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1)
Maurizio: Ciao Stefano sono contento di fare due chiacchere con te.
Tu hai una lunga carriera di triathleta, sei stato uno dei primi
Italiani a cimentarti nelle gare in Europa nella distanza Iroman,
3,8 km a nuoto, 180 km in bici e 42 km di corsa, ci vuoi raccontare
come è nata questa tua passione?
1) Stefano Gamper: Ho
iniziato il triathlon negli anni 84-85 trascinato da mio fratello
Alessandro,che voleva strapparmi dalla mia attivita' alpinistica,
che era diventata ormai il mio unico pensiero. Alpinismo che ha
occupato un ruolo importante nella mia gioventu'. Per circa otto
anni sono stato come si suol dire un discreto triatleta. Sempre nei
primi dieci in ambito nazionale, arrivando terzo in un campionato
Italiano assoluto a squadre. Ho partecipato a molti triathlon
internazionali, culminati con due campionati mondiali sulla lunga
distanza. Tutti due i campionati venivano svolti a Nizza sulla
distanza ufficiale di 4km. di nuoto, 130km. bici, 32km di corsa. In
quegli anni correvano tutti i grandi nomi del panorama mondiale,
nomi che hanno fatto la leggenda del triathlon.
2)
Maurizio: Molte gare, grandi fatiche e grandi gioie, quale ricordi
con maggior entusiasmo e gioia e quale invece ricordi con amarezza?
2) Stefano Gamper: Tante
gare, tanti ricordi, tanti momenti particolari, nella fatica ho
sempre trovato gioia, nelle difficolta' la forza di reagire; momento
di entusiasmo la corsa di 32km. del primo Mondiale, letteralmente
volavo, passavo tra la gente ed alla fine il mio tempo era uno dei
migliori in assoluto. Nel ricordo, momenti brutti non ce ne sono, lo
sport deve insegnare a sorridere anche se non e' andata bene.
3)
Maurizio: Qual'è stato il tuo miglior tempo e in quale gara?
3) Stefano Gamper: Nel primo
Mondiale ho impiegato 7h. 1min. arrivando quarto assoluto degli
italiani, valeva anche come campionato italiano sulla lunga
distanza.
4) Maurizio: Hai conosciuto grandi campioni e al nastro di partenza
eri li con loro, ma cosa provavi quando partivi a fianco di grossi
calibri, come nell'Iroman di Nizza dove correvi con il più grande
specialista in assoluto, l'americano Mark Allen, vincitore di questa
gara ben 10 volte e 5 (mi sembra) quello delle Hawaii?
4) Stefano Gamper: Ho avuto
la fortuna di partire a Nizza a fianco del piu' grande campione di
sempre, Mark Allen, la sua bici era attaccata alla mia, prima di
partire ho scambiato due parole con lui, mi ha firmato il cappello
da sole, persona tranquilla, solare, carica di energia.
5) Maurizio: Com'era il tuo programma di allenamento settimanale in
tempo e km?
5) Stefano Gamper: Mi
allenavo sette giorni su sette, molte volte doppio allenamento, se
non triplo. Per mantenere il ritmo dei migliori mi allenavo anche
otto ore al giorno.
6) Maurizio: Poi c'è stato un cambiamento, una nuova ricerca rivolta
sempre verso le gare di ultra distanza, con la bici da corsa. Gare
no stop da 400 a 1000 km.
Ricordiamo la tua performance in Sicilia nel 2000: 1000 km in 44
ore.
Il miglior tempo: ma in realtà tu hai fatto sempre registrare il
miglior tempo anche nelle altre gare. Ci racconti la tua gara in
Sicilia?
6) Stefano Gamper: La mia
predisposizione e' sempre stata quella delle lunghe distanze, la
bici nel triathlon era la mia frazione debole, una prova
interessante. Ho iniziato con le gran fondo, il primo anno di prova,
il secondo arrivando al nono posto del ranking nazionale. Da li' in
poi ho trovato nelle gare sulla lunga distanza la mia vera
dimensione. In Sicilia sono partito per scendere sotto le 40 ore; ci
sarei riuscito, ma la pioggia torrenziale mi ha costretto a fermarmi
per oltre cinque ore, le strade erano sparite sotto torrenti di
fango e acqua, impossibile pedalare, comunque terminavo in 44 ore,
miglior tempo.
7) Maurizio: Quanti km percorri in bici all'anno?
7) Stefano Gamper: Negli
ultimi tre anni ho percorso circa 100.000 km.
8) Maurizio: Gli anni sono trascorsi e di ultradistanze ne hai fatto
tante, l'entusiasmo e la determinazione cresce e si rafforza, in
queste esperienze si scoprono delle sensazioni personali, quale è la
tua filosofia e che senso dai alla vita?
8) Stefano Gamper: La vita
e' qualcosa che bisogna scoprire, un libro da leggere, un vento che
trasporta, conoscere se stessi, le persone che ci circondano,
l'ambiente, le montagne, le pianure, il mare, l' insetto piu'
piccolo, il profumo di un fiore.
9) Maurizio: L'anno scorso hai fatto una gara veramente speciale:
probabilmente la più importante che hai fatto come vibrazioni e
sentimenti, sicuramente la gara più estrema in assoluto al mondo per
quanto riguarda le gare su strada di ultra distanza, (forse più
difficile anche della RAAM, l'attraversata no stop dell'America per
5000 km).
Hai partecipato e portato a termine la Regina delle Ultradistanze:
la XX ALPS di 2300 km e 56.000 m di dislivello. Ce la vuoi
raccontare?
9) Stefano Gamper: Nella
XXALPS Extreme c' e' tutto quello che un uomo può sognare. E' come
entrare in una storia insieme alle persone che ti seguono sul campo
e a quelle che a casa mentalmente ti pensano. La partenza avviene a
Vaduz nel Lichtenstein, attraversa l' Austria, l' Italia, la
Svizzera ed infine la Francia, fino ad arrivare nei pressi di
Montecarlo. Quarantasei passi da valicare per un dislivello di
56.000 m e un chilometraggio di 2.300 km. I primi tre giorni e mezzo
ha piovuto continuamente senza soste rendendo il tutto estremamente
difficile; il freddo e in alcuni casi la neve hanno dato una grossa
impronta. Si era sempre bagnati, sentivi i rivoli d' acqua scendere
lungo la schiena, mani, piedi perennemente ghiacciati. La notte si
viaggiava sempre intorno agli zero gradi, ricordo che salivo da
Malga Ciapela verso il Passo Fedaia nella tormenta alle una
di notte, le gocce che mi scendevano dalla fronte si trasformavano
in spiriti di persone, di animali, una sorta di allucinazione
piacevole che mi ha accompagnato fino alla cima. Poi da meta'
Svizzera il tempo e' un po' migliorato. Salita, salita, sempre
salita.
10) Maurizio: Un'impresa che ha dell'incredibile e che hai portato a
termine in poco più di 6 giorni. Come ti sei alimentato?
10) Stefano Gamper: Ho
impiegato sei giorni, tre ore, 44 minuti, arrivando in seconda
posizione dietro il fenomeno svizzero Daniel Wiss, uno dei migliori
professionisti di questo genere di gare. Ogni 15 minuti mi veniva
dato un boccone da mangiare, un pezzo di pane con grana, prosciutto
crudo; nel team cercavano di variare il piu' possibile gli
alimenti, bevevo moltissimo, una borraccia d'acqua, una di
maltodestrine e cosi' via.
11) Maurizio: Come hai organizzato i tuoi tempi di soste e dormite?
11) Stefano Gamper: Nei primi
tre giorni posso dire di non essermi mai fermato a riposare, dal
quarto in poi ci sono stati dei microsonni, in cima ai passi mettevo
i piedi per terra, infilavo la mantellina, scambiavo qualche parola
e poi giu' per la discesa. Nei sei giorni un totale di
quattro/cinque ore di sonno.
12) Maurizio: Ci sono stati molti momenti e situazioni che potevano
compromettere e indurti al ritiro, ma la tua grande determinazione e
preparazione, nonché il tuo team di supporto, ha allontanato queste
possibilità, ce le vuoi raccontare?
12) Stefano Gamper: Il grosso
problema che mi ha fatto compagnia dal quarto giorno fino alla fine,
e' stata la paralisi del muscolo dorsale che sostiene la testa. Era
diventata una palla senza sostegno. Nelle salite la sostenevo con la
mano, il problema maggiore erano le discese. Il mio team all' inizio
ha sperimentato vari sistemi di collare per sostenermela, ma cosi'
non andava, fino ad arrivare ad una croce di legno che mi veniva
applicata sulla schiena e tramite delle bende, fissata. In cima ad
ogni passo mi veniva applicata, in fondo alla discesa, tolta: un
sistema macchinoso e una perdita di tempo notevole, comunque
fondamentale. Mai pero' ho pensato di ritirarmi.
13) Maurizio: Cosa pensa una persona così sensibile e rispettosa, ma
molto sicura come te quando pedala in queste situazioni veramente al
limite?
13) Stefano Gamper: Per me
queste pedalate sono una sorta di meditazione, un dialogo tra la
mente ed il corpo materiale. Vivere la mia emozione con le persone
che mi sono vicino, portare nel mio cuore attimi indimenticabili.
14) Maurizio: Come ti sei preparato per questa gara?
14) Stefano Gamper: Il mio
allenamento oltre che fisico, sulla bicicletta, e' molto a livello
mentale. La privazione del sonno, la fatica, i problemi che possono
arrivare, sono in queste prove, portati al limite. Mi diverto a
giocare con la mia mente, sperimentando situazioni nuove, ascolto le
risposte del mio fisico, sorrido.
15) Maurizio: La tua famiglia che ruolo ha nella tua vita sportiva e
come riesci a conciliare il tutto anche con il lavoro?
15) Stefano Gamper: I miei
figli, Samuel e Simon, mi seguono con orgoglio, spero di essere per
loro un buon esempio, di onesta', sincerita', umilta', oltre che
d'impegno, Maria, mia moglie, mi da l' entusiasmo e la tranquillita'.
Facendo i turni al lavoro, ho molto tempo a disposizione per
allenarmi, esco spesso con Samuel, ottimo ciclista (esordiente).
Tolgo molte ore al sonno per pedalare nel silenzio della notte.
16) Maurizio: Trovi il tempo anche per altre cose che mostrano la
tua sensibilità, serietà e rispetto per la vita: hai seguito e
allenato un disabile per partecipare alle ultime Paraolimpiadi 2006
che si sono svolte in Piemonte. Di cosa si è trattato?
16) Stefano Gamper: Da alcuni
anni faccio la guida nello sci di fondo ad un ragazzo semivedente di
nome Franz. In Italia e' il migliore della sua categoria. Devo
stargli sempre davanti: con il residuo minimo della sua vista e la
mia voce dobbiamo sincronizzare
il movimento. L' anno scorso eravamo in America per i mondiali,
quest'anno abbiamo fatto varie gare di Coppa del Mondo, anche in
Norvegia, poi i campionati italiani ed infine le Paralimpiadi di
Torino. In queste gare ci si trova a gareggiare con dei veri
fuoriclasse, provo solo ad immaginare se avessero la vista!
17) Maurizio: Cosa ti ha dato questa esperienza? E cosa hai dato tu?
17) Stefano Gamper: Quello
che ho ricevuto e' l' amore per la vita, l' emozione di ricevere un
sorriso, la fortuna di poter vivere momenti indimenticabili, con
persone che, per incidenti o per nascita, sono paralizzati senza
qualche arto, non vedenti. Ecco, sentirti con loro, essere come
loro, annulla qualunque menomazione fisica. Spero che anche loro
sentano la mia gioia, ma su questo non ho dubbi.
18) Maurizio: In questi periodi cosa stai facendo?
18) Stefano Gamper: Dopo
Torino, ho ripreso a pedalare da un paio di settimane, questo sara'
un anno di transizione, sto organizzando l' XXALPS del 2007; li' ho
lasciato una parte del mio cuore, quest'anno mi piacerebbe pedalare
con tante persone, vivere tranquillamente bellissime gite,
condividere i loro e i miei pensieri.
19)
Maurizio: Ma da bambino, che rapporto avevi con la natura e con lo
sport?
19) Stefano Gamper: Ricordo
che da bambino mio padre, non avendo la macchina, portava me e i
miei fratelli con la Vespa in montagna, nei boschi. Nel suo
silenzio, nella sua capacita' di trasmettere le cose con poche
parole, ho trovato nella natura il luogo dove rimanere un bambino
sognatore.
20) Maurizio: Io sono come un bambino e sogno sempre di rincorrere i
miei sogni che ogni tanto realizzo, tu hai un sogno che rincorri e
non riesci a realizzare?
20)
Stefano
Gamper: Un sogno e' il punto
di partenza per un' azione, la forza motivante del nostro essere, il
capire le immense capacita' racchiuse in ognuno di noi. La mia vita
e' un sogno.
Maurizio: Grazie Stefano
della disponibilità, sei sicuramente un modello da seguire, ti
auguro un caro proseguimento nel tuo sogno. Ciao
Stefano Gamper: ciao
Maurizio, spero di essere stato esauriente, e' sempre difficile
esprimere con le parole certe sensazioni, con affetto Stefano
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