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-Le regole -
1) Il vero
viaggiatore slow (slow traveler) ama viaggiare e conoscere nuovi
posti.
2)Resta almeno una
settimana in un luogo: non sopporta i viaggi in cui si visitano 10
città in tre giorni o, peggio ancora, 7 nazioni in 10 giorni.
Inoltre una settimana consente di entrare in contatto più profondo
con il luogo e di sperimentarne a un livello diverso dal solito la
forza sotterranea. Sarebbe come leggere un compendio di Guerra e
pace di Tolstoj. Forse più o meno si capisce di cosa si tratta, ma
in realtà leggendone solo una parte scelta da altri si toglie tutto
il gusto della lettura, dell’ intreccio e della bellezza di un
romanzo così articolato e profondo. Stessa cosa per le città. Vanno
esplorate a poco a poco senza farsi indirizzare dai ritmi degli
altri che quasi mai corrispondono ai propri e che lasciano addosso
un senso di frustrazione.
3)
Quando visita una città usa la teoria dei “Cerchi Concentrici” per
gli spostamenti giornalieri: visita, cioè, a “cerchi” ciò che gli
sta intorno, piuttosto che spendere l’intera giornata per rincorrere
lontanissimi “ must” o “luoghi da non perdere” il cui unico
interesse alla fine è quello di poter dire “io ci sono stato”.
4)
Lo Slow Traveler preferisce affittare una casa piuttosto che
affittare una stanza d’albergo. La ricerca incessante su internet o
tramite amici cercando anche di non farsi abbagliare da descrizioni
o fotografie ma cercando al contrario di coglierne l’essenza
mettendosi in ascolto delle sensazioni che ogni luogo,
invariabilmente, riesce ad accendere.
5)
Il viaggiatore Slow ha il desiderio fortissimo di condividere con
altri le sue esperienze, tanto che, in America, è nata proprio da
un’ iniziativa privata e senza alcun scopo di lucro l’associazione
degli Slow Traveler. Il piacere sta tutto nel condividere, alla base
della filosofia slow.
6)
Lo Slow Traveler condivide i principi di tutti i vari movimenti
slow, come quello del downshifting, che mirano a vivere vite più
felici, più piene e allo stesso tempo a sviluppare una maggiore
attenzione e sensibilità ai problemi dell’ambiente.
7)
Partecipa per esempio al National Downshifting Week (22-28 aprile),
la seconda giornata nazionale del Downshifting organizzata in Gran
Bretagna.
Una
bussola, un tatuino,scarpe buone e tanto tempo. La nuova vacanza si
consuma così. Camminando, pedalando, in sella ad un cavallo, o a
bordo di una barca. Andando lenti, per le strade del mondo cercando
con gli occhi e con le mani di scoprirlo davvero. Una sorta di
antidoto alla velocità delle nostre vite. Una velocità che divora
tutto. Amori, tempo, giornate, occhi. Andare: dove non importa.
India, America, Australia, Canada o Marocco, ma anche
Gargano,Sicilia, Eolie,Sardegna, Toscana. L’importante è prenderla
comoda. Darsi tempo. Esplorare. Perché, come scriveva Barthes,”
camminare è forse, mitologicamente, il gesto più comune e quindi il
più umano”. Ecco. Esseri umani. Fuori dal tritacarne del viaggio
tutto compreso, con tappe obbligate che rimbambiscono la testa e
lasciano con un pugno di nulla e qualche fotografia. Gli slow
travelers hanno una filosofia che se la segui sei un vero
viaggiatore slow: “ Resta almeno una settimana in un posto. E guarda
quello che ti sta intorno: piuttosto che correre a vedere i “must”
usa la teoria dei “ Cerchi Concentrici”. E fai questi cerchi intorno
a te, proprio lì dove sei in quel momento”. Il viaggiatore slow
americano ama l’Europa. In particolare l’Italia, paese slow per
eccellenza. Il viaggiatore slow italiano ama la Toscana, in
particolare il Chianti, vera regione slow. Ma sene va un po’
dappertutto. Tanto che i tour operator che si occupano di viaggi
“lenti” negli ultimi anni sono moltiplicati. C’è chi offre tour in
bicicletta lungo le strade dell’India, del Marocco e di una miriade
di altri posti, come Maurizio Doro, un vero viaggiatore slow, che
ama entrare nei posti dalla porta principale. Chi in bicicletta
porta fino a Cuba, come Pianeta Jonas. Chi a piedi porta in Cina,
come Azonzo Travel, disponibile a inventare qualunque tipo di
viaggio, come un viaggio in Antartide, in navigazione da Ushuaia
alla penisola antartica a bordo di navi dedicate alle ricerca
scientifica. E c’è anche chi, come il Gabbiano Livingstone,
organizza viaggi in barca, lenti lenti, oppure viaggi con aereo e
pilota al seguito che, anche questi lentamente, portano i
viaggiatori alla scoperta dell’ Africa. Per non parlare delle guide
di viaggio che sono ormai tante, così come i racconti di viaggi
lenti o manuali per riscoprire una dimensione che dia valore al
tempo: come Viaggio in Italia a piedi e in mountainbike attraverso
le Alpi e gli Appennini (di Gianfranco Bracci, Tamari Edizioni),
guida scritta per “ riscoprire l’avventura di camminare a piedi”.
Filosofia del camminare di Duccio Demetrio( Cortina editore) che
proprio nel camminare vede la possibilità del pensiero, quello
vero, e dell’incontro, quello decisivo. E se la De Agostini ha
inaugurato la collana “Outdoor” con volumi dedicati alle vari
regioni a alle possibilità di passeggiate,trekking, mountain bike,
rafting, parapendio, arrampicata, escursioni a cavallo, il Touring
Club ha pubblicato le Guide sport dedicate alla Mountain Bike in
Italia, due volumi con percorsi, difficoltà, consigli e suggerimenti
al Nord e al Sud. La Edizioni Età dell’ Acquario è uscita con due
libri dedicati all’argomento: Il cammino di Santiago de Compostela,
il diario di un pellegrinaggio spirituale per onorare le reliquie
di San Giacomo. E What’s your country? Il giro del mondo in
bicicletta di Marizio Villa, un anno in sella, dalla Liguria alla
Grecia, dalla Turchia all’Iran, dal Pakistan all’India, dalla
Thailandia al Laos,dal Vietnam alla Cina, da Macao a Hong Kong,
dagli Stati Uniti al Portogallo, Spagna, Francia e di nuovo
Liguria. Un viaggio lento,alla scoperta di luoghi e genti, volti e
storie,che ha profondamente trasformato l’autore. Tra le case
editrici dedicate a libri slow, da segnalare Ediciclo Editore,
specializzata in viaggi in bicicletta, che ha pubblicato una serie
di titoli, tra cui Sete d’Africa. Mali e Burkina Faso in bicicletta
di Claudia Perugina e anche i due, di Emilio Rigatti (Minima
Pedalia) e Alberto Fiorin (Salam Shalom) che segnaliamo in queste
pagine. La filosofia? Fare un viaggio senza fretta. E farlo in
bicicletta. Rory
Cappelli |