati:

Turchia                  IronBike             Camino de Santiago                  L'Eroica

 


1) Maurizio: Ciao Sebastiano sei tornato da poco dalla tua bellissima esperienza in Iran con la bici, grazie per aver accettato questa intervista. Come e' nata la tua passione per la bicicletta?
1) Sebastiano: La bici a sei anni è stato il primo mezzo che mi ha dato la possibilità di allontanarmi da casa. Di pochi km, ma già bastavano per cercare vie sterrate o marciapiedi da cui saltare. La mia Carnielli rossa a tre marce sella lunga mi portava dappertutto. Poi una lunga sosta fino al 2003 dove ho conosciuto  "Maurizio Doro" partecipando ad un viaggio in Marocco da lui organizzato. Per me laggiù si è aperto un nuovo modo di vedere le cose, una prospettiva di fatica ma privilegiata.

2) Maurizio: Così è nata la voglia di viaggiare con la bici?
2) Sebastiano: Per caso. E' nata prima la voglia di uscire dalla porta di casa e partire, e il mezzo più vicino che avevo e che mi piaceva era la bicicletta, così mi misi a pedalare verso la Spagna.
Ricordo ancora come mi sorprendevo per come era facile in bicicletta superare i confini geografici italiani…

 

3) Maurizio: Fai una preparazione particolare? Quanti km fai in un anno?
3) Sebastiano: Non lo so, cerco di essere regolare ed evitare gli eccessi. Pedalo a sensazione, su itinerari e situazioni che mi fanno stare bene. L’ultimo scoperto da un anno è il tragitto quotidiano casa lavoro e gli spostamenti spesa nella cerchia attorno a casa.

4) Maurizio: Com’è nato questo viaggio, qual è stata la molla?
4) Sebastiano: Faccio fatica a scegliere il posto che mi piacerebbe visitare e per caso ricordando quel gioco che creava figure unendo dei punti ho pensato di continuare il viaggio dell’anno precedente da Venezia a Istanbul. Dare continuità al viaggio verso Est attratto dal sole che nasce.

5) Maurizio: Quanto tempo hai impiegato per pianificarlo?
5) Sebastiano: Basta poco per pianificare gran parte delle partenze. Tornato dalla gara 5° Naturaid Marocco a fine ottobre ho iniziato a prendere contatti con un agenzia per il visto iraniano e il volo aereo. Una ventina di giorni in tutto per trovare nel mio armadio il materiale metterlo assieme e buttare giù una bozza del solo percorso senza preoccuparmi dei pernottamenti.

6) Maurizio: Ci sono state delle difficoltà burocratiche?
6) Sebastiano: Nessuna, il visto per l’Iran l’ho ottenuto in Italia nel giro di una settimana e alla frontiera turco-iraniana soltanto sorrisi da parte dei poliziotti che controllavano il mio passaporto e che prima di lasciarmi partire hanno voluto sapere il mio percorso e il motivo per cui mi avventuravo in Iran..

7) Maurizio: Sei attratto da questi paesi arabi molto speciali, che noi conosciamo molto poco, non hai paura?
7) Sebastiano: No, andando in bici ho imparato a non aver paura della gente soprattutto a quella che incontro per la strada. La semplicità delle situazioni e delle persone è una cosa che non ha prezzo, e il modo modesto di vivere che lentamente stanno perdendo perché rivolti sempre più a ovest mi spinge a non perdere tempo e a visitarne sempre degli altri prima che sia troppo tardi. Per quel che riguarda l’Iran la cosa che mi ha affascinato di più è la ricchezza di etnie diverse che convivono pacificamente fin dai tempi dell’Impero Persiano e la dannosa contraddizione legata ai diritti della donna come una strada ancora in salita nella società religiosa e complessa dell’Iran

8) Maurizio: C’è stato un momento in cui hai temuto per la tua incolumità?
8) Sebastiano: Rischi seri no. Diciamo che per sicurezza visto l’intenso traffico delle strade in Iran vicine alla capitale l’ultima tappa prima di arrivare a Tehran l’ho percorsa nella corsia d’emergenza di un’autostrada.

9) Maurizio: Qual è stato il momento più bello, quello che ti ha lasciato il segno nel cuore?
9) Sebastiano: Porto con me un ricordo bello di ogni giorno in bicicletta ma i giorni trascorsi tra le montagne i pastori incontrati ai piedi dell’Ararat prima del confine rimarranno nei miei occhi e nel mio cuore. Come dimenticare poi l’accoglienza continua delle persone che interrompevano il loro lavoro per accogliermi con un saluto, un the o un pranzo? 

10) Maurizio: Come ti alimentavi durante la giornata?
10) Sebastiano: Con le cose che mi piacciono di più e che riuscivo a trovare nei molti negozietti lungo la strada. Pane, miele, frutta secca, cioccolata feta iraniana e frutta durante il giorno. Poi per cena carne cucinata con succulenti sughi o alla brace, montagne di riso e verdura. kg di peso corporeo persi durante i ventidue giorni di bicicletta……zero

11) Maurizio: Cosa hai portato con te sulla bici?
11) Sebastiano: Il viaggio si è sviluppato lungo strade asfaltate perciò non avevo materiale per l’autosufficienza. Avevo un cambio per i momenti di riposo indumenti invernali per le zone di montagna e vestiario per la pioggia, un sacco a pelo (per le emergenze) telo termico, materiale per piccole riparazioni della bici, qualche aspirina, una pomata antidolorifica, un libro, due cartine stradali, una macchina fotografica, sigarette che offrivo ai pastori, un lettore mp3, e un normale cellulare triband

12) Maurizio: Il tuo viaggio molto seguito, è stato un vero successo perché con i reportage che tu inviavi in diretta sei riuscito a coinvolgere le emozioni di chi stava a casa. Ti sei scoperto scrittore?
12) Sebastiano: No, scrittore no, ma ciclista che abbozza errori pedalando sul web si. Rileggendo una volta a casa le righe scritte mi sono emozionato anch’io soprattutto leggendo i commenti e pensieri degli amici che condiscono e danno importanza alle tappe del viaggio che ho fatto o che forse abbiamo fatto in molti. Grazie a tutti.

13) Ti hanno mandato complimenti e incoraggiamenti tantissimi appassionati di bici e di viaggi come ti senti ad essere diventato in un attimo così famoso e ammirato?
13) Sebastiano: Sono un Naturaider felice di aver appassionato molte altre persone.
Qualche anno ti scrivevo in una cartolina questa frase che sento sempre di più dopo ogni viaggio:
“sono convinto che ogni viaggio, ogni percorso, ogni traccia debba trasmettere un messaggio che induca ad una riflessione o che semplicemente attragga un’anima.” S.F.

14) Maurizio: Il ritorno alla tua quotidiana realtà, forse un pò meno emozionante, come lo stai vivendo?
14) Sebastiano: Benissimo la forza che lascia un viaggio così, annulla le stanchezze e i problemi della quotidianità, l’importante è rimanere sempre in sella… quindi il mio consiglio è partite, perché il bello viene anche dopo…

15) Maurizio: Hai già sul tavolino un nuovo progetto da realizzare in futuro?
15) Sebastiano: Se ti dicessi di no mentirei a te e prima di tutto a me stesso i punti da congiungere sono molti e mi piacerebbe molto proseguire un pò alla volta verso la Cina "Inshallah"  

Maurizio: Grazie Sebastiano per la tua disponibilità un grande augurio per questo tuo progetto, non vediamo l'ora di seguire questa tua "VIA DELLA SETA"

Ciao a tutti Seba