|
1)
Staff
Naturaid:
Sei un biker molto famoso in Sardegna che tutti rispettano e temono,
sei sempre l’uomo da battere ad ogni competizione che ti vede
partente, come è cominciata la tua carriera di biker?
1) Vittorio Serra
La mia vita da biker è iniziata quando praticamente ci fui
costretto, se ancora volevo fare un qualche sport.
Prima correvo in
moto e praticavo Windsurf agonistico. Gli infortuni specie con
l'enduro erano tanti e tali che praticamente l'ortopedico fu
categorico: l'unico sport che mi restava da fare era andare in
bicicletta. La cosa non mi andava per niente. Era il 1994.
La prima gara a cui
partecipai era una cronometro per le mulattiere di Santa Teresa di
Gallura. Vinsi fra lo stupore generale, per cui posso dire che
cominciai col passo buono.
2)
Staff
Naturaid: Tu
hai fatto molti sport. Ci vuoi raccontare delle tue esperienze
sportive?
2) Vittorio Serra
Il primo numero attaccato alla maglia l'ho messo a 13 anni nel 1970
correndo nelle campestri provinciali con la Società di atletica
Campidano. A quei tempi vincevo tantissime gare di atletica. Fino a
18 anni. Poi ho iniziato con le moto. Nel 1975 ho debuttato nel
fango delle gare di enduro (allora si chiamava regolarità) Con la
mia fida Zundapp abbiamo passato anni memorabili. Gli anni settanta
erano leggendari. Ho corso in moto fino al 1993. 18 anni di agonismo
sono una bella cifra. In tutto questo tempo il motociclismo è
profondamente cambiato. Si può dire che ho assistito in prima
persona all'evoluzione che ha portato alle moto che conosciamo oggi.
Gli anni ottanta mi
hanno visto anche sulla tavola a vela per sport e per avventura.
Anche di questo sport sono stato un pioniere, evolvendomi come
praticante ed agonista di pari passo con l'evoluzione di questo
fantastico sport. Ho cavalcato le rabbiose tavolette da wave nel
mare in burrasca e gli scorbutici e difficili scafi a volume
studiati per le regate open. Ho partecipato pure ai mondiali di
seconda divisione e ho vinto numerose regate. Alcune corse nel mare
in subbuglio dal vento erano vere e proprie scorribande riservate
per pochi: per chi resisteva!
3)
Staff
Naturaid:
Quali sono le più significative per te?
3) Vittorio Serra
Ricordi significativi ne ho tanti, si intrecciano nel tempo e viene
difficile preferirli su altri. Posso ricordare l'epico giro della
Sardegna in solitario e autosufficienza con il surf o addirittura la
traversata del tirreno sempre nello stesso modo. Come non ricordarsi
poi della trasvolata della Sardegna con il deltaplano a motore che
piantava sempre sul più bello facendomi atterrare dove capitava o
l'epopea dell'attività subacquea degli anni 70 quando con il club
sub di Sinnai vagabondavamo per le isole della costa a caccia di
relitti e altro. Siamo quelli che hanno deposto la statua della
madonna del naufrago a Villasimius. Ora lì ci fanno festa e grandi
eventi ogni estate. Ma chi c'era allora a diventar matti come
novelli robison Crosue abbruttiti dal sale e dalle ore sott'acqua ?.
4)
Staff
Naturaid: Tu
fai grandi prestazioni che richiedono grande impegno e preparazione
fisica. Quanti km fai all’anno? Ci vuoi raccontare una tua giornata
tipo?
4) Vittorio Serra
Con la bici attualmente faccio parecchi km. ma soprattutto perchè la
uso come mezzo di locomozione quotidiano. Non uso mai la macchina e
già quello ti mette nelle condizione di non doverti poi sottoporti a
noiosi e alla fine stressanti allenamenti necessari per trovare la
condizione. Quando un paio di ore alla settimana esco in mtb siamo
sempre in due: io e il cronometro. Prendo sempre percorsi che mi
diano dei riferimenti e tiro. La mia giornata tipo negli ultimi anni
con la famiglia che è cresciuta si è modificata drasticamente. Nina
(tre anni ) e Cesare (un anno ) ti provano le forze. Sveglia presto
prima delle sette, colazione e strecting per una mezzora prima che
si sveglino i pargoli perchè poi devi stare con loro fino alle 9,30
ora in cui li porti all'asilo o dalla nonna. Ho quindi tre ore per
fare tutte le cose necessarie per lavoro e case e quindi inforco la
bici e vado a espletare tutte le relative commissioni. Dall'una in
poi di nuovo a casa con la famiglia e così fino alle quattro quando
inizio il mio lavoro di odontoiatra fino alle otto. Poi di nuovo a
recuperare i bimbi distribuiti da nonne e zie e quindi cena e
biberon vari fino alle 11 di notte, ora in cui gli angioletti,
stanchi di rincorrersi e smontare tutto cio che possono, si
accasciano addormentati sul divano.
5)
Staff
Naturaid: 49
anni, un fisico snello e magro, ma i tuoi
55 kg tutto vene
e muscoli nascondono grande forza e ancor più una straordinaria
resistenza. Infatti sei l’attuale Campione Europeo Master sulla
distanza degli 80 km che hai conquistato in Austria. Ci vuoi raccontare come ti sei preparato
a questa gara e come è stata la strategia quel giorno.
5) Vittorio Serra
Quando misi piede nella valle di Gratz quel fine settimana
dell'agosto scorso la prima impressione fu di estremo pentimento
d'essere arrivati fin li dalla Sardegna. Ventiquattro ore prima
stavo a planare le onde della spiaggia di Geremeas con il mio surf e
lo scenario che invece avevo ora di fronte era da tipico inverno
alpino. Vento e soprattutto pioggia intensissima di quelle che non
ti lasciano speranze, anzi con previsioni al peggioramento. La gara
marathon cui ho partecipato è stata sicuramente la più difficile
corsa che abbia fatto in mtb. pioveva così forte che alla fine tutta
la zona è stata evacuata e infatti è scattato il piano di crisi
ambientale in tutto il Nord Europa. Noi stavamo correndo
nell'epicentro della bufera. Tutti i valichi, Brennero compreso
verranno chiusi di li a poche ore. proprio queste condizioni estreme
finiranno per avvantaggiarmi e farmi ricordare come straordinario
questo evento. Mentalmente posso dire che sono entrato nella
filosofia di chi affronta un mare in burrasca a 5 miglia da terra
con il surf. Solo chi ha provato quelle sensazioni sa di cosa stò
parlando. Per cui entrato in questi termini di paragone, mi è stato
poi semplice gestire le 5 ore di sforzo fisico in mezzo alla
tempesta. Qui almeno ero comunque con le ruote che toccavano anche
terra...
6)
Staff
Naturaid: Il
2005 è stato un anno ricco di soddisfazioni per te, oltre alle
vittorie sui campi di gara classica sei stato il protagonista
vincendo una gara insolita in Marocco di 600 km no stop. Quali sono stati i problemi principali da affrontare e superare
per portare a termine una gara di questo tipo?.
6) Vittorio Serra
Il Naturaid in Marocco mi vedeva partente con già l'esperienza fatta
durante la prima edizione. Bici , materiali e i necessari viveri di
prima necessità erano stati scelti praticamente a colpo sicuro. Per
mangiare ho scelto una base energetica costituita principalmente da
frutta secca ( mandorle, uva passa, noccioline, fichi secchi etc. ).
Un generoso pezzo di grana padano e diverse piadine sarde erano il
carburante al seguito. Ed è andato benissimo .Il vestiario era un
insieme di capi tecnici che andavano dalla maglia da cross country
ai wind stopper con le maniche con ulteriori mantelline e coprigambe
assortiti. Dovendo passare dai quasi 30 gradi di alcuni luoghi come
nel deserto di Zagorà alle rigide temperature sottozero dei passi
dell'atlante posti praticamente a 3000 metri, ci si regolava togliendo o accumulando indumenti . Non avevo comunque
fatto i conti con il mal tempo incontrato nel primo giorno, che ha
reso particolarmente difficile affrontare i primi
250 km.
Per il resto la
condotta del raid l'ho affrontata con molto cameratismo con i due
compagni di corsa che con me hanno fatto da battistrada. Il
resoconto di questa avventura lo potrai trovare sul mio sito:
www.doctorvictor.it.
7)
Staff
Naturaid:
Hai fatto questa gara con una bici autocostruita, ce ne vuoi
parlare?
7) Vittorio Serra
Dopo quasi 7 anni che corro con bici interamente costruite da me c'è
ancora chi si stupisce della cosa quando lo scopre.
In effetti
probabilmente sono l'unico al mondo che corre (ogni tanto vincendo
pure ) con bici di propria costruzione. Il fatto è che il
sottoscritto cavalcava i campi di gara con le special in carbonio in
tempi in cui eri visto per quello con sospetto e perplessità. Ora
tutti sono in sella a bici e componenti in carbonio ma c'è stato un
lunghissimo periodo in cui praticamente agli appuntamenti nazionali
ero l'unico che aveva veramente qualcosa di diverso e innovativo da
mostrare. Il mio bagaglio tecnico deriva dalle esperienze maturate
nell'engineering dell'Aviotech e dei fratelli Fiocco, veri
precursori in Europa delle fibre composite. Io mi sono ulteriormente
specializzato nel settore ciclo e non potrebbe essere altrimenti
vista l'esperienza diretta delle corse.
Ovviamente sono
decadente e un pò narcisista : le bici le faccio solo per me !
8)
Staff
Naturaid: In
febbraio si è svolta proprio nel tuo paese a Sinnai vicino a
Cagliari una gara di MTB molto importante dove hanno partecipato i
biker più importanti come il campione del mondo e il campione
italiano e tu naturalmente eri il tracciatore ufficiale. Come hai
scelto il percorso e quali erano le caratteristiche?
8) Vittorio Serra
Il percorso della Liquigas l'avevo ideato per una gara di campionato
di divesi anni fa. Nonostante si fosse già allora rivelato tecnico
e duro, specie per la realtà agonistica isolana l'ho indicato in
quanto non aveva generato alcun problema logistico e organizzativo.
Il tracciato, comprendente tratti tecnici e traiettorie sempre
nervose e impegnative ben si sarebbe sposato quindi con l'alto tasso
atletico dei partecipanti a questa prova. I fatti mi hanno dato
ragione in quanto i dirigenti dell'asd Sinnai, la società su cui
gravava l'onere organizzativo alla fine hanno ricevuto i complimenti
incondizionati da parte di tutti.
9)
Staff
Naturaid:
Hai cominciato la stagione agonistica frequentando il circuito
regionale e hai già fatto un 3 posto assoluto. Quali sono i tuoi
progetti per questo 2006?.
9) Vittorio Serra
Ho iniziato a Guspini con la prima prova regionale cross country
finendo terzo assoluto. Il fatto è che non ho ne gamba ne
preparazione per star dietro a questi assatanati delle gare veloci a
circuito. Cerco di difendermi, domenica scorsa a Tula alla seconda
prova sono finito secondo assoluto. La prossima di Iglesias proverò
a vincerla anche se ammetto che in realtà nel cross country non sono
certo un fulmine di guerra. Molto meglio per me le gare lunghe
magari a tappe, come per esempio la trans Creta a cui dovrei
partecipare a maggio: 10 tappe di circa 150 km. giornaliere. 28.000
i metri di dislivello complessivi da superare.
Vedi, qui si
comincia a ragionare....
10) Staff
Naturaid:
Grazie Vittorio della tua disponibilità e ti auguriamo un buon
divertimento e una gran gara a Creta.
10) Vittorio Serra
Grazie a voi Staff Naturaid e a tutti i visitatori di questo sito
che è un incanto leggere. Seguitelo che al mio rientro da Creta vi
darò il reportage
Un saluto anche all’amico Maurizio e auguri per la sua prossima
avventura. Ciao Dctor Victor |