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1) Maurizio: Ciao Sebastiano sei tornato da poco dalla tua
bellissima esperienza in Iran con la bici, grazie per aver accettato
questa intervista. Come e' nata la tua passione per la bicicletta?
1)
Sebastiano: La bici a sei anni è stato il primo mezzo che
mi ha dato la possibilità di allontanarmi da casa. Di pochi km, ma
già bastavano per cercare vie sterrate o marciapiedi da cui saltare.
La mia Carnielli rossa a tre marce sella lunga mi portava
dappertutto. Poi una lunga sosta fino al 2003 dove ho conosciuto
"Maurizio Doro" partecipando ad un viaggio in Marocco da lui
organizzato. Per me laggiù si è aperto un nuovo modo di vedere le
cose, una prospettiva di fatica ma privilegiata.
2)
Maurizio:
Così è nata la voglia di viaggiare con la bici?
2)
Sebastiano: Per caso. E' nata prima la voglia di uscire
dalla porta di casa e partire, e il mezzo più vicino che avevo e che
mi piaceva era la bicicletta, così mi misi a pedalare verso la
Spagna.
Ricordo ancora come mi sorprendevo per come era facile in bicicletta
superare i confini geografici italiani…
3)
Maurizio:
Fai una preparazione particolare? Quanti km fai in un anno?
3)
Sebastiano: Non lo so, cerco di essere regolare ed
evitare gli eccessi. Pedalo a sensazione, su itinerari e situazioni
che mi fanno stare bene. L’ultimo scoperto da un anno è il tragitto
quotidiano casa lavoro e gli spostamenti spesa nella cerchia attorno
a casa.
4)
Maurizio:
Com’è nato questo viaggio, qual è stata la molla?
4)
Sebastiano: Faccio fatica a scegliere il posto che mi
piacerebbe visitare e per caso ricordando quel gioco che creava
figure unendo dei punti ho pensato di continuare il viaggio
dell’anno precedente da Venezia a Istanbul. Dare continuità al
viaggio verso Est attratto dal sole che nasce.
5)
Maurizio:
Quanto tempo hai impiegato per pianificarlo?
5)
Sebastiano: Basta poco per pianificare gran parte delle
partenze. Tornato dalla gara 5° Naturaid Marocco a fine ottobre ho
iniziato a prendere contatti con un agenzia per il visto iraniano e
il volo aereo. Una ventina di giorni in tutto per trovare nel mio
armadio il materiale metterlo assieme e buttare giù una bozza del
solo percorso senza preoccuparmi dei pernottamenti.
6)
Maurizio:
Ci sono state delle difficoltà burocratiche?
6)
Sebastiano: Nessuna, il visto per l’Iran l’ho ottenuto in
Italia nel giro di una settimana e alla frontiera turco-iraniana
soltanto sorrisi da parte dei poliziotti che controllavano il mio
passaporto e che prima di lasciarmi partire hanno voluto sapere il
mio percorso e il motivo per cui mi avventuravo in Iran..
7)
Maurizio:
Sei attratto da questi paesi arabi molto speciali, che noi
conosciamo molto poco, non hai paura?
7)
Sebastiano: No, andando in bici ho imparato a non aver
paura della gente soprattutto a quella che incontro per la strada.
La semplicità delle situazioni e delle persone è una cosa che non ha
prezzo, e il modo modesto di vivere che lentamente stanno perdendo
perché rivolti sempre più a ovest mi spinge a non perdere tempo e a
visitarne sempre degli altri prima che sia troppo tardi. Per quel
che riguarda l’Iran la cosa che mi ha affascinato di più è la
ricchezza di etnie diverse che convivono pacificamente fin dai tempi
dell’Impero Persiano e la dannosa contraddizione legata ai diritti
della donna come una strada ancora in salita nella società religiosa
e complessa dell’Iran
8)
Maurizio:
C’è stato un momento in cui hai temuto per la tua incolumità?
8)
Sebastiano: Rischi seri no. Diciamo che per sicurezza
visto l’intenso traffico delle strade in Iran vicine alla capitale
l’ultima tappa prima di arrivare a Tehran l’ho percorsa nella corsia
d’emergenza di un’autostrada.
9)
Maurizio:
Qual è stato il momento più bello, quello che ti ha lasciato il
segno nel cuore?
9)
Sebastiano: Porto con me un ricordo bello di ogni giorno
in bicicletta ma i giorni trascorsi tra le montagne i pastori
incontrati ai piedi dell’Ararat prima del confine rimarranno nei
miei occhi e nel mio cuore. Come dimenticare poi l’accoglienza
continua delle persone che interrompevano il loro lavoro per
accogliermi con un saluto, un the o un pranzo?
10)
Maurizio:
Come ti alimentavi durante la giornata?
10)
Sebastiano: Con le cose che mi piacciono di più e che
riuscivo a trovare nei molti negozietti lungo la strada. Pane,
miele, frutta secca, cioccolata feta iraniana e frutta durante il
giorno. Poi per cena carne cucinata con succulenti sughi o alla
brace, montagne di riso e verdura. kg di peso corporeo persi durante
i ventidue giorni di bicicletta……zero
11)
Maurizio:
Cosa hai portato con te sulla bici?
11)
Sebastiano:
Il
viaggio si è sviluppato lungo strade asfaltate perciò non avevo
materiale per l’autosufficienza. Avevo un cambio per i momenti di
riposo indumenti invernali per le zone di montagna e vestiario per
la pioggia, un sacco a pelo (per le emergenze) telo termico,
materiale per piccole riparazioni della bici, qualche aspirina, una
pomata antidolorifica, un libro, due cartine stradali, una macchina
fotografica, sigarette che offrivo ai pastori, un lettore mp3, e un
normale cellulare triband
12)
Maurizio:
Il tuo
viaggio molto seguito, è stato un vero successo perché con i
reportage che tu inviavi in diretta sei riuscito a coinvolgere le
emozioni di chi stava a casa. Ti sei scoperto scrittore?
12)
Sebastiano: No, scrittore no, ma ciclista che abbozza
errori pedalando sul web si. Rileggendo una volta a casa le righe
scritte mi sono emozionato anch’io soprattutto leggendo i commenti e
pensieri degli amici che condiscono e danno importanza alle tappe
del viaggio che ho fatto o che forse abbiamo fatto in molti. Grazie
a tutti.
13)
Ti hanno mandato complimenti e incoraggiamenti tantissimi
appassionati di bici e di viaggi come ti senti ad essere diventato
in un attimo così famoso e ammirato?
13)
Sebastiano: Sono un Naturaider felice di aver
appassionato molte altre persone.
Qualche anno ti scrivevo in una cartolina questa frase che sento
sempre di più dopo ogni viaggio:
“sono convinto che ogni viaggio, ogni percorso, ogni traccia
debba trasmettere un messaggio che induca ad una riflessione o che
semplicemente attragga un’anima.” S.F.
14)
Maurizio:
Il ritorno alla tua quotidiana realtà, forse un pò meno emozionante,
come lo stai vivendo?
14)
Sebastiano: Benissimo la forza che lascia un viaggio
così, annulla le stanchezze e i problemi della quotidianità,
l’importante è rimanere sempre in sella… quindi il mio consiglio è
partite, perché il bello viene anche dopo…
15)
Maurizio:
Hai già sul tavolino un nuovo progetto da realizzare in futuro?
15)
Sebastiano:
Se
ti dicessi di no mentirei a te e prima di tutto a me stesso i punti
da congiungere sono molti e mi piacerebbe molto proseguire un pò
alla volta verso la Cina "Inshallah"
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Maurizio:
Grazie Sebastiano per la tua disponibilità un grande augurio per
questo tuo progetto, non vediamo l'ora di seguire questa tua "VIA
DELLA SETA"
Ciao a tutti Seba
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