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Interviste ai Naturaider

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Maurizio ha intervistato il ciclista ultramaratoneta Stefano Gamper

 

Stefano Gamper

Ultraracer

Bolzano

Anni 41 ( 1965 )

Tecnico piscine

Sposato con Maria, 2 figli  Samuel e Simon

 


1) Maurizio: Ciao Stefano sono contento di fare due chiacchere con te. Tu hai una lunga carriera di triathleta, sei stato uno dei primi Italiani a cimentarti nelle gare in Europa nella distanza Iroman, 3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42 km di corsa, ci vuoi raccontare come è nata questa tua passione?
1) Stefano Gamper:
Ho iniziato il triathlon negli anni 84-85 trascinato da mio fratello Alessandro,che voleva strapparmi dalla mia attivita' alpinistica, che era diventata ormai il mio unico pensiero. Alpinismo che ha occupato un ruolo importante nella mia gioventu'. Per circa otto anni sono stato come si suol dire un discreto triatleta. Sempre nei primi dieci in ambito nazionale, arrivando terzo in un campionato Italiano assoluto a squadre. Ho partecipato a molti triathlon internazionali, culminati con due campionati mondiali sulla lunga distanza. Tutti due i campionati venivano svolti a Nizza sulla distanza ufficiale di 4km. di nuoto, 130km. bici,  32km di corsa. In quegli anni correvano tutti i grandi nomi del panorama mondiale, nomi che hanno fatto la leggenda del triathlon.

2) Maurizio: Molte gare, grandi fatiche e grandi gioie, quale ricordi con maggior entusiasmo e gioia e quale invece ricordi con amarezza?
2) Stefano Gamper:
Tante gare, tanti ricordi, tanti momenti particolari, nella fatica ho sempre trovato gioia, nelle difficolta' la forza di reagire; momento di entusiasmo la corsa di 32km. del primo Mondiale, letteralmente volavo, passavo tra la gente ed alla fine il mio tempo era uno dei migliori in assoluto. Nel ricordo, momenti brutti non ce ne sono, lo sport deve insegnare a sorridere anche se non e' andata bene.


3) Maurizio: Qual'è stato il tuo miglior tempo e in quale gara?
3) Stefano Gamper:
Nel primo Mondiale ho impiegato 7h. 1min. arrivando quarto assoluto degli italiani, valeva anche come campionato italiano sulla lunga distanza.

4) Maurizio: Hai conosciuto grandi campioni e al nastro di partenza eri li con loro, ma cosa provavi quando partivi a fianco di grossi calibri, come nell'Iroman di Nizza dove correvi con il più grande specialista in assoluto, l'americano Mark Allen, vincitore di questa gara ben 10 volte e 5 (mi sembra) quello delle Hawaii?
4) Stefano Gamper:
Ho avuto la fortuna di partire a Nizza a fianco del piu' grande campione di sempre, Mark Allen, la sua bici era attaccata alla mia, prima di partire ho scambiato due parole con lui, mi ha firmato il cappello da sole, persona tranquilla, solare, carica di energia.

5) Maurizio: Com'era il tuo programma di allenamento settimanale in tempo e km?
5) Stefano Gamper:
Mi allenavo sette giorni su sette, molte volte doppio allenamento, se non triplo. Per mantenere il ritmo dei migliori mi allenavo anche otto ore al giorno.

6) Maurizio: Poi c'è stato un cambiamento, una nuova ricerca rivolta sempre verso le gare di ultra distanza, con la bici da corsa. Gare no stop da 400 a 1000 km.
Ricordiamo la tua performance in Sicilia nel 2000: 1000 km in 44 ore.
Il miglior tempo: ma in realtà tu hai fatto sempre registrare il miglior tempo anche nelle altre gare. Ci racconti la tua gara in Sicilia?
6) Stefano Gamper:
La mia predisposizione e' sempre stata quella delle lunghe distanze, la bici nel triathlon era la mia frazione debole, una prova interessante. Ho iniziato con le gran fondo, il primo anno di prova, il secondo arrivando al nono posto del ranking nazionale. Da li' in poi ho trovato nelle gare sulla lunga distanza la mia vera dimensione. In Sicilia sono partito per scendere sotto le 40 ore; ci sarei riuscito, ma la pioggia torrenziale mi ha costretto a fermarmi per oltre cinque ore, le strade erano sparite sotto torrenti di fango e acqua, impossibile pedalare, comunque terminavo in 44 ore, miglior tempo.

7) Maurizio: Quanti km percorri in bici all'anno?
7) Stefano Gamper:
Negli ultimi tre anni ho percorso circa 100.000 km.

8) Maurizio: Gli anni sono trascorsi e di ultradistanze ne hai fatto tante, l'entusiasmo e la determinazione cresce e si rafforza, in queste esperienze si scoprono delle sensazioni personali, quale è la tua filosofia e che senso dai alla vita?
8) Stefano Gamper:
La vita e'  qualcosa che bisogna scoprire, un libro da leggere, un vento che trasporta, conoscere se stessi, le persone che ci circondano, l'ambiente, le montagne, le pianure, il mare, l' insetto piu'  piccolo, il profumo di un fiore.

9) Maurizio: L'anno scorso hai fatto una gara veramente speciale: probabilmente la più importante che hai fatto come vibrazioni e sentimenti, sicuramente la gara più estrema in assoluto al mondo per quanto riguarda le gare su strada di ultra distanza, (forse più difficile anche della RAAM, l'attraversata no stop dell'America per 5000 km).
Hai partecipato e portato a termine la Regina delle Ultradistanze: la XX ALPS di 2300 km e 56.000 m di dislivello. Ce la vuoi raccontare?
9) Stefano Gamper:
Nella XXALPS Extreme c' e'  tutto quello che un uomo può sognare. E' come entrare in una storia insieme alle persone che ti seguono sul campo e a quelle che a casa mentalmente ti pensano. La partenza avviene a Vaduz nel Lichtenstein, attraversa l' Austria, l' Italia, la Svizzera ed infine la Francia, fino ad arrivare nei pressi di Montecarlo. Quarantasei passi da valicare per un dislivello di 56.000 m e un chilometraggio di 2.300 km. I primi tre giorni e mezzo ha piovuto continuamente senza soste rendendo il tutto estremamente difficile; il freddo e in alcuni casi la neve hanno dato una grossa impronta. Si era sempre bagnati, sentivi i rivoli d' acqua scendere lungo la schiena, mani, piedi perennemente ghiacciati. La notte si viaggiava sempre intorno agli zero gradi, ricordo che salivo da Malga Ciapela verso il Passo Fedaia nella tormenta alle una di notte, le gocce che mi scendevano dalla fronte si trasformavano in spiriti di persone, di animali, una sorta di allucinazione piacevole che mi ha accompagnato fino alla cima. Poi da meta'  Svizzera il tempo e'  un po'  migliorato. Salita, salita, sempre salita.

10) Maurizio: Un'impresa che ha dell'incredibile e che hai portato a termine in poco più di 6 giorni. Come ti sei alimentato?
10) Stefano Gamper:
Ho impiegato sei giorni, tre ore, 44 minuti, arrivando in seconda posizione dietro il fenomeno svizzero Daniel Wiss, uno dei migliori professionisti di questo genere di gare. Ogni 15 minuti mi veniva dato un boccone da mangiare, un pezzo di pane con grana,  prosciutto crudo; nel team cercavano di variare il piu'  possibile gli alimenti, bevevo moltissimo, una borraccia d'acqua, una di maltodestrine e cosi'  via.

11) Maurizio: Come hai organizzato i tuoi tempi di soste e dormite?
11) Stefano Gamper:
Nei primi tre giorni posso dire di non essermi mai fermato a riposare, dal quarto in poi ci sono stati dei microsonni, in cima ai passi mettevo i piedi per terra, infilavo la mantellina, scambiavo qualche parola e poi giu' per la discesa. Nei sei giorni un totale di quattro/cinque ore di sonno.

12) Maurizio: Ci sono stati molti momenti e situazioni che potevano compromettere e indurti al ritiro, ma la tua grande determinazione e preparazione, nonché il tuo team di supporto, ha allontanato queste possibilità, ce le vuoi raccontare?
12) Stefano Gamper:
Il grosso problema che mi ha fatto compagnia dal quarto giorno fino alla fine, e'  stata la paralisi del muscolo dorsale che sostiene la testa. Era diventata una palla senza sostegno. Nelle salite la sostenevo con la mano, il problema maggiore erano le discese. Il mio team all' inizio ha sperimentato vari sistemi di collare per sostenermela, ma cosi'  non andava, fino ad arrivare ad una croce di legno che mi veniva applicata sulla schiena e tramite delle bende, fissata. In cima ad ogni passo mi veniva applicata, in fondo alla discesa, tolta: un sistema macchinoso e una perdita di tempo notevole, comunque fondamentale. Mai pero'  ho pensato di ritirarmi.

13) Maurizio: Cosa pensa una persona così sensibile e rispettosa, ma molto sicura come te quando pedala in queste situazioni veramente al limite?
13) Stefano Gamper:
Per me queste pedalate sono una sorta di meditazione, un dialogo tra la mente ed il corpo materiale. Vivere la mia emozione con le persone che mi sono  vicino, portare nel mio cuore attimi indimenticabili.

14) Maurizio: Come ti sei preparato per questa gara?
14) Stefano Gamper:
Il mio allenamento oltre che fisico, sulla bicicletta, e'  molto a livello mentale. La privazione del sonno, la fatica, i problemi che possono arrivare, sono in queste prove, portati al limite. Mi diverto a giocare con la mia mente, sperimentando situazioni nuove, ascolto le risposte del mio fisico, sorrido.

15) Maurizio: La tua famiglia che ruolo ha nella tua vita sportiva e come riesci a conciliare il tutto anche con il lavoro?
15) Stefano Gamper:
I miei figli, Samuel e Simon, mi seguono con orgoglio, spero di essere per loro un buon esempio, di onesta', sincerita', umilta', oltre che d'impegno, Maria, mia moglie, mi da l' entusiasmo e la tranquillita'. Facendo i turni al lavoro, ho molto tempo a disposizione per allenarmi, esco spesso con Samuel, ottimo ciclista (esordiente). Tolgo molte ore al sonno per pedalare nel silenzio della notte.

16) Maurizio: Trovi il tempo anche per altre cose che mostrano la tua sensibilità, serietà e rispetto per la vita: hai seguito e allenato un disabile per partecipare alle ultime Paraolimpiadi 2006 che si sono svolte in Piemonte. Di cosa si è trattato?
16) Stefano Gamper:
Da alcuni anni faccio la guida nello sci di fondo ad un ragazzo semivedente di nome Franz. In Italia e'  il migliore della sua categoria. Devo stargli sempre davanti: con il residuo minimo della sua vista e la mia voce dobbiamo sincronizzare il movimento. L' anno scorso eravamo in America per i mondiali, quest'anno abbiamo fatto varie gare di Coppa del Mondo, anche in Norvegia, poi i campionati italiani ed infine le Paralimpiadi di Torino. In queste gare ci si trova  a gareggiare con dei veri fuoriclasse, provo solo ad immaginare se avessero la vista!

17) Maurizio: Cosa ti ha dato questa esperienza? E cosa hai dato tu?
17) Stefano Gamper:
Quello che ho ricevuto e' l' amore per la vita, l' emozione di ricevere un sorriso, la fortuna di poter vivere momenti indimenticabili, con persone che, per  incidenti o per nascita, sono paralizzati senza qualche arto, non vedenti. Ecco, sentirti con loro, essere come loro, annulla qualunque menomazione fisica. Spero che anche loro sentano la mia gioia, ma su questo non ho dubbi.

18) Maurizio: In questi periodi cosa stai facendo?
18) Stefano Gamper:
Dopo Torino, ho ripreso a pedalare da un paio di settimane, questo sara'  un anno di transizione, sto organizzando l' XXALPS del 2007; li'  ho lasciato una parte del mio cuore, quest'anno mi piacerebbe pedalare con tante persone, vivere tranquillamente bellissime gite, condividere i loro e i miei pensieri.

19) Maurizio: Ma da bambino, che rapporto avevi con la natura e con lo sport?
19) Stefano Gamper:
Ricordo che da bambino mio padre, non avendo la macchina, portava me e i miei fratelli con la Vespa in montagna, nei boschi. Nel suo silenzio, nella sua capacita'  di trasmettere le cose con poche parole, ho trovato nella natura il luogo dove rimanere un bambino sognatore.

20) Maurizio: Io sono come un bambino e sogno sempre di rincorrere i miei sogni che ogni tanto realizzo, tu hai un sogno che rincorri e non riesci a realizzare?
20) 
Stefano Gamper:
Un sogno e'  il punto di partenza per un' azione, la forza motivante del nostro essere, il capire le immense capacita' racchiuse in ognuno di noi. La mia vita e' un sogno.

Maurizio: Grazie Stefano della disponibilità, sei sicuramente un modello da seguire, ti auguro un caro proseguimento nel tuo sogno. Ciao

Stefano Gamper: ciao Maurizio, spero di essere stato esauriente, e' sempre difficile esprimere con le parole certe sensazioni, con affetto Stefano